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INEDITO MEZZO SCUDO 1617 FILIPPO III QUOD VIS


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22 risposte a questa discussione

#1
francesco77

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    Duca

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Come ben tutti sanno, la monetazione napoletana di Filippo III di Spagna (1598-1621) è stata sempre nel mio cuore, tanto che in alcuni miei precedenti articoli del 2002 e 2003 evidenziai tipologie e varianti (di mezzi Ducati e Tarì) sfuggite addirittura al Pannuti Riccio.



http://www.ilportale...ezzo_ducato.htm



http://www.ilportale..._filippoIII.htm



La monetazione napoletana di Filippo III è ancor più interessante di quella di Filippo II e IV ed il motivo di tale varietà sarà approfondito nei prossimi studi.



Oggi, in esclusiva per Lamoneta e per la gioia di tutti i cultori di numismatica napoletana voglio render nota una variante (o meglio, tipologia) notata nel catalogo d'asta 41 della Nomisma. Avrei potuto pubblicare una tale chicca su una rivista numismatica per facilitare una maggior diffusione tra coloro che non usano ancora internet, ma questa volta preferiscono coinvolgere tutti i lamonetiani e renderli partecipi. In questo topic, una volta arrivati a raccogliere sufficienti informazioni, provvederò successivamente a riassumere il tutto in un solo articolo da pubblicare poi nell'apposita sezione "articoli".

Con il permesso dello staff, desidererei essere il primo a sperimentare e mettere in pratica l'iniziativa ideata nella riunione on-line dei curatori. Questo nuovo metodo di stesura di articoli avrà sicuramente l'obbiettivo di coinvolgere, oltre che gli appassionati di monete napoletane, anche quelli esperti in altri campi. Nell'articolo saranno citati i nomi di tutti coloro che, con le loro idee, contribuiranno a tale lavoro.



Ecco il quesito ………… il mezzo Scudo (argento) di Filippo III del 1617 è sempre stato descritto con al rovescio "AQUILA CORONATA", e, al dritto il viso del Duca di Ossuna sotto il taglio del busto di Filippo III (quasi a voler sottolineare l'irruenza del viceré) ………… la tipologia che sto per presentarvi pare che abbia delle particolarità mai notate finora! Nelle immagini vengono riportati alcuni mezzi Scudi del 1617 apparsi di recente sul mercato affinchè si notino le differenze, vi invito a sfogliare il Pannuti-Riccio (n. 3 e 3a) ed il Corpus volume XX (n.133/137) per rendervi conto meglio (cfr. anche catalogo Civitas Neapolis del 2003 e Artemide del 19-12-2009 lotto 424 http://www.deamoneta...page:2/q:napoli ).



Nell'asta Nomisma 41 (lotto 805) c'è un mezzo Scudo del 1617 dal modulo largo, ben leggibile e di disegno davvero insolito! Al rovescio c'è un'AQUILA CON COPRICAPO (anziché corona) molto simile ad un berretto, già dalla base inferiore di questo copricapo si nota che non si tratta della solita corona, un particolare questo, già notato in altri esemplari, ma questo della Nomisma è il più nitido e quindi comprova che avevo visto bene per gli altri. Al collo poi, tra le piume, c'è una sorta di pendaglio ben nitido (cfr. immagini dei particolari).



Si tratta di una tipologia che per mezzo di questi ..... ed altri particolari, nasconde un messaggio forte ed interpretabile da chi studia esoterismo e simbolismo misterioso, inoltre, la scomposizione e la ricomposizione delle lettere delle leggende celano frasi diverse da quelle che si leggono. I motti presenti nelle monete erano suggeriti da dotti (e massoni) e per comprenderli bisogna andare obbligatoriamente oltre la numismatica.

Da notare poi la data 161(7) con l'ultima cifra eclissata dalla leggenda (sicuramente scaturito dalla doppia battitura del martello).



Queste sono le informazioni iniziali. Se leggerete la storia o qualche opera di Tommaso Campanella ……. forse qualcuno di voi potrà tentare di arrivare ad avvicinarsi a …….. .……. eccetera ……….

http://it.wikipedia....maso_Campanella

Nel corso della discussione saranno bene accette altre immagini ………. lascio a voi il resto, vi auguro un buon lavoro………. Francesco

Allega File(s)


Messaggio modificato da francesco77 il 28 marzo 2010 - 21:43


#2
utente259

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Sembra una via di mezzo tra un copricapo ed una corona "chiusa" detta anche "piena"... Quella di Artemide è una "corona aperta e radiata" utilizzando un linguaggio araldico.

Buona intuizione Francesco.

#3
francesco77

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Ho già ricevuto una decina di e-mail di persone che gentilmente mi fanno domande su cosa potrebbe essere. Queste domande potrete farle in questo topic. Così tutti noi carpiremo qualche indizio più preciso.
Gionata ha lanciato una buona intuizione .......... non è una corona radiata.

#4
francesco77

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Da notare la differenza di piumaggio sotto il collo dell'aquila, non si tratta di una semplice piuma ma di un qualcosa simile ad un pendaglio. Uhhhmmmm ...... la cosa si fa interessante.

#5
francesco77

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Volevo poi far notare che questa sorta di corona/copricapo è già presente nello Scudo del 1617 dello stesso tipo (cfr. Pannuti-Riccio 2, 2a, Asta Nac-Spink Taisei Ottobre 1994 e Asta Italphil 14 del 2004 lotto 174). Ma solo nel mezzo Scudo pare che sia inedito. Proprio il nominale dove fa capolino il viso del Duca di Ossuna, mentre nello Scudo non vi è questa faccina.

Messaggio modificato da francesco77 il 29 marzo 2010 - 09:03


#6
fedafa

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Interessante discussione, complimenti.

Mi permetto di segnalare un'altra moneta simile passata in asta NAC n° 35 (da cui l'immagine seguente).
La differenza, oltre che nella presenza di un simbolo che precede la data (pesce), anche nell'interpunzione del R/ dove troviamo delle foglie anzichè delle croci.



Molto interessante invece il pendaglio presente al collo dell'aquila nell'esemplare postato da Francesco77 che in una moneta come questa, piena di simboli da interpretare sicuramente nasconde un qualche significato.

Messaggio modificato da fedafa il 29 marzo 2010 - 09:53


#7
francesco77

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Ottimo esemplare, lascio a voi interpretare il perchè del cambiamento di un particolare così fondamentale come la corona.

#8
francesco77

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In un'opera del Campanella c'è un passo che coincide incredibilemnte con il simbolismo e le leggende di questo nominale. Una cosa da fare impallidire.

#9
francesco77

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Il simbolo del pesce è un altro elemento ............. la parola Ichthys è un acronimo, ecco una breve spiegazione, tra l'altro presente anche su alcuni siti da me consultati.

IL MESSIA DI QUESTA ERA " L'ERA DEI PESCI"

« 'Ιησοῦς Χριστός Θεoῦ Υιός Σωτήρ (Iesùs CHristòs THeù HYiòs Sotèr) ».

« GESU' CRISTO SALVATORE FIGLIO DI DIO ».

http://www.albatrus....e_cristiano.htm

http://arcangeliedem...ichthys-il.html

#10
francesco77

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UN CRISTIANO, DURANTE LE EPOCHE DELLE PERSECUZIONI, PER RICONOSCERE L'ALTRO, DISEGNAVA LA PARTE CURVA SUPERIORE DEL PESCE (ICHTHYS) ................ L'ALTRO RISPONDEVA UNENDO ALLA CURVA DISEGNATA, LA PARTE INFERIORE ............... ERA UN METODO PER RICONOSCERSI TRA LORO SENZA PARLARE E DESTARE SOSPETTI ............. Immagine inserita , IL SIMBOLO DEL PESCE SUL MEZZO SCUDO 1617 NON è MESSO Lì A CASO ..... Immagine inserita Immagine inserita Immagine inserita

Messaggio modificato da francesco77 il 29 marzo 2010 - 11:33


#11
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ecco il segno di riconoscimento dei Cristiani

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Messaggio modificato da francesco77 il 29 marzo 2010 - 11:28


#12
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Avendolo visto sullo scudo fotografato nel Pannuti-Riccio avevo sempre pensato ad una corona chiusa da calotta, di tipo principesco o imperiale, ma effettivamente come corona è ben strana dal momento che non presenta croci o altri ornamenti di sorta. Qualcosa di simile sembra pure comparire al centro del rovescio del tarì per le nozze con Margherita d'Austria, fra le due cornucopie con le "erme" dei sovrani, e anche in alcuni esemplari dell'altro rarissimo carlino con l'aquila di profilo, in quei pochi esemplari ben conservati in quel punto (v. "Civitas Neapolis", 259).

Come mio modesto contributo posso segnalare solo un altro esemplare, passato in vendita pubblica qualche anno fa. Si trova al lotto 349 del catalogo della vendita Mario Ratto, tenutasi a Milano il 5-6 maggio 1959. Dalla foto in b/n si intuisce appena, ma c'è...

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Messaggio modificato da JunoMoneta il 29 marzo 2010 - 15:38


#13
JunoMoneta

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Sul doppio ritratto reale / vicereale in questa moneta, ricordo di aver letto un articolo interessante su Cronaca Numismatica, forse più di 15 anni fa...Ma non ricordo il numero, né l'autore del pezzo. Nessuno di voi lo ricorda?

#14
francesco77

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Ciao Juniormoneta, ti ringrazio per l'immagine che hai postato, speriamo di raccoglierne quante più possibili. Se ognuno di noi darà il proprio contributo si potrà riuscire a stabilire verosimilmente anche un grado di rarità per il tipo con corona radiata ed uno per il tipo con "corona particolare". E' chiaro che all'inizio del topic non ho parlato di esemplare UNICO ma INEDITO, e cioè con una particolarità mai evidenziata prima d'ora e che nel corso degli approfondimenti riserverà delle sorprese.
p.s. Siete sicuri che sia una vera e propria corona chiusa? La corona, benchè fosse chiusa, non dovrebbe riportare una perlinatura verticale o una decorazione sovrastante? Mi pare un po' troppo semplice per essere una corona........... infatti ................................................................................................................
Nell'asta Varesi Utiusque Siciliae del Maggio 2000, lotto 316 (Pannuti-Riccio 9 e 9a), si nota molto chiaramente com'è fatta una vera corona reale, e cioè con perlinatura e decorazioni varie, mi rifersico al Tarì di Filippo III con i doppi busti su cornucopie. Per quale motivo si sarebbe dovuto riprodurre su Scudi e mezzi Scudi (di diametro notevolmente superiore al Tarì) una corona così spartana ed abbozzata? Immagine inserita

#15
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Grazie a te Francesco per aver lanciato questa affascinante ricerca, spingendo tutti noi ad indagare più a fondo in monete che spesso siamo soliti dare per scontate (ossia, nello specifico: irraggiungibili!)

Nell'asta Varesi Utiusque Siciliae del Maggio 2000, lotto 316 (Pannuti-Riccio 9 e 9a), si nota molto chiaramente com'è fatta una vera corona reale, e cioè con perlinatura e decorazioni varie, mi rifersico al Tarì di Filippo III con i doppi busti su cornucopie. Per quale motivo si sarebbe dovuto riprodurre su Scudi e mezzi Scudi (di diametro notevolmente superiore al Tarì) una corona così spartana ed abbozzata? Immagine inserita


Assolutamente d'accordo. Se di corona si tratta, è certo piuttosto anomala. Però sul tarì, sia pure nel modulo ridotto, essa compare pur sempre al centro della moneta. Sugli scudi e mezzi scudi è sempre nel giro, in una zona normalmente coniata male, "appiattita", quando non "violentata" dalle cesoie. Perdonami, ma per me resta un piccolo margine di dubbio. E poi per un numismatico è sempre stimolante avere un rompiballe che fa l'avvocato del diavolo, no? :P

Resto tuttavia in religiosa attesa delle tue ulteriori considerazioni, che è sempre un piacere per me poter leggere in anteprima su questo eletto forum.

Ma poi, che corona dovrebbe essere? Filippo III, diversamente da suo nonno Carlo V, non era imperatore del S. R. I., mentre nel 1617 lo era il suo lontanissimo congiunto Mattia d'Asburgo. Quindi la corona che compare sui tarì e sui carlini con l'aquila non può essere quella chiusa "a cupola" degli imperatori d'Austria. Forse una corona di Principe del S. R. I.? Mi appello agli araldisti del sito.




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