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Giovino e Sebastiano: i fratelli usurpatori.

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21 risposte a questa discussione

#16
Caio Ottavio

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Spero che questa breve ricerca vi sia piaciuta e che sia stata di qualche utilità.
Grazie a tutti per l'attenzione. :)


a me è piaciuta molto, sia nella parte più strettamente storica che ovviamente in quella numismatica; riguardo gli avvenimenti trattati, puoi indicarmi qualche libro che ne parli? Ti ringrazio!


Grazie mille, Druso Galerio. :)
Certo, ti posso suggerire qualche pubblicazione, ma, parlando di usurpatori così poco conosciuti, si trova davvero poco. Ti consiglio questi libri che costituiscono anche la bibliografia da me adoperata per sviluppare questa ricerca:
  • Edward Gibbon, Declino e caduta dell'Impero Romano. Oscar storia Mondadori, 2010. (Compendio in un solo volume);
  • Bryan Ward-Perkins, La caduta di Roma e la fine della civiltà. Editori Laterza, Economica 526, 2010.
  • Andrea Frediani, I grandi condottieri di Roma antica. Saggistica contemporanea, Tascabili Newton Storia. 2011. (Il più completo al riguardo).
  • Peter Heather, L'Impero e i barbari. Garzanti, collezione storica. 2010 (vedi, Sebastiano, note, pag. 833).


#17
rick2

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d altronde i milites si trasformano in solidati quando iniziano a chiedere il pagamento in solidi d oro

a me interesserebbe sapere l andamento demografico delle provincie occidentali e l andamento economico , su cosa si basava l economia in questo periodo ?

#18
Druso Galerio

Druso Galerio

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Spero che questa breve ricerca vi sia piaciuta e che sia stata di qualche utilità.
Grazie a tutti per l'attenzione. :)


a me è piaciuta molto, sia nella parte più strettamente storica che ovviamente in quella numismatica; riguardo gli avvenimenti trattati, puoi indicarmi qualche libro che ne parli? Ti ringrazio!


Grazie mille, Druso Galerio. :)
Certo, ti posso suggerire qualche pubblicazione, ma, parlando di usurpatori così poco conosciuti, si trova davvero poco. Ti consiglio questi libri che costituiscono anche la bibliografia da me adoperata per sviluppare questa ricerca:
  • Edward Gibbon, Declino e caduta dell'Impero Romano. Oscar storia Mondadori, 2010. (Compendio in un solo volume);
  • Bryan Ward-Perkins, La caduta di Roma e la fine della civiltà. Editori Laterza, Economica 526, 2010.
  • Andrea Frediani, I grandi condottieri di Roma antica. Saggistica contemporanea, Tascabili Newton Storia. 2011. (Il più completo al riguardo).
  • Peter Heather, L'Impero e i barbari. Garzanti, collezione storica. 2010 (vedi, Sebastiano, note, pag. 833).


Grazie a te! Per fortuna ho visto che sono tutti reperibili con facilità.

#19
Caio Ottavio

Caio Ottavio

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Be', l'andamento demografico era in stretta correlazione con quello economico. In questo periodo, l'Impero, soprattutto l'Occidente, era scosso da continue scorrerie e guerre che vedevano contrapposti i Romani e i loro alleati e quei popoli barbari che non avevano intenzione di venire a patti con i Romani. Guerre e saccheggi si affiancavano al malgoverno di un potere inetto e scarsamente coeso, come, in questo caso, quello della corte ravennate di Onorio. L'economia ne risentì: i traffici commerciali divennero sempre meno sicuri, a causa delle scorribande barbare, e gli artigiani videro la domanda di prodotto calare drasticamente con non poche difficoltà per i propri affari produttivi. L'agricoltura, che manifestava segni di decadenza già dai primi secoli dell'Impero, fu la più colpita: molti campi e coltivazioni furono devastate o abbandonate e nelle zone più fertili delle Province iniziarono a regredire i campi coltivati a favore della selva. Almeno stando alle fonti ufficiali. Si vide, così, una vera e propria migrazione di contadini dalle campagne alle città. I centri urbani, però, non sempre erano pronti a ricevere tante persone, così anche i cittadini si trovarono in difficoltà con una popolazione che aumentava di giorno in giorno, anche se di poco. I mercanti e i proprietari che se lo potevano permettere ingaggiarono dei mercenari per proteggere i loro interessi economici, istituendo dei veri e propri eserciti privati (i cosiddetti Buccellarii). Questi uomini andavano pagati e non si accontentavano certo del rame e del bronzo. Richiedevano qualcosa di più concreto. Ecco che entrarono in gioco i nominali d'argento, come le silique, in questo caso, e quelli d'oro, come il solido. Qust'ultimo fu la principale moneta d'oro romana in sostituzione dell'aureo, creata da Costantino e fu in uso fino al X secolo d.C., circa. I solidi avevano un diametro maggiore rispetto all'aureo alto-imperiale, ma erano più sottili, quindi avevano un peso minore e contenevano un quantitativo di fino inferiore rispetto agli aurei dell'Alto Impero. Il suo peso teorico era di 1/72 di libbra romana, corrispondente a circa 4,5 grammi. Accanto all'oro vi era, poi, una richiesta costante di argento monetato come dimostra la sigla P S che veniva messa, a volte, accanto a quella della zecca (vedi il mio post #2). Non a caso, come hai accennato anche tu, "soldato" deriva proprio da solidus, la moneta più ambita per le paghe dai militari.

Messaggio modificato da Caio Ottavio il 10 agosto 2012 - 15:15


#20
Caio Ottavio

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Sì, Druso Galerio, si trovano tutti in libreria. Sono libri al cui interno puoi trovare esplicate in un contesto molto più ampio le cose che ho cercato di raggruppare qui, nel particolare. :)

#21
odjob

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    Duca

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Complimenti
non ricordo se Diegi ne aveva parlato di Giovino e Sebastiano su Panorama Numismatico,ma ,se la memoria non m'inganna credo di no.

--Salutoni
-odjob

#22
Caio Ottavio

Caio Ottavio

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Grazie Odjob. :)
Essendo una vicenda per la quale sono reperibili scarne notizie e trattandosi di due personaggi non molto conosciuti, spesso non vengono neanche menzionati nelle varie pubblicazioni di storia. La bibliografia che ho indicato è prettamente storica, ma sono gli unici libri che ho e che ho consultato che trattano l'argomento, chi più, chi meno.




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