Jump to content
  • Sky
  • Blueberry
  • Slate
  • Blackcurrant
  • Watermelon
  • Strawberry
  • Orange
  • Banana
  • Apple
  • Emerald
  • Chocolate
  • Charcoal

All Activity

This stream auto-updates     

  1. Past hour
  2. Miclu

    Sampietrini

    Buongiorno! Volevo condividere con voi l'ultimo arrivato in collezione. Sampietrino romano ridotto 1797 con S.P in legenda prima delle chiavi impugnate dal santo. Tale dettaglio non risulta censito in nessuno dei maggiori cataloghi trattanti monete pontificie (Muntoni, CNI, Serafini). Oltretutto sembrerebbe che al rovescio, la scritta BAIOCCHI, sia stata appronta con la sostituzione del punzone della lettera O con un altra C, dando la parvenza di BAICCCHI.
  3. Rocco68

    ATTENZIONE!

    Si Salvatore
  4. Salvatore Esposito

    ATTENZIONE!

    Ciao @Rocco68 se non sbaglio è il riconio delle merendine, per capirci quello con diametro ridotto?
  5. Fate conto che invece di "pizzeria" ci sia scritto "Progresso numismatico" e che invece del cane ci siamo noi zoticoni di questo forum...
  6. giuseppe ballauri

    Le Meno Belle

    Questa moneta è una delle più circolate della mia Collezione. Qualche anno fa ha smesso di circolare... e l'ho messa in collezione. Conservazione: "Triste" ,che è quella conservazione tra il B e il MB, non contemplata dai Cataloghi, ma che bisognerebbe inserire. Quella conservazione che, se la moneta potesse parlare, scriverebbe un romanzo più corposo di quelli di Stephen King... Quando la guardi ti scappa la lacrimuccia, sia per la storia, sia per la malcelata rabbia della sua condizione e quindi ti viene da sussurrare: " Benedetta ragazza, non potevi fermarti almeno per un centinaio di anni in un cassetto? Poi sarei arrivato io, e come il Principe Azzurro, con delicatezza, ti avrei riposta in un monetiere con il velluto rosso". A parte gli scherzi si tratta di una moneta R2 che ho inseguito da tempo per completare la collezione di Carlo Felice ( adesso mi manca solo più la sorella 1824 GE, moneta che non ho mai visto ed è un R4...quindi non ho speranze). La moneta è quella che è, potrei forse trovarne una migliore, ma non la venderò mai, ormai le sono affezionato. Ciao
  7. Col rame io uso il flash per ovviare alla "minor luminosità"...
  8. King John

    Le più belle rappresentazioni di guerrieri

    Bronzo coniato a Venusia (Venosa) nel II secolo a.c., al rovescio un calzare di Ermes.
  9. Rocco68

    ATTENZIONE!

    Buongiorno a tutti, È da un po che cerca di piazzarlo..... Descritto come autentico e "dal vivo ancora più bella" Alla modica cifra di 120,00 più 10,00 di spedizione! Come lasciarsi sfuggire questa rarissima riproduzione delle famose merendine di una Piastra 1859 di Franceschiello.?
  10. El Chupacabra

    Valutazione 5 lire 1901

    Concludendo: Lucia Travaini: "è una prova di conio..." Gigante: "non lo è..." Ai posteri l'ardua sentenza.
  11. monbalda

    Denaro Minuto (Aquilino) di Pisa

    Caro @margheludo non c'è bisogno affatto di scusarsi...ci mancherebbe altro! Grazie a voi piuttosto di fare uso del mio studio e di evidenziare eventuali imprecisioni di stampa o altro di poco chiaro, che spero di correggere se tra qualche tempo riuscirò mai a far uscirne una edizione rivista e aggiornata (dopo la "benedetta" monografia sulla Seconda Repubblica, però, per la quale tra poco aprirò un canale di crowfounding gestito personalmente da me e non dall'editore ...).
  12. In realtà più sotto si legge proprio l'esatto contrario:
  13. Rapax

    I Romani davano il resto?

    Questo è Giovenale (III, 249-250)... in quel periodo l'elargizione in moneta (i famosi 25 assi, o i 3 denari citati da Marziale) erano la prassi, ma non mancano casi in cui i clientes avevano a che fare con "elargizioni fumanti" e si portavano al seguito il necessario per non far freddare "il pollo".
  14. El Chupacabra

    Valutazione 5 lire 1901

    Forse è una deduzione da questa frase sul Gigante...
  15. Tinia Numismatica

    I Romani davano il resto?

    Non fosse altro per una questione di ingombro e di peso da trasportarsi dietro, perché i legionari i loro salari li volevano sul luogo , compreso e soprattutto , quando erano in giro a combattere. Meglio qualche barra d’argento che qualche carro di bronzo , senza entrare nel merito delle difficoltà che sarebbero Insite nello scambiare una moneta fiduciaria con qualsiasi bene in territori non romanizzati , anziché una moneta a valore intrinseco. ovvio che del circolante eneo se ne sentisse molto poco il bisogno se non nei piccoli scambi popolani e di conseguenza anche l’emissione non fosse necessaria più di tanto, al contrario che nei territori Romanizzati di confine come già illustrato da Lucullo sopra.
  16. Rocco questa è quella più rara giusto con la testa leggermente più grande
  17. Grazie a tutti! Efficientissimi!
  18. Anche a me questa suona nuova, prova di conio... Ma dove hai letto questa notizia @Mr. Coin sono molto curioso.
  19. Tinia Numismatica

    I Romani davano il resto?

    E perché , avrebbero dovuto mettersi a fare le frumentationes?... È solo una questione di praticità: hai una pletora di clientes che questuano davanti al tuo portone, ognuno con le sue personali necessità, cosa fai, regali un pollo a ciascuno ? Mi pare più semplice elargirgli l’equivalente del pollo in moneta. Occupa poco spazio e ogni questuante la utilizza come meglio gli necessità. Non c’erano i banchi dei cambia/polli c’erano quelli dei cambiavalute. poi se a te affascina la visione arcadica e un po’ primitiva di un popolo in cui il baratto rappresenti uno dei sistemi economici diffusi , sei padronissimo di continuare a mantenere la tua personale visione. Però tieni conto che la nascita stessa della moneta sta a indicare che le altre economie di scambio stavano strette ai nostri (e non nostri ) avi già da un bel po prima che i romani si affacciassero al mondo. Quindi, dato che non erano stupidi ed erano pragmatici , non vedo perché non avrebbero dovuto fare loro , al più presto, un metodo di transazione che era ormai già ben affermato nel resto del mondo civilizzato conosciuto, allo stesso modo in cui hanno fatto loro altri aspetti , funzionali e funzionamenti, delle civiltà con cui sono entrati in contatto. Sicuramente se fosse esistito postepay o il bonifico ( che poi in parte esisteva) lo avrebbero adottato tranquillamente, visto che a loro interessava la praticità quotidiana e non potevano stare a perdere tempo con le concezioni romantiche.
  20. Today
  21. Grazie mille adesso carico altre foto piu dettagliate e peso cmq ho visto adesso il titolo 😂😂😂😂😁😁 razzi
  22. L. Licinio Lucullo

    I Romani davano il resto?

    A questo riguardo, propongo di tenere in considerazione un altro fattore, scarsamente indagato. Durante la Repubblica, l'unica zecca ufficiale rimase Roma; man mano che il dominio dell'Urbs si espanse, le necessità di moneta furono sostenute in parte con l'emissione di moneta locale, a tutti gli effetti una monetazione provinciale (sebbene questa locuzione venga usata solo per il periodo post augusteo). Il fenomeno invero è già evidente in Italia, ma esplode con l'annessione della prima provincia, la Sicilia. Ora, le emissioni provinciali repubblicane in argento sono poche, anche se esistono (una su tutte, i cistofori della provincia d'Asia); le emissioni provinciali repubblicane enee invece sono molto numerose, centinaia di tipi. Questo perché, immagino, non aveva senso trasportare il bronzo da Roma all'Iberia, all'Africa o all'Asia: l'elevato rapporto peso/valore di queste monete avrebbe fatto sì che il loro trasporto sarebbe risultato più oneroso che utile. Molto meglio, con sano pragmatismo romano, servirsi (anche) di monete locali. Per questa ragione, secondo me, all'espansione territoriale e demografica non trova diretto riscontro un'emissione di monete in bronzo
  23. grigioviola

    Dubbi su antoniniano di Claudio il Gotico

    Durante il III secolo si assiste a un generale impoverimento del contenuto di fino nell'antoniniano via via sempre più evidente fino quasi a sparire del tutto nella composizione della lega metallica. Parimenti si assiste anche a un impoverimento tecnico nella fabbricazione delle monete. Il punto più alto di questo fenomeno, nell'impero centrale, sembra posizionarsi verso la fine del regno di Gallieno dove, nella zecca Romana, accanto a tondelli di buona fattura, inizia una produzione di tondelli realizzati coi medesimi conii dei "fratelli più belli" ma su dischetti di minor peso e diametro. Questo fenomeno è stato notato da Bland dopo aver studiato i due principali ripostigli del periodo: Cunetio e Normanby. Il fenomeno prosegue anche durante il regno di Claudio II dove è frequente trovare una produzione affiancata di tondelli di buon peso e diametro a tondelli, delle medesime serie, di peso e diametro inferiori. Il tutto degenera poi verso la fine del regno di Claudio II e l'inizio del regno del fratello Quintillo, in particolar modo con la serie di divinizzazione DIVO CLAVDIO quando è evidente che alla zecca di Roma la produzione aveva perduto ormai quasi del tutto gli standard qualitativi del passato. Il tutto va messo in relazione con la cosiddetta rivolta di Felicissimo e degli operatori della zecca della capitale, rivolta repressa nel sangue da Aureliano che ha poi intrapreso una serie di operazioni volte a riformare sia la produzione che la metrologia delle emissioni. Ergo, tondelli sottopeso, approntati frettolosamente e con assi orientati in maniera casuale sono all'ordine del giorno per le coniazioni di Gallieno (fine regno), Claudio II e Quintillo. Un discorso completamente diverso invece riguarda le emissioni coeve dell'impero gallico. Spero di averti chiarito un po' di dubbi @CoinLover, il III secolo è un periodo affascinante, di turbolenze, di guerre interne e di accadimenti politici di varia natura. Dal punto di vista numismatico offre un sacco di possibilità di studio e di collezione ed è ancora tutto sommato accessibile economicamente senza grossi svenamenti!
  24. L. Licinio Lucullo

    I Romani davano il resto?

    Quando fu fatta la riforma del valore del denario, sappiamo che per i legionari la moneta in argento "continuò" per un certo periodo a valere X assi. Dando per scontato che questa clausola fosse a favore dei militari e non contro di loro, significa che "dando dieci assi" potevano ottenere un denario, e non il contrario. Spendendo poi il denario, avrebbero ottenuto un "resto" per complessivi 16 assi. In verità, questa informazione mi ha sempre suscitato qualche perplessità, cercando di immaginare come venisse applicata. Non può essere presa alla lettera, perché significherebbe che un soldato poteva cambiare un denario con 16 assi, poi 10 di quegli assi con un altro denario e così via all'infinito. Sono arrivato alla conclusione che possa significare una cosa sola: il salario era computato in assi ma corrisposto in denarii; fu, in altri termini, uno stratagemma per aumentare il salario del 60% nel momento stesso in cui si procedeva a una svalutazione della moneta argentea
  25. L. Licinio Lucullo

    I Romani davano il resto?

    Se è corretta la datazione del Crawford: 32 anni dall'emissione RRC 219/2 a quella 290/2; 36 anni dall'emissione 368/1 a quella 471/1
  26. Ranbel

    bronzo

    Credo he data la patina sia un bronzo coevo dell aes rude e non è detto che fosse usato come moneta di scambio, comunque io non sono un grande esperto sarebbe meglio attendere il parere dei veri maestri che frequentano questo forum, saluti Rambel
  1. Load more activity

Lamoneta.it

La più grande comunità online di numismatica e monete. Studiosi, collezionisti e semplici appassionati si scambiano informazioni e consigli sul fantastico mondo della numismatica.

Hai bisogno di aiuto?

×
×
  • Create New...

Important Information

We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue., dei Terms of Use e della Privacy Policy.