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  1. Ho scoperto che la calibrazione delle fotocamere del rover Curiosity, che si trova sulla superficie di Marte dalla fine del 2012, viene effettuata attraverso il confronto visivo con.. un cent del 1909. Come si può vedere, di conseguenza e ovviamente, quindi la moneta si trova fuori dalla atmosfera terrestre e in particolare sulla superficie di Marte da quasi 10 anni. Tra le varie cose, questo ci permette anche di rispondere alla domanda che tutti sicuramente ci siamo posti prima o poi.. "come patinerebbe una moneta su Marte?" Ecco la risposta Qualcuno conosce altre monete extra-terrestri? Saluti!
    13 points
  2. Come accennato nella mia precedente discussione ([una moneta e una storia] Maxentivs pro Vrbe Sva - Monete Romane Imperiali - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo), lo scontro tra Massenzio e Costantino fu presto inevitabile ed avvenne al Ponte Milvio, il 28 ottobre del 312. La vittoria, come sappiamo, arrise a Costantino. Massenzio, sconfitto, vi perse la vita. Il crollo finale del regime di Massenzio possiede una eccezionale testimonianza archeologica: la scoperta nel 2005 delle sue insegne imperiali sul colle Palatino, dove furono sepolte dagli sconfitti per impedire che finissero nelle mani dell’odiato nemico. Sono conservate presso il Museo Nazionale di Palazzo Massimo, a Roma. Io ho avuto la possibilità di vederle dal vicino in occasione della mostra “Costantino 313” tenutasi al Palazzo Reale di Milano nel 2013 per commemorare il cosiddetto “Editto di Milano”. Sono splendide, in particolare lo scettro con il suo bel globo verde. Dopo Ponte Milvio, Costantino (in parallelo con le azioni volte consolidare il suo dominio) si applicò coscientemente per soppiantare Massenzio nel cuore dei Romani con una oculata campagna propagandistica. Non deve quindi stupire che Costantino sia ricorso al più potente strumento allora disponibile: le monete. Il RIC VI riconosce tre monete, tutte coniate a Roma nel 313: la 303, la 304 e la 312. Vediamole nel dettaglio. Cominciamo dalla 303 e 304: Si tratta di due monete aventi al rovescio la legenda LIBERATORI VRBIS SVAE: Ecco la 303: Della 304 non ho trovato una immagine (magari qualcuno di voi mi può aiutare). Essa si distingue dalla 303 in quanto il busto di Costantino e’ laureato, drappeggiato e corazzato (E) anziché solo laureato e corazzato (D); inoltre la 304 e’ stata coniata dalla 3^ officina (T), mentre la 303 dalla seconda (S). Tuttavia, sono noti esemplari “non in RIC”: Questa e’ la RIC VI 303 ma della terza officina (T): Ed ecco la RIC VI 304, ma seconda officina (S): Ed ora passiamo alla RIC VI Roma 312: Qui il rovescio e’ dunque RESTITVTOR VRBIS SVAE Queste monete LIBERATORI VRBIS SVAE e RESTITVTOR VRBIS SVAE sono strettamente collegate alla serie CONSERV URB SVAE di Massenzio. Tuttavia, mentre il dritto e’ logicamente cambiato (ora vi ci appare l’effigie di Costantino), il rovescio e’ lo stesso (sempre la dea Roma seduta dentro un tempio), ma con una legenda del tutto diversa: LIBERATORI VRBIS SVAE alternato a RESTITVTOR VRBIS SVAE, che identificano senza ombra di dubbio Costantino come vincitore del tiranno (“liberator”) e come restauratore (“restitutor”) della pace e della giustizia nella città di Roma, ora identificata come “sua”, nello stesso modo che aveva usato Massenzio nella sua serie (in cui si era identificato come “conservatore”, “protettore”). Particolare il fatto che entrambi i tipi siano stati coniati a Roma nel 313; probabilmente furono emessi per il consumo immediato del popolo di Roma: il messaggio doveva essere forte e chiaro. Con Costantino le parole non sono mai banali. Le parole “liberatori” (addirittura al dativo, una vera e propria dedica) e “restitutor” rappresentano appieno lo sforzo del vincitore di rappresentare il suo rivale Massenzio non come un mero usurpatore, ma come un tiranno dal quale il Senato ed il popolo romano erano stati liberati. E’ una differenza sottile, ma non da poco. Allarghiamo ora per un attimo un po’ il discorso. E’ da notare come, di pari passo alla produzione delle serie succitate da parte della zecca di Roma, anche altre zecche abbiano prodotto monete volte ad enfatizzare lo stesso tema. Ecco allora i tipi : ROMAE AETER AVGG di Londinium (es. RIC VI 269): ROMAE RESTITVTAE: sempre Londinium (es. RIC VI 272): RECVPERATORI VRB SVAE di Arelate (es. RIC VII Arelate 33): Anche queste produzioni terminano presto. Si chiude, infatti, nel 315 con il tipo RESTITVTORI LIBERTATIS da dalle zecche di Ticinum e Treviri: RIC VII Treveri 23: e’ in bianco e nero, ma e’ un solido RIC VII Ticinum 31: solido anche qui Come detto sopra, in Costantino nulla e’ casuale, anche la scelta di queste ultime zecche. La scelta di Londinium potrebbe essere legata (questo e’ un mio pensiero) al forte legame con la Britannia. Basti pensare che, alla morte del padre Costanzo Cloro, furono proprio le truppe di stanza ad Eburacum a nominarlo addirittura augusto nel 306. Quanto a Ticinum , in realtà significa Mediolanum dove Costantino si recò dopo aver lasciato Roma. Proprio a Mediolanum, nel febbraio del 313, si celebrò il matrimonio tra la sorellastra Costanza e Licinio, che sancì l’alleanza tra i due augusti. Fu poi in quella sede ed in quella occasione che fu promulgato il cosiddetto Editto di Milano, che fu stabilito il nuovo assetto dell’impero e che fu programmata la guerra contro Massimino Daia. Non dimentichiamo poi il ruolo che la città aveva avuto come capitale occidentale durante la prima Tetrarchia ed anche la sua posizione strategica. Quanto a Treviri, sappiamo che fu a lungo capitale imperiale dove Costantino risiedette come Cesare e dove svolse una intensa attività edilizia, a dimostrazione del forte legame con questa città. Ricordiamo, a titolo di esempio, la Basilica Palatina: Ma a Treviri tornò anche dopo aver lasciato Milano per affrontare una campagna contro Franchi e Germani e vi celebrò anche i decennalia del regno, proprio nel luglio del 315. Quanto ad Arelate, ricordiamo che proprio Costantino vi aveva trasferito la zecca di Ostia (se ne e’ già parlato). Come detto, Costantino lasciò Roma nel gennaio del 313. Il brevissimo lasso di tempo trascorso in città fa emergere tutta la sua capacità di statista in grado di riconquistare la fiducia e il rispetto del Senato e del popolo romano con una vera transizione ideologico-religiosa (se così si può dire) , anche se certo la forza degli eserciti ebbe il suo peso (oltre che grande uomo di stato era anche un grande uomo di armi). Non dimentichiamo come Costantino fosse arrivato a Ponte Milvio, ovvero sotto l’egida dell’ ”In hoc signo vinces”, paladino di Cristo contro il pagano Massenzio. Se guardiamo alle monete su postate, però, non vi sono ancora simboli cristiani, ma addirittura c’e’ ancora un tempio pagano e una dea (anche se questa dea e’ Roma). Inutile dire quindi che, al momento della sua partenza, una tale radicale trasformazione non era stata ancora completata, anche se certamente era avviata nella giusta direzione. Ne e’ una ulteriore prova la costruzione dell’Arco ordinata dal Senato poco tempo dopo, nel 315: La cosa per noi interessante e’ nella iscrizione: Al centro dell'attico è presente la seguente iscrizione: «IMP(eratori) · CAES(ari) · FL(avio) · CONSTANTINO · MAXIMO · P(io) · F(elici) · AVGUSTO · S(enatus) · P(opulus) · Q(ue) · R(omanus) · QVOD · INSTINCTV · DIVINITATIS · MENTIS · MAGNITVDINE · CVM · EXERCITV · SVO · TAM · DE · TYRANNO · QVAM · DE · OMNI · EIVS · FACTIONE · VNO · TEMPORE · IVSTIS · REM-PUBLICAM · VLTVS · EST · ARMIS · ARCVM · TRIVMPHIS · INSIGNEM · DICAVIT ·» «All'imperatore Cesare Flavio Costantino Massimo Pio Felice Augusto, il Senato e il popolo romano, poiché per ispirazione divina e per la grandezza del suo spirito in una sola volta con il suo esercito ha vendicato lo Stato, per mezzo di una giusta guerra, sia dal tiranno che da ogni sua fazione, dedicarono questo arco insigne per trionfi.» Le parole chiave sono sicuramente INSTINCTV DIVINITATIS: Costantino ha vinto per “ispirazione divina”. Ma di quale dio? Non vi e’ ancora un accenno diretto al Dio dei Cristiani, anche se dietro lo si intuisce chiaramante. E’ ancora un po’ presto per una affermazione esplicita, ma e’ questione di poco. E poi colpisce anche la parola “DE TYRANNO”: come detto su, nella sua politica propagandistica, Costantino ha liberato Roma non da un semplice usurpatore, ma da un vero e proprio tiranno. Insomma, le parole sono pietre, nel vero senso della parola. Quanto alla attività edilizia iniziale, in riferimento all’area del foro, a Costantino (che trovò molti monumenti – o almeno i due principali, ovvero il tempio di Venere e Roma e la cosiddetta Basilica) non solo già progettati e strutturati, ma anche quasi del tutto conclusi o prossimi alla conclusione, non restò che eseguire sia l’eventuale e non precisabile completamento strutturale e decorativo sia, più probabilmente, la dedicazione o ridedicazione con il suo nome. Proprio nel periodo che seguì la vittoria su Massenzio, iniziò inoltre la costruzione della sua prima basilica, quella del Laterano. Si è molto discusso su questa collocazione ‘periferica’ della cattedrale. L’interpretazione più in voga è quella che mostra un Costantino assai prudente che non vuole urtare l’aristocrazia e la popolazione stessa, ancora in forte maggioranza pagana, e preferisce quindi inserire la cattedrale il più lontano possibile dal centro della vita pubblica, ove si trovavano anche molti luoghi sacri della religione pagana. O forse, più prosaicamente, la basilica era così grande che difficilmente poteva essere collocata nell’affollato centro cittadino? Della vecchia basilica, oggi resta il nucleo principale del cosiddetto Battistero Lateranense: In vicinanza, Costantino iniziò anche la costruzione del nuovo palazzo imperiale, chiamato Sessorium (sui resti del vecchio palazzo di Elagabalo agli Horti Spei Veteris) dove risiedette la madre Elena. Di esso rimangono i resti delle Teme Eleniane e il cosiddetto tempio di Minerva Medica, in realtà una splendida aula decagona con cupola. Vi era anche una chiesa (oggi chiesa di Santa Croce in Gerusalemme) che doveva contenere le reliquie di Cristo trovate dalla madre Elena in Terrasanta. Successivamente al periodo che ci interessa, Costantino effettuerà poi una intensa attività edilizia in senso “cristiano” che esula dalla attuale discussione. Per chi vuole approfondire alleghero’ una lettura. Fonti: - RIC volume VI - Constantine the Great-- History and Coins (constantinethegreatcoins.com) - Iconografia_di_Costantino.pdf - Roma_costantiniana.pdf Le_iconografie_monetali (1).pdf Ciao da Stilicho
    11 points
  3. Non te la prendere Diamante, cerco di spiegarti qual è il problema. Il bello di questo sito è che permette in maniera gratuita e pressoché immediata di ottenere pareri numismatici da persone che sono dei veri maestri in questo campo. Spesso passano anni interi della loro vita a studiare monete. Se come risposta alla loro valutazione (sempre gratuita e sempre immediata e in questo caso - purtroppo per te - impeccabile) ottengono un “ma come fa ad esserne così sicuro?” allora ci sta che parte il sarcasmo. Ripeto, non te la prendere. Il problema è che qua non sei su Google: stai interagendo con delle persone. (A proposito, “buongiorno”, “ho trovato ieri questa a casa del nonno”, “grazie a chi vorrà aiutarmi”, sono parole che fanno sempre piacere 😎)
    10 points
  4. È da tanto che, colpevolmente, non aprivo una discussione sul forum ma il mio tempo libero purtroppo/per fortuna è sempre meno e cerco di dividerlo adeguatamente fra le mie passioni ed interessi. Di recente c’è stata un’interessante asta che ha messo all’incanto un’intera collezione che ha creato bagarre fra numerosi collezionisti. Quello che mi ha piacevolmente colpito è stato l’interesse suscitato, oltre quello ovvio alla moneta, verso i cartellini della vecchia collezione. Solitamente quando si compra una moneta il tondello resta “anonimo”, riparte da zero nelle mani del suo nuovo possessore destinando all’oblio chi prima di lui ha curato e coccolato quella moneta, un triste destino per noi collezionisti. Un semplice pezzettino di carta che accompagna la moneta invece ha permesso di non far cadere nel dimenticatoio il precedente possessore, un dovuto rispetto a chi prima di noi ha permesso che la moneta sia finita in mano nostra. Insomma una sorta di immortalità oltre che per il tondello, anche per chi prima di noi lo ha avuto. Una visione forse un po’ troppo romantica e poco legata all’attuale momento storico del collezionismo in cui il pensiero predominante è dettato da due sole parole: “Quanto vale?”, ma permettetemi questa visione forse più adatta ai tempi che furono e nel vedere l’interesse per i cartellini, che spero non sia motivato dal pensiero di un surplus sul valore economico, mi ha fatto comprendere che qualche “vecchio romantico” numismatico ancora c’è e questo è un bene per la Numismatica. Fatta questa doverosa e piacevole premessa passerei a parlare di una moneta ora in mio possesso ma sui cui sono riuscito a ricrearne parte dei suoi passaggi di mano nel tempo. Chi mi conosce sa della mia passione mai sopita per i cavalli. La moneta del popolo per eccellenza ricca di tipologie e di innumerevoli varianti e questo la rende, a mio avviso, il motivo sul perché sia tanto apprezzata dai collezionisti. Ognuno di noi credo possa vantare di avere in collezione un esemplare particolare, raro, o magari non ancora censito. Avendo per scelta ridotto la mia raccolta a pochi esemplari e cercando di studiare a fondo queste poche monete, periodo storico compreso, mi capita sovente di vedere gli stessi esemplari transitare di asta in asta nel tempo a conferma che le monete restano… i collezionisti passano. La ricerca continua di esemplari da censire mi ha portato a scoprire diversi passaggi d’asta di una moneta ora presente nella mia collezione. Una semplice curiosità ma che fa apprezzare ancor di più questo piccolo tondello di rame passato di mano in mano per tanti anni alimentando anche, senza negarlo, un po’ di ego del sottoscritto inorgoglito sapendolo passato in alcune collezioni importanti del passato. La prima notizia su questo cavallo lo troviamo nel “ragionamento” di Giovan Vincenzo Fusco Intorno alle zecche ed alle monete battute nel Reame di Napoli da re Carlo VIII di Francia edito nel 1846 dalle stamperie del Fibreno a Napoli (il Fibreno è un breve corso d’acqua che scorre a pochi metri dalla mia casa natale… segno del destino? 😇). Il “ragionamento” del Fusco, illuminante per l’epoca, non è però esente da qualche imprecisione in quanto questo cavallo viene riportato come battuto nella zecca di Capua. Ve lo presento: Da Fusco 1846, Tav. IV, nr. 3 Passano gli anni e si arriva al 1882 dove, per la legge di cui sopra che non ammette deroghe al fatto che le monete restano mentre i collezionisti passano, questo cavallo, assieme alle altre monete della collezione Fusco, viene messo all’incanto. Pur se nel catalogo della collezione la moneta non è riportata tra le poche e sicuramente più meritevoli di figurare nelle tavole, la sappiamo presente perché al lotto 2149 leggiamo la descrizione di 6 cavalli con relativi riferimenti ed uno di essi è riferito proprio al lavoro del Fusco, tav. IV numero 3. Non so chi abbia preso la moneta ma di certo dopo è finita nella collezione Cora perché nel successivo passaggio, cioè la vendita della collezione San Romé del 1924, la ritroviamo al lotto nr. 2343 proprio con l’indicazione del passaggio precedente (collezione Cora nr. 167). Con relativa immagine nelle tavole. Passano gli anni ed ecco che, all’inizio del nuovo millennio, la moneta viene riproposta in un listino di vendita della ditta Baranowsky di Roma. Un sorriso, una stretta di mano e da allora questo cavallo riposa con me. Per concludere questa è una mia storia ma sono certo che molti di voi ne hanno altre da raccontare. Vi invito a farlo in modo da non tagliare quel legame che unisce noi collezionisti di oggi con quelli del passato onorando la loro memoria. D.F.
    10 points
  5. Salve a tutti, finalmente dopo un paio di anni di ricerca, entra in collezione 1805 testa piccola. Cosa ne pensate? attendo con ansia i vostri commenti.
    9 points
  6. Buona domenica a tutti, Un saluto Raffaele.
    9 points
  7. Buonasera a tutti, per la mia Napoletana di oggi ho scelto nuovamente un tipo piuttosto che una moneta in particolare, foto di gruppo dei miei 4 Cavalli di Ferdinando IV, amo molto il ritratto di Ferdinando sui piccoli nominali. Scusate per la qualità delle foto fatte molto velocemente 😊 Saluti Alberto
    8 points
  8. Difficile è trovare questi spiccioli in buona conservazione.
    8 points
  9. Buonasera a tutti, durante il regno di Filippo III di Spagna furono coniati un'infinità di mezzi carlini, se ricordo bene il CNI ne censisce circa 200, tra busto e tosone a destra e sinistra, con legenda e anepigrafi, con i marchi più disparati, insomma c'è da impazzire tra le molteplici varianti e tipi... Questo che posto è uno di questi... D/ ✠PHI[LIPP.III.REX.]ARA.V testa coronata del Re a sinistra con fichu al collo, sotto troviamo due croci come quelle di inizio legenda ma sormontate da un globetto per ognuna, non è presente nessuna sigla... R/ SICILIΛE. HI[ERVS] tosone sospeso volto a sinistra, ad ore 6 si nota quello che sembra la parte alta del braccio di una croce come quelle presenti al dritto, da notare l'assenza di ET in legenda... N.B. Tra parentesi le lettere che non si vedono a causa della tosatura... Metallo :argento Peso :0,89 grammi Diametro :15,13 millimetri Provenienza:INASTA 92,lotto 2530...
    7 points
  10. Buona Sera, Vi presento uno delle due ultime fatiche bibliografiche del Circolo Numismatico Romano Laziale, il pregevole lavoro del nostro curatore Bernardino Mirra intitolato: " Bibliografia essenziale della numismatica italiana" Vi allego una breve recensione e la copertina con l'indice: "Per i collezionisti ammirare una bella moneta, magari inseguita da tempo, è appagante e dona un senso di soddisfazione difficilmente trasmissibile. Tuttavia, il possesso di una moneta dovrebbe costituire da stimolo per cercare tutto ciò che riguarda il nuovo pezzo entrato in collezione. Conoscere il contesto in cui la moneta è stata coniata, la sua diffusione, la sua storia, la tiratura, le caratteristiche – e successive variazioni – metrologiche, le motivazioni iconografiche dovrebbero costituire un naturale stimolo a saperne di più, purtroppo non sempre è così o ci si limita a sfogliare i cataloghi-prezzari. Eppure, per fortuna, in Italia la letteratura numismatica è molto vasta, anche se negli ultimi tempi, a causa anche della crisi della carta stampata, le pubblicazioni periodiche e monografiche sono meno numerose rispetto al passato, privilegiando le pubblicazioni online che spesso spariscono nel nulla senza lasciare traccia. Una bibliografia numismatica dovrebbe raccogliere tutto ciò che è possibile consultando tutto il pubblicato e questo criterio fu il filo conduttore che portò al progetto realizzato da chi scrive alcuni anni orsono. Invece scopo di questa bibliografia “essenziale” è fornire ai collezionisti e studiosi uno strumento più agile per evidenziare i contributi più funzionali delle zecche più importanti. Ciò va chiarito in quanto è noto che nei secoli passati, soprattutto nel Medioevo, in Italia operavano centinaia di zecche (forse il numero preciso non è mai stato appurato) in quanto per un Signore locale avere un privilegio a batter moneta costituiva una sicura entrata finanziaria. Quindi nella letteratura numismatica troviamo anche delle zecche che hanno ricevuto il privilegio di battere moneta ma in pratica non hanno mai coniato. Altrettanto doveroso è sottolineare che molti contributi si soffermano soltanto su di una moneta poiché inedita o presunta tale; ovviamente questi articoli non rientrano nello spirito di quest’opera per quanto sopra indicato" Il volume conta 152 pagine, in carattere Times New Roman n. 12, è stato stampato in 100 copie, a colori su carta opaca da 120 gr, in formato A5. La copertina è 4+4 su carta patinata opaca da gr. 300 plastificata, con allestimento in brossura e cucitura in filorefe. Il suo costo è di € 8,00. Se interessati scrivere a: c.n.romanolaziale@hotmail.com Saluti Eliodoro
    7 points
  11. Molti frequentatori di questa sezione sono molto preparati. Conoscono già l'ambiente in cui si muove la moneta nel medioevo. Ma sto pensando a coloro che sono agli inizi del percorso e che potrebbero essere interessati a scoprire come avveniva nei fatti la circolazione monetaria. Il Medioevo italano, soprattutto a partire dall'XII secolo è caratterizzato da una miriade di stati, la maggior parte dei quali batteva moneta. Spesso due zecche erano distanti solo poche decine di chilometri l'una dall'altra. E le monete che producevano dove venivano spese? Solo nel territorio di competenza o viaggiavano anche fuori? Per poter rispondere bisogna conoscere il significato di area monetaria. Essa comprendeva un territorio molto più vasto di quello che poteva essere quello della singola zecca. E nell'ambito di questa area monetaria circolavano e venivano scambiate tutte le monete coniate dalle zecche ivi comprese. Come poteva essere possibile tutto questo? Grazie al fatto che tutte le zecche dell'area si adeguavano ad un piede, ovvero a una misura, per cui tuttele monete prodotte potevano ricevere un valore preciso in tutta l'area. E, a volte, nell'area monetaria veniva accolta moneta coniata in altre aree, ma che poteva essere misurata secondo schemi adottati nella propria area. Nell'Italia medievale esistevano varie aree monetarie. E qui mi rivolgo ai nostri medievalisti più esperti, perchè descrivano le aree monetarie della loro zona in modo da creare una bella guida utile a tutti. Ringrazio fin d'ora tutti coloro che vorranno partecipare. Arka Diligite iustitiam
    7 points
  12. Voglio condividere con gli appassionati delle monete sabaude e con gli amanti dei piccoli due denari questo nuovo acquisto, importante per la mia collezione tipologica dei duedenarini. Lasciamo perdere la conservazione, avrebbe bisogno di un leggero restauro che non penso di effettuare, mi piace così, ma è, come ho già scritto in altri post quando parlavo di questa tipologia, una vera chimera per chi colleziona queste piccoline. Si tratta del primo due denari coniato nella monetazione sabauda con al diritto la croce e corona nodo data al rovescio, per questo mi piace chiamarlo "il padre dei due denari". Prodotto durante il periodo della reggenza di Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, madre di Vittorio Amedeo II, a seguito dell'ordinanza del 27 Marzo 1676 e di una seconda del 13 Aprile dello stesso anno. Solo qualche mese dopo, il 2 Agosto, una nuova ordinanza modificava il conio, cambiando la croce mauriziana con una piana, perché queste monete potevano essere scambiate con i mezzi soldi coniati precedentemente che erano ancora in circolazione. I due denari valevano un terzo dei mezzi soldi, quindi il rischio di danno era elevato, da quel momento l'impronta non subisce più grosse modifiche per più di un secolo, sino al 1800 data dell'ultimo esemplare coniato di questa longeva moneta. Vista la difficoltà di reperire esemplari di questa tipologia la coniazione deve essere stata minima, o devono essere stati ritirati molti esemplari per limitare il rischio economico. Battuta da Damiano Capellino al diritto reca una croce mauriziana, legenda M(ARIA) I(OANNA) BAP(TISTA) VIC(TORIVS) AM(EDEVS) DVC(ES) SAB(AVDIE) P(RINCIPES) P(EDEMONTIS) REG(ES) CYP(RI) al rovescio corona, nodo savoia, data 1676
    7 points
  13. Buon pomeriggio amici. E' da un pò che non posto nulla anche perché sto incasinato con altro...oggi un post rapido rapido con un paio degli ultimi acquisti, un 9 cavalli del 89 e uno del 90...che dit......torno a lavoro. Un caro saluto a tutti!
    7 points
  14. Cari Amici, la doratura delle monete viene eseguita essenzialmente per 2 motivi: Il primo è quello fraudolento del falsario che cerca di spacciare una moneta in altra lega come fosse d'oro. Nella monetazione del Regno ad esempio il 20 Centesimi 1863 venne velocemente ritirato perchè, se dorato, era simile al 5 Lire oro. Essendo, a quel tempo, la percentuale di analfabeti altissima ( anche nella popolazione di alto rango ) può essere che qualche pesce abboccasse all'amo, pur con monete molto diverse. Il secondo motivo, che è il più trascurato, è quello di "ostentazione". Mi spiego meglio: nell'800 ( ma la "moda" si prolungò fino al 2° dopoguerra ) era frequente che le monete d'oro di piccola-media dimensione si incastonassero in anelli e spille, quelle di maggior dimensione in ciondoli ed ancora spille. Ancora oggi è difficile distinguere, da lontano, un "ninnolo" di bigiotteria da un vero gioiello. Le persone meno abbienti che non potevano permettersi delle monete d'oro, facevano dorare monete di altra lega da un orefice. Le metodiche potevano essere quelle dell'immersione in soluzioni particolari con risultati non eccellenti o con metodo galvanico ( chi è interessato può leggere Mannucci "La Moneta e la Falsa Monetazione" che ho inserito nella biblioteca di "Lamoneta" ). Il fatto che le monete dorate presentino delle zone nerastre, può essere dovuto allo sfregamento che è naturale sui rilievi maggiori, oppure come test x capire se la moneta sia d'oro. Saluti a Tutti, Beppe
    7 points
  15. Buonasera a tutti,arrivata finalmente l' altra ciliegina pronosticata da @Raff82😂 Questa volta del 4 tipo. Va a far compagnia a quella del 6 tipo del '53 presa due mesi fa. È bbbella con 3b la piastrite acuta😜
    7 points
  16. Giuseppe buonasera, per me è cosa molto comune la mancanza della stanghetta sulle A come anche le aquile ribattute...! Comunque la tua ha il 9 su 8, non so se ci avevi fatto caso... colgo l occasione per postare l ultimissima arrivata a casa solo qualche giorno fa... Ferdinando lV, piastra da 120 grana 1795 “SIGILIAR”... Mi piace davvero molto anche se non è in altissima conservazione, ha una bellissima patina, bei fondi e non soffre dei classici difetti per questa monetazione di lll classe... una buona serata a tutti..!
    7 points
  17. Buona sera a tutti, @Rocco68faccio compagnia alla tua stupenda 59enne. Un saluto Raffaele.
    7 points
  18. Buon pomeriggio. La più bella delle mie Piastre : Ferdinando II, 1859
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  19. Aggiungo anche la mia Piastra 1839
    7 points
  20. Buonasera a tutti, non so da voi ma qui da me piove e fa molto freddo, intorno le montagne sono belle imbiancate. 😊 Fuori non si può uscire, ne approfitto per lavorare ad un mio progetto, vi mostro un primo step, la strada però è ancora lunga ma molto stimolante. 😊 Come vi pare stia venendo il mio Cavalluccio Aragonese 🤔 Saluti Alberto
    7 points
  21. Buonasera a tutti, La Napoletana di oggi è una Piastra del 1846. Come direbbe il mio Amico Sergio @motoreavapore : Un "modello base" 😊
    7 points
  22. Aggiorno i video fatti sul canale YouTube di Quelli del Cordusio, in particolare segnalo l’ultimo col Prof. Helmut Rizzolli, video ben strutturato e di qualità, che ci racconta una storia numismatica di un lungo viaggio fatto da una promessa sposa che parte con una ricca dote di sacchi piene di monete, dove saranno finite queste monete lo sentirete nel video ... https://www.youtube.com/channel/UCqP7Vmgu7Afpiplbt3so2mQ?app=desktop
    7 points
  23. Buonasera a tutti, sto rifacendo nuove foto alle mie monete, credo che questa sia una delle mie Piastre più belle. 😊 Piastra 1795 Ferdinando IV Saluti Alberto
    7 points
  24. Ciao, ci tengo a precisare che la mia non è una critica ma è solo un parere personale... Come dicevo ieri la moneta è irrimediabilmente compromessa, la corrosione ha portato via del metallo lasciando dei crateri ben evidenti, non credo possa peggiorare, perché penso che la moneta sia già stata trattata per tirare via il cancro del bronzo che, come vedi, ha lasciato i crateri di cui sopra... Come hai già anticipato la moneta è comunque leggibile, soprattutto nella data e nella sigla del maestro di zecca, il che permette di classificarla correttamente... Comunque ciò che conta è che tu sia soddisfatto, e se questa moneta ti stuzzichera', come ha fatto con me ed altri amici del forum, non tarderai a volerne affiancare altre...
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  25. Prossima Asta Naumann lot 86 Penso che ora possiamo confermare che si tratta di cloni...
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  26. Quando mi è stata proposta non ci ho pensato due volte, nonostante la richiesta. Senza nulla togliere alle altre, ma al momento è la più bella della mia Collezione: Ferdinando I d'Aragona. Mezzo Carlino con l'ermellino. Mi farebbe piacere leggere i Vostri commenti.
    6 points
  27. Buonasera a tutti, bello il rame del Vicereame, fa anche rima, ma l'argento nemmeno scherza, mi sono ritrovato ad osservare questo mio bel quadretto, 4 argenti 4 regnanti, sembra il titolo di un film, a parte gli scherzi, già così la possiamo definire una mini collezione, un argento per regnante, potrei fermarmi così oppure no🤔 Saluti Alberto
    6 points
  28. Buongiorno a tutti e buona domenica, per le mie più belle oggi ho scelto uno dei miei amatissimi ramini. 9 cavalli Ferdinando IV 1790 Saluti Alberto
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  29. Ho rifatto le foto al mio Tornese del 1840, quelle precedenti non gli facevano onore.
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  30. Oggi vi presento l'ultimo Aureolo entrato in collezione! Purtroppo non in ottime condizioni, ma si tratta di un tipo alquanto raro per tipologia di busto. La conservazione del dritto non è eccellente, ma alcuni particolari permettono di identificare l'identità di conio con un pezzo in alta conservazione e quindi di confermare l'identificazione. Ecco il pezzo: IMP C POSTVMVS P F AVG, busto radiato e corazzato a destra FIDES EQVIT / P (in exergue), la Fede seduta a sinistra, con in mano patera e stendardo RIC -; Elmer -; AGK 18a; Cunetio 2490; Mairat 511 19mm - 2,5 gr Di questo pezzo sono noti in totale 4 esemplari (compreso quello ora in mio possesso): - Cunetio 2490 - Sir A. J. Evans collection - Jos Hemmes collection - il pezzo qui proposto L'identità di conio è possibile verificarla confrontando l'esemplare con l'antoniniano proveniente dalla collezione Hemmes che è fotografato nel sito www.gallic-empire.com:
    6 points
  31. Vorrei avvisare tutti i Serenissimi che i Milanesi hanno effettuato un tentativo di scipparci la primogenitura della coniazione della lira. Infatti @numa numa ha cercato di attribuirla al grossone da 20 soldi di Filippo Maria Sforza a scapito del nostro Nicolò Tron. Ho immediatamente cercato di difendere le nostre posizioni e ristabilire la verità dei fatti. Arka Diligite iustitiam
    6 points
  32. Grazie! ...ormai appartengo alla schiera dei collezionisti illustri! scherzi a parte, alcuni potrebbero vedere questi "colpi" come una sorta di successi economici o come opportunità di investimento... io li vivo invece come soddisfazione personale per il raggiungimento di un livello di conoscenza e approfondimento su di un dato settore numismatico. La soddisfazione principale deriva infatti dal vedere come la lettura, lo studio, la ricerca e la condivisione delle informazioni permettano di fare queste piccole "scoperte".
    6 points
  33. Vi faccio partecipi dell'ultima arrivata..... Filippo III Tre Tarì 1610 Spahr 46
    6 points
  34. il 1975 oltre ad essere Anno Santo fu anche Anno Internazionale della Donna (nel 1972 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite accolse la proposta lanciata dalla Commissione sulla Condizione della Donna (CSW) di proclamare il 1975 Anno Internazionale della Donna). Bhutan 10 chetrums, sul retro non credo sia raffigurata una donna con i capelli corti bensì Jigme Singye Wangchuck (quarto re drago del Bhutan)
    6 points
  35. Buon pomeriggio a tutti, stavo sfogliando alcuni cataloghi nella mia biblioteca per alcune ricerche, tra i quali la vendita Jacob Hirsch XXVI del 1910. E' un'asta particolare perchè è l'unica (della serie delle Hirsch) che presenta due collezioni diverse in serie a seguire di greche (la prima di doppioni del Museo di Berlino ex coll. Lobbecke) e la seconda di amatore ignoto. Premetto che le "classiche" Jacob Hirsch, Naville Ars Classica, Egger etc....sono aste che avrò visto, rivisto e strarivisto decine e decine di volta la singola asta..... Nella seconda collezione mi accorgo di due tetradrammi di Akragas, sui quali confesso, forse per distrazione o sbadataggine, non avevo mai buttato seriamente l'occhio prima di oggi..... Presentano due simboli MAI VISTI.....uno con CONCHIGLIA TRA LE CHELE DEL GRANCHIO E LEPRE SOTTO, l'altro con TRE GLOBETTI A INTERVALLO TRA IL GRANCHIO E TESTA ARCAICA SENZA COLLO SOTTO.. Il GRANDE JACOB HIRSCH LI DESCRIVE ENTRAMBI COME INEDITI....e ci credo bene!!!!!!! Ho verificato sul Corpus di Akragas e la prof. Ulla Westermark non ne fa mai menzione, neppure tra i falsi/falsificazioni..... La difficoltà di trarre un giudizio sulla loro bontà sta nel fatto che sono foto tratte da calchi in gesso però, se osserviamo attentamente i particolari, bannarli come falsi non me la sento....anzi! Le rotture di conio sull'aquila del 369, la bellezza dei simboli, la naturalezza del modellato, i contorni dei moduli mi porterebbero a ritenerle buone...... Possiedo le principali pubblicazioni sui falsi (anche datati): Svoronos sul falsario Christodoulos, Becker, Caprara etc.....e non risultano censiti questi falsi per Akragas...... Sono curioso di vedere le opinioni dei Forumisti. Io sono appassionato da oltre 20 anni di monete greche e non mai visto esemplari analoghi ma mi chiedo al tempo stesso: possibile che ad oggi, 13 febbraio 2021, in una monetazione poderosa e voluminosa come Akragas abbiamo ancora degli unicum risalenti al 1910 e mai più apparsi? Come mai la Prof. Westermark (scuola Jenkins e quindi con una certa tradizione di impostazione delle opere) non li ha presi in considerazione neanche per citarli tra i dubbiosi o i falsi? Mi è sfuggito qualcosa? Saluti Odisseo
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  36. Ti auguro di trovarla Amico mio.
    6 points
  37. Questa domanda mi tocca particolarmente sul vivo... Io collezione delle monete sabaude fino al 1800, In poche parole le pre decimali, ovviamente in otto secoli di monetazione ci sono monete di tutti i tagli. Le piccole però mi fanno venire "gli occhi a cuore". Sono due i motivi principali per questa mia preferenza, Il primo è la grande varietà, le innumerevoli varianti, la maggior possibilità di studio ed anche, a volte, la difficoltà che si trova nella classificazione esatta. Il secondo motivo per cui sono attratto maggiormente dalle monete di piccolo taglio è il fatto che erano quelle usate della gente comune, quelle che passavano per le mani dei nostri avi, che facevano parte della vita di tutti i giorni delle persone che ci hanno preceduti. Certo le monete di grosso modulo piacciono a tutti, e' un piacere toccarle e tenerle in mano, ma questa è una cosa diversa dallo studio di una monetazione.. Se poi parliamo di valore la storia cambia, le piccole sono più facilmente propense alla perdita di valore commerciale, i grandi moduli tengono meglio il valore di mercato, ma collezionare, a volte, non è solo una questione economica...
    6 points
  38. E dato che ti piacciono.... Posto pure la mia 1839 D'Incerti 179/a Pagani 199 Peso grammi 27,43 Taglio inciso al rovescio Giudicata da Morello SPl +
    6 points
  39. Buongiorno e buona domenica a tutti, Saluti Raffaele.
    6 points
  40. Sono d'accordo, @sandokan. Purtroppo, i social e la tecnologia stanno generando una progressiva spersonalizzazione. Oltre alla classica maleducazione di certi individui, credo che molti neoiscritti si dimentichino del fatto che il forum è fatto da tante persone che dedicano GRATUITAMENTE e senza alcun compenso il proprio tempo. Dietro ogni messaggio, ogni profilo utente, non ci sono automi, assistenti vocali o intelligenze artificiali. Ci sono persone vere, proprio come quelle che si incrociano per strada o quando si va al supermercato. Persone che, come detto, non sono pagate per rendere un servizio di consulenze numismatiche a chiunque si iscriva ma lo fanno per pura passione, mettendo a più completa disposizione il proprio sapere. La nostra unica, piccola soddisfazione è sapere che abbiamo aiutato qualcuno poco esperto in numismatica, dandogli consigli, valutazioni o aiutandolo in richieste d'identificazione. Un semplice "grazie", pertanto, nonostante sia ormai un qualcosa di fuorimoda di questi tempi, fa veramente molto piacere.
    6 points
  41. Vi presento gli ultimi due piccolini appena entrati in collezione, dopo una corte durata qualche anno, alla fine hanno cambiato padrone: un quattrino del 1791... e uno del 1798!
    6 points
  42. Buonasera, buon sabato.... Bel tornese 1592
    5 points
  43. Ciao a tutti gli utenti del forum, vi sfido a questo quiz creato da me: https://wordwall.net/play/11957/424/965 saluti Numismatico 007
    5 points
  44. Buongiorno a tutti gli amici del forum, per gli appassionati di archeologia vi segnalo questa notizia di pochi giorni fa. Il sarcofago è stato ritrovato nei pressi della fermata di Torre Spaccata (linea C) a Roma, durante lo svolgimento dei lavori per l'installazione della fibra ottica. L'iscrizione recita "Sacro agli Dei Mani. A Gaio Giulio Longino Giuliano originario di Hierapoli in Asia Minore, Gavia Manlia la madre fece". https://www.casilinanews.it/163340/attualita/torre-spaccata-sarcofago-fibra-ottica.html https://www.ilmessaggero.it/fotogallery/roma/roma_scoperta_sarcofago_torre_spaccata_centocelle-5795010.html Sapete qual è la cosa bella? Abito proprio lì vicino. Oggi sono andato a curiosare e c'erano degli archeologi che stavano facendo dei rilievi fotografici. Lo scavo è aumentato in termini di dimensione e ora si notano alcuni resti della struttura tombale. Sinceramente volevo fare qualche domanda di curiosità, ma alla fine ho lasciato perdere visto che mi sembrava brutto disturbarli durante il loro lavoro. Vi terrò aggiornati.
    5 points
  45. Ciao, mi piace proprio questo entusiasmo! A domanda vaga ecco una risposta vaga: 1 tipo: 50 in spl e 120 in fds 2 tipo: 20 in spl e 50 in fds Ti anticipo che però il problema più grande sarà proprio capire bene la conservazione. Ci vuole tempo e varie fregature. Da cui mi permetto un consiglio: ASPETTA prima di comprare banconote sopra i 100 euro. Allenati prima a capire la conservazione (tatto, vista, olfatto, udito) banconote di taglio basso delle ultime emissioni della repubblica. Quando ti sarai fatto le ossa avrai tutto il tempo di arrivare ai pezzi superiori meglio preparato. Per il resto, sono perfettamente d’accordo con Petronius per la perizia, lasciala per banconote più “importanti” Forza e coraggio! 💪
    5 points
  46. Nuovo arrivo nella collezione delle Zecche Piemontesi : Tallero di Antonio Maria Tizzone , Zecca di Desana - Mir Piemonte 548
    5 points
  47. Buonasera a tutta la sezione, vi mostro l ultima entrata in collezione... Ferdinando l, 120 grana 1818 Reimpressa con 8 su 7 e giglio nel taglio...! Come tutti gli esemplari che ho potuto osservare e avere in collezione, presenta la classica debolezza su basetta e parte dei capelli... Reputo personalmente questo esemplare con questa variante 8 su 7, davvero in buona conservazione per la tipologia... Saluti, francesco...
    5 points
  48. Buonasera a tutti, Concludo la mia serie di Mezzi Tornesi con il 1854 (su 1853). Mancante sia nel D'Incerti che nel Pagani. Magliocca 804 R3 Peso grammi 1,42 Collezione Rocco68 N° 385
    5 points
  49. 5 points
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