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  1. Devo dire che l’Introitus della messa da Requiem di Mozart mi fa commuovere ogni volta che lo ascolto, non solo per il suo significato profondo (al di là dell’aspetto strettamente religioso), ma anche e soprattutto per la potenza della musica e la solennità del coro. E poi mi suscita tante riflessioni, non solo sulla morte (come sarebbe naturale per un Requiem), ma anche e soprattutto sulla vita. E’ una musica che palpita di vita… https://www.youtube.com/watch?v=4Rc25CkOxEk Qualche mese fa ho acquistato questa moneta: Era in vendita come sesterzio di Faustina II, Diana Lucifera. Certamente non una grande conservazione (me ne sono subito reso conto), ma a me piacciono le monete un po’ “vissute”. E poi… Faustina II…..quel rovescio…..Insomma, la moneta mi ha chiamato. Voi sapete bene cosa succede quando una moneta chiama, vero? E infine: si può dire di no ad una signora? Giammai! E quindi ho risposto alla chiamata e la moneta e’ arrivata a casa Stilicho, con somma “gioia” di una altra signora….mia moglie (“Ancora con queste monete!”) e con somma indifferenza di una altra ancora, una delle mie figlie (“Sembra un gettone dell’autoscontro”). Sic transit gloria mundi! Si tratta di un sesterzio di consacrazione di Faustina II con Diana Lucifera, ma con una legenda di rovescio davvero particolare. Ne parleremo. Anche perché le monete antiche ci parlano di loro, degli antichi appunto. Ricordo un libro di Luciano Canfora uscito qualche anni fa per i tipi de “Il Mulino” dal titolo “Gli antichi ci riguardano”. Eccome se ci riguardano. E le monete ci parlano di ciò che furono stati, di ciò che sono stati, di ciò che sono diventati….gli antichi. Ma le monete parlano anche di noi : “De nobis fabula narratur”. Anche di Faustina II ci parlano…e tanto. Molte sono, infatti, le sue monete che ci raccontano davvero nei dettagli ciò che fu stata e che e’ stata, come ragazza, come donna, come imperatrice, come madre (molto prolifica). Ma io voglio soffermarmi su ciò che e’ diventata. Ovvero una stella del firmamento, una “DIVA”. Che strano questo gioco di parole….anche oggi una “star”, una “stella” di Hollywood e’ una “diva”. Dicevamo di Diana Lucifera. Diana e’ qui “portatrice di luce”, uno dei suoi epiteti; forse il più strano. O per lo meno quello meno noto. Su questa moneta e’ rappresentata nell’atto di portare una torcia accesa, quindi la luce. Secondo la mitologia Diana aiutò sua madre Latona a partorire il fratello gemello Apollo. Da qui il ruolo di Diana quale divinità del parto, che assiste le partorienti (ruolo che si divide con Giunone, chiamata, guarda un po', “Lucina”): le aiuta a “portare alla luce” i piccoli. Inoltre, in qualità di custode della fauna e della flora, e’ anche custode della fecondità della terra, della sua fertilità. Ecco un nuovo legame con la maternità. Infine, Diana Lucifera (che ha ai lati del collo un doppio crescente lunare) era così chiamata in quanto collegata alla luce della Luna (termine che probabilmente ha la stessa radice della parola “luce”), il cui ciclo sappiamo essere legato al ciclo fertile della donna. Faustina II ebbe molti figli (forse 14 con 12 parti) e quindi sicuramente “devota” (passatemi il termine) a Diana Lucifera. Ma qui, su questa moneta, il significato e’ un altro e può essere compreso solo abbinando l’effigie di Diana Lucifera alla legenda del giro: SIDERIBVS RECEPTA. Potremmo tradurre SIDERIBVS RECEPTA come “accolta tra le stelle”, anche se il termine “receptus” dice qualcosa di più in quanto significa anche “rifugio”, “asilo”, a sottolineare anche il senso di protezione. SIDERIBVS RECEPTA e’ una espressione davvero dolce, quasi commovente. Solo il latino, con la sua efficacia e la sua essenzialità poteva tradurre in due parole un concetto così profondo e romantico. E solo una moneta poteva veicolare un messaggio così forte ed incisivo, nel suo connubio tra immagini e legende (ah…potenza della moneta!). La stella, dunque….. La sera dell’assassinio di Cesare alle Idi di Marzo nel cielo di Roma comparve una cometa. E tutti dissero che era Cesare che era divenuto una stella. Faustina II e’ morta, ma non vaga nel buio delle tenebre. E’ accolta da Diana Lucifera che con la sua torcia le illumina la strada che la condurrà in cielo dove verrà accolta, stella tra le stelle. Il cerchio e’ chiuso. Nascita, vita, morte. La luce ha vinto il buio, la luce ha vinto la morte. Et lux perpetua luceat eis. Buona domenica. Stilicho Fonti: - (80) La monetazione imperiale di Faustina II - Storia, caratteristiche, tematiche, cronologia | Alessio Busseni - Academia.edu del nostro @Ross14, davvero un riferimento per la monetazione di Faustina II - Il forum (vera miniera) - Le letture (mai abbastanza) - La rete (cum grano salis) - I ricordi scolastici (un po' di "latinorum")
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  2. NON Collezionabile? Non offendiamo, per favore... Salve a tutti, sono una Piastra Napoletana del 1791, conosciuta comunemente come "Soli Reduci" e sono nata, in questa forma, alla fine del XVIII secolo, mi hanno messo in circolazione e sono passata di mano in mano in cambio di cose utili per gli uomini di quel tempo; poi uno di questi uomini ha deciso di mettermi al collo, o al collo della propria donna e mi ha fatto un buco. Dopo, sono stata data ai figli e dimenticata in cassetto, o forse sono stata rubata insieme ad altri monili, non lo so, ma l'unica cosa certa è che sono passata ad altre persone che mi hanno avuta, ma solo per un periodo limitato. Passano i decenni e i Re. I nuovi regnanti del Nord Italia, alla ricerca di oro e argento Borbonico, non mi hanno presa e sono rimasta in segreto custodita da un ragazzo che pensava che io fossi un gioiello. Poi sono passata nelle mani di chi, per necessità economiche, avrebbe potuto vendermi come argento o fondermi per fare dell'argenteria o semplicemente dei lingotti, ma non lo ho ha fatto! L'ho scampata in un periodo di grandi ristrettezze, dove anche le monete più più belle di me non ce l'hanno fatta. Non so come ma dopo la Seconda Guerra Mondiale sono finita in un mercatino e sono stata notata da un collezionista di monete che, nonostante tutto, mi ha ritenuta interessante. Dopo vari anni dalla morte del collezionista, che mi ha amata a modo suo, il figlio consegnò l'intera collezione del padre dove mi trovavo anche io ad una Casa d'Aste che opera in quella che tutti chiamano "Internet". Un siciliano mi ha notata e mi ha voluta con se. L'ultimo viaggio, per adesso, l'ho fatto con un corriere, non senza rischi, che mi ha portato a casa di Alberto. E pensare che qualche trombone, che vede la realtà solo con il filtro dei soldi, mi definirebbe con tono definitivo, "NON COLLEZIONABILE". Un Saluto a tutti e soprattutto al mio amico @giuseppe ballauri che ha creato questa splendida rubrica. Alberto
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  3. Ciao ragazzi condivido volentieri 🤣 una delle due ultime entrate in collezione, frutto di una lunga, attenta e minuziosa ricerca che sto conducendo tra le numerose aste e listini di esemplari di scudi del Re Vittorio Emanuele II in elevata qualità per sostituire - ovviamente - migliorandoli quelli presenti nella raccolta, già completa di tutti i millesimi (manca solo la rarissima variante del 1872 Milano bordo largo semplicemente perché non la trovo). Il primo millesimo della serie in queste condizioni vi assicuro che è proprio bisbetico da portarlo a casa tanto è vero che ci vuole un discreto impegno finanziario. L’esemplare qui presentato, che rimpiazza un qBB decisamente poco attraente, secondo me non sarà invero sostituito tanto presto. 🤗 Si tratta del lotto 1926 dell’asta Nomisma 69, portato a casa in realtà fortunosamente senza una grande battaglia e precedentemente battuto a un realizzo superiore in un altro incanto pubblico. L’ho immediatamente liberata dallo slab, che detesto 🫣soprattutto tra i miei pezzi, che la classificava MS61, gradazione che trovo centrata, forse financo un filo severa. I rilievi sono abbastanza a posto, come si vede, un graffietto nel campo al R fa il paio con un insignificante difetto del bordo a ore sei del D. Volevo inizialmente puntare sul lotto 1925, ma francamente 18.200 euro diritti inclusi soltanto per un punto di conservazione in più (MS62) rispetto a questo esemplare, mi è parso decisamente un divario eccessivo, tanto è vero che è andato invenduto. 😳 Occorre considerare che su questo difficile millesimo gli MS64, se riuscite a scovarli, superano tranquillamente i venticinquemila eurini. A me questo acquisto ha davvero molto soddisfatto perché trovare il ‘61 in questa qualità è più difficile che reperire il ‘73 Roma, ve lo metto per iscritto. 🙏🏼 Buona serata a tutti
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  4. Grazie a Dio sono a casa, ringrazio ancora tutti per il Vostro supporto e amicizia. Non credevo di avere cosi tanti amici qui. Grazie ancora.
    15 points
  5. io invece volevo condividere il raggiungimento di un piccolo traguardo da parte mia. piccolo ma per me importante dal punto di vista collezionistico. in pratica di ogni sovrano del periodo borbonico, ho in collezione almeno un esemplare di grande moneta d'argento.
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  6. Giusto per ingolosirvi un po', eccovi una bozza dell'attuale sviluppo del Gazzettino #11:
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  7. Cari amici, come avrete capito la nostra discussione giunge a conclusione. Difatti, come noto, il Peace Dollar non venne più coniato dal 1935, mentre il dollaro con l'effige di Eisenhower sarebbe stato prodotto solo a partire dal 1971. Consiglio a tutti il saggio biografico "Oppenheimer, trionfo e caduta dell'inventore della bomba atomica" di Kai Bird e Martin J. Sherwin, da cui è stato tratto il film di Christopher Nolan. Spero che questo thread vi abbia intrattenuto ed appassionato, oltre a farvi conoscere meglio delle monete recenti e molto comuni (salvo il Mercury Dime) che per questo tendiamo a sottovalutare nelle nostre collezioni, ma invece sono molto interessanti a livello storico-numismatico. Vorrei dedicare questa discussione ad un caro amico del Forum che non c'è più, @villa66, che sono sicuro si sarebbe divertito molto nel leggerla ed avrebbe partecipato con qualche suo aneddoto gustoso.
    9 points
  8. Vi segnalo due pericolosi scassinatori alle prese con una cassaforte viennese. (Si dice che uno dei due sia tal Guysimpons alla cerca di banconote e il complice suo padre)
    9 points
  9. Nell’ abbondantissima produzione monetaria che l’ Imperatore Antonino Pio emise in ricordo dell’ amata moglie Faustina I morta nell’ anno 140 compare anche un’ iconografia di tipo “astronomico” . Questa allegoria “astronomica” ci e’ pervenuta particolarmente significativa sotto forma di Assi registrati nel RIC al numero 1199 e presso il Cohen al numero 276 , Asse riprodotto in foto in calce all’ articolo . Questa moneta commemorativa della morte di Faustina I recita al dritto : DIVA AUGUSTA FAUSTINA , testa volta a destra con ricca acconciatura di capelli ; al rovescio : crescente di LUNA circondata da sette STELLE , sotto il crescente SC . Emissione della zecca di Roma circoscritta tra gli anni 140/141 o poco oltre . Questa allegoria del rovescio con crescente di Luna ma con sole due stelle e’ conosciuta anche nell’ Oncia repubblicana in bronzo , pero’ nel caso dell’ Asse di Faustina I le stelle raffigurate sono ben sette e questo numero preciso le rende per cosi’ dire sospette perche’ sembrerebbero indicare le famose sette Pleiadi , gruppo di stelle situate nella costellazione del Toro , famoso gruppo sia nella mitologia greco-romana , sia in ambito astronomico . Mitologicamente le Pleiadi rappresentano sette personaggi femminili della mitologia greca i cui nomi sono Alcione , Celeno , Elettra , Maia , Merope Sterope e Taigete , sette sorelle che nella mitologia romana sono chiamate Vergilie . Astronomicamente Le Pleiadi sono conosciute anche come le “Sette sorelle” e tecnicamente con la sigla M45 , M=Messier , un astronomo francese nato nel XVIII secolo e famoso per aver compilato un catalogo di 110 oggetti celesti principalmente nebulose e ammassi stellari che portano il suo nome (Catalogo di Messier) , sono queste stelle un ammasso aperto ben visibile ad occhio nudo nella costellazione del Toro . Questo ammasso piuttosto aperto conta diverse stelle visibili a occhio nudo , al giorno d’ oggi in una Citta’ se ne dovrebbero vedere almeno 4 , forse 5 , ma la tempo di Antonino Pio sicuramente 7 o piu’ stelle delle Pleiadi erano visibili nel cielo molto piu’ buio di Roma , rispetto ad oggi . Tornando alla nostra moneta e all’ allegoria del rovescio di questo Asse , ho tentato di carpirne il significato allegorico , sono quindi giunto ad ipotizzare due sole possibilita’ : 1) che l’ allegoria rappresenti semplicemente l’ assunzione in cielo di Faustina tra le stelle e i pianeti del firmamento , praticamente come se fosse un’ anticipazione della successiva interpretazione della legenda SIDERIBUS RECEPTA dedicata da Marco Aurelio alla moglie Faustina , figlia della prima Faustina definita anche Maggiore o Prima , per distinguerla dalla figlia . Questa rappresentazione allegorica post mortem fu ben diversa dalle innumerevoli emissioni di Antonino Pio dedicate alle moglie che presentano al rovescio la legenda AUGUSTA , AETERNITAS , PIETAS , CONSECRATIO , con la rara emissione della Pira funebre e l’ altra con il carro trainato da due elefanti e MATRI DEUM SALUTARI . 2) che effettivamente la moneta al rovescio rappresenti veramente un evento astronomico raro ma ripetibile periodicamente , come avvenuto recentemente Il 16 febbraio di questo anno 2024 , quando con una falce di Luna al primo quarto si e’ assistito alla congiunzione strettissima fra il nostro satellite e le splendide PLEIADI . Forse da un evento simile gli antichi monetieri romani presero spunto per dedicare la congiunzione celeste , Luna – Pleiadi alla defunta Imperatrice , una congiunzione astrale della Luna (falce crescente) tra le Pleiadi , ovvero nella costellazione del Toro , che potrebbe essere avvenuta in quegli anni durante l’ anno 140 o poco dopo la morte di Faustina . Inoltre anche astrologicamente la Luna nel Toro ben si adattava alla figura storica di Faustina madre , infatti la Luna nel segno del Toro nell’ oroscopo denota individui tranquilli , calmi e pacati , ben radicati alle loro abitudini . Le emozioni sono generalmente stabili e serene , forte l’amore per la famiglia e la casa . Il matrimonio tra Antonino e Faustina fu felice tanto che Antonino le dedicò due nuovi collegi : gli Alimenta e il Puellae Faustinae , sussidi a favore delle fanciulle orfane , inoltre una statua e un grandioso tempio nel Foro Romano , diventato in seguito il Tempio di Antonino e Faustina dopo la divinizzazione dell' Imperatore , alla sua morte . L' Imperatrice fu celebrata in vita in tutto l' Impero romano , dove fu associata in particolare con Cerere , dea delle messi , che appare frequentemente nella monetazione ; Erode Attico venerava Faustina come la "nuova Demetra" in un santuario privato che fece costruire fuori Roma , in seguito convertito a chiesa di Sant' Urbano . Oltre a Cerere , appaiono nelle sue monete raffigurazioni di Vesta e Giunone . Fu anche associata con la Magna Mater e a Cirene con Iside ; a Sardi era adorata assieme ad Artemide . In Asia minore , a Sagalassos è stata recentemente scoperta una testa di statua colossale in suo onore , parte di un gruppo di ritratti imperiali . Insomma fu una moglie amata e rimpianta da Antonino . Le emissioni di monete con legenda DIVA FAUSTINA furono veramente di enorme quantita’ e varia come allegorie , probabilmente la piu’ abbondante che un Imperatore dedico’ alla moglie defunta . In foto un esemplare di Asse dedicato al post .
    8 points
  10. Recentemente mi sono imbattuto in una moneta proveniente da un tesoretto di cui non conoscevo l'esistenza. Si tratta del Tesoro di I'aat, piccolo villaggio (o più probabilmente località, dato che non sono riuscito a localizzarla sul maps) non lontano da Aleppo, in Siria. Il ripostiglio è stato messo in vendita in un'asta del noto negozio francese CGB nel 2005 e poi successivamente disperso, per la quota dei lotti invenduti, negli anni successivi nelle varie sessioni delle aste settimanali della loro boutique. Sulle circostanze della scoperta non si sa molto, i dati riportati nello studio del tesoro a opera di Jerome Mairat sono alquanto scarni: l'insieme proviene da una collezione di numismatico francese che ha acquistato questo gruppo di monete dirattemente in Siria qualche anno prima dello scoppio del primo conflitto mondiale per poi portarle con se in Europa. Negli appunti che accompagnavano queste monete vi era l'indicazione della provenienza e una nota che faceva riferimento alla scoperta da parte di alcuni agricoltori. Non è dato di sapere se le monete erano all'interno di qualche recipiente o sacco. Si tratta di 95 antoniniani di cui sicuramente 91 appartengono a un ritrovamento omogeneo, mentre altri 4 (per stato di usura e datazione) molto probabilmente sono stati inseriti nel lotto ma non ne facevano originariamente parte. I 91 antoninaini sono tutti a nome di Valeriano e Gallieno (con 10 esemplari battuti a nome del figlio Salonino) e appartengono tutti alle due zecche orientali di Antiochia e del secondo Atelier (Samostata?). In particolare le emissioni in questione sono così distribuite: La particolarità della composizione e la sua marcata omogenità pongono alcuni interrogativi a cui purtoppo non è possibile dare risposta: si tratta di un ritrovamento completo? si tratta di una parte accuraratamente selezionata di un ritrovamento più importante? Gli aspetti più salienti di questo ripostiglio sono che tutte le monete dell'Atelier secondario (Samostata) appartengono alle due prime emissioni, mentre le monete della zecca di Antiochia appartengono esclusivamente alla quinta emissione. La presenza di monete a nome di Salonino per entrambe le zecche permettono di fissare un termine post quem per la chiusura del ripostiglio alla primavera del 258 periodo in cui cessò la produzione di monete a nome di Valeriano II a seguito della sua morte. Questa data certa, assieme allo stato di conservazione mediamente elevato dell'insieme (che esclude quindi una lunga circolazione dei pezzi), fa datare la chiusura del ripostiglio (ammesso che esso sia completo o che rispecchi in omogeneità e composizione un insieme più grande) nel corso del 258. L'importanza di questo piccolo ripostiglio sta nell'aver permesso - grazie allo studio comparato delle varie monete presenti - di spostare dalla terza alla seconda emissione dell'Atelier secondario (Samostata) le monete di Salonino senza marche al rovescio il che implica di datare la fine della seconda emissione nel 258 e l'inizio della terza più tardi rispetto quanto si credeva in precedenza. Inoltre la netta prevalenza di monete del secondo atelier orientale (87%) e il luogo di ritrovamento in territorio siriano, fanno dubitare dell'attribuzione di questo atelier alla città di Samostata. Mairat sostiene che il secondo Atelier orientale aveva il compito di emettere sostanzialmente denaro destinato all'esercito e di conseguenza, molto probabilmente, non è da individuare in una grande città quanto piuttosto in un accampamento militare e di considerarlo con buona probabilità come un impianto produttivo itinerante. Per chi volesse approfondire qui c'è il link al catalogo delle monete e allo studio che lo accomapagna a firma di Jerome Mairat: https://flips.cgb.fr/ct02/files/assets/basic-html/page-1.html Mentre questa è la moneta che è entrata nella mia collezione: Antoniniano; 21 mm - 3,5 gr; Zecca: Atelier Orientale II 2a emissione: 256-258 D\ IMP C P LIC GALLIENVS P F AVG R\ PIETAS AVGG Provenienza: Tresor de I'aat, n. 69 Classificazione: RIC 447; Cunetio Hoard n. 849; Tresor d'Eauze1603 (19 ex.); Göbl1684 m (39 ex.)
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  11. per portare su questa storica discussione ne approfitto per presentarvi il mio ultimo acquisto. un bel 10 tornesi 1825 di Francesco I.
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  12. ... se mai qualcuno ha un catalogo speciale sottomano, magari uno di quelli con la copertina rigida, farebbe cosa gentile ad indicare la pagina in cui viene riportato il seguente tondello: l'ho pesato con la bilancia in bagno, tenendolo in mano erano 72,5 kg, senza erano anche 72,5 kg. Un diametro di sicuro ce l'ha, si vede che è rotondo. Una buona giornata a tutti! Njk
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  13. Buona Pasqua a tutti gli amici del Forum, a mio parere “NON COLLEZIONABILE” è un termine che non significa nulla. Ho visto in passato collezioni modeste dal B al qBB, raccolte da persone appassionate che erano soddisfatte di avere raccattato nei mercatini dei 50 Cent Impero martellati e li conservavano gelosamente, perchè per loro significavano qualcosa, erano il tramite per fare affiorare dei ricordi e li tenevano in scatole di scarpe perchè preferivano guardarle, toccarle e non inserirle in album o taschine. Ho visto anche “dei ricchi piangere” spendere in monete eccezionali l'equivalente di un mini alloggio e poi guardarle qualche volta, prenderle e portarle in una cassetta di sicurezza da dove non sono più emerse. Il collezionismo è tutto questo e bisogna rispettare ogni opinione. Quello che non è collezionabile per qualcuno, lo è per altri. Basta la passione ed ogni moneta acquisterà una dignità ed una ragione per collezionarla. Pur apprezzando lo scambio di opinioni sul termine sopraesposto, dispiace un po' constatare che sia passato in secondo piano il bel racconto di Alberto @Fondamentale al quale vanno i miei complimenti, Saluti a Tutti, Beppe
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  14. @Oppiano di sicuro hai travisato il senso della storiella. È la Soli Reduci che parla. Il soggetto narrante è lei. Ma l'hai compreso? Questa è una discussione che si chiama "la moneta racconta". E in questa storiella, la moneta racconta varie vicissitudini che le sono (probabilmente) capitate... e dopo tutte le traversie, arriva chi, nel 2024, la reputa "NON COLLEZIONABILE" e lei li definisce "tromboni". Ti sei offeso? Ti sei sentito tirato in causa? Io, con la libertà dell'immaginazione di cui fortunatamente sono dotato, mi sono immedesimato nella Soli Reduci... ed in questo senso mi sento di darle ragione. Ma che problema c'è? Anche io ho una Soli Reduci in SPL, quella più rara, tra l'altro; ma ritornando alla storiella, immaginando che la Moneta in questione possa raccontare la sua storia piena di vicissitudini che l'hanno ridotta in quel modo, può anche dire di sentirsi offesa da chi la reputa non collezionabile. Ed in questo preciso senso, posso anche trovare più interessante e capace di dare spunti, la moneta più vissuta che quella in SPL. Buona pace a tutti
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  15. Taglio: 1 euro Nazione: Vaticano anno: 2008 Tiratura: 6.400 Condizioni: BB+ Città: Milano Note: NEWS!!
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  16. Ciao amici Condivido sempre molto volentieri 🥳🤩 la seconda aggiudicazione dell’asta Nomisma 69. Si tratta di un esemplare di buona qualità (slabbato MS 63 ed ora liberato dalla plastica) di un raro millesimo di Vittorio Emanuele II, anno di grazia 1872, zecca Roma. Personalmente non amo in modo sviscerato le patine particolarmente pesanti, tuttavia in questo caso mi hanno veramente stregato sia la qualità dei rilievi, pressoché intatti, che questa meravigliosa colorazione iridescente con tratti caratterizzati da riflessi marroni, dorati, ambra. Quel che paiono graffi nei campi al D in realtà non sono sul metallo, ma sono variazioni di colore della patina, che probabilmente derivante da Antica Raccolta, si è formata in modo moderatamente disomogeneo. Questo esemplare va a sostituire un brutto qBB con graffi e direi che lo fa egregiamente. Punto di arrivo? Probabilmente si perché andare sugli MS65 per questa data è davvero impegnativo, ma anche semplicemente solo a trovarla pur avendone la possibilità economica. Questi monetoni hanno circolato e reperire queste conservazioni e’ una impresa tanto è vero che la cercavo da 5/6 anni. Non ho dovuto sostenere battaglie neanche in questo caso e con Domenico in azione in asta possiamo dire che il fattore Q ha giocato un suo ruolo decisivo 😳🤣🤗. Buona serata a tutti
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  17. Anche la mia gatta ama la monetazione del Regno.
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  18. Buon pomeriggio, vi presento questa curiosa moneta, 1 kopeck 1916, in ferro (diametro 21 mm). Fu emessa durante la prima guerra mondiale dall'esercito tedesco, per essere utilizzata in Estonia, Polonia e Russia nord-occidentale. Queste regioni erano, a quei tempi, occupate dalla Germania. Al dritto : 1 kopika al rovescio : Zona del Comando Supremo - Est
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  19. Cao a tutti, vi porto queste due belle monetine una dalla Polinesia Fracese e una dalla Nuova Caledonia. Non penso abbiano mai circolato. Non ho aperto i cataloghi online ma dal tatto e dal peso direi che sono in alluminio, taglio liscio. Davvero piacevoli alla vista. Dritto: figura muliebre assisa in trono con cornucopia e fiaccola accessa a probabile rimando delle idee illuministe accompagnata da tavole con incisioni poste sullo sfondo - possibile rappresentazione stilizzata della Dichiarazione dell'Uomo e del Cittadino. Rovescio: figure tratte dalla natura polinesiana, panorama per i 2 franchi, figura di uccello tropicale con vegetazione lussureggiante per i 5 franchi. Davvero gradevoli!
    7 points
  20. Segnalo agli appassionati di monetazione marchigiana e a tutti gli appassionati e curiosi numismatici l'imminente pubblicazione da parte di Nomisma della monografia sulla zecca di Pesaro. L'opera, curata da Lorenzo Bellesia, rappresenta la quarta tappa della collana che l'autore ha deciso di dedicare alla monetazione marchigiana. Il volume in oggetto porta in copertina il n°4 (n°1 Recanati, n°2 Camerino, n°3 Fermo)... e il n°5 è già in avanzato stato di lavorazione.. In questo volume viene rianalizzata la monetazione di Pesaro fino a Leone X°, e relativa documentazione con un'importante revisione di alcune attribuzioni del Corpus. Il volume è composto di 288 pagine, sarà ordinabile entro un paio di settimane sul sito Nomisma al prezzo di 100 euro. allego immagine della copertina... Sentiti complimenti all'autore e buona lettura a tutti gli appassionati. Mario
    7 points
  21. Buongiorno e Buona Pasqua a tutti i frequentatori del forum. Ho letto gli interventi, tutte opinioni rispettabili ed esposte con cortesia, ma personalmente ho un'altra visione del collezionismo. Non necessariamente la mia visione è quella corretta, questo è il bello della passione numismatica che in questo modo riesce ad essere alla portata di tutte le tasche. Però, visti gli interventi precedenti, non posso non mostrarvi quella che ritengo la moneta più significativa della mia collezione. . Si tratta di un umilissima petachina di Genova, emessa tra il 1443 ed il 1447 durante il dogato di Raffaele Adorno, per qualcuno da ritenersi una moneta "non collezionabile". E' vero, dal punto di vista economico è da considerarsi come una classica monetina da ciotola, inoltre con una scarsa qualità estetica. Si tratta della classica moneta piccola, destinata alle piccole transazioni ed alle tasche delle persone comuni. Per me invece ha un grande valore affettivo, perché mi era stata regalata quando avevo circa 7/8 anni ed ero già appassionato di storia. Era stata ritrovata da un parente, nel corso di lavori edili di ristrutturazione di un vecchio edificio, quale pezzo di metallo dall'aspetto curioso ma di nessun valore economico. Sono riuscito a classificarla solamente parecchi anni dopo e da quel momento ha assunto anche un valore quale documento storico. Grazie alla professoressa Travaini, la tipologia di moneta ed il luogo dl ritrovamento erano stati segnalati per gli studi legati alla circolazione monetaria. Il valore quale documento di questa moneta ai miei occhi è stato ulteriormente valorizzato quando ho letto da qualche parte che negli anni successivi alla morte di Filippo Maria Visconti ed alle vicissitudini legate al successivo avvento di Francesco Sforza al Ducato di Milano, il sopravvenuto disordine monetario aveva portato all'ingresso massiccio nei territori lombardi di moneta piccola sopravvalutata, tra le tipologie più diffuse era citata anche la petachina di Genova. Ed ecco che la monetina brutta e frammentaria, ritrovata in modo avventuroso e salvata per caso dalla discarica, si è trasformata in un documento storico: una metamorfosi da brutto anatroccolo a cigno. In conclusione, senza polemica, mi sento di affermare ancora una volta che la numismatica è per tutti, dai collezionisti di monete in Euro, a quelli che acquistano solo monete in slab, in metallo prezioso ed in conservazione non inferiore allo spl. Personalmente, mi ritengo soprattutto un cultore della storia, per me le monete non sono altro che uno stimolo per approfondire questioni storiche. Tutti possiamo apprezzare le grandi monete, le vediamo nei grandi convegni numismatici e nelle aste numismatiche importanti, ma queste restano alla portata degli appassionati dotati di consistenti risorse economiche da destinare al collezionismo. Ma il bello della numismatica è che c'è posto per tutti, si può sognare anche con le monete da ciotola. Anzi, se devo essere sincero, mi emoziona di più frugare nelle ciotole che partecipare alle aste online e girare tra i banchi dei convegni. Buona numismatica a tutti Federico
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  22. Per un attimo ho pensato che "Vitulus Design" non si riferisse al Questore ma alla ditta di "restauro" 🤨
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  23. Buonasera a tutti, partecipo a questa interessante discussione di @Raff82 postando una delle mie 34enni... Sono molto fiero e orgoglioso di questo esemplare. Questo Natale io e @gennydbmoney ci siamo scambiati dei Doni Natalizi e con grande sorpresa ho ricevuto questa moneta della quale avevamo discusso e che sapeva mi piacesse. Lo ringrazio pubblicamente. La 11 torrette mi mancava avendo già la 13, il problema è trovare la 10 torrette adesso. Saluti Alberto
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  24. Mi piaceva troppo l' elmo cimiero presente in questo sigillo in ceralacca di Adalberto di Savoia Duca di Bergamo .
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  25. Leggendo questa discussione ovviamente sono più d'accordo con alcune opinioni che con altre. Il collezionismo quello vero nasce da un bisogno culturale, che è creato a volte dalla famiglia, dall'istruzione ricevuta, dal contesto di vita dell' individuo. Non ha importanza che questo oggetto del desiderio sia ancora in uso o meno. Esempio: Un mio carissimo amico colleziona utensili agricoli antichi, chi li userebbe oggi... ?! Nel vero collezionista è insito oltre al possesso dell' oggetto, la salvaguardia dell' oggetto stesso. Ne è ammiratore e solo lui ne vede una bellezza che altri non colgono. Inoltre vuole salvare l'oggetto dall'oblio e dalla distruzione e perdita dello stesso. Ne diventa un difensore, un curatore e un conservatore, oltre che ammiratore ricercatore e studioso. Converrete con me che la cosa è un pochino più complessa. Questo per quanto riguarda il vero collezionista. Poi ci sono quelli che vogliono fare il business, che pensano di fare soldi senza avere aperto o possedere un libro sull'argomento. Ma di questa categoria mi fermo qui non esprimo commenti. I giovani di oggi purtroppo per loro sono meno colti delle generazioni precedenti, ma garantisco che ci sono e sono dei curiosi collezionisti. Voglio anche dire che noto che si parla di declino della filatelia solo in Italia, che poi non è così, i collezionisti ci sono è che non si vedono, non sono nei forum sono schivi. Questo è un hobby mondiale in crescita in tutto il mondo, si colleziona francobolli in Vietnam, in Islanda.. dappertutto, per vedere questo basta allargare lo sguardo. Ormai non si può più parlare di filatelia guardando solo l'Italia. Con il web il mercato filatelico è globale. PS. Vorrei anche sottolineare che un hobby non declina perché i prezzi sono bassi. Declina solamente l'interesse di coloro che pensavano di avere dei bot in banca.
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  26. 6 points
  27. Buonasera a tutti, come proposto da @Layer1986 apro una discussione sui Cavalli di Filippo IV. Una discussione di Confronto Iconografico. Inizio con il postare il mio Cavallo Filippo IV Rif. Magliocca sulle Vicereali al n°147. Aspetto i vostri esemplari per confronto. Saluti Alberto
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  28. Ringraziando @santone condivido questo interessante articolo sulle piastre del 1842. Un saluto a tutti. Raffaele.
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  29. E’ on line sul nostro sito di Academia.edu il Gazzettino di Quelli del Cordusio n. 10 a disposizione di tutti, buona lettura ! https://independent.academia.edu/QuellidelcordusioGazzettini
    6 points
  30. Posizione dell'isola di Hokkaido nell'arcipelago giapponese Hokkaido è l’isola più settentrionale dell’arcipelago giapponese. Situata a nord dell’isola Honshu, l’Hokkaido è famosa per la sua natura e per gli inverni molto rigidi. L’economia dell’isola si basa essenzialmente sulla coltivazione di riso e sulla pesca, tanto che l’isola occupa la prima posizione nel settore primario del Sol Levante. Oltre alle bellezze naturali, Hokkaido è celebre anche per gli Ainu, un gruppo etnico nativo dell’isola dalle origini misteriose. Alcuni Ainu parlano ancora l’idioma tradizionale, una lingua che secondo molti studiosi è collegata con quelle paleosiberiane, oltre a praticare una religione di tipo animistico che vede in ogni oggetto, animale o fenomeno atmosferico la presenza di un dio. Particolarmente importante è l'adorazione dell'orso, considerato l’animale simbolo degli Ainu. In questo post scriverò due racconti curiosi con protagonista l’isola, uno più storico e l’altro numismatico. 🙂 Anziano capo villaggio Ainu con cucciolo d'orso sacrificale. Hokkaido, 1953 Storia dell’effimera Repubblica di Ezo Sigillo del presidente della Repubblica di Ezo Enomoto Takeiki Dal 1603 fino al 1868, il Giappone fu governato dallo shogunato Tokugawa. Questo lungo periodo viene comunemente chiamato Periodo Edo, vecchio nome della città di Tokyo in cui risiedevano gli shogun Tokugawa. Durante gli anni 50 dell’Ottocento, lo shogunato Tokugawa era aggravato da crescenti crisi economiche e politiche, che sfociarono con la fine dell’isolazionismo sakoku e del graduale aumento di potere della corte imperiale. Nella storiografia giapponese, il lasso di tempo che corrisponde agli ultimi anni dello shogunato viene denominato Bakumatsu, letteralmente fine del bakufu. Nel 1868 – 1869, il Giappone fu coinvolto nella cosiddetta guerra civile Boshin, letteralmente guerra dell’anno del drago. L’esito di questa guerra fu un tassello fondamentale della storia giapponese, che comportò la caduta dello shogunato e l’inizio del Periodo Meiji. Dopo il rovesciamento del bakufu, una parte della ex marina dello shogun guidata dall’ammiraglio Enomoto Takeiki si ritirò verso Edo. Nell’ottobre del 1868, la piccola flotta composta da 4 navi da guerra e da 4 navi da trasporto lasciò la baia di Tokyo, navigando verso nord in direzione di Sendai, città importante dell’Alleanza del Nord Ouetsu Reppan Domei, una coalizione di diversi domini ancora fedeli all’ex shogun. Insieme a Enomoto c’erano diversi ex ufficiali Tokugawa, tra cui il comandante dell’esercito dello shogunato Matsudaira Tairo, nonché alcuni consiglieri francesi ex membri del corpo di spedizione militare incaricato di addestrare le truppe dello shogunato. L'obiettivo di Enomoto era quello di raccogliere il sostegno militare dei domini dell’Alleanza del Nord, ma il piano fallì dopo che un importante clan della coalizione passò dalla parte imperiale. Dopo un mese a Sendai, la flotta salpò più a nord, arrivando a Hakodate, all’epoca città principale dell’isola di Hokkaido. Il corpo di 4000 soldati guidato da Enomoto conquistò l’insediamento 8 dicembre del 1868. Con il sostegno dei consiglieri francesi guidati da Jules Brunet, i ribelli ottennero il pieno controllo dell’isola verso la fine del 1868. Il 27 gennaio del 1869 fu proclamato lo stato separatista della Repubblica di Ezo. Il nome Ezo, letteralmente terra dei barbari, era l’antico nome con cui si indicava l’Hokkaido. L’isola infatti era abitata principalmente dagli Ainu. La struttura politica della Repubblica di Ezo si basava sul modello della Costituzione degli Stati Uniti d’America, con suffragio limitato alla sola classe dei samurai. I voti furono espressi a scrutinio palese e portarono all’elezione di Enomoto Takeiki come presidente e Matsudaira Tairo come vice – presidente. La Repubblica di Ezo cercò il riconoscimento internazionale inviando il magistrato di Hakodate, Nagai Naoyuki, presso le varie delegazioni straniere situate in città, ma solo la Francia e il Regno Unito riconobbero la neonata repubblica. Enomoto fece un ultimo sforzo per presentare una petizione alla Corte Imperiale per poter sviluppare l'Hokkaido e mantenere indisturbate le tradizioni dei samurai, ma la richiesta fu respinta. Il tesoro della Repubblica di Ezo comprendeva 180000 monete ryo d'oro che Enomoto recuperò dal castello di Osaka in seguito alla precipitosa partenza dell’ultimo shogun Tokugawa Yoshinobu dopo la battaglia di Toba Fushimi all'inizio del 1868. Temendo una risposta da parte delle truppe imperiali, nell’inverno del 1869 le difese attorno alla penisola meridionale di Hakodate, come l’imponente fortezza a forma di stella di Goryokaku, furono rafforzate. Le forze di terra della Repubblica furono invece riorganizzate sotto un comando congiunto franco – giapponese: come comandante fu selezionato Otori Keisuke, mentre come consigliere il francese Jules Brunet. Nel frattempo, le truppe imperiali consolidarono la loro presa sul Giappone continentale. Nell’aprile del 1869, l’esercito imperiale, forte di 7000 uomini, conquistò Hakodate, costringendo il governo della Repubblica di Ezo e le rimanenti truppe a rifugiarsi nella fortezza di Goryokaku. Nel maggio del 1869, la flotta di Ezo venne sbaragliata dalla neonata marina imperiale giapponese. Nell’estate del 1869, il presidente Enomoto si arrese, consegnando la fortezza Goryokaku all'ufficiale di stato maggiore di Satsuma, Kuroda Kiyotaka. Si dice che Kuroda sia rimasto profondamente colpito dalla dedizione di Enomoto nel combattimento, risparmiandogli così la vita. Il 20 settembre dello stesso anno, l’isola di Ezo venne rinominata Hokkaido, letteralmente regione del mare del nord. Enomoto fu condannato a una breve pena detentiva. Liberato nel 1872, accettò un posto come funzionario governativo nella nuova Agenzia fondiaria di Hokkaido. Successivamente divenne ambasciatore in Russia e ricoprì diversi incarichi ministeriali nel governo Meiji. Gli alleati francesi dei ribelli tornarono tutti in patria nel 1869, mentre alcuni ritornarono in Giappone nel 1871 come civili per insegnare nella scuola militare di Osaka. Nonostante la sua brevissima durata, la Repubblica di Ezo ha avuto un ruolo cruciale nella storia politica nipponica in quanto fu la prima entità “democratica” del Giappone. Foto che raffigura i leader della Repubblica di Ezo. L'uomo seduto a destra è Enomoto Takeiki La fortezza a forma di stella di Goryokaku La moneta Hakodate Tsuho Emblema del clan Matsumae Nel 1590, il secondo unificatore del Giappone, Toyotomi Hideyoshi, concesse la penisola di Oshima, la parte più meridionale dell’isola, al clan Matsumae come feudo di marca, con l’incarico di difenderla dagli Ainu del nord. Negli anni successivi, il clan iniziò una politica di espansione fino a ottenere l’intera Ezo sotto il loro dominio. Ironia della sorte, l’economia del Dominio di Matsumae si basava principalmente sul commercio con il popolo Ainu. Nel 1807, l’isola divenne temporaneamente un territorio tenryo per rafforzare le difese costiere, ovvero un’area sotto il controllo diretto dello shogunato Tokugawa. Durante questo periodo, le monete da 1 mon in ferro emesse dallo shogunato si diffusero rapidamente in tutta Ezo. A differenza dei Giapponesi, gli Ainu apprezzarono la moneta in ferro, tanto che il commercio nell’isola prosperò in modo esponenziale. Tuttavia, nel 1821 l’isola passò nuovamente al clan Matsumae, che ordinò il divieto di usare le monete in ferro. Il commercio si basò essenzialmente sul baratto, ma a causa delle crescenti frodi perpetrate dal clan Matsumae, gli Ainu richiesero nuovamente l'uso di monete in ferro. Nel 1854, il porto di Hakodate fu aperto al commercio estero secondo il Trattato di pace e amicizia Stati Uniti – Giappone. Nel 1855, l’isola divenne nuovamente territorio tenryo e fu istituito il magistrato di Hakodate. Per facilitare il commercio dell’isola, nel 1856 i magistrati di Hakodate Tadashi Hori Oribe e Takeuchi Shimonokami inviarono una richiesta al governo dello shogun per coniare monete. Nel maggio del 1857, lo shogunato concesse il permesso di coniare monete in ferro. Gli artigiani di zecca del Dominio di Morioka si recarono a Ezo e fondarono una zecca nel villaggio di Shirisawabe, nei pressi di Hakodate. Nacque così Hakodate Tsuho, la moneta provinciale di Ezo. La moneta è costituita interamente in ferro, il peso oscilla sui 3 g – 3,7 g e il diametro circa 22 mm. A differenza di tantissime monete del periodo Edo, le monete Hakodate Tsuho presentano un foro circolare anziché quadrato. Al dritto sono presenti i caratteri 箱寶通館, letteralmente valuta di Hakodate; al rovescio notiamo il carattere 安, letteralmente An, ovvero le iniziale dell’era Ansei. Infatti, la produzione avvenne durante l’era Ansei, precisamente nel 1857 - 1858. I caratteri furono scritti dall’incisore Ota Tamesaburo. Le monete venivano date nei cambiavalute di Hakodate, Fukuyama (ora Matsumae) ed Esashi. Il loro utilizzo era severamente vietato fuori dall’isola. Inizialmente Hakodate Tsuho divenne popolare e si diffuse rapidamente, ma in seguito, quando le ben più pregiate monete in rame come i 100 mon Tenpo Tsuho e i 4 mon Bunkyu Eiho iniziarono ad affluire nell’isola, le monete in ferro come Hakodate furono evitate e gradualmente cessarono di essere utilizzate. In totale ne furono coniate 100.650.000. 1 mon Hakodate Tsuho Al prossimo post! 😄 Xenon97 P.S. Il libro Hakodate Manners Book, che descrive lo stato di Hakodate intorno al 1854, contiene un documento molto curioso riguardo a diversi prezzi dell'epoca. Ecco la lista: Manodopera di un falegname in un giorno: 358 mon Manodopera di un falegname navale in un giorno: 458 mon Manodopera di un falegname navale in tre giorni: circa 1700 mon Una porzione di tofu: 24 mon Bagno alle terme per gli adulti: 7 mon Bagno alle terme per i bambini: 5 mon Parrucchiere: 32 mon
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  31. Nel ringraziare coloro che hanno risposto con sollecitudine alla richiesta d'inviare ulteriori articoli per il Gazzettino #11, segnalo che attualmente abbiamo "sfondato il muro" delle 130 pagine: gli articoli sono, per ora, 14 e le "Briciole" 10. So che Mario puntava ad un Gazzettino più leggero rispetto al #10 (che rappresenta un punto d'arrivo), ma se continua così difficilmente riusciremo a contenere il prossimo numero della rivista a meno che... Mario non decida di chiudere prima. Se avete un articolo quasi pronto vi consiglio di affrettarvi se no... c'è sempre il #12.
    6 points
  32. Buongiorno a tutti, inserisco nella discussione dell'Amico @Raff82la mia 38 rigata con rovescio senza punteggiatura , acquisto fresco fresco dal convegno di Bologna... Scusate per le immagini,le ho fatte al volo fuori dal convegno... Dimenticavo,nella partizioni del Portogallo 7 quadratini disposti dall'alto verso in basso 2/2/2/1...
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  33. Il tornesello di Francesco Venier ha la legenda + FRAN VENERIO DVX. Quindi in ogni caso mancherebbe la O finale. Arka Diligite iustitiam
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  34. Valentiniano III: la tipologia con la Porta di Campo (RIC 2159-64) di emissione cartaginese. Così come la Porta di Campo è la tipologia di Valentiniano III coniata in maggior quantità dalla zecca romana, così lo è per le emissioni cartaginesi, abbondanti e talmente ricco di varianti da essere impossibile catalogarle compiutamente. Mentre da un lato, esiste una notevole varietà nei tipi, ciò che fa ritenere plausibile che siano stati coniati durante un periodo di tempo notevolmente esteso, dall’altro la loro relativa rarità fa ritenere che ogni singola emissione fosse abbastanza contenuta nel numero: forse a causa di una cattiva tecnica di produzione dei conii, oppure l’impiego di una lega poco idonea per la fabbricazione dei tondelli, ragioni entrambe che possono essere causa di una durata breve dei coni e quindi della loro frequente sostituzione. Il disegno della Porta di Campo a volte richiama quello della VOT PVB valentiniana, altre quello delle GLORIA REIPVBLICE teodosiane. La qualità dell’incisione appare assai variabile: si passa da disegni accurati, con cura per il dettaglio e simili per qualità a quelli capitalini, ad atri appena abbozzati, ridotti a poche linee tracciate frettolosamente e appena sufficienti per richiamare la Porta di Campo. Anche le due torrette a volte sono ben disegnate, altre ridotte ad una crocetta. Sebbene manchino prove oggettive, è plausibile ipotizzare che la bella esecuzione dei primi coni sia progressivamente venuta a meno con il trascorrere del tempo di fronte all’esigenza di coniare rapidamente una crescente quantità di monete. D’altra parte, è anche plausibile che nella zecca lavorassero incisori abili, di lingua greca (come suggerisce la frequente sostituzione della E con la Є e della C con la K), insieme ad apprendisti analfabeti. La legenda nominale al dritto, come nelle altre emissioni cartaginesi, può essere distinta in continua o spezzata. Per quanto riguarda il verso, esiste una grande varietà di legende, per lo più formate da 6 lettere disposte 3 a 3 ai lati della Porta di Campo, a somiglianza di quanto avvenne nella VOT PVB, ma, stranamente, pur sembrando l’emissione cartaginese avere in quella romana il suo spunto, e forse essere stata coniata a partire da qualche anno più tardi, nessuna delle tante varianti di legenda richiama la VOT PVB. Così come per l’incisione del disegno del verso, anche per le legende forse si passa da un iniziale rispetto di quanto stabilito dai responsabili della zecca con legende che si ripetono scritte esattamente nello stesso modo, a un crescente disordine sino a giungere a un momento dove le lettere della legenda del verso paiono disposte in modo casuale. Nel RIC sono riportate cinque tipologie, distinte dalla legenda al verso posta ai lati della figura: [VICTORIA]-AVGVST, ROM in esergo (RIC 2159) CAS-TRA[N], ROM in esergo, con legenda nominale continua (RIC 2160) CRA-////, con legenda nominale continua (RIC 2161) CAS[T]-VIC, con legenda nominale continua (RIC 2162) o spezzata (RIC 2163) RO-MA, con legenda nominale spezzata (RIC 2164) Per le varianti RIC 2159 e 2164 è indicata una rarità R4 mentre tutte le altre sono considerate comuni. Stante l’estrema varietà di legende, per lo più non riconducibili a un archetipo e spesso illeggibili, è difficile attribuire un grado di rarità alle divers e varianti. Forse potrebbero considerarsi tutte ugualmente comuni, come indica il RIC, quando illeggibili; R1 quando hanno un lato ben leggibile; R3 quando entrambi i lati sono ben leggibili, Inaspettatamente, nessuna di queste legende richiama quella romana: VOT PVB. La legenda CAS-TRA appare molto coerente con il disegno della porta e per questo motivo spesso viene utilizzata quale riferimento all’intera tipologia: tuttavia, tale legenda on realtà è piuttosto rara, e quella non illustrata nel RIC e nonostante disponga di un archivio fotografico di circa 200 nummi, non ne trovo neppure uno dove appaia in modo inequivocabile e completo questa legenda. Il peso medio di questa tipologia, 1,27 g, è in linea con le altre tipologie attribuite alla zecca di Cartagine. Tra le monete battute in nome di Valentiniano III, le Porte di Campo sono forse le più frequenti: sia nel caso di quelle romane, con legenda VOT PVB, che di quelle cartaginesi, con la loro pluralità di legende. Quindi sono speranzoso che tra i foristi vi sia chi possa proporci qualche bella immagine di questa emissione cartaginese con la legenda decifrabile. Grazie.
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  35. 11 giorni fa sono passati 4 anni dall'inizio di questa discussione. Quasi 800 post e 33.000 visualizzazioni. Un bel traguardo. Grazie a quelli che hanno partecipato e a quelli che hanno letto. E grazie a quelli che parteciperanno e a quelli che leggeranno. Arka Diligite iustitiam
    6 points
  36. Buonasera Condivido con voi il mio nuovo ingresso in collezione, una moneta comune ma di gran fascino, e in una conservazione che mi permetto di definire eccezionale Doppio Bagattino di Giovanni Mocenigo (1478-1485) Peso 2.9 g Massaro: Ferigo Ferro (3/4/1480) Rif. Montenegro 236, Papadopoli 32, Paolucci 4
    6 points
  37. Se i graders americani si occupassero solo delle loro monete sarei d'accordo. Il problema è che chiudono nelle loro scatolette anche monete nostrane di cui non capiscono niente, dandoci così la possibilità di criticare anche altre loro decisioni. Sono perfettamente d'accordo che con quei due solchi sulla guancia non solo non è FDC ma forse nemmeno SPL. Arka Diligite iustitiam
    6 points
  38. In blu,con le freccie, per me sono graffi sulla plastica, ma le zone in rosso a mio avviso sono sulla moneta. Questo volevo dire sopra.
    6 points
  39. Mi sono letto con interesse queste 35 pagine, e inizio facendovi i complimenti. La cosa per me INCREDIBILE è che non si riesca ad avere accesso ad un atto che dovrebbe essere pubblico, ossia il documento che censisce quanto è stato trovato. Sono nuovo del forum, quindi mi permetto di scrivere che questa cosa è vergognosa. Andando nel privato, queste dinamiche "opache" si riscontrano in tanti ambiti affini (vedi gli orologi di lusso). Il mercato è drogato, e come è stato fatto notare più volte i commenti latitano perché da una parte "potrebbe esserci qualcuno" in malafede, e dall'altra ai collezionisti fa più comodo nascondere la testa sotto la sabbia e fare finta di non vedere e di non sapere. Perché la passione è pura, e non può essere intaccata da queste cose che altrimenti farebbero spegnere la fiamma istantaneamente. C'è poi la questione numismatica del puro studio di monete che potrebbero non essere ancora state censite, della provenienza dei barili, storie che rimarranno sepolte insieme a quegli ori. E tanti altri risvolti che sarebbe troppo lungo trattare. Muro di gomma, da domani riprendiamo a cercare i colpetti sul bordo e via. Ma ogni tanto fa bene ricordare...
    6 points
  40. tutte le puntate finali delle stagioni di Lost avevano meno cliffhanger... quindi ricapitolando se ho bene inteso: 1) acquistata per 250€ come dubbia 2) data per falsa qui da molti 3) periziata da Felsinea come autentica 4) giudicata come falsa da qualche altro esperto dal vivo 5) mandata a Ngc che la giudica buona avendola in mano 6) dopo una telefonata la NGC la giudica falsa senza averla in mano 7) dopo la grezza del cambio di giudizio senza averla in mano dopo una semplice telefonata, NGC cambia ancora il giudizio e la segnala ufficialmente come NO DECISION 8 ) viene data a un mercante usa che la fa slabbare da PCGS come buona 9) viene inserita in asta Heritage come buona chiusa pcgs 10) viene ritirata dall'asta su richiesta del proprietario dopo alcuni importanti insegnamenti di vita scritti su un post di un gruppo di Facebook 11) viene rimandata da Heritage a Pcgs che la apre, la analizza, la rivaluta e la richiude come Extra Fine 40 autentica... Ragazzo, tu puoi dare materiale a Christie, ma non l'asta omonima , ma la scrittrice di thriller Agatha!!! Che storia fantastica...
    6 points
  41. L’abbiamo fatto con enorme piacere e ritengo che sia uno studio importante e tutto da leggere, in autunno quindi col numero 11 del Gazzettino di Quelli del Cordusio
    5 points
  42. Buonasera a tutti, oggi sono in vena di osservazioni.. Secondo voi è ipotizzabile che ci troviamo davanti a tre busti diversi? Mi piacerebbe leggere le vostre opinioni. Saluti Alberto
    5 points
  43. Il peso è nella media alta per questi Ae2 e la legenda estesa AVGVSTVS esiste soltanto a Costantinopoli. L’ortografia AVGVSIVS si ritrova costantemente per questa tipologia di Costantinopoli, sia nelle terza officina (RIC 83) che nella quarta (RIC 0). Gli errori di legenda, più frequenti nelle zecche orientali sono nella maggior parte dei casi degli errori individuali. Qui invece, si può pensare che l’errore, per essere così sistematico, doveva essere presente sul modello proposto agli scalptores delle due officine. https://www.nummus-bible-database.com/rechercher-une-monnaie.htm?page=1&personnages=2&ateliers=9&collections=&vendeurs=&motscles=&numric=84&numnbd=&legendes=&nombreResultats=10&btRechercher=Rechercher
    5 points
  44. Vi riporto i lotti: Ci sono dei “mule” tipo Costantino /rovescio Fel temp, Costantino con rovesci di Licinio. E anche molti esemplari del “Smederova Hoard”… Esemplari moderni che una volta smezzati finiranno magari sul mercato pertanto risulta ancora più utile dargli visibilità ed… avere buona memoria visiva. Saluti Illyricum
    5 points
  45. Buongiorno a tutti, mi è arrivata una lira con fanciullo di cesare d'este (testa a sx). Non disponendo del Mir Emilia non saprei dare conferma ai miei dubbi riguardanti la rarità. Gli altri pochi esemplari presentano dettagli diversi, ad esempio non hanno la sigla sotto il collo. Il pezzo di per sé dovrebbe essere R4, ma credo sia una variante inedita. qualcuno può controllare sul mir? Mir.689 attendo pareri,grazie mille in anticipo 😄
    5 points
  46. Si le monete sono nate libere. firmato fronte nazionale per la liberazione delle monete☺️
    5 points
  47. Ciao,oggi condivido il mio ultimo arrivo. Un sesterzio dell'imperatore Traiano (98-117 d.C.) recante sul rovescio la personificazione dell'Arabia ( regione orientale dei Parti sempre in lotta contro l'espansionismo romano) stante con un fascio di canne in braccio a sinistra, con ramoscello nella mano destra ed un cammello ( o dromedario) in miniatura ai suoi piedi. In exergo la dicitura ARAB ADQUIS ( cioè Arabia acquisita o da conquistare). L'anno di coniazione purtroppo non si può determinare con certezza ma probabilmente può essere ristretto tra gli anni 111/117 d.C. nelle officine di Roma ( periodo in cui si prepararono e si svolsero le campagne militari contro I Parti dell'Armenia e della Mesopotamia della penisola arabica). Un sesterzio celebrativo quindi delle imminenti campagne belliche o dei successi che in queste si conseguivano. Traiano ( designato imperatore non per discendenza dinastica ma per "adozione" da parte del suo predecessore Nerva) era un ottimo militare, grande stratega ed anche uomo di discreto equilibrio e cultura ( doti che gli conferirono il titolo di Optimo Principi) che ben governò l'impero, tanto da essere annoverato tra i cinque imperatori più amati e ricordati dal popolo ( insieme a Nerva, Adriano, Antonino Pio e Marco Aurelio). Tutti imperatori che adottarono i propri successori che diedero vita, grazie al loro operato, al cosidetto secolo d'oro dell'impero. Il sesterzio da esame diretto risulta coniato, ben centrato, con ottimo modulo e peso. Ha evidentemente svolto la sua funzione di moneta con metallo che ha subito l'attacco del tempo e della circolazione ( ma per fortuna, almeno sembra, non quello dell'uomo) restando comunque pienamente leggibile e collezionabile ( ovviamente per me 🙂). Grazie ed alle prossime ANTONIO 33 mm 27,60 g RIC 466
    5 points
  48. Questi errori sono rari ma non eccezionali nelle zecche orientali con incisori non latinisti. La palma spetta sicuramente a Antiochia. Cizico: L’errore più divertente è quello che mischia i nomi di Valentiniano II e Teodosio I:
    5 points
  49. Il mio incontro con le monete risale a più di 40 anni fa. La storia del mio avviamento alla numismatica l'ho già raccontata varie volte. Qui vorrei solo ricordare che la prima moneta che mi ha affascinato fu un umile 10 centesimi del 1893 di Umberto I. Era (ed è tuttora perchè l'ho conservata) in una conservazione pessima, ma forse fu proprio questo a far scattare la molla... Punto a favore delle monete in pessima conservazione. Attualmente l'unica mia collezione riguarda le monete di una zecca dove anche i migliori esemplari sono piuttosto brutti. Ma quale gioia trovarne uno, anche bruttissimo, ma che mi manca... Secondo punto a favore delle monete in pessima conservazione. Quindi credo che ogni moneta sia collezionabile. E quando si trova un esemplare migliore si rimette in gioco quello più brutto che potrà fare felice un altro collezionista alle prime armi. Arka Diligite iustitiam
    5 points
  50. Proseguiamo la nostra rassegna. Nel gennaio del 1947, con la II Guerra Mondiale ormai conclusa da tempo, Oppenheimer divenne il Presidente del Comitato Consultivo della Commissione per l'energia Atomica degli Stati Uniti d'America. Il controllo della ridetta commissione era stato trasferito dalle mani dei militari ai civili con un decreto del nuovo Presidente Harry Truman, fidando in un futuro di pace e prosperità mondiale dopo la caduta della Germania nazista. Truman era succeduto, quale vice presidente in carica, a Franklin Delano Roosevelt, deceduto per un malore improvviso il 12 aprile del 1945, mentre era intento a posare per un ritratto ufficiale nella sua casa di Warm Springs. Ritratto che rimase incompiuto ed oggi viene conservato come una reliquia nella stessa Warm Springs. La moneta che andiamo a presentare stasera, datata proprio 1947, porta al diritto un ritratto di profilo del presidente Roosevelt ed è infatti conosciuta come il Roosevelt dime. Tale tipologia, che andò a sostituire il Mercury Dime, entrò in circolazione nel gennaio del 1946, in tempo per festeggiare quello che sarebbe stato il compleanno del defunto presidente. Nel 2024 viene ancora coniata senza variazioni ed è il design più longevo attualmente in circolazione negli USA. La morte di Roosevelt venne subito presa come l'occasione per cambiare il conio del taglio da 10 cents e celebrare così il presidente del New Deal e della vittoria nella II Guerra Mondiale. L'associazione della moneta da un decino con la figura di Roosevelt era quasi scontata, poiché lo stesso aveva fondato il 3 gennaio del 1938, l'associazione per lo studio ed il debellamento della poliomelite conosciuta come "March of the Dimes", così chiamata dalla raccolta fondi promossa in tutti gli states per 10 cents (un dime per l'appunto) a persona. Tale campagna ebbe un clamoroso successo in tutto il paese, dato che la Casa Bianca venne letteralmente invasa da posta contenente monetine da un dime in argento. Ecco pertanto che, alla morte di Roosevelt, venne naturale pensare di dedicargli la nuova moneta da un decino. Inizialmente vi furono delle resistenze, perché il Mercury Dime era ancora estremamente popolare, tuttavia alla fine il cambio venne accettato e l'incisore J. R. Sinnock raffiguro' al diritto un bel ritratto dell'ex presidente ed al rovescio la fiaccola della Libertà tra un ramo di quercia ed uno di ulivo a ricordare la recente vittoria nella II Guerra Mondiale. I Roosevelt Dimes, come i loro predecessori, vennero coniati in argento '900 dal 1946 sino al 1964, per poi passare, dal 1965, al c.d. "sandwich" in rame-nickel che circola tuttora.
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