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  1. Attenzione a trarre delle conclusioni che la pratica sembra non confermare... Le monete imitative e le falsificazioni, ovunque fossero prodotte, erano destinate ai mercati di riferimento. Così era per le monete di Desana, Frinco, Passerano o Castiglione, che imitavano i liard francesi. Prodotte su commissione di commercianti stranieri, da questi ritarate, trasferite e smerciate nei mercati di normale circolazione. Così era anche per le imitative di tipi italiani. Vedi a tal proposito il tesoro di via Larga a Milano; due blocchi di circa 24000-26000 monete, tutte imitative o false, provenienti dalle zecche di Frinco, Desana, Bozzolo, Passerano e Genova. A parte un piccolo nucleo di monete Genovesi, tutte le altre riproducono la trillina milanese e rappresentano con tutta probabilità la cristallizzazione di un attimo ben preciso: il tentativo di un commerciante "speculatore" o spacciatore, di occultare la massa di moneta imitativa che aveva acquistato e che era in attesa di diffondere... e pare che non abbia poi avuto il tempo e il modo di recuperarla. Dai territori di normale circolazione le imitative, una volta spacciate, potevano poi diffondersi anche nei territori limitrofi, in cui l'originale era comunque accettato, e non viceversa. Prova ne è il fatto che frequentando il piccolo mercato antiquario locale delle singole zone è agevole, ancora oggi, farsi un'idea del circolante delle varie epoche. E, per collegarmi alla tua frase che ho citato, in Emilia e nella bassa Lombardia la moneta bassa piemontese è quasi introvabile, e con essa anche le sue imitazioni, anche se di produzione locale. Di fatto in Emilia e in Lombardia è raro trovare soldi o parpagliole di tipo piemontese, anche se prodotte in grande copia proprio nelle zecche locali. Da questo punto di vista è fondamentale tener presente che fra Piemonte e area lombardo-emiliana-veneta erano in vigore sistemi e piedi monetari diversi, e questo è ben rappresentato nei diversi tipi monetari contemporaneamente prodotti dalle zecche di Casale e di Mantova seppur a nome degli stessi duchi. Cosa che rendeva difficile la circolazione di una monetazione nel territorio "cugino" anche se governato dallo stesso signore... e oggi, sulla base dei ritrovamenti occasionali e il piccolo mercato antiquario locale ha permesso, per esempio, di ricollocare e riassegnare a Mantova numerosi tipi monetali erroneamente assegnati dal CNI a Casale... ma questa è un'altra storia. Ciao Mario
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  2. Carissim* vi segnalo la prossima apertura a Genova della mostra “Il Re Denaro. Le monete raccontano Genova fra arte, lusso e parsimonia” . La mostra a cura di Anna Orlando e Guido Rossi, aprirà al pubblico da Giovedì 27 Maggio a Domenica 12 Dicembre 2021. L'esposizione tematica principale è allestita presso il Palazzo della Meridiana (https://www.palazzodellameridiana.it/ ), con rimandi ad altre opere nelle esposizioni permanenti dei vicini Musei di Strada Nuova. La sottoscritta con Daniele Ricci ha curato l'esposizione, le schede di catalogo e i saggi relativi alla monetazione di Genova tra il Medioevo e gli inizi dell'Ottocento, mentre Guido Rossi si è occupato delle monete e delle medaglie del XIX secolo tra le quali una bella selezione di marenghi. Non mancano inoltre delle belle medaglie anche per l'età moderna e per il periodo napoleonico, oltre ad uno dei primi sigilli del Comune di Genova. Per alcune monete selezionate sono state messe a punto delle originali vetrine interattive: tramite dei sensori, quando il visitatore si avvicinerà alla vetrina, gli espositori cominceranno a ruotare in modo da far vedere entrambe le facce della moneta. Inoltre saranno disponibili informazioni supplementari sulle monete e sulle storie che esse raccontano grazie a dispositivi digitali: https://www.facebook.com/museidigenova/photos/pcb.1642628622589225/1642626035922817/ Le monete inoltre sono poste a dialogo con altri intressanti documenti e splendide opere che ripercorrono la storia di Genova, delle sue istituzioni e della sua società dai primi secoli del Medioevo sino alla fine dell'Ottocento. Spero che con la ripresa delle attività e degli spostamenti riusciate a vederla e a gustarvela. Buona domenica MB
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  3. Una volta, molto tempo fa partecipavo ai famosi mercatini come espositore. Non lo facevo per una fonte di guadagno, ma soprattutto per incontrare gente appassionata di numismatica per parlare e discutere di questa passione in comune. Ero talmente preso da questa passione trasmessomi da mio nonno che ne parlavo con tutti, parenti, amici e poi colleghi di lavoro. Per me era un modo per divulgare che mi dava tanta soddisfazione. Nel corso degli anni ho ricevuto in dono (oltre a quello che acquistavo) tantissime monete proprio dagli amici e conoscenti che non tenevano al possesso di questi tondelli. Sono stato nelle scuole dei miei figli, autorizzato naturalmente dagli organi competenti, a fare lezioni ai ragazzi e a regalare loro una moneta ciascuno, cosa che facevo puntualmente ai ragazzi che venivano ai mercatini accompagnati dal loro papà. Quando regalavo loro una moneta era una soddisfazione più grande di quando ne vendevo una. Questo perchè vedevi negli occhi di quei bimbi quella luce che si accendeva nel momento in cui donavi. Ritornando al titolo di questa discussione, che possono fare i commercianti per incentivare i giovani a collezionare? Si sa che molte volte i commercianti acquistano intere collezioni di monete e molte volte una parte di queste non hanno interesse commerciale perchè o comunissime o in scarsa conservazione, e alla fine non sono costate niente, allora perchè non regalare queste monete ai giovani che magari arrivano ai convegni senza soldi da spendere o meglio ancora che si trovano li solo per curiosità? So che qualcuno già lo fa e anche da tempo.
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  4. Ciao a tutti, questa sera vi presento un pezzo della mia collezione che sicuramente non brilla per conservazione e qualità, ma che presenta un'altra caratteristica che personalmente mi affascina molto: la rarità! Sisto V (1585-1590), Roma, Testone Munt 52, CNI 76. D/: Busto a destra, con piviale ornato della figura di S. Francesco genuflesso che riceve le stigmate, dei tre monti e di stella, chiuso da fibbia ovale con figura. . SYXTVS . V . PONT . MAX * Sotto nel giro infuori A . II . . R/: S. Pietro nimbato, seduto, volto a sinistra, tiene con la destra protesa le chiavi oblique e inverse e con la sinistra il libro contro il fianco. SPIRITVS . SA - NCTI . MVNVS Es.: ROMAE T/: Liscio Peso 8.63 (leggermente tosato) SPIRITUS SANCTI MUNUS: "Dono dello Spirito Santo" (Atti degli Apostoli II, 38). Dalle ricerche che ho effettuato, si tratta di una moneta di esimia rarità. Manca in tutte le principali collezioni di monete papali e non mi riferisco solo alle solite Montenapoleone 1 e 4, Leu 36, KuM 21, Varesi Alma Roma, Christie's 2011, NAC 14 e 16, ma non l'ho proprio trovata nemmeno nella Finarte 1970, nella Varesi del 1992, nella collezione Rossi del 1880, nella Santamaria del 1942 (collezione Gili) e nella Hamburger del 1921 ed in altre aste di monete papali... Insomma non sono proprio riuscito a trovare un solo passaggio d'asta! Nel MIR questo testone viene illustrato accoppiando due monete diverse, cioè il D/ del Munt 21 con il R/ del Munt 53. L'esemplare della Collezione Reale, illustrato sul CNI, è classificato C3. Vi chiedo come sempre pareri ed osservazioni e in questo caso, anche se avete qualche notizia di passaggi che mi siano sfuggiti! Michele
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  5. Non so a voi , ma a me capita che leggendo un libro di storia o di numismatica , scatta a volte come un impulso ad approfondire alcuni punti di quanto si sta leggendo , specialmente quando nel libro non sono presenti le classiche "note" sull’ argomento in genere precedute da un numero di riferimento che rimanda a fondo pagina o alla fine del capitolo o del libro . E’ quello che e’ successo sfogliando , per una normale ricerca , i libri del Babelon , testo vecchio come concezione ma ancora validissimo per facili e veloci ricerche sulle monete repubblicane romane , essendo diviso per Gens elencate in ordine alfabetico ; giunto al nome della Gens che interessava la mia ricerca , un medio bronzo , un Asse della fine del I secolo a.C. , mi e’ venuto il desiderio di conoscere meglio chi fossero i Magistrati monetali di Augusto i cui nomi , per lo piu’ oscuri , firmavano nel retro i bronzi grandi e medi , limitando la ricerca solo a questa tipologia di monete : Sesterzi , Dupondi e Assi , specialmente Assi , le piu’ comuni , anche perche' la maggior parte degli Assi sono economicamente abbordabili in una collezione di genere , fatta eccezione per alcuni esemplari dove il ritratto di Augusto risulta particolarmente ben conservato e di alta qualita' stilistica . Nel retro degli Assi di Augusto , compare la sigla III VIR AAAFF che all’ epoca indicava i "IIIviri monetales aere argento auro flando feriundo" , cioè i Triumviri monetali autorizzati a fondere e battere monete in bronzo , argento ed oro , acronimi seguiti poi dal prenome , nome e cognome del magistrato . La mia ricerca e’ limitata ai soli nomi sulle monete in bronzo che ci sono giunti dal passato , che per questa tipologia di bronzi non sono molti , infatti interessano in totale solo diciotto Gens repubblicane . Una ricerca estesa anche ai Denari risulterebbe troppo laboriosa e superiore alle mie conoscenze . Vediamo in ordine alfabetico le poche notizie disponibili sui personaggi che firmarono i bronzi di Augusto , non sono molte le notizie ma almeno conosceremo forse un po’ meglio chi erano questi magistrati : i Triumviri monetali augustei . Quinto Elio Lamia : costui fu un Magistrato monetale di Augusto nel 14/15 a. C. , fu figlio di Lucio Elio Lamia amico di Cicerone , fu Pretore nel 43 a. C. , amico anche di Orazio che lo riteneva discendente di Lamus figlio di Ercole e fondatore di Formia . Appartenente alla Gens Aelia che fu in origine una Gens romana di estrazione plebea ma che nel corso della sua evoluzione raggiunse tutti i gradi della carriera politica raggiungendo con parecchi suoi componenti il consolato , non mancarono alti esponenti nella carriera civile , amministrativa e culturale . Adriano , Elio Cesare , Elio Vero , anche Commodo era imparentato con questa Gens . Gneo Calpurnio Piso : costui fu un Magistrato monetale di Augusto verso il 15 (?) a. C. ; fu uno statista romano durante i regni di Augusto e Tiberio. Fu console nel 7 a.C.,dopo di ché fu nominato governatore della Spagna e Console d' Africa. Apparteneva a una delle più illustri famiglie senatoriali di Roma i cui membri comprendevano anche Calpurnia , terza moglie di Giulio Cesare . Fu membro della gens Calpurnia , in particolare tra i Calpurnii Pisones . Suo padre e suo nonno condividevano entrambi il suo nome , con suo padre Gneo Calpurnio Piso ( Console nel 23 a.C. ) e suo nonno che era uno dei partecipanti alla Cospirazione di Catilina . Ebbe un fratello , Lucio Calpurnio Pisone , che era un Augure e divenne console nell'1 a.C. Piso riteneva diverse posizioni sotto Augusto e Tiberio , fu un Tribuno militare nelle campagne spagnole del 26-25 a.C. Questo concorda con il suo noto mandato come Triumviro monetale nel 23 a.C. Fu sospettato di essere stato l’ avvelenatore di Germanico in Siria . Caio Cassio Celere : personaggio conosciuto solo tramite le monete da lui firmate , appartenete alla nobile e antica Gens Cassia , il cui primo Console di questa Gens fu Spurio Cassio Viscellino nel 502 a. C. Caio Gallio Luperco : personaggio conosciuto solo per le monete coniate con il suo nome , ma appartenente ad un Gens famosa nella Repubblica , citata anche nelle opere di Cicerone , Valerio Massimo e Plutarco . Caio Asinio Gallo : della Gens Asinia di origine marrucina di Teate (Chieti) . Al massimo della carriera politica divenne Senatore , Console nell’ 8 a, C. e Proconsole d’ Asia , figlio di Asinio Pollione famoso oratore e storico romano , Asinio Gallo sposo’ Vipsania Agrippina la prima moglie di Tiberio . Accusato di complotto insieme a Seiano , contro Tiberio , mori’ in carcere nel 33 . Publio Licinio Stolo : esponente della Gens Licinia di probabile origine etrusca a nome Lecne , famiglia nota dalla Repubblica fino al IV secolo . Nessuna particolare notizia su questo personaggio tranne che fu un Triunviro monetale al tempo di Augusto . Publio Lurio Agrippa : Monetale di Augusto , appartenente alla Gens Luria , forse suo padre fu Marco Lurio , luogotenente di Ottaviano che comando’ l’ ala destra della flotta ad Azio . Marco Mecilio Tullo : Triunviro monetale nel 7 a. C. , della Gens Maecilia , poco conosciuta ma di antica origine , che raggiunse il consolato solo nei primi anni del 300 d. C. Maianio Gallo : Nessuna notizia su questo Magistrato appartenente alla Gens Maiainia che dovette essere una Gens benestante in quanto sono noti a Roma gli Horti Maianii , nel quartiere Esquilino , situato nella Regione V . C. Marcio Censorino : Triumviro monetale di Augusto e Console nell’ 8 a. C. , probabile nipote di Gaio Marcio Censorino che appoggio’ Caio Mario nell’ 88 a.C. ; certamente fu figlio di Lucio Marcio Censorino come riporta nelle sue monete L.F. , un famoso Console che nel corso della sua lunga vite ricopri molte cariche civili e militari . I Marcii Censorini erano un ramo plebeo della gens Marcia , ma di antico prestigio , appena inferiore al patriziato . Furono sostenitori di Gaio Mario e decisi populares durante la terza guerra civile romana . Lucio Nevio Surdino : fu Triumviro monetale insieme a Calpurnio Piso e Plotio Rufo . Fu un esponente della straniera Gens Nevia , era questa infatti una gens plebea o patrizia di origine fenicia , sembra che i Naevii Balbi si fossero stabiliti in Spagna a Gades , divenendo famosi per la loro ricchezza . Non essendo romani , non vennero citati fino alla II Guerra Punica quando uno dei suoi membri Q. Naevius Matho , fu nominato Pretore , ma nessuno dei suoi membri ottenne il consolato durante la Repubblica , fino al 30 d. C. , quando L. Naevius Surdinus , ordinato Console, fece fiorire la fama della sua famiglia . Sesto Nonio Quintiliano : Era figlio di Lucio Nonio Asprenas , console suffectus nel 36 a. C. e di Quintilia , sorella di Publio Quintilio Varo . La sua prima carica conosciuta fu quella di Triunviro monetale nel 7 d.C. , le seguenti carriere sono sconosciute fino all'8 , quando per volontà di Tiberio fu eletto Console ordinario . Nell' anno 16/17 il Senato ,con l'assenso di Tiberio , lo nominò Governatore della provincia d' Asia . Marco Anneo Seneca lo ricorda come un buon oratore . Caio Plotio Rufo : fece parte di un collegio monetale di Augusto insieme a Nevio Surdino e Calpurnio Piso , secondo Svetonio sembra che cospiro’ contro la vita di Augusto . La Gens Plotia fu una famiglia plebea alla quale l’ Imperatore Claudio concesse il patriziato poiche’ la sua prima moglie apparteneva a questa Gens . Tito Quintio Crispino (Sulpiciano) : Crispino Sulpicio era di origini patrizie , ed era o il figlio naturale di un Sulpicio che fu adottato da un Tito Quinzio , oppure figlio di un Tito Quinzio e di una Sulpicia . La carriera di Crispino Sulpiciano è in gran parte sconosciuta ; dal 18 a.C. era un Triumviro monetale e nel 9 a.C. fu eletto Console , servendo accanto al figliastro di Augusto , Nerone Claudio Druso . Durante il suo consolato , si assicurò il passaggio della lex Quinctia , che prevedeva sanzioni per danni agli acquedotti . Fu anche durante il suo consolato che l'Ara Pacis fu inaugurata nel Campus Marzio . La Gens Quinctia pare fosse di antica origine albana . Marco Salvio Otho : di questo personaggio se ne e’ parlato molto in un recentissimo post in questa stessa Sezione . Marco Sanquinio : Marco Sanquinio fu un Triumviro monetale nel 17 a.C. Le sue monete celebrano i Ludi Saeculares detenuti da Augusto quell' anno . La Gens Sanquinia sembra fosse di origine etrusca i cui membri iniziarono ad essere conosciuti all’ epoca di Augusto per poi scomparire alla storia al tempo di Claudio . Tiberio Sempronio Gracco : Triumviro monetale di Augusto , fu l’ amante di Giulia figlia di Augusto e vedova di Agrippa , appartenne al collegio monetale insieme a Plotio Rufo e Quinctio Crispino Sulpiciano . Esponente di una Gens tra le piu’ antiche e famose di Roma . Voluso Valerio Messalla : appartenete alla Gens Valeria ra le piu’ illustri e antiche di Roma , di origine Sabina , giunta a Roma insieme a Tito Tazio , appoggiarono sempre i ceti meno abbienti , sempre molto attivi per il riconoscimento dei diritti dei plebei , tanto che un Cognomen famoso di questa Gens fu Publicola che voleva dire "amico del popolo" . Forse fu Console nel 5 d.C. Tra i Triumviri monetali di Augusto che coniarono bronzi vi sono altri personaggi di cui pero’ non ho trovato notizie , solo che appartennero a collegi monetali insieme ad altri Triumviri , non sono presenti nell’ elenco . In elenco a seguire alcuni bronzi riportati in sequenza appartenenti ai Magistrati in elenco .
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  6. Da tempo interessato alle monete del IV secolo, recentemente ho deciso di indirizzare la mia collezione verso i rovesci della serie FEL TEMP REPARATIO. Tra essi vi sono proprio quelli che hanno come effigie la fenice, l’animale che risorge dalle proprie ceneri. Ed ecco, quindi, la mia prima (spero!!) fenice: Costante, da Siscia. Una AE3 di 19.40 mm per 2.11 grammi: Il nome “fenice” deriva dal greco φοίνιξ (foinix) che significa “rosso porpora” o “cremisi” . Si tratta di un animale mitologico, chiamato anche “uccello di fuoco”. Era un rapace più grande di un’aquila che si caratterizzava per il fatto di essere nato in Egitto dal fuoco perenne che ardeva sul salice sacro di Heliopolis, la città del Sole. Il nome gli deriva proprio dal colore del piumaggio che richiama quello del sole al tramonto o alle prime luci dell’alba. Intorno al capo portava una sorta di aureola radiata che richiama i raggi del sole. Dopo aver vissuto per 500 anni (qualcuno dice 1000) la fenice, sentendo approssimarsi la morte, costruiva una pira con legni profumati in un luogo alto ed appartato e lì aspettava la morte lasciando che i raggi del sole la incendiassero e la consumassero. Dalle sue stesse ceneri, sempre sotto i raggi benefici del sole, la fenice poi si rigenerava, semper eadem, sempre la stessa, il suo appellativo. Proprio come il sole, che è sempre lo stesso e risorge solo dopo che il sole "precedente" è tramontato. La fenice, quindi, riprende dal sole non solo i colori, ma anche la ciclicità simboleggiando il susseguirsi continuo della vita e della morte, della resurrezione e del ritorno alla vita, in un ciclo continuo simbolo di eternità. Il mito, dunque, nacque in Egitto (non casualmente se pensiamo alla importanza del culto solare in quelle terre, alle cicliche piene del Nilo alla mummificazione dei corpi) , ma poi passò ai fenici (guarda caso!,) alla cultura greca e quindi ai romani. Qui però mi fermo. Non procedo oltre in quanto la discussione sulla fenice sarebbe molto più complessa e si andrebbe off topic. Per chi volesse approfondire l’argomento metterò un riferimento in calce. Tornando all’oggetto della nostra chiacchierata, il simbolo della fenice fu ripreso anche in età tardo imperiale. E come tale rientrò nella monetazione dell’epoca, in particolare nella serie FEL TEMP REPARATIO. Costanzo II e Constante (emittenti della serie) resisi perfettamente conto dello stato di decadenza in cui versava l’Impero da qualche tempo si auguravano di risollevare le sorti dello stesso, di restaurare un periodo di prosperità e benessere. In questo senso la fenice acquisiva un forte significato simbolico proprio per il fatto di rappresentare la rinascita, il rinnovamento, ma anche l’eternità dell’impero. A questo significato, se vogliamo, “pagano” si unisce anche un significato “cristiano”, in perfetto sincretismo. La fenice , infatti, è un chiaro richiamo alla resurrezione e quindi alla vita eterna. Infine, quale simbolo dell’eternità, Il tipo della fenice sembra particolarmente appropriata per commemorare i 1100 anni dalla fondazione di Roma che cadevano proprio nel periodo di emissione della serie. Con questi presupposti, la fenice rientra di buon grado nei rovesci delle FEL TEMP REPARATIO, sia in questa tipologia oggetto della nostra discussione, sia nella tipologia ’”imperatore su galea” dove in alcune monete si nota una fenice su globo tenuto in mano dal sovrano che naviga sulla prua di una galea spinta a remi dalla Vittoria. Ecco un esempio: Le monete con la fenice erano inizialmente le più piccole tra le FTR: Tratto dal sito: moneteromane.info Furono le ultime ad essere coniate, ma anche le prime a non essere più prodotte, coprendo una arco temporale di circa due anni, dal 348 al 350 d.C. Dicevo che erano inizialmente le più piccole. Infatti, con il passare del tempo le FTR più piccole ad essere coniate saranno poi le FTR “fallen horseman”, che raggiungeranno dimensioni addirittura inferiori a quelle con la fenice (personalmente ne posseggo una di 15.16 mm). Le “fenici” hanno di solito un diametro compreso trai 14 ed i 19 mm (fonte Coin Stuff Helvetica). Quelle più grandi sono le emissioni più precoci; quelle più piccole sono invece emissioni tardive. Nel caso della mia moneta, il diametro e’ di 19.40, rientrando per l’appunto tra le prime emissioni. Del rovescio “fenice” esistono due tipologie. Stilisticamente le differenze tra esse sono costituite dal fatto che l’animale sia appoggiato su un cumulo (effigie più comune, preferita da Costante) o su un globo (effigie meno comune, preferita da Costanzo II). La “fenice su cumulo” e’ rappresentata nel classico atto di morire e rinascere; simboleggia quindi la rinascita dell’impero dai tempi bui. Ciò su cui poggia la fenice è definito in inglese dal termine “mound” che si può tradurre appunto come cumulo o mucchio di pietre, montagnola etc. Molti, tuttavia, pensando al mito, lo traducono anche come “pira”, un termine, a mio avviso, più calzante se consideriamo la mitologia della fenice. Anche se, a ben guardare, nelle effigi sembra sia rappresentato proprio un mucchio di grosse pietre accatastate a formare una montagnola di forma conica, piuttosto che una catasta di legna. Ci torneremo. La “fenice su globo” indica invece il governo, il domino del mondo che si rinnova sotto il suo influsso benefico. Si può discutere sul significato di questo globo. Molti lo identificano con la terra, con l’orbis terrarum, ma non è escluso che possa trattarsi del cosmo, della sfera celeste. Non a caso sullo stesso compaiono spesso stelle e anche una X che sarebbe la cosiddetta croce equinoziale che identifica i due equinozi di primavera ed autunno. Sul significato del globo/sfera sulle monete consiglio un interessante approfondimento che troverete in calce a questa discussione. In entrambe le tipologie la fenice e’ rappresentata con una sorta di aureola radiata, anch’essa dal chiaro significato simbolico, con riferimento ai raggi solari, ma anche (perché no?) all’aureola di significato cristiano. Delle due fenici esistono, tuttavia, tante effigi a seconda del tipo di “cumulo”, di “globo”, di “corona”. Ecco alcuni esempi, comunque non esaustivi delle possibili varianti: Tratto da: Alberto Antwala Trivero: La Fel Temp Reparatio Ora qualche moneta: - Fenice su cumulo - Fenice su globo: Torniamo per una attimo alla mia moneta. Quando l’ho acquistata on line un paio di mesi fa (al prezzo complessivo di una pizza) sono rimasto colpito dall’aspetto del “mound”. In particolare, mi aveva incuriosito la strana forma della base e dello strato immediatamente superiore. Visto il prezzo che l’avevo pagata, dalla semplice osservazione della fotografia ho ipotizzato che potesse trattarsi di segni di usura tipo grattate come da strisciamento contro una superficie dura. Quando la moneta e’ giunta a casa, ho avuto finalmente modo di guardarla con calma con una lente di ingrandimento. E… sorpresa! Lo strato basale era caratterizzato da un vero e proprio disegno che mi ha ricordato subito un intreccio di vimini. Lo strato adiacente era invece costituito da due linee parallele che mi hanno ricordato tronchi o assi di legno più che pietre. Ecco, quindi, che la struttura mi ha fatto pensare ad una pira. Ho poi fatto una ricerca in rete, ma non ho trovato (fino ad ora) “mound” simili. Licenza artistica dell’incisore? Voi cosa ne pensate? Certo che, comunque, e’ stata una bella sorpresa. E per concludere, avete qualche FTR tipo fenice da condividere? Sempre disponibile a correzioni o integrazioni, auguro a tutti una prossima FEL TEMP REPARATIO. Ciao da Stilicho Fonti: - Alberto Trivero Antwala: (PDF) La Fel Temp Reparatio | Alberto Trivero Rivera - Academia.edu . Una bellissima monografia, molto chiara nella esposizione, da cui ho tratto spunti molto interessanti. D - Il mistero dei simboli - Monete Romane Imperiali - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo. Una discussione un po' datata, ma molto interessante che vi invito a leggere tutta, non solo per una completa disamina sulla fenice nell'antichità e sulle monete, ma anche per un ripasso sui simboli classici del mondo romano. - La serie FEL TEMP REPARATIO - Monete Romane Imperiali - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo: una discussione davvero didattica per chi vuole avvicinarsi al mondo delle FEL TEMP REPARATIO - Molnar: Symbolism of the Sphere: molnar.pdf
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  7. Son belli i riccioli di Murat, ma anche Ferdinando quando è in alta conservazione, fa bella mostra del suo parruccone ☺️ Un saluto a tutta la nostra sezione.
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  8. Cari amici il monetone di questa settimana è davvero un grosso calibro. Siamo a Retegno, una zecca minore, nel 1676, regnante Antonio Teodoro Trivulzio. Si tratta di un doppio Filippo con interessanti caratteristiche. 47,7 mm il diametro, davvero una presenza imponente e colossale, 53,6 grammi il peso. Rispetto alla media mostra rilievi decisamente ben conservati, una patina uniforme, un tondello di buona forma, rotondo, non ondulato e l’assenza di colpi, graffi, segni di montatura o fratture di conio. La perizia NIP infatti lo classifica SPL, distanziandolo nettamente dai numerosi BB che popolano il mercato. Questa tipologia non è particolarmente rara ma lo diventa in questa qualità, di difficile reperimento. Buona serata a tutti Ed ecco il D
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  9. In alcune discussioni recenti o meno, relative alla circolazione monetaria del Regno d’Italia ante I guerra mondiale, e specificatamente nelle tipologie auree ( marenghi 20 lire) ed in argento ( scudo da 5 lire), ho sempre letto tesi e pareri molto divergenti, non so suffragate o meno da dati certi e verificati. Più volte ho riscontrato ipotesi, dove si avvalorava che la monetazione aurea ( parlo sempre e solo della tipologia marengo) era di appannaggio delle classi “superiori”, che la circolazione fosse limitata solo per transazioni di elevato o elevatissimo importo, e questa tipologia non rientrava nell’ uso comune della circolazione, soprattutto se si considerano le classi più basse della società di quegli anni. Ugualmente in altre discussioni, facendo riferimento alla circolazione dello scudo da 5 lire, si evidenziava, che dopo Vittorio Emanuele II, con le sue corpose emissioni, e i due millesimi residuali di Umberto I, la circolazione di detta tipologia era tra fine XIX agli inizio XX secolo oramai scomparsa o quasi. Ho avuto occasione di leggere un saggio: Nuto Revelli - L'anello forte: La donna: storie di vita contadina (Einaudi tascabili. Scrittori) dove l’autore riporta testimonianze dirette della vita tra gli inizi del XX secolo, e gli anni del boom economico ( anni ’60) focalizzate sulla vita delle donne, intervistando e riportando fatti di vita quotidiana, di generazioni che fecero sacrifici enormi, tra spopolamento della montagna e guerre. Tra le testimonianze riportate, mi sono balzate all’ occhio, quelle a cui si fa riferimento al denaro contante, ne riporto alcune: MARGHERITA LEMASSON vedova VILLAVECCHIA, nata a Savigliano, classe 1893. A dieci anni – avevo appena finito la quarta elementare – ero già al filatoio a lavorare. Ci pagavano ogni quindici giorni. C’era un segretario, il signor Fré, che metteva il tavolino, tutte noi in fila indiana passavamo a ritirare la nostra paga. Mi ricordo che avevo poi già la paga grossa e che mi pagavano con gli scudi. Mi piaceva portare a casa uno scudo d’argento, pareva che valesse di piú, luccicava….. MARIA ABELLO in LAUGERO, nata a Cucchiales di Stroppo, classe 1897.Sono andata in Francia a quattordici anni. Guadagnavamo cinquanta soldi il giorno, due lire e dieci soldi, e risparmiavamo. Un anno ho portato a casa duecento lire. Pagavano tutto a marenghini d’oro. Io mi ero fatto un piccolo sacchetto che tenevo legato al seno. Facevamo una miseria per portare quei pochi soldi a casa…, sembrava che portassimo l’America! […]. Sei anni a Hyères, poi un anno mi sono affittata a Nizza da serva, venticinque lire al mese… ELISABETTA CENTENERO vedova GIORDANA, detta Blot da chi ’d Vitorio, nata a Centenera di Stroppo, classe 1898. A nove anni mi hanno affittata a San Michele di Prazzo. Mi davano trentacinque lire di paga da Pasqua ai Santi. […].Guardi che mi ricordo ancora la paga dei due anni che mi hanno affittata in Francia. Il primo anno novantacinque lire, il secondo centoquindici. Il guadagno era trenta soldi al giorno, a raccogliere le viole per Parigi, Lione, Londra, tutto il giorno piegate che piovesse o no a fare i mazzetti di viole, sessanta viole e trenta foglie attorno per mazzetto, da Natale a Pasqua. Trenta soldi di paga, ma ci pagavano in oro. Là pagavano tutti in oro. C’erano i muratori che non volevano essere pagati in oro, avevano paura che l’oro non valesse, preferivano la carta. ROSA RUGHETTI in GARBARINO, nata a Cossano Belbo, classe 1905. Mi dava – avevamo negoziato – novanta lire per tutto l’anno. Poi del 1913 mio papà mi ha messo da un altro padrone, proprio qui vicino, qui sopra. […]. Al lavoro, andando giú per la collina, portavo ’l curbun del liam ’nle vi, e tornando su portavo le pietre per fare la casa. Mi dava duecento lire all’anno, e mantenuto Saluti TIBERIVS
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  10. Buongiorno e buona domenica Condivido il mio ultimo acquisto che è una piccola divagazione per quanto riguarda la mia collezione di monete modenesi. Questa moneta non è presente nel mir Emilia in quanto la Garfagnana è in Toscana ma la ritengo parte della monetazione modenese a tutti gli effetti in quanto fatta coniare proprio a Modena dal duca Cesare d'Este,per omaggiare gli abitanti di questa terra per la loro lealtà nelle contese coi lucchesi. Si tratta di un GROSSETTO in mistura con aquila estense e santo con le chiavi, moneta estremamente rara da trovare sul mercato e che in coppia con l'altro grossetto "con la bomba" risultano le uniche due coniazioni fatte per questa terra a cavallo tra Emilia e Toscana. Cosa ne pensare? Pareri? Un grazie a tutti e un saluto. Marco
    10 points
  11. Ciao a tutti! Signori, ho deciso di presentare una piccola collezione di Taler di terre Germaniche. Spero vi piaccia. Comincio da qui. Il cosiddetto" Thaler del viaggiatore " del duca di Braunschweig - Wolfenbüttel August Jr. (1579-1666). La moneta è emessa in connessione con il viaggio del duca nel 1650, durante il quale il duca ha visitato L'Inghilterra, L'Italia e Malta Mi scuso per le foto leggermente sfocate Commenti e aggiunte sono i benvenuti! ø 42 mm Ag 28.65 gr dav 6358 , Welter 804A
    10 points
  12. ho un debole per i lenzuoloni.... posto oggi un 500 lire Umberto I (decreto 09-12-1899); non so se le foto siano accettabili. Spero la risoluzione sia decente... a voi!
    10 points
  13. Cari lamonetiani il nummo della settimana è un bel massimale d’argento di uno dei meno conosciuti sovrani sabaudi, Carlo Emanuele IV. Nato da Vittorio Amedeo III e da Maria Antonia di Spagna succedette al padre nel 1796. Cagionevole di salute, caratterialmente debole e psicologicamente fragile, soffri’ gli eventi tragici di quei terribili anni subendo violente crisi epilettiche e definendo il suo Regno una “corona di spine”. Trovò consolazione solo nella fede entrando tra i domenicani e ritirandosi in convento. Abdicò dopo soli sei anni nel 1802 a favore del fratello Vittorio Emanuele I. Mori’ nel 1818. Il suo non lungo Regno è caratterizzato da poche tipologie monetali, tutte contraddistinte da conio basso e da un’estetica non particolarmente originale ed anche un po’ monotona. L’esemplare della mia raccolta che vi presento è un Mezzo Scudo del millesimo più comune e presenta una buona qualità generale di fondi lustro e rilievi. Qualche graffietto di conio al D come spesso si riscontra su questi pezzi. Proviene da un listino di qualche tempo fa che sono sicuro che @r.tino ben ricorda. Mi è piaciuta da subito per la particolare conservazione, non proprio reperibile con facilità. Difficile da migliorare in raccolta, difficile. A Voi il D e buona salute a tutti ✌🏾 E il R
    9 points
  14. Un groschen di Guglielmo di Sassonia Neu-Weimar celebra la fine di un secolo di guerre di religione in Europa (1547-1650). Si tratta di due date simbolo, non a caso prese per salutare la fine di un secolo di lotte religiose: nel 1547 con la battaglia di Mühlberg in Sassonia, l’imperatore Carlo V aveva distrutto la Lega di Smalcalda, costituita a scopo difensivo dai principi protestanti, tra i quali figurava anche l’elettore di Sassonia Giovanni Federico; nel 1648 la Pace di Westfalia, siglata nelle città di Münster e di Osnabruck, sanciva la fine della guerra dei trent’anni. E poi, per la Sassonia il 1648 fu l'anno della "vittoria" evangelica contro le pretese imperiali, riscatto dopo la rovinosa sconfitta di un secolo prima. E a completare il rovescio, ecco lo stemma di Sassonia al centro e sopra le iniziali della sigla in tedesco “Guglielmo, duca di Sassonia, Julich, Cleve e Berg”. Anche il diritto della moneta presenta motivi di grande suggestione: due mani che si stringono in una promessa di pace, unite a loro volta dalla “Manus Dei”, la mano di Dio che emerge da un sole raggiante recante il nome divino (JHWH) e con l’ammonimento “servate fidem”: mantenete la parola, rispettate la promessa solenne di pace che è simboleggiata dalle mani che si stringono. E ancora, ai lati di un’altra spada, quel “resipiscite gentes” che completa la frase suona come un imperativo a tutti popoli: ravvedetevi, rinsavite, abbandonate le follie della guerra. Un’invocazione che, nella Germania travolta e assassinata dalla guerra dei trent’anni, era del tutto priva di retorica.
    9 points
  15. Carissimi amici ed appassionati delle medaglie partenopee, quest'oggi sono lieto di mostrarvi l'ultimo pezzo entrato in collezione. Come da titolo, si tratta della medaglia in argento per la distribuzione delle bandiere alle Legioni Provinciali, probabilmente una delle medaglie in argento di Murat più abbordabili per rarità (i cataloghi la danno come R2) e prezzo. Ciononostante, devo dire che si tratta di un esemplare che ho sempre apprezzato molto per gusto estetico e storia. Note storiche: L'istituzione delle Legioni Provinciali, avvenuta nel maggio del 1806, fece seguito ad un'importante riforma di carattere amministrativo che coinvolse l'intero regno. Sotto Giuseppe Napoleone, infatti, il Regno di Napoli venne suddiviso in 14 province: Abruzzo Ultra I, Abruzzo Ultra II, Abruzzo Citra, Principato Ultra, Principato Citra, Terra di Bari, Terra d'Otranto, Calabria Ultra, Calabria Citra, Molise, Foggia, Terra di Lavoro (con capoluogo Capua), Napoli e Basilicata. A protezione e controllo di ciascuna di queste province venne assegnata una Legione Provinciale, una sorta di milizia civile i cui compiti ricordano per molti aspetti quelli di un attuale corpo di polizia. Il loro scopo era, infatti, quello di "proteggere le persone e le proprietà e di mantenere il buon ordine interno nelle singole province del Regno" (cit. Salvatore D'Auria). Veniamo ora al motivo per il quale venne coniata questa medaglia. Il 26 marzo 1809 ebbe luogo a Napoli, nei pressi della Villa Reale, la benedizione e distribuzione delle bandiere ai Corpi dell'esercito ed alle Legioni Provinciali. Per tramandare ai posteri la cerimonia, con Decreto del 29 marzo 1809, Murat ordinò la coniazione di una medaglia da distribuirsi a ciascuno dei Legionari che presenziarono alla festa. Secondo i dati ufficiali, vennero coniati un totale di 1000 esemplari in argento e 2000 in bronzo. Descrizione: Al dritto troviamo il ritratto riccioluto del buon Gioacchino, chiaramente ispirato a quello del 12 carlini del 1809. Al rovescio, invece, abbiamo un fascio di 14 bandiere (una per ciascuna Legione) sormontate da aquile e tenute strette da un sottile nastro. Sulla prima bandiera a sinistra è riportata la parola SICUREZZA, mentre sull'ultima a destra INTERNA. Al centro, una corona in rilievo. Detto ciò, senza ulteriori indugi, vi lascio alle foto. Come sempre, ogni commento o integrazione a quanto detto, è ben gradito. Buona visione.
    8 points
  16. Grazie Dracma, In quasi 5 anni, numerose sono state le monete condivise dai collezionisti, grazie a loro oggi si conoscono e si possono ammirare in foto varianti rarissime che altrimenti sarebbero rimaste ancora sconosciute e mancanti nei testi del settore. Grazie a tutte le condivisioni in questa discussione, molti utenti hanno ripreso o hanno iniziato a collezionare e studiare le monete Napoletane. Ringrazio TUTTI quelli che hanno contribuito con la loro passione, le loro monete e anche con un singolo apprezzamento a rendere unica questa discussione. Continuate a condividere le vostre più belle, e non preoccupatevi se è in conservazione bassa.... A me piacciono tutte.... E c'è sempre qualcosa da scoprire. Un caro saluto a tutti e soprattutto agli Amici che mi hanno sempre sostenuto ad andare avanti in tutti questi anni. Rocco.
    8 points
  17. Finora tutta la bibliografia numismatica, iniziando dal lavoro del Lanfranco in poi, ha considerato i due tagli monetali di ‘Esperimento Tecnico’ (50 Centesimi e Buono da 1 Lira) come prove di ristampa su monete del tipo ‘Quadriga Briosa’. Lo studio da me condotto ripercorre un’attenta analisi sulle quatto prove monetali ristampate sulle suddette monete, rivelando nuove ed entusiasmanti verità, ma, anche dubbi e perplessità sull’operato della Regia Zecca. “Il ritorno della moneta argentea, tra ‘Prove di Stampa’ ed ‘Esperimenti Tecnici’", è ora liberamente fruibile dal sito internet www.ilnumismatico.com
    8 points
  18. Salve a tutti, Mi sono imbattuto in questo sito quando stavo cercando alcune informazioni su internet. Ho collezionato monete papali da diversi anni. Vorrei condividere con voi una moneta del Papali Giubileo 1675. Saluti Edison.
    8 points
  19. Sono molto onorato di vincere questa bella Piastra. Prima di questo, ero dipendente da Piastra 1669. E rispetto al mio altro Sede Vacante Scudo 1758, questa Piastra 1655 è più spirituale. Spirito Santo
    8 points
  20. Vi allego il link da cui è possibile scaricare il pdf di questo volume del 2008, scritto dalla dott.ssa Carla Russo. Tratta di monete antiche provenienti dall'area della odierna Puglia; la versione cartacea fu distribuita ad un convegno e inviata a specialisti del settore. Lo trovo molto interessante anche per le belle foto a colori. https://docplayer.it/56817503-Le-monete-della-collezione-battista-nel-museo-civico-di-foggia.html
    8 points
  21. Condivido il 5 Lire 1828 Torino, ex Asta Montenegro 16 di qualche settimana fa Con questa moneta ho chiuso la serie di Carlo Felice. Certo non la più rara della serie, ma secondo me il 1828 per Torino in altissima conservazione è tutt'altro che comune Conservazione FDC65 secondo Montenegro. Secondo me è eccezionale
    8 points
  22. Parlo da giovane (27 anni). Devo dire che secondo quella che è la mia esperienza la situazione non è disastrosa tra i più giovani. Esistono tanti coetanei e addirittura più giovani di me che sono Studiosi e collezionisti a tempo pieno. Non si vedono perché magari invece di agire “fisicamente” andando in convegni o comprando in negozi preferiscono le Aste online. Io è da circa un anno che sono in un gruppo whats app di giovani numismatici e siamo circa una 60ina. Unico requisito oltre alla passione è non avere più di 30 Anni. ps. Poi se posso muovere una critica anche abbastanza forte verso la maggior parte dei commercianti del settore, non sopporto assolutamente quando entro nella maggior parte dei negozi e vengo visto con sospetto o magari semplicemente con un atteggiamento noioso perché magari vengo preso per un perditempo solo perché sono giovane. Eppure compro e investo tanto. Infatti col tempo ho stilato una bella lista di negozi dove ho ricevuto questo trattamento poco carino e non ci vado. In conclusione, i giovani ci sono ma a mio modo di vedere agiscono e fanno gruppo in modo diverso rispetto al passato. Usano piattaforme private social, fanno acquisti in aste o tra loro e sopratutto hanno una grande competenza.
    8 points
  23. Ciao Amici, condivido con voi il 2 Lire 1813 di Gioacchino Murat, monetazione che ultimamente mi ha "preso" molto, sia per la bellezza dei conii, sia per il periodo storico neoclassico che si stava trasformando in Romantico. Penso che "Giacchiniello" sia una delle figure che meglio abbiano interpretato l' eroe romantico. Buona Serata, Beppe
    8 points
  24. E anche oggi non siamo rimasti con le mani in tasca ...consegnati 3 Gazzettini 7 e i cataloghi dell’Ambrosiana a 3 giovani e questo conta e vale di più ...seminiamo e divulghiamo....
    7 points
  25. Lo sapevo - mi sono svenato. Mai ero arrivato a spendere 1000€ per una banconota (diritti di asta compresi). Secondo voi ci arriva al BB/SPL come dichiarato dal Bolaffi ? 😬 Ditemi di sì. Ho bisogno del vostro conforto... Ecco il fronte
    7 points
  26. Buon pomeriggio Complimenti per questa nuova entrata @pietromoney se non sbaglio era in vendita in qualche asta di recente... condivido allora il mio 6 cavalli senza il doppio punto, moneta più comune del tuo esemplare. Doppio punto che, correggetemi se sbaglio, è la combinazione tra la punteggiatura e il punto di compasso. Scusate le foto di dimensioni diverse ma son vecchie. Un saluto.
    7 points
  27. Ritornano le interviste numismatiche di Quelli del Cordusio con Marco Ottolini e le medaglia di Napoleone, buon ascolto !
    7 points
  28. Ecco, dopo questa chiamata alle “armi” di un certo spessore non posso esimermi di scrivere, invitandovi però a leggere attentamente e integralmente anche quanto riportato nel mio saggio sulla Repubblica Napoletana e non a volo d’uccello; molto, al contrario di quel che si vuol far credere è documentato. Vi prego di non farmi trascrivere tutto ciò che ho già scritto, sarebbero solo dei doppioni. Faccio una breve premessa: Se il Beltrani (dopo aver trovato documenti validi e probatori che monete di Ferdinando IV vennero coniate nei primi mesi della nascente Repubblica), e fa congetture; Se il Cagiati fece congetture; e Se il Sambon fece congetture; Se il Prota fece congetture; Se il D’Incerti fece congetture……. Tutti questi grandi studiosi andarono alla ricerca di un segno/segni che identificassero le monete coniate durante la Repubblica, prima dell’appronto dei nuovi/nascenti coni, e non le hanno mai identificate (addirittura per alcuni di loro sarebbero stati i punti, quelli singoli di abbreviatura in legenda posizionati più alti o più bassi rispetto alla linea di altri coni, il che mi sembrò un’assurdità). Non trovo invece corretto, meno giusto, o addirittura sminuire un’ipotesi molto più vicina, se non corretta, alla realtà degli accadimenti, e seppur non elevandomi al livello dei suddetti studiosi, perché un umile appassionato/studioso, il sottoscritto non possa aver espresso e messo su carta, anche la sua congettura o come volete chiamarla voi, ma che con sacrificio e abnegazione sono riuscito a rendere molto, ma molto plausibile al contrario dei precedenti che le monete le hanno solo ricercate e mai trovate. Magari in un futuro ci sarà un altro studioso che farà la sua, apportando modifiche e qualche prova in più di quanto affermato, almeno me lo auguro, e ben venga. Per adesso accontentatevi e buon proseguimento di chiacchierate.
    7 points
  29. Discussione leggera... Non sono un grande collezionista, ma forse per la prima volta da quando mi interesso di monete posso dire di essere soddisfatto della mia raccolta. Ci tenevo a condividerla. Si divide in 3 blocchi: Europa, India e Cina. Il filone dovrebbe essere quello delle prime monete emesse in queste aree: non sempre è possibile (economicamente, si intende) arrivare a certi pezzi, ma esistono buoni compromessi. L’unica davvero fuori posto è la moneta Kushan, che però mi spiaceva non esporre. Mancano le monete di piccolissime dimensioni, che sarebbero la parte principale della mia raccolta. Ci sto lavorando... Le monete sono molto stabili, ma i chiodini che le sorreggono sono da cambiare, perché troppo spessi e vistosi. Ho paura che me le possano rubare? Il rischio esiste, ma me le avrebbero prese anche dal cassetto in cui erano prima. Essendo la prima volta in anni di collezionismo che riesco a godermi la mia raccolta, accetto di correre il rischio (la perdita sarebbe solo affettiva, visto che si tratta di monete di scarso valore). Spero possa offrire qualche occasione di approfondimento per monete non diffusissisme nel collezionismo italiano. Se avete consigli, sono ben accetti
    7 points
  30. Per condivisione... Regno di Napoli - Ferdinando I d’Aragona (1458-1494) Mezzo carlino o armellino - Zecca di Napoli D/ FERRANDVS D G R SIC, Stemma coronato palato al 2° ed al 3° R/ SERENA - OMNIA, Armellino a sx, sormontato da rosetta; in alto, DECORVM entro festone e all’esergo - Pannuti-Riccio 22d / MIR 74/2 - Ag - ex collezione HUNTINGTON lotto di repertorio n°26668 ex asta NAC n°68 e 69 lotto 701 - gr.1,72
    6 points
  31. Sperando di fare cosa gradita, vi posto i link per scaricare il pdf dell'opera fondamentale del prof. Rizzo sulle antiche monete greche di Sicilia, analizzate dal punto di vista artistico. Testo: https://www.academia.edu/attachments/63724657/download_file?st=MTYyMjQyMDk5OSwyLjM5LjExMi4xMTMsNTk0ODkzNTg%3D&s=profile Tavole: https://www.academia.edu/attachments/63724858/download_file?st=MTYyMjQyMDk5OSwyLjM5LjExMi4xMTMsNTk0ODkzNTg%3D&s=profile Nota: secondo i miei calcoli il copyright sull'opera è scaduto nel 2020, essendo il prof. Rizzo scomparso nel 1950.
    6 points
  32. Non seguo il mercato di questa moneta in particolare ma è evidente che c'è un errore macroscopico nelle valutazioni sul gigante sia per prezzo che per rarità. @uragano che negli ultimi 20 anni ne ha viste passare 3 al massino è un parametro più attendibile del gigante... Chi valuta come spropositato il prezzo di aggiudicazione basa il proprio pensiero sui dati errati forniti dal catalogo. È il mercato che fa il catalogo e non viceversa ricordiamocelo. Marco
    6 points
  33. Buongiorno a tutti, condivido una piastra entrata recentemente. Presa al volo per la presenza di uno dei ritratti che più preferisco del Regno, oltre per l’appeal generale che mi ha trasmesso appena vista. Ho effettuato - e sto effettuando - alcune ricerche per catalogarla e studiarla al meglio. Noto che, generalmente, viene indicata NC mentre, nel Magliocca, C. L’anno sembra sia un po’ ostico da trovare in conservazioni di rilievo, quindi, tutto sommato, posso ritenermi fortunato dell’esemplare entrato in collezione.
    6 points
  34. No sono senz’altro meno il numero delle collezioni du monete antiche formatesi nel tempo ( e parlo dai tempi del Rinascimento ) e’ impressionante. poi, e’ vero, negli ultimi 30 anni molto materiale e’ affluito da ritrovamenti etc. Ma considerare la barriera feticcio del 1909 per legittimare o meno il materiale e’ sbagliato. Il mercato oggi e’ mondiale e molti paesi hanno leggi anche molto diverse. Nel caso di una moneta romana trovata in est europa dove non vi sono disposizioni restrittive, esportata in US e venduta in asta elettronica aggiudicata ad un cinese chi e’ che la puo’ reclamare? Non certo la Soprintendenza visto che la moneta non e’ stata trovata su suolo italico. i romani battevano monete a londra come ad antiochia o a marsiglia quindi? la questione e’ capziosa e non ha senso discernere eccessivamente. Ha senso invece poter opporre - per ogni acquisto - una provenienza certa : aste o commercianti professionisti ( no Baia) che mi mette quantomeno al riparo dall’onere della prova. per il resto divertiamoci altrimenti la prendiamo troppo seriamente
    6 points
  35. Non ho capito bene la domanda, comunque la moneta essendo molto piccola, più piccola del centesimo di euro, soffre molto di conio stanco. Comunque ti inserisco le monete della mia collezione se ti può essere utile. Saluti Marfir
    6 points
  36. Anche in questo caso ti chiedo la cortesia di circostanziare la tua identificazione perchè così fatta resta del tutto incomprensibile. Ho percorso tutto il CNI vol.5, sezioni dedicate alle emissioni degli Sforza e, a parte la prova di un testone per Galeazzo Maria Sforza, una prova di multiplo di testone per Giovanni Galeazzo Maria Sforza e Lodovico Maria Sforza, e una prova di multiplo di testone per Lodovico Maria sforza, proprio non ho trovato monete in bronzo (ci sono anche alcune prove di testone in rame per Lodovico e Beatrice d'Este)... Al netto degli immancabili errori del CNI... mi pare di vedere che le monete del periodo sono solo in oro, argento o mistura (anche quando molto povera), di bronzo proprio non ne trovo. Dovresti quindi condurci verso la retta via e illuminare la strada... da solo non ci arrivo Grazie Mario
    6 points
  37. Buonasera a tutti, volevo condividere un piccolo esperimento fotografico della domenica e mi faceva piacere conoscere le vostre impressioni e opinioni sulla moneta Saluti!
    6 points
  38. Buonasera a tutti. Oggi Sebeti! Nella classificazione dei Sebeti le varianti sono molte. http://www.ilportaledelsud.org/piastre_sebeto.htm Per il rovescio variano: l'aspetto del "barbuto sdraiato", la fumata del Vesuvio, l'alberello, la punteggiatura, la legenda NEA o NEAP, tutte cose note. Noto anche che il dritto può presentare lo scudo e la corona di diversa foggia...le piastre dal 34 al 47 presentano scudo e corona larghi, le piastre del 48 e del 49 scudo più squadrato e corona più piccoli...esiste però un terzo tipo di dritto ...scudo piccolo e corona grande. Unico esemplare che ho scovato, quindi al momento lo reputo unico...a voi i pareri. La moneta in questione è un Sebeto del secondo tipo, datato 1749, in conservazione discreta, la corona è decisamente diversa e molto più grande, lo scudo più basso e stretto..un tipo inedito di dritto quindi!!! A voi la moneta...notate altro?
    6 points
  39. Buonasera a tutti, la mia Napoletana di oggi.. Grana 2 Gioacchino Napoleone. 😊 Saluti Alberto
    6 points
  40. Buongiorno a tutti voi, volevo condividere con voi l'arrivo di questi tre splendidi volumi di Attianese. Nonostante sia interessato al periodo storico di Vittorio Emanuele III, ed alla sua monetazione, essendo io calabrese, ho deciso di accrescere la mia conoscenza sulle "origini della mia terra"... Andando a riscoprire il periodo della magna Grecia, tramite una serie di letture ed i nostri cari tondelli.....di notevole fascino storico ed artistico.
    6 points
  41. Continuando... Secondo la leggenda, durante la caccia dell'imperatore Otton il Grande, il cavallo del cacciatore buttò via gli zoccoli dalla terra pietre pesanti, che erano lingotti d'argento. Così furono aperte ricche miniere d'argento e il cavallo divenne un simbolo dell'estrazione di Braunschweig BRAUNSCHWEIG UND LÜNEBURG, LINIE CALENBERG-HANNOVER, Georg Ludwig, 1698-1714 Reichstaler 1710 HB ø 41 mm Ag 29,30gr Dav.2058 , Welter 2146
    6 points
  42. Ci ha lasciato oggi una persona tanto umile quanto grande. Con Franco Battiato se ne va una parte della mia ormai lontana gioventù, e mi lascia un po' più solo, riconoscente, come credo tanti della mia generazione che hanno potuto apprezzare quel mix di pop, di etnico e di culturale che le sue irripetibili canzoni trasmettevano. Un artista originale, unico per tanti versi nel panorama musicale italiano anni 70 e 80, icona di quei formidabili anni dove, senza social e telefonini, tutto ci sembrava più spensierato. Ciao Franco, grande poeta, ci hai deliziato con le tue invenzioni, che la terra ti sia lieve. Spero che tu finalmente abbia trovato il tuo "Centro di Gravità Permanente"
    6 points
  43. Confermo quanto dice Mario. Queste coniazioni non erano effettuate per una circolazione locale a Pomponesco, Sabbioneta o quant'altro, ma appositamente per essere vendute a mercanti che andavano poi a spacciarle nei territori di riferimento, in questo caso la Savoia. Potremmo in un certo senso affermare che sono produzioni di zecche gonzaghesche ma per la circolazione in Savoia, e in quanto tali correttamente da collezionare anche per voi sabaudi! Ovviamente però si tratta di circolazione truffaldina, in quanto nessuna di queste monete rispettava gli standard qualitativi previsti. Le zecche minori gonzaghesche erano specializzate nella produzioni di monete false o calanti di vari stati, a Castiglione oltre a varie contraffazioni Savoia troviamo una massa enorme di monete papali (che costarono al marchese Rodolfo pure la scomunica papale), ma pure di zecche straniere, di area francese e tedesca. Anche Gazoldo (feudo mantovano non gonzaghesco, di proprietà della famiglia Ippoliti) si specializzò nelle baiocchelle papali, mentre le altre zecche gonzaghesche si fecero maggiori scrupoli in questo senso. Da notare che tra la enorme massa di monete contraffatte da zecche gonzaghesche non esiste nemmeno una tipologia originaria della repubblica di Venezia.
    6 points
  44. Buon pomeriggio...ci sta si un MB+ e come spesso capita il rovescio è cmq migliore del dritto. Io continuo questa carrellata per il millesimo 1804 con il più piccolino, difficile da trovare e da trovare in conservazione elevata. Condivido il mio che reputo in linea con gli altri pezzi della serie che ho in collezione, lo acquistai anni fa al Veronafil da un venditore romano, trattai un bel pò, andandomene, poi tornando al banchetto, riandandomene, ritornando e giocandomi la carta che son mezzo romano pure io...un vero scassa minchia io anche se simpatico e alla fine lo portai a casa ad un buon prezzo...resta un piccolo mistero su questa monetina, sotto la croce, a destra, emerge qualcosa...chissà...ecco le foto e buona serata
    5 points
  45. Il nuovo arrivato è un Septimius Severus Denarius. Obv: L SEPT SEV PERT AVG VIIII, laureate head right. Rov: HERCVLI DEFENS, Hercules standing right resting on club & holding bow & lion skin in hand. RIC 97. Lotto 10 DNW. Ex Dereham Hoard (2004-2007), ex DNW (9 aprile 2008), ex M. Trenerry collection (2008-2014), ex M. Green collection (2014-2021). Michael Trenerry è un noto numismatico britannico (oltre che proprietario della Michael Trenerry Coins) collaboratore della Dix Noonan Webb (DNW). Michael Trenerry, one of the best known names in numismatics in the West of England, originally studied for a degree in law at the University of London, financing his studies by buying and selling 18th and 19th century trade tokens, as well as English hammered coins. On graduating he qualified as a solicitor, while continuing to deal in pre-1660 English, Roman and Celtic coins and 17th century trade tokens. Some years ago Michael decided to cease legal practice in order to concentrate on numismatics. However he still finds the time to lecture in commercial law, international business strategy and marketing and holds a post graduate diploma in European Studies as well as a Masters degree in Management from the University of Coventry. Michael has some 30 years experience as a coin dealer and, with his wife Elizabeth, is a director of Michael Trenerry Coins, primarily a mail order business issuing catalogues of Roman, Celtic, English hammered coins and 17th century tokens. SITOGRAFIA: https://www.heritage.norfolk.gov.uk/record-details?mnf45393 https://finds.org.uk/database/search/results/q/Dereham+Hoard Saluti Illyricum
    5 points
  46. Quanti post inutili, ultimamente la sezione identificazione ha un'alta percentuale di messaggi che nulla hanno a che fare con la numismatica, posso capire un primo post di disappunto ma poi basta, addirittura si citano altri utenti in modo che quest'ultimi partecipino anche loro rendendo la discussione totalmente priva di senso... Se vi danno fastidio alcune richieste non rispondete...
    5 points
  47. Buongiorno a tutti, riprendo questa discussion per postarvi l'ultima entrata in collezione. Variante con fiore o rosetta a 5 petali. Mi paicerebbe avere la vostra opinione sul grado di conservazione e sapere se glli esperti di questa monetazione ci scoprono qualche altra particolarità Grazie a tutti ed il rovescio
    5 points
  48. 5 points
  49. Repubblica Dominicana, 1 peso 1989 Commemorativa del V° centenario della scoperta e dell'evangelizzazione dell'America
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  50. pensando di fare cosa gradita sia a @caravelle82 che a @paoloilmarinaio 🙂 Laos 10 kip 1988 dedicati al veliero (a cinque alberi) più lungo mai costruito nella storia https://it.wikipedia.org/wiki/Preussen_(veliero)
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