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Showing content with the highest reputation since 11/16/2019 in all areas

  1. Salve a tutti. Volevo rendere noto che da oggi è disponibile il mio ultimo lavoro monografico dal titolo La monetazione longobarda nella storia dell'Italia meridionale, Laveglia&Carlone editore, Battipaglia (SA) 2019, ISBN: 978-88-86854-84-9. Si tratta di un volume in brossura editoriale di 172 pagine, interamente a colori. Dalla quarta di copertina: L'opera nasce con l'intento di presentare una visione d'insieme sulla produzione monetaria delle principali zecche dell'Italia meridionale in epoca longobarda, inserendo la loro attività all'interno di un contesto storico-finanziario ben preciso. Ne scaturisce una nuova consapevolezza che vede le monete della Langobardia Minor come una testimonianza storica di primo piano che può servire, al pari di altre forme documentarie, alla disamina dei meccanismi economici e culturali di un'intera stirpe.
  2. Erdrückt

    10 Anni

    Anche per me sono arrivati i 10 anni di iscrizione al forum... a me davvero sembra ieri quel 27 Novembre 2009. Festeggerò comprando una nuova moneta (ogni scusa è buona per farlo, no? )
  3. Con non poca soddisfazione... entra in collezione il pezzo chiave della serie dei colli lunghi, e con questa ho chiuso il giro Pezzo dall'ultima asta Varesi, ancora fresca con bei fondi lucenti, e secondo me ben sopra la media dei 1856 T che si sono visti
  4. Gallienus

    1 FDC oppure 2 SPL?

    Ah, un conto è il gusto e un conto il commercio. Da rivendere, per farci soldi, meglio 1 FDC che 2 SPL, nella gran parte dei casi. Per la mia collezione, meglio 2 SPL che 1 FDC, senza il minimo dubbio, e ugualmente senza il minimo dubbio meglio 4 BB che 2 SPL. Sugli 8 MB meglio di 4 BB dipende: ammetto che non amo quando la moneta è troppo circolata al punto da non essere leggibile, ma se parliamo di monete pienamente leggibili ma magari con problemi quali colpi, saggi, appiccagnolature (presenti o rimosse), o fori allora preferisco gli 8 MB ai 4 BB. Insomma ho sempre preferito, preferisco e preferirò sempre mille volte 8 monete forate e appiccagnolate a 1 FDC perfetto perfettissimo eccezionale eccezionalissimo MVP (mai visto prima) e slabbato MS100 NGCMSSUAEMDDV (Non Guardarmi Che Mi Si Sposta Un Atomo E Mi Dimezzo Di Valore). So' gusti, a me piace l'oggetto vissuto proveniente dal passato con il suo carico di storie, mi piace rigirarmelo tra le mani (senza guanti) come hanno fatto i miei antenati e del lustro me ne importa una ceppa.
  5. Correre verso la ricchezza o le prime miniere dei Romani , ero indeciso sul titolo del post in quanto poteva predisporre il lettore verso una curiosa lettura o un solito argomento di storia , infine ho scelto il primo titolo meno scontato e prevedibile . Un tempo , come purtroppo anche oggi , per intraprendere una guerra occorrevano i metalli ; metalli preziosi per l’ economia e la ricchezza di uno Stato e metalli non nobili per costruire armi o tramite i primi per acquistarle . Un fatto ben noto avvenne ad esempio durante la seconda guerra mondiale quando i Tedeschi pur sfruttando i ricchi giacimenti minerari germanici del bacino della Ruhr , dove si estraeva carbone e ferro , minerali essenziali per ricavare l’ acciaio , si accorsero presto che per la loro macchina bellica la sola ricchezza mineraria nazionale non sarebbe bastata per costruire armamenti in quantita' , si rivolsero allora militarmente verso la Norvegia e la Svezia anch’ esse ricche di minerali ferrosi di piu' alta qualita’ specialmente la Svezia , occuparono la prima assicurandosi cosi’ il commercio con la confinante Svezia , pur essendosi la Norvegia dichiarata neutrale , mentre dalla Svezia senza invaderla acquistarono il rimanente ferro di ottima qualita’ , indispensabile per costruire armamenti sempre piu’ ingenti e di alta tecnologia . Ma tornando ai tempi antichi , tema principale del post , sorge inevitabile una domanda : i Romani come si procurarono i metalli per l’ economia interna , cioe’ principalmente : rame , stagno , argento e ferro per costruire armi ? La regione dove sorge Roma , il Lazio antico , e’ notoriamente privo di questi metalli indispensabili un tempo per la vita e il progresso di un popolo , infatti il Lazio antico non era la Regione con i confini che conosciamo oggi , in quanto questa antica regione , il Latium Vetus , era limitata alla parte centrale e parte della meridionale fino al Circeo , in quanto il lato destro del Tevere che attraversava il territorio laziale , era territorio etrusco e oltre il Circeo vivevano i popoli di stirpe Osca dei Volsci , degli Equi e degli Ernici ; la zona del Lazio dove vivevano i Romani era assolutamente priva di metalli che avrebbero permesso la produzione di monete , utensili e di armi . Come , dove e quando i Romani si procurarono i metalli per l’ economia e gli armamenti ? Come : certamente all’ inizio con il metedo piu’ antico , cioe’ tramite il baratto commerciale con i popoli limitrofi . Quando questo sistema non fu piu’ sufficiente , seguirono le guerre di conquista , quasi tutte le guerre antiche e recenti hanno per matrice primaria l’ economia . Rimanendo nell’ area laziale e sconfinando poi nella maremma toscana , due sole zone del Lazio potevano rifornire i Romani di utili metalli per monete , utensili ed armi : una era nei Monti della Tolfa nell’ alto Lazio , la zona mineraria antica piu' importante del Lazio , gia' sfruttata dagli Etruschi , si trovava nell' alto Lazio ad Est di Civitavecchia , dai quali Monti o meglio Colline , si estraevano : Blenda (minerale dello zinco) , Galena (piombo) , Argento come sotto prodotto della Galena , Pirite (ferro) , Allume per la concia delle pelli e Cinabro (mercurio) . Inoltre ricca di Rame , con presenza di Argento e Nichel , era la Calcopirite (ferro) di Ponte San Pietro localita’ vicino Viterbo , da qui proveniva anche il Piombo che si estraeva dalla Galena ; conquistato il Lazio in possesso degli Etruschi , i Romani sconfinarono poi in Etruria impossessandosi cosi’ delle miniere delle Colline metallifere , alcune aperte fino al secolo scorso , ricche principalmente di ferro , stagno , rame , piombo , argento e di altri minerali secondari . Seconda area mineraria era quella dei Monti della Meta situati nel basso Lazio al confine sud orientale con Molise e Campania , venivano estratti : Ferro , Argento e Rame , minerali gia' sfruttati dai popoli antichi specialmente dai Sanniti , miniere rimaste attive almeno fino al XIX secolo . Come si nota le risorse minerali dell' antico Lazio erano veramente scarse ed il fatto che anche nei secoli successivi , fino al nostro , non sono state trovate nella Regione altre risorse oltre a quelle gia' conosciute dagli antichi prospettori , conferma della bravura e dell' abilita' degli antichi prospettori . Quando i Romani si aprirono la strada per raggiungere queste due zone del Lazio per appropriarsi dei loro minerali utili per l’ economia e per la guerra ? Probabilmente i Romani raggiunsero per primi i giacimenti piu’ vicini a Roma , cioe’ quelli dei Monti della Tolfa , anche per il motivo che i Romani avevano con gli Etruschi un conto ancora aperto , conto la cui origine risaliva addirittura al mito delle origini di Roma come ci ha tramandato Virgilio , gli Etruschi guidati dal re Mezenzio , alleato con il re Turno dei Rutuli , attaccarono i Latini e gli esuli troiani guidati dal re Latino e da Enea . Latini e Troiani uscirono dallo scontro vittoriosi , anche se Enea venne ucciso in battaglia . La pace venne quindi conclusa stabilendo che il fiume Tevere sarebbe risultato il confine naturale tra Etruschi e Latini . Una volta fondata la città di Roma sul Palatino , i Romani apparvero col tempo, secondo Livio "così potenti da poter rivaleggiare militarmente con qualunque popolo dei dintorni" . Una dopo l' altra caddero molte delle vicine città appartenenti alle popolazioni dei Ceninensi , degli Antemnati , dei Crustumini e dei Sabini . Infine , rimanendo in area laziale , i Monti della Meta furono raggiunti dopo la conclusione delle guerre contro Latini e popoli del basso Lazio quando era imminente lo scontro con i Sanniti . I primi dissidi tra Roma ed i Latini si verificarono sin dall' età monarchica durante il regno di Anco Marzio . Le lotte con i Latini proseguirono anche durante la Repubblica , prendendo vigore soprattutto dopo l' invasione gallica del 390 a.C. : le città latine , prima sottomesse con un trattato nel 493 a.C. , colsero l' occasione per ribellarsi ai Romani indeboliti dal saccheggio gallico . Le guerre contro i popoli latini cessarono nella meta’ del IV secolo . Raggiunti quindi i due unici ed importanti giacimenti minerari del Lazio , Roma pote’ emettere linghotti in bronzo , forse in autonomia , sotto forma di Aes Signatum e Grave in discreta quantita’ e armarsi costantemente di buon ferro . In foto due immagini dei Monti della Tolfa e due dei Monti della Meta .
  6. Io conto di esserci al pranzo di sabato, ma ne avrò la certezza solo il giorno prima, in quanto venerdì ho un convegno a Bologna, e rimanderò il lavoro di quel giorno a sabato, e quello di sabato a domenica e ... e ... e... fa un culo il lavoro .... ci vengo.
  7. Archestrato

    Censura a monete con svastica

    L'unione sovietica ed i regimi suoi figli hanno usato gli stessi metodi del nazifascismo per liberarsi di oppositori e "gruppi etnici scomodi" (che ciofeca di concetto.. ma tant'è..) Oggettivamente dobbiamo ritenerci fortunati a non aver dovuto lottare per liberarci da coloro che ci hanno liberato dai Nazionalsocialisti, come è successo ad est. Bisogna ritenere che in un futuro non troppo lontano, quando sarà recepita la risoluzione del parlamento europeo, arriveremo anche a restrizioni sull'uso della simbologia "falce e martello incrociati". https://www.repubblica.it/politica/2019/09/22/news/comunismo_nazismo_parlamento_europeo_risoluzione-236628451/ Del resto una è la realtà, una la Storia. Per quanto singole persone possano cedere a negazionismi destroidi o sinistroidi opponendo le proprie individualissime verità ai fatti, la realtà non cambia. Prima impareremo a leggere la Storia come un'unica realtà oggettiva e prima ci garantiremo che certi orrori non tornino mai più nelle nostre vite ed in quelle dei posteri.
  8. Grazie a tutti per la splendida giornata. È stato bello chiacchierare con i vecchi amici e conoscerne di nuovi come @terkel. Grazie ancora a tutti per la chiacchierata numismatica. A presto carissimi!! Marco.
  9. eliodoro

    Potendo sognare, vorrei.....

    Riapro questa discussione.. Nel 2017, immaginavo di prendere due monete Longobarde.. Che dire.. Ce L'abbiamo fatta:denaro di Adelchi zecca di Benevento e Follaro di Gisulfo II zecca di Salerno
  10. Buongiorno a tutti i partecipanti, devo dire che falsa/autentica o autentica/falsa, questa discussione è stata quanto mai appassionante e l'ho seguita con attenzione e perché no, veramente con gusto. Anzi mi auguro che al di là dell'interesse precipuo che per noi è la moneta, possiamo incappare ancora in queste diatribe imprevedibili e diciamo così, fortunate. Ora non vorrei non dimenticare di non augurare una buona… insomma: auguro una buona domenica a @1412luigi, @littleEvil, @Tinia Numismatica, @Ross14, @Adelchi66, @Gallienus, @lorluke, @Agricola e @leop. E a tutti HIRPINI
  11. Ciao @Enki, devo confessarti che malgrado sia tanto evidente, non riesco a interpretare il simbolo nel campo dietro la testa di Athena. In mancanza di questa notizia, cerco di colmare la lacuna dicendoti che come forse già sai, quel segno sotto le zampe anteriori di Pegaso e che ha il nome della antica lettera "koppa" è la marca di officina che contraddistingue gli stateri di Corinto. Come anche saprai, quello indossato dalla dea è il classico elmo corinzio, dotato di ampi guanciali e paranaso, entrambi diretti a proteggere la testa e il volto del combattente. Quella specie di coda che esce di sotto l'elmo, sulla nuca, e sembra una parte ferrosa dell'elmo, è invece il kine, un copricapo in pelle indossato sotto l'elmo, che serviva a sua volta a proteggere il guerriero dalla durezza dell'elmo stesso e, sul collo, dai fendenti di spade nemiche in battaglia. Come vedi anche la dea ritratta sulla moneta porta l'elmo sollevato sulla fronte, come pure l'ateniese Pericle in un famoso busto in marmo, visto che il corinzio era tanto bene ideato per la protezione del guerriero, che una volta calato sul viso oltre che rendere più pauroso il suo aspetto, ne copriva completamente la fisionomia. Per questo gli splendidi volti di Athena, come quello barbuto di Pericle, per poter essere ammirati, appaiono con l'elmo alzato sulla fronte. Spero che quanto prima tu abbia notizie sul simbolo dietro la testa della dea. Saluti HIRPINI
  12. Felice di condividere le immagini dell'ultimo acquisto, fortunoso ed incredibile (la fortuna aiuta gli audaci, e nel 2019 chi scandaglia siti stranieri di monete), pagata compresa spedizione € 73,50, una rara F.C. prima variante (sia stella che punto) del nostro catalogo, quella senza immagine (sin ora) https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-RM1PG/10
  13. taglio         50 cent paese     Andorra anno 2017 tiratura 968.890 condizioni bb città Milano Note News?
  14. Buongiorno a tutti, Vi mostro un'altra interessante variante nella monetazione dei bolognini abruzzesi. Dopo Ladislao ecco infatti sua sorella Giovanna. La caratteristica di questa tipologia é l'ordine errato delle lettere che contraddistinguono la zecca emittente(L'Aquila in questo caso). L'ordine infatti risulta essere LAAQ, diversamente dal consueto AQLA. Anche questa variante, come quella di Ladislao, risulta già censita nei manuali ma rimane un aspetto molto caratteristico e difficile da mettere in collezione. Saluti Matteo P.S. Provvederò a caricare foto migliori appena mi sarà possibile.
  15. Convegno come sempre stupendo! Acquisti interessanti e ottimi amici presenti! Come sempre, io e la mia ragazza siamo stati felicissimi Peccato essere arrivati un po' tardi alla presentazione del nuovo Gazzettino, in quanto siamo rimasti in fila in alcuni stand per parecchio tempo! Per il ristorante, questa volta gestito male, ovviamente la colpa non è di chi di noi ha organizzato. Ringraziamo tutti per la splendida compagnia... felici anche di aver incontrato di nuovo l'amico Eros Ci sono già molte foto presenti, quindi inserisco le essenziali. Ovviamente, iniziano dalla presentazione del Gazzettino, all'interno del Convegno
  16. Erdrückt

    Censura a monete con svastica

    Io invece lo comprendo pienamente perchè il collezionismo deve esulare dalla politica, le monete attraversano i tempi e le vicende umane sia positive che negative ed è proporio una delle cose belle delle monete stesse, raccontare la storia. Io al contrario non comprendo i buchi temporanei in collezione dovuti al fattore politico... Rispondendo al thread trovo scandaloso ogni sorta di censura sulle monete
  17. Gentilissimo @mfalier ti chiederei di aggiungermi alla lista: mia prima assoluta al veronafil e mia prima assoluta al pranzo lamonetiano 🙂
  18. Noi presenti. Stanchi, ma presenti Aspettiamo tutti gli amici che vorranno passare a salutarci, magari prima di andar a fare capanna la pancia... Ciauz!
  19. giuseppe ballauri

    Esami....

    Mio padre mi comperò per i 18anni la mitica RENAULT R8. La comperò innanzitutto perchè in ottime condizioni, ma soprattutto perchè rispondeva perfettamente ai requisiti di un auto per un "giovane sprovveduto e ribelle": 1- Essere brutta e non avere i sedili reclinabili: le ragazzine sarebbero salite malvolentieri e soprattutto...non sarebbero uscite incinte. 2- avere un cofano lungo, perchè, secondo la sua visione, più era lungo e più erano sicure 3- essere lenta: diminuiva la probabilità di piantarsi contro un albero. Appena la vidi la odiai, ma questo purtroppo passava il convento! Era un'auto stranissima, penso che il progettista fosse sotto i fumi dell'alcol o l'avesse fatta disegnare da suo figlio di 5 anni. Aveva tutto spostato sul retrotreno: motore, trasmissione, serbatoio etc. Sul davanti si apriva una voragine; il cofano era inutilmente grande. Guidandola capivi che, prima di mettere in moto, era meglio raccomandare l'anima a Dio e compresi come mai il precedente proprietario aveva attaccato allo specchietto retrovisore la corona del Rosario. Avendo tutto il peso spostato al retro, la macchina aveva il muso che puntava in su, come un motoscafo d'altura, solo che dopo aver superato i 50 Km/orari, cominciava a spostarsi a destra e sinistra come fosse stata in mezzo ad una mareggiata. Mio padre ebbe una genialata: prese dal negozio due sacchi da 50 Kg di Sale ( quelli che le Tabaccherie vendevano ai panettieri) e li mise nel cofano. La stabilità migliorò molto, ma la velocità massima passò da 110 a 90 Km/h. In pratica era come trasportare la suocera obesa nel bagagliaio! Nonostante questo resterà sempre nel mio cuore. Non mi ha mai lasciato a piedi, il meccanico l'ha conosciuto solo per la manutenzione e quando l'ho dovuta rottamare mi è scappata la lacrimuccia. Ho conservato, per ricordo, il coprimozzo del volante. A proposito, l'ho sempre chiamata "Super-8" ! Ciao a Tutti, Beppe
  20. Buonasera, nuovo arrivato in Collezione Litra68. Il cavallo è stremato da una lunga galoppata attraverso la storia. Non ho potuto fare a meno di prenderlo, cosa ne pensate? Saluti Alberto
  21. ARES III

    Brexit

    Adesso penso che sia per davvero necessario che si tolgano dalle scatole: abbiamo pazientato anche troppo. Ora o escono subito ( entro il 31 Gennaio) o li dovremmo buttare fuori noi. Comunque critico molto le istituzioni europee in quanto, quando lo UK non riusciva a uscire dallo stallo, gli hanno concesso la proroga senza nulla chiedere in cambio: mi spiego meglio. Dopo il primo rinvio si sarebbe dovuto subordinare il successivo allo svolgimento di un nuovo referendum, non nuove elezioni, ma proprio la riproposizione del quesito referendario. Ed invece no. Abbiamo concesso ai vari governi britannici dei favori , in cambio di cosa ? Dovevamo essere piú duri e concreti e non essere generosi con chi ci vuole "tradire" con quelli dell'altra sponda dell'Atlantico. Ma non sanno i Britannici che qualunque accordo faranno con gli USA, la Cina, l'Australia, il Canada.... non avranno un vero potere contrattuale tale da essere considerati dei pari, ma tutt'al piú verranno trattati come una colonia da poter sfruttare. Infatti le assicurazioni americane si stanno già sfregando le mani in vista della prossima entrata nel settore sanitario pubblico nazionale britannico (ad esempio). I Cinesi vogliono entrare invece nei settori delle telecomunicazioni e dei servizi. Gli Australiani vogliono entrare nel mercato britannico per vendere i loro prodotti che sono piú economici di quelli inglesi. Ma la popolazione britannica ci guadagnerà davvero qualcosa di buono ? Credo che i prodotti britannici (non tutti) verranno col tempo scartati o marginalizzati dal mercato europeo, quindi dove verranno ricollocati ? Non credo che potranno essere tutti assorbiti dagli Usa, o dagli altri futuri partners, in quanto questi sono già di per sé piú cari ma poi bisogna mettere in conto i costi di spedizione e trasporto per destinazioni lontanissime, aumentandone ancora di piú il prezzo e rendendoli così meno appetibili. Quindi meno prodotti venduti significa anche piú disoccupazione: complimenti ai lavoratori britannici che hanno votato per la brexit, si sono pure fatti il nodo al cappio da soli.
  22. Ciao, non mi dà molto l'impressione di una moneta coniata, anche quella crepa..uhmm.. Comunque per 40$ rimane un interessante oggetto "da studio", anche se non fosse autentica.
  23. Buongiorno a tutti, domenica scorsa avevo postato una ricerca identificativa di questa medaglia non essendomi accorto dell'esistenza di questa sezione dedicata. Un ringraziamente preventivo a chi mi saprà aiutare a risolvere questo enigma. Nella collezione di famiglia ho trovato questa medaglia risalente al fidanzamento di Maria Giuseppa d'Austria con Ferdinando IV di Borbone. In realtà il dritto (M • JOSEPHA • AVSTR • FERDIN • IV • VTR • SICIL • REGI • DESPONS • 8 • SEPT • 1767; sotto: WIDEMAN; busto a dx di Maria Giuseppa) è riferito da J.Arneth (Medaillen-Stampel-Sammlung, Wien 1839) alla Morte di Maria Giuseppa d'Austria (309; Anm N°CCIII.I.e. p.273. 1Z. 7LL.) avvenuta pochi mesi dopo il fidanzamento, mentre il verso (FORTIVS ALTERNIS NEXIBVS; Genio alato ed amorino ai lati di un'ara recante gli Stemmi dei Borbone e degli Asburgo; in basso, a dx: P • K •; in esergo: NVPTIAE • CELEBRATAE • VINDOB = PROCVRATORE FERDINANDO = ARCH • AVSTR • XIII OCT • = MDCCLXVII) è riferito dallo stesso autore alla Promessa matrimoniale a Giuseppa d'Austria (308; Anm N°CCII.I.e. p.271. 1Z. 7LL.). La medaglia è stata coniata a Vienna nel 1767 da Anton Franz Widemann, pesa 26 g e ha un diametro di 41 mm. Ricapitolando, il dritto (D'Auria 22; Ricciardi 21) e il verso (D'Auria 20; Ricciardi 20) di questa medaglia si trovano in bibliografia ma diversamente associate rispetto alla medaglia in mio possesso.
  24. Salve a tutti Per rispondere a @jaconico La variante stemma corto e stemma lungo interessa solo i quattrini e il millesimo 1777, che oltretutto è l'unico insieme al 1779 in questi quattrini del nuovo tipo. Si tratta di una variante identificabile facilmente per l'evidente spazio che intercorre tra la legenda e lo stemma nei quattrini "stemma corto" (Crippa 45/B); è una variante di pari reperibilità rispetto a quella stemma lungo (NC). Pertanto i quattrini qui postati sono tutti stemma corto tranne il secondo postato da @nikita_ che, concordando con @jaconico ritengo stemma lungo. detto ciò i quattrini di Maria Teresa sono monete molto comuni ma erano moneta povera, per piccole transazioni, e quindi circolarono a lungo, come i mezzi soldi e i soldi della medesima serie, pertanto pur essendo monete comuni trovarne in questo stato di conservazione ancora gradevole in una ciotola non è facile credo. Quindi complimenti per l'acquisto! Premesso che colleziono proprio queste bistrattate (non sono molto collezionate che io sappia) monete della nuova serie di monete milanesi di dominazione austriaca già che ci sono colgo l'occasione per raccontarvi un simpatico episodio che mi capitò qualche anno fa; sperando di non annoiare troppo😂 Giravo per mercatini natalizi, dove le monete sono rare a vedersi e mi ero accontentato di una bella medaglia dei 50 anni di regno di Francesco Giuseppe del 1898 quand'ecco che nel medesimo banchetto l'occhio mi cadde su dei vecchi libri e tra questi in particolare su un rovinatissimo e sgualcito libro dall'aspetto vetusto, un epistolario delle lettere del conte Magalotti del 1741, interessandomi anche di libri vecchi lo acquistai insieme alla medaglia per poco e dopo aver pagato mi misi a sfogliarlo sommariamente e fu allora che mi accorsi di una particolarità che da collezionista di monete milanesi austriache non poteva che entusiasmarmi... Sulla pagina finale qualche precedente proprietario aveva stampigliato con l'inchiostro delle monete, probabilmente quello che aveva sotto mano, in un momento di noia; ed ecco che due di queste mi parvero immediatamente riconoscibili, in alto un bel quattrino, stemma corto tra l'altro😂, di cui è leggibile perfettamente anche il millesimo e in basso sicuramente un mezzo soldo. la moneta al centro invece restava un mistero perchè troppo debole era l'impronta.. L'anno scorso tuttavia ripresi in mano questo "caso" e inclinando nel giusto modo quell'ombra di inchiostro identificai anche la moneta centrale Si tratta con tutta probabilità di un Kreuzer austriaco dei primi dell'ottocento... e con questo si completa un piccolo e modesto quadro della circolazione monetaria nel Ducato di Milano ai primi dell'ottocento che comprendeva ancora i pezzi in rame di Maria Teresa del secolo scorso accanto a nuova moneta spiccia austriaca che probabilmente andava a colmare nella circolazione quella mancanza di moneta povera in rame che interessa questi anni e la zecca di Milano. Siamo in un periodo di crisi e guerra; probabilmente appena prima della dominazione napoleonica (a mio avviso non dopo perché la monetazione napoleonica immesse grandi quantità di moneta in rame di piccoli tagli nella circolazione che furono utilizzate anche nel periodo Lombardo Veneto e penso che successivamente circolassero più questi pezzi che quelli teresiani anche se ciò è giusto una mia considerazione per cercare di inquadrare cronologicamente il tutto). Questa pagina è dunque una precisa fotografia su un piccolo gruzzolo di monete circolanti; in tasca a qualche anonimo personaggio due secoli fa.
  25. enriMO

    1 FDC oppure 2 SPL?

    Mi sembra di essere schizofrenico, perché sento di poter condividere quasi tutte le vostre osservazioni, anche quando sono in netto contrasto tra l'oro, poiché rispecchiano i gusti personali. E questo è giusto e bello per ogni modalità di rapportarsi alla numismatica. Ad un certo punto prendiamo una strada e quella rimane a vita, contro tutto e tutti, contro ogni evidenza o critica, come per la squadra del cuore. Dico la mia, la butto al vento. Mi piace pensare che un domani qualcuno (i figli?) troverà la mia collezioncina e apprezzerà che è composta da pezzi in conservazione spesso pregevole. Poi ne farà ciò che vorrà, considerando che dalla cassa non potrò protestare. Mi piace che la moneta sia "nella sua migliore espressione possibile" , per cui lo scudo del '24 di Carlo felice (cito @Scudo1901), anche se in FDC l'hanno visto forse solo in zecca, lo desidero (non significa che lo avrò, ovviamente) nella sua migliore forma reperibile. E non per fare il figo con gli amici (un po'forse... perchè no...), ma perché era un obiettivo: più eccitante cercare che avere, in molti casi. Mi piace pensare che, siccome il nucleo della mia passione si focalizza su un pezzo di metallo grande al massimo poco cm e non metri quadri di lamiera, sia giusto averlo al meglio, perché un mm di graffio su una moneta equivale a 10 cm su una moto. Infine, a corollario: se (come è vero e prioritario) la moneta è motivo di studio: io non studio sui libri con le briciole o con le macchie che mi creano difficoltà di lettura a meno che... non si tratti dell'unico testo disponibile.
  26. Ho da poco acquistato questo Forte di Ludovico del I tipo che nonostante la ribattitura che non fa vedere bene alcuni particolari è comunque classificabile per la zecca di Cornavin ed è del tipo classificato sul mir al 173f. Mancava sul catalogo ed in collezione, si può vedere bene in questo esemplare la legenda del diritto che è VDOVICVS segno DVX E e non termina con una C come segnalato dal mir. Devo vedere cosa indica il Simonetti al numero 16a da cui prende riferimento il Cudazzo.
  27. Ho sconfinato dai miei binari consueti... ho rischiato (e sto tutt'ora rischiando con le poste avendo scelto la spedizione ordinaria!) e ho acquistato da un venditore professionale straniero un antoniniano di Probo che mi aveva colpito per la tipologia di busto: Probo (276/282) Zecca di Siscia, V emissione, 5 officina Antoniniano AE D\ IMP C M AVR PROBVS P AVG, busto radiato a sinistra con lancia e scudo in avanti, visto di 3/4 da dietro (in nudità eroica); un lacciuolo della corona al vento e uno appoggiato al collo. R\ VIRTVS PROBI AVG / XXI V, Marte elmato andante a destra, con un trofeo in mano appoggiato sulla spalla sinistra e una lancia nella mano destra. Rif.: RIC 816var (non presente in RIC per tipo di busto), unico esemplare noto per questa combinazione dritto/rovescio. Questa tipologia è nota, sempre come variante RIC 816 (tipo busto non presente nel RIC) ma per la terza e quarta officina, entrambe comunque R2: L'esemplare manca anche nella collezione Gysen, una delle più complete su Probo, e non risulta censito nel sito www.probuscoins.fr che, attualmente, costituisce forse il catalogo più completo sulla monetazione di questo imperatore illirico. L'unico rammarico è la conservazione non eccelsa, ma non si può voler tutto nella vita, giusto? Se c'è qualche Probo-filo che vuol dire la sua... è ovviamente ben accetto! Specialmente perché il sottoscritto di Probo ha una conoscenza estremamente limitata... che viene (come in questo caso!) sopperita da un giusto mix di intuito-ricerca&fortuna!
  28. Ottimo anche questo nuovo Gazzettino Peccato per la mancanza di articoli su monetazioni contemporanee, ma sto già provvedendo personalmente! In ogni caso, come sempre è davvero un'interessante lettura per la nostra amata passione
  29. Monete Classiche sempre di meno, di furti ho sentito parlare parecchio, pur vedendo due coppie di carabinieri che giravano di continuo tra le fila, l'idea di convegni ormai alla fine della loro epoca si insinua sempre più prepotentemente nei miei pensieri. Altro lato della medaglia: Molte, ma molte soddisfazione nel rivedere commercianti con cui abbiamo combattuto epiche battaglie, trovare e discutere con gli amici numismatici del forum ed incontrare per caso studiosi di alto livello che si fermano e discutono amabilmente. Conclusione: Finchè troverò anche questo a Verona varrà la pena di macinare chilometri su chilometri per essere presenti.
  30. Buonasera, nuova arrivata in collezione Litra68. 10 Tornesi 1798 SICILIAR.. Taglio treccia in rilievo. Magliocca 367 Cosa ne pensate? Saluti Alberto
  31. legionario

    Altro simbolo sconosciuto

    Mi sembre un triente della serie T e uccellino, Crawford 141/4b: https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-B4/8
  32. Ciao Rocco, Ad occhio mi sembra che il ritratto del Re del 1843 sia diverso da quelle dei millesimi vicini. Ad esempio il naso... Noto anche delle differenze nella capigliatura. Posto la mia moneta per confronto, scusandomi per la scarsa qualità ( è scannerizzata ) Ciao Beppe
  33. Mi sembra evidente che il buon giacutuli non ha la più pallida idea di come venivano preparati i conii nel passato ne delle varie problematiche che potevano intervenire. Gli esuberi si creavano perché i conii, usati troppo a lungo, si crepavano in uno o più punti. La crepa sulla moneta crea un esubero in positivo, che naturalmente è presente su tutte le monete battute col conio rotto. Lettere e cifre sdoppiate invece non sono ribattiture sulle singole monete, ma slittamenti che avvenivano quando l'addetto creava la legenda sul conio, battendo le singole cifre o lettere con i singoli punzoni. L'errore nella legenda della moneta della discussione è dovuto proprio al fatto che l'addetto, per distrazione, al memento di creare la parola GRATIA ha inizialmente dimenticato di inserire la A dopo aver battuto la R. Dopo essersene accorto ha rimediato ribattendo la prima T con la A che ci voleva al suo posto. Anche qui è evidente che tutte le monete battute con questo conio presenteranno tutte le medesime caratteristiche.
  34. Discussione che non può che essere carina...! Arka Diligite iustitiam
  35. They did not respond but they have withdrawn coin. https://auctions.cngcoins.com/lots/view/4-7O2FX/withdrawn
  36. Eccomi, ancora più che sinonimi i tre termini sono modi diversi di scrivere e dire la stessa medesima cosa, sotto diverse influenze lessicali latine e greche. In particolare il latino Obrutium / obrussium deriva da Obruza / obrussa, la prova del fuoco: "aurum ad obrussam" o "ex abrussa" sono l' "oro purissimo" (Svetonio, Petronio). Perciò l' Aurum obrutium / obrussum, è l'oro sottoposto alla prova. In proposito cito a memoria un proverbio che un po' spiega questo affare della prova: "Con il fuoco si prova l'oro…" (il resto interessa meno questa discussione ma l'aggiungo lo stesso) "... con l'oro la donna e con la donna l'uomo". Un po' maschilista, ma carino. HIRPINI
  37. Buonasera a tutti.. non mi pronuncio sulla moneta perché utenti molto più esperti di me hanno già detto tutto e bene!! Mi permetto una riflessione sulle tracce di terra e sulle legislazioni straniere in materia di beni culturali. Vi racconto un breve episodio: a Vienna, in un comunissimo mercatino di Natale, tra stand di cioccolatini e addobbi per l'albero, ne ho trovato uno che vendeva reperti archeologici tra cui lucerne, antefisse, statuette, fibule e... monete... divisionali e bronzetti di III secolo niente di pregiato.. ma le vendeva liberamente al pubblico (era roba autentica... non mi sbaglio). Ho iniziato una lunga chiacchierata col tipo e mi ha spiegato che lui è un antiquario (ha pure il negozio e mi ha fatto vedere il blocchetto delle ricevute intestate!) e se ne va in giro col cercametalli a trovare cose (Vienna - Vindobona era una città importante sul limes e di robetta presumo se ne trovi parecchia!!). Quel che trova deve sottoporlo obbligatoriamente all'esame della loro autorità competente... se si tratta di oggetti ritenuti di valore vengono acquisiti dallo Stato.. altrimenti sono suoi e se li può vendere come gli pare! Questo per dire che solo qui da noi la legge (che va rispettata sempre per carità!!) è così cavillosa in materia! Ora, se questo signore spagnolo del sesterzio avesse rilasciato una dichiarazione di lecita provenienza di una moneta con la terra sopra... avrebbe avuto valore qui? Il fatto che io acquisiti all'estero un pezzo uscito direttamente dal terreno perché in quel paese è lecito che si faccia... mi fa incorrere in qualcosa qui?? Lo so.. sono fuori topic come un terrazzo.. ma ve prego fateme capì!! Un caro saluto a tutti Flaminius
  38. Ovviamente ti riferisci al "GIOVANOTTO" con gli occhiali. Grande Mario.
  39. wstefano

    conservazione banconote

    Azz. Neanche mi ricordavo questa cosa che avevo scritto l’estate scorsa... Mi ha fatto proprio piacere aver potuto stringere la mano a Jaconico e Priamob a Verona. Alla prossima!
  40. Erdrückt

    Censura a monete con svastica

    Il Nazismo è da ripudiare senza riserve ma come dicevo prima l'idea di un collezionismo "sano" dovrebbe oggettivamente prescindere da tutti gli eventi. Il discorso che fai tu sulla svastica vale per uno che si appende un poster nazista nella stanza, per esempio, non è il caso di chi colleziona, tra le altre cose, monete con la svastica. C'è un mare infinito tra le due cose
  41. DE GREGE EPICURI @ir_meniUna moneta talmente sporca di terra, se viene messa in vendita, deve necessariamente destare forti interrogativi. Se è autentica, proviene evidentemente dal terreno, cioè da un ritrovamento sporadico o da un tesoretto. Non conosco bene la legge spagnola, ma credo non sia diversissima da quella italiana. Molto più spesso si tratta di monete false (anche perchè quelle autentiche, di solito, vengono ripulite: perchè si vedano meglio i dettagli, e perchè non si noti così tanto che sono appena state scavate): lo"sporco" ha il duplice vantaggio di coprire un sacco di particolari, e di far credere che la moneta sia stata appunto scavata, e sia quindi antica. E' facilssimo sporcare di terra una moneta falsificata, basta scegliere le terre e polveri giuste. La moneta che hai postato colpisce anzitutto per l'assenza di una vera patina (ma per vederlo bene la terra va tolta). Inoltre, per la straordinaria uniformità di tutte le sue parti, e per il forte rilievo delle lettere, che non sono minimamente consumate. Il bordo è eccessivamente regolare (ma bisognerebbe vederlo tutto, e senza terra). Infine, lo stile del ritratto di Adriano, per quanto si può vedere, è molto povero, con pochi dettagli, e molto banale rispetto alle monete autentiche.
  42. Taglio : 0,20 cent Nazione : Lituania Anno: 2015 Tiratura: 35.000.000 Conservazione : BB Citta': Capaccio - Paestum ( SA)
  43. Perbacco che bell'invito. Saluti e complimenti per il grande spirito di amicizia e presenza nella numismatica un bel'esempio per tutti noi grazie mille.
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