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  1. Ciao a tutti! Noi siamo abituati alle banconote: FDS, bucate, con unghiate, gli angolini piegati… ma quelle sfilacciate e/o scucite come le consideriamo? Per risistemarla poi: ciclo delicati a 30 gradi o posso osare i 40°? Naturalmente senza l’ammorbidente, anche se il tessuto dopo cento anni non è più croccante! ================ Siamo a Bielefeld nel ’21: la moneta scarseggia e i Notgeld sono già in circolazione. Città tessile per eccellenza, qualcuno si fa una domanda semplice: “E se facessimo i biglietti… di stoffa?” Detto fatto: nascono banconote in lino e persino in seta, l'occasione fu il 700° anniversario della città e i temi si riferiscono a fatti storici e leggende locali. . Ma non era solo emergenza: sapevano benissimo che molti di questi biglietti non avrebbero mai circolato davvero. Come altre edizioni particolari, finivano dritti nelle collezioni: li emettevano, li piazzavano e non tornavano più indietro = guadagno per le casse cittadine. I motivi sono anche altamente patriottici: al centro compare la Germania su un carro, quello di una quadriga che, se vi ricorda qualcosa, è proprio quella sopra la Porta di Brandeburgo. Per chi non mastica il gotico, ecco una traslitterazione dei geroglifici (Kassa di risparmien della città di Bielefeld). tutto chiaro, no? Njk ========== Se ne trovo un altro centinaio, poi magari mi faccio una vestaglia, cucita come questo vestitino dell'epoca: Per saperne di più: https://www.geldscheine-online.com/post/bielefelder-notgeld-und-die-ratsherrenalben
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  2. Buongiorno a tutti! L’isola di Lundy si trova nel Canale di Bristol, al largo della costa sud-occidentale dell’Inghilterra, tra il Devon e il Galles. Si tratta di un territorio molto ridotto, lungo circa 5 km e largo meno di 1 km, con una popolazione residente estremamente limitata, concentrata soprattutto nel meridione. L’isola è di grande importanza naturalistica ed è interamente protetta come area di interesse scientifico (essendo un centro di nidificazione di svariati uccelli marini in declino demografico). Martin Coles Harman acquistò Lundy nel 1924. Imprenditore britannico dal carattere eccentrico, sviluppò un forte legame personale con l’isola, arrivando a considerarla una sorta di dominio privato, adottando atteggiamenti simbolici di sovranità. Nel 1929 Harman tentò di rafforzare questa autonomia introducendo un sistema monetario locale, il “Puffin”. Furono coniate due monete: il mezzo Puffin (23mm - 5.6g) e il Puffin (29.29mm - 10g), entrambe in bronzo. “Puffin” è il nome inglese del pulcinella di mare, Fratercula arctica. Tuttavia, questo esperimento non ebbe successo dal punto di vista legale. Le autorità britanniche considerarono la coniazione una violazione delle leggi che riservano allo Stato il diritto esclusivo di emettere moneta. Di conseguenza, negli anni ‘30 Harman fu multato e l’uso del Puffin non poté essere riconosciuto ufficialmente. Ogni tanto, nelle ciotole inglesi, è possibile rinvenire esemplari di queste monete, logicamente quasi sempre non circolate. Nel 1965 e nel 1977 furono prodotti ulteriori esemplari recanti quelle stesse date, destinati esclusivamente al mercato collezionistico, più assimilabili a medaglie o token che a vere monete da circolazione.
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  3. ""La storia racchiusa in un francobollo"" Questa è una storia che non parla solo di carta e colla, ma di come il mondo intero possa essere racchiuso in un centimetro quadrato. È la storia di **Giulio**, un uomo che vedeva nei francobolli non semplici pezzi di carta, ma "finestre con la vista sul tempo". L'Eredità nel Solaio Giulio non aveva mai badato troppo alla collezione di suo nonno. Per anni, quegli album erano rimasti chiusi in un baule di legno, accumulando polvere mentre il mondo fuori diventava digitale, veloce e distratto. Un pomeriggio di pioggia, spinto da una strana malinconia, Giulio aprì il primo volume. Non trovò solo pezzi di carta... ... trovò **storia viva**. Il Primo Incontro. Il Penny Black. In cima alla prima pagina, protetto da una fessura di plastica, c'era un piccolo rettangolo nero con il profilo della Regina Vittoria. "Il Penny Black," sussurrò Giulio, ricordando le storie del nonno. Era il **1840**. Prima di quel pezzetto di carta, la posta era un caos: pagava chi riceveva la lettera, e se non aveva soldi, il messaggio tornava indietro o veniva distrutto. Quel francobollo era stata la prima scintilla di una rivoluzione democratica, .. per un solo penny, chiunque poteva inviare un pensiero ovunque nel Regno Unito. Un Viaggio Senza Passaporto. Sfogliando le pagine, Giulio si accorse che la filatelia era il modo più economico per viaggiare. * **1920, Terre Lontane** Vide francobolli con elefanti dello Sri Lanka (allora Ceylon). * **1969, Oltre i Confini** Scoprì le emissioni dedicate all'allunaggio, dove il blu dello spazio profondo incorniciava il modulo Lem. * **Errori Preziosi ** Si imbatté in un "Gronchi Rosa" italiano, un errore diplomatico diventato leggenda, un pezzo di carta che raccontava di confini sbagliati e di ritiri d'urgenza nelle poste. La Magia del Dettaglio. Giulio prese una lente d'ingrandimento. Fu allora che la sua prospettiva cambiò davvero. Sotto la lente, le **incisioni a bulino** rivelavano dettagli invisibili a occhio nudo, le trame dei vestiti dei sovrani, le venature delle foglie di piante esotiche, la precisione microscopica di numeri e lettere. Capì che ogni francobollo era un'opera d'arte in miniatura, figlia di incisori che passavano mesi a scavare l'acciaio per creare una matrice perfetta. Il Ritorno alla Lentezza. Quella sera, Giulio non accese la TV. Iniziò a catalogare. La filatelia gli stava insegnando qualcosa che la frenesia moderna gli aveva tolto: **la pazienza**. Per trovare il pezzo mancante di una serie, non bastava un clic, .. serviva ricerca, scambio, attesa. Perché collezioniamo ? Giulio comprese che un filatelista non è un accumulatore. È un: **Custode della Storia** Conserva prove di regni che non esistono più. **Cacciatore di Bellezza** Trova l'arte nel quotidiano. **Detective** Studia la dentellatura, la filigrana e l'annullo per capire se quel francobollo ha davvero viaggiato su una nave a vapore o su un aereo postale nel 1930. L'Ultimo Timbro Anni dopo, Giulio lasciò quegli album a suo nipote. Ma non erano più solo "vecchi francobolli". Erano una mappa del mondo e del cuore umano. Perché finché ci sarà qualcuno disposto a guardare con cura un piccolo pezzo di carta dentellato, la storia del mondo non andrà mai perduta. La filatelia, in fondo, è l'arte di tenere l'infinito nel palmo di una mano.
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  4. Questo francobollo da 1 Mark appartiene a una serie emessa nel 1921 per l'Alta Slesia, una regione allora contesa tra Germania e Polonia dopo la Prima Guerra Mondiale. L'immagine raffigura una colomba con un ramo d'ulivo che vola sopra un paesaggio industriale slesiano caratterizzato da ciminiere. La sovrastampa nera "Plebiscite 20 mars 1921" commemora il plebiscito tenutosi in quella data per decidere il futuro territoriale della regione. Il francobollo è trilingue, riporta il nome della regione in tedesco (Ober Schlesien), polacco (Górny Śląsk) e francese (Haute Silésie). Il plebiscito del 20 marzo 1921 rappresentò un momento cruciale nel ridisegno dei confini europei dopo la prima guerra mondiale, cercando di applicare il principio di autodeterminazione dei popoli sancito dal trattato di Versailles. Ecco i punti chiave per comprendere il contesto di questo francobollo. L'Alta Slesia fu una regione contesa, .. in quanto era una zona di immenso valore economico grazie ai suoi ricchi giacimenti di carbone e alle sue avanzate industrie siderurgiche (richiamate dalle ciminiere sul francobollo). Sia la nuova Repubblica di Polonia che la Germania di Weimar la consideravano vitale per la propria ripresa economica. L'amministrazione internazionale per evitare un conflitto aperto non assegno' immediatamente il territorio, che dal 1920 al 1922 fu governato da una Commissione Interalleata (composta da Francia, Gran Bretagna e Italia) con il supporto di truppe di occupazione. Questo spiega perché la dicitura principale sul francobollo, "Commission de Gouvernement", sia in francese, la lingua diplomatica dell'epoca. Il Plebiscito del 1921 fu caratterizzato da una tensione altissima e da una massiccia propaganda da entrambe le parti. Il risultato fu che circa il 60% votò per restare con la Germania e il 40% per l'unione alla Polonia. Il paradosso, sebbene la Germania avesse vinto il voto complessivo, la Polonia rivendicò le aree dove la maggioranza rurale aveva votato a suo favore. Il risultato non portò alla pace immediata, ma scatenò la terza insurrezione slesiana da parte dei polacchi. Alla fine, la Società delle Nazioni intervenne dividendo la regione, alla Germania rimase la maggior parte del territorio, ma alla Polonia fu assegnata la sezione orientale, quella che conteneva la maggioranza delle risorse industriali e minerarie. Questi francobolli sono testimoni di questo breve ma intenso periodo di sovranità "ibrida", durato solo fino al giugno 1922, quando la regione fu ufficialmente spartita tra i due stati. Dal punto di vista filatelico, questa emissione è estremamente interessante perché appartiene alla categoria delle emissioni dei Plebisciti, nate in territori la cui sovranità era temporaneamente sospesa. Il francobollo da 1 Mark rosso fa parte della serie definitiva emessa tra il 1920 e il 1921. Il disegno, opera del grafico polacco S. Szwarc, è ricco di simbolismi, la colomba rappresenta la speranza di una risoluzione pacifica del conflitto (nonostante le insurrezioni armate che avvenivano sul campo). Il Paesaggio mostra le acciaierie e le miniere della Slesia, il "cuore industriale" che motivava la disputa internazionale. Il multilinguismo è uno dei rari casi in cui il nome della regione appare simultaneamente in tre lingue, tedesco (Ober Schlesien), polacco (Górny Śląsk) e francese (Haute Silésie). Veniamo ora allo scopo della sovrastampa nera su tre righe, "Plebiscite / 20 mars / 1921.". Questa non era una sovrastampa di emergenza per cambiare il valore nominale, ma una sovrastampa commemorativa per celebrare il giorno del voto. Esistono varianti con la data stampata in caratteri più piccoli o più grandi, e persino errori di sovrastampa (capovolta o doppia) che sono molto ricercati dai collezionisti specializzati. Gli esemplari usati con annulli originali del 20 marzo 1921 (il giorno stesso del plebiscito) sono considerati pezzi di "storia postale" e possono avere un plusvalore. Data la popolarità dell'area e la semplicità delle sovrastampe, esistono molti falsi d'epoca creati per ingannare i collezionisti. La serie del 1921 è stata prodotta con una dentellatura a pettine di 13e1/2 x 14 o 14 x 13e1/2. Misurare con precisione i fori con un odontometro è il primo passo per verificarne l'autenticità. A differenza di molte emissioni tedesche contemporanee, questi francobolli sono stati stampati su carta senza filigrana. Esistono esemplari con la sovrastampa "Plebiscite 20 mars 1921" che presentano piccoli difetti di cliché, come lettere interrotte o punti mancanti. Sono noti rari fogli finiti ma non dentellati che raggiungono quotazioni molto più elevate rispetto agli esemplari comuni. Il valore su una busta spedita realmente durante il periodo del plebiscito (febbraio 1920 giugno 1922) ha un valore storico e commerciale molto superiore, specialmente se reca timbri di censura militare o annulli di piccoli villaggi slesiani. La "Guerra dei Francobolli". Durante il periodo del plebiscito circolavano anche francobolli di propaganda non ufficiali, stampati da organizzazioni tedesche o polacche per influenzare il voto. Questi non avevano valore postale ma sono oggi ricercati come erinnofili "chiudilettera" storici. Fin, Ende, Koniec.
    8 points
  5. oggi su Cronaca Numismatica: https://www.cronacanumismatica.com/la-curiosa-storia-delle-monete-di-venezia-contromarcate-a-cipro/?fbclid=IwY2xjawRvtEtleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFKbDdmTEFzMmVlNXhCTkdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHjObp_seEIyQzkZ86L_arPDfUBltbIJarfctPBUyzgypO1x9HlyiuBV2E_iq_aem_xB56j5DX8yim1V5xEHzINw un interessante articolo di Ganganelli, che tuttavia continua nella sua politica di non prendere in considerazione i lavori pubblicati da un fesso come me cito: A quando un volume sulle contromarche di Cipro? la pubblicazione di un corpus delle monete cipriote contromarcate sicuramente la mia ricerca è ben lontana da poter essere definita un corpus ma... il testo continua con ...credo che possa sicuramente rappresentare un buon inizio 😉
    7 points
  6. Ultimo acquisto da Asta E-live 9 di Roccaro Collezione, lotto 81. Link alle foto della casa d'aste: https://roccarocollezioni.bidinside.com/it/lot/6955/stato-pontificio-roma-alessandro-viii-/
    7 points
  7. Il nuovo MIR Sicilia (III edizione) attribuisce i grani e piccioli del 1720 alla zecca di Messina anziché alla zecca di Palermo, al contrario della bibliografia precedente. L'attribuzione si basa su documenti di zecca inerenti la coniazione di circa 5000 scudi di monete in bronzo col "materiale dei cannoni inservibili", prodotti a Messina in seguito all'ingresso del nuovo viceré Duca di Monteleone per conto dell'imperatore Carlo V. Ulteriori dati che contribuiscono all'attribuzione a Messina sono: le sigle, non appartenenti a nessuno degli ufficiali di zecca presenti in Palermo in quegli anni documenti del periodo 1730-1736 che, parlando della moneta bassa circolante in quel periodo, riportano: le coniazioni del 1698-1701 di Carlo II e Filippo V, le coniazioni piemontesi in "rame di mal colore di Francia", le monete piemontesi fatte nell'assedio di Siracusa, le monete fatte in Messina nel 1720. I documenti successivi al 1735 citano anche le monete del secondo assedio di Siracusa (1734-35) La documentazione coeva indica, infine, che queste monete andavano ritirate perché in bronzo e non in rame puro (stesso motivo per cui si sarebbe dovuta fondere la moneta in "rame di mal colore" di Vittorio Amedeo). La priorità al ritiro dalla circolazione però andava alle monete degli assedi di Siracusa in quanto prodotte per fusione "alla maniera dei falsari" mentre queste del 1720 a Messina erano prodotte "per via di conio".
    7 points
  8. L'impressione è che si tratta della nota riproduzione che la Plasmon regalava sul finire degli anni '70 https://www.forumancientcoins.com/monetaromana/falsi/ErgospalmaPlasmon/ergospalma.html Sarebbe la n. 8 della serie.
    7 points
  9. Martedì 19 maggio dalle ore 20:45 al CCNM (via Kramer, 32 Milano. Citofono SEIDIPIU'), conferenza della Professoressa Claudia Perassi su "La moneta nella vita quotidiana: le testimonianze da Pompei e dall'area vesuviana". Claudia Perassi è Professore Ordinario di Numismatica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici della stessa Università. È Vice Presidente della Società Numismatica Italiana e componente del Consiglio Direttivo e di consulenza scientifica dell'Istituto Italiano di Numismatica; co-Direttore della Collana "Workshop Internazionale di Numismatica (WIN)"; Vice Direttore e membro della Redazione della "Rivista Italiana di Numismatica", membro di numerosi comitati scientifici di riviste e collane di ambito numismatico. È autore di oltre 130 pubblicazioni scientifiche, incluse due monografie. La sua produzione ha come tematiche principali lo studio di monete da contesti archeologici in Italia e all’estero (arcipelago maltese), gli usi rituali delle deposizioni monetali nel mondo antico, le forme di manipolazione delle monete (foratura, frazionamento), la gioielleria monetale romana, gli aspetti iconografici, artistici ed ideologici della monetazione antica. La conferenza che avrà inizio dalle ore 21:00 potrà anche essere seguita da remoto, i link da utilizzare per seguire la conferenza verranno comunicati una settimana prima della conferenza.
    6 points
  10. Il Recapito Autorizzato Il sistema del Recapito Autorizzato in Italia era un servizio postale speciale, attivo principalmente tra gli anni '20 e gli anni '60 del Novecento (con radici sin dal 1913), che permetteva ad agenzie private, enti, banche o ditte di recapitare corrispondenza a mano, tramite propri fattorini, esclusivamente all'interno del proprio comune. Il servizio nasce per risolvere le inefficienze della distribuzione locale nelle grandi città, dove i commercianti necessitavano di consegne immediate. Questo servizio rappresentava un'eccezione al monopolio statale della posta, ma era strettamente regolamentato dalle Regie Poste (e successivamente dal Ministero delle Poste). Ecco come funzionava nel dettaglio: Le agenzie private dovevano ottenere una licenza ufficiale e pagare un canone annuale allo Stato per poter operare. Per ogni oggetto recapitato, l'agenzia doveva comunque versare un diritto fisso alle Poste statali, dimostrato dall'applicazione di apposite marche per recapito autorizzato sulla corrispondenza e da delle registrazioni su appositi registri che potevano essere controllati dagli ispettori postali. La consegna non avveniva tramite il postino statale, ma attraverso fattorini privati, rendendo il servizio molto veloce (spesso equiparato a una consegna "espresso" locale). Le agenzie di recapito erano vere e proprie imprese di logistica urbana, antesignane dei moderni corrieri espressi. Il servizio era utilizzato soprattutto da banche, assicurazioni e grandi aziende per la consegna interna di fatture, lettere e documenti urgenti, spesso raccomandati. Venivano usate marche specifiche con la scritta "Recapito Autorizzato" prodotte dallo Stato, annullate da timbri lineari recanti il nome dell'agenzia stessa con datario. La marca sul tuo documento da 10c bruno, stemma sabaudo tra due fasci fu emessa il 7 gennaio 1930, su documento viaggiato (che va lasciato esattamente com'è) e' quotata sui 10€. Abbiamo inoltre l' etichetta originale dell' agenzia privata di recapito "The Express" che aggiunge valore all' insieme, questa etichetta è rara da trovare attaccata (intera) al documento. Interessante notare la lista dei servizi disponibili presso questa agenzia. Bisogna dire che l' agenzia "The Express" fu una ditta storica di Napoli, nacque alla fine dell'800 e protrasse la sua attività presumibilmente sino al dopoguerra, la Via Santa Brigida a Napoli è una strada storica centralissima che collega Via Toledo con Piazza Municipio, a pochissimi passi dalla Galleria Umberto I e dal Teatro San Carlo. Per tutta la fine dell'Ottocento e il Novecento, questa via è stata il cuore pulsante delle attività commerciali, dei servizi professionali e delle agenzie di viaggio e spedizioni della città, grazie alla sua vicinanza strategica con il porto, i palazzi del potere cittadino e i principali hotel della Belle Époque. La tua busta di recapito autorizzato e' un eccezionale esempio di ""storia postale"", tra l'altro anche completo della missiva, la busta viaggia il 13 aprile 1933, benché fu scritta con la data del 12, possiamo inoltre vedere i numeri di protocollo dell' ente Acquedotto di Napoli con crayon rosso sia sulla missiva che sulla busta. L' insieme è interessante e ha quotazione, il tutto va lasciato così com'è. (Curiosità ) ..Controlla in controluce se la missiva ha filigrana.
    6 points
  11. Il 17 settembre 1959 è la data in cui la statua della Madonna di Fatima arrivò in elicottero a Roma per iniziare la Peregrinatio Mariae italiana. Cosa successe quel giorno L’arrivo a Roma: La statua pellegrina internazionale della Madonna di Fatima, partita dal santuario portoghese, arrivò a Roma in elicottero la mattina del 17 settembre 1959. Fu uno dei primi usi dell’elicottero per una cerimonia religiosa così importante in Italia. Il giro su San Pietro: L’elicottero con la statua sorvolò Piazza San Pietro e fece tre giri sulla città, benedicendo Roma dall’alto. L’evento richiamò una folla enorme e fu trasmesso anche in TV. Inizio della Peregrinatio: Da Roma partì il giro della Madonna di Fatima in tutta Italia 1959-1960. La statua visitò centinaia di diocesi, parrocchie e santuari. L’idea era portare il messaggio di Fatima “a casa” degli italiani che non potevano andare in Portogallo. Il legame con Padre Pio: Pochi giorni prima, il 5 agosto 1959, la stessa statua era arrivata in elicottero a San Giovanni Rotondo. Davanti a Padre Pio, l’elicottero fece 3 giri sulla piazza della Casa Sollievo della Sofferenza. Padre Pio, malato di pleurite, disse di essere guarito all’istante quando la Madonna ripartì. Il 17 settembre fu quindi la tappa romana dopo la Puglia. 2a5f Perché in elicottero Nel 1959 l’elicottero era modernissimo e simbolico: permetteva di “benedire dall’alto” intere città. La Peregrinatio Mariae usò spesso elicotteri e aerei per spostare rapidamente la statua tra le regioni, creando grande impatto mediatico e devozionale. Curiosità Papa Giovanni XXIII accolse la statua in Vaticano. Da lì iniziò un anno intero di pellegrinaggi che toccò anche fabbriche, ospedali e caserme. Il 13 maggio 1967 Paolo VI andrà poi a Fatima per il 50° anniversario delle apparizioni. Questa immagine che vi mostro è riferita proprio a quell'evento. La data scritta a penna, lo dimostra.
    6 points
  12. La collezione Vittoria nera Londra, 1948. La nebbia di novembre non è solo vapore acqueo; è il respiro pesante di una città che cerca di dimenticare la guerra, mentre i fantasmi del conflitto giocano ancora a scacchi nelle zone d'ombra tra Whitehall e le bische di Soho. Al centro di questa storia non ci sono piani nucleari o microfilm, ma qualcosa di molto più antico: la **Collezione "Vittoria Nera"**. ### Il Ritrovamento Arthur Penhaligon, un ex crittografo di Bletchley Park riciclatosi come modesto commerciante di francobolli, riceve una visita inaspettata. Un uomo dall'accento mitteleuropeo e il cappotto troppo leggero per l'inverno inglese gli posa sul bancone un album rilegato in pelle consunta. All'interno, disposti con una precisione maniacale, ci sono **dodici fogli interi di Penny Black**. Per un filatelico, è il Santo Graal. Il primo francobollo del mondo, emesso nel 1840, non è raro di per sé, ma dodici fogli intonsi, con i bordi di foglio originali, valgono una fortuna che potrebbe comprare metà Mayfair. ### Il Mistero Tuttavia, Arthur nota qualcosa che un occhio inesperto ignorerebbe. Sotto la lente d'ingrandimento, la posizione delle lettere negli angoli dei francobolli (usate all'epoca per prevenire i falsi) segue una sequenza anomala. * In un foglio standard, le lettere seguono un ordine alfabetico preciso (AA, AB, AC...). * In questi fogli, alcune lettere sono "errate" o leggermente disallineate. Non è un errore di stampa del 1840. È un **messaggio**. ### L'Intrigo Spionistico Mentre Arthur lavora per decodificare la sequenza, l'uomo del cappotto leggero viene ripescato nel Tamigi. La polizia archivia il caso come una rapina finita male, ma due giorni dopo, un "funzionario del Ministero degli Approvvigionamenti" (che puzza di MI6 lontano un miglio) si presenta al negozio di Arthur chiedendo della collezione. Viene fuori che quei francobolli non sono mai stati in un album privato. Erano parte della collezione personale di un alto ufficiale dell'Abwehr (l'intelligence militare tedesca) che aveva coordinato la rete di spie "Stay Behind" in Gran Bretagna. I Penny Black erano stati usati come un **codice a griglia**: sovrapponendo una maschera specifica sui fogli, le lettere negli angoli formavano i nomi e gli indirizzi delle "talpe" naziste ancora attive nel governo britannico, pronte a passare informazioni all'Unione Sovietica in cambio di protezione. ### Il Climax La caccia si sposta tra le rovine di un'abbazia nel Sussex e i corridoi polverosi del British Museum. Arthur capisce di non potersi fidare nemmeno del "funzionario": il codice non rivela solo spie tedesche, ma traditori britannici che ora siedono in Parlamento. In un finale teso, Arthur deve decidere se consegnare la collezione allo Stato — rischiando che i nomi vengano insabbiati per evitare lo scandalo — o "annullare" i francobolli per sempre, distruggendo l'unica prova del tradimento ma salvando la propria pelle. > **Curiosità Storica:** Il Penny Black fu effettivamente sostituito dal Penny Red dopo solo un anno, perché il timbro di annullamento rosso non si vedeva bene sullo sfondo nero, rendendo facile il riutilizzo dei francobolli. In questa storia, l'oscurità del francobollo è la metafora perfetta per i segreti che non vogliono venire alla luce. SEGUE....... Forse.. ???
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  13. Buonasera a tutti, recentemente parlai con l’Amico Dott. Cerri della Collezione Bovi e del desiderio da parte di tutti noi appassionati di Numismatica di poter un giorno goderne la visione. Ne è venuto fuori un interessante articolo che spero piaccia e sia non solo di interesse ma soprattutto che scuota gli Animi e non solo. Saluti Alberto https://www.seareporter.it/collezione-bovi-museo-filangieri-numismatica-napoli-tesori-nascosti/
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  14. Questo francobollo fa parte della serie commemorativa "Pro Istituto Coloniale Italiano", emessa nel 1926 per la colonia dell'Oltre Giuba. L'esemplare in foto ha un valore nominale di 10c con un sovrapprezzo di 5c destinato proprio all'Istituto Coloniale. Il bozzetto rappresenta un'allegoria dell'Italia (o della Civiltà), una figura femminile allegorica che unisce la spada (il dominio militare) alla vanga (la "missione" civilizzatrice e agricola). L'Oltre Giuba (o Jubaland) era originariamente parte del protettorato britannico dell'Africa Orientale. In seguito ai patti segreti di Londra del 1915, il Regno Unito cedette il territorio all'Italia come ricompensa per l'intervento nella Grande Guerra. L'occupazione effettiva avvenne nel 1925, ma già nel 1926 il territorio perse la sua autonomia amministrativa per essere incorporato nella vicina Somalia Italiana. Le prime emissioni dell'Oltre Giuba nel 1925 furono realizzate soprastampando i francobolli del Regno d'Italia con la dicitura "OLTRE GIUBA". Questa era una pratica comune nelle colonie per rendere immediatamente disponibili i valori bollati senza attendere i tempi di stampa di nuovi bozzetti originali. La Serie "Pro Istituto Coloniale" del 1926 appartiene a una delle poche serie con disegno originale (non soprastampato) create appositamente per le colonie. Con il decreto del 1° luglio 1926, l'Oltre Giuba cessò di emettere francobolli propri, adottando quelli della Somalia. Questo brevissimo periodo d'uso rende la sua produzione filatelica molto circoscritta e ricercata. In particolare, mentre i francobolli nuovi sono comuni, quelli usati con annullo originale dell'epoca sono rari, poiché il traffico postale nel territorio era estremamente limitato e la maggior parte della corrispondenza era di natura militare o amministrativa.
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  15. Salve, Napoli, cavallo di Federico III d'Aragona, sigla *L * , ritratto molto particolare..... , rarissimo
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  16. Buongiorno, è strano detto da chi fa le pulci a tutti, soprattutto nella sezione identificazioni risultando a volte anche petulante con sermoni sull'educazione e il corretto uso della lingua italiana... Per quanto riguarda la discussione in oggetto credo anch'io che un "Buongiorno" sia almeno un gesto di educazione,per il discorso della discussione in inglese è verissimo che ci sono i traduttori on line gratuiti ma sarebbe stato un gesto carino da parte dell' autore del post se avesse provveduto lui stesso a tradurlo in italiano a beneficio del forum,chi è interessato a questa tipologia monetale probabilmente provvederà alla traduzione ma chi non lo è magari non lo farà (come il sottoscritto) ma se era già in italiano probabilmente mi sarei soffermato a leggere... Buona domenica...
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  17. Ecco un'altra importante testimonianza di Ferdinano Galiani, autore contemporaneo a Carlo di Borbone. L'abate, nel celebre testo Della moneta del 1750 (p. 128) scrive chiaramente come la moneta in circolazione nel Regno di Napoli fosse di rame puro e non di bronzo. Spero che il dottor Gigante, nella prossima edizione del suo manuale, vi ponga rimedio.
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  18. Per chi fosse interessato: è disponibile su Academia.edu il PDF del Gazzettino #12.
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  19. Francobollo per pacchi postali del 1884 raffigurante il Re Umberto I, successivamente soprastampato nel 1890 con il nuovo valore e la dicitura "Valevole per le stampe", con un valore nominale di 2 centesimi su un valore originale di 20 centesimi azzurro. Nello specifico, la sovrastampa "Valevole per le stampe" servì a smaltire le scorte invendute. Le autorità postali avevano accumulato grandi quantità di francobolli per pacchi postali (emessi nel 1884) che non venivano utilizzati a sufficienza. Per non sprecare la carta pregiata e il lavoro di stampa già effettuato, decisero di riutilizzarli. (Ci stavano con la testa all' epoca 🧐) In quel periodo, la tariffa per la spedizione di "stampe" (come giornali o materiale pubblicitario) era molto comune e richiedeva valori bassi come quello da 2 centesimi. La sovrastampa permise di trasformare rapidamente i vecchi tagli (in questo caso da 20 centesimi) nel valore necessario. L'emissione fu autorizzata con il Regio Decreto del 1° dicembre 1890. In quegli anni l'amministrazione postale era guidata dal Ministro Pietro Lacava, che lavorava alla semplificazione della gestione dei valori bollati. La scelta di utilizzare i francobolli per pacchi postali del 1884 (caratterizzati dall'effigie di Umberto I in un ovale) non fu casuale, esistevano enormi giacenze di questi tagli a causa di una scarsa diffusione del servizio pacchi tra i privati che preferivano ancora i corrieri tradizionali o la ferrovia. La Sovrastampa fu eseguita presso l'Officina Carte Valori di Torino, dove venne utilizzata una sovrastampa tipografica nera che copri' il valore originale e la dicitura "Pacchi Postali". La serie completa "Valevole per le stampe" comprende 6 valori, ma il 2 centesimi su 20 centesimi azzurro è tra i più iconici. Per i collezionisti l'interesse risiede nelle piccole differenze di stampa. Esistono esemplari con sovrastampa capovolta o spostata (a cavallo), che possono far lievitare notevolmente il valore. Un'altra particolarità ricercata sono le diverse sfumature del fondo azzurro dell'esemplare originale del 1884. L' uso Postale sebbene nato per le "stampe" (giornali, fatture, circolari), venne spesso utilizzato in affrancature multiple o miste per coprire tariffe più elevate, come le lettere per l'interno o per l'estero. Questo francobollo segna il passaggio verso una gestione più "industriale" della posta in Italia. Fu una delle prime volte in cui lo Stato trasformò sistematicamente un servizio specifico (pacchi) in un servizio universale (stampe e corrispondenza ordinaria) tramite sovrastampa, una pratica che sarebbe diventata comune durante i periodi di guerra o di forte inflazione degli anni successivi. Ogni soprastampa è una "cicatrice" sulla carta che racconta un momento di transizione, dimostra che il design può nascere dalla necessità e con un semplice timbro si può trasformare un oggetto comune in un documento storico unico, .... evitando lo spreco. ... forma cinica di indifferenza.!
    5 points
  20. Buonasera, posto un contributo per il valore da 6,20 che è uno di quei francobolli che riporta varianti in base agli elevati numeri tirati in varie volte, posto 2 blocchi di 4 e un terzo soprapposto per evidenziare la percentuale di fascia rossa visiva, inoltre tre singoli , tutti e tre differenti, se ne avete potete divertirvi a controllarli, vi sono varianti anche per altri valori , contrallateli, io appena posso ne inserirò altri, buon divertimento
    5 points
  21. I francobolli sul documento appartengono alla celebre serie ordinaria "Alti Valori" della Repubblica Italiana, emessa a partire dalla fine degli anni '70, e sono propriamente dei "francobolli" a tutti gli effetti. Credo sia utile chiarire il concetto: Il Francobollo nasce per far "viaggiare" qualcosa, la marca da bollo nasce per "tassare" qualcosa. L' oggetto che abbiamo qui è un "bollettino per spedizione pacchi" emesso il 1.1.1983, stemmino e amministrazione PT, modello in 4 fogli, verde oliva 'pacco valore '. Usato e' quotato 2€ e appartiene appieno alla Storia Postale italiana del periodo Repubblica. I francobolli come detto sopra appartengono alla serie ordinaria "Alti Valori", ... i due da 3000 lire policromi, furono emessi il 12.3.1979, stampati in calcografia, dentellatura 14x13e3/4, .... quotati 2€ l' uno. .... + ....il 20.000 lire (stesse caratteristiche sopra) fu un valore complementare emesso nel 1987 quotato 6€. + ci aggiungerei gli annulli... Se fai la somma delle quotazioni il tuo bollettino vale 12€, quindi non direi che non vale nulla, altamente collezionabile rientra nella Storia Postale a tutti gli effetti. Il pacco parte da Villasanta (MI) il 5.11.1997 .. e arriva a Nola (NA) l' 8.11.1997, assicurato per un valore di 50.000 lire con la tassa di 26.000 lire. Due parole su questi Francobolli... La serie ordinaria "Alti Valori" rappresenta una delle emissioni più longeve e tecnicamente complesse della storia filatelica della Repubblica Italiana. Emessa a partire dal 1978 per integrare la serie "Siracusana" con lo scopo di coprire le tariffe per pacchi postali, assicurate, raccomandate pesanti e servizi espressi, fu stampata per oltre due decenni e ha visto l'introduzione del doppio valore (Lire/Euro) nel 1999 e del valore solo in Euro nel 2002. L'effigie dell'Italia Turrita e' derivata da un'antica moneta romana e ridisegnata dall'incisore Eros Donnini. Questi Francobolli ebbero molte varietà come tutte le emissioni longeve, esistono falsi d'epoca (specialmente del 3.000 e 4.000 Lire) oggi molto collezionati, sono inoltre francobolli fluorescenti altamente sofisticati quasi quanto una banconota, in quanto il loro valore facciale era abbastanza alto. Ottima acquisizione di tutto rispetto sotto tutti gli aspetti. 👍
    5 points
  22. Buonasera, posto questi saluti filatelici e numismatici , dall Canea Cipro, tanto per salutare i filatelici e come vedo anche un amico numismatico, buona serata
    5 points
  23. Marocco, uffici postali locali Tangeri-Tetouan, emessi nel 1896, dentellatura 11e1/2, 10 Spagna centimos. Carta bianca ma esistono anche su carta colorata. La posta locale in Marocco tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento è un fenomeno quasi unico al mondo, un mix di intraprendenza commerciale vuoti di potere politico e necessità pratiche. A metà del XIX secolo il Marocco era un impero indipendente (il Sultanato), ma la sua amministrazione non disponeva di un servizio postale moderno, mentre le città costiere erano servite dagli uffici delle potenze europee (Francia, Spagna, Gran Bretagna e Germania), le rotte interne fondamentali per i commerci erano totalmente scoperte. Per colmare questo vuoto a partire dal 1891, iniziarono a nascere compagnie private che collegavano coppie di città (ad esempio Tangeri-Tetuán, Mazagan-Marrakech, o Mogador-Marrakech). Queste ditte assunsero i propri corrieri a piedi (chiamati Rekkas), capaci di percorrere distanze enormi in tempi record, ed emisero i propri francobolli per riscuotere la tassa di trasporto gestendo i propri uffici rudimentali nei principali bazar. Il francobollo nell' immagine appartiene alla rotta Tangeri-Tetuán, ..una delle più attive. Questo specifico servizio fu fondato da Salvador Hassan, un importante banchiere di origine ebraica che intuì l'affare. La serie "Leone e Palma" del 1896 è tra le più iconiche, il leone dell'Atlante o leone berbero addomesticato sotto la palma, voleva trasmettere un senso di sicurezza e affidabilità del servizio in un territorio spesso considerato pericoloso. Anche qui veniva usato il sistema delle "doppie affrancature" che abbiamo visto in altre emissioni, questo è sempre un aspetto curioso e altamente collezionabile, ..nel contesto storico è che questi francobolli non avevano valore internazionale, se si scriveva da Tetuán a Tangeri si usava solo questo francobollo, ma se la lettera doveva andare da Tetuán a Parigi bisognava mettere il francobollo locale per il primo tratto e una volta arrivata a Tangeri, l'agente postale doveva aggiungere un francobollo dell'ufficio francese di Tangeri per la spedizione oltreoceano. Questo "Far West" postale finì bruscamente quando la Francia e la Spagna stabilirono i loro Protettorati sul Marocco. Le autorità coloniali considerarono questi servizi privati una minaccia al loro monopolio e alla sovranità, ordinandone la chiusura immediata nel 1911. Oggi questi francobolli sono chiamati dai collezionisti "Cinderella o erinnofili" o semplicemente emissioni locali, ma credo che invece rientrino a pieno diritto nella Filatelia ufficiale del Marocco, sono comunque molto studiati e collezionati perché documentano la rete commerciale e multiculturale del Marocco pre-coloniale. Una piccola curiosità sull'immagine: Il Leone dell'Atlante (o leone berbero) è una sottospecie di leone estinta in natura originaria del Nord Africa, l'ultimo esemplare in natura fu ucciso nel 1942.😥 Sperando che abbiate gradito il viaggio 😎 e il profumo🤧 di terre lontane ... a see you later, come dicono a Birmingham.
    5 points
  24. Nello studio di Costanza Cucini Tizzoni intitolato "La zecca di Milano in età austriaca. Reperti archeologici e documenti d'archivio sulla tecnologia" (RIN 2010, p. 285) viene affrontato - con l'ausilio di documentazione archivistica - la questione dei graffi sulle monete. Questo è quanto riporta l'autrice per le monete milanesi di fine Settecento.
    5 points
  25. Martedì 5 maggio dalle ore 20:45 al CCNM (via Kramer, 32 Milano. Citofono SEIDIPIU'), conferenza di Michele Gusmeroli su "IL DEMIURGO Andrea Appiani, disegnatore di medaglie napoleoniche". Michele Gusmeroli è un commercialista milanese: autore di diverse pubblicazioni, spesso relatore in seminari e convegni. La numismatica è una passione coltivata fin dall'infanzia: ha orientato i propri interessi verso la monetazione e la medaglistica milanese, con predilezione per la dominazione austriaca e il successivo periodo napoleonico. La conferenza che avrà inizio dalle ore 21:00 potrà anche essere seguita da remoto, i link da utilizzare per seguire la conferenza verranno comunicati una settimana prima della conferenza.
    5 points
  26. Contribuisco con la mia immaginetta di San Domenico Savio e la preghiera che mi riporta alla mia splendida infanzia dai Salesiani
    5 points
  27. Direi complimenti al venditore.... Prezzo apparentemente senza senso.
    5 points
  28. Dopo un bel po di tempo che cercavo di aggiungerla nella collezione, non tanto per la rarità quanto per i prezzi che sono un po schizzati, sono riuscito a trovarla ad un prezzo ragionevole. Sto parlando di una moneta da 20 Franga Ari del 1927 della Repubblica d’Albania. La condizione non è tra le migliori, la moneta ha circolato (alla fine sono fatte a quel fine) però è molto gradevole. Tra una trattativa e l’altra, nel prezzo è entrata come regalo anche una moneta da 2 Gazzette della Repubblica di Venezia. Di seguito le foto
    5 points
  29. Complice la giornata di festa, ho trovato il tempo di aggiornare alcune foto. Vi mostro questa moneta a distanza di altri 2 anni, sperando che vi piaccia (come piace a me) vedere l'evoluzione di una patina. Saluti!
    5 points
  30. Dal catalogo della prossima asta Vaccari traggo questo meraviglioso documento postale. Il documento è un'affascinante testimonianza della storia postale settecentesca del Granducato di Toscana, datato 11 agosto 1781. Si tratta di una lettera di porto o "bolletta" che accompagnava una "Staffetta", ovvero un corriere espresso incaricato di trasportare messaggi urgenti a cavallo tra Firenze e Roma. Il documento illustra il rigido sistema di controllo delle comunicazioni dell'epoca. La lettera è indirizzata "Ai Maestri delle Poste da Firenze a Roma" per conto del Granduca di Toscana (all'epoca Pietro Leopoldo d'Asburgo-Lorena), con l'ordine tassativo di consegnarla "subito subito" a un certo Signor Marco Bruni a Roma. Il testo impone ai postini di cavalcare "giorno, e notte senza perdimento di tempo alcuno", avvertendo che chiunque non servisse con la dovuta puntualità sarebbe stato "severamente castigato". In fondo al foglio sono visibili le annotazioni manoscritte delle tappe intermedie (come San Casciano e Tavernelle) con gli orari di arrivo e partenza della staffetta, una sorta di "registro di tracciamento" ante litteram per monitorare l'efficienza del corriere lungo la via postale. L'intestazione presenta lo stemma granducale e la dicitura "Per Staffetta", che indicava il servizio di posta più rapido e costoso disponibile nel XVIII secolo.
    5 points
  31. Questa busta è un reperto straordinario che fonde filatelia, storia postale e arte vittoriana. Non è solo una busta, ma un esempio di "Illustrated Stationery", una moda molto diffusa nel Regno Unito del XIX secolo. In basso a sinistra troviamo un Penny Red, il successore del celebre Penny Black annullato in partenza dall' ovale a barre di Enstone nella contea dell' Oxfordshire, l' annullo è datato 13 Settembre 1871 (SP 13 71). Questo timbro è il certificato di nascita di questo documento, collocandolo esattamente nel tardo periodo vittoriano, un'epoca in cui il sistema postale britannico era il più avanzato al mondo. L'intera busta è decorata con un disegno a china che richiama la favola di Esopo, "La volpe e la cicogna". Non dimentichiamo che i vittoriani erano dei simbolisti, quindi il disegno poteva rappresentare un messaggio non scritto (ma disegnato) per la destinataria. La volpe a sinistra osserva una cicogna che beve da un vaso alto e stretto, un chiaro riferimento al tema della reciprocità e dell'astuzia. All'epoca, decorare a mano le buste era un segno di estrema ricercatezza e cultura. Chi riceveva una lettera del genere non riceveva solo un messaggio, ma una piccola opera d'arte originale. La cicogna di destra sembra sorreggere un cartiglio che funge da spazio per l'indirizzo: "Mrs Campbell, Collina, Torquay". Torquay era una celebre località balneare della "Riviera Inglese" nella contea del Devon, frequentata dall'alta società vittoriana. Il nome della casa, "Collina", suggerisce un'abitazione di prestigio, coerente con il tono artistico della missiva. Questo documento è un perfetto esempio di come la filatelia si intrecci con la storia sociale. Rappresenta un momento in cui la comunicazione scritta era lenta, meditata e profondamente estetica. Un pezzo del genere ha un valore collezionistico che va ben oltre il francobollo in sé, poiché conserva intatta l'anima del mittente e il gusto di un'intera epoca.
    5 points
  32. Il dipinto è "Le Philatéliste" (Il filatelista), realizzato dal pittore svizzero Francois Barraud nel 1929. Quest'opera è un autoritratto dell'artista insieme a sua moglie Marie, che appare spesso nei suoi dipinti come modella. Il quadro è un esempio di verismo e realismo caratterizzato da pennellate estremamente fini che conferiscono alla superficie un aspetto liscio e quasi smaltato. Barraud cattura un momento intimo di concentrazione, con Marie che osserva con dedizione il marito mentre esamina la sua collezione con una lente d'ingrandimento. Si puo' leggere nella composizione una tensione tra la passione "ossessiva" e maschile per il collezionismo e la presenza della donna, che sostiene ma al contempo sembra quasi "intromettersi" in questo spazio privato. Il dipinto ha avuto una tale risonanza nel mondo del collezionismo da essere stato celebrato dalla Spagna nel 2020 con l'emissione di un francobollo commemorativo che riproduce l'opera stessa. Il francobollo è un'emissione speciale delle poste spagnole del 2020 intitolata proprio "Coleccionismo. El filatelista Francois Barraud". Questa emissione è considerata "inusuale" perché include un dettaglio interattivo unico, una vera lente d'ingrandimento circolare applicata sulla superficie del francobollo. Questo elemento sostituisce la lente dipinta da Barraud, permettendo a chi lo osserva di ingrandire i dettagli dei minuscoli francobolli raffigurati nell'album del quadro. Quando la Filatelia è arte nell' arte !!!
    5 points
  33. Ciao dal Giappone. Colleziono monete toscane da circa 20 anni, ma non riesco a collezionarle facilmente.
    5 points
  34. Condivido esemplare della mia collezione personale XI Agosto
    5 points
  35. Buongiorno, contribuisco con due documenti di un certo interesse , essendo usati con la serie Democratica e in periodo molto tardo, inserisco foto con descrizione, se riesco inserisco anche qualche cosa a livello di francobolli, saluti
    5 points
  36. La storia postale è molto più di una semplice collezione di francobolli,.. è lo studio del ""viaggio delle idee"" e della connessione umana attraverso il tempo e lo spazio. Se il francobollo è l'opera d'arte, la storia postale è la narrazione, il "dietro le quinte" che trasforma un pezzetto di carta in un testimone oculare della storia universale. Ecco perché questa disciplina esercita un fascino così profondo e multidisciplinare. Ogni lettera sopravvissuta è un frammento di vita. La storia postale non analizza solo l'oggetto, ma il suo ""itinerario"", ""le rotte"". Seguire il percorso di una lettera significa mappare i passi dei corrieri a cavallo o le rotte dei velieri e l'espansione delle ferrovie. I contesti di una lettera spedita da un soldato in trincea o da un mercante veneziano nel Levante ci parla di logistica della sopravvivenza e di reti commerciali che hanno plasmato il mondo moderno. La Marcofilia, il linguaggio dei segni in storia postale, ci focalizza spesso sul retro di una busta che a volte e' più interessante del fronte. I timbri, le annotazioni manoscritte e le "tasse" applicate raccontano una storia tecnica affascinante. ""Le Tariffe"" riflettono l'economia di un'epoca, ci dicono quanto costava comunicare e come lo Stato gestiva il monopolio dell'informazione. Le sanificazioni ( materiale prefilatelico di cui non abbiamo mai parlato), ci mostra come durante le epidemie di peste o colera del passato le lettere venivano tagliate o affumicate per "disinfettarle". Quei segni scuri sulla carta sono cicatrici tangibili di crisi sanitarie secolari. La storia postale è uno specchio geopolitico, la cronaca più fedele dei mutamenti dei confini. ""Stati che nascono e muoiono"" attraverso l'uso di francobolli di uno stato sovrastampati dall'occupante, o la creazione di uffici postali all'estero, possiamo vedere la geopolitica in tempo reale. ""Il prestigio nazionale"" si vede anche nell'efficienza del servizio postale, questo è stato per secoli il biglietto da visita di una nazione moderna. Perché è così interessante oggi...??? In un'epoca di comunicazioni istantanee e immateriali (email, chat, social), la storia postale ci restituisce la ""fisicità del messaggio"". Studiare un documento postale significa toccare con mano il tempo che è servito a un pensiero per raggiungere la sua destinazione. Mentre un'email svanisce nel cloud, una lettera del 1860 con i suoi timbri di transito è una prova di resistenza. È l'archeologia della nostra necessità sociale di restare uniti nonostante le distanze geografiche e le barriere politiche. La bellezza della storia postale risiede nella sua capacità di unire ""rigore scientifico"" (tariffe, rotte, normative) e ""pathos umano"". Non è solo collezionismo, è la conservazione della memoria di come l'umanità ha imparato a parlarsi un chilometro alla volta. P.O.
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  37. Buon pomeriggio, visita al convegno del Lungotevere; ciotola 1 euro a moneta e 1 euro per tre monete, ecco il pescato: 20 centesimi 1920 4 cavalli 1790, 1 penni Granducato di Finlandia, anni vari
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  38. Buondì, Sostituito più e più volte negli anni, fino a trovare la conservazione che più mi piaceva. Il mio Quattro Cavalli 1804. @Asclepia che te ne pare.
    5 points
  39. Buona domenica a tutti, oggi 17 maggio viene ricordato l'ascensione in cielo di Gesù Cristo. Dopo la resurrezione, Gesù rimase 40 giorni ancora in terra, sia per convincere gli apostoli che era veramente risorto, sia per istruirli sulla missione che avrebbero dovuto compiere. Molte persone confondono le immagini del Cristo risorto con quelle dell'ascensione. La differenza tra le due è che nella risurrezione, Cristo lo si vede uscire dal sepolcro, quasi sempre con i soldati romani per terra, mentre nelle immagini dell'ascensione si vede il Cristo nell'atto di librarsi in cielo, con gli apostoli che assistono sbalorditi alla scena . Di seguito la risurrezione di Gesù A seguire l'ascensione di Cristo al cielo
    4 points
  40. (dalla pagina FB "Quel che non sapevi") Le monete romane in quella borsa non valevano nulla come denaro. Erano rottame da pesare, come il ferro al chilo. Scavi a Oudenburg, in Belgio, tra il 2011 e il 2014 hanno portato alla luce la sepoltura di un soldato romano. Nella sua tomba, una borsa. Dentro: tre monete di bronzo e frammenti di metallo spezzati a mano. Fin qui sembra normale. Poi guardi le date. La sepoltura risale al 400-430 d.C. Ma due delle monete erano state coniate sotto Traiano, tra il 98 e il 117 d.C. Tre secoli prima. Non erano cimeli di famiglia, non erano oggetti preziosi. Erano semplicemente quello che restava in giro quando Roma aveva smesso di mandare moneta nuova. Per capire quanto fosse vecchia quella roba: è come se tu oggi pagassi con una moneta del 1720. I frammenti di bronzo nella borsa non erano lì per caso. Erano stati spezzati intenzionalmente — tagliati, rotti, ridotti in pezzi misurabili. Si chiama hackbronze: il bronzo trattato come il rottame che è. Nessun valore facciale, nessuna fiducia nell'istituzione che l'ha coniato. Solo peso. E qui arriva il dettaglio che cambia tutto. Le tre monete da sole pesavano 56,77 grammi. Due once romane esatte — l'unità di misura standard dell'epoca. Troppo preciso per essere casuale. Quel soldato non stava contando le monete: le stava pesando. Come si pesa il rame al mercato. L'analisi pubblicata su Britannia nel 2026 — la rivista di archeologia romana più autorevole del mondo anglosassone — definisce questa borsa un "anello mancante": la prima prova fisica del momento esatto in cui le province nord-occidentali dell'Impero smisero di usare il denaro romano come moneta e iniziarono a usare il metallo come merce. Non era una crisi dichiarata. Non c'era un decreto. Roma non aveva annunciato niente. Un soldato, una borsa, 56 grammi di bronzo vecchio di tre secoli. Quella borsa non racconta la caduta di Roma. Racconta qualcosa di più preciso: il momento in cui un uomo comune smise di fidarsi dell'Impero senza nemmeno saperlo. In breve: Una borsa del 400-430 d.C. trovata a Oudenburg conteneva monete romane vecchie di 300 anni e bronzo spezzato a mano Le monete pesavano 56,77 grammi: due once romane esatte, segno che il soldato pesava il metallo come merce È la prima prova fisica del collasso dell'economia monetaria romana nelle province nord-occidentali
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  41. Dalla rete, la locandina di invito al prossimo convegno di Verona
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  42. Emesso nel 1890, serie stemma del 1889 emissione trilingue, ordinari 10p rosso carminio tariffa per le cartoline, dentellatura 14 x 13 la principale (ha varianti), senza filigrana, vennero stampati a Helsinki presso la tipografia del Senato (Suomen Leimakonttori) utilizzando cliché realizzati a Copenaghen. Questo particolare esemplare fa parte della serie definita "trilingue" o "tipo m-89", poiché riporta il nome del paese in finlandese (SUOMI), svedese (FINLAND) e russo (ФИНЛЯНДIЯ), riflettendo lo status della Finlandia come Granducato all'interno dell'Impero Russo in quel periodo. Il soggetto raffigura lo stemma nazionale finlandese, un leone incoronato che brandisce una spada e calpesta una sciabola, il tutto racchiuso in una cornice ovale decorata. Questo francobollo da 10 penni è un testimone diretto di uno dei periodi più tesi della storia finlandese, l'inizio della russificazione. Fino al 1889 i francobolli finlandesi riportavano scritte solo in finlandese (SUOMI) e svedese (FINLAND). L'introduzione della dicitura in caratteri cirillici (ФИНЛЯНДIЯ) in questa serie segnò un punto di svolta. Fu un tentativo dell'Impero Russo di riaffermare la propria sovranità sul Granducato di Finlandia, che fino ad allora aveva goduto di un'ampia autonomia amministrativa e postale. Poco dopo l'emissione di questo francobollo, il 31 maggio 1890, lo Zar Alessandro III emanò un manifesto che subordinava formalmente il servizio postale finlandese a quello russo. Questo portò dal 1891, all'emissione dei cosiddetti "francobolli ad anelli", che utilizzavano il design imperiale russo (l'aquila bicipite) invece del leone finlandese, pur mantenendo il valore in penni/marchi. Nonostante le pressioni russe la Finlandia mantenne il Marco finlandese (diviso in 100 penni) come valuta postale fino al 1891, quando per la posta diretta all'estero e in Russia divenne obbligatorio l'uso dei rubli. Oltre agli aspetti politici e alle tariffe, ci sono dei dettagli tecnici e "segreti" che rendono questa serie (1889-1891) particolarmente amata dai filatelisti, .. La "Guerra dei Colori". La Russia premeva affinché i colori dei francobolli finlandesi fossero identici a quelli russi per facilitare il riconoscimento agli addetti postali imperiali. Questo portò a lievi cambiamenti di tonalità nel corso degli anni (dal carminio al rosa più sbiadito), rendendo oggi la classificazione cromatica un campo vastissimo per i collezionisti specializzati. Verde: 5 penni per stampati. Rosso: 10 penni per cartoline. Giallo: 20 penni per lettere nazionali. Blu: 25 penni prima classe di peso per lettere all'estero. Grigio: 2 penni francobollo aggiuntivo. Durante questo periodo furono sperimentati diversi tipi di carta, carta liscia la più comune, carta rigata molto più rara.. dove si vedono sottili linee orizzontali o verticali in trasparenza. La gomma originale era solitamente bianca o leggermente giallastra, se il francobollo ha una gomma scura o cracklé,,nulla di strano potrebbe aver subito l'umidità del clima nordico. Esiste un piccolo malinteso terminologico affascinante, in filatela non si parla di "falsi sperati" (dal nome del noto falsario di francobolli), ma di "Falsi per Speranza" (o più comunemente Francobolli di Propaganda e Chiudilettera di Protesta). Si tratta di uno dei capitoli più romantici e patriottici della storia postale finlandese, nato proprio come reazione alla Russia. ""Il Francobollo del Lutto (Mourning Stamp) del 1900"" Il caso più famoso di "falso" patriottico non è un francobollo per affrancare, ma un'etichetta (chiudilettera o erinnofilo) emessa nel 1900. Quando la Russia vietò l'uso del Leone Finlandese sui francobolli per l'estero, i finlandesi stamparono un'etichetta completamente nera con il leone dorato al centro e la scritta "SUOMI - FINLAND". "L'atto di sfida". I cittadini lo incollavano accanto al francobollo ufficiale russo, era un segno di "lutto" per la libertà perduta. Le poste imperiali russe ordinarono di coprire queste etichette con inchiostro nero o di sequestrare le lettere considerandole atti di ribellione. L' erinnofilo: ..e alcune buste viaggiate con esso.. : Insieme ai francobolli del lutto, circolavano etichette che raffiguravano La Vergine di Finlandia (figura allegorica nazionale) minacciata dall'aquila russa. Perché "Speranza"? Questi oggetti sono chiamati così perché chi li applicava "sperava" in due cose, che la lettera arrivasse a destinazione senza essere intercettata dalla censura russa, ...e che il gesto risvegliasse la coscienza internazionale sulla situazione della Finlandia. Scrivo FINE a questa discussione iniziata da un semplice francobollo, piccolo passeggero immobile che attraversa frontiere, ...superando mari e tempeste per consegnare un pensiero. Parte come semplice carta valore e arriva a destinazione carico di storia, trasformandosi da anonimo sigillo a frammento di memoria.
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  43. Ciao innanzitutto grazie per i consigli utilissimi. Il numismatico si è detto disponibilissimo a ritirare la moneta e a rimborsarmi dell’importo pagato istantaneamente. Per cui tutto bene quello che finisce bene.
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  44. Oggi 4 maggio... San Floriano. Ho una sola immagine di questo santo, mancante della preghiera nel retro.
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  45. A pochi giorni dalla conferenza, per chi non potrà essere presente di persona, comunichiamo i link da utilizzare per seguire la conferenza anche da remoto utilizzando google meet: CCNM - Conferenza Michele Gusmeroli 1 Martedì, 5 maggio · 9:00 - 10:00PM Link alla videochiamata: https://meet.google.com/egs-qecv-ftw CCNM - Conferenza Michele Gusmeroli 2 Martedì, 5 maggio · 10:00 - 11:00PM Link alla videochiamata: https://meet.google.com/okn-hufd-zzh
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  46. Ciao @caravelle82 e @nikita_! Non mi collego più tanto perché il forum mi sembra che abbia perso un po' di energia. Vedo soltanto battibecchi tra utenti: la mia moneta è più rotonda della tua, metti il peso/diametro, metti la foto, fai così, fai cosà; e poi una fantomatica nuova moneta da 3,33 € in cuoio vegano coniata in 333 pezzi non mi interessa tanto. Comunque eccomi quà e grazie a voi ho scoperto un nuovo sostantivo "Nappina" (diminutivo di nappa)😁 Fiocchetto usato come portachiavi, segnalibro o qui anche attaccato ad un orologio da taschino. La fattura grezza del pirtusu non mi fa pensare ad un lavoro professionale, bisognerebbe capire poi se la nappina in fotografia è coeva al gettone o moderna. ma tant'è: la mia ipotesi è il classico uso truffaldino visto in tanti film e fumetti! 😇 Alla prossima, Njk
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