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    Cari amici, vorrei condividere con voi la soddisfazione di essere diventato Perito Numismatico. Per quanto tale qualifica sia attribuita in maniera discutibile, resta comunque un motivo di orgoglio per me: vuol dire che almeno so distinguere una moneta da un tappo della birra! La cosa bella è che sono l'unico Perito della mia Provincia (non dirò quale per non farmi pubblicità che non voglio)... La cosa brutta è che il collezionismo numismatico qui da me non ha un gran seguito e, probabilmente, non perizierò mai nulla. [emoji5]
  2. 14 likes
    Segnalo l'uscita del nuovo numero del Gazzettino di Quelli del Cordusio. Settembre 2017 Editoriale - Nel segno dei Valori (Mario Limido) Pag. 1 Considerazioni sul concetto di rarità nella numismatica moderna e contemporanea (Mirco Trombini) Pag. 3 La raffigurazione di Sant'Ambrogio sulle monete milanesi - parte 1 (Enrico Lesino) Pag. 5 Novara: la sua moneta misteriosa e nuovi ritrovamenti (Mario Giacometti) Pag. 8 Il "grossetto per navigar" (Luciano Binaschi) Pag. 11 Il simbolo di Alessandro D'Alessandri, zecchiere pontificio (Antonio Rimoldi) Pag. 16 Quando nel Regno di Napoli il Vicerè commissionava un Caravaggio (Eros Guglielmo) Pag. 19 Sulla mezza piastra del 1733 coniata a Napoli (Alessandro Paolino) Pag. 24 Una particolare stella a otto punte nello stemma del Camerlengo Albani (Daniele Mosti) Pag. 28 Due medaglie di Maria Teresa d'Asburgo e Giuseppe II d'Asburgo-Lorena ricordano la Società Patriotica di Milano e i suoi premi (Mario Limido) Pag. 31 Buffalo Bill a Milano (Tiziano Francesco Caronni) Pag. 37 Bollettino di Numismatica e di Arte della Medaglia, periodico mensile illustrato del Circolo Numismatico Milanese (Giambattista Nigrotti) Pag. 39 Parma, 1 aprile 2017: il ritorno dei giovani Numismatici (Mario Limido) Pag. 42 Il sacro nelle monete bizantine, Padova 26 gennaio 2017 (Circolo Numismatico Patavino) Pag. 47 Copertina
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    Questo tondello non poteva non far parte della carovana di quelle che... Anche questa porta il suo carico di storia, vicissitudini, donne, passioni che si affievolano, distacchi forzati, insomma anche codesta piccola perla Napoletana chiede riscatto... Implora solo di essere ammirata e resa partecipe alla vita delle passioni... REGNO DELLE DUE SICILIE Francesco i Piastra da 120 Grana 1825 p.s. Ovviamente non poteva che essere illuminata da luce Caravaggesca... Eros
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    Roma, un giorno imprecisato del 1586. Gli operai che lavoravano al disfacimento dell’antico Patriarchio per la realizzazione del nuovo Palazzo Lateranense rinvennero, tra le macerie del vecchio edificio, una cassa di ferro, contenente 125 aurei di vari imperatori tardo romani e bizantini. L’erudito Cesare Campana, descrivendo il rinvenimento ad appena un decennio di distanza, riferiva come vi fossero nominali appartenenti a Teodosio, Arcadio, Onorio, Teodosio II, Valentiniano III, Marciano, Leone, Giustino, Giustiniano, Tiberio, Foca ed Eraclio. Il sommo pontefice Sisto V Peretti, attribuendo l’eccezionale rinvenimento alla Provvidenza e interpretando le monete come un atto di devozione dei singoli imperatori verso il Laterano, luogo del battesimo del Santo imperatore Costantino, decise di elevare gli aurei alla condizione di reliquie e dotarli di speciali privilegi. La presenza nel santo gruzzolo di numerosi esemplari raffiguranti imperatori dalla dubbia condotta sollevava certamente qualche problema dottrinale: il pontefice superò l’impasse convocando un’apposita congregazione che studiasse il caso e, alla presenza di teologi del calibro del Bellarmino, spiegò come non fosse sua intenzione canonizzare gli imperatori eretici, ma lodare le buone azioni che pure avevano compiuto. Il 1° dicembre 1587, con la bolla Laudamus viros gloriosos, Sisto V ufficializzò la santità degli aurei e concesse numerose indulgenze a chi li avesse portati con sé o semplicemente venerati. La maggior parte delle monete recava al rovescio una croce o un cristogramma, così tra il popolo – per un ingenuo collegamento con Sant’Elena, che verso il 340 aveva recuperato la Santa Croce – vennero chiamate Santelene. Gli aurei indulgenziati vennero donati dal pontefice alle personalità più eminenti del tempo: ne fece omaggio all’imperatore Rodolfo II d’Asburgo, ai principi Cristiani e ai cardinali di Santa Romana Chiesa. Questi ultimi spesso li donarono, a loro volta, alle Chiese cui erano legati, perché ne facessero oggetto di devozione: il cardinale Bernerio d’Ascoli ne regalò uno alla Chiesa di S. Caterina in Piazza S. Pietro, il cardinale Tolomeo Gallio alla Chiesa di S. Maria della Purità, il Monsignore Sangalletto alla Chiesa di Santo Spirito in Sassia. Le monete del tesoretto lateranense, in tal modo, confluirono in diverse Chiese d’Italia e – probabilmente – d’Europa, dove venivano venerate in occasione dell’Invenzione e dell’Esaltazione della Santa Croce. Pochissimi esemplari sono arrivati ai giorni nostri, complice anche l’allontanamento dei fedeli dal culto delle reliquie: Lucia Travaini - che ha brillantemente studiato il caso - ne ha individuati due a Milano (uno nella Chiesa di Sant'Alessandro e uno nella Chiesa di Sant'Antonio Abate) e due a Roma (uno nel tesoro del Capitolo di San Pietro e uno a San Giovanni in Laterano), ma è probabile che molti altri giacciano ormai dimenticati nei cassetti di qualche sagrestia. Rimandi bibliografici: L. Travaini, Il lato buono delle monete: devozione, miracoli e insolite reliquie, Bologna 2013. L. Travaini - P. Liverani, Il tesoro del Laterano e la bolla numismatica di Sisto V del 1587, «Rendiconti della Pontificia Accademia Romana di Archeologia» LXXXI (2007-2008), pp. 249-282. L. Travaini, La bolla numismatica di Sisto V, i riti di fondazione e due monete reliquie a Milano, «Sanctorum» 4 (2007), pp. 203-240. (N.B. L'aureo di Eraclio, presentato in calce, non appartiene alle 125 monete del ripostiglio lateranense, ma ha puro scopo esemplificativo)
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    Buonasera a tutti, vi mostro l'ultimo arrivato un sesterzio di geta così ho completato tutta la famiglia dei severi è stata dura ma alla fine l'ho trovato al giusto prezzo almeno per me. È il ricevente 156a sen non ho sbagliato la classificazione pesa 19,8g. Moneta a mio avviso molto godibile specialmente il retro. A voi i commenti, se ho un attimo di tempo apro un altra discussione anche per il postumo col retro di Ercole.
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    Sempre momenti da ricordare, per dire un domani c'ero anch'io... Un clima d'altri tempi...la Numismatica si riprende la sua rivincita... Si osservano collezioni importanti... Fotografie e scorci suggestivi d'insieme.. Generazioni a braccetto... Che dire, se fosse sempre cosi, sarebbe tutto più semplice, più facile, e più bello... Grazie per la straordinaria giornata, ricca finalmente di emozioni... Eros
  7. 11 likes
    Ciao a tutti, sono da poco rientrato dalle mie ferie estive trascorse in Sicilia Orientale. Durante il mio soggiorno a Siracusa, oltre alla visita alla bellissima area archeologica della città, ho fatto tappa anche al Museo Archeologico Regionale "Paolo Orsi". Al momento di fare i biglietti, con mia grande gioia ho scoperto che proprio in quel giorno della settimana era possibile accedere anche alla sezione del Medagliere. La mia visita al museo è pertanto iniziata proprio da qui e non posso negare che è stata la parte più entusiasmante e coinvolgente, pur essendo tutto il museo ricchissimo e assolutamente meritevole di una visita se ne si ha l'occasione. Il medagliere espone migliaia di monete di Siracusa e della Sicilia, partendo dalle classiche per arrivare fino alla dominazione Borbonica nell'800. Premetto subito che non colleziono monete classiche (che conosco poco) e nemmeno monete siciliane in genere, ma nonostante questo la mia emozione passando di teca in teca è stata grande! Le teche, provviste di discreta illuminazione e corredate da note storiche che illustrano i passaggi della storia della moneta, racchiudono veri e propri "masterpieces" della monetazione classica e siciliana. L'emozione più grande è stata la teca con le "Deca" di Euainetos... Monete incredibili, capolavori assoluti che non avevo mai avuto la fortuna di vedere dal vivo...Così tante, tutte insieme... Ho fatto alcune foto (impossibile fotografare tutto!), che hanno il limite di essere fatte con il cellulare e ovviamente senza flash... Le volevo condividere con voi... Sicuramente, non essendo questo il mio ambito collezionistico, non mi sarò soffermato su esemplari meritevoli di essere immortalati. Spero le possiate apprezzare comunque. Michele
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    Ciao a tutti, Oggi ho tradotto questa versione molto carina di un autore non troppo conosciuto Macrobio, che ho deciso di proporvi. Ecco a voi la storia: "Dopo la battaglia di Azio avendo Augusto condotto un magnifico trionfo a Roma, gli corse incontro un tale che teneva in mano un corvo, a cui aveva insegnato questo saluto, pieno di adulazione, che diceva :"Salute o Cesare, vincitore, imperatore!". Ottaviano, a cui interessava accattivarsi gli animi dei cittadini, apprezzando molto l'uccello servizievole ordinò di comprarlo a ventimila sesterzi. Essendo avanzato poco nel cammino, allo stesso modo fu salutato da un pappagallo che comprò allo stesso prezzo. Un esempio di tanta generosità sollecitò un povero calzolaio, che comincio ad ammaestrare il suo corvo allo stesso saluto. Ma poichè l'uccello non rispondeva, esausto per la fatica e per il sacrificio, il padrone era solito dire :"Il lavoro e il sacrificio sono perduti". Un giorno tuttavia, quando il corvo aveva iniziato a ripetere il saluto dettato, il calzolaio attese Augusto sulla strada, pieno di buona speranza. Ma, avendo ascoltato le parole del corvo, l'imperatore, incurante di tale saluto, rispose :"Ho abbastanza di tali saluti in patria". Allora il corvo, ricordandosi delle parole con cui il padrone era solito lamentarsi, aggiunse a chiara voce :"Il lavoro e il sacrificio sono perduti". Stupito a tal punto dall'arguzia, Cesare rise e ordinò di comprare l'uccello a tanto quanto aveva pagato nessun altro fino ad allora. Quindi la ricchezza non fu il premio degli sforzi del calzolaio, ma di facezie fortuite, che il padrone imprudente aveva insegnato al suo uccello". Spero che la traduzione, che ho preferito mantenere quasi letterale, vi possa far divertire e soprattutto che sia fatta bene;););). A presto, Alb123
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    L'idea. SCHWEIZ. WAADT / VAUD. Aimo di Monfalcone, 1491-1517. 2 Gros o. J., Lausanne. Blumenkreuz gebildet aus Lilien, dazu im 1. Und 4. Feld je ein Falke; im 2. Und 3. Feld je ein Hermelin. + AY * DE * MOTE * FALCONE * EPICOPVS. Rv. Maria mit Kind im rechten Arm über grossem Wappen, dieses eingefasst mit A - Y im Feld. REGINA * CELI [Hand] LETARE * ALEVA. (N der Vorder- und Rückseite verkehrt.) 2.99 g. Dolivo (SMK II) 80. HMZ 1-525a. Von grösster Seltenheit / Of the highest rarity. Kleine Randfehler / Minor edge nicks. Sehr schön / Very fine.
  10. 9 likes
    Dal punto di vista commerciale, la numismatica negli ultimi anni a questa parte, è stata, e lo è tutt'ora, vittima di un attacco che tende ad allontanare i comuni mortali dal collezionismo, puntando continuamente al rialzo le valutazioni di mercato. Affermo questo, poichè mi sembra piuttosto oggettivo, e guardando/confrontando prezzi e risultati d'asta, mi rendo conto che la numismatica tende ad essere sempre più, uni sfizio per faraoni. Mi sento di esplicare ciò, qui, a seguito di belle fotografie, che ritraggono la giornata di presentazione del secondo numero del gazzettino, a dimostrazione che le aste, ed il vile denaro, non sono tutto. In questo mondo, così come nella vita, esistono dei valori, delle realtà, che si discostano dalle transazioni/contrattazioni. Parlo personalmente, ma altresì son certo di poter parlare anche a nome degli altri amici del gruppo, dicendo che se la numismatica avrà un futuro, ammesso che lo voglia avere, deve passare atraverso un processo di umanizzazione. Son giovane, ho sentito storie legate a questo mondo, più di quante io ne abbia realmente vissute, Se c'è una cosa che desidero, è vedere coi miei occhi un "ambiente" più vivibile. Di ringraziamenti ne ho letti molti, e non credo che uno in più faccia male. Lo dedico a tutti coloro che hanno partecipato a questa bella giornata, a coloro che si sono messi in gioco come autori, ed a coloro che avrebbero voluto tanto partecipare, e che per cause molteplici non hanno potuto. Un augurio a noi, ed a chi avrà voglia di sostenere il nostro progetto di rivitalizzazione di questa cosa che ci unisce tutti, e che ci piace tanto davvero. A presto, Davide.
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    Approfitto della discussione perché correlata all’evento di Napoli del prossimo 22 e 23 settembre 2017 per informare tutti gli appassionati della monetazione di Napoli e non, che in occasione del convegno verrà distribuito questo mio lavoro sulla monetazione in rame di Ferdinando IV di Borbone. Questo è stato reso possibile e si è concretizzato grazie all’impegno, soprattutto economico, di cui si è fatto carico la NEACOINS s.a.s. e l’ACM casa d’aste. E’ mio dovere ringraziare, quindi, il Sig. Antonio Cava e colui il quale ha dedicato parte del suo tempo libero per l’impegnativo lavoro di grafica e impaginazione.
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    Aggiungerei una nota simpatica: la destinataria è Elsa Albrizzi, prima donna pilota da corsa in Italia. Tra l'aprile e il maggio del 1901 partecipò, insieme alla sorella Dada, al Giro d'Italia, organizzato dall'Automobile Club Italiano di Torino. Nella foto che allego è ritratta alla guida della Benz, con la quale - nel 1899 - si classificò seconda alla corsa Padova-Verona-Treviso-Padova.
  13. 9 likes
    A volte capita che la realtà superi l'immaginazione... Mi immaginavo una grande giornata, era nelle cose, le aspettative c'erano tutte, eppure credo che oggi si sia andato oltre ogni più rosea previsione e la realtà abbia superato l'immaginazione. Il Bar Spadari era diventato l'emblema di quanto si è realizzato, credo almeno una quarantina di persone a salutare, brindare, conoscersi, ritirare il Gazzettino e ricevere i simpatici gadgets. Quello che ha impressionato è che oltre il nucleo storico, oggi si sono visti tanti nuovi amici lamonetiani, nuovi nick, ma anche appassionati non lamonetiani, tanti, tanti giovani, gli amici del Circolo Ticinese, di Massa, del Verri di Biassono, del Centro Culturale Numismatico Milanese, dell'Astengo, tanta allegria, entusiasmo, tanti propositi, tante proposte. E' un gruppo che cresce in modo esponenziale nel segno dei valori come scrivo nel l'editoriale, perché alla base sono questi che muovono il nostro fare, il nostro agire. Io credo che sia solo l'inizio, tanti obiettivi entusiasmanti ci aspettano ora, il gruppo c'è, io credo che oggi abbiamo assistito a qualcosa che a Milano da tempo non si vedeva...una giornata da Rinascimento milanese numismatico, un fatto storico....io spero che il nostro entusiasmo possa trascinare altre realtà in questa onda lunga di divulgazione.... Complimenti e grazie a tutti !
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    Piccolo calcolo empirico semi-serio. Il Circolo di cui faccio parte ha quasi 150 iscritti tra numismatici e filatelici, con leggera prevalenza dei secondi (ma molti sono sia l'uno che l'altro). Questo numero rappresenta lo 0,5% della popolazione in una città che conta circa 30.000 abitanti. Rapportando queste cifre al totale della popolazione italiana, 60 milioni, abbiamo 300.000 collezionisti, di vario genere. Questo numero comprende tutti, numismatici e filatelici, anche su scala nazionale con leggera prevalenza dei secondi: una volta i filatelici ci surclassavano ampiamente, ma la crisi del mercato dei francobolli, e il contemporaneo, crescente interesse per le monete portato dall'entrata dell'euro, ha oggi, a mio parere, quasi pareggiato i conti. E naturalmente comprende ogni tipo di collezionista, o presunto tale: da chi mette da parte gli euro "strani" che trova in giro, e poi viene sul forum per chiedere cos'è e quanto vale un banalissimo 2 euro austriaco da circolazione che non ha mai visto prima (è successo davvero), a chi colleziona consapevolmente, ma con mezzi limitati, e/o senza approfondire i discorsi storico/economici/artistici legati alle monete e alla loro circolazione, per finire con chi è in possesso di grandi collezioni, o anche no, ma delle monete che possiede ha studiato vita, morte e miracoli. Le ultime due categorie, i grandi collezionisti e gli studiosi, sono minoritarie, vuoi perché costruire una grande collezione costa, e non tutti possono permetterselo, vuoi perché anche studiare costa e, soprattutto, molti non vi sono proprio portati Volendo quantificare direi che siamo, tra grandi collezionisti, collezionisti/studiosi, e studiosi tout court, nell'ordine delle migliaia di persone, meno di 10.000. In questo numero ricomprendo anche i commercianti professionali, che possono essere, al tempo stesso, collezionisti e studiosi. Più corposa la categoria dei collezionisti consapevoli, che raccolgono determinate monete e solo quelle (es., solo le monete del Regno, o le lire della Repubblica, o gli euro di Italia, Vaticano, San Marino, ecc,, ecc,, ecc,), riuscendo così a mettere insieme collezioni coerenti e interessanti, ma di non grandissimo valore economico (in queste collezioni, in genere, mancano i pezzi più pregiati, quali gli ori di VEIII, o la serie repubblicana del 1947). Collezioni comunque appaganti per chi le realizza, che però è spesso più interessato a trovare il pezzo mancante che a conoscerne la storia. Dal punto di vista numerico, siamo qui nell'ordine delle decine di migliaia, i 30.000-40.000 di cui si è parlato a inizio discussione, mi sembrano una cifra ragionevole. Tutti gli altri, 80-90.0000 persone (stimando in 120-130.000 i numismatici sul totale di 300.000 visto sopra), non si possono definire collezionisti, anche se loro, probabilmente, si ritengono tali, solo perché mettono da parte qualche euro strano, ma senza avere una serie completa di nessun paese, e senza conoscere le varie emissioni o, come appena detto da dux-sab, comprano una moneta ogni tanto al mercatino, ma senza alcun criterio...una volta una romana, un'altra una medievale, la terza una regnicola, poi un dollaro, o una peseta, o....la lista è infinita petronius
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    Uno degli interessi archeologici che piu' mi appassiona riguarda I vetri romani antichi,si tratta di manufatti fragilissimi che spesso sono arrivati a noi integri o quasi. Le forme sono innumerevoli ed espressione di una creativita' non limitata da problemi strutturali ,essendo il vetro ,in pratica,un fluido solido. In piu' hanno a disposizione una tavolozza di colori e sfumature molto ampia. Coltivo questo interesse da molti anni e ,visitando musei in giro per l'Italia ,ho sempre avuto un occhio di riguardo per le pubblicazioni sul tema. In questi giorni,per questioni di prole,mi sono dovuto recare a Vigevano e tra le altre cose mi sono ritagliato un paio di ore per visitare il museo archeologico nazionale della Lomellina,situato nel castello ,piu 'precisamente nelle scuderie.l'aspetto generale e' decisamente austero,spoglio,tranne per le vetrine che contengono pero' dei veri "tesori". L'arco temporale va dal neolitico all'alto medioevo,passando per l' eta' del ferro (il nucleo piu' consistente della raccolta) e quella romana. La classe di materiale piu' rappresentata e' appunto quella dei vetri,spettacolare,da non perdere. A cio' va aggiunta la gentilezza delle custodi,l'ingresso gratuito e una cornice architettonica "croccante",come direbbe il tipo con il papillon .un consiglio,il book shop non e visibile,bisogna chiedere,non c'e' molto ma vale la pena. Di seguito una galleria di immagini per invogliarvi ...
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    Buonasera a tutti, approfitto per riaprire questa bella chiacchierata sulle biblioteche private e sociali, per informare gli studiosi interessati che la biblioteca sociale del Centro Numismatico Valdostano di Aosta, con i suoi attuali 1634 volumi piu' un migliaio tra cataloghi e riviste, e' a disposizione, ma solo in consultazione in sede ai non iscritti. Gli orari di apertura della sede, sono i seguenti: primo, terzo e quinto venerdi del mese dalle 20,30 alle 22, 00 circa in via Monte Pasubio, 13 ad Aosta. Nel corso dei quasi sessant'anni di vita dell'associazione, i soci hanno sempre mantenuto l'attenzione sull'acquisto dei libri, compatibilmente con le disponibilita' economiche dei momenti. Poi nel 2006 come bibliotecario e segretario, sono riuscito a farmi creare appositamente da un amico un software con il quale ho iniziato a catalogare tutti i 1634 volumi acquistati e donati alla data odierna. Questo software, permette di creare in pdf e stampare diversi report, di registrare i prestiti e stampare le etichette alfanumeriche da applicare sui dorsi. Il nostro scopo, per quanto ci sara' possibile, sara' quello di coprire tutti i settori della numismatica, che attualmente comprende particolari branche, come la faleristica, la numismatica sasanide con il corpus sasanidarum, per fare qualche breve esempio. Abbiamo cercato di prediligere la monetazione italiana con l'acquisto di tutti i volumi del MIR ad oggi pubblicati, con il Bernocchi, il Muntoni, lo Spahr e monogafie su zecche italiane. Ma anche la monetazione greca e romana con i 30 volumi del BMC ( ma ahime', solo qualche volume del Sylloge, per i costi elevati), il Rizzo, il RIC nelle varie edizioni, il Cohen, il Crawford sulle repubblicane, il Banti-Simonetti, ecc.... , le bizantine con i volumi della Morrison e altri. Comunque, chi volesse maggiori informazioni, potete raggiungerci all'indirizzo e-mail: cnvaldostano@ yahoo.it
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    Cercavo un grosso e ieri mi sono fermato qui, non l'ho trovato, d'altronde siamo nella fase evolutiva della moneta che si trasforma e si evolve, ma visto che ci sono ora lo presento, siamo con Enrico VII, è secondo me la moneta più rappresentativa e simbolica di Milano, qui ci sono i 3 Santi locali uniti nella stessa moneta, i Santi locali San Gervasio e San Protasio e quello che rimarrà il simbolo incontrastato insieme al biscione della monetazione milanese, Sant'Ambrogio. E' una monete dal punto di vista iconografico duplice con il passato dei 2 Santi e il futuro con Sant'Ambrogio che poi prevarrà nelle rappresentazioni monetali. A volte si parla di " milanesità della moneta ", beh qui c'è tutta e non credo che a caso il MEDIOLANVM se lo prenda al rovescio proprio Sant'Ambrogio. Vediamola intanto, è una splendida NAC 44, che il CNI e il GNECCHI catalogano come grosso da 2 soldi, Crippa pure ma con un ?, i recenti MIR Milano di Toffanin grosso tornese come il BDN 16 di Marco Bazzini come grosso tornese da 28 denari imperiali, mettendo però come emittente Galeazzo I Visconti a nome di Enrico VII di Lussemburgo. Vista e ora inserita questa incredibile moneta, però mi sono soffermato a rivedere al rallentatore questa discussione non potevo farne a meno... Iniziai cinque anni e mezzo fa, il 7 febbraio 2012, iniziai così non sapendo come sempre come sarebbe andata, e mi ritrovai a detta di tanti collezionisti, studiosi e commercianti con una discussione album, simbolo che raccoglie il mondo divulgativo del nostro collezionismo su questa specifica monetazione. 33 pagine 806 interventi 43.000 letture e in fondo siamo ancora qui a postare e tanto ci sarebbe ancora, ma questa discussione insegnò tante cose. Iniziò con un preciso intento, una collaborazione tra Lamoneta e Sni per preparare la conferenza dell'annuale Assemblea proprio su questo tema che fu tenuta dal Prof. Saccocci. Fu un successo incredibile a detta di tutti la discussione, l'assemblea stessa con una folla quasi da stadio per essere numismatica, ottima la relazione, splendido il pomeriggio in cui i collezionisti privati mostrarono a tutti i loro grossi, le loro monete, nel segno della più totale divulgazione, una kermesse numismatica Oggi rileggendola mi sembra passata un'era, eppure Lamoneta si mise coi suoi migliori rappresentanti a totale disposizione per tutti, per una grande collaborazione, tutto partì da qui e tutto finì qui, rimane una grande pagina, che viene consultata quotidianamente, una prova di quanto possa volendo un forum come Lamoneta e come possa il collezionismo privato, uno spettacolo che è giusto ricordare ogni tanto e devo dire oggi con un po' di malinconia, in fondo c'è molta Lamoneta, ma ci sono anche tanti miei ricordi e come è giusto guardare sempre al futuro ogni tanto qualche " do you remember ? " ci stanno perché doverosi e di esempio per tutti, per chi non la conoscesse perché non c'era, buoni grossi italiani a tutti ora, qui c'è quasi tutto...i grossi sono sempre loro tranne qualcuno che inopinatamente è stato tolto dalla discussione e questo è forse è l'unico aspetto negativo per me del tutto...
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    Riprendendo il discorso sui Prodigi , cioe’ di quegli eventi principalmente astronomici o di altra natura che gli antichi non sapevano spiegare razionalmente ma dandone le piu’ disparate interpretazioni e reazioni , vorrei esaminarne un aspetto sicuramente uno dei piu’ appariscenti ed inquietanti , le eclissi lunari . La documentazione storica di questo evento astronomico e’ veramente notevole e vale la pena di dargli un’ occhiata ; per brevita’ limitero’ la ricerca al mondo greco romano . Gli antichi astronomi e filosofi Greci avevano ben compreso fin dalla meta’ circa del V secolo a.C. che l’ oscuramento della Luna era un periodico effetto astronomico dovuto al passaggio allineato della Terra che si inseriva nelle orbite tra il Sole e la Luna la quale veniva quindi “annerita” dall’ ombra della Terra , questo effetto naturale era noto pero’ solo ad una strettissima cerchia di persone per lo’ piu’ filosofi ed astronomi del mondo greco , infatti secondo la tradizione più diffusa della loro epoca circa le conoscenze astronomiche , Talete avrebbe per primo chiarito la ragione delle eclissi , forse pero’ la scoperta delle eclissi va attribuita ad Anassagora , attorno alla metà del V secolo a.C. , mentre le più aggiornate teorie sul moto del Sole e della Luna risalgono a Ipparco nel II secolo a.C. La massa del popolo al contrario ignorava la causa dell’ eclisse lunare e di conseguenza ne era terrorizzato perche’ la paura nasceva da credenze ancestrali profondamente radicate da secoli , forse millenni , nell’ animo degli uomini . Infatti gia’ Omero crede che l’ eclisse sia una “morte” che si ripete dell’astro lunare , per altri poeti vissuti tra il VII e il V secolo a.C. : Archiloco , Pindaro , Stesicoro , Mimnermo , l’astro era considerato “rubato” al cielo . Anche le superstizioni antiche contribuivano alla diffusione delle paure della Luna Nera , infatti nei miti “lunari” di Circe e di Medea , durante le eclissi la Luna era considerata vittima di sortilegi , di procedimenti magici grazie ai quali le donne della Tessaglia , che avevano fama di essere espertissime maghe , erano in grado di attrarre di tirare a Terra l’ astro dalle sfere del cielo . Anche Plinio nella Naturalis Historia , cita Menandro il quale parla delle donne di Tessaglia : “a una commedia che rappresentava le cerimonie misteriose che compivano le donne per far discendere la Luna”. Nel mondo latino , in Roma , le eclissi lunari erano considerate un prodigio e venivano narrate dagli storici e forse registrate nelle Tavole annuali che i Pontefici redigevano ; le eclissi furono studiate e predette già dal II secolo a.C. da Gaio Sulpicio Gallo che fu senz’ altro il primo vero astronomo romano , che appassionato della scienza greca applico’ in pratica , alla vigilia di una famosa battaglia secondo la mentalita’ romana , tutte le teorie in precedenza elaborate nell’ ambito della cultura scientifica greca ; questo il brano di Tito Livio nel quale il Tribuno Gaio Sulpicio Gallo , dietro il permesso concesso dal Console Lucio Emilio Paolo , si rivolge alle Legioni il giorno prima della decisiva battaglia di Pidna per avvisarli che durante la notte , tra il 21 e il 22 giugno del 168 a.C. , ci sarebbe stata una eclissi di Luna e contribuendo con il suo discorso alla vittoria romana : “Fortificato l'accampamento , Caio Sulpicio Gallo , Tribuno dei soldati della seconda Legione , che l'anno prima era stato Pretore , con il consenso del Console, chiamati i soldati a parlamento , comunicò loro che la notte successiva , affinché qualcuno non lo prendesse per un prodigio , dalla seconda ora fino alla quarta , la Luna si sarebbe oscurata ; questo, poiché avveniva per l'ordine naturale ed in certi tempi definiti , lo si poteva sapere e prevedere in anticipo . E così , come ad esempio nessuno si sorprende che la Luna splenda ora con un disco pieno , ora invecchiando , con un corno sottile , conoscendosi con certezza il sorgere ed il tramontare del sole e della luna , così non dovevano ritenere un prodigio che essa si oscurasse immergendosi nell'ombra della terra . La notte che anticipò le none di Settembre , all'ora indicata quando la Luna si oscurò , ai Romani apparve quasi divina la scienza di Caio. Sulpicio Gallo ; invece colpì i Macedoni , come un triste prodigio che indicava la caduta del regno e la rovina , né altrimenti affermavano gli indovini . Si ebbero grida ed urla nel campo dei Macedoni , fino a quando la luna non riprese il suo bagliore” Anche nella letteratura latina sono moltissimi i passi che narrano delle eclissi di Luna , cioe’ come un effetto di incantesimi magici che possono distogliere l’ astro dalla sua vita celeste e attirarlo sulla Terra . Silio Italico ricorda che fu Angizia : “la prima che fece conoscere le piante velenose , imparò a domare col tocco i veleni , a staccare la Luna dal cielo e a fermare il corso dei fiumi”. Tibullo afferma che : “gli incantesimi tentano di far discendere la Luna dal suo carro” Virgilio nelle Bucoliche afferma che i : “carmi possono tirar giù la Luna dal cielo” e Orazio ricorda una certa Folia “quella che con i suoi tessali incantesimi tira giù gli astri e la Luna”. Anche Seneca in Medea , così costei parla alla Luna : “E ora , evocata dai miei incantesimi vieni o astro delle notti con il tuo aspetto più sinistro e la minaccia della tua triplice fronte”. A tutte queste parziali superstizioni si rifa’ il rituale e l’ abitudine di produrre violenti rumori , come fanno i soldati di Sulpicio Gallo che accendono torce e battono su oggetti di bronzo o sugli scudi le loro armi , spade e lance , oppure suonando corni o trombe durante l’ eclisse di Luna del 168 a.C. , come per esorcizzarla a riapparire luminosa . Anche Plinio ricorda che prima della scoperta delle cause astronomiche naturali del fenomeno , gli uomini “credevano la Luna era vittima di malefìci” e le venivano in aiuto con ogni sorta di rumori affinche’ riacquistasse il suo splendore . Lo scopo doveva essere quello di liberare l’ astro dall’ influsso delle negative parole magiche e di impedire cosi’ che queste arrivassero fino a lei . Le cause delle eclissi di Luna furono chiarite a Roma almeno dal II secolo a.C. come Sulpicio Gallo aveva insegnato ai suoi soldati , eppure la credenza popolare e nonostante le spiegazioni astronomiche del fenomeno , le eclissi di Luna continuavano a restare cariche di significati nefasti e identiche rimasero le reazioni rituali descritte , almeno fino all’ epoca cristiana nel V secolo . Così Tacito in un passo degli Annali , ricorda l’ eclisse di Luna verificatasi nella notte tra il 26 e il 27 settembre del 14 d.C. in Pannonia : “si vide infatti oscurarsi improvvisamente la Luna nel cielo sereno . I soldati ignari della causa di tale fenomeno , interpretarono l’ avvenimento come presagio della sorte presente paragonando l’ impallidire dell’astro ai propri travagli e ritenendo che avrebbero conseguito il successo nell’ azione intrapresa se la dea fosse riapparsa nel suo fulgido splendore . Fanno dunque strepito con cimbali , tube e corni , presi dal giubilo e dall’ angoscia a seconda che la Luna diviene più luminosa o più oscura ; e quando infine le nubi levatesi ne impedirono la vista e fu creduta sepolta nelle tenebre , facili come sono le menti alla superstizione , quando siano a un tratto colte dal timore , scoppiano in lamenti pronosticando eterni travagli e l’ostilità degli dei ai loro misfatti” . Eppure dal secondo secolo a.C. i Romani sapevano da cosa erano provocate le eclissi lunari , nonostante cio’ le superstizioni ataviche sopravvivevano . Per concludere , le credenze popolari antiche sono difficili da estirpare nonostante i progressi della scienza nei secoli ; ancora oggi per rimanere in ambito della Luna , si crede , a ragione o torto , che questa durante le fasi , le eclissi o i periodi dell’ anno abbia effetti positivi o negativi in molti aspetti della vita quotidiana degli uomini , forse reminescenze dell’ antichita’ . In foto come si manifesta l' eclisse lunare nella fase totale o parziale e un disegno del 1827 che rappresenta cio’ che ancora avveniva durante una eclisse lunare al tempo dei nativi americani .
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    Con grande soddisfazione (non solo mia) vi segnalo l'uscita nel prossimo supplemento degli Atti della Deputazione Veneta di Storia Patria del mio lavoretto aggiornato sui bisanti ossidionali per Cipro (1570). Un ringraziamento particolare a @mfalier, che sta spingendo questa importante istituzione storiografica ad accogliere anche lavori di Numismatica, ed ovviamente a tutti quanti mi hanno aiutato nella stesura, in primis @417sonia e @fabry61 .
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    Pino credo che se tu ed altri colleghi godete della stima e dell'amicizia di molti collezionisti sia grazie all'impegno, alla disponibilità, alla simpatia e, non certo ultima, alla professionalità che quotidianamente mettete nel vostro lavoro. Avete una sede, negozio o ufficio, dove il cliente viene ben accolto. Si scambiano opinioni, si fanno confronti, si guardano cataloghi e si raccontano aneddoti. Insomma, si cresce, numismaticamente e umanamente, da ambo le parti. Questa è la mia visione, forse romantica, forse obsoleta, di Numismatico. Mi accorgo però che il mondo va avanti e tutto perde di personalità, di professionalità: basta un collegamento internet e ci sentiamo quello che non siamo (medici, avvocati, geometri ecc). Tra pochi anni chiunque potrà aprire un negozio di monete. Non gli sarà chiesta alcuna preparazione, zero conoscenza, basterà affiliarsi ad un franchising ed il gioco sarà fatto. E ci saranno collezionisti che compreranno, magari al supermercato o a distanza tramite un'applicazione, monete che non potranno mai toccare, studiare, analizzare, pesare, misurare. E tutti quanti a sentirsi nuovamente quello che non si è....numismatici. Ritengo sia difficile, se non impossibile, andare contro il mercato. Non siamo noi a dettarne le regole, contrariamente a quanto ritengono tanti, ma gli acquirenti. Se questi ultimi abbandonano lo studio, l'approfondimento, il contatto umano col professionista, se vedono la numismatica solo come una forma di investimento e non come una passione, un sano hobby capace di far crescere culturalmente e socialmente, i risultati sono inevitabilmente questi.
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    IO SONO IL CIRCOLO.... Esternai qui in aprile 2016, un invito, un monito, quasi un grido, una riflessione... L'invito ora è stato virtuosamente accolto dal Circolo Bergamasco che il 21 ottobre organizza nella sede cittadina un congresso, una riunione di tutti i rappresentanti degli stessi per condividere, dialogare, raccontare le proprie storie, esperienze, la situazione attuale, per fare proposte e per fare magari insieme almeno su alcuni punti un cammino insieme, condiviso. ( vedi discussione nella Sezione Segnalazione, mostre, eventi...) Io sono pronto, il mio Presidente lo vedo quasi ringiovanito, pieno di speranze, ha tante idee, è quasi eccitato, sta scrivendo una bella relazione da leggere a tutte le altre realtà. Certo ci vuole anche entusiasmo, speranza, passione, idee, tanto cuore, spirito di servizio, ma certamente qualcosa ci vuole.... Se ne parlò tanti, tanti anni fa di una riunione, un coordinamento, l'idea poi tramontò, forse ora dipende in fondo da tutti noi, se vogliamo è possibile, il destino poi in fondo è nelle mani di alcuni uomini, e qui parliamo anche del destino e del futuro della nostra numismatica. Io ci spero...ci spero tanto, spero di non essere accantonato e di concludere la mia gloriosa carriera, speriamo in questi nuovi impulsi, entusiasmi, passioni che vedo, forza sono con voi, il Presidente intanto è di là a scrivere, spero che l'ispirazione lo porti sulla strada giusta e da seguire, forza ragazzi e non ragazzi, non vorrei che un giorno mi trovassi a condividere gli ultimi anni della mia vita con nuovi inquilini, la mia vita è questa, le monete, i libri, la numismatica, una vita tra i numismatici, i collezionisti, gli studiosi, fatemi rivedere la luce che anni fa c'era in tutti noi...
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    28 – 08 – 2117 Salve, chi mi aiuta a risolvere questo enigma? Ho trovato in un negozio che tratta oggettistica della terra questo quadro con su applicati dei dischetti in acciaio ricoperti di rame, il test della stratificazione molecolare li ha classificati come eurocent di un secolo fa. Tengo a precisare che l’oggetto è stato regolarmente decontaminato come prescrivono le attuali norme e quindi posto in libera vendita. Magari c’era una scritta, intravedo qualcosa ma forse è solo una mia impressione, in quest’ultimo caso chi ha realizzato quest’opera poteva quantomeno lucidare quei dischetti che formavano le lettere e passargli sopra una vernice trasparente. Grazie a chi interverrà
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    Sempre ho trovato di gran fascino i grossi moduli in argento, quindi come non acquistare uno scudo genovese piacevole da 37,94 g. ? Commenti e qualsiasi altra informazione sono ben graditi, grazie. Saluti.
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    Buona Domenica ed è stata veramente una buona Domenica. Vedendo le foto (credo però ce ne siano altre ...) mi sono accorto che qualcuno è riuscito a glissare l'obiettivo .... soprattutto quelli che per motivi personali non si sono fermati a "ciacolare"; penso a Gianfranco, a Fabio ed altri. Per coloro che non son potuti venire per motivi familiari, speriamo tutti che si risolvano al meglio ..... e non vi preoccupate, il Gazzettino ve lo teniamo "in caldo", tanto avremo certamente altre occasioni per consegnarvelo. saluti e grazie a tutti per la bella Domenica. luciano
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    Quanti anni dall'apertura di questa discussione! il dott. Ernst viveva da solo a Bolzano, frequentava il circolo numismatico di Quella cittá e si faceva accompagnare alle riunioni settimanali da un giovanotto speranzoso di imparare qualcosa di numismatico che si chiamava Daniele Alberti.. abbitualmente si portava una scatoletta logora di cartone dove metteva alcune monete da far vedere al circolo. Da quella scatoletta uscivano splendidi incusi magnogreci, tetradrammi siciliani, ed ogni altra sorta di meraviglie. Acquistava monete dalle più prestigiose aste internazionali seguendo per lo più il suo senso estetico invece che seguire un solo filone numismatico,, e succedeva nei suoi discorsi che passasse dalla descrizione di una moneta medioevale all'adorazione di un cavaliere di Gela come niente fosse. La sua sterminata collezione comprendeva monete di tutti i generi ed una vasta biblioteca numismatica. vi assicuro che le monete passate da Lanz non erano tra i suoi pezzi prestigiosi.
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    Grazie all'amico Christian Andreani...monetuzza in arrivo... Vediamo a chi piace.. Saluti Eliodoro
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    Segnalo l'uscita nel prossimo supplemento degli Atti della Deputazione Veneta di Storia Patria de: I SEGNI SEGRETI NEI GROSSI VENEZIANI: UNA NUOVA SCOPERTA. Uno scritto figlio di questo forum, della collaborazione della sezione "Serenissima" e di @mfalier .
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    E' un discorso troppo lungo...quando ci vediamo ti racconto.. il vero mercato non si vede sui cataloghi prezzari qui citati, e ben altro, possono solo essere indicativi. Vi è ancora molto non censito, come detto da Pietro si predilige solo le alte conservazioni, quando invece specie per Napoli e Palermo entrano in campo tantissimi fattori. Alcuni tondelli solo vederli è già un mezzo miracolo, altri in BB, un'apparizione... Poi vengono e ti dicono ma come su questo catalogo vale cosi..e perchè mi danno colà... Quando si parlava di Numismatica e non di vil denaro, tanto ma tanto tempo fa.. i testi su questa meravigliosa scienza, non riportavano nessun primato alla rarità, ne quantomeno il loro valore..., ma stiamo parlando di tanto tempo fa... Quanto mi piacerebbe rivivere il tempo che fu... Eros
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    Trovandomi in vacanza nella città di Oporto non mi sono fatto sfuggire la visita al Gabinete de Numismatica. Nell'esposizione permanente è presente una importante collezione di monete portoghesi e dei possedimenti. Consiglio a chi si dovesse trovare ad Oporto la visita, tra l'altro l'ingresso è gratuito.
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    TERZA (e ultima) PARTE Finita la guerra e con un diploma in Ragioneria pensò di poter cercare lavoro in una città ridotta ad un cumulo di macerie. Ma qui ebbe la sorpresa di sapere che, essendo stato "volontario" della Repubblica di Salò, non poteva accedere al pubblico impiego in quanto "non degno". Lamentatosi un giorno della faccenda con un "camerata" con cui aveva diviso i giorni al Comando Graziani, si sentì offrire da quest'ultimo (cosa ch'egli s'era prontamente procurata insieme a tanti altri, anche questo credo che sia possibile solo nel Bel Paese), la possibilità di ottenere la "patente di partigiano". In un sussulto d'orgoglio declinò l'offerta e finalmente trovò impiego in un'aziendina privata. Con i primi soldi poté anche pensare d'iscriversi all'università. Nel frattempo, nonostante si portasse dietro la croce di "volontario della parte sbagliata", le sue idee stavano rapidamente virando a sinistra. Vuoi perché sua madre era da sempre stata socialista (memore del padre - il nonno materno del nostro - che lavorava in fabbrica 14 ore al giorno e, per mesi, il giorno non lo vedeva neppure...), vuoi per le notizie sugli orrori dei nazifascisti dai campi di sterminio agli eccidi che venivano finalmente rivelati, vuoi perché i vincitori non avevano interesse a parlare delle foibe e delle vendette anche su innocenti, vuoi perché gli "alleati" anglo-americani erano quelli che avevano bombardato a tappeto la sua bella città non risparmiando né scuole (mi inchino qui a ricordarne una: la "strage di Gorla" del 20 ottobre 1944) né chiese, venne conosciuto alla Bocconi (l'ateneo cui s'era iscritto) come "il Comunista". 20 ottobre 1944: la scuola sventrata di Gorla (quartiere di Milano) ed il monumento-ossario che ricorda le vittime. Nel 1948 Jan Masaryk fu vittima della "quarta defenestrazione di Praga" e la Cecoslovacchia, nazione destinata ad essere neutrale come l'Austria, passò nell'orbita sovietica. Nel 1953 la Corea del Nord arrivò sino a Seul e ci vollero MacArthur e le "forze ONU" per ripristinare la linea di confine. Ma fu l'invasione dell'Ungheria coi carri armati sovietici nel 1956 a demolire definitivamente il credo comunista del nostro. Cominciò così un lento spostamento attraverso i partiti del cosiddetto "arco costituzionale". Verso la metà degli anni settanta era divenuto un assiduo lettore di Indro Montanelli... ...e qui è rimasto un ultimo aneddoto: il vicino di casa, borghese benestante che s'era presentato come capolista di Democrazia Proletaria (l'abito non fa il monaco...) durante le elezioni di quel periodo, dovette subire una perquisizione da parte della Digos per una bomba piazzata (esplosa-non esplosa non ricordo) in una sede della Democrazia Cristiana lì nei pressi. Il tizio, più che pericoloso, era un mentecatto della più bell'acqua, ma i tempi erano oscuri ed ogni sospetto andava controllato. Sicuramente gli investigatori ebbero il loro daffare a capire come conciliasse la fede di partito con un ammasso di copie de "il Giornale" con cui era letteralmente ricoperta la cantina. Avendo delle infiltrazioni d'acqua nel sotterraneo, il nostro gli aveva passato tutta la sua scorta di carta: principalmente il quotidiano cui era abbonato...
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    Ciao. Bellissimi questi racconti di vita vissuta, che assomigliano molto alle storie che i miei genitori, più o meno coetanei di Roberto (rorey36), mi hanno raccontato del periodo bellico. C'è chi l'ha vissuto da "sfollato", in località prossime alle città ma molto più sicure perchè al riparo dai bombardamenti e chi, come Roberto, abitava già in uno dei tanti paesi italiani, sulla carta meno esposti (ma non sempre è stato così) ai disastri della guerra. A sentire certi racconti, la descrizione dello "stile di vita", la fame, la semplicità delle abitudini, sembra che si stia parlando non di una settantina di anni fa ma di qualche secolo, rispetto a come siamo abituati e viviamo oggi. L'esperienze delle seconda guerra mondiale hanno segnato profondamente quella generazione. Mia mamma, che fortunatamente nonostante gli acciacchi dell'età (classe 1931) ha ancora un cervello perfettamente funzionante, ancora adesso mi racconta del terrore che le incutevano i reparti tedeschi che marciavano al ritmo di un tamburo, con i soldati che intonavano a voce alta le note di una qualche marcetta. Anche se non lo ammetterà mai, il popolo germanico non le sta simpatico e credo che questo sentimento (forse inconscio) sia condiviso da molti suoi coetanei che hanno vissuto quei momenti durante la loro 'infanzia. Altra "fisima" derivante da quel periodo (probabilmente anch'essa inconscia...) è quella per il cibo. Il suo invito "a mangiare", ripetuto anche in tempi come questi in cui sarebbe semmai opportuno impegnarsi (costantemente) in una dieta dimagrante, temo sia la conseguenza dei tanti pasti saltati e della vera e propria "fame" patita in quegli anni da lei e della sua famiglia. Ci sarebbero anche ricordi poco edificanti legati al periodo della "resistenza", ma non desidero scatenare polemiche o buttarla sulla politica, perchè questa discussione deve rimanere una narrazione di fatti storici e non di riflessioni politiche o di polemiche. A proposito del titolo della discussione "Giochiamo alla guerra", mi è venuta in mente una foto non così "d'epoca" come quella d'apertura, ma pur sempre in tema: si tratta di uno scatto risalente al 1982 durante il mio servizio militare: Il luogo è il Poligono di tiro di Capo Teulada (CA) e l'occasione è quella di un'esercitazione "a fuoco" dell'89mo Corso Allievi Carabinieri Ausiliari, di stanza ad Iglesias, tra le cui file militava appunto il sottoscritto, allora diciannovenne. Nella circostanza, trovammo sul posto un Reparto dell'Esercito che si addestrava con mezzi corazzati e non ci facemmo sfuggire l'occasione, durante una pausa dell'esercitazione , di chiedere il permesso e di farci una foto su un cingolato M113: Per la cronaca, lo scrivente è il quarto in basso, partendo da destra. Quello che indossa un elmetto forse un pò troppo largo per la sua testa. Pur se scattate in tempi ed in contesti diversi, la prima foto e questa mi pare che abbiano in comune alcuni elementi. Innanzitutto da entrambe traspare l'inconsapevolezza della drammaticità della guerra, che solo chi l'ha subita sulla propria pelle può comprendere nella sua esatta portata. Poi quel misto di "cameratismo" (in senso militare...cioè di ragazzi che convivono nella stessa camerata.....non in senso politico) e di "beata spensieratezza", che solo chi ha vent'anni e viene proiettato all'improvviso in un contesto "anomalo" come quello militare, può comprendere e forse, perchè no, anche apprezzare, a seconda delle motivazioni personali di ciascuno. La morale è che fino a quando "si gioca alla guerra" è un conto......quando invece la guerra ti mandano a farla veramente. il discorso cambia radicalmente. Basterebbe forse capire questo semplice concetto per evitare qualunque tipo di conflitto armato. Saluti. M. .
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    Ciao a tutti, reduce dal convegno partenopeo...nuovo arrivo, un carlino di Filippo IV° antitosatura, ma tosato lo stesso... Saluti Eliodoro
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    Ciao Mirco, quando meno di una anno fa (18 dicembre 2016, data ormai storica ) abbiamo brindato al nascente progetto "Gazzettino" avevamo un'idea editoriale ben chiara: formato cartaceo E digitale. Perchè? Perchè il cartaceo è bello, classico, comodo (checché se ne dica), piace a tutti. Serve però anche un modo per raggiungere chi è lontano, chi magari non ha la possibilità di venire a trovarci al Cordusio - o a Verona, o agli altri convegni dove siamo presenti - e anche per divulgare al meglio la nostra/vostra pubblicazione. Ad oggi il primo numero del Gazzettino è stato sì letto in formato cartaceo da tanti amici vecchi e nuovi del nostro Gruppo ma è arivato anche in Thailandia, Belgio, Spagna, Croazia, Francia... grazie al formato digitale. Gazzettino di tutti, per tutti...dappertutto Un caro saluto e a presto, Antonio
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    Buon fine settimana a tutti, Alcune Piastre di Ferdinando IV ultimamente stanno diventando "introvabili"......o sono io che non ne riesco a vedere nessuna in giro? Come questa 1792. Patinata come piace a me
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    Un curioso esemplare di Cartolina - Gettone Portafortuna
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    Ultimo acquisto cosa ne pensate? spero vi piaccia difetto più o meno. Ciao.
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    Vi allego un file pdf in cui ho raccolto tutte le mie ricerche relative ai denari in argento di Siconolfo, primo principe di Salerno. Denari di Siconolfo Zecca di Salerno - Copia.pdf
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    Carissimi, vi leggo solo ora... Complimenti per la moneta @Anniovero! relativamente rara e in discreta conservazione! Direi MIR 29 complimenti anche per quello che l'hai pagata! ... prezzo assolutamente ottimo (ho seguito l'asta, ma ne ho già tre di questi ... tutti purtroppo strapagati per l'impazienza che mi uccide ogni volta . La storia di quel periodo è spettacolare per Volterra: c'è una faida familiare tra i Belforti e gli Allegretti (le famiglie più importanti della Città), così il Capitolo dei Canonici tenta di alternare un membro di una famiglia e uno dell'altra al soglio vescovile. Il Vescovo è sempre in difficoltà a riaffermare il proprio potere in città e nei castelli (a volte ricorre alla repressione militare), sopratutto a Casole, mentre l'altra famiglia non perde occasione di dimostrare la sua avversione al presule avversario. Non mancano le risse (che coivolgono nel castello del Casole anche la persona del Vescovo, preso a cazzotti dai castellani e messo in fuga, come lui stesso racconta in un atto sottoscritto appena dopo l'episodio in cui scomunica i castellani)... insomma anni agitati! Ranieri è forse l'ultimo a coniare a Berignone: a breve uscirà un mio articolo su questo tema, dove spiego perchè Rainuccio non riuscirà invece mai a battere in quel castro. Pensa che Ranieri Belforti muore in esilio presso il palazzo vescovile di Firenze. Alla sua morte i preti del Capitolo tentano di eleggere Rainuccio, così il cugino ed il nipote di Belforti faranno peste e corna, assediandolo nel castello di Berignone, distruggendo i suoi palazzi quando lui è fuori città, cacciandolo dalla città (nella quale non vorrà più tornare nemmeno dopo le scuse dei Belforti e l'intercessione papale)... insomma: una storia avvincente e quasi da romanzo, coronata ovviamente dalle solite scomuniche e dagli interdetti del caso. Una particolarità sulla zecca, che ho riscontrato grazie alla segnalazione di un amico e che è inedita: quando Rainuccio dovrà nominare un custode dei coni per la zecca, tra gli uomini più integerrimi di Casole, sceglierà proprio quel Bindo di Manno che pochi anni addietro aveva cazzottato il vescovo Belforti a Casole, come a volerlo premiare per il bel gesto. Un caro saluto, Magdi
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    Copia ritirata, mani strette, Lambrusco bevuto..... Grazie a tutti. Un incontro veramente memorabile. Roberto
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    Salve a tutti. Vorrei sottoporre alla vostra attenzione un mio scritto, recentemente pubblicato ne "Il Giornale della Numismatica" online, in cui cerco di contestualizzare una rara moneta angioina dalle caratteristiche singolari: http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/?p=14813 Pareri in merito alle conclusioni a cui sono giunto nell'articolo? Sono ansioso di leggere le vostre considerazioni, anche se avete idee o teorie diverse su questo denaro.
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    un gran buongiorno a tutti.sempre piacere ritrovarvi. ecco questa piccola moneta di 1.2 cm di diametro che mi piaccerebe identificare...in atessa rigraziamenti e saluti.
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    Il 2 settembre è ricordato per essere l'anniversario di uno degli eventi più traumatici e tristi della storia di Londra: The Great Fire ( il grande incenndio ) . L'evento ebbe come luogo d'origine il forno di Thomas Farriner in Pudding Lane alle ore 1:00 am. ca. della domenica del 2 settembre 1666. ( Thomas Farriner era il panettiere incaricato di fornire le scorte di pane alla flotta reale impegnata nelle guerre Anglo-Olandesi ) . L'incendio, fomentato dal forte vento , divampò in breve tempo tanto che dopo solo 6 ore circa 300 case erano già state bruciate. Nel pomeriggio della stessa giornata si stima che ogni ora circa 100 case vennero bruciate e a poco , se non a nulla, valse l'ordine di Carlo II ( informato verso le 11 am. ) di far demolire gli edifici confinanti. Londra bruciò praticamente ininterrottamente fino alle 12 circa del 6 settembre. I danni furono estremamente ingenti: circa 13.200 furono le case e 87 le chiese distrutte. 5/6 della città venne interessata dall' incendio l' 80% della popolazione rimase senza casa ( circa 80.000 persone ) Il confronto fra il prima e il dopo è ben evidente guardando queste due incisioni del famoso Wenceslaus Hollar. A questo link è possibile guardarle in dettaglio https://www.bl.uk/collection-items/great-fire-of-london-map
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    Beh a qusto punto per dare un pò di colore, scomoderei il grande Raffaello, per donarci uno dei suoi magnifici ritratti... Raffaello, Ritratto di papa Leone X con i cardinali Giulio de' Medici e Luigi de' Rossi, 1518-1519, Firenze, Galleria degli Uffizi L'incanto e d'uopo, un dipinto dove l'atmosfera colta dal talentuoso Raffaello Sanzio, e quasi imbarazzate per veridicità, per non parlare della raffigurazione pittorica, anch'essa inequivocabilmente sublime, con veste papale tecnicamente esagerata... Omaggiamoli questi due grandi personaggi del Rinascimento, con un tondello che con la sua rappresentazione simbolica, rafforza il suo stato conservativo fuori dal comune, per tipologia, meritando di essere condiviso e raccontato... PERUGIA Leone X (Giovanni de'Medici), 1513-1521 Quattrino.
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    annovi.frizio

    VVF

    salve come state? :-) una mia idea per il 2019... http://www.friziodesign.it/coins/vvf.png http://www.friziodesign.it/coins21.html
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    Salve , avrei voluto pubblicare questo Post il 27 Agosto appena passato , ma la mancanza di alcune foto scattate solo ieri mi hanno impedito di farlo in occasione della ricorrenza della Santa . Ad Ostia Antica , oltre agli immensi ruderi dell’ antica Citta’ romana , ruderi che meritano una visita da parte di chiunque venga a Roma essendo in pratica una Pompei ricoperta dalle alluvioni del Tevere anziche’ dalla cenere vulcanica del Vesuvio , in piu’ esiste anche un piccolo quartiere del moderno borgo di Ostia antica , che risale al XV secolo , sorto intorno ad una Chiesa chiamata di Sant’ Aurea , la peculiarita’ di questa Chiesa e’ che venne costruita verso la fine del 1400 sopra un antico cimitero romano , nel quale vennero ritrovate le tombe delle due Sante ; di Aurea appunto e di Monnica , questo era il nome originale della madre di Agostino come risulta da un epitaffio marmoreo posto nella Cappella di destra dedicata alla Santa , poi ridotto a Monica . Tutta l’ odierna Ostia antica sorge praticamente sopra l’ antica , tanto e’ che quasi ovunque si vedono antichi ruderi e tracce del basolato della antica Via Ostiense spuntare dal terreno . Tutto intorno al borgo di Ostia antica si estende , specialmente sulla sinistra della Via Ostiense , venendo da Roma , un immenso cimitero antico ; questo al di fuori della grande area recintata degli scavi archeologici visitabili , ma area piccola in confronto all’ estensione della antica Ostia , insomma nel borgo di Ostia antica , come a Roma , si cammina sopra millenni di Storia . In breve la sua storia terrena di Santa Monica Monnica nacque a Tagaste in Numidia , Africa , nel 331 e mori’ ad Ostia il 27 agosto 387 , giorno fissato dalla Chiesa quale ricorrenza della Santa , ricorrenza da pochi giorni trascorsa ; fu la madre di Agostino d' Ippona , entrambi santificati dalla Chiesa Cattolica . Monnica era quindi una Berbera ma nacque in una famiglia profondamente cristianizzata e di agiate condizioni economiche . Ando’ in sposa ad un certo Patrizio , un proprietario terriero di Tagaste , non ancora cristiano il cui carattere lo portava spesso ad esserle infedele ma con il suo carattere mite e dolce alla fine ne ammorbidi’ i difetti . Nel 371 Patrizio si convertì al cristianesimo e si fece battezzare , appena in tempo perche’ l 'anno seguente mori’ ; Monica aveva all’ epoca 39 anni . Partori’ il primo figlio Agostino a 22 anni , nel 354 , che divenne poi famosissimo come Filosofo , Vescovo e Teologo , fu l’ autore di vari scritti , tra cui i maggiori furono le “Confessioni” e la “Citta’ di Dio” . Monica ebbe in seguito un altro figlio di nome Navigio e una figlia di cui si ignora il nome , ai quali dette a tutti e tre una educazione cristiana . Soffrì molto per la condotta giovanile spregiudicata e dissoluta di Agostino e quando Agostino si trasferì a Roma decise di seguirlo ma lui con uno stratagemma la lasciò a terra a Cartagine , mentre lui s' imbarcavano verso Roma . Monica passò la notte a Cartagine in lacrime sulla tomba di San Cipriano , fatto che narrera’ postumo lo stesso Agostino nelle Confessioni . Nel 385 Monica poté imbarcarsi per Roma e raggiunse il figlio Agostino a Milano , dove nel frattempo ricopriva la cattedra di Retorica . Il suo amore materno e le sue ferventi preghiere favorirono la conversione di Agostino , che ricevette il Battesimo ad Aprile del 387 , a 33 anni . Ritroviamo poi Monica accanto ad Agostino a Cassiciaco vicino Milano , discutendo con lui e altri familiari di Filosofia e di altri argomenti di carattere spirituale , partecipando anche con sapienza ai discorsi , al punto che Agostino volle trascrivere nei suoi scritti le parole della madre ; in questi anni si completa la missione spirituale di Agostino . Monica insieme ad Agostino lasciò Milano diretta a Roma e poi a Ostia dove affittarono una casa in attesa di una nave in partenza per l' Africa . Anche questo fu un periodo carico di spiritualita’ che Agostino riporta nelle sue Confessioni . Qui ad Ostia Monica si ammalò e morì , aveva 56 anni . Il suo corpo fu tumulato nel luogo in cui in seguito sorse la Chiesa di Sant' Aurea di Ostia . Il 9 Aprile 1430 le sue reliquie furono traslate a Roma , forse per il pericolo saraceno , nella Chiesa chiamata all’ epoca di San Trifone , oggi invece dedicata al figlio di Santa Monica , Sant' Agostino e poste in un pregiato sarcofago in marmo . Vediamo ora chi era Aurea a cui e’ dedicata l’ antica Chiesa di Ostia Antica : Nella Cappella di destra sono state sistemate due importanti lastre tombali , la prima reca scritto CHRYS... HIC DORM... (CRHYSE HIC DORMIT) , cioè “qui riposa Aurea” . Era questa la lastra che indicava il luogo delle reliquie di Sant' Aurea , la martire che ha dato il nome alla chiesa : Aurea era una nobile giovane romana che venne prima esiliata , poi torturata ed infine martirizzata tramite annegamento in mare ad Ostia , sembra intorno all' anno 229, cioè sotto l' Imperatore Alessandro Severo o forse nel 258 sotto l' Imperatore Claudio il Gotico , insieme ad altri cristiani . Credo sia piu’ probabile la seconda ipotesi , sapendo del carattere piuttosto mite di Alessandro Severo e favorevole verso il Cristianesimo . In questa Cappella di destra , entrando nella Chiesa , si legge anche l' antica lapide che ricorda la sepoltura di Santa Monica , che recita : Hic posuit cineres genitrix castissima prolis Augustine tui altera lux meriti cui servans pacis coelestia iura sacerdos commissos populos moribus instituis gloria vos maior gestorum laude coronat virtutum mater felicior subolis Che tradotto : Qui le ceneri lasciò la tua castissima madre , o Agostino , nuova luce ai tuoi meriti , tu che sacerdote fedele alle prerogative della pace ammaestri con la vita i popoli a te affidati , la gloria delle opere , maggiore di ogni lode , vi incorona : la madre , specchio di virtù , più beata del figlio . Il frammento qui’ conservato fu ritrovato casualmente da uno dei padri agostiniani nel 1945 e corrisponde fedelmente alla trascrizione che era nota da un pellegrino altomedioevale che erroneamente l' attribuiva al Console Anicio Auchenio Basso che ricopriva la carica consolare nell' anno 408 . Seguono in ordine di foto : Chiesa di Sant' Aurea , quartiere del XV secolo , Chiesa di Sant' Aurea altare Maggiore , epigrafe di Sant' Aurea (2) , epigrafe di Santa Monica (2) , quadro rinascimentale con Monica ed Agostino , reperto archeologico non leggibile , epigrafe di Santa Monica dove compare il nome Monnica , castello di Papa Giulio II attiguo alla Chiesa , antica fontana dentro il quartiere del XV secolo , portale di ingresso al quartiere pieno di reperti antichi , viale di ingresso alberato con Pini agli scavi archeologici di Ostia antica , tratti antichi della Via Ostiense con basoli e tracce dei marciapiedi piu' ruderi antichi (6) , Chiesa di Sant' Agostino in Campo Marzio dove riposa il corpo di Santa Monica , sepolcro di Santa Monica (2)
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    Che bello........ si ricomincia.
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    Un bel truppone, quasi un appuntamento irrinunciabile per la numismatica milanese e non solo e dobbiamo anche considerare chi non fa parte del mondo di Lamoneta. Io credo che la numismatica milanese da tanti segnali che vediamo sia in un momento fantastico, quasi un Rinascimento, a mio modesto modo di vedere il bello deve ancora venire con nuovi traguardi da raggiungere...a noi tutti
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