Jump to content
Create New...

Leaderboard

  1. Oppiano

    Oppiano

    Utente Storico


    • Points

      127

    • Posts

      2,285


  2. Asclepia

    Asclepia

    Utente Storico


    • Points

      100

    • Posts

      3,572


  3. Rocco68

    Rocco68

    Utente Storico


    • Points

      91

    • Posts

      8,971


  4. nikita_

    nikita_

    Guru


    • Points

      66

    • Posts

      20,554


Popular Content

Showing content with the highest reputation since 05/30/2022 in all areas

  1. Condivido con voi un acquisto da Sincona, asta 77, e col pedegree del catalogo che cita la provenienza dal Museo Storico di Berna / ex collezione Anna Spreng Non colleziono questo periodo, ma lo scudo di questo Napoleonide mi ha sempre affascinato, aspettavo solamente una bella moneta a un buon prezzo Il catalogo d'asta la dava per qSPL. A me hanno colpito i bellissimi fondi e il bordo tagliente con le bavette, che escludono che la moneta abbia circolato a lungo Quando è arrivata invece sono rimasto stupito del contorno del bordo perfettamente liscio, non c'è nessun incuso... mentre avrebbe dovuto esserci "* DIO PROTEGGE IL REGNO" @francesco77 Hai mai visto questo scudo col contorno liscio ? Ho trovato una nota sull'esistenza di 1 e 2 Lire 1812 col contorno liscio senza incuso, ma non il 5 lire Altra stranezza (per me, ma forse è la regola per questo scudo) è l'asse... le 2 facce sono sullo stesso lato, e non capovolte come normalmente avviene sugli scudi Sabaudi
    11 points
  2. In conclusione nell'areale indagato abbiamo varie segnalazioni di rinvenimenti di monete collegate a fenomeni cultuali connessi a cavità (culti dell’acqua e divinità connesse, divinità ctonie o culti misterici). E’ possibile che in qualche caso si sia trattato di ripostigli monetali di urgenza celati e poi non recuperati e interpretati erroneamente per deposizioni rituali; in genere per quanto concerne il territorio indagato non si tratta di rinvenimenti numismatici di pregio (monetazioni bronzee) pertanto è da ritenere che si tratti di deposizioni, quale ne fosse la natura, praticate da persone di censo popolare (contadini, soldati, etc…). Che la frequentazione delle cavità fosse spesso connessa a culti è attestato anche dalla sporadica presenza di are/inscrizioni dedicatorie. L’analisi delle cavità interessate indica che la scelta di frequentare una cavità non era strettamente influenzata dalla facilità di accesso ma da altri fattori a noi verosimilmente non chiari. Altre cavità con singole sporadiche segnalazioni di monete e materiale fittile (trascurate nell’elenco) sono state frequentate come luoghi di raccolta di acque di stillicidio in un territorio carsico privo di corsi d’acqua superficiali o come cantina e il reperto numismatico può essere considerato come testimonianza di un involontario smarrimento più che di un gesto deliberato e volontario. Altri rinvenimenti sporadici sono probabilmente dovuti a fenomeni di fortuito smarrimento da parte di pastori che utilizzavano i vestiboli delle cavità orizzontali come ripari/stalle naturali per i loro armenti (es. Grotta dell’Edera o le buche di palo rinvenute durante gli scavi della Grotta Caterina non presenti nell'elenco di cui sopra). Spero abbiate gradito questa discussione e la riflessione che il reperto "moneta" è riflesso di attività umana e la sua valenza storica è sempre elevata. Illyricum (1) https://www.bpp.it/Apulia/html/archivio/1981/I/art/R81I016.html (2) https://www.archeologiaviva.it/4972/su-tempiesu-di-orune-e-il-culto-nuragico-delle-acque/ (3) https://www.academia.edu/33058944/Doni_votivi_di_spade_alle_acque_del_territorio_atesino_Quadro_di_sintesi (4) https://www.openstarts.units.it/bitstream/10077/12811/1/BOTTOS_345-374.pdf (5) https://www.ilcerchiodellaluna.it/central_Dee_Sequana.htm (6) https://etrurianews.it/2021/11/22/putti-e-monete-il-miracolo-degli-scavi-di-s-casciano-dei-bagni/ (7) https://www.romanoimpero.com/2019/01/terme-di-bath-inghilterra.html (8) https://archaeology.co.uk/articles/features/bath-coin-hoard.htm (9) https://admaioravertite.org/2018/12/08/il-dio-fons-ed-il-culto-delle-sorgenti/ (10)https://journals.openedition.org/mefra/10806?lang=it (11)https://www.romanoimpero.com/2010/06/culto-delle-ninfe.html?m=1 (12)https://www.soprintendenzaspecialeroma.it/schede/fonte-di-anna-perenna_2976/ (13)https://xoomer.virgilio.it/wjerman/appunti/dei.htm (14)https://www.openstarts.units.it/bitstream/10077/12811/1/BOTTOS_345-374.pdf (15)https://www.openstarts.units.it/bitstream/10077/16112/1/72_04.pdf (16)https://www.archeocartafvg.it/portfolio-articoli/duino-aurisina-ts-la-grotta-del-dio-mithra/ (17)http://storieromane.altervista.org/la-battaglia-del-frigido/ (18)MARZOLINI G., PAPARELLA R., 1986, Segnalazione di ritrovamenti archeologici sul Carso triestino. Atti Soc. Preistoria e Protostoria del F.V.G., 5:133-150 19) https://www.catastogrotte.it/grotta/2/grotta-gigante 20) (1) https://www.openstarts.units.it/bitstream/10077/10947/1/Ritrovamenti_interni.pdf Inoltre: https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2021/01/A-proposito-delle-grotte-carsiche-in-eta-romana.pdf Più in generale per le grotte carsiche frequentate in epoca romana vedasi: https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2021/01/A-proposito-delle-grotte-carsiche-in-eta-romana.pdf
    10 points
  3. Buonasera a tutti, stasera osservavo una delle mie monete Napoletane , cercavo di coglierne delle sfumature. Le nostre amate monete ogni volta che le prendiamo in mano hanno qualcosa di nuovo , qualcosa che ci era sfuggito, soprattutto qualcosa da raccontarci, in verità sono due giorni che reclama la mia attenzione il buon Ferdinando. Domenica 29 maggio 2022 , Nando ( come mi piace chiamarti) chissà quante cose hai visto, vissuto sentito nel tuo lungo e travagliato Regno. Il ritratto che ti immortala sulla moneta è del 1792, cosa ti ricorda quell'anno in particolare? Stai pensando alla tua dolce consorte, sua Altezza Maria Carolina, alla sua infanzia spensierata con i suoi fratelli e sorelle, eh già sorelle. Il pensiero corre subito a Maria Antonietta, si Alberto i pensieri volano, erano anni turbolenti, in tutta la penisola, e in tutta Europa e non solo. Ti riassumo in poche righe chi era Maria Antonietta o meglio cosa è stata. Maria Antonia Giuseppa Giovanna d'Asburgo-Lorena, nota semplicemente come Maria Antonietta, è stata regina consorte di Francia e Navarra, dal 10 maggio 1774 al 1º ottobre 1791, e regina dei Francesi, dal 1º ottobre 1791 al 21 settembre 1792, come consorte di Luigi XVI. Fu l'ultima regina di Francia dell'ancien régime. Sai già dalla storia poi come è andata a finire. Proprio il 29 Maggio 1792 Francia: • decreto di dimissione della guardia costituzionale del Re , organo sospettato di opinioni controrivoluzionarie ; • il duca di Cossé-Brissac ( 1734 - 1792 ), comandante in capo della guardia costituzionale, viene condannato per aver fatto regnare in questo corpo uno spirito controrivoluzionario e aver fatto giurare ai suoi uomini di accompagnare il re ovunque andasse. Caro Alberto, come ti dicevo anni turbolenti, come quello in cui scriviamo...e la storia ci insegna che il tutto è un susseguirsi di corsi e ricorsi, vale in Economia ( come insegneranno illustri economi nel 1900) e nelle vicende storiche . Il 1792 fu Teatro della guerra russo-polacca del 1792 o, come riportata in fonti polacche, la guerra in difesa della costituzione (in polacco wojna w obronie Konstytucji 3 maja), ebbe luogo nel 1792 con la Confederazione polacco-lituana da un lato e l'Impero russo e la confederazione di Targowica (la nobiltà ostile alla ventata riformista che stava sperimentando la Polonia-Lituania con l'adozione della Costituzione polacca di maggio) dall'altro. La guerra si svolse in due teatri: uno settentrionale, in Lituania, e uno meridionale, in quella che oggi è Ucraina. In entrambi gli scenari, le forze polacche si ritirarono davanti alle forze russe numericamente superiori, malgrado fossero riuscite a resistere in maniera significativamente maggiore nel sud, grazie all'efficace guida dei comandanti polacchi Józef Poniatowski e Tadeusz Kościuszko. Durante i tre mesi di lotta, si combatterono diverse schermaglie, ma nessuna delle fazioni ottenne una vittoria decisiva.Il maggiore successo ottenuto dalle forze polacche risultò la battaglia di Zieleńce del 18 giugno; all'indomani dello scontro fu istituita la più alta onorificenza militare polacca, la Virtuti militari. La guerra terminò quando il re polacco Stanislao II Augusto Poniatowski decise di cercare una soluzione diplomatica, chiedendo una tregua con i russi e aderendo in quell'occasione alla confederazione di Targowica, come richiesto dall'Impero. La cessazione delle ostilità non si rivelò senza conseguenze per la Confederazione, poiché subito dopo la resa ebbe luogo la seconda spartizione. Sarebbero tante le cose da raccontarti, solo per il 1792, figuriamoci quante cose ancora ci saranno da raccontare, basta solo avere tempo e pazienza e mettersi in ascolto. Le fonti storiche le ho prese dal web. Wikipedia. Riprendo la parola, la voce narrante era del buon Ferdinando che ringrazio per avermi raccontato un po quella che era la situazione nel 1792. Spero di avervi incuriosito e stimolato all'approfondimento e perché no, a fare raccontare anche le vostre monete, in questa bella discussione del nostro Amico Beppe, @giuseppe ballauri. Riporto un Dipinto di Orlowsky relativo ad una battaglia della guerra Russo/Polacca Perdonatemi eventuali strafalcioni Saluti Alberto
    10 points
  4. Salve a tutti. Oggi vorrei condividere con voi un curioso aneddoto capitatomi anni addietro. Anni fa avevo conosciuto un vecchietto del mio paese, che in gioventù aveva fatto l'artigiano e che, avendo saputo che ... "mi piaceva collezionare monete", mi aveva proposto di vedere alcuni dei suoi "pezzi d'argento antichi" (come lui li definiva)... Chiaramente mi invitava a nozze ... Stuzzicando la mia curiosità. Quindi, un pomeriggio mi incontrò e mi portò a casa sua. Qui, aprì un cassetto di una scrivania del soggiorno e tirò fuori una vecchia scatola di legno di sigari sudamericani. Al suo interno un sacchetto di tela un po' unto, a righe rosse e verdi. Ad una ad una tirò fuori diverse monete tutte d'argento. 1 e 2 lire di Vittorio Emanuele II, 2 lire di Umberto I, un paio di scudi 5 lire di Vittorio Emanuele II... Qualche 5 lire aquilotto. Infine .. disse: "Queste sono le tre sorelle che mi piacciono di più..." e tirò fuori tre piastre 120 grana...che pose l'una accanto all'altra lentamente con estrema cura e precisione. Questa circostanza mi diede in quel momento una particolare emozione nel vedere quella persona così attenta nel sottoporre alla mia vista quei pezzi. Chiese il mio parere , e, non essendo un grande esperto, mi limitai a dire che erano dei bei pezzi ... Abbastanza comuni ma intereessanti... Da conservare... Chiaramente gli dissi che se voleva disfarsene potevo essere interessato. Tutto finì lì.... Ci incontravamo di tanto in tanto ed ogni volta mi diceva: "Un giorno di questi... ti darò quei pezzi.Tanto a me non servono. E tu gli darai il giusto valore." Un giorno mi venne a trovare a casa.... E mi portò quel sacchetto bisunto.... Oggi quelle monete sono nella mia collezione... Comprese le "tre sorelle" postate in foto. Niente di particolare valore.... Ma collezionare monete, per quanto mi riguarda significa anche collezionare belle storie. Grazie della vostra pazienza. Che ne pensate delle tre sorelle?
    9 points
  5. Cari tutti, Vi segnalo che è disponibile sul sito al link di seguito Report 2022 Art & Finance la nuova edizione del tradizionale report sul mercato dell arte e beni da collezione realizzato da Deloitte. Come per lo scorso anno ho avuto il piacere di dare un mio piccolo contributo per quanto riguarda i compartimenti degli Old Masters e Antichità. Inoltre, da quest’anno è stato inserito un paragrafo riguardante l’ andamento del mercato numismatico, frutto di una lavoro durato quasi due anni di raccolta e analisi dati che ritengo possa dare un interesse spaccato del mercato. Si tratta di un primo tentativo, certamente migliorabile e per questo ogni suggerimento è ben accetto Matteo
    9 points
  6. Le Napoletane di oggi sono due, una è il 12 Carlini della Repubblica Napolitana, l'altra è la Piastra del 1817 di Ferdinando I , ma in vassoio occupano lo stesso riquadro 😆
    9 points
  7. Pian piano mi sto appassionando a questo genere di manufatti. Nel contempo, ho acquistato dei primi libri e qualche primo esemplare. Non potevo però non approfittare dell’occasione rappresenta dal Lotto 611 di cui all’asta Antivm Numismatica del 15-16/06/2022 di cui riporto la relativa descrizione e foto: TESSERE. Raccolta di 14 tessere mercantili medievali (XIII-XIV sec.) in cofanetto (periodo '800 - inizi '900). Splendido insieme per collezionisti, studiosi e appassionati del genere, da catalogare. BB Si tratta, ora, non appena disponibili, di studiare i singoli esemplari e “calarli” nella loro passata storia. Saluti, Domenico
    8 points
  8. Buongiorno a tutti, ho fatto una foto di insieme alla mia Tipologica del 1792 di Ferdinando IV, manca ancora qualche pezzo ma non ho fretta. Sinceramente devo dire che personalmente la trovo molto interessante e direi quasi minimal. Pochi pezzi in rappresentanza per tipo, una mini collezione, una collezione nella collezione. Molti si accontenterebbero... Perdonami @Rocco68 se ho preso spunto dalla tua discussione sulla serie in rame del 1792. Qui ho aggiunto dell'argento 😊. Ora volendo ampliarla cosa mancherebbe? Mi aiutate? Quale potrebbe essere il prossimo pezzo? Saluti Alberto
    8 points
  9. Ciao a tutti, Eccola arrivata la quattordicesima 1834 della mia umile raccolta.... Un saluto a tutta la sezione. Raffaele.
    8 points
  10. Dai ragazzi che sono a meno tre! 😊 No, no,non sono al circolo polare artico, 😁semplicemente sono a meno tre date dal completare la serie degli scudi di Carlo Alberto.😳 Questa vecchia signora proveniente dall’asta Nomisma Aste 1 del 14/5 scorso al lotto 595 porta alla grande i suoi 186 anni direi.🙈 Rilievi intonsi, patina uniforme di vecchia collezione su fondi lucenti, niente graffi, neanche di conio, colpetti o altri segni, R2, classificata FDC dalla Casa d’Aste e dal mio amico perito NIP. Non ricordo un esemplare superiore (per carità ci saranno di certo) 😏 Ora non mi resta che puntare ai tre millesimi mancanti. Mi ci vorrà un sacco di tempo, soprattutto per uno dei tre…😂🤣
    7 points
  11. Buongiorno amici...condivido questo 6 tornesi per la Repubblica Napolitana, moneta tra le più ostiche da trovare in buona conservazione. Sempre tribolata, debolezze, mancanze e difetti vari...qui a farmi convinto l'aspetto del metallo e il fascio ancora in parte visibile anche nei dettagli...spero gradiate...molte le varianti anche per questa serie Saluti
    7 points
  12. Il Tesoro dell'Abbazia Una notte infernale di inizio Luglio. L'anno... e chi lo dimentica! Il 1990, quello dei Mondiali e delle “Notti magiche”, di Schillaci, dei caroselli di auto con il Tricolore . In quel periodo, avevamo il punto fisso di ritrovo: la Pizzeria-Bar del Centro, che alla sera esponeva nel dehor un grosso TV ed il proprietario, compaesano del Totò Goleador, offriva a tutti un giro di birra gratis se l'Italia vinceva, due giri se Totò segnava. Quella sera, con l'Argentina, ahimè, andò male e quindi dovemmo tirare fuori il portafoglio. A tarda notte mi giravo ancora nel letto, sopraffatto dal caldo e dall'umidità. Il vecchio ventilatore ai piedi del letto sparava aria calda come un phon. Non ne potevo più di nuotare in questa specie di acquario e mi alzai sconsolato. Un bel calcione all'aggeggio inutilmente ronzante e decisi di provare a dormire sulla sdraio del balcone. Subito fui assalito da sciami di zanzare che sembrano degli Stukas in picchiata e precipitosamente ritornai nel letto senza il misero conforto del ventilatore che giaceva a pancia in su, scassato ed inservibile. Quando ormai l'impresa di prendere sonno sembrava una chimera, qualche refolo di vento mi fece assopire. Ma, poco dopo, uno scampanellio insistente mi destò dal dormiveglia. Smoccolando e chiamando a rapporto tutti i Santi del Paradiso, mi affacciai alla finestra. “ Dottò, Appuntato Gargiulo sono, mi scusasse per l'ora ma il Maresciallo La Paglia l'aspetta urgentemente in Caserma”. Sulla Fiat Campagnola, Gargiulo detto “Pennelò” sembrava ancora più alto e magro di quello che era e non mi guardava. “Che succede Gargiulo ?” Tirò su il mento, schioccò la lingua e aprì la mano a voler dire che erano ordini e lui non sapeva niente. Il Maresciallo Vitaliano La Paglia ( soprannominato per la mole e la somiglianza, “Sergente Garcia” ) si presentò sul balcone della Stazione con un camicione bianco da notte che mi ricordò subito il mitico Demis Roussous. “Dottò guarda che bella” indicando un'auto che era un'obbrobrio: una rarissima ( perchè nessuno l'aveva mai comprata ) Alfasud Station Wagon color anice stipata all'inverosimile. Guardai Gargiulo che fu più espansivo, sussurrando: “Va in ferie... al Paese e...la macchina è in prestito, tutto il ben di Dio che è dentro invece...sono i soliti regali!”. In quello che chiamava “studio”, Vitaliano si presentò in divisa sempre più gemente e con i bottoni che potevano diventare dei veri proiettili, considerando l'enorme pancia che premeva. “Peppe, domani si parte...” Alzò la mano destra, manco dovesse testimoniare in Tribunale e cominciò ad enumerare: “Iooo..., i miei figli Aureliano e Isabella e mia moglie Annunziata...tutti al Paese dopo tre anni!”. Mi alzai di scatto facendo cadere la sedia, probabile residuato bellico. “E tu mi svegli alle 7 di Domenica per dirmi che vai in ferie???!!!, ma vaffa...” Il Maresciallo si adombrò: “ Ohhhh... dottorino!!! se ti ho chiamato è per una questione importante assai! “ E da un cassetto tirò fuori una busta di plastica che lasciò cadere sulla scrivania. “ Peppe, tu che sei un esperto... almeno così dicono, devi aiutarmi a fare il Verbale, perchè qui sono tutte monete, questa è una refurtiva e... cosa scrivo al Capitano? Poi io domani parto e me ne impippo di queste cose, che sono pure sporche e puzzano di cane bagnato...anzi portale a casa e mi fai un resoconto”. “Caro Vitaliano, io non mi porto a casa niente se non mi dai qualche notizia...” Con un certo fastidio, allentando la cravatta che era diventata una specie di cappio sudaticcio, Vitaliano mi guardò male e con fare sbrigativo, visto che doveva procedere ad un giro d'ispezione ( in realtà era il solito giro tra le cascine per accapparrarsi qualche salume, qualche pollo e, vedi mai, anche qualcuno che badasse al proprio orto), mi spiegò. Da qualche tempo nella valle aveva notato un movimento strano. Non erano i soliti giovani che si infrattavano con le morose in un posto solitario. Erano macchinoni con targhe strane, che arrivavano alla povera dimora di un certo Carlìn della Costa, uno che, quando gli girava giusta, poteva permettersi solo un chilo di pane alla settimana. I Carabinieri ispezionarono la baracca dell' “uomo dei boschi” e scovarono un tesoretto di monete nascosto dietro il caminetto. Carlìn era nella guardiola, non parlava, masticava del tabacco e sputava, mirando quasi sempre agli stivali del Maresciallo. Era un uomo consumato da una vita di stenti. Orfano, era andato come servitore dai Marchesi F*** che erano proprietari di quasi tutte le terre produttive della zona. Il povero Carlìn sgobbava giorno e notte, mentre il coetaneo Eriberto ( detto Berto ) figlio unico dei Marchesi, era un nanerottolo obeso e rubizzo dedito solo agli ozi ed ai suoi stravizi. Tra i due era stato odio a prima vista e quando la Marchesa concesse a Carlìn un pezzo di terra lungo le rive del fiume, fu guerra continua. L'appezzamento corrispondeva a quella che era stata una grande Abbazia del 1100 della quale restavano solo le fondamenta. Carlìn si incaponì nel cercare di rendere produttivo quello che era considerato da tutti un terreno maledetto, nel quale non crescevano neanche le erbacce. Con un bue ed un vecchio aratro ammucchiò un enorme quantità di mattoni, pietre e ghiaia. Provò con le patate...niente. Con le rape...niente. “Sai Peppe quello è un terreno maledetto. Sull'Abbazia dei Cappuccini niente cresce! A proposito di Cappuccini, mi è venuto un po' di languorino... Gargiulo scendi al Bar e prendi 3 Cappuccini e 3 Brioches!” Il naso adunco dell'Appuntato abbozzò e partì. Conoscevo la storia. “Sono Cistercensi Vitaliano! La prima Abbazia cistercense in Italia!!!” Mi lanciò uno sguardo di compatimento: “Vabbè Peppe, sempre Frati sono!”. Gustai Cappuccino e brioche, presi il malloppo e...via velocemente a casa. Ero impaziente di vedere il tesoretto: versai il contenuto del sacchetto sul tavolo di cucina e presi tutti i manuali della mia biblioteca, dividendo le monete in vari mucchietti. La maggioranza erano “ramini” talmente consunti da risultare indecifrabili, poi un mucchietto di monete romane del basso impero, quindi qualche moneta di Asti, Savona e Genova. Registrai tutto fino a tarda notte, tanto era impossibile dormire con il caldo, le zanzare ed il Bar vicino a casa che continuava a proporre “Notti Magiche”. La mattina dopo, con la refurtiva ed il registro, mi recai dal Sergente Garcia. Gargiulo era in piedi e, tra uno sbadiglio e l'altro, ciucciava avidamente una sigaretta MS. “ Com'è Gargiulo?” “ Dottò un disastro, mi sono rimesso a fumare per il nervoso!” Con il nasone acquilino mi fece un cenno che era tutto un programma. “ Il Marescià sta uscendo pazzo...niente ferie, sta gridando contro tutti, e qui abbiamo recuperato un ferito e ci stà pure un morto, ma quello è nel comune vicino...” In sala d'attesa giaceva Carlìn della Costa, con il volto coperto di sangue ed un occhio pesto. Lo medicai alla meglio perchè lui era più selvatico del solito. Con gli occhi grifagni e le unghie che erano degli artigli mi allontanava ed emetteva dei versi come un lupo ferito. Il Maresciallo intanto aveva finito la telefonata riassunta nelle frasi ”Certo Capitano..sarà fatto Capitano...a completa disposizione Capitano!”. Mi affacciai alla porta con discrezione, le arrabbiature del Maresciallo erano mitiche. “Peppe so' rovinato... a parte le ferie... saltate e ti raccomando mia moglie... tre anni che non vede la famiglia...” Quasi piangeva. “E poi il Marchese Berto si è buttato giù dalla finestra... e quel Carlìn che non parla neanche sotto tortura! Maledizione! E.... il Capitano che dice che devo trovare una connessione tra...”. Mi fece pena. Si alzò, chiuse la porta e sottovoce “E poi c'è questa”. Trafficò nel cassetto e tirò fuori una moneta d'oro. Era diventato paonazzo e sembrava sull'orlo di un infarto. “Maledetta 'sta Abbazia di San Teo..San Teo..coso! “ “San Teofrasto, Maresciallo, la più antica...” La manona sbattuta sul tavolo mi mozzò le parole dalla bocca e la povera moneta aurea rimbalzò e cadde a terra. La raccolsi, le diedi uno sguardo veloce prima che fosse recuperata rapidamente dal mio interlocutore. “Trattasi di reperto di reato e la metto sottochiave!” Dopo un po' si calmò e prese il verbale. “Questa notte è stato trovato poco lontano dalla casa nobiliare dei Marchesi F**, il qui presente** detto Carlìn della Costa, che presentava contusioni multiple su tutto il corpo ed una profonda ferita da taglio alla testa, presumibilmente dovuta a...” “ ...probabilmente dovuta ad un colpo di badile di taglio” “ Bravo dottò sembra così”. Lasciò il verbale sbattendolo sul tavolo. “Poi è saltata fuori dalla tasca la moneta d'oro e...non basta! Il cadavere del Marchese Berto, precipitato da una finestra e finito nel fiume. Omicidio? Suicidio? Me ne fotto, tanto è del Comune vicino! “. Le indagini finirono presto: Colluttazione tra due persone, diciamo “strane” e successivo suicidio del Marchese Berto. Punto e stop. Chi aveva voglia di approfondire una questione che coinvolgeva due pazzi? Passarono molti mesi e quando arrivò di nuovo l'estate, tutto era ormai dimenticato. Un giorno passai al Bar del Centro. Nel dehor si stagliava la sagoma inconfondibile di Gargiulo che ciucciava alternativamente un aperitivo e la MS fumante. Mi fece un cenno col capo e mi accomodai al tavolo. Per una volta percepivo che aveva voglia di parlare. In paese non si era ancora spenta l'eco del trasferimento o scomparsa repentina del Maresciallo La Paglia. “Gargiù come è la storia della scomparsa del Maresciallo?” Le guance ossute ripresero improvvisamente colore e aspirando il cocktail come fosse una sigaretta e ciucciando la MS come fosse un aperitivo. Cominciò a tossire: “Dottò, siamo stati Tutti infinocchiati”. Si guardo circospetto attorno e smozzicò una frase: “Nell'Abbazia c'era veramente un grande tesoro!!“ Un ultimo colpo di tosse e la voce sommessa si fece più limpida: “Quel fetentone, senza dire nulla, ogni giorno andava in perlustrazione e cominciava a frequentare Carlin, e...Maronna 'o Carmine, era sempre più nervoso, più misterioso! Poi, un bel giorno, arriva con un sorriso a 42 denti, si compera una Volvo grande come un panfilo e nella notte imbarca tutto, familiari e masserizie, e se ne va.” Ammiccai con un sorriso stentato. Per una persona che era quasi muto, sembrava un fiume in piena. “ ...invece l'altro fetentone, Carlin, avete visto Dottò che la sua baracca è diventata una villa, tutta cintata perchè dice che alleva i tacchini...tsè! mai visto un tacchino!!!” Mi alzai gli diedi una pacca sulla spalla ossuta, “Così è la vita...”. Gargiulo aveva gli occhi persi nel vuoto e per il nervoso, aveva spento la MS nell'aperitivo e non gli restava più niente da ciucciare. Come sempre.
    7 points
  13. Bon nessun intervento e allora io proseguo, con un tris di quattrinielli per i Reali Presidi...in ordine 1 quattrino 1791, 1 quattrino 1782 e 1 quattrino 1798 mi mancano alcune varianti ma prima vorrei raccogliere tutti i millesimi per i vari tagli, mi mancano solo il 2 quattrini del 91 e il 2 del 98 non sto messo male. Un caro saluto.
    7 points
  14. Salve. Condivido una piastra 1805 con, al rovescio, la variante dell'uno speculare, pur trattandosi di una "capelli ricci ". La moneta è in bassa conservazione, ma presenta una particolarità che mi ha portato ad acquistarla: nella legenda, al rovescio, la parola "HISP" sembra riportare un " 1 " più che una " I ". Capisco e immagino che sia successo un qualcosa nel momento in cui il carattere è stato impresso, sta di fatto, comunque, che chiunque lo legga di getto, senza tante riflessioni, sicuramente lo definisce un " 1 " chiaro e tondo. Inoltre, in tutte le altre piastre 1805 che ho avuto modo di visionare, non mi è mai capitata una moneta con la stessa caratteristica. Sia ben chiaro, non penso possa trattarsi di nuova variante, ma per me che vado sempre alla ricerca delle particolarità, delle curiosità più che dell'alta conservazione, è sembrato importante presentare a tutti voi la legenda di questa moneta. Chiaramente, sono graditi pareri e chiarimenti a riguardo. Grazie e buona serata.
    7 points
  15. Buongiorno a tutti gli amici del forum ...ritorno dopo mesi di assenza, e condivido questo 4 cavalli 1804 liberato da slab, la foto non è proprio il massimo ma si intuisce l'alta conservazione della monetina, alcune debolezze sul grappolo e sulla X di REX ma direi che si difende bene...buona mattinata a tutti. p.s. credo di avere un problema di compulsione verso certe tipologie e millesimi...di 4 cavalli 1804 credo di averne raccolti ormai 4 esemplari e se ne vedessi uno di carino domani, ci farei comunque un pensiero...na malattia. Ciao ancora.
    7 points
  16. Nello studio delle monete romane , repubblicane o imperiali che siano , sono indispensabili i libri di numismatica ; non bastano i cataloghi d’ asta , questi sono utili per le classificazioni e valutazioni ma che nella maggior parte dei casi non “narrano” la moneta , servono quindi i testi didattici scritti da esimi professionisti che nelle loro opere analizzano e spiegano agli appassionati , dilettanti e non , il significato delle monete costituite da legende e raffigurazioni reali e simboliche , che con tanto amore e sacrificio si collezionano . Scrivere un libro di numismatica comporta anni di esperienza , di ricerche e di studi preliminari prima di dare alle stampe il frutto di tanto sapere . Naturalmente libri di questo tenore sono indirizzati a quei collezionisti che vogliono approfondire la conoscenza e il valore di una collezione di questa tipologia , che racchiude in se monete , storia e spesso anche archeologia , tre componenti , due concrete e una astratta , ma che sono tra loro indissolubili . Recentemente leggendo un libro di un esimio numismatico , Giancarlo Altieri , ho appreso il significato di un termine che era a me sconosciuto , che ingenuamente avrei chiamato semplicemente “carro” , il termine “tecnico” e’ invece tensa , dal Latino , tensa . Cosa e’ la Tensa ? Molti di voi sicuramente gia’ lo sapranno , quindi la risposta e’ indirizzata a quei collezionisti che come me ignoravano il significato di questo nome . Per non scrivere inesattezze , lascio la parola all’ Autore del libro dove tratta questa particolare simbologia : “Da tutte le bighe e quadrighe qui esaminate differisce la tensa : e’ il carro bene adorno , adibito al trasporto delle immagini delle divinita’ o delle loro exuviae (attributi) , nelle pompe e , in special modo , nella pompa circense , la processione solenne che sfilava nel circo in occasione dei Grandi Ludi . L. Rubrius Dossenus , 89-88 a.C. , ce ne presenta tre (esemplari in foto) , quelli delle tre divinita’ capitoline la cui effige orna il dritto dei suoi tre Denari . E’ un alto carro chiuso , come costituito da uno scatolone rettangolare sovrapposto alle ruote della quadriga , ornato superiormente da una cornice , donde spicca il volo ora una Vittoria con corona (tensa di Giove e di Giunone) ora una biga della Vittoria (tensa di Minerva) . Sul fianco visibile la tensa e’ ornata rispettivamente da un fulmine (Giove) , da un’ aquila su fulmine (Giunone) , da una civetta ferma (Minerva) . La quadriga si muove lenta e solenne . Durante l’ Impero sara’ adibita anche al trasporto delle immagini degli Imperatori e delle Imperatrici divinizzati ; la troveremo tirata da quattro cavalli e poi da due o quattro elefanti , e di varia forma , chiusa , aperta , coperta superiormente o scoperta , ma sempre ornatissima di rilievi e di statue” In foto monete repubblicane e imperiali con tense , la terza moneta e’ una restituzione di Traiano .
    7 points
  17. Giuseppe Girola non era solo una colonna portante della Società ma anche un finissimi cultore numismatico di grandi conoscenze specialistiche che spaziavano dalle monete Axumite a quelle Rinascimentali, ai falsi, alle medaglie e naturalmente eccellente bibliotecario. Con lui ho avuto la fortuna e il piacere di confrontarmi su decine di questioni numismatiche, trovando sempre un interlocutore attento, esperto, sempre pronto a suggerire indicazioni bibliografiche e spunti di ricerca. Giuseppe ci manca gia‘ moltissimo. Ho proposto alla SNI di intitolare a suo nome la biblioteca della Società per ricordarlo degnamente
    7 points
  18. Ciao a tutti! Probabilmente qualcuno di voi avrà già visto quelle tabelle della storia della terra condensate in un giorno, dove l'uomo sapiens esiste da due minuti e 20 minuti fa si sono estinti i dinosauri; ebbene, prendendo spunto da una discussione di un collega - ciao @jaconico ! - ho preparato questa tabella della storia della numismatica ed accessori pressandoli in una giornata: -> Click per ingrandire l'immagine! Un secolo qui dura 60 minuti: se non ho fatto casini con i calcoli, i miniassegni non son durati neanche il tempo di una sigaretta Questo per cercare di dimostrare perchè certe mode sono state passeggere, altre sono rimaste stabili - l'ulima scheda telefonica è stata emesa nel 2018 (se ho capito bene) ma di sicuro non erano più così diffuse. Qui trovate il file per eventuali modifiche e/o suggerimenti Tra tutte 'ste crisi, cerchiamo di divagarci un po'! Servus, Njk
    6 points
  19. Mah, a me pare che i giudizi, espressi dai più (fra cui il mio), propendano per l'autenticità, ovviamente la certezza non può averla nessuno, ma questo fammi dire sta nelle cose, accontentiamoci.... D'altro canto non credo che insinuando dubbi, o disseminando perplessità, senza avere particolare competanza, si contribuisca così tanto alla discussione che rischia appunto di divenire infinita e poco interessante...
    6 points
  20. Per chi colleziona i biglietti/buoni dei prigionieri di guerra, consiglio questo piccolo ma interessante catalogo stampato nel 2020 in sole 500 copie numerate. Vista la tipologia decisamente di nicchia dei biglietti trattati, questo catalogo è una delle pochissime opere che oltre a catalogarli ne descrive la loro storia.
    6 points
  21. Ciao Domenico, innanzitutto complimenti per l’acquisto! Dato che ti stai appassionando, approfitto per mostrarti allora parte della mia collezione. Al momento non ho una immagine della collezione completa ma la farò al più presto. (A questa vanno aggiunti altre 13 tessere)
    6 points
  22. Ciao, anche io sono attratto dalle monete con pedigree e se posso le metto molto volentieri in collezione. Nella mia raccolta ne ho diverse, e non nego che in alcuni casi il sapere la provenienza di quella data moneta (che spesso nei listini d'asta non è riportata), mi ha indotto anche ad uno scatto in più nell'offerta, proprio perchè il mio desiderio era di possedere proprio quella! Eccone un esempio: Gregorio XIII (1572-1585), Testone per ANCONA (Munt. 205, CNI 191) D/: Stemma ovale in cornice con due putti, cimasa con fiore. GREGORI – XIII . P . MAX R/: Gesù e la Samaritana al pozzo. . NVNQVAM . SITIET . Es.: ANCONA T/: liscio Peso: 9.52 gr Provenienza: -ex Asta Santamaria 1956 (Collezione Conte Magnaguti). -ex Asta Montenapoleone 4, 1984 (Collezione Muntoni). -ex NAC 81, 2014 (Collezione De Falco).
    6 points
  23. Alcuni giorni fa ho acquistato un libro di numismatica , per essere piu’ preciso un catalogo fotografico , che racchiude tutti i Sesterzi conosciuti emessi dall’ Imperatore Commodo , esattamente sono raffigurati 333 Sesterzi tutti a colori con tanto di schede con complete descrizioni ; il libro e’ recente , del 2009 e non e’ una novita’ editoriale , ma forse pochi lo conoscono , e’ scritto da Romolo Calciati , noto numismatico ed artista , pubblicato solo in 50 copie , si puo’ quindi definire un libro piuttosto raro , copie numerate progressivamente e firmate dall’ autore . Ho comprato questo libro per due motivi , primo , perche’ nel settore imperiale sono appassionato del periodo Marco Aurelio – Commodo , che definirei un periodo storico di “svolta” dell’ Impero romano ; secondo , per interesse e curiosita' derivanti dal primo motivo . Superfluo affermare che pur essendo un libro circoscritto ad un solo Imperatore e ad una solo tipologia di monete , non dovrebbe mancare presso una biblioteca numismatica per la completezza dei Sesterzi emessi da Commodo a partire dal suo apparire nella storia numismatica come Cesare fino all’ ultima TRP XVII ricoperta , escludendo gli esemplari , se mai fossero arrivati fino a noi , personalmente non ne conosco nessuno , degli ultimi venti giorni della TRP XVIII iniziata il 10 Dicembre del 192 ; Commodo fu ucciso il 31 Dicembre dello stesso anno . Un commento su questo libro , positivo al 100% , anche in virtu’ degli esemplari esposti , mi spiego , dei 333 Sesterzi elencati in ordine di emissione temporale , circa la meta’ si possono classificare come MB , qualcuno anche meno , questo fatto mi ha favorevolmente colpito , sono infatti un assertore che ogni moneta antica , purche’ autentica , sia degna di essere collezionata anche in condizioni scarse di conservazione , infatti pensavo di trovare una solita rassegna fotografica di Sesterzi compresi tra BB e SPL , come spesso avviene , invece in questo caso l’ Autore e’ ricorso anche a monete piuttosto scarse come conservazione pur di dare un valore e un significato completo alla sua bella opera numismatica ; naturalmente molti altri Sesterzi sono in ottime condizioni . Interessante , dal mio punto di vista , la serie di Sesterzi emessi da Commodo durante la sua TRP XVII , l’ ultima completa , che andava dal 10 Dicembre 191 al 10 Dicembre 192 , qui alcune monete presentano nel campo del rovescio una stella , forse in riferimento ad un prodigio apparso in cielo , quando stelle furono viste in pieno giorno , alcune di forma allungata che sembravano sospese in cielo , questo prodigio ci viene confermato da Erodiano , contemporaneo ai fatti , nel Libro 1 , Tomo 14 della sua opera : "storia dell’ impero romano dopo Marco Aurelio" , conferma che arriva anche dalla Storia Augusta nella vita di Commodo , solo che qui parlano di una cometa , ma certamente gli autori non erano contemporanei ai fatti come lo fu Erodiano che vide personalmente questo prodigio . Molto interessante anche la galleria dei ritratti dei profili di Commodo tratti dalla serie delle monete , nelle quali si vedono benissimo i lineamenti del volto che cambiano in funzione dell’ eta’ , da quando appare come Cesare fino ai 31 anni , quando mori’ nell' ultimo giorno del 192 ; nei ritratti si nota bene l’ invecchiamento precoce dovuto probabilmente anche al fatto di avere vissuto una vita di stravizi fin dalla gioventu’ .
    6 points
  24. Gazzettino n.8 @dabbene Qui uno screen shot delle briciole.🔝 @El Chupacabra
    6 points
  25. Buonasera a tutti, la mia Napoletana di oggi è nominale che non ho mai avuto, di cui ho sempre atteso l'occasione di un buon rapporto qualità conservativa e prezzo. Repubblica Napoletana (1799) Tornesi Quattro , proveniente dalla Numismatica Marcoccia, lotto 504. Peso 12,95 conservazione BB
    6 points
  26. Buongiorno, la mia napoletana di oggi è un 4 cavalli 1757 per Carlo di Borbone, monetina rara e con dei buoni rilievi, ha dei depositi che non ho mai tolto, ma per il momento la tengo cussì!...buona mattinata.
    6 points
  27. Salve, mi date una mano a catalogare questo cavalluccio? Dovrebbe essere MIR 84/20 ma non ne sono sicuro... Grazie in anticipo
    6 points
  28. Segnalo l'uscita del: Le monete della Serenissima dalle origini a Domenico Morosini di Andrea Keber. In 70 pagine ho cercato, spero non tanto malamente e in breve, di offrire al collezionista una panoramica delle prime emissioni veneziane a nome degli imperatori del Sacro Romano Impero (di cui è bene ricordare Venezia non fece mai parte) e l'inizio delle emissioni ducali, riportanti cioè il riferimento al Doge in carica. Per ogni tipologia vengono riportati i dati ponderali, ove possibile il fino e le varianti riscontrate. Sul sito dell'editore è possibile visualizzare una piccola anteprima 😉
    6 points
  29. Buona Giornata a tutti, Il 2 Tornesi 1847 venne coniato dopo una pausa di 3 anni dalla Zecca di Napoli ( i millesimi 1844-45-46 risultano mancanti ) probabilmente per il fatto che il circolante era sufficiente, e fu coniata in un quantitativo notevole, in considerazione del fatto che la moneta è considerata Comune e si trova molto facilmente in vendita. Questo millesimo ha però una particolarità, descritta solo dal Gigante ( n. 252/a – 252/b ), in qualche esemplare l'ultima cifra della data è ribattuta sul 6 e sul 3. Mentre è piuttosto frequente trovare la data 1847 ribattuta sul 3 finale, è molto rara la versione 7 su 6 ( almeno da quanto ho potuto constatare dai passaggi pubblici ). Ad esempio nell'Asta Nomisma del 24.03.19 è stata esitata la 1847 – 7 su 3. La moneta che ho acquisito ultimamente presenta un'altra particolarità: il 7 ribattutto su 4. Devo dire subito che non è evidentissimo, ma a mio modesto parere, sembrerebbe proprio che sia così, anche se sarei molto felice che qualcuno si esprimesse al riguardo. Saluti, Beppe
    6 points
  30. Da una visita all'ottimo sito on-line del museo di Berlino, 3 notevoli esemplari dei rarissimi denari battuti per Carlo Magno nella zecca di Treviso .
    5 points
  31. Dovrebbe essere la parte centrale in ottone di una scatolina di legno rotonda. Qui sotto il link della scatola completa. https://www.antiques-delaval.com/fr/boites-coffrets/11228-boite-ronde-bois-sculpte-miniature-laiton-portrait-empereur-napoleon-xixeme.html
    5 points
  32. Perseo fu l'ultimo re di Macedonia, quello che osò sfidare la potenza di Roma e perse la scommessa. Ha coniato molti tetradrammi che ora sono stati analizzati in questo Corpus che classifica 308 tretradrammi diversi ottenuti da 63 conii di diritto e 272 conii di rovescio. Lo studio precedente più completo sull’argomento, rimasto peraltro non pubblicato, presentava 205 esemplari ottenuti da 58 conii di diritto e 116 conii di rovescio. https://www.academia.edu/81926405/F_De_Luca_The_tetradrachms_of_Perseus_of_Macedonia_Italian_and_English_text_Associazione_culturale_Italia_Numismatica_2021?fbclid=IwAR10T2JKS_Rcm9Slq67FMHbPLsz9ROwcD606OWJW5J3z3YopIPwXR9JBNuM
    5 points
  33. Saluti di buona domenica a tutti! I soldi avendo più o meno appena lasciato la carta di credito, mi butto immediatamente sul forum preferito per condividere con voi l'ultimissimo ed recentissimo pezzo in collezione! Non è ne FDC ne SPL, In tutto, un BB direi, ma mi sembra avere una buona patina, senza traccia di pulitura od altri difetti vistosi o deturpanti! Una moneta quasi più collezzionabile di quei tondelli del secondo tipo mal pulite o lucidate che riempiono i ranghi dei pezzi a cui il mio portafoglio può accedere! L'ho pagata 395 tutto compreso, e con tanto di foto del venditore passabile in più! Per ora gli ho già fatto spazio, e aspetto con ansia il suo arrivo! Graditissimi pareri e commenti - anche quelli contrari! LRC
    5 points
  34. Ciao RAGAZZI. Mi scuso con voi perchè ultimamente sono latitante. Purtroppo o per fortuna (in questi tempi) sono molto preso con il lavoro. Quando si è in proprio non si hanno orari. Tornando tardi alla sera ed alzandosi presto al mattino, le ore sono contate. Ho letto il posto di Priamo, che credo sia il giusto spirito con cui affrontare il collezionismo: serietà, perchè la numismatica è anche studio, ma anche facezia perchè è divertimento. Spero di tornare ad un regime normale, ma come diciamo qui da noi, quando passano i merli è meglio prenderli > nel senso che quando viene proposto un lavoro è meglio non lasciarlo scappare<
    5 points
  35. Come sarebbe che non abbiamo mai occupato l’Algeria? Carta canta! E timbro conferma!!😏 (ebay è sempre un posto bellissimo…)
    5 points
  36. Ben volentieri condivido una delle ultime entrate in collezione sul fronte delle "beneventane" in argento. Agli occhi dei più "esperti" l'ardua sentenza.... Lotto 25 dell'asta Varesi n. 79 del 10-11/05/2022 di cui allego foto (sito web) e descrizione in catalogo: BENEVENTO - GRIMOALDO III, Principe (788-806) Denaro MIR 196 Ag g 1,58 mm 19 RRRR • Bellissimo esemplare con patina di vecchia raccolta SPL. Su tale Principe (https://www.treccani.it/enciclopedia/grimoaldo_(Dizionario-Biografico)😞 Principe di Benevento, primo di questo nome, era figlio del duca Arechi (II) e di Adelperga, figlia di Desiderio, re dei Longobardi, un'unione che avrebbe fortemente contribuito a indirizzare la politica del giovane principe. Suo padre era salito al trono ducale verso la fine degli anni Cinquanta dell'VIII secolo, poco meno di vent'anni prima della caduta del Regnum Langobardorum a opera di Carlo Magno. Gli anni della giovinezza di G. - la cui data di nascita potrebbe essere collocata entro il settimo decennio del secolo - furono segnati dal progressivo deterioramento dei rapporti con il re franco. Il padre di G. aveva contribuito a rinnovare e a potenziare il potere ducale ponendosi per molti aspetti sullo stesso piano di una figura regia con tutto quello che ciò implicava, e non solo nel quadro di una politica tradizionalmente indipendentistica dal Regnum. Aveva infatti radicalmente mutato il valore della sua titolatura da ducale a principesca, esprimendo così un più alto senso della propria autorità e imponendosi quale effettivo erede della tradizione regia longobarda. Sue dunque erano le nuove, altisonanti definizioni del potere quasi-regio in area beneventana dal 774; e sempre sue furono le migliorie legislative che con un predicato, sia pure non propriamente regio, apportò al già cospicuo corpus di leggi emanate dai re longobardi. Migliorie, che - sebbene inquadrate in un contesto storico-geografico relativamente ristretto e in un panorama politico particolare - furono pur sempre pensate in una prospettiva che, va ribadito, era decisamente quasi-regia. Riforme in linea con l'aulico programma e con la nuova coscienza principesca beneventana vennero attuate anche in campo monetario, nei rapporti con l'episcopato locale e la Chiesa romana, negli usi cancellereschi e nel cerimoniale di corte. Studi recenti (Albertoni, p. 23; Gasparri, p. 110) hanno ribadito l'estraneità dei Beneventani alla sfortunata sommossa antifranca del 776, anche se l'assenza di prove, nelle fonti documentarie e cronachistiche, di una complicità del padre di G. non basta certo a fugare tale sospetto. Tuttavia, l'orgogliosa insofferenza del Ducato meridionale nei confronti del potere franco doveva apparire una vera e propria sfida. Carlo d'altra parte, pressato dalle richieste di intervento della Chiesa di Roma, si accordò anticipatamente con papa Adriano I per la donatio di quell'area al Patrimonium S. Petri. Per mantenere un certo equilibrio politico-territoriale locale raggiunse inoltre un'intesa con i Bizantini e, infine, con l'indipendente Ducato napoletano. Nel 787 Carlo, benché forse non del tutto convinto a invadere il Beneventano, territorio che nel complesso mosaico di dominazioni in area meridionale poteva servirgli da cuscinetto, specie nei confronti dell'Impero orientale, dopo una rapida avanzata raggiungeva il Ducato apprestandosi a occuparlo. Arechi, per scongiurare rappresaglie franche, inviò sia doni al nemico sia, quali ostaggi, due suoi figli: G. e Adelchisa (il Poeta Saxo, Vita, II, ad annum 786, si riferisce invece all'invio di G. e di suo fratello Romualdo). La fedeltà giurata del duca al sovrano poneva momentaneamente fine alle ostilità con i Beneventani. Anche Carlo auspicava questa pace sia perché si era imbattuto in una decisa quanto inaspettata resistenza dei Longobardi di Capua, sia in quanto temeva, e con ragione, un'assai prossima ribellione dei Bavari del duca Tassilone (III). Si trattava di episodi che, se concomitanti, avrebbero reso problematica la difesa, se non la permanenza, di truppe franche in Italia, intrappolate tra due fronti nemici. Pochi mesi dopo, nell'agosto 787, Arechi moriva lasciando vacante il trono per la prematura scomparsa di suo figlio Romualdo (luglio 787) che avrebbe dovuto succedergli. G., che nel frattempo era stato condotto da Carlo alla corte di Aquisgrana, ottenne dal re franco di poter tornare a Benevento, dove la reggenza era stata presa da Adelperga, esaudendo così le reiterate richieste di lei e dei locali magnates in tal senso. G., a questo scopo, dovette giurare fedeltà a Carlo facendo giurare anche il suo popolo e promettendo altresì, una volta giunto in patria, di porre il nome del sovrano franco sui diplomi e le monete che avrebbe emesso. Tra le condizioni di Carlo cui G. non acconsentì una volta giunto in patria con l'incarico di amministrare il Principato - non è noto se per legame vassallatico - ci furono invece il taglio della barba ai suoi uomini e l'abbattimento delle mura di Salerno, Conza e Acerenza anche se va osservato che non si è certi, per quest'ultimo punto, della bontà delle fonti e dell'eventuale accoglimento di tale proposta da parte del principe. Giunto a Benevento, G. inaugurò il suo governo rendendo grazie in cattedrale; l'inizio del suo principato è collocato concordemente (da Di Meo a Schipa, da P. Bertolini a Gasparri) nel maggio del 788, come appare dalla datazione del primo diploma da lui emanato, ma questa data non trova riscontro negli annali e nelle cronache locali che pure descrivono gli avvenimenti del tempo. Né Erchemperto infatti, né gli Annales Beneventani, né Romualdo Salernitano né il Chronicon Salernitanum offrono chiari ragguagli sul preciso momento in cui G. pervenne al potere. È stato giustamente supposto, al riguardo, che, tacendo i particolari dell'assunzione al trono di G., si evitava abilmente di chiarire il ruolo decisivo ricoperto al proposito dal sovrano franco (P. Bertolini, pp. 34 ss.). G. optò per il temporaneo mantenimento di una linea politica che, per quanto possibile autonoma, pur nella formale dipendenza dai Franchi, in breve lo rese ostile alle ingerenze papali e a quelle bizantine. Il papa Adriano I, dal quale si erano recati in ambasceria alcuni longobardi capuani restii a sottomettersi a Carlo, aveva nel tempo chiaramente fatto intendere, con la sua politica genericamente antilongobarda ancor più che filofranca, di avere delle mire verso i territori della Campania, tra il Liri e il Volturno. D'altra parte G., sottomettendosi ai Franchi e favorendone la politica, aveva in un certo senso reso più difficile quell'espansione a Sud cui il Papato avrebbe invece mirato, specie stando alle promesse e agli accordi con Carlo Magno, stipulati a metà degli anni Settanta. Nel 788, durante il suo primo anno di principato, G. ebbe occasione di adempiere fattivamente al giuramento di fedeltà a Carlo. Il re franco aveva infatti rifiutato la proposta della corte orientale, che avrebbe desiderato ottenere per promessa sposa del giovane imperatore Costantino VI una delle figlie di Carlo Magno. Lo sdegno bizantino sfociò in una spedizione punitiva organizzata ai danni di alcuni territori ormai franchi, come quelli beneventani. G. si impegnò vigorosamente a favore dei Franchi contro i Bizantini, particolarmente in Calabria. Probabilmente verso il 791, con una politica oscillante nelle sue alleanze, G. si unì in matrimonio con Ewanzia che, per Erchemperto (cap. 5; Chronicon Salernitanum, cap. 13), sarebbe stata una nipote dell'imperatore Costantino VI, mentre in realtà era cognata di quest'ultimo. L'unione tuttavia, è bene sottolinearlo, coronava un più articolato progetto di politica matrimoniale che era stato pianificato e parzialmente concordato, a suo tempo, dal padre di G. con l'imperatore d'Oriente. È altresì da rimarcare, nella disinvolta politica estera di G., il tentativo, momentaneamente riuscito, di scollare il Principato beneventano dall'orizzonte piatto di un'alleanza con la Corona franca, alleanza che sarebbe comunque stata senza speranze di autonomia. Da quel momento (791) cominciarono le incursioni franche in territorio beneventano ma, come è stato ampiamente posto in rilievo dall'attuale storiografia, si trattò di una serie di scaramucce senza gravi conseguenze per i contendenti. In un primo scontro G. ebbe facilmente la meglio sulle truppe condotte da Winichis, duca franco di Spoleto che, dopo una rapida penetrazione tra Abruzzo e Molise con l'occupazione dei gastaldati di Chieti e Ortona, venne fermato e catturato da G. a Lucera. Dall'unione con Ewanzia almeno per qualche tempo si ebbe un riavvicinamento alla corte orientale ma, come non manca di sottolineare Erchemperto (cap. 5, che tuttavia non chiarisce i motivi di un probabile disagio nella coppia), tra i due coniugi in pochi anni (forse nel 795) l'amore si trasformò in odio. Il ripudio di Ewanzia avvenne probabilmente durante i continui scontri con i Franchi. Era stato reso possibile, sempre secondo Erchemperto, dall'occasio, realistica, dell'opposizione d'Oltralpe all'unione di G. con la principessa bizantina, fatto che parve un chiaro riavvicinamento beneventano alla corte orientale. Forse il ripudio, cui già era ricorso l'imperatore, che a sua volta aveva lasciato la moglie (sorella di Ewanzia) per risposarsi, significò per G. la possibilità di far cessare le incursioni franche (ibid., dove acutamente si rileva la sua astuzia). G. mirava così al duplice riconoscimento, e dei Carolingi e di Costantino VI, per l'ossequio dimostrato a entrambe le corti. Narrando delle ostilità tra G. e i Franchi (in Italia ormai sotto la guida di Pipino), la partecipazione emotiva di Erchemperto, sebbene scrivesse a distanza di circa un secolo dagli avvenimenti, è fortissima: è palese il suo entusiasmo per l'indipendentismo dimostrato da G. quando usa, in senso partecipativo, la prima persona plurale (cap. 6). Non mancarono momenti di maggiore tensione quando alle azioni di guerriglia - perché di questo realmente si trattava - da parte franca parteciparono anche Pipino e Ludovico, figli di Carlo Magno (probabilmente nel 793, e ancora tra l'800 e l'801). L'entusiasmo per la fermezza di G. che risalta nelle pagine di Erchemperto non corrispose, nei fatti, a un sostanziale mutamento della situazione, che si mantenne più o meno invariata, in una sorta di stallo nel panorama politico meridionale. La tensione antifranca aveva caratterizzato i suoi circa diciotto anni di principato, dal maggio del 788 all'aprile dell'806, quando, morendo senza lasciare eredi diretti, gli succedette il suo "storesaiz" (probabilmente il tesoriere), Grimoaldo, che proseguì decisamente la linea politica del suo predecessore cercando di mantenere indipendente il Principato dall'ormai esteso dominio dei Carolingi. Quella della morte di G. è un'altra data che ha dato origine, dal Settecento a oggi, a una serie di complicate riflessioni sulla cronologia ducale-principesca beneventana, senza che tuttavia siano mai state rilevate delle particolari variazioni, se non nel riferimento al giorno della settimana o al mese. Saluti, Domenico
    5 points
  37. Sicuramente con queste previsioni le avete allungato la vita. God Save the Queen. apollonia
    5 points
  38. La mia napoletana di recente acquisizione: NAPOLI Carlo V (1516-1556) Tarì Magliocca 48/2 AG (g 5,95) Provenienza: Asta Nomisma n. 65 - Numismatica 17-18/06/2022 Lotto 838 (foto sito web). Saluti, Domenico
    5 points
  39. Buonasera a tutti. @Litra68, condivido il mio primo follaro del peso di 1,82 grammi. Chiedo a @Numi 62 se può classificarlo.
    5 points
  40. Buongiorno a tutti, vediamo oggi la “punzonatura del conio” e gli errori che si possono generare da questa fase delicata. La punzonatura è l’operazione con cui da un cd. “punzone riproduttore” (che ha le impronte della moneta in rilievo e in positivo) si ottiene un “conio” (che ha le impronte della moneta in incuso e in negativo). Questa operazione consiste nel comprimere con una pressione molto elevata il punzone riproduttore sopra un cilindro d’acciaio appuntito per imprimergli in negativo la sua impronta; la fortissima pressione richiesta può essere prodotta con una pressa che può essere idraulica, a ginocchiera o a vite. Come detto, il conio vergine (detto “punta”) è formato da un cilindro d’acciaio molto duro sormontato da una punta conica (da qui il nome di “punta” a tutto il pezzo), della conicità che in genere è di 104°, lavorata scrupolosamente a lucido e priva di qualsiasi rigatura, incrinatura, sporcizia o altro. La punta di acciaio va lavorata prima al tornio, per ricavarne la parte conica, poi viene passata sulla mola con agglomerante gommoso per la lucidatura della superficie tornita e all’atto della punzonatura va accuratamente pulita con un panno assolutamente privo di cascami. La conicità della punta serve al fatto che comprimendo il punzone riproduttore su di essa, si fa sprofondare gradualmente, per la forte pressione ricevuta, il materiale del vertice, facendo allargare sempre più la superficie di contatto tra il punzone riproduttore e la punta, secondo cerchi concentrici, di modo che in tutta la superficie punzonata non vi siano due punti, posti sullo stesso raggio, i quali ricevano contemporaneamente la deformazione; se ciò si verificasse potrebbe restare chiusa fra essi una qualsiasi angolazione del rilievo che rovinerebbe irrimediabilmente il conio punzonato. Nel gergo si dice che la punzonatura è “arrivata” quando tutti i punti del punzonato hanno ricevuto per compressione l’impronta del punzone. Quando la punzonatura è eseguita con una pressa a vite, o bilanciere, difficilmente si arriva a dare l’impronta completa con un colpo solo, nel riappoggiare il punzone sul conio per un secondo colpo, si deve essere assolutamente certi che l’uno e l’altro riprendano esattamente la loro reciproca esatta posizione iniziale, cioè, come si dice con termine tecnico, che “ingranino” bene, per evitare sdoppiamenti di immagine sul conio. Ora vediamo cosa accade se queste operazioni non vengono effettuate a regola d’arte Se dopo l’operazione di tornitura della punta del conio vergine, lo stesso non viene lucidato a regola d’arte sulla sua superficie rimarranno delle tracce dei cerchi concentrici lasciati dal tornio che saranno poi trasferiti alle monete (moneta 1) Se durante la fase di punzonatura la “punta” non è stata pulita accuratamente e rimane della sporcizia o dei piccoli corpi estranei sulla sua superficie, sul conio si formeranno delle piccole cavità che nelle monete appariranno come dei punti, linee o barrette in rilievo (moneta 2). Se tra una compressione e l’altra il punzone riproduttore o la “punta” si spostano leggermente sulla moneta si formeranno degli sdoppiamenti delle impronte (moneta 3). Gli sdoppiamenti coinvolgono più frequentemente la zona centrale delle impronte proprio a causa della forma conica del conio vergine. Infatti, la zona centrale è la prima area ad essere trasferita con la prima compressione del punzone riproduttore sul conio vergine.
    5 points
  41. A distanza di quattro mesi dal primo incontro, era il 13 gennaio penso sia arrivato il momento di tirare le prime somme. Settimana dopo settimana il gruppo è sempre più affiatato, senza la pretesa di prendersi troppo sul serio e probabilmente non ne siamo neppure in grado, almeno io, le ore volano via tra banconote, buoni, e biglietti vari, intervallate da una buona dose di sano umorismo, che devo dire non mi sarei mai aspettato. Il tutto accompagnato da un bicchiere di buon vino o di birra, vista la stagione, che rende l’atmosfera ancor più gradevole. A questo punto invito tutti gli amici appassionati di cartamoneta a fare un salto, anche per un breve saluto, la porta è aperta a tutti, non ci sono porte (password) basta collegarsi al sito e la cosa è fatta. Sono sicuro che non ve ne pentirete. Un invito particolare lo rivolgo a @petronius arbiter, mi pare doveroso, dai Maurizio prima o poi devi venire a trovarci ti aspettiamo. Un caro saluto a tutti.
    5 points
  42. Questo il mio Sebeto piastra da 120 grana millesimo 1736 in buona qualità
    5 points
  43. Ciao amici. Credo di non avervi mai mostrato con foto buone la mia 10 mila lire che ormai possiedo già da diversi anni. Oggi ho deciso di farla respirare un po’ e ne ho approfittato per qualche scatto. 😅 ps. Ho cercato di usare la luce in modo da far risaltare le imperfezioni. La piega centrale che nelle foto è molto evidente dal vivo è molto meno visibile, così come per gli altri dettagli che in foto risaltano
    5 points
  44. Buonasera a tutti. Filippo II, Tornese con Cornucopia e sigle GR /VP Doppia data 1577 sotto il Busto e 1579 al rovescio ai lati della Cornucopia. Riferimento Magliocca 113
    5 points
  45. un confronto dell'occhio, con altri due sesterzi genuini. Sicuramente non è stata coniata 2.000 anni fà.
    5 points
  46. Buongiorno amici...condivido questo 3 cavalli che per come si presenta risulta avere il metallo piuttosto fresco e lungo il bordo ancora dei punti irregolari ma affilati, particolare interessante al rovescio quel "tratto dritto" tra 17 e 89 , anche la croce risulta più robusta...quella volta lo vidi e mi incuriosì proprio per questi dettagli...leggo volentieri dei pareri in merito. Grazie e buona mattinata.
    5 points
  47. Cari amici all’asta Nomisma Aste Verona del 14 maggio scorso c’erano molte chicche e purtroppo non ho resistito alla tentazione. 😳. Le aggiudicazioni sono arrivate oggi e inizio con il condividere un collo lungo comune ma veramente in alta qualità. Queste monete sono bellissime e imponenti, ma soffrono di uno standard qualitativo medio assai modesto. Quando si trova un FDC vero quindi c’è veramente da rallegrarsi. Se poi, per arcane ragioni, rimane invenduto a una base del tutto irreale in un periodo in cui la caccia grossa alle qualità superiori è diventato lo sport nazionale, allora bando alle esitazioni! 😁 Questo esemplare, a parte il modesto graffietto sul volto, vanta rilievi assolutamente intatti e una patina da antica raccolta su fondi lucenti. A Voi! 🙏🏼
    5 points
  48. Continua la serie ex-Zoppola. Dall’asta NAC 108 (lotto 782) questo esemplare del Doge Carlo Contarini (1655-1656), morto “di depressione” e le cui spoglie andarono disperse. D
    5 points
  49. è un falsaccio moderno fuso , valore vicino allo zero
    5 points
This leaderboard is set to Rome/GMT+02:00

Problemi con la nuova grafica?

×
×
  • Create New...

Important Information

We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue., dei Terms of Use e della Privacy Policy.

Search In
  • More options...
Find results that contain...
Find results in...

Write what you are looking for and press enter or click the search icon to begin your search