Vai al contenuto
  • Sky
  • Blueberry
  • Slate
  • Blackcurrant
  • Watermelon
  • Strawberry
  • Orange
  • Banana
  • Apple
  • Emerald
  • Chocolate
  • Charcoal

Classifica


Contenuti più popolari

I contenuti con la più alta reputazione dal 20/10/2018 in tutte le aree

  1. 15 punti
    A proposito di lavaggi, da un po’ di tempo mi sto dedicando a esaminare con il microscopio metallografico, varie tipologie di monete, con lo scopo di rilevare se e cosa succede alla struttura del metallo, sottoposto a tale trattamento. Partiamo prendendo in considerazione lo strumento necessario per poter eseguire queste osservazioni: il microscopio metallografico (foto 1-1a). Per chi non lo conosce, questo strumento, permette di illuminare il campione direttamente attraverso lo stesso obiettivo utilizzato per l’osservazione, dando una illuminazione uniforme del campo in esame, allego schema esemplificativo e foto dello strumento utilizzato (foto 2) che permette di raggiungere ingrandimenti molto elevati (400-600X). Il metallo osservato a tali ingrandimenti presenta una trama definita “granitura” che assume varie forme a seconda del trattamento subito dal metallo stesso. Per procedere nella ricerca, ho iniziato prendendo in considerazione il noto liquido per il “bagnetto” dell’argento e per fare ciò ho sacrificato una oncia d’argento canadese immacolata. Le osservazioni sono state fatte prima del bagno, dopo un bagno della durata di 4 secondi e dopo un bagno di 8 secondi. Qui di seguito le foto dei risultati degli esami che spiegano molto più delle parole. Ovviamente tutto questo ad occhio nudo si rileva solo con un leggerissimo cambiamento del LUSTRO per lavaggi max 4 secondi, ed un evidente cambiamento della freschezza del metallo per lavaggi superiori ed una opacità per tempi pari o superiori a 8 secondi. Meditate gente, meditate!!
  2. 10 punti
    sinceramente a mio avviso la discussione non finisce con un dubbio... io per la mia esperienza sul periodo posso dire che la moneta non è né una barbarica coeva, né una ufficiale di Romolo, ma certamente una moneta creata ad hoc tra i secoli XIX e XX, il tutto per una serie di motivazioni che ho espresso e che sono condivise anche da alcuni autori come Kent. questo a prescindere dal rapporto che esiste tra questa, l'altro esemplare e quella che condivide il retro (coniate, una copia dell'altra etc.... loro hanno risposto e io come ho detto ho riportato la loro risposta, che comunque mi lascia perplesso e nella quale tra le righe ho letto la forte pressione del "conferente", forte abbastanza da far chiudere occhi e naso alla casa d'aste, che per mantenere una posizione "accettabile" ha cercato una letteratura e delle motivazioni che potessero almeno reggere oltre al "lo dico io" quindi direi che è iniziata in punta di piedi, ha dato spunti importanti e si è conclusa con la risposta del venditore che non mi pareva carino commentare con scherno. il mio parere in merito mi pare espresso in modo chiaro e supportato (anche rispetto al riuso di un retro così datato) accetto comunque il parere del venditore perché per me è un modo per fare cultura e , lo ribadisco, non una crociata saluti Alain
  3. 9 punti
    Nell' immensa produzione della monetazione augustea moltissime sono le monete che tramandano fatti storici , non per nulla Augusto impresse nelle sue monete molto del suo programma di governo , indirizzate anche alla memoria di fatti storici e al ripristino delle antiche tradizioni romane . Una particolare moneta , una delle piu' storiche , forse la piu' storica in assoluto considerando il significato celebrativo della sua iconografia relativo all' evento , non fu emessa a Roma ma a Filippi in Macedonia , luogo della memoria , quando Ottaviano rimase l' unico superstite del triunvirato composto da lui stesso con Antonio e Lepido . La moneta di motivo commemorativo venne coniata quando Ottaviano assunse dal Senato il titolo onorifico di Augusto , quindi non prima del 27 a.C. a perpetuo ricordo della battaglia di Filippi . La moneta al dritto recita : COL AVG D IVL PHIL IVSSV AVG e al rovescio : AVG III VIR DIVO IVL Al rovescio le statue di Augusto e Giulio Cesare in atteggiamento di saluto sopra un palco , interessante il significato simbolico delle due statue affiancate a motivo di consumata vendetta contro gli uccisori di Cesare ma anche significato di continuita' della politica di quest' ultimo . La battaglia di Filippi vide opposte le forze dei triumviri Marco Antonio , Cesare Ottaviano e Marco Emilio Lepido , contro quelle di Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino , i principali cospiratori ed assassini di Cesare . La battaglia venne combattuta ad Ottobre del 42 a.C. vicino Filippi in Macedonia , localita' situata lungo la Via Egnatia . Due furono le fasi dello scontro combattute rispettivamente il 3 e il 23 ottobre ; la battaglia fu vinta dalle Legioni dei due triumviri Ottaviano e Antonio , vinta soprattutto per merito di Marco Antonio , mentre Ottaviano si trovava in quel frangente in precarie condizioni di salute , ma era anche privo di grandi doti di stratega , ebbe infatti nella battaglia un ruolo minore . Lepido era invece rimasto a Roma per occuparsi della situazione in Italia , situazione ancora piuttosto precaria in quanto divisa tra i due schieramenti . Nella prima battaglia di Filippi combattuta il 3 Ottobre , Bruto ottenne un brillante successo invadendo fin dentro gli accampamenti di Ottaviano , ma contemporaneamente Antonio ebbe invece la meglio contro Cassio che , sconvolto dalla sconfitta e non informato del successo ottenuto da Bruto , si suicidò . Nella seconda decisiva battaglia , combattuta con estremo accanimento dalle Legioni veterane delle due parti , Marco Antonio diresse con grande energia le sue forze che finirono per sbaragliare completamente l'esercito di Bruto che a sua volta preferì suicidarsi piuttosto che cadere vivo nelle mani di Ottaviano . La moneta emessa a Filippi e rovine della citta' .
  4. 8 punti
    Io sono un giovane di 24 anni, ormai prossimo alla laurea in Scienze dell'antichità, che nel tempo libero si dedica anche al collezionismo delle repubblicane e cerca di farlo seriamente. Ovviamente mi accodo a chi già ha consigliato all'autore del post di fregarsene delle mode etc. e di fare quello che si sente; e mi accodo anche a chi comunque ha già consigliato un po' di moderazione, dato che è chiaro che collezionare monete non deve escludere tutto il resto, comprese le cose che in genere fanno gli adolescenti. Approfitto della discussione per aggiungere soltanto che mi sembra un po' superfluo dispiacersi del mancato ricambio generazionale nel mondo della numismatica, e sul versante dello studio e del collezionismo e del mercato numismatico. Mi è capitato solo poche settimane fa di propormi come collaboratore per la numismatica antica, romana in particolare, a un numismatico della mia città, convinto che un'esperienza del genere sarebbe stata nelle mie corde e mi avrebbe insegnato molto. Lui, come al solito, mi ha parlato con cordialità e franchezza, dicendomi che il mio entusiasmo e le mie - qui sicuro esagerava - capacità in campo numismatico sono una manna, ma mi ha anche prospettato che di questi tempi, nel mercato numismatico italiano, avrei fatto molta fatica a trovare chi mi prendesse, perché il collezionismo di monete antiche in Italia, per i soliti problemi noti, non gode di buona salute. Insomma, più che dispiacersi, sarebbe il caso che chi di dovere si sforzi di cambiare lo status quo: qui insomma la palla passerebbe ai vecchi. Anche perché questi vecchi prima o poi se ne andranno, e se non saranno subentrati per tempo i giovani... Dei vecchi i giovani hanno bisogno ora, dato che nessuno nasce "imparato" e quando questi benedetti giovani dovranno sostituire questi benedetti vecchi dovranno essere preparati per farlo. Oltretutto, è un peccato vedere che il mercato delle antiche fuori dai nostri confini sia più florido e magari anche più disposto ad assumere giovani (nel bollettino di ottobre della CGB di Parigi campeggiava in prima pagina una mia coetanea, neoassunta: http://blog.cgb.fr/bulletin-numismatique-179-octobre-2018,10569.html). E noi italiani? Migrare all'estero per farci assumere e impoverire ulteriormente il nostro Paese? Piuttosto, dovremmo essere messi nelle condizioni per riappropriarci con orgoglio anche di questo settore, se non altro perché abbiamo le possibilità di fare più e meglio di altri, e lo dico non per mero patriottismo o sentito dire ma perché ho avuto la possibilità di vivere e studiare due anni all'estero e ho capito che, se ci mettiamo, noi italiani possiamo davvero fare più e meglio. Oltretutto, qui si tratta di maneggiare oggetti (penso soprattutto alle monete romane) che fanno parte del nostro passato più che non di quello degli svizzeri, dei tedeschi o degli yankee. Se non lo valorizziamo noi, lo lasciamo fare agli altri?
  5. 8 punti
    Se può essere d'aiuto una "foto" sull'utenza (clienti) del nostro sito... Direi che dia una panoramica abbastanza chiara sullo status.
  6. 8 punti
    In un certo senso sì. Perché la numismatica richiede una maturità, uno spessore culturale e una capacità di riflessione e ragionamento che di solito gli adolescenti non hanno, travolti come sono da tempeste ormonali e da dinamiche di costruzione e consolidamento di un'identità individuale che è ancora debole, incerta e provvisoria (da cui tutti i fenomeni di sudditanza al "gruppo" e alla "moda"). Ovviamente tanto di cappello per quei pochi fortunati che hanno già una personalità e uno spessore "adulti" e sono quindi in grado di apprezzare fenomeni culturali più complessi - nel nostro caso la numismatica, ma il discorso varrebbe per molti altri campi, dall'arte alla letteratura.
  7. 8 punti
    Taglio: 2€ cc Nazione: Lettonia Anno: 2016 B Tiratura: 1.000.000 Conservazione: BB Località: Milano Note: la mia prima commemorativa di questo Paese
  8. 8 punti
    È vero, molti si avvicinano all'oro monetato semplicemente per diversificare i propri investimenti. Capita poi che ci si fermi a guardare i propri acquisti e che, per puro gusto, la volta successiva si cerchi di "investire" su una moneta diversa; "visto che ci sono la prendo di un altro stato o di un altro regnante". Magari la volta successiva si chiede al cambiavalute di vedere diverse monete, si cerca la possibilità di scegliere la bullion desiderata fra le disponibili e si porta a casa quella meglio conservata. Ad un certo punto, avendo già comprato tutte le tipologie disponibili a prezzo del fino, ci si dice: "vabbe' questa mi manca e costa poco più di quanto pagherei una di quelle che ho già". Vent'anni dopo poi può anche succedere di ritrovarsi a spendere, per una sovrana di un regnante mancante in raccolta, tanti tanti soldi e riporla accanto a quella del padre di questo re, acquistata da ragazzi al costo del fino o ricevuta in omaggio in occasione del proprio battesimo. Non bisogna sottovalutare l'acquisto di monete bullion, più spesso di quanto si pensi esse diventano un trampolino per la numismatica. In quale punto di questo percorso si è diventati collezionisti? Non ci si può ritenere tali se non si acquista ad un prezzo superiore al fino contenuto? Seguendo questo ragionamento non si dovrebbe considerare tali nemmeno coloro che raccolgono monete euro dalla circolazione; si ottengono al nominale. Secondo il mio modesto parere si diventa collezionisti numismatici quando si trova il tempo di fermarsi a guardare i propri acquisti e la stessa osservazione stimola la curiosità, la voglia di approfondire e capire quale possa essere l'oggetto della "caccia" seguente. Buon weekend
  9. 7 punti
    Buonasera stasera vi mostro una moneta che ho in collezione da un po e che mi da grande soddisfazione sia per conservazione che per rarità...perchè foligno non è una zecca proprio semplice da trovare. in mano ha davvero una bella colorazione rossa a parte le due macchie scure probabilmente frutto della vicinanza con zone umide(è una mia idea). cosa ne pensate? un saluto a tutti marco
  10. 7 punti
    Grazie @eliodoro per l'esperto ma i veri esperti sono altri... Avevo già visto la discussione trovando interessante il cavallo oggetto di studio da parte di santone. Prima di dare il mio parere faccio però una premessa. Si giudica una foto tra l'altro in bassa risoluzione mentre chi ha la moneta in mano, magari con una lente vede cose che qui sul forum o sull'articolo non si vedono. A questo si aggiunge che si va ad esaminare una moneta ribattuta quindi con tutti i distinguo del caso. Detto questo io vedo una ribattitura che ha creato qualche problema nella successiva lettura della moneta. Mi spiego meglio: Il R/ si presenta con la parte iniziale della legenda EQ a cui si affianca una zampa posteriore del cavallo. Seguendo la successiva parte della legenda vediamo che manca la V (almeno io non la vedo bene) e che ITAS RE hanno una rotazione diversa rispetto alla parte iniziale EQ. La stessa cosa poi avviene con la NI finale che invece torna ad essere compatibile con l'angolo di rotazione della parte iniziale della legenda. Passiamo poi alla figura del cavallo. A differenza della zampa posteriore, come già indicato, il corpo del cavallo (con le zampe anteriori) ruota verso il basso andando a finire sotto la linea dell'esergo. Allego una elaborazione grafica fatta al volo ma che spero renda l'idea: L'area delimitata dalla linea verde fa parte del conio corretto mentre l'area delimitata dalla linea rossa è quella da me interpretata come frutto di uno spostamento del conio. La cosa pare confermata anche dallo spazio "libero" in alto sopra la legenda che non può essere frutto di un decentramento di conio in quanto la parte sottostante è perfettamente centrata. Quindi io sono del parere, come già scritto, che la ribattitura non è andata a buon fine e che c'è stata una rotazione verso dx con uno spostamento del conio verso il basso. Ho provato a raddrizzare la moneta (non me ne vogliate ma ho fatto l'elaborazione proprio al volo) che allego: In questo caso ho ripreso l'area che ritengo frutto di uno "scivolamento" di conio e l'ho ruotata riportandola come doveva essere se non ci fosse stato il problema in fase di coniatura. Così la legenda appare circolare come dovrebbe essere ed il cavallo nella sua posizione naturale. In questo modo ci sarebbe lo spazio anche per la lettera V e G della legenda che invece non vedo nel tondello coniato. Ultima cosa... come si è creato il tutto? La mia ipotesi è che in fase di battitura siano stati dati almeno due colpi sul torsello. Col secondo colpo il tondello è rimasto fermo sulla pila (infatti il D/ non mostra problemi di conio) ma il torsello si è spostato verso il basso ruotando leggermente a dx creando questa curiosa variante. Ovviamente questa è e rimane la mia opinione.
  11. 7 punti
    Condivido con gli amici del forum la foto di una pubblica del 1789, a mio parere davvero gradevole per a tipologia. Purtroppo le foto non rendono..... Saluti
  12. 7 punti
  13. 6 punti
    Lo scorso sabato al Convegno di Roma Colleziona mi è stata commissionata la pulizia ed il recupero di tre monete dell’Impero Romano. Oggi vi propongo il recupero di un sesterzio di Filippo II (247-249 d.C.), moneta con molte concrezioni calcaree cristallizzate e concrezioni terrose solidificate, che si estendevano su buona parte del tondello. Dopo il consueto bagno in acqua demineralizzata, si è proceduto alla rimozione meccanica delle concrezioni sotto forte ingrandimento che coprivano gran parte di una bellissima patina verde oliva. Ed ecco il risultato finale.
  14. 6 punti
    Buonasera a tutti, per non smentire la mia fama di amante dei catorci vi propongo stasera l'ultimo ingresso in collezione, un Mezzo Scudo di Pio VI del 1796 nella sua variante più rara, quella con le chiavi con impugnatura tonda, che il nostro catalogo considera R3. Il pezzo è molto vissuto, ma non è appiccagnolato e la legenda è perfettamente leggibile. Dato il prezzo contenuto (50 euro) mi pareva sensato chiudere il buco. In mano mi dà una bella sensazione e sono quindi soddisfatto del mio nuovo amico. Al di là di quello fotografato sul catalogo non ho trovato foto di esemplari analoghi nelle discussioni precedenti - l'unica che ho reperito era troppo vecchia e le immagini erano sparite - e volevo quindi chiedere se a qualcuno andasse di mostrare il proprio. Buona serata a tutti
  15. 6 punti
    Buonasera a tutti, Condivido l'ultima moneta appena entrata in Collezione: FERDINANDO IV PIASTRA 1798. Variante per punteggiatura: FERDINAN. IV D. G. SICILIAR ET HIE REX Ha al dritto dei graffi di conio sulla guancia, ma non presenta colpi e eccessiva usura sui rilievi. Come vi sembra.
  16. 6 punti
    Molto bene, intanto aumentano gli iscritti....non vorrei porre ansia ma ricordo che per la parte del mattino il numero massimo che mi e' consentito e' di 36 e ci siamo vicini, per il pomeriggio invece la disponibilità corrisponde a quella dei posti a sedere che sono 50. Ci sarà un banco all'ingresso della Abafil con Annalisa Garretto e chi vorrà potrà approfittarne, ci sarà la possibilità di acquistare i libri degli autori, ci sarà anche qualche sorpresa di nome noto della nostra numismatica ma queste sono sorprese 😜...quindi pensarci e' giusto ma neanche poi molto ....
  17. 6 punti
    Questa sera, come preannunciato nel precedente post sul recupero del sesterzio di Filippo II, Vi propongo l'intervento che ho effettuato sulla seconda moneta affidatami per la pulizia, un Asse dell'Imperatore Adriano (117-138 d.C.). La moneta presentava discreti rilievi al D/ ma occultati dalla presenza di diverse incrostazioni; al R/, invece, gli stessi erano molto compromessi ma con una minore presenza di incrostazioni e la pulizia ha aiutato a risaltare quelli rimasti. Le operazioni di lavaggio e asportazione meccanica delle incrostazioni, hanno messo in risalto i rilievi e la bella patina grigio scuro, che presenta una certa fragilità. La moneta è di lecita provenienza (Asta Italiana) Ringrazio il committente per aver autorizzato la pubblicazione delle foto.
  18. 6 punti
    Taglio: 50 cent Nazione: Monaco Anno: 2001 Tiratura: 303.500 Conservazione: BB- Località: Milano
  19. 5 punti
    Quali monete si trovavano nella cassetta di una bottega medievale, a pochi chilometri da Bologna? Ce lo racconta lo speziale Diotaiuti! Buona lettura https://www.academia.edu/37685439/Prestò_Diotaidi_da_la_cassa._Banca_e_moneta_a_Imola_fra_il_1356_e_il_1368
  20. 5 punti
    Scusami ma ho la sensazione che tu abbia letto...ma senza capire... E qui viene buona la frase "Siamo responsabili di ciò che scriviamo...non di ciò che il lettore capisce". In tutte le discussioni su pulizia e restauro, che si tratti di EDTA, ammoniaca, bicarbonato, acido formico, elettrolisi chimica o intervento manuale (bisturi o matite abrasive), la regola fondamentale che viene sempre ricordata è che lo scopo degli interventi di pulizia delle monete è quello di permetterne la identificabilità e garantirne la conservazione. Si ricorda sempre che le condizioni di alcune monete, quando provenienti da secoli di giacitura in ambienti chimicamente aggressivi, non permettono la totale rimozione dei composti derivanti dai fenomeni ossidativi o degenerativi dei metalli. I fenomeni degenerativi dei metalli comportano la trasformazione degli stessi con generazione di composti; la rimozione di questi composti comporta la perdita di tutti i componenti chimici che ne fanno parte, con conseguente maggior evidenza dei punti di corrosione. I fenomeni degenerativi e/o corrosivi possono essere bloccati, i prodotti di questi fenomeni possono essere rimossi ma non si riesce ad invertirne il processo per cui non è possibile riconvertire in metallo (magari con rideposizione nella sua posizione originaria) ciò che è stato coinvolto dai processi corrosivi. Non esistono ricette miracolose, protette da chissà quali interessi commerciali...e di sicuro non esistono prodotti miracolosi nello spazio compreso fra cucina e garage (leggasi aceto, olio d'oliva, Cillit bang, sidol, svitol etc.). Esiste, e sempre dovrebbe essere valutata, la possibilità di fermarsi prima di rovinare una moneta (o un oggetto storico); inutile lamentarsi "dopo"... Specie se ci si è accaniti con ogni genere di prodotto... e ancora non ci si vuole fermare. Ora la vuoi anche ripatinare... Le monete che vedi migliori delle tue...lo erano prima di iniziare una qualsiasi operazione di pulizia. Ricorda che è possibile rovinare una moneta in condizioni splendide; non esiste metodo per rendere splendida una moneta corrosa da secoli di giacitura in ambienti aggressivi... Si prega di rileggere più volte e, se qualcosa risulta poco chiaro, si prega di chiedere chiarimenti... ciao Mario
  21. 5 punti
    Scusate..bisogna fare la cosa più semplice. Collezionare ragazze da giovani. Collezionare monete e ragazze giovani....da vecchi. 😂
  22. 5 punti
    Mi sembra di capire che voi vi riferiate ad ogni moneta di ogni stato di ogni anno? Se sì, vi faccio i miei complimenti: io colleziono "per disegno", ma ammiro moltissimo la vostra costanza! Già ora vorrei mettere le mani in ogni cassa di ogni attività commerciale (mi trattengono dal farlo le ovvie conseguenze legali), non immagino come debba essere la vostra "caccia"
  23. 5 punti
    Taglio: 1 Euro Paese: Principato di Monaco Anno: 2016 Tiratura: 1.000.000 Condizioni: B Città: Torino
  24. 5 punti
    Buonasera a tutti Periodico controllo delle patine nei vassoi delle Piastre, Ferdinando IV. Piastra 1796 MAGLIOCCA 258 Comune. Questa Piastra proviene da un'asta Varesi, la 49 del 18-19 Aprile 2007, lotto N° 508 Nonostante 11 anni di riposo nel velluto ha mantenuto la sua patina originale. Secondo voi con che grado di conservazione l'ha giudicata il Sig Varesi?
  25. 5 punti
    Cari tutti, complimenti, bel pezzo e bella discussione. Personalmente credo però che la questione sia molto più semplice e chiara di quanto sembri. Inanzitutto è ovvio che non poteva essere un falso d'epoca: chi era così fesso da falsificare una moneta mettendoci il nome di una città che non la produceva? Lo so che oggi c'è un po' la tendenza a pensare che i falsi si riconoscano dal fatto che hanno sempre qualcosa di macroscopicamente diverso dagli originali, quasi che i falsari cercassero di mostrare ai posteri (cioè proprio a quelli che oggi ritengono di poter individuare i falsi con facilità) la loro bravura, ma non era così. I falsari cercavano di fare pezzi più simili possibile agli originali, non avendo nessuna voglia di finire cotti alla brace, e dei posteri sicuramente se ne disinteressavano. E non dovevano convincere pochi collezionisti o studiosi che al massimo hanno visto qualche decina di questi pezzi, dovevano convincere anche chi queste monete le usava ogni giorno o quasi. Ergo non si sarebbero mai sognati di inventarsi il nome della zecca, sperando che la faccenda passasse inosservata. Diverso il caso, da me ipotizzato recentemente, che in una zecca clandestina dove si producevano monete di più zecche, potessero per errore essere scambiati i punzoni predisposti per una zecca (Venezia) per scrivere le legende di un'altra zecca (Verona), manifestando così un'incongruità di stile. Ma i nomi erano comuque quelli giusti. Poi a me sinceramente sembra che la legenda VOLTERA abbia lo stile proprio di quella zecca. Dubito anche che si possa trattare di un ibrido o di un errore di zecca. Perché fosse così bisognerebbe ipotizzare che ad un certo punto nella stessa zecca si producessero monete di di entrambe le zecche, cosa che allo stato delle nostre conoscenze appare del tutto improbabile. Non vale neanche il discorso dei punzoni e degli strumenti al seguito di un mastro di zecca attivo sia a Volterra che ad Arezzo, perché sicuramente questo sarebbe statto attentissimo a non fare confusione tra le varie zecche, cosa che lo avrebbe immediatamente portato ad alimentare un bel barbecue, visto che i punzoni stessi avrebbero indicato chi era il colpevole. Rimase solo una soluzione, che mi sembra la più logica: semplicemente la moneta rappresenta una nuova emissione ufficiale, rimasta finora inedita (fortunato il proprietario), della città ricordata nella legenda, cioè Volterra. Con la legenda S. DONATVS evidentemente si voleva imitare il denaro di Arezzo per sfruttarne il successo e far circolare la propria valuta assieme alla concorrente. Né più né meno quanto faranno più tardi innumerevoli zecche con le imitazioni del fiorino di Firenze, per le quali non si faranno certo scrupoli a copiare anche la legenda S. IOHANNES. Così ad esempio è avvento a Rimini, quando la necessità di imitare il grosso agontano con San Ciriaco, un vescovo, costrinse la zecca locale a sostituire il vecchio patrono San Giuliano (solo martire) con S.Gaudenzio, protovescovo della città. Saluti, Andreas
Questa classifica è impostata su Roma/GMT+01:00

Lamoneta.it

La più grande comunità online di numismatica e monete. Studiosi, collezionisti e semplici appassionati si scambiano informazioni e consigli sul fantastico mondo della numismatica.

Hai bisogno di aiuto?

×