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  1. 20 punti
    Amici, come da titolo di questo Topic, sono trascorsi 10 anni dall’iscrizione a questo Forum! La mia passione, o comunque il mio interesse in materia – anche se più lieve – risale però a molti anni prima; ho infatti raccontato, qualche anno fa, l’aneddoto in cui, all’età di circa cinque anni, mentre con i parenti guardavo alcune monete, pensai che “Fior Di Conio” fosse una pianta raffigurata su ad una moneta Risale invece all’estate del 1998 un filmato de me girato nel quale provo – con le mie pochissime conoscenze e commettendo vari errori! – a descrivere sempre le monete dei miei nonni materni. Era però il 2008, quando iniziai davvero ad appassionarmi di Numismatica; mi recai in una tipografia della mia città, per stampare copertine di un disco del mio gruppo musicale, che era proprio vicina ad un negozio di monete e francobolli. Immediatamente, scorgendo la vetrina del suddetto, mi chiesi quello che probabilmente molti, giunti su questo Forum, si sono chiesti e si chiedono: che valore ed interesse avranno quelle monete conservate dai miei parenti? Penso fossero gli ultimi giorni di marzo di quell’anno. Comprai quindi un catalogo-prezziario ed iniziai a documentarmi; rimasi davvero affascinato soprattutto dalle monete preunitarie, della Repubblica in Lire e del Regno d’Italia, soprattutto le prime di Vittorio Emanuele III, dei primi del ‘900. Iniziai anche a frequentare il negozio, mostrando al commerciante alcune monete appunto dei miei parenti, precisamente quelle che sembravano più rare. Erano però semplici riproduzioni, senza alcun valore né storico, né economico. Il venditore non voleva però motivarmi perché tali monete non fossero originali… forse temeva lo volessi ingannare ed io non gli dissi certo di essere un principiante in materia. Forse, non era pure lui un esperto, in quanto scoprii in seguito che la sua specializzazione era prevalentemente filatelica. Mostrai tali riproduzioni anche ad alcuni mercatini, ma ricevetti risposte non complete o comunque poco edificanti. Iniziai allora a documentarmi usando Internet in maniera più seria e dettagliata; arrivai su Lamoneta.it senza però registrarmi e devo ammettere che, almeno nei primissimi momenti, non lo vidi di buon occhio, perché rappresentava quello che non sapevo. Temevo una Numismatica elitaria e poco aperta ai neofiti. La causa però era imputabile unicamente alla mia poca esperienza e ad alcune discussioni lette e non intepretate da me correttamente. Penso che, in tutte le passioni prese con serietà, ci sia quel momento iniziale in cui si è duramente messi alla prova, nel quale ci si “scontra” con la realtà e con chi davvero ha competenza. Ci si sente quindi in quel momento fortemente scoraggiati e si pensa di non farcela mai. Sentivo però che la Numismatica doveva rientrare tra le mie conoscenze e passioni, quindi consultai sempre di più questo Forum, registrandomi il 10 aprile del 2008. Ancora non scrivevo e mi limitavo a “sbirciare”, ma notai una passione e una disponibilità da parte degli utenti fuori dal comune. Anche la competenza ai massimi livelli mi colpì. Le mie conoscenze stavano migliorando; migliorarono anche i rapporti con altri commercianti, alcuni dei quali davvero disponibili. Qualche settimana dopo, la “scintilla” numismatica definitiva: la monetazione in Euro! Sì, il mio percorso, penso molti lo sappiano, è diverso dalla media: prima le monete del passato, poi le contemporanee. Ancora leggermente scoraggiato, ma questa volta dai gradi di conservazione molto dettagliati delle monete del passato, ricevetti la richiesta da parte di mia nonna materna di raccogliere le monete in Euro particolari che avrei ottenuto, anche perché in quei mesi (estate 2008) stavo lavorando in un’edicola di una località balneare in provincia di Rimini, per pagarmi gli studi all’Università. Conservavo quindi le monete particolari ottenute durante il lavoro, cambiandole ovviamente con le mie! Mi si aprì un mondo nuovo! Monete in circolazione con il dritto diverso, mai visto! Comprai anche per esse un catalogo-prezziario, che consultavo nei pomeriggi estivi in cui non lavoravo, aiutandomi con Internet e il nostro Forum. Rimasi particolarmente colpito dalle emissioni dei mini-Stati (allora Monaco, San Marino e Vaticano). Al mattino, mentre mi recavo al lavoro in motorino, era molto suggestivo ammirare in lontananza la zona di San Marino ed il suo Monte Titano, luogo in cui comunque ero stato più volte anche in precedenza, pensando alle monete della piccola Repubblica. Fu un periodo davvero magico. Non dimenticherò neppure quando, una sera, un venditore ad un mercatino mi mostrò una divisionale vaticana di qualche anno prima (in quel caso del 2003), che nemmeno sapevo come fossero fatte internamente. Il vedere quelle monete, così alloggiate, tutte assieme e il dire a me stesso: ah, è così che sono! Creò in me un’emozione che appunto ancora ricordo bene. Il mio primo messaggio in questo Forum lo scrissi nel settembre del 2008; nell’Osservatorio ritrovamenti, nel quale gli utenti postavano e postano ancora le monete particolari reperite nella quotidianità. In esso feci un elenco sintetico delle monete ritrovate durante il lavoro nel periodo estivo. Poi, fu tutto un susseguirsi di ulteriore passione e ulteriori messaggi, di conoscenze di amici virtuali, che mi piace sempre chiamare “amici” , anche quelli poco conosciuti. Tra le altre attività, proposi inizialmente di migliorare il tasto che assegnava gli apprezzamenti ai post (i “mi piace” attuali) e cercai in ogni modo di contribuire, con le mie neonate conoscenze e le mie iniziali esperienze, allo sviluppo di questo spazio virtuale. La passione per la Numismatica mi aiutò anche in alcune situazioni familiari spiacevoli, dandomi distrazione e comunque un motivo per essere soddisfatto di me ed avere un “piccolo scopo”. Grazie ai suggerimenti degli amici qui presenti, riuscii, dopo un’attesa durata ben due anni, ad entrare nelle allora da me ambite e sognate liste clienti numismatiche vaticane Ideai anche l’Oscar delle monete in Euro, contesto nel quale sul Forum si votavano le monete emesse nell’anno precedente per categoria, con la previsione di premi per gli utenti meritevoli. Nel 2012, ricevetti il terzo Premio in occasione dell’Oscar delle monete in Euro 2011, “assegnato alla Giuria ad un utente che si è particolarmente contraddistinto nel corso del 2011 relativamente alla partecipazione e ai contributi postati sul forum”. Nel frattempo, la mia ragazza si è unita al mio interesse, in quanto anche lei collezionista di monete in Euro. Nel 2014, partecipando al Concorso “Nascita di una Passione”, sono stato per la prima volta allo storico e immancabile Convegno di Verona, nell’edizione di maggio, dove, con la mia ragazza (che frequenta e frequenterà sempre gli eventi assieme a me), ho incontrato gli altri giovani partecipanti ed altri amici del Forum per la prima volta di persona. Nello stesso anno, ho iniziato a collaborare - redigendo articoli - con i Quaderni di laMoneta, pubblicazione del nostro Forum, trattando sempre la Numismatica contemporanea dell’Euro. Nel corso degli anni sono arrivato a produrre 6 articoli Nel 2015, sono stato premiato assieme ad altri giovani al Convegno N.I.P. di Milano. Esperienza fantastica, come tutte le altre connesse all’amato Forum. Seguendo una conferenza, però, sentivo che mi mancava qualcosa. Sarebbe stato bello esporre la mia passione al pubblico, così come quella di altri giovani. Contemporaneamente, l’amico Mario stava avendo la stessa idea. Lui, però, l’ha messa in pratica ed ha organizzato, per il 2016, un indimenticabile evento, non solo per me, ma penso un po’ per tutta la Numismatica: la prima Giornata di Studio "La Numismatica e i giovani" al Convegno di Parma. In quell’occasione ho avuto modo di esporre, assieme ad altri giovani studiosi della materia, una piccola relazione al pubblico presente. Esperienza come sempre formativa ed emozionante, anche dal punto di vista umano, per l’incontro con gli amici del Forum, che in ogni caso prosegue anche nelle varie edizioni del Convegno di Verona. Da semplice ragazzo affascinato dalla Numismatica che ero inizialmente, sono poi stato davvero felice ed onorato di poter vedere scritto il mio nome in alcune riviste del settore. L’anno scorso, ho collaborato redigendo un articolo con Il Gazzettino di Quelli del Cordusio, pubblicazione dell’Associazione culturale “Quelli del Cordusio”, unico Circolo di cui sono socio, rappresentando anche la mia ragazza. Cosa dire? Questo mio “chilometrico” topic si sta concludendo; mi scuso della lunghezza, ma mi auguro sia apprezzato Desidero ringraziare tutti, ma proprio tutti coloro i quali hanno avuto ed hanno un qualsiasi contatto con me, anche che solamente abbiano letto uno dei miei post (più di 5.000!) in questo Forum Il merito di tutti questi anni da me qui finora trascorsi è soprattutto di chi contribuisce a questo “spazio virtuale” in qualsiasi modo, facendo così che gli utenti restino e siano presenti in tutto questo tempo! Progetti dopo questi 10 anni? Cosa farò ancora? Un’idea penso di averla, anche se riguarda monetazioni del passato, da me comunque sempre apprezzate e considerate; a breve, contatterò l’amico Mario @dabbene, in quanto Presidente dell’Associazione culturale “Quelli del Cordusio”, per proporla e mi auguro si possa realizzare! Seguono ora fotografie significative di questi anni di Forum! Il mio primo messaggio La notizia data agli amici del Forum della mia avvenuta iscrizione alle liste vaticane! Con il premio vinto nel 2012 per l’Oscar monete in Euro Il primo incontro con l'amico Mario al Convegno di Verona del 2014 Durante la relazione tenuta al Convegno di Parma del 2016 Con l'amico Antonio al Convegno di Parma del 2016 Con la mia ragazza, emozionato e premiato al Convegno di Parma del 2016 Con la mia ragazza ad un pranzo con gli amici del Forum in occasione del Convegno di Verona
  2. 16 punti
    Richard Hobbs del BMha confermato che dal 23 aprile sarà esposto al pubblico il controverso denario di Giulia Domna proveniente dalla art gallery della Yale University e ritrovato in Siria negli scavi degli anni 30 dello scorso secolo. Moneta interessante e assolutamente controversa.
  3. 14 punti
    IL REALE VALORE DELLE LIRE REPUBBLICA Sebbene su certa stampa e siti internet non di settore si favoleggi la possibilità di ritrovare in casa autentici tesori fra gli spiccioli dimenticati in borsellini e salvadanai vari la realtà dei fatti è completamente diversa. Ecco quindi una lista INDICATIVA (ad uso neofiti e non addetti ai lavori) delle monete in Lire più rare e/o di valore emesse per la COMUNE CIRCOLAZIONE. Monete RARE che quindi hanno un buon VALORE IN QUALSIASI CONSERVAZIONE: 1, 2, 5 e 10 Lire del 1946 (ATTENZIONE: esistono moltissime falsificazioni e imitazioni) 1, 2, 5 e 10 Lire del 1947 (ATTENZIONE: esistono moltissime falsificazioni e imitazioni) 2 lire del 1958 (ATTENZIONE: esistono moltissime falsificazioni e imitazioni) 5 lire del 1956 (ATTENZIONE: esistono moltissime falsificazioni e imitazioni) 50 lire 1958 (E' quella di minore valore, circa 10/15 euro per un esemplare circolato) Monete COMUNI che quindi hanno buon VALORE SOLO IN ALTISSIMA CONSERVAZIONE: Indicativamente QUASI TUTTE le monete da 1 lira, 2 lira, 5 lire, 10 lire, 20 lire, 50 lire e 100 lire emesse negli ANNI 1948, 1949 e negli ANNI '50/60 (esclusi gli anni 1968 e 1969) ATTENZIONE! Per ALTISSIMA CONSERVAZIONE si intende il cosiddetto FDC (Fior di Conio) che corrisponde alla condizione di una moneta praticamente perfetta, come fosse appena uscita dalla Zecca, e subito presa e conservata da parte con particolare cura. Di conseguenza il suo reperimento in un borsellino o in un salvadanaio nel 99% dei casi esclude la possibilità che si trovi in questa condizione (praticamente annullando anche il valore di queste annate) Infine TUTTE LE ALTRE ANNATE E TIPOLOGIE, praticamente il 99% del totale delle monete che è possibile trovare fortuitamente in casa, NON HANNO PRATICAMENTE VALORE NEMMENO IN ALTISSIMA CONSERVAZIONE. Infatti queste monete, prodotte in milioni e milioni di esemplari, solitamente vengono trattate (in grosse quantità) ad un tot di Euro al Kg (al momento si oscilla dai 5€ a massimo 10€ al kg) per poi essere rivendute al dettaglio per pochi spiccioli nelle ciotole dei mercatini. Da questo discorso ESULANO: Monete IN ARGENTO da 500 Lire "CARAVELLE", "DANTE ALIGHIERI", "UNITA'D'ITALIA" e 1000 Lire "CONCORDIA" che mediamente valgono più o meno almeno il peso dell'argento contenuto secondo le quotazioni del momento. Monete IN ARGENTO prodotte appositamente per COLLEZIONISTI Particolari VARIANTI che hanno un mercato tutto loro e che presuppongono precise e pregresse conoscenze collezionistiche e numismatiche. Importante ricordare che la famosa (e quotatissima) 500 Lire "CARAVELLE" CON BANDIERE CONTROVENTO era una versione di PROVA (datata 1957) donata a suo tempo a Parlamentari della Repubblica Italiana e (come anche tutte le altre monete PROVA esistenti) non era assolutamente pensata per la normale circolazione di tutti i giorni. Di conseguenza se trovate in casa qualche 500 Lire "Caravelle" nel 99,999999% dei casi troverete la versione "normale" e comunissima con date che vanno dal 1958 al 1967.
  4. 13 punti
    Inoltre va considerato che sui sentieri si trova di tutto. Ecco un piccolo campionario: A sinistra, un utensile di utilizzo ignoto (probabilmente agricolo moderno), a destra in alto un chiodo da ferratura di animale e in basso parte di bossolo (moschetto?). Gli altri sono tutti chiodi da scarpone militare degli eserciti che si sono succeduti nel tempo dalla I Guerra mondiale ad oggi. Come si riconoscono? Dalla forma, dalla presenza di bava di fusione, dalla lega componente. Vi invito a leggere l’articolo (in lingua inglese, essendo stato edito su una rivista internazionale) all’indirizzo http://journals.plos.org/plosone/article/comments?id=10.1371/journal.pone.0194939 Troverete l’abstract, l’articolo completo e le “supporting information” dove troverete varie immagini. Chiaramente, si tratta di un free-text per cui la visione è assolutamente libera e non implica alcuna iscrizione o pagamento. Spero di avervi interessato anche se il tema non ha trattato il tema numismatico… fate conto che sia un’estensione delle discussioni “l’importanza dei dettagli…”. Ciao Illyricum PS: ringrazio anche l'aiuto prestato nelle fasi iniziali della ricerca dall'amico Exergus .
  5. 12 punti
    Salve a tutti, personalmente posso dire che, pur essendomi iscritto da poco e avendo postato ancora meno, ciò è successo perché, avendo io assai poca esperienza, ed avendo un approccio un po' inusuale verso la numismatica (sono per lo più quello che molti definirebbero un "raccoglitore", ed ho un interesse "generalista" per l'aspetto storico delle monete di ogni tipo, pur avendo ovviamente delle preferenze) non mi sento in grado di apportare un contributo rilevante nella stragrande maggioranza delle discussioni aperte qui sul forum. Anche nelle richieste cerco di limitarmi, perché non trovo giusto chiedere se prima non mi sono impegnato a capire da solo. Nonostante questo posso dire di aver letto praticamente tutti i topic presenti qui sul forum, e ciò mi ha consentito di imparare tantissime cose, di soddisfare tante curiosità, e per questo non finirò mai di ringraziare tutti coloro che con la loro passione animano questo spazio virtuale. Detto questo mi permetto di rivolgere, a coloro che rappresentano i "pilastri" di questo forum, ai curatori delle varie sezioni, ma anche agli utenti più attivi e competenti, Un'esortazione e due suggerimenti: L'esortazione è quella di non scoraggiarsi quando sembra che i propri interventi non suscitino interesse tra gli iscritti, perché credo che nella grande maggioranza dei casi ci siano molti utenti, come me, che seguono con attenzione, ma non intervengono perché non sono all'altezza di apportare un contributo costruttivo. A quel punto credo sia un segno di estrema umiltà leggere senza intervenire se non si ha nulla di sensato da dire; Il primo suggerimento riguarda invece un certo tipo di topic, di natura più "divulgativa" e meno "tecnica", magari più orientati agli aspetti storici del fatto monetario e meno legati alle singole monetazioni: ho notato che spesso questi topic sono fermi, o languono, da anni, e gli sporadici tentativi di rianimarli non danno quasi mai buoni risultati. Ecco, io credo che sia bello approfondire e coltivare le proprie conoscenze in uno specifico campo, ma credo anche che sia bello ogni tanto parlare di monete come se ne parlerebbe al bar sport, e non sempre come se ne parlerebbe in un'aula universitaria. Sarebbe anche un modo per coinvolgere chi, come me, ha passione per la numismatica (intesa in senso proprio, come studio), ma non ha l'ossessione di diventare uno specialista. Per esempio nella sezione monete antiche avrò letto decine di post dove si parlava di serie di conii, ma non c'è neanche un topic sulle "monete simbolo dell'antichità" (come c'è nella sezione medievali, ed è tra l'altro un topic bellissimo). Spero di essere riuscito a farmi capire, e di non aver urtato nessuno. Ultimo suggerimento: riguardo alla maleducazione di certe richieste che intasano il forum posso dire che danno fastidio a me, figuriamoci a chi ha speso una vita coltivando una passione che viene ridotta da alcuni a mero strumento potenziale di guadagno. Credo però che la soluzione migliore possibile sia cercare di non prendersela, e al più seppellire certe richieste sotto una sonora risata! Scusate se ho scritto molto, e grazie ancora a tutti per ciò che fate.
  6. 12 punti
    Carissimi amici , sono appena tornato dal Comune di Fiumicino dove dalle 16,00 di oggi fino alle ore 19,30 e' esposto al pubblico il famoso Sesterzio di Traiano con al rovescio il suo Porto ed eccomi qui a relazionarvi su questa splendida esperienza ; non ricalchero' nuovamente quanto gia' esposto su questa moneta nella Sezione : Monete Imperiali Romane , quindi mi limitero' a raccontarvi della mostra , illustrando e descrivendo le foto scattate . Come sapete la moneta fu gentilmente ritirata dall' Asta londinese per fare in modo che una volta acquistata , tornasse al Comune di Fiumicino , sua sede naturale per quanto raffigura nel rovescio , anche se naturalmente la moneta fu emessa a Roma , ma questo , archeologicamente parlando , e' solo un dettaglio , quello che conta e' cio' che il Sesterzio rappresenta nella sua splendida iconografia . Come potete ben vedere nelle foto la moneta e' stata ospitata nelle bellissima sede del Comune di Fiumicino , nella grande sala sistuata all' interno , subito dopo l'ingresso ; alcuni operatori hanno montato il grande cubo in legno , ai quali ho anche dato una piccola mano nel montaggio , essendo arrivato prima di loro , mi sembrava brutto stare li solo a guardare , inoltre alla mia timida richiesta di poter fare delle foto , si sono dimostrati subito accondiscendenti e mi e' parso anche meravigliati della domanda perche' hanno subito risposto : certamente ! Ho quindi approfittato per scattare delle foto anche nella fase di preparazione del cubo che sorregge la mastodontica teca in cristallo di forma esagonale , come il Porto che contiene , spesso tre centimetri e diviso in due lastre tenute unite da perni dello stesso colore della moneta , all' interno delle quali e' posto il prezioso Sesterzio il quale a sua volta e' protetto da una scatolina rotonda , la parte terminale della teca in cristallo , non visibile , e' ancorata all' interno del cubo , gli accessori a pannelli descrittivi completano il bellissimo allestimento . Osservare questo Sesterzio ad una distanza di pochi centimetri e' stato uno di quei momenti che si possono sicuramente definire Fortunati e Privilegiati , sia per un appassionato di storia romana come me e immagino ancora piu' per un numismatico di monete imperiali ; osservandolo in solitaria , come visitatore , non erano ancora presenti altri visitatori , ho avuto la sensazione di sentire emanare dalla moneta le voci concitate degli scaricatori dell' antico Porto , il fruscio del vento e gli odori che le antiche merci emanavano , provenienti dagli angoli piu' remoti dell' Impero . Uno degli operatori mi diceva che questa moneta e' conosciuta in soli 15 esemplari in tutto il mondo , ma in questa conservazione , che vedendola dal vero si attribuisce certamente alla Splendida , se ne conoscono si e no , forse cinque . Ora verrei parlare in particolare quanto delle false immagini di una foto , non professionale , possono arrecare danno alla realta' di una moneta ; le foto postate nella Sezione Monete Imperiali Romane , hanno dato luogo anche a delle perplessita' , ed anche il colore e' completamente diverso dalla realta' della moneta , li' appare quasi di colore grigio azzurrino , nella realta' e' di un bellissimo colore cuoio con alcune sfumature di colore simile , nel complesso una moneta eccezzionale per conservazione e per patina ; putroppo messa nella teca di cristallo non rende nulla fotograficamente , ho tentato in modi diversi di fotografarla , ma si vede solo una macchia rotonda senza particolari apprezzabili , pero' vi posso garantire al 100% , avendola vista personalmente , che la foto super professionale , come appare nei pannelli descrittivi e' esattamente reale nei particolari iconografici e nei colori . Credo che non ho altro da raccontarvi e passo ad illustrarvi le foto della mostra , anzi un' ultima cosa , il libro non era presente , probabilmente e' andato a ruba questa mattina durante la conferenza tenuta nella zona archeologica al cospetto della Autorita' , di personalita' politiche e di ambiente professionale . Concludendo , mi sembra doveroso rivolgere un caloroso plauso al Comune di fiumicino , alla Pro Loco e naturalmente in primis al Sindaco , per avere riportato in Patria questa eccezionale testimonianza di uno splendido passato , sobbarcandosi anche una spesa non indifferente . Un saluto , se volete dei chiarimenti , sono qua' .
  7. 12 punti
    Salve a tutti, vi comunichiamo che a seguito delle tangibili informazioni fotografiche fornite da un membro del forum ( baka) in questa discussione e indicazioni nello stesso senso da parte del collega Arturo Russo, abbiamo ritirato il pezzo in discussione in quanto non era più possibile escludere oggettivamente e assolutamente che potesse essere il risultato di una falsificazione, pertanto , per prudenza verso i potenziali clienti ed etica professionale abbiamo scelto questa soluzione. Grazie a chi ha fornito le evidenze oggettive di cui poter tenere conto.
  8. 11 punti
    Da troppo tempo noto che sul Forum si registra, purtroppo, un pernicioso aumento di richieste di identificazione, autenticità e valutazione, che ben poco hanno a che fare con la Numismatica, da parte di individui che : 1) hanno trovato in casa (in alternativa : nell'orto, nel baule della nonna o nel cassetto del nonno) un tondello metallico che sembra una moneta ma che poi forse si rivela essere una medaglietta consunta o un bottone. 2) un tondello che non hanno ma che un amico li ha pregati di .................eccetera. 3) hanno visto sulla baia una moneta che parte da 0,99 e vogliono fare l'affare. Chiedono se è autentica e quanto possono pagarla. A essere figli di "buonadonna" verrebbe da rispondere 1000 euro, ma così ci abbassiamo al loro livello. E' ovvio che tutti sperano che le monete che hanno trovato permettano loro di arricchirsi. (E' capitato, ma in america e poche volte) Molti chiedono con malgarbo dimenticandosi di postare le foto e poi ci si accorge dopo aver loro risposto che l'ultima volta che si sono collegati è quella della loro richiesta. Nemmeno vengono a vedere che cosa è stato loro scritto. Ringraziamenti ? col contagocce. Non mi pare di aver letto che sia stata scoperta qualche rara moneta tra tutto il ciarpame proposto. Al massimo monete da poche decine di euro. E non si può nemmeno dire che la cortesia non sia più una prerogativa dei giovani . Io ho l'incarico del settore "internet" della mia associazione pensionati, 550 iscritti, e in questi giorni ho molte richieste di aiuto per la denuncia dei redditi. Cerco di rispondere esaurientemente a tutti (ci lavoro da casa) ma di ringraziamenti non ne ricevo quasi. La cortesia con il passare degli anni se la sono dimenticata ? Chiudo con una citazione: Leonardo Sciascia : «Ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà... Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, ché mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini... E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi... E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito... E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre». Nel film "Il giorno della civetta" il "capo -bastone" cita le categorie ( e ne manca una per ovvie ragioni: certe parole non si dovevano dire, men che meno in un film...) e i quaquaraquà ridono e applaudono.............. Buone monete a tutti.
  9. 10 punti
    Titolo Evento: L'ass. Cult. Quelli del Cordusio con la Prof. Lucia Travaini Categoria: Eventi culturali Data Evento: 05/06/2018 ore 18,30 L'Associazione Culturale Quelli del Cordusio PRESENTA " La Prof. LUCIA TRAVAINI ( Dipartimento di Studi Storici, Università degli Studi di Milano ) racconterà venti anni del suo insegnamento di numismatica alla Statale " L'evento si terrà all'Hotel Galles, Piazza Lima 2, Milano ( fermata MM1 Lima ), in Sala Milano, dalle ore 18,30 alle 21,30 di martedì 5 giugno 2018 Link al calendario: L'ass. Cult. Quelli del Cordusio con la Prof. Lucia Travaini
  10. 10 punti
    Il leone aggrottato dell’avatar di Rotey ben sembra interpretarne lo spirito vado contro corrente, a me questo post non piace. Non dico che non esprima una situazione reale di fatto ma dico che si puo’ fare comunque numismatica anche parlando di monere di poco valore ( non tutte le monete interessanti devono per forza essere quelle piu’ pregiare o di valore). E che anche se molte richieste vengono da gente digiuna della materia o poste in modo brusco si puo’ dar loro comunque una risposta ( a me capita di intervenire con brevi risposte sui quesiti piu’ disparati : “come faccio a capire se ho una ristampa o l’originale “) oppure ci si puo’ semplicementd astenere dall’intervenire o dal rispondere. Non mi sembrano edificanti invece i post aggressivi che talvolta leggo in risposta a tali quesiti un po’ “grezzi” dove si “pretendono” salamelecchi e ringraziamenti per le informazioni e riferimenti forniti ai richiedenti. Chi ha piu’ educazione non abbia paura ad usarla.
  11. 10 punti
    INTRODUZIONE Julius Popper fu un ingegnere e avventuriero nato il 15 dicembre 1857 a Bucarest. La sua storia è poco nota, eccetto che in Romania dov'è considerato un personaggio importante, nonostante pur essendo stato rumeno madrelingua non lo fu mai come cittadino: all'epoca la Romania faceva ancora parte dell'Impero Ottomano e in seguito la cittadinanza della Romania indipendente gli venne rifiutata. Partito per la Francia a 17 anni, Popper si laureò in ingengneria e fece studi supplementari anche in fisica, chimica, meteorologia, geologia, geografia ed etnografia. Era anche molto portato per le lingue ed oltre al rumeno parlava fluentemente tedesco, yiddish, inglese, spagnolo, portoghese e francese. Dopo la laurea si mise a viaggiare per mezzo mondo e nel 1885, mentre si trovava in Brasile, gli arrivò la notizia della scoperta di giacimenti d'oro nella Terra del Fuoco (l'estremo sud del continente sudamericano), zona all'epoca poco esplorata e selvaggia. Preso dalla "febbre dell'oro" andò a Buenos Aires e allacciò relazioni con uomini politici e d'affari argentini, proponendogli un progetto per l'esplorazione e la successiva colonizzazione della Terra del Fuoco. Popper organizzò una spedizione preliminare e nel settembre 1886 salpò per l'isola principale dell'arcipelago della Terra del Fuoco, insieme ad alcuni collaboratori e materiale vario per la ricerca scientifica, armi e cavalli. Le sue esplorazioni e ricerche ebbero una grande eco in Argentina: Popper confermò la presenza dell'oro e concluse che: "Tenendo conto del carattere generale del paese (Terra del Fuoco), sono incline a credere che il suo futuro sia rappresentato da due importanti industrie. La prima, la più produttiva, è lo sfruttamento dei giacimenti auriferi e servirà per introdurre la seconda, più positiva e fertile, che è l'allevamento ovino". Ottenute le concessioni minerarie per le terre scoperte Popper approdò alla fine del 1887 nella baia di San Sebastian. In questa regione molto ostile e ventosa costruì gli impianti di estrazione e lavorazione dell'oro e varie infrastrutture per una grande comunità: a questa colonia diede il nome di "El Páramo", dove nei primi tempi lavoravano 540 persone, a cui poi se ne aggiunsero molte altre. Ben presto, attratta delle sue gesta, arrivò a El Páramo un'ondata di avventurieri, marinai, disertori e fuggitivi vari, provenienti quasi tutti dal Cile: per proteggere la sua attività Popper reclutò nel 1888 un esercito di mercenari europei le cui uniformi vennero copiate da quelle prussiane. In seguito Popper espanse l'attività fondando altre colonie, come Beta, Cullen e Carmen Sylva , si mise ad esplorare le zone dell'isola ancora sconosciute ed entrò sempre più spesso in conflitto con cercatori d'oro e avventurieri cileni che attaccavano i suoi stabilimenti nel tentativo di rubare l'oro, ingaggiando vere e proprie battaglie. Popper viene spesso descritto come il responsabile del genocidio degli idigeni fuegini con cui venne a contatto durante le sue esplorazioni, ma in realtà fu più probabilmente un comodo capro espiatorio con cui i dirigenti argentini, anche prima del suo arrivo nella Terra del Fuoco, coprivano la pianificazione e l'attuazione dello sterminio delle popolazioni locali. Venne trovato morto il 6 giugno 1893 nella sua casa a Buenos Aires, mentre pianificava un'esplorazione dell'Antartide; il medico che effettuò l'autopsia stabilì la causa in un arresto cardiaco. LE MONETE DI JULIUS POPPER Nel 1889, durante la sua permanenza nella Terra del Fuoco, Popper riuscì ad ottenere dal governo argentino vari privilegi fra cui quello di battere moneta ed emettere francobolli, anche se questo a lungo andare gli costò l'ostilità dei governatori locali, ostilità che contribuì alla sua cattiva fama di sterminatore d'indigeni. Prima di sua iniziativa e poi con l'autorizzazione del governo coniò una moneta d'oro, il Popper, in due tagli denominati in grammi d'oro: la 1 grammo (12,5 - 13 mm, 86.4% oro 13.2% argento) e la 5 grammi (17,5 - 17 mm, stesso titolo della 1). Secondo alcune fonti 1.000 pezzi della 5 grammi e circa 5.000 pezzi della 1 grammo furono prodotti in una zecca rudimentale ad El Páramo, mentre alla zecca di Buenos Aires ne furono ricavate altre da circa 175 kg d'oro. In una lettera del 1892 a Don Bartolomé Mitre y Vedia, Popper scrisse: "[...] Ho battuto queste monete d'oro a causa della mancanza di comunicazioni regolari tra la Terra del Fuoco e la capitale della Repubblica, le frequenti fluttuazioni del tasso di cambio monetario e la necessità di evitare l'inconveniente di manipolare polvere e pepite di questo metallo. " (francobollo da 10 centesimi in oro)
  12. 10 punti
    Augurandovi nuovamente una buona Pasqua, condivido con tutti voi questa foto di "famiglia" dei Tari' di Ferdinando IV. Cristianoooooo
  13. 10 punti
    Buon giorno a tutti, A questo punto un intervento mi sembra necessario. L'assordante silenzio cosa dovrebbe riguardare? L'elezione del presidente dell'assemblea, l'approvazione del bilancio consuntivo o preventivo, la presentazione della RIN 2018 e il nuovo volume della Collana di Numismatica, il cambio alla direzione della RIN, il saluto del direttore uscente, le attività della nostra Società. Nulla di quanto ho scritto è segreto, tutti i soci possono partecipare e mai, dico mai, l'assemblea si è svolta a porte chiuse, tanto che chiunque volesse parteciparvi è benvenuto. So che il verbale sarà disponibile solo con il numero di comunicazione di gennaio dell'anno prossimo, però non avendo avuto interventi extra non ritengo di così grande interesse per una pubblica piazza il normale iter dell'assemblea. La Società è sempre stata disponibile ad accogliere le richieste dei soci, gli esempi più recenti sono la pubblicazione di "Comunicazione" e le "Giornate della SNI", il problema vero è che a fronte di una richiesta c'è bisogno di qualcuno che possa lavorarci, vi ricordo nel contempo che le attività in seno alla SNI sono portate avanti da volontari che dedicano il proprio tempo libero allo svolgimento delle stesse. Quindi mi piacerebbe che oltre alle richieste ci fosse anche qualcuno che si offrisse a dare una mano e dedicare attivamente parte del proprio tempo per portare avanti i progetti della SNI. Per fare un'esempio, assolutamente non mi offenderei se qualcuno volesse proporsi per aiutarmi nella scannerizzazione delle vecchie riviste di numismatica. Per tornare al discorso attività, a brevissimo darò notizia della prossima giornata della SNI, che si svolgerà il 5 Maggio P.V. a Milano. Un caro saluto a tutti Matteo
  14. 9 punti
    Buonasera a tutti, questa e' una di quelle discussioni che mai avrei pensato di aprire nel forum, e quindi e' con immenso piacere che vi presento l' ultimo inaspettato arrivo nella mia collezione: esitato stamattina all' asta Negrini nr. 44 al lotto 422, il Testone della S.V. 1621 "era l' unica data di Sede Vacante mancante nella collezione De Falco di Testoni ( nac 81). Non ho nessun riferimento di passaggi in asta o listini di questo testone, inutile citare in quale delle collezioni papali piu' importanti del passato sia stato assente...... Come sempre, in attesa di condividere la Vs. conoscenza in merito, buona serata Daniele
  15. 9 punti
    Titolo Evento: SNI - Alla scoperta di due insoliti ‘luoghi della moneta’ a Milano. Categoria: Eventi culturali Data Evento: 05/05/2018 00:00 Quarto appuntamento de "Le giornate della Società Numismatica Italiana", questa volta saremo a Milano con due incontri; il primo, nella mattina, accompagnati dalla Prof.ssa Claudia Perassi e dal Dott. Alessandro Bona ci farà scoprire i tesori numismatici dell'Università Cattolica, nel pomeriggio guidati dall'architetto Massimo Hachen e dalla Dott.ssa Maila Chiaravalle visiteremo la Casa dello Zecchiere. Per questioni organizzative chi volesse partecipare al pranzo sociale deve darne comunicazione entro il 30 Aprile inviando un email a segreteria@socnumit.org Programma Sabato 5 Maggio 2018 – Le giornate della Società Numismatica Italiana Alla scoperta di due insoliti ‘luoghi della moneta’ a Milano L’Università Cattolica incontra la Società Numismatica Italiana. Università Cattolica - Largo Agostino Gemelli, 1 Milano - www.unicatt.it Monete da contesti archeologici 10.00-11.30 Aula Bontadini Stefano Alberti de Mazzeri – Saluto del Presidente della Società Numismatica Italiana. Giuseppe Zecchini – Saluti del Direttore del Dipartimento di Storia, Archeologia, Storia dell’Arte. Claudia Perassi, Alessandro Bona - Presentazione degli scavi archeologici effettuati nei cortili dell’ateneo tra il 1986 e il 2004 e della documentazione monetale rinvenuta. Visita della mostra “L’abitato, la necropoli, il monastero” allestita nell'Aula Monete da collezione 11.30 – 13.00 Laboratorio di Archeologia "Michelangelo Cagiano de Azevedo" Filippo Airoldi - Le attività del Laboratorio di Archeologia Claudia Perassi, Alessandro Bona - Presentazione della Collezione numismatica dell'Università Cattolica di Milano 13.00 – Pranzo Milano sparita e ritrovata: La zecca sforzesca e la Casa dello Zecchiere. La Casa dello Zecchiere - Via del Bollo, 3 Milano - www.casadellozecchiere.it 15.30 – 17.00 La zecca sforzesca e alla Casa dello Zecchiere. Massimo Hachen e Maila Chiaravalle - Visita guidata. Locandina.pdf   Link al calendario: SNI - Alla scoperta di due insoliti ‘luoghi della moneta’ a Milano.
  16. 9 punti
    richiedo gentilmente classificazione e valutazione della seguente moneta. Materiale: Carta e matita Diametro: 8 cm (!) Peso: n.d. che bello avere una nipotina di 9 anni che a tua insaputa inserisce un bel didramma metapontino nel suo bigliettino di auguri per Pasqua
  17. 9 punti
    Come da titolo, mi sono fatto il Corpus. Non sarà l'originale, ma è unico (fatto così).
  18. 8 punti
    Vedo che son tutti one cent US, preferisco di gran lunga questi "espositori"
  19. 8 punti
    Spesso si parla di riferimenti cristiani nella monetazione Costantiniana o di quale siano le prime emissioni cristiane, recentemente però sono apparse alcune teorie su messaggi cristiani presenti nella monetazione di Costantino e famiglia. Alcune appaiono piuttosto forzate e ne parlerò in seguito, altre invece potrebbero apparire interessanti e meritevoli di una certa attenzione. Non è ovviamente detto che tali riferimenti siano stati imposti da Costantino ma piuttosto lasciando a ciascuno di noi la libertà di interpretarli potrebbero essere stati in realtà opera di incisori cristiani addetti alla produzione dei conii. Altra precisazione andrebbe fatta anche sulla creazione dei conii, sembra corretto pensare che venissero mandati dei busti negli angoli più remoti dell’impero per far conoscere la fisionomia dei nuovi reggenti e alle zecche per realizzare i conii di incudine ma è anche vero che quando veniva creato un tipo monetale questo veniva realizzato da una specifica zecca e poi una moneta di quel tipo veniva inviata presso altre zecche per copiare e produrre quel tipo. Si potrebbe pensare quindi che l’eventuale ricorrenza di questo eventuale messaggio Cristiano sia partito da una zecca e poi copiato involontariamente dalle altre zecche più o meno fedelmente lasciando sempre quel margine di libertà fisiologico di una copiatura. Partiamo con la tipologia SOLI INVICTO COMITI, emessa do Costantino presubilmenre per 8 anni fino al 318 d.C. in tutte le zecche Costantiniane. Sembra che la raffigurazione del Sol o l’interruzione della legenda metta sempre in rilevanza le lettere IC, Iesus Cristus. Come potete vedere dalle immagini si viene a creare un’interruzione della legenda che isola IC, la mano destra del Sol mette in evidenza le lettere IC oppure la mano destra che punta la I e il globo sulla C o ancora la I da anti la testa del Sol e la C subito dietro. Alcune invece evidenziano VIC, interpretato con VIVAT IESVS CRISTVS. Andiamo ora dalle classiche porte del campo, la teoria è che la stella presente nel cielo di questa tipologia abbia riferimento alla porta celeste, quindi la porta del paradiso, come San Giovanni riporta nell’apocalisse “Dopo ciò ebbi una visione: una porta era aperta nel cielo” oltre a ciò sembra che in alcuni affreschi di antiche chiese la porta dei cieli sia raffigurata in maniera simile a quella presente su questo tipo di monete vale a dire molto stretta. Il va gelo secondo Matteo riporta “Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; 14quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano” Altro messaggio Cristiano sembra presente sulla serie HOS SIGNO VICTOR ERIS, in pratica l’interruzione della legenda sembra sempre formare la parola NOVIC, abbreviazione di novicius vale a dire “novizio”, un iniziazione alla cristianità. Ovviamente soprattutto in questa tipologia già sono presenti simboli cristiani come il labaro e quindi un relativo messaggio imperiale. Per una più fluida comprensione del testo avrei voluto inserire le immagini direttamente nel testo ma non ho idea di come si faccia.
  20. 8 punti
    @Reficul @incuso @dabbene @Alberto Varesi @uzifox @odjob @numa numa @petronius arbiter @bizerba62 Scusate se intervengo solo adesso… forse fuori tempo. La discussione mi era sfuggita completamente, nonostante odjob mi abbia taggato (ma non ricordo di aver ricevuto la notifica). Ad ogni modo ecco quello che ho da dire… Al vertice del sistema italiano delle biblioteche statali ci sono le due Nazionali “Centrali” di Roma e Firenze che, tra le altre cose, hanno il compito di raccogliere, conservare e rendere disponibile per l’uso pubblico tutto quanto si pubblica in Italia, nonché di documentare quanto si produce all’estero riguardo il nostro Paese e, nel limite del possibile, la produzione straniera in generale. Nulla di strano, perciò, che la legge imponga agli editori di consegnare allo Stato (nelle modalità ricordate più su nella discussione, e quindi anche alle Nazionali Centrali) copie dei loro prodotti a titolo di deposito legale per diritto di stampa. La vera anomalia, tutta italiana peraltro, sta nel fatto che siamo l’unico Paese ad avere 2 Biblioteche Nazionali “Centrali” e non una sola, come sarebbe logico e normale. Ma questa è una circostanza che esula dal nostro ragionamento e perciò la tralascio. Al post #42 Alberto Varesi si chiede che fine fa questo materiale inviato per deposito legale. Come ha correttamente risposto numa numa al post#45, viene catalogato e messo a disposizione. E ne è una riprova proprio il fatto che la stessa BNC di Firenze, dopo aver ricevuto e catalogato il numero 1, si è preoccupata di recuperare le uscite successive, scrivendo al nostro incuso. Due considerazioni a questo proposito: da un lato ciò spiega (per rispondere alla domanda di bizerba del post #26) perché non volessero il numero 1… ce l’avevano già; dall’altro mi sento di spezzare una lancia in favore dei colleghi di Firenze. Forse non lo si sa, perché purtroppo le biblioteche stanno a cuore a pochi, ma quella importante e fondamentale Istituzione è gravemente sotto organico (ecco qui a titolo esemplificativo un articolo del 2015 apparso su Repubblica). Stando così le cose credo che sia piuttosto da ammirare la professionalità di chi, nonostante tutto, sta cercando di fare bene il proprio lavoro sollecitando le copie di un prodotto, tutto sommato, di nicchia come «I Quaderni di Lamoneta», anziché trincerarsi dietro recriminazioni, pur sacrosante, per non fare il proprio dovere nel miglior modo oggettivamente possibile. Se vogliamo, in ultima analisi, in questa vicenda ci sono due esempi di “buone pratiche”: quella dell’italiana Youcanprint, che – come ha ricordato incuso al post #28 – ha correttamente inviato a Firenze la copia legale, e appunto quella della stessa Nazionale Centrale che, sia pure in difficoltà, non ha accantonato la copia in qualche scantinato, ma anzi l’ha catalogata (infatti risulta nell’OPAC di SBN) preoccupandosi pure di provare a garantirsi i numeri successivi. Dunque quando dabbene – in vari post, e in particolare al #41 – se la prende un po’ con la burocrazia e difende un lavoro, come questo dei Quaderni, dietro il quale ci sono volontariato, generosità, divulgazione e altruismo e dice espressamente “a volte bisognerebbe pensare all’interlocutore”, ha ragione in linea generale e da un punto di vista “morale”; ma spero che, alla luce di quanto ho cercato di spiegare sopra, sia chiaro a lui e a tutti che, almeno in questa circostanza, forse non siamo dinanzi all’ennesimo cavillo burocratico, bensì in presenza di un coscienzioso tentativo di lavorare come si deve e per il bene pubblico. Ad ogni modo, nel post #52 Reficul ha chiarito che, trattandosi di un caso di “Print on Sale”, non c’è obbligo di deposito legale e questo dovrebbe tranquillizzare chi temeva di andare incontro a costi che avrebbero potuto portare perfino a rinunciare a un’iniziativa meritevole, come appunto la pubblicazione dei Quaderni. Io però, a questo punto, mi permetto di allargare un po’ il discorso e di provare a fare un appello: se non siamo obbligati “legalmente” potremmo però valutare l’idea di sentirci impegnati almeno “emotivamente” a dare un piccolo contributo alla diffusione della cultura numismatica. Se è vero, come è vero, che la molla che spinge molti di noi è quella della divulgazione, quale mezzo migliore di quello di “adottare” in qualche modo una Biblioteca, una istituzione, donando una copia dei nostri lavori? Il nostro rispettivo editore farà la sua parte, consegnando le copie legali a chi di dovere; ma ciascuno di noi potrebbe aggiungerci del suo donando un esemplare dei suoi lavori ad una Biblioteca che gli sta a cuore (magari una di quelle dove ha condotto ricerche) oppure, quando compra lavori altrui, prendendone una copia in più da regalare alla sua Biblioteca preferita. Sarebbe un bel gesto innanzitutto a favore della Numismatica, poi degli Autori (almeno quelli che non pubblicano per vedere il proprio nome su una copertina ma per raggiungere il maggior numero possibile di lettori), e infine anche nei confronti dei tanti bibliotecari che, ogni giorno, e molte volte tra pregiudizi e scarsa considerazione, si “sbattono” per fare al meglio il proprio dovere, nonostante debbano fare i conti con le riduzioni di organico e lo spaventoso aumento delle difficoltà burocratiche. Non voglio tediarvi con questioni che non riguardano direttamente questa discussione, ma vi assicuro che oggi, per una Biblioteca, comprare libri è diventato veramente complicato. E questo sia a causa dei continui tagli ai finanziamenti, che per una serie di pastoie e procedure che – sia pure concepite per rendere la gestione del denaro pubblico più trasparente – hanno finito per rendere il nostro lavoro più lento e meno efficace.
  21. 8 punti
    Cari amici Sono 3 anni che mi lamento ogni anno di bologna. Prima per il tendone scareggioso, poi peril servizio di sicurezza pessimo (e ripetuti furti). Finalmente posso dire di essere personalmente contento! Alla fine un convegno dove si paga qualcosa per parcheggiare o entrare. Entri dentro e trovi tutto in ordine, gente sorridente, nessuno che dice di aver subito furti. Parlo con amici commercianti e mi dicono che il servizio di sicurezza è aumentato e che si sono sentiti per la prima volta sicuri a bologna! giro tra i banchi, domando a 8 differenti commercianti amici, tutti sorridenti e con la solita risposta ! Porca miseria, alla fine hanno fatto una mossa giusta, anzi, giustissima ! bravi ! anche se mettete 5 euro a parcheggio o per l'ingresso alla mostra và benissimo ! sono arci contento di come è andata ! bravi ! Fregatevene se qualcuno dice che per 2 euro se ne è andato, pensate a cosa era venuto a fare se non voleva spendere 2 euro ! bravi, anzi, bravissimi, cotinuate su questa linea. Vigilanza, tranquillità e un pelo di qualità sempre più alta ! pagare 2 o 5 euro per un parcheggio o per l'ingresso ad un evento ben organizzato non sono nulla ! bravi.
  22. 7 punti
    Interessante incontro per venerdì 11 maggio: “Medaglieri Italiani: sistema museale e identità nazionale. Innovazione tecnologica, esperienze e progetti a confronto tra tutela e valorizzazione” Parma, Complesso Monumentale della Pilotta, Biblioteca Palatina, Salone Maria Luigia venerdì 11 maggio 2018 Si ricorda che la registrazione dei partecipanti è prevista dalle 9,00 alle 9,30 presso la Segreteria della manifestazione, Biblioteca Palatina. Si invia in allegato anche il programma della manifestazione e la locandina pieghevole. PROGRAMMA _ INCONTRO DI STUDIO_PARMA.pdf PROGRAMMA manifestazione_ Parma.pdf locandina pieghevole_Pilotta.pdf
  23. 7 punti
    Buona domenica amico del forum, nell'ultima settimana ho fatto un paio di acquisti monete romane intendo, che non rientrano per niente nel mio periodo che va dai Severi a Gallieno/Postumo, ma ogni tanto mi piace sforare e vi voglio mostrare il primo dei due, (che tra l'altro è il primo sesterzio in collezione del I secolo) e si tratta di un sesterzio di Galba il primo fra l'altro non della dinastia Giulio Claudia. Non è in gran conservazione ed è spatinato forse anche un po' aiutato col lifting ma non sono un esperto e non entro nel discorso. Pesa 23.5g e il ric è il 309. A voi i commenti
  24. 7 punti
    Com'è noto il Congresso di Vienna si sforzò di restaurare la realtà ante-rivoluzione francese, restaurazione di Sovrani, di confini, di leggi, di monete e di unità di misura. Le cose non andarono esattamente come previsto. La Lira Italiana (sul piede del Franco francese) che era la valuta effettiva del Regno d'Italia, rimase effettiva e coniata solo nel Regno di Sardegna e nel Ducato di Parma. Il metro e il chilogrammo lasciarono il posto alle antiche misure. Modena non fece eccezione: si tornò a contare in Lire modenesi, a Reggio in Lire reggiane (in rapporto di 3 lire reggiane per 2 lire modenesi), divise in 20 soldi, ognuno di 12 denari, e a misurare e pesare in pertiche, braccia, pesi e once, misure leggermente diverse tra Reggio e Modena. Questo è il punto di partenza del 1815: per analizzare la circolazione monetaria 1815-1859 (ma sarebbe meglio porre il termine finale al 1862) ritengo però sia utile iniziare dalla fine. La Legge 24 agosto 1862, n. 788 È la legge che ha posto le basi della circolazione monetaria nel neonato Regno d'Italia: non c'era la forza economica nell'ex Regno di Sardegna per coniare in breve tempo la moneta da far affluire nei territori conquistati e così si stabilì una tariffa per il ritiro delle monete pre-unitarie che sarebbero finite fuori corso, e con le paste ricavate si sarebbero battute le monete italiane. In allegato alla legge comparivano dei prospetti dove, Stato per Stato, si era determinato il circolante diviso per metalli. Per il Ducato di Modena (che allora contava 616.883 abitanti) avevamo: Oro: £ 10.178.569 Argento: £ 6.168.830 Mistura: £ 1.542.207 Bronzo: £ 616.883 per un totale di circa £ 30 per abitante. Quanto a ricchezza mobiliare era lo Stato più povero d'Italia: per un confronto, avevamo circa 40 lire ad abitante nel Regno di Sardegna, nella Lombardia, Toscana e Stato Pontificio, mentre lo stato più ricco era il Regno delle Due Sicilie con 50 lire. Confrontando un'entità statale non dissimile e geograficamente vicina, Parma aveva una circolazione di £ 39,50 per abitante, il 30% in più. Ma se confrontiamo oro e argento, tra Modena e Parma, i valori sono molto più vicini: per l'argento identici (£ 10/abitante) e leggermente inferiori per l'oro: £ 16,50 contro 20. In prima approssimazione possiamo quindi dire che la carenza era nella moneta plateale, quella dei minuti commerci di tutti i giorni, e non in quella coniata in metalli preziosi. Non traiamo però da questi dati conclusioni affrettate, pensando ad uno Stato di mendicanti e straccioni: era uno Stato dove l'economia poggiava sostanzialmente sull'agricoltura, la ricchezza immobiliare c'era eccome: era invece arretrata nelle manifatture e nel terziario, le attività che hanno bisogno di capitali liquidi e circolanti. L'agricoltura di allora, ovviamente ancora non meccanizzata, aveva bisogno soltanto di braccia e di carriole: i contratti si stipulavano coi braccianti (detti «cameranti»), ed erano contratti annuali (da un S. Martino all'altro), e altri contratti (soccida, boarìa, mezzadria) raramente superavano i tre anni e comunque non richiedevano investimenti ed in gran parte erano remunerati in natura, coi prodotti della terra. Le sementi erano trattenute dai raccolti, il concime era quello autoprodotto dagli animali del fondo. E anche dove (penso soprattutto alla montagna) c'era un tessuto diffuso di piccoli proprietari, la povertà dei raccolti e della pastorizia creava un'economia di pura sussistenza che rendeva questi contadini non molto dissimili, quanto a tenore di vita, dai cameranti della pianura. Tornando in ambito più strettamente monetario, e riprendendo il filo del discorso in ordine cronologico, distingueremo due periodi nel Ducato di Modena, in base ai regnanti che si sono susseguiti: l'austero e conservatore Francesco IV, ed il più illuminato e riformista Francesco V.
  25. 7 punti
    buon divertimento! https://www.doaks.org/research/publications/books/catalogue-of-the-byzantine-coins-in-the-dumbarton-oaks-collection-and-in-the-whittemore-collection-1 https://www.doaks.org/research/publications/books/catalogue-of-the-byzantine-coins-in-the-dumbarton-oaks-collection-and-in-the-whittemore-collection-2 https://www.doaks.org/research/publications/books/catalogue-of-the-byzantine-coins-in-the-dumbarton-oaks-collection-and-in-the-whittemore-collection-3 https://www.doaks.org/research/publications/books/catalogue-of-the-byzantine-coins-in-the-dumbarton-oaks-collection-and-in-the-whittemore-collection-4 https://www.doaks.org/research/publications/books/catalogue-of-the-byzantine-coins-in-the-dumbarton-oaks-collection-and-in-the-whittemore-collection-5
  26. 7 punti
    Buongiorno, ho 20 anni e mi sono avvicinato alla numismatica già da diversi anni; mi fa piacere raccontarvi la mia esperienza. Da quel che vedo io di giovani collezionisti ce ne sono molti, ma come già detto da qualcuno, tendono ovviamente a collezionare la moneta corrente. Anch'io ho iniziato così: mentre mio babbo curava la sua raccolta (collezione è un termine troppo "dispendioso" per certe categorie di monete ) di lire e monete straniere, io cominciavo una collezione di euro circolanti e circolati di cui oggi posso anche vantarmi (nonostante le moltissime mancanze). L'arrivo dell'euro secondo me è stata una spinta per la formazione di giovani collezionisti, poiché permette di iniziare una raccolta ampia, nuova e propria, indipendente da quella "antica" dei genitori che ci pare così pesante e carica di "responsabilità". Per me la collezione di euro è stata un punto di partenza per sviluppare una grande passione che penso non mi abbandonerà più. L'euro è fantastico per come facilita il cominciare una collezione. Chi inizia da zero spesso è incerto se prendersi questa responsabilità, ma con l'euro si ha contatto diretto con un amplissima serie di monete straniere: può capitarmi per le mani senza problemi una moneta Estone, a quanti di voi al bar avevano mai dato di resto una corona estone, invece? Dal mio punto di vista l'euro permette di iniziare una collezione molto più ampia in modo molto meno impegnativo. Certamente oggi i giovani collezionisti sono meno che in altri periodi (penso al boom pazzesco che tutte le forme di collezionismo hanno avuto negli anni 70 specialmente sui giovani. C'erano pubblicità di filatelia su Topolino!!) ma non crediate che si siano allontanati dalla numismatica: semplicemente è difficile, per età, che frequentiamo le conferenze e gli altri luoghi "canonici" del collezionismo. Credo anch'io che conti molto la zona in cui si abita, per me andare ad una fiera è un evento veramente raro. Oggi "gestisco" le collezioni riunite mie, di mio padre e di mio nonno, cosa che mi ha permesso di ampliare molto il mio raggio d'azione. Con la scoperta -purtroppo solo molto recentemente- di questo forum, poi, mi si sta aprendo un mondo di nuove conoscenze da assorbire. Spero che vi sia interessata la prospettiva di un ventenne (che poi è pure possibile che mi sbagli, d'altronde "a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell'età") saluti, Steto.
  27. 7 punti
    Distinguere le monete cinesi dalle taiwanesi Entrambi i paesi usano la scrittura ideografica cinese. Le monete cinesi all'inizio riportano 中国 (Zhong-guo), di cui il primo carattere indica la Cina e il secondo vuol dire nazione, oppure per esteso 中华人民共和国 (Zhonghua Renmin Gongheguo, Repubblica Popolare Cinese) mentre quelle taiwanesi si leggono da destra a sinistra e all'inizio della scritta riportano 國民華中 (Zhonghua Minguo, Repubblica di Cina), in cui 國 è un altro modo di scrivere 国 Distinguere le monete giapponesi dalle altre La scrittura giapponese si basa anch'essa sugli ideogrammi, di derivazione cinese ma quasi tutti diversi da quelli cinesi, anche se contemporaneamente impiega un ulteriore tipo di alfabeto (un sillabario, con segni facilmente distinguibil dagli ideogrammi in quanto graficamente più semplici). Le monete più recenti riportano la scritta 日本国 (Nihon Koku), coi primi due caratteri che indicano il Giappone e il terzo uguale al cinese per nazione. E' indicato anche il nome della valuta 円 , che in realtà non si legge "yen" ma "en" quelle più vecchie invece riportano la scritta leggibile da destra a sinistra 本日大 (Dai Nihon, Grande Giappone).
  28. 7 punti
    Non è tra quelli c h e ricordo a memoria... Nei prossimi giorni cercherò in archivio... Ora sono impegnato nel reparto maternità a far arrivare un nuovo lamonetano
  29. 7 punti
    l'ASSOCIAZIONE CULTURALE QUELLI DEL CORDUSIO PRESENTA APERITIVO NUMISMATICO CON LA PROF.SSA LUCIA TRAVAINI MILANO, 5 GIUGNO ORE 18,30, HOTEL GALLES, PIAZZA LIMA 2 Segue Locandina ufficiale dell'evento a cui seguirà la presentazione in Milano del nuovo Gazzettino di Quelli del Cordusio con la consegna dello stesso ai soci e un aperitivo veramente direi numismatico e conviviale. Visto l'eccezionalità dell'incontro e della relatrice, è gradita, vista la capienza massima della sala di 50/60 persone, confermare la presenza o qui o meglio sulla nostra mail quellidelcordusio.info@gmail.com
  30. 7 punti
    Questa è proprio una delle occasioni per le quali mi rammarico di più di vivere così “fuori mano” rispetto ai luoghi nei quali è possibile approfittare di eventi significativi; e, in particolare, di vivere così lontano da Milano che, in questo periodo, vive una fase di vero e proprio “fermento” numismatico. Mi permetto di dare un consiglio: chi può andare, vada. Anche a costo di qualche piccolo sacrificio. La professoressa Travaini, lo dico per esperienza personale, non è solo l’illustre docente che tutti conosciamo, l’apprezzata Autrice di importanti opere, la studiosa affermata, anche a livello internazionale, che ha ben meritato premi e riconoscimenti di prestigio… È, soprattutto, una persona squisita, alla mano, che tratta con lo stesso garbo e la medesima affabilità tanto il luminare di chiara fama che il più sconosciuto appassionato di monete che si fa avanti per salutarla. Il mio primo incontro con lei ha una data precisa: 21 novembre 2008, a Bari, in occasione della prima edizione di alcuni splendidi e importanti congressi numismatici. Prima che iniziassero i lavori, le strinsi la mano nella hall dell’albergo che la ospitava e le dissi semplicemente: “Professoressa, conoscerla di persona e incontrarla dal vivo è come realizzare un sogno”. Lei mi colpì subito non solo per il garbo col quale mi rispose, ma per il “grazie” che mi rivolse e soprattutto perché non mi liquidò in due parole ma, anzi, si intrattenne per qualche minuto con me, chiedendo dei miei interessi, eventuali studi, e così via. Il giorno dopo, durante una pausa del Congresso, mi avvicinai di nuovo e le chiesi se voleva firmarmi una copia di uno dei suoi libri, che avevo appositamente portato con me. Anche questa volta fu gentilissima e affabile. Il secondo incontro un anno più tardi, sempre a Bari e per la stessa circostanza. Non solo… quando mi sono avvicinato mi ha detto: “Ah, salve. Come sta? Anche quest’anno è venuto da Campobasso…”. Incredibile! Si ricordava di me… proprio di me... E poi… e poi… per una serie di circostanze che non vi sto a raccontare abbiamo avuto modo di approfondire la nostra conoscenza. Ci siamo sentiti per e-mail, per telefono, ci siamo rivisti in più occasioni, compreso il Salone di Vicenza dell’ottobre del 2011, che quella volta si tenne non alla Fiera ma in centro città. Ebbene, in quella circostanza il prof. Saccocci aveva il compito di presentare agli intervenuti il monumentale lavoro sulle Zecche italiane che la professoressa aveva da poco pubblicato coordinando un numeroso e qualificato gruppo di autori ed esperti. Beh… la copia utilizzata da Saccocci mentre parlava era proprio la mia, che si era fatta un viaggetto di 700 km al mio seguito per essere impreziosita dalla firma di Lucia Travaini… Più recentemente ho avuto perfino la possibilità di approfittare per qualche ora della sua ospitalità. Ho ammirato la sua biblioteca personale, ho visto la sua postazione di lavoro, ci siamo scambiati un dono. E durante quel bellissimo pomeriggio lei mi ha detto che proprio in occasione dei Congressi di Bari aveva chiaramente percepito l’affetto che appassionati e cultori di numismatica nutrivano nei suoi confronti, restandone quasi meravigliata, forse sorpresa… Perché nonostante i suoi scritti non siano romanzi, il tributo d’affetto spontaneo che aveva ricevuto l’aveva in qualche misura perfino commossa. E convinta che andasse ricambiato. E infatti, dieci anni dopo, eccola qui ad incontrare ancora una volta con la consueta disponibilità chi vorrà ascoltarla nel racconto, in questo caso, della sua esperienza di docente all’Università di Milano… Un incontro informale, in un contesto non scientifico, né cattedratico. E per questo, immagino, ancora più bello.
  31. 7 punti
    Buonasera proseguendo la difficile tipologica di questo papa vi presento questo 50 baiocchi II° tipo per nulla male spero riusciate ad apprezzare moneta e soprattutto patina da queste foto un saluto marco
  32. 7 punti
    Va beh allora visto che siamo in tema di 120 Grana del 1825, posto nuovamente la mia...magari a qualcuno è scappata..
  33. 7 punti
    La mia è questa, al momento mi è capitata e anche se un (bel) pò bistrattata mi è piaciuta Poi per rimanere in tema diciamo borbonico ..... anche se non ne ho tante è difficile per me sceglierne una ma a questo punto reinserisco questo otto tornesi, già postato tempo fa ................ non è male credo ma soprattutto ha una storia dietro molto particolare, saluti e a rileggersi
  34. 7 punti
    Buongiorno a tutti, dopo tanto tempo ho messo in collezione la Piastra del 1825 di Francesco I.
  35. 7 punti
    L'esempio che hai fatto tu del follis di Anastasio, caro @Poemenius, è un esempio tipico della distorsione che c'è tra mondo eBay e il mondo delle aste. Due mondi che ogni tanto si toccano ma che per la maggior parte dei casi viaggiano paralleli. Quello che è successo qui è causato dall'esistenza di una categoria di collezionisti ben caratterizzata: il collezionista "ebay only", come li chiamo io almeno. Il collezionista "ebay only" compra solo su eBay. La baia è il suo mondo e compra solo lì, lo controlla in lungo e in largo continuamente alla ricerca di occasioni e monete. Snobba le aste tradizionali e non le segue, perchè le reputa care e macchinose: lì non ci sono affari da scoprire o monete da comprare sotto prezzo. Ha a disposizione anche un discreto budget che gli permette spesso di spadroneggiare sulla baia, un budget che parimenti gli permetterebbe di acquistare agevolmente anche in aste tradizionali almeno fino a un livello medio-alto ma come detto le aste normali non gli interessano perchè lì non si fanno affari (secondo lui). Questo tipo di collezionista rischia però di fare buchi nell'acqua quando su eBay capitano tipologie un po' più rare, del valore un po' più elevato e che solitamente non compaiono su eBay. Queste tipologie però, benchè su eBay non si vedono praticamente mai, sono presenti in modo saltuario ma sicuramente più numeroso nelle aste tradizionali. Parliamo soprattutto di monete rare e nel range 500-1500 euro di valore. Puo' capitare che monete di questo tipo passino tra 1 e 5 volte l'anno diciamo nel circuito mondiale delle aste tradizionali, mentre su eBay non si siano magari mai viste negli ultimi 5/10 anni. Quando capita una di queste monete su eBay succede che l'utente "eBay only" pensa di avere davanti l'occasione della vita, una moneta che non ha mai visto in vendita e chissà quando gli ricapiterà davanti. Non conosce le quotazioni in asta tradizionale di quella rara moneta, ma sicuramente secondo lui saranno più alte comunque di quanto potrebbe pagarla su ebay. Ecco allora che deve averla ad ogni costo, prepara un'offerta finale altissima "a prendere" da lanciare negli ultimi secondi, perchè comunque la moneta deve essere sua e a qualsiasi prezzo concluda su eBay sarebbe comunque un affare... Ecco, mettete poi almeno due collezionisti "ebay only" a competere sulla stessa moneta ed avrete la tempesta perfetta che poi causerà risultati di vendita come quello sopra riportato di Anastasio....Ossia finire per pagare su eBay una moneta quasi il doppio del prezzo di mercato. ps. Per non tralasciare nulla aggiungo che esiste anche un'altra categoria di utenti ebay, un sottogruppo degli "eBay only" diciamo. Sono gli "eBay&Lanz only", comprano solo su eBay e solo da Lanz, un sottogruppetto che sta crescendo molto mi pare ultimamente e che spesso ha budget di spesa più alti dell'utente medio della baia. Ecco quindi che nelle aste Lanz il fenomeno qui sopra descritto succede statisticamente ancora più spesso. Ultimamente difatti il buon Lanz accortosi della cosa ha iniziato a vendere aurei romani in condizioni pessime su eBay con ottimi risultati: poveri aurei compromessi in condizioni più basse di MB che prima nelle aste finivano a malapena a 800/1000 euro oppure invenduti ora su eBay furoreggiano tra i 1500 e i 2000 euro...
  36. 6 punti
    Già...ma prima? Come a tutti noto, la parola "Dollaro" è un'evoluzione del tedesco "Thaler", il nome dato alla prima moneta d'argento europea di grande modulo, coniata per la prima volta in Tirolo nel 1486, sei anni prima che Colombo scoprisse l'America. La moneta divenne cosí popolare nel XVI secolo che molti altri paesi ne coniarono di simili, dando loro nomi derivati da "thaler": "rijksdaaler" in Olanda, "rigsdaler" in Danimarca, "tallero" in Italia, "talar" in Polonia. Nel Nuovo Mondo, la moneta simile al tallero di uso piú comune era quella spagnola da 8 reales, conosciuta come Spanish Milled Dollar o "pezzo da otto" (piece of eight), coniata principalmente nella Zecca di Città del Messico, ma anche in Bolivia, Cile, Colombia, Guatemala e Perú. Insieme alle sue frazioni era ampiamente diffusa tra i coloni dei futuri Stati Uniti, e fu pertanto naturale che la parola "Dollaro" venisse adottata ufficialmente dal Congresso come unità di misura monetaria, il 6 Luglio 1785, una decisione già caldeggiata da Thomas Jefferson sin dal Congresso Continentale del 1776. Ma prima che questo avvenisse, prima che si formassero gli Stati Uniti d'America, prima ancora che nascessero le tredici colonie inglesi, e addirittura prima che l'Arciduca Sigismondo del Tirolo coniasse, nel già ricordato 1486, il Guldengroschen, il primo Tallero della storia? Cosa usavano gli indigeni? E i primi coloni europei, afflitti da una cronica penuria di monete "tradizionali", come si regolavano per il commercio e gli scambi con le popolazioni native? Cercheremo di dare una risposta a tali domande in questa discussione che, partendo dall'America precolombiana, arriverà fino alle prime coniazioni monetarie delle tredici colonie che andranno a costituire gli Stati Uniti (ma senza entrare nel dettaglio di tali emissioni), trattando anche, squisitamente dal punto di vista storico, delle monete degli spagnoli che, per oltre tre secoli, circolarono indistintamente dal sud, dove erano coniate, al nord del continente. Dove inserire una discussione così? Dal punto di vista temporale, forse la più logica sarebbe stata la sezione delle Zecche straniere, dal 1500 al 1800. Ma poiché l'area geografica che sarà presa maggiormente in considerazione sarà quella che andrà a costituire i futuri Stati Uniti d'America, ho ritenuto più opportuno inserirla nella sezione che vede tra i suoi frequentatori gli appassionati di monete statunitensi, e dunque le Monete estere La storia vera e propria parte col prossimo post, intanto non poteva mancare un omaggio al "padre" di tutti i dollari, il Guldengroschen di Sigismondo del Tirolo (da asta Künker). petronius
  37. 6 punti
    E' un grande onore ora menzionare con i nick gli 11 autori, preciso tutti lamonetiani, alcuni navigati, addirittura quattro invece al loro primo articolo, e' veramente emozionante e bello dire questo...in fondo abbiamo parlato con loro, si sono convinti, hanno avuto una occasione e tutti l'hanno ripagata splendidamente, i 4 articoli dei nuovi, diversi tra loro, per me sono semplicemente spettacolari ed essere riusciti a dare loro la voce e nel tempo comunicare i loro scritti sia in cartaceo che poi in digitale e' secondo noi semplicemente fantastico. Eccoli @fofo @Parpajola @davide1978 @eracle62 @ak72 @Testone68 @dabbene @italpen @anto R @adolfos @alfred Editoriale a cura di @Parpajola
  38. 6 punti
    Questa passatemela senza giudicarmi la ascoltavano le mie sorelle ma mi ci sono affezionato anch' io, mi ricorda tanta e leggera spensieratezza.
  39. 6 punti
    Approfittando del giorno di ferie ho fatto un giro in banca e tirato fuori dalla cassetta di sicurezza alcuni scudi, e rifotografati dopo alcuni anni di 'stagionatura' Ripropongo i due 5 Lire di Venezia 1848, entrambi ex Rauch. Quando li ho presi (Asta del 2009) erano leggermente patinati, adesso la patina si è intensificata. I fondi sono praticamente a specchio, come spesso succede su queste monete quando non sono circolate. Foto dedicate al @ilnumismatico che so apprezza questi moduli
  40. 6 punti
    Foto fatte al chiaro di luna?
  41. 6 punti
    Perito o non perito...sta diventando un tormentone. Se non vi piace Zanirato, e non vi piacciono quelli non iscritti all'albo, e nemmeno i NIP vi danno piena fiducia collezionate qualcos'altro. Ma per favore. Se non sapete cosa comprate e il venditore non vi da fiducia perchè non è iscritto all'albo eccetera...non comprate da lui. La conservazione è soggettiva e ognuno la vede in modo diverso. Sull'autenticità poi..quante monete false inscatolettate abbiamo già visto ?
  42. 6 punti
    Approfitto per ringraziare già in questa sede alcuni miei "fidati interlocutori" (più che altro davvero degli amici che mi hanno accompagnato nella stesura del mio nuovo Manuale, che a breve, questione di giorni, sarà disponibile) @gennydbmoney, @Rocco68 @demonetis, loro hanno capito di cosa si tratta questa nuova classificazione delle monete borboniche. A tal proposito vorrei aggiungere che considerato il lungo periodo di regno di Ferdinando IV di Borbone è proprio con questo sovrano che si avranno varietà di coni davvero infinite, ma che sono tuttavia e faticosamente riuscito a circoscrivere; questo è dovuto al lungo periodo con l'avvicendarsi di innumerevoli ufficiali diversi in zecca. Mi hanno fatto "penare" le monete di Ferdinando IV di Borbone, quelle di basso taglio, sprovviste di lettere identificative al rovescio, per intenderci i 9 cavalli, il 6 cavalli, il 4 e il 3 cavalli, ma anche qui gli ufficiali non potevano non lasciare una firma, un dettaglio per l'avvenuta variazione. Ecco come vedrete classificati, ad esempio, i 9 cavalli.... adesso faccio felice @gennydbmoney e @Rocco68
  43. 6 punti
    Ciao Mario, @dabbene, stamane ho avuto un pò di tempo a disposizione, di conseguenza presento, a volo d'uccello, quello che sarà la mia relazione. Come da titolo, sarà incentrata sulle variazioni di conio che si rilevano sulle monete borboniche di Carlo e Ferdinando di Borbone; in pratica ha inizio proprio con l’instaurarsi della dinastia dei Borbone nella città di Napoli. Queste variazioni sono analizzate in concomitanza della successione, in zecca, delle cariche degli ufficiali che vi operarono. Le monete vengono, di conseguenza, osservate, approfondite e studiate tenendo conto dell’avvicendamento di queste persone e cronologicamente rappresentate, se modificate, con l’attinente paternità dei/del coni/conio (individuali) abbinati al personaggio in attività. Vedremo quindi, queste monete, in un ordine fino ad oggi, ancora mai (scientificamente) osservato, ma che, a mio parere, segue un ben precisa classificazione; in sostanza una chiara e limpida novità. Il percorso terminerà nel 1805 il cui anno segnerà la fine dell’apposizione delle sigle sulle monete, eccezione fatta per il 40 Franchi di Gioacchino Murat del 1810 (sigle N.M.) e della medaglia per l’Istituto Salesiano (firmata dal Rega), riprese poi con Francesco II di Borbone nel 1860 e la parentesi Cariello, con le sigle A.C. sui 10 Tornesi del 1847. Dal periodo successivo, a causa della mancata apposizione di lettere sull’oggetto metallico, si apre la fase dell’anonimato, e questo accade in concomitanza dell’occupazione francese quando in zecca il Rega, il Morghen e l’Anaud (Michele) furono gli incisori ufficiali sotto questo periodo. Le monete però, a differenza del passato, iniziano a rivelarsi con dei contrassegni posizionati al dritto (con Ferdinando di Borbone) nel punto dove prima veniva allocata la lettera e/o le lettere) e durante il periodo dei Napoleonidi, ad esclusione della monetazione decimale che né fu priva, questi marchi comparvero soprattutto al rovescio. Il percorso accaduto alle monete non sarà breve, ma se avremo tempo, potremmo anche prolungarci sull’analisi di questi simboli che vennero apposti fino alla fine dei Borbone, con Francesco II e che secondo un mio parere (poichè la documentazione è assente) identificavano proprio la mano incisoria dei nuovi coni. Devo ricordare, anzitempo, che non sempre ho potuto appurare con certezza definitiva alcuni coni, e questo soprattutto nei casi di omonimia della sigle, in pratica quando le sigle tra padre e figlio non subivano alquanto una modifica, come il caso dei De Gennaro (incisori) e Maria Mazzara (mastri di zecca), ma hanno lasciato altri elementi ( da me studiati) per la loro identificazione. Per degli esempi posso già, anticipatamente, proporre alcune classificazioni (con una nuova veste) a riguardo.
  44. 6 punti
    Forse la migliore risposta al quesito dei denari suberati è insita nel buon articolo di Pedroni del 1996: Pedroni 1996 intenzionalità di errore nei falsi repubblicani.pdf Dove viene sì confermata la notevole diffusione dei denari suberati, ma evidenzia come esistano esemplari piuttosto rozzi e chiaramente fuori di ogni officina ufficiale ed esemplari di ottimo conio, praticamente indistinguibili dalle monete ufficiali in buon argento. In questi casi il denario suberato può provenire dalle officine monetarie statali, ma la falsificazione dovrebbe essere pianificata da operai all'interno della zecca e non direttamente da autorità statali (ad es. Senato). Allego un paio di passaggi del suddetto articolo: Qui parla di conii molto simili a quelli ufficiali, ma modificati. Dal momento che i conii ufficiali dovevano essere controllati e venivano forse riposti in appositi contenitori alla fine di ogni giornata lavorativa, è più facile che a coniare i suberati con conii molto simili a quelli ufficiali dovevano essere gli operai privi di scrupoli. Sfugge un pò come la suberatura si potesse fare all'interno di una officina statale, a meno di ipotizzare una più vasta connivenza da parte dei funzionari della zecca, forte del fatto che "nessuno avrebbe mai potuto dimostrare che una moneta falsa era uscita dall'officina della zecca o essere stata realizzata con conii ufficiali e quindi incolpare le maestranze". La storia dell'uomo insegna che resta sempre forte il ricorso alla truffa (ancora adesso).... Appare ovvio che quando una simile truffa (un denario con minore contenuto di argento, quindi con minore valore intrinseco, rispetto al denario ufficiale), magari avvallata episodicamente da alte sfere politiche, assume una grossa dimensione si crea una crisi economica, per certi versi simile alla presenza di attuali titoli spazzatura o derivati. Si genera autentica preoccupazione e infatti furono promulgare varie leggi contro la falsificazione, come ad esempio la famosa "Lex Cornelia testamentaria nummaria", detta anche volgarmente "Lex de falsis", emessa da Silla nell'81 a.C. A quel tempo la dimensione dei falsi suberati era infatti particolarmente cospicua. Il fatto stesso che le autorità romane si siano preoccupate di promulgare leggi contro i falsi d'epoca, come i suberati, li dovrebbe assolvere da una responsabilità diretta sul fenomeno della suberatura. Quindi, concludendo, appare difficile che il Senato o i consoli romani abbiano scientemente voluto la vasta produzione di suberati falsi, che però molto spesso possono essere stati prodotti anche all'interno di officine ufficiali, ma ad opera di personale corrotto. Il discorso diventa più complesso e sfuggente in situazioni molto particolari e soprattutto verso la fine della Repubblica romana, quando ad emettere le serie monetali non erano responsabili solo i monetari designati con regolare elezione (triumviri monetali) ed entrati in carica ai primi di dicembre, ma i vari comandanti "imperatoriali" che potevano avere i mezzi per emettere le monete a proprio nome. Nel caso di Cornuficio mi sembra che non sia stato un semplice caso di truffa ad opera di personale all'interno della zecca di Utica, ma magari con autorizzazione dello stesso governatore sempre più a corto di mezzi.... In questo caso si dovrebbe parlare di "falsi ufficiali", anche se sembra un controsenso....
  45. 6 punti
    Ciao a tutti, stasera vi posto una moneta abbastanza rara, un bel tornese di Filippo IV, che l'amico @fedafa ci illustra, insieme ad un altro tornese anch'esso molto raro, in un bellissimo articolo intitolato "Integrazione alla monetazione di rame battuta nella zecca di Napoli durante il regno di Napoli" contenuto nel nuovo libro " Appunti Numismatici - III° Quaderno di Numismatica - 2018" edito dal Circolo Numismatico Romano Laziale. Gli appassionati del periodo vicereale sicuramente apprezzeranno Saluti Eliodoro
  46. 6 punti
    Ciao. Si, la notizia è stata comunicata dallo stesso Roberto allo scorso Convegno di Torino. C.N. dovrebbe tornare presto fra noi, inizialmente solo online ma, non appena si potrà contare su un certo numero di abbonamenti, anche in versione cartacea su base trimestrale. Stiamo tutti facendo il tifo per Roberto........ M.
  47. 6 punti
    Ciao. Non condivido assolutamente questa valutazione, che mi sembra fra l'altro assai ingenerosa nei confronti di chi, dentro la SNI, si fa silenziosamente "il mazzo" per divulgare la Numismatica. Ne approfitto per ricordare che negli ultimi due anni è in corso un imponente progetto di digitalizzazione delle Riviste italiane di numismatica (R.I.N.) e di altre 15 testate complete e quasi tutte inedite in digitale. C'è poi la digitalizzazione del Vocabolario del Martinori e l'altro imponente progetto delle circa 160 schede biografiche dei Numismatici italiani. E che dire delle "Giornate" della SNI. Se ne sono già svolte 3 in altrettante città italiane, con conferenze e visite ai Medaglieri. A breve sarà presentata la quarta "Giornata". Vorrei poi ricordare i quaderni delle "Comunicazioni", che da qualche tempo ospitano i contributi di molti studiosi, presenti anche su questo Forum. Ho riportato le prime cose che mi sono venute in mente ma sono certo di essermi dimenticato molto altro. Se questo è "immobilismo"....... Saluti. Michele
  48. 6 punti
    quando non si ha molta esperienza, bisognerebbe avere una buona dose di umiltà , quindi ascoltare e cercare di carpire quanto piu' possibile da chi ne sa piu' di te. . Servirà per il futuro. ............"sparare" a caso, non è produttivo . PS ....c'entrava ... non centrava -..... l'ho fatta .... non lo fatta... mi sa che la terza media non l'hai finita.
  49. 6 punti
    A me piacerebbe che venisse annullata la distanza che attualmente esiste tra il mondo accademico che si occupa della numismatica e gli appassionati di numismatica, noi, troppo spesso riguardati con fastidio dai primi....
  50. 6 punti
    A mio avviso vi state auto creando delle categorie di persone con pochi pochissimi dati oggettivi a disposizione. L utente e bay only secondo voi è così diffuso? Come fate ad esserne certi? E bay è una babele ci sono dozzine di commercianti sotto mentite spoglie, auto rilanci, aggiudicazioni fasulle, monete vendute che riappaiono il giorno dopo. Tanti commercianti addirittura aprono o hanno aperto la loro sezione ufficiale sulla baia etc etc. Il motivo? Facile facile, e bay come tutta la rete è liquida, molto anonima, facile da utilizzare senza tante formalità. Si accede ci si registra (una volta) e da lì in avanti è tutto veloce rapido immediato. Attenzione a giudicare L utente e bay come un babbeo (cosa che traspare dagli interventi qui sopra tranne L ultimo). Se capita che le aggiudicazioni a volte abbiano prezzi superiori a quelli che spuntano in asta, è pur sempre vero che anche confrontando lo stesso pezzo su aste differenti a volte i realizzi differiscano in modo molto poco razionale (a volte anche del 50% in più o in meno). Questo perché il mercato è e sempre Sarà asimmetrico (e bay o non e bay) , con compratori assolutamente NON razionali e NON in possesso di tutte le info necessarie prima di intraprendere un asta. Aggiungete inoltre il fatto che magari in un asta ci sono 3 persone interessate ad Un pezzo per vari motivi, in un Altra lo stesso pezzo può essere conteso da 10 come da 1 solo. Anche le aste heritage hanno discrepanze abissali (li è anche più facile confrontare pezzi simili o addirittura uguali, dato che sono tutte slabbate
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