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    Trovo molto interessante questa discussione iniziata da @Illyricum65, cerco di dare il mio piccolo contributo postando un interessante articolo trovato in rete. Prezzi, stipendi ed inflazione nel Mondo Romano Probabilmente per il lettore medio e non particolarmente appassionato di storia o di numismatica, questo sarà il capitolo più interessante. Sapere quanto guadagnava un legionario, quanto costava un chilo di pane o un litro di vino, ci permette una più facile immedesimazione e confronto tra noi e i nostri antichi antenati. Su questo argomento siamo informati a sprazzi e in modo incompleto, Soprattutto per quanto riguarda le classi meno abbienti della popolazione che dovevano vivere in modo miserando. E’ invece più nota la condizione economica dei soldati, oggetto di leggi dello Stato, di decreti e di annotazioni di storici ed economisti, il salario del legionario va quindi considerato il riferimento tipo. La paga era modesta, ma permetteva di vivere dignitosamente ad una famiglia di quattro persone. Un soldtato romano è grossomo modo paragonabile come collocazione sociale e trattamento economico ad un impiegato moderno. Andamento delle paghe nell’esercito dal II sec aC al IV secolo dC Età Paga giornaliera Note III° sec. a.C. Legionario 120 Denarii/anno Centurione 360 Denarii/anno Cavaliere 550 Denarii/anno i soldati ricevevano anche integrazioni in beni naturali (es: sale, grano) I° sec. a.C. Cesare Legionario 225 Denarii/anno I° sec. a.C. Augusto Legionario 225 Denarii/anno Pretoriano 375 Denarii/anno Centurione 3750-15000 Denarii/anno (10 Assi/die) I° sec. d.C. Domiziano Legionario 300 Denarii/anno Pretoriano 1000 Denarii/anno Centurione 5000-20000 Denarii/anno II° sec. d.C. Settimio Severo Legionario 459 Denarii/anno Centurione 8300-33000 Denarii/anno fine II° sec. d.C. Caracalla Legionario 600 Denarii/anno corrispondenti a 1200 Antoniniani inizio III° sec. Gordiano Legionari: 1200 Antoniniani/anno fine III° sec. d.C. Legionario 1800 Nummi/anno oppure 360 Argentei/anno l'Argenteo di Diocleziano è di buona lega ed è paragonabile ad un Denario IV° sec. d.C. Valentiniano I° Fante 5 Solidi aurei Cavaliere 9 Solidi aurei Ricordiamo il rapporto tra i vari nominali romani: 1 Denario = 4 Sestertii = 16 Assi. 1 Aureo = 25 Denarii. 1 Antoniniano = 2 Denarii Costo annuo di una legione per l’erario nel III secolo aC: 600.000 denari Costo annuo di una legione per l’erario al tempo di Cesare: 3.000.000 denari Andamento dell’inflazione L’inflazione, per tutto il tempo durante il quale il denario ha mantenuto una buona lega, è rimasta bassissima, meno dell’1 % l’anno. Lo si vede chiaramente dal lentissimo aumento della paga del legionario, che è congrua con una sostanziale stabilità dei prezzi. La stabilità dei prezzi protratta per lunghi periodi significa un grande beneficio per il potere d’acquisto dei cittadini delle classi più deboli. Questo periodo di stabilità monetaria ad inflazione molto ridotta perdura, con fasi alterne relative ad limitati episodi acuti, per quattro secoli ed accompagna la grandezza di Roma: dalla vittoria nella seconda guerra punica al tempo di Settimio Severo. Il denario comincia a corrompersi con la riforma di Caracalla, si alzano i prezzi ed aumentano gli stipendi dei soldati. Caracalla emette monete svalutate a basso tenore d’argento, provocando l’inizio di una spinta inflattiva in cui l’aumento dei prezzi provocava la richiesta di maggior quantità di denaro che a sua volta faceva ancora aumentare i prezzi. Il sistema ha un tracollo a metà del III secolo quando scompare la moneta d’argento. Non avverrà alcuna ripresa, le inutili riforme degli imperatori successivi, da Aureliano, Diocleziano, Costantino, non otterranno nulla. Accresceranno però la confusione, riempiendo le tasche dei romani di inutili monete-truffa, di rame e variamente ricoperte di sottilissime pellicole d’argento. Il denario non risorgerà più e nemmeno la grandezza di Roma, dimostrazione che la grandezza di uno stato necessita di strumenti finanziari adeguati. Con il IV secolo infine si arriva al monometallismo aureo, una condizione che deprime i commerci al minuto e costringe i poveri al baratto. Di fatto il solido era solo una moneta per i ricchi e i loro commerci di alto livello. Il medioevo era oramai alle porte. Il Costo della Vita Per fare questa indagine confronteremo i prezzi dei generi di prima necessità in due date. Necessità alimentari di una famiglia di 4 persone per 1 anno nel II secolo a.C. bene fabbisogno annuo costo farina 800 kg 60 Denarii olio 68 litri 10 Danarii vino 400 litri 15 Denarii Totale 85 Denarii Stipendio legionario 120 denari 1 Asse = 1 pagnotta di pane Questa estrapolazione permette di capire che, tolte le spese vive per l’alimentazione, non rimane molto da spendere ad un legionario, tenuto conto che la famiglia ha necessità di affitto e vestiario. Tuttavia i soldati venivano anche pagati in beni di consumo, godevano di frequenti elargizioni e al momento del congedo, se vi giungevano, ricevevano una cifra consistente che permetteva a taluni di mettersi in proprio nel commercio o di rilevare una piccola attività agricola. Adesso per vedere quello che oggi chiamiamo “aumento del costo della vita” prendiamo i prezzi dei medesimi generi in una altra data, due secoli dopo. Necessità alimentari di una famiglia di 4 persone per 1 anno nel I secolo d.C. bene fabbisogno annuo costo farina 800 kg 130 Denarii olio 68 litri 25 Danarii vino 400 litri 35 Denarii Totale 190 Denarii lo stipendio di un legionario era di 365 Denarii (un Denario al giorno). Ricordiamo che un Aureo è pari a 25 Denari e che all'epoca pesa circa 6 grammi. Questo significa che un legionario riceve in un anno l'equivalente di 87,6 grammi di oro. E' curioso confrontare questa paga con quella di un soldato di Ciro di Persia nel VI° sec. a.C. che riceveva un Daride (d'oro) al mese. Il Daride pesava circa 8 gr. quindi un soldato Persiano riceveva in un anno 96 grammi di oro. Sei secoli prima i soldati persiani erano meglio pagati dei legionari romani...!!!!! Quello che possiamo osservare nel confronto con i prezzi di due secoli prima è un aumento dei prezzi molto modesto (pari ad una inflazione inferiore all’1% annuo). Le paghe aumentano in modo corrispondente in modo che la situazione di un dipendente tipo è di poco migliorata due secoli dopo. Sbarcare il lunario per un legionario rimaneva quindi problematico. Lo stipendio era calcolato in modo da bastare alle necessità di sostentamento dell’individuo. In età imperiale i soldati potevano però contare sui frequenti donativi elargiti alle truppe in occasione di ogni cambio al vertice. Inoltre in questo periodo il mestiere di legionario era relativamente poco pericoloso, data la condizione di stabilità alle frontiere nel I secolo dC. Dall’altra parte chi si arricchisce guadagna cifre stratosferiche. La forbice tra ricco e povero è enorme. I patrizi, ed anche i liberti arricchiti come il Trimalcione del Satyricon di Petronio, vivono esibendo lussi sfrenati. Citiamo un Passo del Satyricon (XXXVIII) per dare un'idea della fantasia nello sperpero del romano arricchito. Lo stesso Trimalcione ha possedimenti che si estendono per quanto è lungo il volo dei nibbi: e soldi a palate. C'è più argenteria nella casupola del suo portiere di quanta ve ne possa essere nel patrimonio di qualcuno. E i servi, poi, cavolo! Per Ercole, credo che nemmeno un decimo di loro conosca il padrone. Per farla breve, tutti questi cretini spacconi al suo confronto possono andare a nascondersi. E non ti credere che compri qualcosa. Gli cresce tutto in casa: lana, cedri, pepe. E se gli chiedi latte di gallina, lui te lo trova. Per fartela breve, visto che la lana di sua produzione non era un granché, ha acquistato a Taranto dei montoni fuoriclasse e li ha messi a montare il gregge. Un'altra volta, per avere miele dell'Attica in casa, ha ordinato che gli portassero le api dall'Attica, in modo che le api nostrane migliorassero un po' stando insieme alle greche. Addirittura in questi giorni ha scritto in India che gli spediscano il seme dei funghi. Non ha una sola mula che non sia figlia di un onagro. Guarda quanti cuscini: ebbene, sono tutti imbottiti con porpora o scarlatto. Questa sì che è fortuna! Gli altri suoi compagni di schiavitù di un tempo, occhio a non prenderli sotto gamba. Si son fatti i soldi anche loro. Lo vedi quello, seduto fra i liberti? Come se l’è passata bene! Non lo rimprovero. Si è visto il suo bel milioncino di sesterzi, ma è andato in rovina. Penso che nemmeno i capelli gli rimangano senza ipoteca. Per un pranzo Lucullo poteva spendere un milione di sesterzi (circa 250.000 denari) cifre inimmaginabili per il povero legionario. Ho trovato valori completamente diversi su una pubblicazione museale inglese della WestAir Reproduction di Birmingham allegata a riproduzioni di monete romane e riferiti seconbdo la fonte all'anno a.D 1. Da questa tabella risultano prezzi alti e stipendi bassi... una situazione poco felice che mi ha stupito. Possibile che la vita ai confini dell'Impero fosse così cara? Prodotto Prezzo Paga annuale di un insegnate 180 Denari Un paio di scarpe alla moda 150 Denari Un paio di scarpe da donna 60 Denari Seta bianca 12.000 Denari alla libbra Uno Schiavo generico 500-1500 Denari Una bella ragazza schiava 2000-6000 Denari Una schiava musicista 4000 Denari Uno schiavo vignaiolo esperto 2000 Denari Un anfora di vino 300 Sesterzi Un Modius di grano 100 Denari Un Modius di orzo 60 Denari Un Sextarius di vino 30 Denari Un Sextarius di Olio d'oliva 40 Denari Un Sextarius di sale speziato 8 Denari Un Modius di sale 100 Denari Una Libbra di maiale 12 Denari Una Libbra di vitello 8 Denari Non è possibile che lo stipendio di un maestro (un medio borghese) corrisponda a 22 libbre di vitello! All'epoca un legionario guadagnava un denario al giorno... non era possibile che guadagnasse tre volte un insegnante! Non è possibile che un Modio di farina a Pompei nel 79 d.C, costasse un Denario e un secolo prima in Inghilterra un Modio di Grano ne costasse 100 (che razza di calo dei prezzi c'era stato???). In questa tabella sopra riportata c'è qualcosa che non va'... l'ho riportata perchè non ci sono molte tabelle del genere e questa ha una fonte autorevole, ma non quadra... almeno secondo il mio parere! Diversificazione geografica del prezzo di un modio di farina nel primo secolo dC Luogo Prezzo in Assi Roma 32 Italia del Nord 16 Africa da 9 a 16 Asia Minore da 8 a 16 Palestina da 10 a 12 Egitto da 7 a 9 Dalla tabella sopra riportata si evince che la vita a Roma era molto cara, avendo prezzi più che doppi rispetto alle altre parti d’Italia. Rispetto alle Province Africane era ben 4 volte più cara. Effetto "Capitale" e conseguanza della ricchezza che affluiva a Roma da ogni angolo dell'Impero. Ancora oggi una grande città, ed una capitale in particolare, è più cara delle citta di provincia. Ecco perché molti legionari in congedo si ritiravano non in Italia ma nelle Provincie d’Africa, dove godevano di un clima migliore e un costo della vita che li rendeva se non ricchi, almeno benestanti e concedeva loro una vecchiaia serena ed agiata. Prezzi a Pompei nel 79 dC Questi li conosciamo molto bene perché l’eruzione ha congelato anche i listini prezzi dipinti sui muri… e si sono salvati anche libri contabili, fatture e bolle di consegna in quantità e varietà. Prodotto prezzo 1 modio farina 1 Denario 1 kg di pane 1/8 di Denario 1/2 litro di vino 1/4 Denario (1 Asse) 1 piatto 1/8 di Denario Prostituta 1/2 Denario Lamapada a olio 1/8 di Denario Una tunica 3 Denarii un mulo 125 Denarii uno schiavo 625 Denarii Multa per piccolo crimine 6 Denarii Ricordiamo che un modio corrisponde a 6,5 Kg. Il consumo medio di farina a persona era di circa 4 modii al mese, molto elevato, ma il pane costituiva la parte principale della dieta. Da un modio di farina si facevano 15/20 pani dai kg (dipendeva dalla mistura che poteva essere aggiunta) e che venivano venduti a un 1/8 di denario. Quindi il mestiere del fornaio in un mondo dove il pane era l’alimento principale e ra molto remunerativo dato che a 1 denario di spesa corrispondevano almeno 2 denari di ritorno. Possiamo tentare un parallelo Denario/Euro sulla base del prezzo del pane. Prendiamo come base un prezzo di 3 Euro al chilo (alto ma reale) e ricaviamo che un Denario corrisponde a circa 24 Euro. A Pompei 4 kg di pane corrispondevano a una prestazione sessuale… interessante… con il pane a 3 Euro al chilo ancora oggi il rapporto è quasi il medesimo (se ci accontenta di cosa si trova lungo le strade). Passando alle vecchie lire si trrova che 1 Denario = 50.000 Lire. Facciamo una rapida verifica, 50.000 lire al giorno di paga fanno 18.000.000 all'anno di stipendio per un legionario, che era una buona paga solo vent'anni fa'. In Euro sono poco più di 600 Euro al mese... l'importo delle pensioni minime con cui i vecchietti campano a fatica ma campano. In Africa è una cifra di tutto rispetto ed equivale a 4 stipendi base in Tunisia o in Egitto. Con questo valore una tunica costa circa 75 Euro (non c'erano i cinesi a produrre vestiario sottocosto) ed il vino 12 Euro al litro (un po' caro ma non fuori mercato), quindi apparentemente sembra funzionare. Possiamo quindi, per quanto riguarda solo il 1 secolo d.C., azzardare di dare per buona questa equazione: 1 Denario = 25 Euro = 50.000 lire 1 Sesterzio = 1/4 di Denario = 6 Euro = 12.000 lire E quindi sbizzarrirci a fare il nostro shopping nei negozi di Pompei! Da Pompei sono anche riemersi i registri di un bancario, Iucundus, dal quale abbiamo appreso molte informazioni interessanti sull’andamento dell’economia e degli scambi nel I secolo dC. Il reddito di un’azienda agricola di medie dimensioni (100 jugeri) era di 10.000- 20.000 sesterzi l’anno. Il valore di un terreno agricolo per compravendita era di 5.000 sesterzi a jugero. Dall’archivio di Jucundus è anche emersa una rilevante attività di prestito così suddivisa per fasce di valore: il 12% prestiti per cifre inferiori a 1000 sesterzi il 48% prestiti compresi tra 1000 e 5000 sesterzi il 24% prestiti compresi tra 5.000 e 10.000 sesterzi il 16% prestiti per cifre superiori a 10.000 sesterzi Iucundus, prestava danaro o anticipava soldi a mercanti. I beni scambiati: partite di lino, legnami, schiavi. Il costo del danaro Il tasso d’interesse annuo per un prestito era del 12% (ridotto al 4% per persone illustri) mentre il semplice deposito non fruttifero non era soggetto a tassazione. Costi di alcuni generi di consumo nella metà del III secolo dC Prodotto prezzo in Antoniniani rete da pesca 14 nassa 6 barca da pesca 186 pentola di terracotta 3 lampada a olio 1 un sextarius di vino 4 un capo di abbigliamento pesante 75 stivali in pelle 20 sandali/caligae 12 una spada 60 un asino 145 un cavallo 250 Prezzi nel 6° secolo dC Prodotto Costo uno schiavo 20 Solidi 1 libbra di pesce 6 Follis verdura per minestra 5 Follis 1 pagnotta 3 Follis una coperta di lana 1/25 Solidus un mantello usato 1 Solidus un asino 3-4 Solidi una copia del Nuovo Testamento 3 Solidi. Saluti
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    Amici del Forum, ho promesso qualche tempo fa di parlarvi del mio lavoro di Tesi di Laurea; l'argomento è più pertinente alle materie storiche, quindi ho deciso di inserirlo in Agorà. Nel mese di febbraio di quest'anno, mi sono finalmente laureato! Anche se si tratta di una triennale, sono ugualmente felice, in quanto conseguita dopo anni di periodi non sempre facili, di lavoro per pagarmi parte delle tasse (quasi sempre durante le sessioni di esame, quindi non potendo a volte sostenerne!) e di materie non particolarmente semplici. Sono sempre stato "contro" il sistema scolastico; provenivo da un istituto tecnico, diplomatomi perito in elettronica e telecomunicazioni. Circa vent'anni fa, quando ancora frequentavo le scuole medie, il mio allora tecnico di fiducia per le riparazioni del computer mi disse indicando un modem di quei tempi: Vedi, questo è il futuro! Se vuoi studiare qualcosa di tecnico, le telecomunicazioni sono la giusta strada! Ero perfettamente conscio del fatto che, nella scuola che avrei scelto qualche anno dopo, non avrei di certo giocato con il PC tutto il giorno, ma finii con l'odiare le materie tecniche: teoria all'inverosimile, con rarissimi riscontri pratici. Schemi di circuiti elettrici con formule matematiche a tratti incomprensibili. La maggior parte dei miei compagni di classe (me compreso!) studiava ma senza capire cosa concretamente riguardassero tali nozioni. Ogni inizio dell'anno scolastico, mi promettevo di stare attento e di migliorare la mia media dei voti, ma alla prima difficoltà se ne sommava un'altra e via dicendo e lasciavo perdere tutto... non ero fatto per quegli studi, ma comunque (eccetto un anno! ) venivo promosso. Gli unici voti elevati li ottenevo nelle materie umanistiche, come Lettere e Storia (erano anche riusciti a farmi odiare il Diritto, anche se sentivo un interesse per questa materia!). Penso che la scuola abbia innanzitutto il dovere di coinvolgere gli studenti; visto che formerà le menti del domani. Finito quindi (con mia somma felicità!) il percorso di studi alle scuole superiori, potevo scegliere finalmente una strada diversa ed ero anche più maturo come età. Pensai alla facoltà di Psicologia, ma per pochi punti non ne superai il test d'ingresso (assurdo, non poter nemmeno scegliersi liberamente l'università!) e, parlando con un Maresciallo dell'Arma dei Carabinieri in pensione, amico di famiglia, della mia passione per l'attività delle Forze dell'Ordine, egli mi disse di lasciar perdere Psicologia (anche se la volevo applicata alla criminologia) e di iscrivermi a Giurisprudenza. Esposi le mie perplessità, ma pensai che forse sarebbe stato diverso dalle scuole superiori. Così, iniziai i miei nuovi studi, soddisfando quella innata passione anche per i casi di cronaca (seriamente e scientificamente considerati) e le discipline connesse. Notavo anche un interesse maggiore (e una maggiore facilità di apprendimento) per le materie pubblicistiche (connesse al Diritto pubblico). Ho sostenuto, tra gli insegnamenti opzionali, due esami in ambito storico-giuridico e uno di Medicina legale. Fin da subito, pensai che la mia Tesi di Laurea dovesse riguardare un reato commesso; l'ho sempre vista come un'opportunità, piuttosto che una seccatura. Non sapevo però di cosa mi sarei occupato, finchè un giorno, mentre svolgevo il Servizio Civile Nazionale Volontario nella biblioteca del mio Comune, notai - precisamente nell'Archivio fotografico - un'immagine che mi colpì: cinque vittime di un eccidio di guerra. Quasi immediatamente cercai di documentarmi su tale fatto, scoprendo che era avvenuto nel 1944 in un paese del Veneto, non lontano da dove vivo. Autori del fatto furono alcuni membri di un gruppo partigiano, che, dopo molte azioni utili alla Liberazione, avevano sterminato quella famiglia in quanto aveva rifiutato loro la consegna di generi alimentari, necessari alla sopravvivenza nel periodo resistenziale. La Resistenza fu anche una guerra civile in Italia; tralasciando pretesti politici, la vita in quei momenti era difficile e potevano avvenire (giuste o non) vendette di ogni tipo. Tralasciando quindi opinioni politiche, mi documentai sul fatto, ma non semplicemente restando su Internet o con i libri già scritti sull'argomento (dei quali incontrai o contattai tutti gli Autori), recandomi invece sul posto, raccogliendo documenti all'Archivio di Stato, negli Archivi della Magistratura (Tribunale, Corte d'Appello e Cassazione) e nel Comune dove avvenne l'eccidio. Coinvolsi anche la mia ragazza, che spesso mi accompagnò nelle ricerche, durante le quali ho incontrato persone e testimoni di ogni tipo, per lo più gentilissimi e che ogni tanto sento ancora. Ho quindi messo in luce, in quanto la storiografia locale non la contemplava, tutta l'attività processuale conseguente a quel reato; sono emersi particolari e versioni del fatto inedite. Con mia grande sorpresa ed onore, sono anche arrivati i complimenti dagli storici locali, che da anni studiano ed hanno studiato la vicenda, con la proposta della pubblicazione del mio lavoro (prevista per l'anno prossimo) e la citazione del mio elaborato in un recente testo di Storia locale. Sono attualmente al lavoro anche per un piccolo articolo, sullo stesso argomento, che sarà pubblicato in una rivista di apicoltura (la famiglia uccisa allevava api e fu nominata nella vecchia edizione di essa degli anni '40). Il mio punteggio di Laurea non è stato molto elevato, ma la Tesi mi è stata valutata 6 punti su 6. Nella mia festa di Laurea, non potevano mancare riferimenti alla Numismatica, come alcune monetine in Euro ricevute come regalo e scherzo e alcune immagini di bandiere dei mini-Stati, che apprezzo numismaticamente Chi sul Forum mi conosce, sa che amo particolarmente l'attività divulgativa in Numismatica (anche con articoli dedicati); sono quindi davvero felice di intraprendere divulgazioni anche a livello storico. Pensandoci, chi ama la Numismatica, spesso ama anche la Storia! Con la mia ragazza in attesa della proclamazione (a porte chiuse!) Laureato e con la Tesi Durante i festeggiamenti! Si notano le bandiere dei mini-Stati numismatici: San Marino, Monaco (che però avevo sbagliato ad appendere! :D) e Andorra Il Vaticano è nella foto che ho sulla maglia, scattata in Piazza San Pietro! Qualcuno noterà anche il vino!
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    Grazie per il post di dedica nonostante la mia lunga assenza sul forum! Saluti, Marco B.
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    Mah, andando avanti in questa discussione ho avuto veramente una sensazione straniante. @simo88: hai per le mani un cimelio, un pezzo che la maggior parte dei collezionisti può solo sognare. Le reazioni che hai ricevuto si sintetizzano un questa frase che mi permetto di scrivere come credo diversi utenti l'abbiano pensata: "Ma come?! Questo ragazzetto ha il coraggio e la fortuna di spendere 3.600 euro per un medaglione di Commodo splendido come pochi, e poi non conosce neanche la vita dell'Imperatore? E magari vorrebbe pure devastare il pezzo con interventi di vario tipo?". Ecco, credo, senza volerti minimamente offendere, che molti abbiano avuto una sensazione simile. Alle monete, e in special modo ai pezzi eccezionali come il tuo, si deve rispetto. Sono testimonianze eccezionali del passato. Conoscerle e curarle diventa un dovere, specie di fronte alla bellezza e al costo di oggetti come il tuo medaglione, e te lo dice un utente che - per scelta - non le colleziona. Rispetta quel che compri e i soldi che spendi leggendo e studiando, è l'unico modo che hai per "renderti degno" di acquisti come il tuo medaglione.
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    Buongiorno a tutti sono la figlia di Franchino Rosario e mi sono iscritta solo per mandare a tutti quelli che lo ricordano un saluto da parte mia e soprattutto da mio padre che a 96 anni è ancora qui a ricordare i bei tempi della nascita della numismatica milanese.
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    la discussione sta prendendo una piega strana... ora: 1 - Simo, la moneta è tua, ma se a degli appassionati di numismatica prospetti cose come il ritocco di un medaglione di Commodo di per sé fantastico e acquistato in un negozio titolato, è probabile che ti becchi "una pioggia di insulti" 2 - stiamo andando a tentoni rispetto all'obiettivo del post, passiamo dalla condivisione dell'acquisto, alle catacombe, al ritocco, alla legislazione... non so, cos'altro 3 - qualcuno si chiede come mai un acquisto così importante se "non sai" e se vorresti anche ritoccarla.... insomma... non stupirti se qualcuno si chiede "ma dove vorrà andare a parare"? questa a mio avviso rischia di diventare una "discussione" di quelle pericolose.... personalmente l'abbandono perché non ha più nulla da dare ... ma resta un parere personale.... Questo non è il tipo di discussione che apprezzo... perché dopo la prima e ottima fase si trasforma in un post di "nientologia" ..... fiano a quando si parla di monete, storia etc, sono dei vostri, a questo livello non più ciao
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    epoca di FILIPPO II, che ne dite di questo Sant'Ambrogio,
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    Il medaglione lo hai comprato ma "non e' tuo" tu hai comperato una responsabilita' cui dovrai ottemperare finche' sara' in tuo possesso,la responsabilita ' di custodirlo e preservarlo nelle condizioni in cui l'hai trovato al momento dell'acquisto. Ricordati che quando io e te non ci saremo piu' lui sara' ancora qui per il piacere di studiosi e appassionati ,non e' nel nostro diritto modificarlo in alcun modo. Con simpatia. Adelchi.
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    Indubbiamente la mia presenza è scontata, dalla mattina alla sera. In questo numero non ho collaborato, ma certamente non mi farò mancare una bella giornata, insieme a quegli amici, che come me credono in questo progetto, e spendono molta energia per far si che, questo ottenga dei risultati sempre più importanti. Molto è stato fatto e molto si farà, le collaborazioni continuano. Invito chi voglia far parte del nostro team, a scriverci all' indirizzo presente nel volantino, saremo ben lieti di abbracciare quanti vogliano esser parte integrante di un gruppo concreto, un gruppo che non ha scopi di lucro, secondi e/o terzi fini, bensì uno ed un solo scopo comune, quello di dare la parola a tutti coloro che ne fanno richiesta, coloro che hanno voglia di raccontare storie, storie legate direttamente e non, a quella numismatica che ognuno di noi, vorrebere vedere sempre viva. Quello che stiamo tirando su, è qualcosa di importante, una grande testimonianza, di quanto possa ancora crescere umanamente questo mondo, tralasciando così i meri interessi economici ad altri, interessi che spesso e volentieri, danneggiano la numismatica. Concludo ribadendo che, questo è un ottimo modo per sorreggerla questa numismatica, ma altresì, è anche un modo per dare animo e voce alle proprie nostre conoscenze, renderle comuni, ed a pronta disposizione di chi non le ha, ed ha fame di averne. Davide.
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    Ciao. Interessante il lavoro di Claudio, le cui "tabelle" provano a standardizzare il più possibile quello che attualmente è un giudizio fondato su definizioni terminologiche che, alla fine dei conti, sono molto discrezionali, essendo quelle sottese alle solite sigle che si utilizzano tradizionalmente per esprimere i giudizi di conservazione. Claudio dovrà però fare i conti con la peculiare situazione italica, che in questo campo presenta caratteristiche "culturali" sue proprie, che sarà molto difficile superare. 1. Innanzitutto, in quale Paese al mondo si sigillano le monete all'interno di bustine di plastica, con 4 rivetti da carpentiere? Questa modalità "casareccia" tutta italiana mi pare che mal si sposi con tecniche di grading sofisticate, data la possibilità di alterazioni della moneta periziata dovute a successivi maneggi irrituali che possono danneggiarla o alterarne le caratteristiche originali. Per tacere della possibilità che la perizia stessa possa essere alterata da abili manomissioni dei rivetti e/o dei cartellini. Quindi ad un grading sofisticato dovrebbe forse corrispondere sempre una slab, ma questa soluzione di imprigionare la moneta non è gradita al collezionista italiano (con le debite eccezioni, che confermano la regola). 2. L'Italia non ha un "mercato delle conservazioni" tale da giustificare un Ente certificatore indipendente che svolga unicamente questa attività. Tempo fa un collezionista/imprenditore ha anche provato ad impostare in Italia un mercato numismatico di stampo "americano" e addirittura "borsistico" (vi ricordate l'ISNI?), ma l'iniziativa non è andata oltre le buone intenzioni. 3. Come diceva Alberto, al mercato numismatico e peritale italiano possono accedere i soggetti più disparati, complice la mancanza di standard formativi e l'accesso pressoché libero a registri ed Albi di Camere di commercio e Tribunali. Questa situazione di anarchia ha indotto molti collezionisti ad identificare solo alcuni Periti come attendibili, con la conseguenza che alcuni altri, pur vantando sulla carta gli stessi "titoli", non vengono presi in considerazione. Forse, caro Claudio, prima di pensare ad un metodo di grading migliore, bisognerebbe pensare a standardizzare la formazione dei Periti. Altrimenti si correrà sempre il rischio di fornire uno strumento di lavoro a soggetti diversamente preparati e quindi diversamente formati per utilizzarlo. Saluti. Michele
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    Wow...che bella biblioteca polposa, complimenti Poemoenius...tra l'altro noto un'accurata scelta dei testi di riferimento nel settore numismatico del tardo impero romano-bizantino. Io ho scelto di ampliare la biblioteca a più settori, quello greco, islamico e le zecche italiane... posto anch'io qualche foto esemplificativa, l'impianto del mio studio-biblioteca è di stile più classico e la postazione di lavoro con scrivania al centro è circondata da librerie contenenti opere di numismatica e storia come necessario complemento, ci sono anche due poltroncine vicino alla finestra per letture più comode e rilassanti per gli ospiti... il tempo dedicato allo studio della storia e delle monete deve svolgersi in uno spazio gradevole e possibilmente comodo
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    Imperatore gia’ trattato in “monete imperiali romane” diversi anni fa , vorrei pero’ riproporre Pertinace principalmente dal punto di vista della Storia Augusta e da qualche tratto di Cassio Dione ; Dione certamente la fonte letteraria piu’ sicura e diretta di cui disponiamo per la vita di Pertinace in quanto il Senatore Dione fu amico personale di Pertinace , anche Erodiano fu prossimo ai fatti trattati , seguono iscrizioni varie e monete ; insomma pare che la Storia , in compenso alla estrema brevita’ e tragicita’ del suo regno , lo abbia ricompensato con molte informazioni sulla sua vita , al contrario di tanti personaggi di piu' lungo regno e popolarita' . Publius Helvius , chiamato dal padre Pertinax , cioe’ tenace , nacque ad Alba Pompeia nel 126 il 1 o 10 di Agosto in una fattoria di proprieta’ della madre situata sull’ Appennino ligure ; anticamente quando nacque il nostro personaggio , Alba faceva parte della Liguria . Il padre si chiamava Publius Helvius Successus , mentre la madre pare si chiamasse Lollia Acilia , ma non e’ citata dalla Storia Augusta , ne’ da Cassio Dione ed Erodiano , quindi la nomino solo come informazione non accertata ; dal nome della possibile madre , che si compone di due nomi gentilizi di Gens romane , i Lollii e gli Acilii se fosse confermata , Pertinace potrebbe avere avuto il ramo materno di origine romana , mentre il padre , forse un liberto , era originario della Liguria e secondo Giulio Capitolino , uno degli scrittori della Storia Augusta che tratta anche di Pertinace , costui era un commerciante di lana , secondo altri di legname , comunque sia volle soprannominare il figlio , Pertinace , per aver voluto da piccolo continuare con tenacia il mestiere del padre . Ancora oggi la cittadina conserva questo nome , anche se attualmente fa parte del Comune di Cuneo , in Piemonte . Giulio Capitolino narra un aneddoto sulla nascita di Pertinace , quando questi nacque , un puledro si arrampico’ sul tetto della casa , poi cadde e rimase ucciso ; il padre interpellato un indovino circa il fatto accaduto , questi gli profetizzo’ un brillante avvenire per il figlio , ma Successo , poco convinto e dubbioso circa la previsione del futuro del figlio , gli rispose che intanto pero’ aveva perso il valore dell’ animale . La Storia Augusta dedica parecchie pagine a Pertinace nonostante il suo brevissimo regno , sarebbe troppo lungo ripercorrerle tutte passo passo , quindi ne faro’ un estratto degli aspetti piu’ importanti . Pertinace completo’ l’ istruzione , dopo aver appreso la grammatica e l’ aritmetica , da un maestro greco e da Sulpicio Apollinare un retore cartaginese maestro anche di Aulo Gellio , il che dimostra che la famiglia di Pertinace era di un grado sociale abbastanza alto in rapporto alla professione del padre , per potersi permettere un insegnante del genere , tanto che in base agli insegnamenti ricevuti , questi gli permisero di dedicarsi egli stesso alla professione di maestro . Fare il maestro non era pero’ il massimo delle aspirazioni per Pertinace , quindi decise di dedicarsi alla carriera militare e grazie all’ interessamento dell’ ex Console e patrono del padre , Lolliano Avito raggiunse il grado di Centurione ; il nome dell’ ex Console fa sospettare un certo legame familiare con la probabile madre di Pertinace , Lollia Acilia . Piu’ tardi parti’ per Antiochia in Siria dove contribui’ alla vittoria di Marco Aurelio contro Avidio Cassio e per meriti militari qui ottenuti fu trasferito in Britannia dove rimase per qualche anno contribuendo alla Vittoria Britannica di Commodo ed anche reprimendo tentativi di rivolte contro Commodo , al punto di alienarsi il favore dei militari che lo ferirono e minacciarono di morte per avere restaurato l’ antica dura disciplina militare ; da qui si reco’ in Mesia dove ottenne il comando di un distaccamento di ausiliari . Passo’ poi in Italia distribuendo in Emilia sussidi alla popolazione povera ; in seguito fu eletto comandante della flotta germanica trasferendosi in Germania con la madre , la quale poco dopo mori’ e qui fu sepolta , ai tempi di Giulio Capitolino era ancora visibile . La successiva tappa militare lo vide diventare Procuratore in Dacia per controllare le finanze della provincia , qui venne sospettato di peculato , in seguito riconosciuto , a torto , ma cadendo per un po’ di tempo in disgrazia venendo in seguito riabilitato da Claudio Pompeiano , genero di Marco Aurelio e grazie ad ottenuti successi militari entro’ in Senato con il rango di Pretore e completamente riabilitato dall’ accusa di peculato . Per la rapida riconquista della Rezia e del Norico a seguito dell’ invasione germanica fu eletto Console ; fu anche Governatore delle due Mesie , e come abbiamo letto , della Dacia e della Siria . Come si puo’ notare , la carriera militare di Pertinace , in base alla sequenza della Storia Augusta , non segue un esatto percorso temporale , ma salta avanti e indietro nel tempo . Come carattere Pertinace fu mite ed esemplare in tutte le attivita’ civili , tanto che il depravato Commodo riconoscendogli queste doti , che lui non aveva , lo volle Console per la seconda volta insieme con lui . Al tempo di Commodo , Perenne , il potente Prefetto di Roma , forse per timore del favore imperiale e del grado raggiunto o per invidia , gli ordino’ di ritirarsi in Liguria nella sua citta’ natale ad Alba , qui Pertinace acquisto’ vasti terreni ed edifici e per tre anni esercito’ il vecchio mestiere del padre . La notte del 31 Dicembre del 192 , Commodo fu assassinato e il Prefetto del Pretorio Leto insieme con il funzionario di Corte , Ecletto , portarono Pertinace presso i Pretoriani che lo elessero Imperatore dietro promessa del solito donativo ; la mattina dopo il 1 Gennaio 193 , il Senato ratifico’ la nomina , Pertinace aveva 66 anni . In verita’ Pertinace non voleva accettare la nomina a Imperatore ben sapendo la pericolisita’ della carica tanto che chiese a Claudio Pompeiano il genero di Marco Aurelio o secondo altre fonti ad Acilio Glabrione , di assumere l’ Impero , ma questi rifiutarono entrambi ricordando la sorte toccata a Commodo , Pertinace tornato alla Curia venne ufficialmente acclamato Imperatore da tutti e non pote’ sottrarsi alla sorte ; in cambio chiese che la moglie non fosse chiamata , Augusta , ne’ il figlio , Cesare , ben conoscendo la pericolisita’ della vita di corte e sottraendoli in tal modo al rischio di una eventuale sua uccisione , cosa che in effetti a breve si realizzo’ . Infatti il Prefetto del Pretorio , Leto , sentendosi offeso da Pertinace che lo considerava un consigliere di scarso peso , si era pentito di averlo fatto eleggere Imperatore e fomento’ la rivolta dei Pretoriani , gia’ delusi degli scarsi donativi ricevuti , cosi’ trecento di loro si recarono armati al palazzo imperiale decisi ad uccidere Pertinace ; nel frattempo Leto mandato incontro ai Pretoriani per dissuaderli , invece si dileguo’ avviandosi verso casa , mentre il solo Ecletto tento’ di difendere Pertinace ma venne facilmente sopraffatto . Pertinace imperturbato si presento’ solo d’ innanzi ai Pretoriani e con un saggio e risoluto discorso stava intimorendo i piu’ che gia’ giravano le spalle , quando un Gallo Tungro lo trafisse con una lancia e gli altri con vigliaccheria gli furono addosso per finirlo ; la sua testa mozzata fu portata in giro per le strade deserte di Roma , cosi’ fini’ Pertinace . Pertinace , ci racconta Capitolino , era un vecchio dall’ aspetto venerando , alto , con lunga barba e capelli ricci , leggermente panciuto , anche se l’ alta statura gli conferiva un aspetto imperiale . Era affabile con tutti e buono di carattere , cordiale , rispettoso del Senato da cui proveniva . La sua morte fu preannunciata da presagi : una volta gli sembro’ di vedere riflessa nell’ acqua della piscina , l’ immagine di un uomo che si avventava contro di lui per ucciderlo ; il giorno della sua morte nei suoi occhi non si videro le pupille ; mentre il giorno prima della sua morte si videro in cielo , in pieno giorno e accanto al Sole , delle stelle splendenti di vivissima luce , prodigio che forse fu immortalato nelle emblematiche monete emesse con la legenda Providentiae Deorum dove si vede la Provvidenza con un braccio teso verso l’ alto e che guarda un globo che emette raggi . Settimio Severo quando rimase unico Imperatore assunse , come rispetto e ammirazione verso l’ operato di Pertinace , assunse il suo nome , lo divinizzo’ e i suoi resti furono tumulati nel Mausoleo di Adriano . Ma a parte le qualita’ morali di Pertinace , perche’ assurse a tanta popolarita’ il brevissimo suo regno ? Pertinace nel suo brevissimo tempo disponibile , come forma di governo , si ispiro’ a Marco Aurelio , Cassio Dione lo definisce sinteticamente “uomo eccellente ed onesto” , diede una svolta democratica al governo di Roma , ristabili’ l’ ordine nella pubblica amministrazione , riformo’ la giustizia , sano’ la situazione fiscale e finanziaria dello Stato , si occupo’ personalmente del bene pubblico , risano’ molte strade romane , tutte materie in precedenza devastate e trascurate da Commodo ; dimostrazione del suo ottimo governo e’ che Pertinace nonostante la brevita’ estrema del suo regno fu ricordato in numerose iscrizioni sparse per tutto l’ Impero . Naturalmente furono tutte riforme invise ai disonesti , tra cui i Pretoriani che videro diminuire i loro interessi e il loro peso politico , al punto che giunsero ad eliminarlo dopo meno di tre mesi di governo . Cassio Dione , contemporaneo a questi fatti , oltre che amico personale , pronuncia nella sua Storia un solo appunto ed errore di concetto rivolto a Pertinace , forse dovuto alla fretta nel riformare lo Stato stravolto da Commodo , cioe’ di avere operato tutte queste riforme in “un colpo solo” senza tenere conto che queste riforme richiedevano molto tempo e tanta prudenza , in modo che tutti si accorgessero dei buoni cambiamenti un po’ alla volta’ , anziche’ repentinamente ; questo forse avrebbe evitato la brusca e violenta reazione dei disonesti colpiti immediatamente nei loro interessi . Ci sarebbe tanto ancora da narrare su Pertinace , ma termino per evitare di annoiarvi ulteriormente , allego qualche foto della IX Regione augustea Liguria , di Pertinace trovata ad Apulum in Dacia , una delle emblematiche monete descritte nel post a proposito dei prodigi che precedettero la morte di Pertinace e i link di alcune delle tante iscrizioni che ricordano il nostro Imperatore . http://db.edcs.eu/epigr/epi_einzel_it.php?p_belegstelle=CIL+13%2C+04323&r_sortierung=Belegstelle http://db.edcs.eu/epigr/epi_einzel_it.php?p_belegstelle=AE+1963,+00052&r_sortierung=Belegstelle http://db.edcs.eu/epigr/epi_einzel_it.php?p_belegstelle=CIL+14%2C+04138&r_sortierung=Belegstelle http://db.edcs.eu/epigr/epi_einzel_it.php?p_belegstelle=CIL+02%2C+04125&r_sortierung=Belegstelle http://db.edcs.eu/epigr/epi_einzel_it.php?p_belegstelle=CIL+13%2C+04323&r_sortierung=Belegstelle http://db.edcs.eu/epigr/epi_einzel_it.php?p_belegstelle=CIL+02%2C+05128&r_sortierung=Belegstelle http://db.edcs.eu/epigr/epi_einzel_it.php?p_belegstelle=CIL+08%2C+08425&r_sortierung=Belegstelle http://db.edcs.eu/epigr/epi_einzel_it.php?p_belegstelle=CIL+08%2C+10242&r_sortierung=Belegstelle
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    Salve, segnalo : http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/?p=14130
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    Titolo Evento: Prima giornata di distribuzione del Gazzettino di Quelli del Cordusio (settembre 2017) Categoria: Eventi culturali Data Evento: 10/09/2017 Domenica 10 settembre p. v. verrà effettuata la prima distribuzione del Gazzettino di Quelli del Cordusio di settembre 2017. Per l'occasione abbiamo pensato di organizzare, oltre alla ormai piacevole consuetudine dell'aperitivo per festeggiare la nuova pubblicazione, un pranzo sociale presso un locale del centro di Milano. La scelta del locale verrà effettuata - per motivi logistici - quando avremo un numero di massima di partecipanti, preghiamo pertanto chi fosse interessato a partecipare all'evento di scrivere già da ora in questo topic la propria adesione (pranzo e aperitivo o solo uno dei due). Vi aspettiamo numerosi per una giornata di amicizia, di condivisione, di Numismatica per tutti e di tutti! Antonio Link al calendario: Prima giornata di distribuzione del Gazzettino di Quelli del Cordusio (settembre 2017)
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    Forse se anziché pensare ad introdurre certe leggi ci si adoperasse per far studiare nella scuole la storia del '900, certe ridicole e bizzarre iniziative non sarebbero neppure prese in considerazione. Credo che chiunque, dotato di un minimo di buon senso e che conosca almeno per sommi capi le conseguenze provocate delle dittature del '900 in Europa (ivi compresa quella dell'Unione Sovietica e quelle dei regimi totalitari dell'Est Europa) ,non possa ragionevolmente auspicare che quei regimi si rinnovino oggi. Fra l'altro, anche il termine di "nostalgico" mi suona abbastanza improprio, dal momento che per provare "nostalgia" di qualcosa bisogna (quella cosa) averla vissuta e dunque i nostalgici "doc" oggi come oggi dovrebbero essere al più dei maturi nonnetti e nonnette (con tutto il rispetto per i suddetti) ultrasettantenni che, non foss'altro per motivi anagrafici, dovrebbero trovarsi in una condizione psicofisica antitetica a quella "rivoluzionaria" richiesta dai sostenitori del celebre "ventennio". Dopodiché i sedicenti e impropri "nostalgici", che non hanno vissuto sulla loro pelle il fascismo e la guerra, sono sempre esistiti, esistono ed esisteranno sempre ma a tenerli a bada vi sono già leggi specifiche e leggi generiche che, se applicate (ripeto: se applicate...) possono contenere e reprimere già oggi certi fenomeni di devianza. Senza bisogno di scandalizzarsi se qualcuno commercializza il fiasco di vino "del duce"....o ne vende il ritratto o la medaglia, perché più che di "apologia del fascismo" direi che in questi casi saremo al più in presenza dell'apologia .......del folklore. Massimo rispetto per l'on. le Fiano e per la vicenda della prigionia del padre...però vorrei anche osservare che il suddetto non è l'unico ad aver avuto parenti nei campi di prigionia o morti dentro un sommergibile o su un aereo, in una guerra che non era voluta da chi è stato chiamato (anzi...è stato obbligato) a combatterla, in nome di ideali che non è detto che fossero condivisi. Quindi, direi che si può anche essere antifascisti (o anticomunisti) senza per questo essere ottusamente intransigenti ed iconoclasti versoi passati simboli di quei regimi. Saluti. M.
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    Gentilissima Sig.ra Carla mi ricordo benissimo di suo padre ho anche comperato monete ai convegni organizzati dal CENTRO CULTURALE NUMISMATICO MILANESE al PALAZZO DELLA BORSA, o al HOTEL EXECUTIVE, ero sempre in compagnia di CANTONI mancato due anni fa a 100 anni. Posto una foto del 1976 che sicuramente riconoscerà qualche amico
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    Questo non potevo farlo scappare un doppi 9 Cavalli Napoli 1790! Non è una variante ma solo un errore di conio o meglio una ribattuta ma molto molto particolare . La prima che vedo così. Voi? E come non metterlo in collezione......... Gr.4,5 MM.24,0 irregolare Contorno; treccia in rilievo ma molto "scomposta".
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    Beh .... mi sono divertito un paio d'ore. Interessato come sono alla monetazione del Patriarcato d'Aquileia e vedendo in questa medaglia un'aquila ed un vescovo con un bel pastorale e vedendo che la leggenda iniziava con AQVIL ....la cosa mi ha stuzzicato. E' stato bello identificare una medaglia che non conoscevo assolutamente cercando di distinguere ed interpretare le singole lettere ed interpretando infine le legenda. Ciò mi ha portato in Francia, nella Diocesi di Saint-Paul-Trois-Chateaux, Tricastrinensis in latino. Le legenda sono infatti + AQVILA IMPATORIS ROMANI e + ..... ONIS ... TRICASTRNI
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    Dovrebbe essere il punto lasciato da un compasso per definire lo spazio disponibile del tondello su qui lavorare. In genere veniva poi rimosso a lavoro finito, ma può capitare che in alcuni conii sia stato "dimenticato", anche per la fretta.... Se è così, si potrebbe spiegare come mai è presente solo su alcuni conii e non in tutti e capita molto spesso che non si ritrovi nel conio controlaterale... Certo, sarebbe utile calcolare l'incidenza di questo punto "dimenticato" su ogni lato della moneta, ossia se è molto più presente al diritto oppure al rovescio. Non mi risulta che sia stato fatto uno studio specifico sull'argomento, ma segnalo un mio articolo sui "globetti traccianti": MA 63 - Globetti traccianti.pdf
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    Ci siamo...ci siamo...a fine settimana prossima avremo le copie cartacee del Numero 2 del Gazzettino, dire a tempo di record è poco... Ovviamente verranno distribuite inizialmente una domenica di settembre al Cordusio e poi ci saranno vari passaggi per comunicarlo, distribuirlo, pensiamo a una serata al Centro Culturale Numismatico Milanese, a Bergamo il 28 ottobre alla Giornata dei Circoli, sicuramente Verona e comunque ogni domenica al Cordusio...e dove ci sara' almeno uno di noi, sarà un porta a porta... E così termina per noi ma inizierà per voi questa seconda puntata di questa incredibile favola numismatica che continua, un piccolo ma determinato, laborioso, organizzato gruppo come quello di " Quelli del Cordusio " di cui mi onoro farne parte che come una formichina realizza un prodotto divulgativo, ma ormai non solo, ricco di contributi, articoli, news per tutti sia in cartaceo che poi in digitale con solo se vorrete una offerta libera sempre ben gradita, ma non indispensabile. Per il resto sarà come sempre un piacere darlo a mano uno per uno, una storia numismatica in fondo lamonetiana, noi siamo Lamoneta ma ci piace essere tutto e sopra tutti, senza maglia e medaglietta, per la numismatica e quindi per voi, ma anche per la società civile che tramite il Gazzettino sta capendo cosa sia una moneta.... Molti non esagero sono arrivati alla numismatica anche grazie a questo Giornale....l'obiettivo uno dei tanti era in fondo anche questo... Auguri a noi e complimenti a tutti, veramente grandi, 12 autori, 12 protagonisti....un impegno importante che però è stato letto in digitale da tutte le parti per non parlare del cartaceo da conservare.
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    Associare i diamanti alle monete non lo condivido... un minerale tagliato implicitamente è più facile da giudicare in quanto ha caratteristiche misurabili, una moneta trascende tutto ciò, a mio avviso
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    Sbaglio se dico che la piu' antica moneta con il nome di Milano per esteso e' questa ? Desiderio re dei Longobardi,zecca di milano.
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    Si è vero Antonio, sei un buon psicologo, si vede che sto bene con me stesso sia livello personale che numismatico visto che siamo su Lamoneta.... Incontri come quello mostrato sono poi il segreto della buona e virtuosa numismatica, incontrare realmente chi non conosci, parlare di numismatica del più e del meno, dare un Gazzettino e stringere la mano, hai trovato, anzi abbiamo trovato un amico in più, cosa vuoi di più ? E quanti ne abbiamo trovati in questi mesi ? Tanti, tanti...chiamiamola divulgazione, condivisione, amicizia fate voi... E' una numismatica di servizio, lontana da quella che a volte sembra essere più politica numismatica e interesse che non mi riguarda personalmente, non mi appartiene, sono qui per altro e continuerò come sempre...con sempre più motivazioni ma per tutti, tutti... Quando sono entrato sul forum mi ero ripromesso una cosa di essere e rimanere sempre me stesso coi miei principi, le mie idee, i miei sogni e tanti obiettivi da realizzare, e così continuo e continuerò sempre più con voi e con chi vorrà, la forza e la serenità di poter fare quello che voglio, che mi piace, che condivido, che possa essere utile alla comunità, a tutti, in fondo che cosa ho da perdere ? Nulla...proprio nulla, le gratifiche umane e culturali come quella mostrata sopra sono la vera ricchezza, il resto è poca cosa in fondo....
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    Esteticamente non sarà bellissima.... ma il messaggio è IMPORTANTE Con questo 10 soldi FILIPPO II si presenta come DIFENSORE DELLA FEDE CATTOLICA Sul CORPUS è disegnata
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    Esaudisco richiesta di @anto R con un bel esemplare di filippo 1666.....................
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    Leggo ( e guardo con invidia le belle monete ) da ignorante ma con molto piacere i contributi di tutti, complimenti ! Allego il mio testone milanese cedutomi da un caro amico.
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    Prima che questa moda dell'SLP prenda troppo piede chiariamo subito che è una sigla che non esiste, si dice SPL, che non è altro che l'abbreviazione di SPLendido/a. Per il resto, questo 100 lire probabilmente non è un FDC pieno, ma si tratta di una moneta non circolata o circolata pochissimo. La rigatura del contorno presenta ancora tracce di lustro che sono difficili da vedere in un "semplice" SPL. Per essere più precisi occorrerebbero foto migliori di quelle postate ma come sempre una visita da un buon perito è risolutiva in questi casi. Per il resto consiglio al buon @Dux (che poi ci vorrà ben spiegare perchè si è iscritto due volte cambiando nickname, cosa che mi pareva un tempo severamente vietata dal regolamento) di non esprimersi con determinate certezze granitiche che non possiedono nemmeno esperti che vedono e studiano monete da 50 anni. Visto soprattutto che siamo passati nel giro di pochi post da un BB o poco più del valore di 2,00 euro a un SLP meno (sic) del valore di 180-190 €. D'accordo che siamo in Italia e come recita una famosa barzelletta qui da noi "chi non sa, insegna", ma al di fuori delle barzellette quando non si ha sufficiente esperienza di un argomento è sempre preferibile leggere, informarsi ed imparare prima di voler insegnare agli altri determinate nozioni.
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    La numismatica non è una scienza statica ma in continuo aggiornamento ed è normale che opere più recenti abbiano reso "superata" una catalogazione di alcuni anni precedenti, come in questo caso. E' nella natura stessa dell'argomento trattato, non vedo quindi perché rimanere delusi se un'opera di alcuni anni fa non riporta quanto emerso successivamente Come già indicato più di una volta nelle prefazioni dei singoli tomi, il MIR non vuole essere un'opera scientifica e non prende in esame tutte le varianti, ma mira ad essere una valida alternativa al CNI rispetto al quale ha sicuramente molti vantaggi: formato più agevole, contenuti più moderni, praticità delle foto intercalate col testo e riferimenti di natura commerciale come rarità e valutazioni, il tutto ad un prezzo che è circa la metà. Sono queste caratteristiche ad averne decretato il successo. Se dovessimo "spendere" mezza pagina solo per analizzare le varianti del bolognino piccolo posto da giuliva il tomo raddoppierebbe almeno il numero di pagine, con conseguenti ripercussioni sui costi di copertina. E queste varianti sono sicuramente interessanti per chi colleziona Bologna in modo sistematico ma molto meno interessanti per una gran fetta di potenziali fruitori dell'opera. A questi ultimi il MIR va bene così com'è mentre i primi, ovviamente, avranno in biblioteca anche altre opere ben più specifiche sulla zecca di proprio interesse come il Chimienti, uscito alcuni anni dopo il MIR dell'Emilia. Ovviamente ci rapporteremo a tali opere, quando sarà il momento di effettuare una ristampa, aggiornata, dei MIR.
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    @simo88 Hai il Colosseo nella tua foto. Ti sei mai chiesto perché lo lascino così "mezzo diroccato" anziché ricostruirlo come si deve?
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    Perché la tua non sta marcendo e non ha un buco...sarebbe come se al Picasso ne mancasse metà e tu lo ridipingessi sulla base di una fotografia...sarebbe sempre un picasso?...non direi... Non è questione di farli domattina o dopo un anno..la questione è : se li fai è come renderla un falso..... Le monete tutte rifatte vendute in asta a prezzi esorbitanti sono per collezionisti incompetenti e coglioni che non le sanno riconoscere ed evitare...un collezionista competente non le considera neanche...sono come le tette finte...belle da vedere( a volte) ma vuoi mettere le naturali?!... Il rovescio veniva lisciato per meglio farle aderire alla calce quando venivano usate come signacula nelle catacombe...altrimenti l'usura, se fosse ad circolazione sarebbe più o meno uniforme nelle due facce...le monete usate nelle catacombe (o come pedine per giochi), presentano usure su una sola faccia, di solito il rovescio, perché i dritto, avendo il ritratto, veniva lasciato a vista... Quindi il fatto di avere quella condizione particolare di usura asimmetrica , casomai, la rende storicamente più importante perché ne attesta il riuso postumo come bene non più monetale ma iconografico
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    Buongiorno a tutt*, per chi fosse mancato alla presentazione del libro e sia interessato a saperne qualcosa di più,, segnalo questo link... http://www.aracne.tv/video/la-monetazione-nell-italia-normanna.html Buona visione , Marco
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    Una precisazione ovviamente possono venire tutti, non ci vuole l'invito scritto, quindi lamonetiani tutti, anche non, chi frequenta molto, chi poco, chi vuole conoscerci e questa e' una occasione importante , il tutto nello stile cordusiano di gruppo aperto, per tutti, senza gerarchie, cariche, quote, burocrazia ... Piuttosto e' importante il dialogo, il confronto e soprattutto la proposta, è questo che spesso fa la differenza....
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    Le vostre biblioteche mettono i brividi..sono troppo disordinato e scombinato per fotografare la mia...quello che dovremmo riuscire a comunicare ai neofiti e' che spendere per i libri è essenziale, anche considerando solo il punto di vista strettamente economico..spendere, ad esempio, 100 euro per un libro, significa, poi,risparmiare decine di euro sulle monete che si compreranno nel futuro...saluti Eliodoro
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    Mi sembra che sul forum non se ne sia mai parlato, eppure si tratta dell'impero più grande (per estensione) della storia dell'India antica, nonché di uno dei più grandi del mondo antico. Può vantare inoltre una enorme produzione monetale e intriganti intrecci con Alessandro Magno e i suoi successori. L'Impero Maurya è stato fondato nel 321 a.C. da Chandragupta Maurya, abile nello spodestare Dhana Nanda, acquisendo così i territori allora parte dell'Impero Nanda. Secondo alcune fonti, Chandragupta avrebbe sconfitto Nanda conquistando Magadha, la regione nevralgica dell'impero. Altre fonti, invece, sostengono che il giovane condottiero indiano avrebbe dapprima accerchiato i territori dei Nanda, per poi dirigersi verso il fulcro dell'impero. Questa strategia, peraltro, sarebbe stata ispirata dal rimprovero di una madre verso il figlio che, mangiando il proprio pasto partendo dal centro del piatto anziché dai bordi, avrebbe rischiato di scottarsi. Immagine 1: territori sotto il controllo dell'Impero Nanda. La capitale, Patliputra, fa parte della regione Magadha. Una volta conquistata la valle indo-gangetica, Chandragupta diede inizio all'espansione del neonato Impero Maurya, dirigendosi verso nord-ovest. Il ritiro delle truppe di Alessandro Magno aveva infatti lasciato un vuoto di potere e le truppe maurya non incontrarono grosse difficoltà durante la loro avanzata. Soltanto Seleuco I Nicatore, nei pressi del fiume Indo, fu in grado, almeno in un primo momento, di arrestare l'avanzata di Chandragupta. Incontrando questo ostacolo, il giovane imperatore indiano si diresse dapprima verso le regioni centrali dell'India, per poi tornare con decisione a Ovest, arrivando così allo scontro diretto con Seleuco nel 305 a.C. Nel 303 a.C. il trattato di pace stipulato dalle parti pose fine alla guerra tra l'Impero Seleucide e quello Maurya: l'accordo conferì a Chandragupta i territori ambiti, mentre Seleuco ottenne in cambio 500 elefanti da guerra. Chandragupta fu così in grado di ottenne territori di fondamentale importanza nei collegamenti tra Occidente e Oriente, di assicurarsi la regione di Gandhara, ambita sin dai tempi degli Achemenidi per le sue ricchezze, nonché di ottenere un accesso verso il centro dell'India, regione anch'essa ricca di risorse non ancora sfruttate. Al massimo della sua estensione, sotto il regno del figlio di Chandragupta, Ashoka, l'Impero Maurya copriva un'area corrispondente all'odierna India, Pakistan, Bangladesh e parte di Afghanistan e Iran. Immagine 2: territori sotto il controllo dell'Impero Maurya nella sua massima estensione. Ci sarebbe molto altro da dire, vediamo cosa riesco a fare...Se volete aggiungere altre informazioni, prima di passare alle monete, non esitate
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    Ho appena avuto il seguente volume, dell'amico Wolfgang Fischer-Bossert. http://numismatics.org/store/category/numismatic-studies/ Si tratta di un bel volume in formato A4, di 371 pagine e 27 tavole fotografiche, più varie immagini nel testo e cartine per la sequenza dei conii e per il contenuto dei vari ripostigli noti. Si tratta del famoso e atteso Corpus sui tetradrammi firmanti di Siracusa e quindi un aggiornamento del grande lavoro di Lauri Tudeer, pubblicato nel 1913 in tedesco, che conserva ancora una sua validità. Dopo oltre 100 anni dalla pubblicazione e quindi con nuovi esemplari nel frattempo apparsi sul mercato, Fischer-Bossert ha potuto registrare solo un modesto incremento di nuovi conii noti. Tudeer aveva registrato 697 esemplari autentici, con 37 conii del diritto e 73 conii del rovescio in varie combinazioni. Fischer-Bossert ha potuto prendere in considerazione ben 1479 esemplari, ma con 38 conii del diritto e 77 conii del rovescio. Praticamente esiste ora una adeguata copertura dei conii noti, per cui sarà assai difficile scoprire in futuro un nuovo conio. Trascrivo sotto l'indice generale del volume, che è scritto in ottimo inglese: Abbreviations List of Figures Preface Author's Preface Maps Introduction Historical Backgroud Die Links Epigraphy Imitations and Remodelling Hoards Views of Older Scholarship Conclusion Catalogue Lauri O. Th. Tuner: A Biographical Sketch Translation of Tudeer's Preface Translation of Tudeer's Commentary Annotated Bibliography Collection Index Indices Plates In pratica il volume consta di due parti. La prima parte, di Fischer-Bossern, analizza la monetazione alla luce delle attuali informazioni scientifiche e fornisce il catalogo aggiornato delle monete note. La seconda parte è la traduzione in inglese del testo di Tudeer, anticipato da interessanti cenni biografici di questo esimio studioso finlandese (1884-1955), anche se ha successivamente pubblicato pochi studi numismatici. Si tratta di una iniziativa molto encomiabile, rendendo più fruibile l'analisi di Tudeer, che però fu scritta in tedesco e quindi in una lingua ostica alla maggior parte di noi. Un'opera che sicuramente interessa gli amanti della monetazione siceliota e merita un posto nella propria biblioteca.
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    Mi permetto di citare gli autori, fantastici compagni di viaggio in questa nuova avventura @417sonia @Parpajola @ambidestro @eracle62 @Testone68 @dabbene @DARECTASAPERE @giamba54 @aleale @Tm_NPZ @PadovaNumismatica Nella speranza che magari qualcuno dei piu lontani faccia una trasferta per il brindisi (e per il mercatino del Cordusio ) Antonio
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    Emmhh! io avrei una soluzione alternativa.... A me sembra che ci troviamo di fronte ad una delle pratiche rurali, frequenti un tempo e oggi vietate quasi ovunque.....quella di bruciare le immondizie domestiche e, eventualmente, di spargerle nei campi. La moneta mi sembra la classica riproduzione Perugina (la seconda del collegamento) https://www.forumancientcoins.com/monetaromana/falsi/CarrarmatoPerugina/dettaglio.html Il tutto inglobato in un insieme di metalli a bassa temperatura di fusione (zinco, stagno...) ....il tutto eventualmente sparso nei prati con le ceneri generate dalla combustione dei rifiuti domestici.. un caldo saluto Mario
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    Mi permetto di estrapolare questo tuo piccolo trafiletto per sottolineare quanto messo in risalto negli ultimi commenti: ciò di cui necessita il perito, per essere un Buon Perito, non è di uno strumento "che lo faccia sbagliare meno", ma è di profonda conoscenza della materia (meglio se specifica perché così più approfondita) e di molta esperienza, oltre che di etica morale a garanzia de suo lavoro. In mancanza delle prime due, qualsiasi strumento, sarà usato male, producendo un risultato scadente (leggi: perizia non conforme). Conosco molto bene il progetto di Claudio avendolo provato per qualche tempo, e posso asserire, oltre che per sue stesse affermazioni, che in primis il Perito deve SAPERE a priori come va "letta ed identificata" una moneta, poi il programma "lo aiuterà" a "limitare" eventuali criteri (più o meno) soggettivi.
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    posto una moneta che è un po' il punto di partenza di una epoca, il grosso di Azzone Visconti in qualità di vicario imperiale, del 1329 - R3 al dritto i santi Protaso e Gervaso - S PROTASI S GERVASI e in verticale LVDOVICIPT al rovescio Sant'Ambrogio benedicente e seduto tra le lettere A e Z - S AMBROSI MEDIOLANVM
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    Non esageriamo il collezionismo numismatico può anche partire da un mucchietto di tondelli usurati triti e ritriti reperibili a badilate ovunque non deve essere per forza una competizione, una sfida a chi ce l'ha più lucente , più raro, più vergine intoccabile o esemplare unico che nemmeno il Re ne fosse a conoscenza.Le monete sono state create per circolare ed essere usate come alternativa allo scambio in milioni di pezzi. Se uno vuole ritagliarsi un francobollo di storia dalla grande tela che l'Italia in tutte le epoche ha disegnato raccogliendo le misere spoglie metalliche non offendetevi,non tutti possono permettersi la Ferrari (oro in FDC che pochi mortali hanno visto) c'è chi si accontenta di restaurare la vecchia 500 per puro ricordo o piacere personale ( o ammucchiare vecchie monete del nonno che il 99% dei nostri antenati ha effettivamente avuto in mano e usato e in molti casi hanno segnato in positivo o in negativo la loro esistenza). Volevo solo esser partecipe di questa bella "sindrome"che ci ricorda il passato quando forse eravamo più poveri ma dignitosamente più italiani. Grazie vi seguo sempre.
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    Il fascismo (quello storicamente definibile come tale) è fortunatamente morto da oltre settant'anni e non esistono più le premesse politiche, culturali, economiche e sociali per un suo ritorno. Trovo surreale parlare di "propaganda" per l'effigie di Mussolini, essendo oramai egli ineleggibile per ovvi motivi. Vero è che, nell'ignoranza storica imperante in Italia, oggi si definisce fascista un po' tutto - a partire solitamente da chi ha un'opinione differente dalla propria, fosse anche su questioni del tutto apolitiche quali veganesimo o vaccini. Ciò che è da temere non è il fascismo, che alla pari della lega di cambrai e delle liste di proscrizione sillane è consegnato alla storia, ma i suoi principi deteriori: la violenza, la discriminazione e via dicendo. Si facciano leggi DURE, VERE, SEVERE e APPLICATE SENZA REMORE per chi adotta questi comportamenti, non per chi stampa la faccia di Mussolini sulle bottiglie del vino o mette il suo inquietante mascellone a sbirciare quegli inquietanti carnai delle spiagge adriatiche. Non c'è pericolo che Mussolini ritorni: ma se si continua a guardare alla forma anziché al contenuto si crocifiggeranno innocui vinai e bagnini (e, chissà, numismatici) e si ignoreranno fenomeni ben più pericolosi che semplicemente si son dati un nome e un simbolo differente.
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    Il Gazzettino è anche questo...una consegna in Valcuvia in provincia di Varese da alfred nostro utente lamonetiano... A volte il web tramite il Gazzettino ti permette di essere più reali della realtà. In Gazzettino è anche questo, il poter incontrare, il parlare insieme di numismatica, conoscere nuovi amici, potersi confrontare stringendosi la mano, e' La numismatica come detto più volte che gratifica, che ci piace, che dialoga senza interesse alcuno...se non il divulgare... Questo è un esempio, bello, ma un esempio, ma quante mani in questi mesi tra tutti abbiamo stretto realmente ? Tante...e la numismatica si allarga, si divulga, diventa anche piacevole incontro tra numismatici, per il secondo numero alfred in autunno ora....
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    i cartacei sono una sessantina più tutte le riviste di Monete Antiche...
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    Una icona della nostra monetazione è l'ambrosino, moneta della identità con in legenda il nome della città, della cristianità con la croce e del simbolo , il nostro Sant'Ambrogio, quindi uno straordinario mix di valori. Qui uno dei tanti possibili esempi, da Varesi 69, un ambrosino con 4 globetti e 4 crescenti.
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    E' noto che in prossimità del Natale, ogni anno, il Doge era tenuto, per antica consuetudine, a regalare ad ogni nobile componente il Maggior Consiglio, due "osèle salvàdeghe dai pié rossi", cioè due germani reali provenienti dalle valli di Marano. Venute in scarsità, si decise di sopprimere la caccia a questi uccelli e di sostituire il tradizionale dono con una moneta appositamente creata, che venne chiamata "Osella". Il 28 giugno 1521 il Maggior Consiglio deliberò che: ... in luogo degli uccelli che cadaun gentilomo nostro aver suole dal Principe, per l'avvenire aver debba una mone­ta della forma che parerà alla Signoria nostra che sia di valuta di un quarto di ducato e li Camerlenghi del comune sieno obbligati delli danari deputati al Principe di dare agli Ofiziali nostri delle ragioni vecchie quella somma fissata per detta regalia da essere distribui­ta alli nobili nostri nel tempo, modo e forma come osservare solevasi nella dispensazione degli uccelli". Questa è la storia e sappiamo anche che la decisione non fu ben accolta da tutti i nobili, ma anche i più restii, alla fine, ci si abituarono; grazie alle oselle, oggi, noi possiamo ammirare dei piccoli capolavori iconografici che ci illustrano fatti importanti della Serenissima, accaduti da questa data, fino alla sua fine. In qualche discussione vecchia se n'è già parlato, ma mi piace comunque ricordarlo proprio nel giorno in cui ciò accadde. La discussione mi da anche l'opportunità di postare un'osella "atipica", riguardo alla iconografia tanto cara ai veneziani. L'osella in questione riguarda l'anno 1702, cioè il 3° di dogado di Alvise Mocenigo II. Stranamente il leone non incede dal mare alla terra, ma fa il percorso inverso e la mia impressione è che il lembo di terra che c'è, riguardi un territorio del "Dominio da mar" che sta per essere raggiunto da una galea. Prudenza e forza, c'è scritto in legenda, con un leone armato di spada attorcigliata da un serpente; se la forza può essere rappresentata dalla spada, può essere la prudenza rappresentata da un serpente? Come la interpretate voi? L'immagine è quella dell'osella in versione aurea (la meglio conservata che ho reperito in rete) saluti luciano
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    Ragazzi, guardate che voi( e io per primo) stiamo strigliando simo88 per aver, alla fine, espresso a voce quello che è il sentire più comune e la direzione verso cui sta andando la numismatica commerciale.. Se nessuno fosse disposto a spendere fior di quattrini per monete pasticciate in modo irrealistico rispetto alle normali aspettative estetiche che può avere una moneta di 2000 anni, ma pretende di collezionarle come le monete del regno , solo in perfetta condizione, il tutto perché non si ha la cognizione di quali siano le vicende temporali, fisiche, chimiche e storiche che ha avuto un metallo di 2000 anni, poi è inutile gridare allo scandalo....come ho già detto, questo è quello che il mercato chiede e i laboratori di restauro che preparano le monete per le aste di grido, non esisterebbero se non ci fosse gente disposta a spendere decine di migliaia di euro su monete irrealistiche nell'aspetto ma garantite solo dal buon nome che le propone....quindi, alla fine, simo88 non è da crocifiggere...è da apprezzare perché ha definito a chiare lettere quello che è il nuovo modo di collezionare....facciamocene una ragione, il futuro è delle monete restaurate in varia misura, c'è poco da fare.... Il ciuco si attacca dove vuole il padrone, ricordatevelo.
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    FEDERICO II MURARI 27 – DENARO IMPERIALE PIANO VARIANTE 1 CON TRIFOGLIO – CNI 1-15 D/+FREDERICVS scritto circolarmente, nel campo IPRT con al centro globetto R/+ME DIOLA NVM, nel campo in cinque righe con trifoglio in alto e in basso
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    Oggi stavo riordinando la mia biblioteca quando mi è capitata sotto gli occhi questa piastra del 1804: L'asta è la Finarte 957 (novembre 1995), se non mi sono perso qualcosa questo passaggio non era ancora stato censito nella discussione. Nella speranza di aver fatto cosa gradita, auguro una buona serata a gli studiosi e collezionisti di monete borboniche. Antonio
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