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Showing content with the highest reputation since 01/29/2019 in Posts

  1. Gentili amici sperando di non annoiarVi proseguo nelle condivisioni della mia modesta raccolta con una moneta che, per me, ha un valore affettivo immenso, a livello del primo cent di Zio Paperone. 😁 È infatti la prima moneta che ho mai posseduto, parliamo di 51 anni fa, era il 1968, la contestazione giovanile esplodeva, Mina presentava Canzonissima, la corsa alla Luna era alle battute finali, e l’Italia di allora guardava in bianco e nero su due soli canali nel tubo catodico gli epici sceneggiati RAI e la nazionale che si preparava ai leggendari mondiali di Mexico 70. A maggio feci la mia prima Comunione e quella santa donna di mia madre, che ci ha salutati per sempre l’anno scorso, capita la mia passione per i tondelli, sborsava la somma non banale (almeno per lei) per i tempi di 170.000 lire per questo scudo. Era lucente a quel tempo, era bella, brillava, ricordo che la mostravo con orgoglio agli altri bimbi che frequentavano l’oratorio della chiesa di Piazzale Libia a Milano, quasi come fosse un tesoro. In oltre mezzo secolo naturalmente si è patinata, ma non l’ho mai voluta cedere. Per me rappresenta la mia infanzia, capostipite di collezioni raccolte e poi vendute a varie riprese. Ma questa no, mai! Ho in collezione pezzi ben più rari e ricercati, come la Quadriga 1914, ma nessuno legato a me come questo regalo di bimbo, che sveglio’ in me il numismatico che a tutt’oggi con i capelli candidi raccoglie e si appassiona. Scusate tanto l’afflato personale - magari un po’ patetico - ma sono lieto di condividere con il Forum questo esemplare ed avere i Vostri graditi commenti. Buona serata e serena notte a tutti
  2. Salve a tutti. Volevo rendere noto che da oggi è disponibile il mio ultimo lavoro monografico dal titolo La monetazione longobarda nella storia dell'Italia meridionale, Laveglia&Carlone editore, Battipaglia (SA) 2019, ISBN: 978-88-86854-84-9. Si tratta di un volume in brossura editoriale di 172 pagine, interamente a colori. Dalla quarta di copertina: L'opera nasce con l'intento di presentare una visione d'insieme sulla produzione monetaria delle principali zecche dell'Italia meridionale in epoca longobarda, inserendo la loro attività all'interno di un contesto storico-finanziario ben preciso. Ne scaturisce una nuova consapevolezza che vede le monete della Langobardia Minor come una testimonianza storica di primo piano che può servire, al pari di altre forme documentarie, alla disamina dei meccanismi economici e culturali di un'intera stirpe.
  3. Con immenso piacere annuncio in anteprima l'imminente apertura di una nuove sezione del forum, non una sezione come le altre, ma un'area dedicata ad approfondimenti di elevato spessore tecnico e numismatico. L'accesso a tale area, per ovvie ragioni, sarà riservato solo ad una determinata categoria di utenti, i cui prerequisiti d'idoneità verranno attentamente esaminati dal direttivo della stessa sezione di studi avanzati. Tale direttivo è costituito da un membro dello staff avente compiti di vigilanza e supervisione tecnica, i nomi dei cinque restanti membri verranno resi noti nella giornata di sabato 26 ottobre. La candidatura per l'accesso alla sezione potrà essere presentata solo inserendo un post nella presente discussione, al fine di ottenere il più elevato livello di trasparenza possibile. La sezione risulterà pienamente operativa dal primo dicembre 2019. Alla scadenza dei primi sei mesi di operatività, per un periodo di 24 ore, la sezione verrà resa visibile a tutti i membri del forum, che potranno leggere ed esprimere il proprio gradimento solo a mezzo della funzione "mi piace". Siamo certi che un'iniziativa di questo tipo rappresenti un'innovazione senza precedenti nel panorama numismatico nazionale ed internazionale. I contenuti prodotti, pur non essendo divulgabili in alcun modo, rappresenteranno il fiore all'occhiello del nostro forum. Le due annuali finestre temporali di 24 ore ciascuna consentiranno alla massa degli utenti di poco conto di prendere visione di quanto prodotto, cosicché gli appartenenti alla sezione potranno trarre opportuna gratificazione personale, nonché fregiarsi di una nuova serie di bollini appartenenti alla categoria "forumista massonico". L'autore che riceverà più "mi piace" potrà fregiarsi del bollino di "Gran Maestro" e da qui, in ordine decrescente, sono stati previsti 5 livelli iniziatici. Gli autori che non riusciranno a raggiungere il numero minimo di "mi piace" utile al raggiungimento del livello iniziatico più basso verranno esclusi dalla sezione. Prerequisiti per l'accesso alla sezione: Avere all'attivo non meno di 2.000 messaggi sul forum Avere punti reputazione non inferiori a 750 Impegnarsi a non divulgare in alcun modo i contenuti sviluppati nelle discussioni interne all'area riservata Avere un cane di nome "Birillo" (verrà richiesta copia del certificato di iscrizione all'anagrafe canina) Non aver mai approfittato di una campagna promozionale di Poltronesofà ...in sintesi... ogni tanto fermiamoci un attimo a riflettere, il forum può non essere perfetto, ma si danno ormai per scontate forse troppe cose che alla fine, in assenza di un ambiente di questo tipo, così scontate potrebbero non essere.
  4. Carissimi, Con grande piacere apro questo post per presentarvi la prossima conferenza organizzata dal nostro Circolo (permettetemi di segnalare come si tratti della quarta conferenza organizzata in circa 4 mesi dopo quelle della dott.ssa Baldassarri e dei dott. E. Arslan e A. Savio) Domenica 5 maggio ore 10:00 – 12:00 «Il patrimonio numismatico del museo della zecca di Roma» A cura del Colonnello Domenico Luppino L'evento è ovviamente gratuito e aperto a tutti Spero di potervi vedere numerosi !! Per chi non conosce l'indirizzo: Palazzo Ducale piazza Giacomo Matteotti, 5 16123 GENOVA. Entrando da piazza De Ferrari seconda porta trovi una targa con scritto Storia Patria Matteo Schivo Segretario del Circolo Numismatico Ligure “Corrado Astengo”
  5. Buon giorno a tutti, anche quest'anno presso la Sala Nobile del comune di Nepi, domenica mattina 17 febbraio, il Circolo Numismatico Romano Laziale ha presentato la propria pubblicazione annuale "Appunti Numismatici 2019", di cui vi allego la copertina e l'indice. Nell'occasione, si è provveduto anche a rinnovare le cariche sociali con la conferma di Patrizia Di Monte alias @giovanna, come Presidente per il prossimo triennio 2019 - 2021. Dopo gli adempimenti burocratici, si è passati alla presentazione degli articoli del libro con un dibattito moderato dal Prof. Bernardino Mirra @liutprand. Gli autori presenti, tra cui il sottoscritto, hanno presentato i propri articoli, Al termine pranzo conviviale ( come dico sempre, il numismatico è soprattutto un "uomo di panza", cioè sfrutta la passione numismatica per abbuffarsi di cibo ( scherzo naturalmente), e visita al museo comunale di Nepi, dove è stata presentata la mostra "Civitas" patrocinata dal Circolo. Anche quest'anno, numerosi sono gli articoli scritti da lamonetiani. Devo dire la verità un bel libro. Per chi fosse interessato all'acquisto, vi lascio la mail del circolo : C.N.ROMANOLAZIALE@hotmail.com Saluti Eliodoro
  6. A tre settimane dalla scoperta di questa fantastica comunità di appassionati di numismatica svelo a chi può essere un minimo interessato perché mi chiamo Scudo1901. Semplicemente perché mi sono attribuito il nome della moneta del Regno che so per certo che non potrò mai permettermi di acquistare. Essa vive solo nei miei sogni fin da quando ero bambino (non avrebbe potuto permettersela neanche il mio babbo buonanima che mi iniziò alla numismatica). Ma il genitore, purtroppo scomparso giovane, diceva sempre che una collezione non si misura col portafoglio ma con la passione che anche monete comuni possono suscitare. E benché le 5 lire 1901 del Re Numismatico rimangano il mio desiderio proibito, con l'età e l'esperienza ho capito quanto aveva ragione. Ancora Buona Pasqua a tutti Voi e grazie di esistere!
  7. Oggi vi parlo di un nuovo ripostiglio inglese: il Rockbourne hoard, un deposito trovato il 26 agosto del 1967 nei pressi di una villa romana, sito archeologico oggetto di campagne di scavi dagli anni '40 ai '70 (e ora museo). Il ripostiglio ebbe una notevole risonanza nella cronaca locale all'epoca e constava di ben 7.714 monete tra denari e antoniniani (la maggior parte). Il sito della villa romana di Rockbourne si trova in una zona rurale dell'Hampshire, vicino alla storica cittadina di Fordingbridge, nei pressi della New Forest. Le monete erano contenute all'interno di un grande vaso in terracotta a due manici con alcuni motivi geometrici decorativi e risalgono in larga parte al periodo 250-290. Tuttavia la presenza di emissioni a nome di Diocleziano e Massimiano fanno ipotizzare una data di chiusura attorno al 305. Nel sito internet dell'Hampshire Archeology Club vi è un breve resoconto della storia e delle vicissitudini di questo ripostiglio e ve ne porto alcuni stralci in inglese: Nel 2015 la casa d'aste inglese Spink, nell'asta n. 15004 del 25-26 Marzo, mise in vendita un lotto multiplo di ben 662 esemplari provenienti da questo ripostiglio: Il lotto, da una stima di 2-3000£ realizzò, senza diritti, la ragguardevole cifra di 5.000£. Le monete erano tutte catalogate e inventariate e custodite singolarmente su bustine di carta coeve all'epoca del rinvenimento/studio. Un anno fa ho acquistato il primo pezzo proveniente dal ripostiglio in questione (Vittorino, PROVIDENTIA AVG) ed era accompagnato da una cartolina dell'epoca, il che mi fa supporre che non facesse parte di questo lotto multiplo ex Spink, bensì fosse uno dei vari esemplari donati/regalati o venduti come souvenir per finanziare gli scavi durante gli anni '70. Gli ultimi due esemplari acquistati qualche giorno fa invece (Vittorino, INVICTVS e Tetrico II, SPES AVGG) provengono invece da questo grande lotto venduto dalla casa d'aste inglese. Tutti e tre i pezzi condividono la medesima tipologia di bustina di carta con la stessa grafia e un analogo numero di catalogazione/inventario. 1) Vittorino, AE antoniniano D\ IMP C PIAV VICTORINVS PF AVG R\ INVICTVS, *| R.I.C. 113 2) Vittorino, AE antoniniano D\ IMP C VICTORINVS PF AVG R\ PROVIDENTIA AVG R.I.C. 61 3) Tetrico II, AE antoniniano D\ C PIVS ESV TETRICVS CAES R\ SPES AVGG R.I.C. 270 Passatemi le foto delle monete che non sono meravigliose, ma le ho fatte al volo ieri sera con lo smartphone e con una luminosità alquanto scadente... ma mi premeva di lasciarvi questo contributo prima di partire per le vacanze ormai imminenti Buona lettura e, se avete domande o curiosità... son qui!
  8. Nuova arrivata in collezione, è da un pò che la cercavo veramente bella, ma a un prezzo giusto Non è FDC, c'è qualche segnetto sui bordi... ma vi posso assicurare che per i fondi servono gli occhiali da sole @il numismaticocarina, no? Adesso per completare la serie devo trovare un 40 lire altrettanto bello :)
  9. DE GREGE EPICURI Martedì 24 settembre alle 20.45, nella sede del CCNM (Milano, via Terraggio 1) il prof. Adriano Savio parlerà su: "La monetazione di Nemausus: coloniale o imperiale?" La monetazione bronzea di Nemausus (l'odierna Nimes) si differenzia da tutte le altre coniazioni coloniali, in quanto prodotta in quantità enormi e diffusa su tutto il territorio della Gallia, nonchè nei campi militari della Germania. Prodotta appena prima, durante e dopo la riforma del rame di Augusto, si interseca con la moneta di Roma, e in qualche modo la integra, almeno in area transalpina. Ma non tutto è chiaro, a cominciare dalla definizione del nominale che rappresenta (asse o dupondio?), dall'interpretazione del tipo di rovescio (i celeberrimi "coccodrilli"), dal fatto che molti dei nominali sono tagliati in due e, infine, dall'esistenza di alcuni esemplari che presentano un prolungamento a forma di zampe di animale.
  10. Erdrückt

    10 Anni

    Anche per me sono arrivati i 10 anni di iscrizione al forum... a me davvero sembra ieri quel 27 Novembre 2009. Festeggerò comprando una nuova moneta (ogni scusa è buona per farlo, no? )
  11. Correre verso la ricchezza o le prime miniere dei Romani , ero indeciso sul titolo del post in quanto poteva predisporre il lettore verso una curiosa lettura o un solito argomento di storia , infine ho scelto il primo titolo meno scontato e prevedibile . Un tempo , come purtroppo anche oggi , per intraprendere una guerra occorrevano i metalli ; metalli preziosi per l’ economia e la ricchezza di uno Stato e metalli non nobili per costruire armi o tramite i primi per acquistarle . Un fatto ben noto avvenne ad esempio durante la seconda guerra mondiale quando i Tedeschi pur sfruttando i ricchi giacimenti minerari germanici del bacino della Ruhr , dove si estraeva carbone e ferro , minerali essenziali per ricavare l’ acciaio , si accorsero presto che per la loro macchina bellica la sola ricchezza mineraria nazionale non sarebbe bastata per costruire armamenti in quantita' , si rivolsero allora militarmente verso la Norvegia e la Svezia anch’ esse ricche di minerali ferrosi di piu' alta qualita’ specialmente la Svezia , occuparono la prima assicurandosi cosi’ il commercio con la confinante Svezia , pur essendosi la Norvegia dichiarata neutrale , mentre dalla Svezia senza invaderla acquistarono il rimanente ferro di ottima qualita’ , indispensabile per costruire armamenti sempre piu’ ingenti e di alta tecnologia . Ma tornando ai tempi antichi , tema principale del post , sorge inevitabile una domanda : i Romani come si procurarono i metalli per l’ economia interna , cioe’ principalmente : rame , stagno , argento e ferro per costruire armi ? La regione dove sorge Roma , il Lazio antico , e’ notoriamente privo di questi metalli indispensabili un tempo per la vita e il progresso di un popolo , infatti il Lazio antico non era la Regione con i confini che conosciamo oggi , in quanto questa antica regione , il Latium Vetus , era limitata alla parte centrale e parte della meridionale fino al Circeo , in quanto il lato destro del Tevere che attraversava il territorio laziale , era territorio etrusco e oltre il Circeo vivevano i popoli di stirpe Osca dei Volsci , degli Equi e degli Ernici ; la zona del Lazio dove vivevano i Romani era assolutamente priva di metalli che avrebbero permesso la produzione di monete , utensili e di armi . Come , dove e quando i Romani si procurarono i metalli per l’ economia e gli armamenti ? Come : certamente all’ inizio con il metedo piu’ antico , cioe’ tramite il baratto commerciale con i popoli limitrofi . Quando questo sistema non fu piu’ sufficiente , seguirono le guerre di conquista , quasi tutte le guerre antiche e recenti hanno per matrice primaria l’ economia . Rimanendo nell’ area laziale e sconfinando poi nella maremma toscana , due sole zone del Lazio potevano rifornire i Romani di utili metalli per monete , utensili ed armi : una era nei Monti della Tolfa nell’ alto Lazio , la zona mineraria antica piu' importante del Lazio , gia' sfruttata dagli Etruschi , si trovava nell' alto Lazio ad Est di Civitavecchia , dai quali Monti o meglio Colline , si estraevano : Blenda (minerale dello zinco) , Galena (piombo) , Argento come sotto prodotto della Galena , Pirite (ferro) , Allume per la concia delle pelli e Cinabro (mercurio) . Inoltre ricca di Rame , con presenza di Argento e Nichel , era la Calcopirite (ferro) di Ponte San Pietro localita’ vicino Viterbo , da qui proveniva anche il Piombo che si estraeva dalla Galena ; conquistato il Lazio in possesso degli Etruschi , i Romani sconfinarono poi in Etruria impossessandosi cosi’ delle miniere delle Colline metallifere , alcune aperte fino al secolo scorso , ricche principalmente di ferro , stagno , rame , piombo , argento e di altri minerali secondari . Seconda area mineraria era quella dei Monti della Meta situati nel basso Lazio al confine sud orientale con Molise e Campania , venivano estratti : Ferro , Argento e Rame , minerali gia' sfruttati dai popoli antichi specialmente dai Sanniti , miniere rimaste attive almeno fino al XIX secolo . Come si nota le risorse minerali dell' antico Lazio erano veramente scarse ed il fatto che anche nei secoli successivi , fino al nostro , non sono state trovate nella Regione altre risorse oltre a quelle gia' conosciute dagli antichi prospettori , conferma della bravura e dell' abilita' degli antichi prospettori . Quando i Romani si aprirono la strada per raggiungere queste due zone del Lazio per appropriarsi dei loro minerali utili per l’ economia e per la guerra ? Probabilmente i Romani raggiunsero per primi i giacimenti piu’ vicini a Roma , cioe’ quelli dei Monti della Tolfa , anche per il motivo che i Romani avevano con gli Etruschi un conto ancora aperto , conto la cui origine risaliva addirittura al mito delle origini di Roma come ci ha tramandato Virgilio , gli Etruschi guidati dal re Mezenzio , alleato con il re Turno dei Rutuli , attaccarono i Latini e gli esuli troiani guidati dal re Latino e da Enea . Latini e Troiani uscirono dallo scontro vittoriosi , anche se Enea venne ucciso in battaglia . La pace venne quindi conclusa stabilendo che il fiume Tevere sarebbe risultato il confine naturale tra Etruschi e Latini . Una volta fondata la città di Roma sul Palatino , i Romani apparvero col tempo, secondo Livio "così potenti da poter rivaleggiare militarmente con qualunque popolo dei dintorni" . Una dopo l' altra caddero molte delle vicine città appartenenti alle popolazioni dei Ceninensi , degli Antemnati , dei Crustumini e dei Sabini . Infine , rimanendo in area laziale , i Monti della Meta furono raggiunti dopo la conclusione delle guerre contro Latini e popoli del basso Lazio quando era imminente lo scontro con i Sanniti . I primi dissidi tra Roma ed i Latini si verificarono sin dall' età monarchica durante il regno di Anco Marzio . Le lotte con i Latini proseguirono anche durante la Repubblica , prendendo vigore soprattutto dopo l' invasione gallica del 390 a.C. : le città latine , prima sottomesse con un trattato nel 493 a.C. , colsero l' occasione per ribellarsi ai Romani indeboliti dal saccheggio gallico . Le guerre contro i popoli latini cessarono nella meta’ del IV secolo . Raggiunti quindi i due unici ed importanti giacimenti minerari del Lazio , Roma pote’ emettere linghotti in bronzo , forse in autonomia , sotto forma di Aes Signatum e Grave in discreta quantita’ e armarsi costantemente di buon ferro . In foto due immagini dei Monti della Tolfa e due dei Monti della Meta .
  12. Con non poca soddisfazione... entra in collezione il pezzo chiave della serie dei colli lunghi, e con questa ho chiuso il giro Pezzo dall'ultima asta Varesi, ancora fresca con bei fondi lucenti, e secondo me ben sopra la media dei 1856 T che si sono visti
  13. Gallienus

    1 FDC oppure 2 SPL?

    Ah, un conto è il gusto e un conto il commercio. Da rivendere, per farci soldi, meglio 1 FDC che 2 SPL, nella gran parte dei casi. Per la mia collezione, meglio 2 SPL che 1 FDC, senza il minimo dubbio, e ugualmente senza il minimo dubbio meglio 4 BB che 2 SPL. Sugli 8 MB meglio di 4 BB dipende: ammetto che non amo quando la moneta è troppo circolata al punto da non essere leggibile, ma se parliamo di monete pienamente leggibili ma magari con problemi quali colpi, saggi, appiccagnolature (presenti o rimosse), o fori allora preferisco gli 8 MB ai 4 BB. Insomma ho sempre preferito, preferisco e preferirò sempre mille volte 8 monete forate e appiccagnolate a 1 FDC perfetto perfettissimo eccezionale eccezionalissimo MVP (mai visto prima) e slabbato MS100 NGCMSSUAEMDDV (Non Guardarmi Che Mi Si Sposta Un Atomo E Mi Dimezzo Di Valore). So' gusti, a me piace l'oggetto vissuto proveniente dal passato con il suo carico di storie, mi piace rigirarmelo tra le mani (senza guanti) come hanno fatto i miei antenati e del lustro me ne importa una ceppa.
  14. Salve a tutti ragazzi attendo pareri su questa 1795. Entrata in collezione qualche annetto fà. Attendo pareri.
  15. Ogni tanto torno per farvi vedere qualche nuovo acquisto...oggi vi presento il mio primo Scudo collo lungo, per le foto già sapete [emoji23].
  16. Buonasera a tutti, visto che in questa sezione vengono postate generalmente monete della zecca di Napoli stasera voglio fare un'omaggio agli amici Siciliani postando un bel (almeno per me) 30 tarì del 1785, moneta dal grande fascino, ammetto di esserne rimasto colpito quando l'ho avuta in mano, è veramente una moneta maestosa... Nonostante le debolezze, i graffi e le evidenti tracce di circolazione credo sia un esemplare di tutto rispetto... Secondo me siamo oltre il BB, voi cosa ne pensate?
  17. Trovo molto particolare la storia di questo statere coniato nel 453-448 a.C. nella Sibari rifondata per la seconda volta. In particolare credo che sia semplicemente geniale l'espediente di celebrare tre diverse poleis per mezzo di tre diverse immagini riportate su una stessa moneta... https://www.academia.edu/38342474/F._De_Luca_Lo_statere_della_rifondazione_in_Il_Gazzettino_di_Quelli_del_Cordusio_Milano_Gennaio_2019_pagg.47-54
  18. Buonasera a tutti, non sono presente molto "fisicamente" nel forum ma sono un appassionato collezionista da oltre 20 anni, ne avevo meno di 18 quando cominciai... Volevo renderVi partecipi del mio ultimo acquisto 🤗
  19. Posto le immagini di un acquisto recente. Il baiocco in questione non è purtroppo rame rosso ma questo sono riuscito a trovare. La conservazione mi pare abbastanza alta, aspetto generale piacevole. Personalmente è la prima volta che me ne capita uno tra le mani, ho avuto 3 mezzi baiocchi del buon Pio VIII ma mai avevo trovato senza cercarlo intenzionalmente il taglio superiore. Non criticate le foto per favore, lo so non sono fatte troppo bene... Opinioni e impressioni ben vengano, saluti.
  20. Buonasera ragazzi, inizio io stasera con questa famigliola di mezzi Tornesi del 1853....tutti diversi. Saluti, Rocco
  21. Scudo1901

    Il forum che vorrei

    Io mi sono iscritto da neanche due settimane e già mi chiedo come ho fatto a non farlo prima. Un palcoscenico così variegato e stimolante fatto di esperti, di principianti, di curiosi, ma anche massì da chi, anche giustamente, scrive nella speranza, poi regolarmente vana, di sentirsi dire che nel cassetto del nonno ha trovato un mezzo tesoretto, fanno tutti parte di una umanità incredibile legata da semplici tondelli di metallo, di cui onestamente ignoravo l'esistenza. E ha ragione dabbene secondo me, non cambierei una virgola di quanto ha scritto sopra, che sottoscrivo al 100%. Aggiungo soltanto la mia modesta considerazione, che è in realtà più una esortazione da vecchietto a chi avrà la pazienza di leggerla: andate dove vi porta il cuore, rispettate chi ne sa più di Voi, cercate di imparare il più possibile e vedrete che prima o poi qualcuno si rivolgerà a Voi come esperti. Magari di una sotto-monetazione celtica (senza offesa per i cultori) ma sarà una soddisfazione senza pari dimostrare la Vostra esperienza e metterla a fattor comune. Si vive (purtroppo) una volta sola...vires acquirit eundo!
  22. Io conto di esserci al pranzo di sabato, ma ne avrò la certezza solo il giorno prima, in quanto venerdì ho un convegno a Bologna, e rimanderò il lavoro di quel giorno a sabato, e quello di sabato a domenica e ... e ... e... fa un culo il lavoro .... ci vengo.
  23. Ciao a tutti! Contagiato da @cabanes, sono stato vittima del fascino dei Siegestaler e - non potendomi sottrarre dal canto delle sirene teutoniche - ho cominciato questa piccola collezione che per fortuna si può completare in cinque passi. Ho iniziato "dal basso", cioè con la moneta a maggior tiratura: Prussia, Guglielmo I, 880.000 esemplari. Sul D c'è l'immagine del re: qui in foto con una sfilza di medaglie che credo farebbero venire l'acquolina in bocca a @sandokan e @borghobaffo io ne ho contate venti! Sul rovescio troviamo la Germania: Forse non tutti sanno che la "Germania" è stata un invenzione italica! Duemila anni fa, la troviamo già su di un aureo di Domiziano, sconfitta e seduta a terra, con la lancia spezzata: altro che la Merkel! 😉 Adesso rubo un po' di qua e di là: Guerre napoleoniche Nel susseguirsi delle guerre napoleoniche si usò la figura di Germania come personificazione della Nazione tedesca, così come la francese Marianna [...]. Ma il più bello viene adesso: queste chi sono?!? L' Italia e la Germania von Friedrich Overbeck, del 1828 !!! All'epoca della creazione del dipinto, tanto l'Italia quanto la Germania erano a malapena concetti geografico-culturali generici delle rispettive regioni dell'Europa centrale e meridionale, frantumate politicamente in diversi principati (v. Confederazione germanica e Risorgimento), che solo un cinquantennio più tardi si sarebbero unificati negli Stati nazionali del Regno d'Italia (1861) e dell'Impero tedesco (1871). La donna a sinistra ha i capelli scuri e reca in capo una corona d'alloro, quella a destra è bionda e inghirlandata di fiori. Esse hanno un'aria mesta e si tengono la mano in atteggiamento amichevole. A sinistra lo sguardo coglie un tipico paesaggio italiano di coste rocciose, mentre a destra è riconoscibile una città tedesca torreggiante in stile gotico. Già allora questi due paesi erano più legati tra loro di quanto anche al giorno d'oggi certa gente vuole credere... e devo aggiungere, legati sia nel bene che nel male. Per il catalogo: Maße: 33 mm / Gewicht: 18,52 g *** FINE DELLA PRIMA PUNTATA *** Servus, Njk Nuovamente un "ping" in particolare a @giulira @ascamanaut @vathek1984
  24. Buonasera a tutta la Sezione Due Sicilie, ripropongo il mio 10 Tornesi, citato dall'Amico @Rocco68 perchè so che gli piace molto, ma che proprio splendido non è. Acquistato molti anni fa, in tempi non sospetti, quando il Catalogo Gigante lo dava come moneta comune.
  25. Buon giorno. Volevo segnalare il prossimo IV^ convegno filatelico-numismatico di Venezia-Mestre nel giorno 19 ottobre p.v. dalle ore 9.00 alle 18.00 nella consueta collocazione del Novotel di Mestre, immediatamente adiacente all'uscita Castellana della Tangenziale di Mestre. Rispetto alle scorse edizioni io, con gli altri organizzatori (Circolo Numismatico di Padova e Circolo Filatelico Numismatico di Noale), abbiamo voluto abbinare una sessione culturale-divulgativa, incentrata sulla numismatica e sulla cartamoneta, per quest'anno, e che vede la partecipazione anche di cattedratici universitari, oltre che di appassionati (tra cui l'amico Alessio Busseni) e commercianti. Non nascondo la mia soddisfazione nel vedere che tante persone hanno dato l'adesione a questa sessione. Io ci sto mettendo tanta passione, impegno, risorse, pur se nelle difficoltà, oggettive, di questo tipo di manifestazioni, che non sto qui ad evidenziare. La rinnovata speranza è che il pubblico, Voi tutti, diate incentivo alla manifestazione, con la vostra partecipata presenza. Io, al di là di qualsiasi commento che c'è stato, anche su questo forum, ho la ferma intenzione ad andare avanti, convinto che la numismatica, il collezionismo in generale sia soprattutto questo, condivisa partecipazione personale, conoscenza, contatti, frequentazione, scambi di opinioni. E, perché no, anche piacevole convivialità attorno ad una tavola. Allego a tal proposito locandina dell'evento. Buona giornata. Stefano Palma (alias Sivis) 4^ConvVE_LocandinaWEB72_190924R0.pdf
  26. Ieri sera avevo una grossa chance e lo sapevo, non c’era il mondo della numismatica, c’erano altri mondi, volevo emozionarli, mi dicono che sono riuscito nei vari messaggi ricevuti oggi, divulgare cosa rappresenti il documento moneta, l’emozione di vedere la nostra storia, i nostri simboli da ricordare, la numismatica e’ molto un fatto emozionale, se passa il messaggio, avremo fatto un passaggio importante per la crescita personale e collettiva culturale ....apriamoci ...e appoggiamo la divulgazione, termine che e’ stato detto da tutti i presenti ieri ...
  27. Buonasera, ho aggiunto recentemente in collezione questo piccolo nominale coniato sotto il duca Rinaldo...una muraiola da due bolognini(mir 838/6) monetina in mistura ma ancora con una buona argentatura ed i rilievi molto ben definiti,la data sotto al busto del duca è un po impastata ma si legge comunque 1718. mi piace molto e come capita per modena non se ne vedono tante ben messe in giro,che ne pensate? ringrazio in anticipo e saluto tutti marco
  28. taglio        50 cent paese   San Marino anno 2018 tiratura 1.100.000 condizioni bb+ città Milano Note News
  29. Vi piace questa? Ultimo arrivo. I quarti della croce nel rovescio sono liberi. Cari saluti a tutti
  30. Buongiorno a tutti, ho appena pubblicato sul mio profilo di academia.edu un articolo che presenta una ricostruzione cronologica delle Tribuniciae Potestates assunte da Marco Aurelio. In particolare viene affrontata la problematica relativa all'allineamento del giorno di rinnovo della carica tra Marco Aurelio ed Antonino Pio, alla luce di varie evidenze numismatiche. Il tutto è preceduto da una breve introduzione sulle origini e sulla natura della Tribunicia Potestas in età imperiale. Ho infine aggiunto una tabella con l'elenco delle varie cariche ricoperte dagli imperatori Antonino Pio, Marco Aurelio e Lucio Vero. L'indicazione di ciascuna di queste cariche è corredata da una nota esplicativa. Il titolo dell'articolo è: "Marco Aurelio e il mistero della Tribunicia Potestas V - Una revisione delle datazioni delle Tribuniciae Potestates di Antonino Pio e di Marco Aurelio" Avevo già affrontato questo argomento in un'appendice del libro sulla monetazione di Faustina II dove, tuttavia, era presentato in modo quasi esclusivamente intutivo. In questo articolo ho voluto argomentare in dettaglio la questione così da chiarire il mio pensiero in tema. https://independent.academia.edu/ABusseni Resto quindi in attesa dei vostri graditissimi commenti ed opinoni. Grazie a tutti Alessio
  31. cabanes

    Dove si sta andando........?

    Dove si sta andando........? non è che in ambiti diversi dalla numismatica le cose vadano meglio. E non mi preoccuperei, numismaticamente o meno, della nostra destinazione: è tutto già scritto. Per carità, non fraintendetemi: non sono un ufologo, non credo in alcuna religione, nè penso che esista il destino; e neppure sono un adepto di Cesco Ciapanna (vedi forum). Non mi chiedo dove andremo a finire, perchè la risposta ce la dà la storia: stiamo vivendo gli ultimi anni/decenni (non credo secoli) della nostra civiltà, la cosiddetta civiltà occidentale. Toynbee, e prima e meglio di lui Spengler, hanno studiato in modo comparativo le varie civiltà succedutesi sul pianeta, ed hanno notato che queste si evolvono come un'entità biologica: nascono, crescono, muoiono. Pare, secondo loro, che ora noi stiamo vivendo la fase finale della nostra civiltà: niente di male, è una cosa naturale, ed oltrettutto la morte di una civiltà non è necessariamente traumatica (sempre guardando alla storia). Semmai sono fastidiose le manifestazioni di questo decadimento (vedi quanto evidenzia TIBERIVS), ma al più possiamo evitarle, non curarle. Non posso incavolarmi se perdo i capelli, è nella natura del ciclo vitale, così come non posso incavolarmi se dei ragazzini imbecilli guardano agli strani 20 centesimi solo con la speranza di arricchire; anche loro sono nel ciclo vitale della loro (nostra) civiltà. Una delle cose che però mi infastidisce, visto che fra un po' dovrò tirare le cuoia, è che non potrò vedere che cosa ci sostituirà: perchè finora le varie civiltà che sono vissute sul pianeta, quasi sempre sono nate vergini, con pochi o nessun contatto con civiltà precedenti (un esempio banale: le civiltà precolombiane non hanno avuto contatti con quelle mediterranee). Ma ora viviamo in un mondo globalizzato, non c'è più spazio per la nascita di una civiltà vergine; e questo fatto non si è mai presentato prima nella storia del mondo. Ecco, questo fatto mi infastidisce molto ( Petrolini cantava: ...mi dispiace di morire ma son contento, son contento di morire ma mi dispiace...), il non poter vedere che cosa succederà, ma non potrò avere risposta.
  32. eliodoro

    Potendo sognare, vorrei.....

    Riapro questa discussione.. Nel 2017, immaginavo di prendere due monete Longobarde.. Che dire.. Ce L'abbiamo fatta:denaro di Adelchi zecca di Benevento e Follaro di Gisulfo II zecca di Salerno
  33. Grazie Galenus, "favoloso" è vederli tutti insieme nel vassoio...
  34. E siccome so che vi piacciono tanto..... Aggiungo questa "comune" Piastra 1818 testa grande. Invitandovi a condividere le vostre belle.
  35. savoiardo

    stimamoneta

    Io non voglio sapere... Questa non è la sezione giusta per chiedere una identificazione! Oltretutto mancano i dati della moneta, il peso, il diametro... Solo perché amo le sabaude posso dirti cosa è, un viennese di Ludovico d'Acacia, adesso però non chiedere il valore... vai a studiarti qualcosa sulla storia di questa moneta...
  36. numa numa

    Collezioni Decadute ed Emergenti

    Ciao Giuseppe il quesito che poni e’ interessante e la tua giovane età ne amplifica la portata. Ci sono collezioni di moda ( vedi il Regno), spinte molto dai commercianti perche facili da realizzare, significative storicamente, e soprattutto con tanto materiale da scambiare. Immagina una collezione di monete Axumite che sono gia’ pochissime e difficili da reperire: non potrebbe mai diventare di moda. L’importanza di una collezione, a differenza di quello che pensano molti, non e’ la sua vastità bensi la profondità che è data da quanto la si studia ed approfondisce. Non esistono collezioni meglio di altre . Una collezione di monete dei Cavalieri di Rodi puo’ essere fatta con criteri ed esemplari eccellenti e rappresentare un valore culturale, storico, numismatico e a volte anche materiale superiore alla classica collezione del Regno. la collezione la fa il collezionista non le monete bensi le sue scelte.
  37. margheludo

    A B C della moneta medievale

    Tempo fa mi sono imbattuto in una interessante dissertazione sull'argomento da parte di A. Saccocci in "i segni dell'Auser- il tesoro del lago" che trattava il tesoretto del lago Bientina e di cui riporto alcuni passaggi. << è forse opportuno spendere qualche parola su cosa normalmente si intende in numismatica con i termini ‘ripostiglio monetale’ o ‘tesoro’ (con le varianti anch’esse assai comuni ‘tesoretto’ e ‘gruzzolo’): si tratta di un complesso di monete accumulato dall’antico proprietario e come tale occultato (nel terreno od in altro contesto adatto allo scopo) e poi non più recuperato. Nel periodo medievale, cui appartiene il gruzzolo qui in esame, tale occultamento era determinato nell’assoluta maggioranza dei casi da motivi di salvaguardia, visto che non esisteva (e di fatto per la maggioranza della popolazione non esisterà fino al XX secolo) un efficiente e diffuso sistema bancario in grado di proteggere la ricchezza mobile dei privati; sono ben documentati, anche se non molto frequentemente, tesoretti occultati casualmente (non stiamo scherzando, alludiamo al caso di defunti sepolti o per disattenzione o per pietà assieme al denaro che portavano con sé) , mentre estremamente rari, in particolare nel periodo dal X fino alla metà del XIV secolo, vanno considerati i tesori occultati per motivi rituali, nonostante una letteratura piuttosto ricca ma forse troppo entusiasta possa far pensare il contrario (ci riferiamo ai cosiddetti depositi votivi o di fondazione). I complessi di monete formatisi invece grazie all’accumulo nel terreno di esemplari persi o gettati singolarmente in un’ area ristretta (come nel caso di una stipe votiva, ad esempio) non sono considerati ripostigli. Il requisito essenziale di questi ultimi, infatti, è che tutti gli esemplari contenuti siano stati associati ‘prima’ del loro occultamento. Solo questo infatti consente di stabilire una possibile cronologia dell’interramento stesso e di conseguenza di tutte le serie monetali presenti, anche quando non siano altrimenti databili. Inoltre permette di elaborare interpretazioni relative ai fenomeni monetali potenzialmente documentabili da quel materiale, quali tesaurizzazioni, deflazioni, riforme etc.,interpretazioni che non sarebbe possibile riferire ad un preciso momento storico, analizzando materiale sottratto singolarmente ed in momenti diversi alla circolazione. Proprio il frequente utilizzo dei ripostigli per l’analisi di tali aspetti economico-monetari, spesso l’unica fonte in grado documentarli, ha portato alla tradizionale distinzione fra ripostigli di tesaurizzazione, cioè ripostigli frutto di accumulo nel tempo, quindi comprendenti i pezzi di maggior valore disponibili nel mercato, e ripostigli di emergenza, frutto di convulsa raccolta di tutto il denaro disponibile per metterlo al riparo da un’improvvisa situazione di pericolo (quale un’invasione, una pestilenza, un terremoto etc.) e quindi comprendenti monete di qualunque valore. Proprio questa distinzione fra fattori economici e fattori ‘emergenziali’, oggi ritenuta molto meno netta di quanto si pensava un tempo, ha portato gli studiosi a trattare l’argomento con espressioni che potrebbero indurre il lettore medio a ritenere che siano proprio questi aspetti a regolare e provocare l’occultamento dei ripostigli (ad esempio: «questi tesoretti sembrano testimoniare un vasto fenomeno di tesaurizzazione» oppure «i numerosi gruzzoli databili alla metà del X secolo possono essere imputati all’invasione degli Ungari»). Niente di più sbagliato, in società molto meno sicure di quelle attuali, l’occultamento di denaro era una pratica costante ed indipendente dalle contingenze, che sicuramente poteva subire delle accelerazioni e delle decelerazioni, ma nel complesso riguardava una percentuale probabilmente abbastanza stabile dello stock monetario, così come oggi lo sono i depositi nelle banche. Quindi gli aspetti economici potevano regolare solo la composizione interna dei gruzzoli, non certo il loro occultamento, mentre le situazioni di emergenza non incidevano probabilmente in modo sostanziale sul numero e sulle dimensioni dei tesori (essendo questi in gran parte già conservati in collocazioni protette), ma sicuramente potevano provocare un incremento notevole nei mancati recuperi degli stessi (pensiamo ad esempio alla peste nera degli anni 1347-8). A ben vedere è proprio un solo elemento che fa di alcuni degli innumerevoli gruzzoli passati per la protezione della terra ed in gran parte poi recuperati una fonte storica di primaria importanza quale è un ‘ripostiglio monetale’: il fatto che lo sfortunato proprietario non abbia avuto la possibilità di recuperarlo e, cosa ancora più significativa, neppure di indicarne la collocazione a qualche persona cara, lasciando così ai posteri la possibilità della scoperta. Abbiamo visto all’inizio come le monete provochino dei comportamenti istintivi ai quali non sembriamo capaci di sottrarci, proprio questo può farci capire quanto importanti debbano esser stati i motivi di tali mancati recuperi. Ovviamente non è possibile stabilire una precisa casistica, ma è statisticamente probabile che gran parte di queste motivazioni rientrassero nel binomio «solitudine+morte imprevista», anche se possono essercene ovviamente molte altre. Proprio l’importanza di queste motivazioni (che a nostro avviso agivano in modo relativamente indipendente dal valore del gruzzolo, proprio per quanto detto all’inizio), consente di utilizzare questo particolare genere di fonti archeologiche per ricostruire scenari generali che potrebbero anche non essere documentati altrimenti. Con l’avvertenza, però, che tali scenari sono validi soltanto a livello statistico, non possono mai essere applicati ad un singolo dato, senza prove di altro tipo. È quindi assai probabile che i tesori possano testimoniare la presenza di una via di passaggio importante, per il semplice motivo che è più probabile che un viandante od un pellegrino perdano la vita senza la compagnia di una persona cara cui rivelare i propri segreti, rispetto ad un abitante del luogo. >> Quante cose può raccontarci un tesoretto, l' uguale ripartizione tra denari di Lucca e di Pisa in questo, preso in esame ne "il tesoro del lago" ha permesso al Saccocci di avanzare una interessante ipotesi (o di avallare quella di Matzke ) che riporto integralmente: i <<: la composizione così paritaria del gruzzolo potrebbe derivare dal fatto che quelle monete nel mercato circolavano effettivamente con quella composizione, perché il loro valore era determinato proprio dal fatto di appartenere metà ad una zecca e metà ad un'altra. Se la produzione di tali monete era il frutto di un accordo fra le due zecche, infatti, è possibile che tale accordo prevedesse anche che ogni pagamento ufficiale dovesse essere fatto nelle due valute con una percentuale fissa, in modo da garantire ad entrambe le autorità emittenti gli introiti prestabiliti, come è talvolta documentato. Ad un fatto del genere si sarebbero sicuramente adeguati i cambiavalute, ‘vendendo’ ai clienti monete sempre nella composizione richiesta. Non avremmo affrontato questo argomento se la perfetta identità stilistica fra le due serie, l’utilizzo di segni di zecca molto simili, nonché questa composizione simmetrica del ripostiglio non ci avessero convinto della bontà dell’ipotesi di Matzke sopra ricordata, che su altre basi individua un rapporto fra queste emissioni e l’accordo monetario fra Lucca e Pisa del 1216/7, ( Eodem anno (MCCXVII) Lucani et Pisani concordaverunt simul de moneta cudenda).>>
  38. @Litra68.... Come posso non accontentare la tua richiesta? Foto di gruppo dei miei 4 Cavalli. 1788 1788 1789 1790 SICI 1790 SICIL data larga 1790 SICIL data stretta 1791 1792 1804
  39. Io ogni volta che leggo o sento associare La numismatica a logiche o obiettivi di investimento rabbrividisco, ma nel contempo mi rendo conto di essere un idealista e che questo problema probabilmente - se proprio non ce l’ho solo io - siamo in pochi ad esserne sensibili.
  40. Periodicamente viene riproposta la lamentela in oggetto ma questi due post a parer mio sono la miglior risposta che si può dare alla questione. Saluti Simone PS Al momento (per quanto mi riguarda) nella frequentazione del forum riscontro altre problematiche ben più fastidiose...
  41. Il problema caro Pietro è che sono pochi gli utenti che amano condividere le proprie monete. E pochissimi I Collezionisti di questi piccoli nominali in rame, che raramente si trovano in alte conservazioni.... Non tutti poi collezionano per varianti... Ma solo per tipologia. Come si fa a stabilirne la rarità? Noi pochi, continuiamo a ricercare e studiare, spinti dalla sete di conoscenza e appagati da queste visioni che ci portano indietro nel tempo.
  42. Buonasera, questo è l'ultimo acquisto per Modena....si tratta di un Mezzo Ducato o 80 soldi di Rinaldo d'Este del 1727 rif MIR 831/1. per me moneta di grande fascino con al dritto un gran ritratto del duca disturbato da qualche graffio dovuto sicuramente alla fase di coniazione e un rovescio con san contardo che prega genuflesso in abiti da pellegrino rivolto verso la città. la città in questa tipologia si vede decisamente meglio ed è più dettagliata rispetto agli esemplari degli anni successivi ed in cui cambiano entrambi i conii....si vede anche parte della facciata del duomo mi sono svenato ma quando l'ho vista non ho saputo resistere...poi per me ha pure una patina riposata ed è proprio quello che piace a me. cosa ne pensate? grazie a tutti marco
  43. Salve, credo che invece parliamo di un solidus di Giulio Nepote, ultimo imperatore legittimo d'Occidente, un aureo che potrebbe riferirsi al suo Primo Regno, per la zecca di Milano (474-475), con DN IVL NEPOS P F AVG al diritto e al rovescio VICTORIA AVGGG con * (stella) alla fine della legenda, COM OB all'esergo, e segno di zecca M - D nel campo (RIC X 3217-19; Sear V 21648). Potrebbe però anche provenire dal periodo di esilio dell'imperatore o dal suo secondo regno (475-480), nel qual caso l'aureo presenterebbe uno stile più affrettato (Sear V 21657, RIC X 3230-31, 3235, 3239). Nell'uno e nell'altro caso si tratterebbe di moneta di rilevante valore e per di più, eccezion fatta per il classico naso "a patata", in ottimo stato di conservazione. Il che vuol dire che si tratta di un aureo con buone chances di essere falso. A vederlo in fotografia sembra autentico ma ciò non vuol dire nulla, e pronunziarsi in queste condizioni sarebbe azzardato. Proprio per il valore della moneta, consiglierei di farla esaminare da un numismatico professionista, esperto nella monetazione romana tardo-imperiale (credo comunque che chi ti ha venduto la moneta ti abbia già consegnato una idonea documentazione ed anzi sarei molto curioso di conoscere la sua classificazione. Salvo che la moneta non provenga da un patrimonio familiare). Cordiali saluti HIRPINI
  44. bel pezzo complimenti. Vi posto la mezza dello stesso anno.
  45. rada

    Collezione SCUDI Argento UML

    @The Judge @uzifox Non posso che trovarmi d'accordo con voi! Anche io, come @The Judge , ho avuto come primo amore l'Euro; poi mi sono spostato su altre monetazioni, fino ad approdare agli Scudi. Tutto è partito quando ho trovato, fra le monete che mi ha lasciato il mio bisnonno, un 5 Franchi 1849, che mi è piaciuto a tal punto da voler approfondire quel tipo di monetazione e trovare.. le sue sorelle Non rinnego le mie collezioni precedenti, che mi piace spesso riprendere in mano e che continuo ancora oggi, ma devo dire che gli Scudi mi appassionano molto e mi stanno dando molte soddisfazioni È bello anche cercare il pezzo mancante che, a volte per il prezzo a volte per la rarità, non è sempre facile scovare. Proprio la scorsa settimana, per la prima volta dopo anni, avevo visto uno Scudo di Vittorio Emanuele II re di Sardegna (Genova, 1859) in buone condizioni e con una base d'asta molto bassa. Proprio all'ultimo secondo un altro collezionista ha effettuato un rilancio e me la sono persa.. per un solo euro! Tenendo conto che per questa moneta mi sono imposto un budget di 100 Euro, chissà se mai avrò di nuovo un'occasione simile In attesa di un video che mi piacerebbe mostrarvi e di completare la lista di cui vi parlavo, inizio ad allegare qui una foto della mia collezione (in foto 42 pezzi, altri 4 sono in viaggio proprio in questo momento )
  46. Vediamo se ho capito bene. Tu fai queste domande perché evidentemente non conosci questa materia. D'altronde hai una "teoria" che risolve un caso relativo alla materia stessa. Io mi compiaccio della tua presenza sul forum Sherlock. Le tue doti divinatorie potranno essere utili in molti casi oppure la "verità" ti permea solo in campo numismatico. Forse sei iscritto anche in un forum di medici? Aiuti anche loro con le tue teorie? Ma le occasioni per tacere ti è mai capitato di coglierle? In ogni caso il mistero è uno solo. Ci sei o ci fai? Con stima del tutto assente ti porgo i miei saluti. Ps. Su Facebook è più facile che qualcuno ti dia retta. Prova col gruppo dei terrapiattisti.
  47. A proposito di lavaggi, da un po’ di tempo mi sto dedicando a esaminare con il microscopio metallografico, varie tipologie di monete, con lo scopo di rilevare se e cosa succede alla struttura del metallo, sottoposto a tale trattamento. Partiamo prendendo in considerazione lo strumento necessario per poter eseguire queste osservazioni: il microscopio metallografico (foto 1-1a). Per chi non lo conosce, questo strumento, permette di illuminare il campione direttamente attraverso lo stesso obiettivo utilizzato per l’osservazione, dando una illuminazione uniforme del campo in esame, allego schema esemplificativo e foto dello strumento utilizzato (foto 2) che permette di raggiungere ingrandimenti molto elevati (400-600X). Il metallo osservato a tali ingrandimenti presenta una trama definita “granitura” che assume varie forme a seconda del trattamento subito dal metallo stesso. Per procedere nella ricerca, ho iniziato prendendo in considerazione il noto liquido per il “bagnetto” dell’argento e per fare ciò ho sacrificato una oncia d’argento canadese immacolata. Le osservazioni sono state fatte prima del bagno, dopo un bagno della durata di 4 secondi e dopo un bagno di 8 secondi. Qui di seguito le foto dei risultati degli esami che spiegano molto più delle parole. Ovviamente tutto questo ad occhio nudo si rileva solo con un leggerissimo cambiamento del LUSTRO per lavaggi max 4 secondi, ed un evidente cambiamento della freschezza del metallo per lavaggi superiori ed una opacità per tempi pari o superiori a 8 secondi. Meditate gente, meditate!!
  48. Ti posto un rovescio senza varianti di un altro Tarì 1796
  49. Guardate che splendore passerà presto in asta (Numismatica Ars Classica, Auction 114, lot 44, del 6 maggio 2019)... Avete mai visto un toro androprosopo più possente di questo? Gela. Tetradrachm circa 415-405, AR 16.48 g. ΓΕ – ΛΩ – [ΙΩ – Ν] Fast quadriga driven r. by Nike, holding kentron and reins; above eagle flying r. and, in exergue, large pellet. Rev. ΓΕΛΑΣ retrograde Forepart of man-headed bull (the river-god Gela) advancing l. through reeds; ibis and garlanded altar before his mid section. In l. field, fish swimming upwards and above, barley grain. Jenkins O 96 / reverse unlisted. Of the highest rarity, the finest of only two specimens known. A spectacular reverse composition, undoubtedly one of the most interesting of the mint of Gela. Perfectly struck on a full flan. Old cabinet tone and about extremely fine Ex SBV Zürich 1, 1977, 52 and NAC 9, 1996, 155 sales. From the A.D.M. and Harald Salvesen collections. In 689/8 BC, Gela was jointly founded by colonists from the Rhodian city of Lindos and a group of Cretans. Despite conflicts with the native Sicanian peoples, Gela prospered and by the early sixth century BC the city was extending its influence into western Sicily by founding Acragas. By the end of the century, however, political discord in the city had permitted Cleander, the son of Pantares, to overthrow the traditional oligarchic government and establish himself as tyrant in 505 BC. Although Cleander was later assassinated by the city's democratic faction, this did not prevent his son, Hippocrates, from becoming the new tyrant of Gela in 498 BC. Under Hippocrates the power of Gela expanded immensely as his mercenary armies conquered the Greek cities of Callipolis, Leontini, Naxos, and Zankle. Victory over Syracuse also resulted in the addition of Camarina to Hippocrates' Geloan empire. Although the Geloans still desired a return to constitutional government, after the death of Hippocrates in 491 BC, the tyranny was assumed by Gelon, a former bodyguard of Hippocrates. Gelon not only preserved previous gains but even captured Syracuse, where he became the founder of the city's Deinomenid dynasty of tyrants. Syracuse became Gelon's new capital and Gela was left to be administered by his brother, Hieron. When Gelon died in 485 BC, Hieron succeeded to the tyranny at Syracuse and Gela was ruled in turn by his brother, Polyzelos. However, by the mid-fifth century BC the tyranny was abolished and the old oligarchic government was restored at Gela. In the late fifth century BC, Gela was notable as one of the first Sicilian Greek cities to contribute military aid to Syracuse when it became the primary target of the Athenian Sicilian Expedition in 415–413 BC. When the Carthaginians besieged Gela's old colony, Acragas, in 406 BC, the Geloans also dispatched reinforcements and, after the city fell, provided refuge to the homeless Acragantines. The Geloans faced the same tidal wave of Carthaginian arms in 405 BC, but received little aid from Syracuse and its tyrant, Dionysios I. The city was overwhelmed and destroyed, but the Carthaginians permitted those who had fled to return on the condition that they would not rebuild the fortification walls and pay tribute to Carthage-cold comfort for a people who had once been the preeminent power in Sicily. The present tetradrachm, which is the better of just two known, was struck in the period between the Sicilian Expedition and the Carthaginian conquest probably to finance the numerous military campaigns in which Gela was engaged. The types of quadriga and man-faced bull are traditional at Gela, going back to the early fifth century BC and the age of the great tyrants; however, here they have been updated to keep pace with the artistic developments of Syracusan coinage. Whereas the old quadriga was of the slow variety and driven by a human charioteer crowned by Nike, here Nike drives the chariot herself at what seems to be breakneck speed. Likewise, while the man-faced bull reverse, representing the local river-god, Gela, was a commonplace image on previous Geloan coins, here he is placed in context. The man-faced bull advances out of his comfortable river-bed surrounded by reeds and bulrushes in the company of an ibis to receive the sacrifice made at a nearby altar. This type is remarkable not only for its artistry but also for the way it illustrates the depth of Greek belief in nature deities like river-gods. Gela was considered a real divine presence that, if a worshipper was fortunate, might actually come forth to accept the gifts offered to him. Estimate: 45000 CHF
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