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  1. Che ne dite ..... ! AF1QipPbjXxptqPcAslT-x_MmKPjS7Hol6InLZDyLebi.urlsempre con fanga di giardino;; AF1QipNZepm2tpHfD4DiTKyGrSiUwOnCkOSm1_4G1ZoL.url
  2. Buonasera osservando questa moneta, al D/ all'interno degli angoli si notano alcuni segni, potrbbe essere semplice escrescenza di metallo,o cos'altro?
  3. Salve a tutti , mi serve un aiuto di identificare questa bellissima vuotiva, grazie mile
  4. Ciao a tutti :) Finalmente sono arrivati gli ultimi acquisti! Ed invece di lavorare son qui a scrivere :rolleyes: Prima delle foto (ingordi!!) un po di storia sui quartari, storia che mi tocca "prendere in prestito" dalle ottime pagine di Enrico Janin (sperando che nessuno me ne voglia). Qui sotto l'unione di due articoli del Janin, i cui originali sono QUI e QUI ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ Salvo rarissime eccezioni, il Castello stilizzato a tre torri, costituisce il soggetto delle monete genovesi — sistematicamente e ininterrottamente — per ben cinque secoli, e cioè fino al 1637, portando ad una indiscutibile monotonia dei soggetti delle stesse. Va però detto che il notevole credito goduto sui mercati mediterranei dalle monete genovesi, fin dal loro primo apparire, ha indubbiamente favorito questo fatto, ben visto perciò anche dalle maggiori autorità della Repubblica. Una rarissima eccezione è costituita dai quartari, o quarti di denaro, argomento di queste note: in essi infatti, a un certo punto al posto del Castello compare il Grifo. Il quartaro è il più umile degli spiccioli, una piccola moneta in rame e argento, a tenore di argento bassissimo, quasi trascurabile. Esso viene indifferentemente denominato quartaro, griffone o clapucino, termine questo derivato dal nome (vagamente dispregiativo) usato per definire gli antichi lavoranti del rame. Ancor oggi a Genova si usa il termine "ciapûsso" per definire un oggetto di valore trascurabile. A parte il nome, usato solo dalla zecca genovese e solo per questa moneta, è caratteristica l'indicazione del nome, prima con la sola lettera "Q", poi a tutte lettere (QVARTARO). Nessun'altra moneta di quest'epoca porta l'indicazione del valore, che per la monetazione genovese apparirà solo sulla lira del 1643, cioè dopo circa cinquecento anni. Il primo tipo di quartaro è parecchio simile (a parte l'aspetto caratteristico di una moneta di rame) al denaro primitivo genovese, ma di fattura più rozza. Diametro circa 15 mm., peso che raramente raggiunge il grammo, Castello genovese a tre torri e scritta Q. IANVA entro doppio cerchio di piccole perline. Al rovescio, la Croce che interseca la leggenda, la quale perciò risulta divisa così: CV RA DR EX (anche qui a ricordo di Re Corrado). È ipotizzabile che la coniazione dei quartari di questo tipo abbia avuto inizio poco dopo l'apertura della Zecca, comunque prima della fine del XIII Secolo. Approssimativamente verso la metà del XIII Secolo, (per alcuni forse intorno al 1220, questa affermazione potrebbe essere confermata dal fatto che pare risalga al 1222 l'incarico che il Comune di Genova diede ad un certo "maestro Oberto" di gettare in bronzo la figura di un Grifo da porre nel Duomo di S. Lorenzo, e d'altra parte sempre al Sec. XIII sembra appartenga il ben noto sigillo nel quale figura il Grifo che artiglia l'aquila e la volpe - vedi mia firma in basso, Nota mia - circondato dalla nota orgogliosa leggenda "GRIPHUS UT HAS ANGIT SIC HOSTES IANUA FRANGIT". Cioè, "come il Grifo le artiglia, così Genova spezza i nemici" dove "has" sta ad indicare l'aquila e la volpe. Secondo alcuni, pare che l'esistenza di un sigillo col Grifo risalga addirittura al 1193 circa), il soggetto del quartaro cambia: appare, al posto del Castello, il mitico Grifo, che darà addirittura il nome alla moneta. Dopo la breve apparizione di un tipo con la raffigurazione del Grifo e la parola IANVA sul lato della Croce, si ha la comparsa di quello che i patiti di numismatica chiamano il quartaro "del terzo tipo", caratterizzato dal Grifo rampante volto a destra, e con intorno la leggenda QVARTARO. Al rovescio, la Croce e la leggenda CVNRADVS. Questo tipo di quartaro è certamente il più diffuso (anche se adesso i quartari non si trovano molto facilmente sul mercato). Dato che era certamente ancora battuto nel 1339, anche per il quartaro (come già detto per il denaro) vennero indubbiamente incisi molti conii, con le conseguenti varietà sia nei particolari della figura del Grifo e della foggia della Croce come — e soprattutto — nella forma delle lettere, nel tipo di interpunzioni e nei numerosi segni di zecca. . Accenniamo ai più notevoli: nelle interpunzioni, si va da punti più o meno grandi a trifoglini, anellini, crocette o rosette; nei cosiddetti segni di zecca si hanno trifoglini nel campo della Croce, oppure tre, quattro o cinque trattini affiancati, o anellini e trifoglini alle quattro estremità della Croce. Anche il cerchio (o i cerchi) che racchiudono le leggende possono essere perlinati o rigati o mancare del tutto. Per l'appassionato c'è veramente da divertirsi, se la monetina è appena decifrabile, il che succede piuttosto di rado. Il contenuto in argento — o titolo — dei quartari col grifo si aggirerebbe sull' 1 %. Prendendo per buono il titolo del 2 % per i quartari col Castello, e che quindi l'argento contenuto in uno di essi serviva per fabbricarne due col Grifo, si spiegherebbe la scarsità dei quartari del tipo Castello con la rifusione degli stessi per la produzione dei nuovi quartari col Grifo. Anche i quartari hanno il loro lato misterioso: sono noti alcuni esemplari di quartari col Grifo nei quali al rovescio (lato Croce) la parola CONRADUS è sostituita dall'enigmatica dicitura TOMAINVS. I tentativi di interpretazione hanno fatto scorrere i metaforici fiumi d'inchiostro (e di parole), ma senza risultati convincenti, e non è qui il caso di dilungarci sulla questione, tuttora insoluta. (Foto n. 3). Sta di fatto che fra i patiti di numismatica genovese chi possiede il "Tomaino" è abbastanza invidiato. Ma non è finita: esistono (rari almeno come i "Tomaini") alcune monetine, indubbiamente quartari con Grifo e Croce, ma di fattura piuttosto rozza e con leggende totalmente incomprensibili e almeno apparentemente senza senso, come VIVEN, CPISV, UICETO, VNVIAV e simili. Parlando di quartari è d'obbligo accennare al "griffo e croce", il noto gioco popolarissimo a Genova e altrove almeno fino ai tempi della mia infanzia, quando nella strada (anzi, in mezzo alla strada) potevano ancora giocare i ragazzi. Di certo, chiamandolo "testa e croce" lo adopera tuttora l'arbitro di calcio per la scelta del campo prima dell'incontro. Comunque, sembra che il nome del gioco del "griffo e croce" derivi proprio dall'essere stato usato in esso questo tipo di moneta, come affermano gli antichi testi di numismatica genovese. Ma alla fine... cosa valeva un quartaro verso la metà del Secolo XIII, cioè intorno al 1250? Un artigiano-padrone (non un aiutante, si badi bene) come un fabbro, falegname, muratore etc. portava a casa più o meno cinque denari al giorno (lavorativo, si intende). Cioè, venti quartari. A quei tempi, con parecchia approssimazione, un chilo di grano costava un po' meno di due denari. Perciò con un quartaro si poteva acquistare, sempre molto approssimativamente, poco più di un etto - un etto e mezzo di farina. O forse un bicchiere di vino. Tempi grami, allora come sempre del resto, per i meno abbienti. ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ Ora che vi ho tediati a dovere vi mostro le scansioni (xché non ho una macchina fotografica come si deve...), appena posso vado dal mio amico fotografo per fare delle foto ed ingrandimenti di alcuni particolari interessanti. Le foto del venditore sono meglio, forse le posterò più tardi :) Primo quartaro, col castello Scansione Governo ghibellino (1334-1336), Cu quartaro (quarto di denaro), 0,99 gr. D/ : +·Q·IANVA Castello. R/ : ·CV-RA-D· R-EX Croce patente intersecante la legenda. Ref.: Lunardi, 22; CNI III, 36, 1; Biaggi, 850. Secondo quartaro, col grifo Scansione Governo ghibellino (1334-1336), Cu quartaro (quarto di denaro), 0,73 gr. D/ : Grifone rampante a destra. R/ : Croce patente con trifoglio nel 4 campo. Ref.: Lunardi, 24; CNI III, 38, 16 (con cerchio); R1.
  5. matteo95

    Liguria Peso monetale genovese

    Nuovo entrato in collezione Peso monetale genovese della Quadrupla d'oro. Di fattura Genovese, epoca ultimi anni del XVI - prima metà XVII sec.
  6. roberto.ganduglia

    Liguria anello forse Romano

    questi simboli sull'anello vi dicono qualcosa ?
  7. SANTUARIO NOSTRA SIGNORA DELLA GUARDIA Il Santuario della Madonna della Guardia sorge sul monte Figogna a m. 804 in Val Polcevera. Dalla vetta del monte Figogna si ammira un vasto panorama e il nome della GUARDIA deriva dal fatto che in epoca romana vi era una stazione di guardia dove si facevano le segnalazioni al movimento delle truppe lungo le strade imperiali. Per l'interessante storia vedi: http://www.santuarioguardia.it/la-nostra-storia/
  8. Vediamo se riesco a raggruppare un po' di discussioni con le foto e l'aggiunta delle classificazioni e link al catalogo. Spero di riuscire ad ordinare le monete in ordine cronologico. Dalla discussione di lollone: peso:060 grammi diametro: 12mm Antoniotto Adorno http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-GEV9/2 PS: mi era sfuggito questo di jagd: 13mm di diametro, per 0.61 gr
  9. Carissimi in attesa di mostrarvi importanti regali di Natale numismatici in arrivo entro una decina di giorni la moneta della settimana è ancora “Zeneize”. Siamo nella Repubblica Ligure per il massimale argenteo della serie, ultima data di coniazione. Tipologia abbastanza reperibile in bassa/media conservazione, decisamente più bisbetica da trovarsi in questa qualità che Vi mostro stasera, particolarmente ben patinata oltre che con ottimi rilievi, pur pagando un certo dazio al FDC, che manca non per tanto., ma a cui non arriva certamente. La perizia recita MS61. A’ vous 😉
  10. Buonasera a tutti cari amici, vi presento il mio recente acquisto, uno dei pochissimi di quest'anno sciagurato. Ormai le monete piccole non mi saziano più, le voglio sempre più grosse... Data la ristrettezza delle finanze, il tentativo di foro è l'amico che mi ha consentito l'acquisto di questo piccolo bisonte (76,53 grammi). Ogni commento è il benvenuto.
  11. Cari amici di Genova dopo essermi inserito in una vecchia discussione di Venezia desidero postare qui a vostro beneficio, l'ultima arrivata nella mia piccola collezione. Si tratta, come potete ben vedere, di un rarissimo grosso imitativo di Martino Zaccaria emesso a Scio probabilmente nel 1328-1329, ma sicuramente dopo la morte del figlio Bartolomeo nel 1327. La moneta riporta: D/ +M.Z.S.V.IMPATOR. DVX lungo l'asta .S.SIDOR.SYI R/ IC-XC cerchio sotto il gomito. ed è conosciuta in pochi esemplari anche se è segnalata come R3 nel nostro catalogo. Per identificarla sono stati utilissimi una serie di volumi partendo dal Giuseppe Lunardi “Le monete delle colonie genovesi” https://www.storiapatriagenova.it/Docs/Biblioteca_Digitale/SB/396b22c37e8bbc6c44c30828fc127900/b951fa2b11b625617738aac13db46a05.pdf Domenico Promis “La zecca di Scio durante il dominio dei Genovesi” https://books.google.it/books/about/La_Zecca_Di_Scio_Durante_Il_Dominio_Dei.html?id=0OfguQEACAAJ&hl=en&output=html_text&redir_esc=y Gamberini di Scarfea “Le imitazioni e le contraffazioni monetarie nel Mondo” vol. 3 e specialmente Andreas Mazarakis “Zaccaria e Della Volta nell'Egeo Orientale 1268-1329” https://docplayer.it/56369244-Zaccaria-e-della-volta-nell-egeo-orientale.html Sono letture necessarie per un appassionato di Venezia e delle contraffazioni ed imitazioni che la riguardano. Questi libri mi erano stati di grande aiuto nella stesura di un articolo riguardante proprio la zecca di Scio. https://www.academia.edu/39945295/UNA_POSSIBILE_CONTRAFFAZIONE_DELLA_ZECCA_DI_SCIO_A_NOME_DI_FRANCESCO_FOSCARI_NUMEROSE_FONTI_TESTIMONIANO_COME_SCIO_ABBIA_AVUTO_NOTEVOLI_DISSAPORI_CON_LA_SERENISSIMA_RIGUARDO_CONTRAFFAZIONI_DI_MONETE
  12. Ritrovato galeone del 1500 al largo di Camogli, è la prima scoperta di questo genere in Italia. Potrebbe essere il relitto del galeone Santo Spirito, il più grande dell'epoca. Se confermata dalle indagini in loco e storiche, il ritrovamento dei resti di un galeone risalente alla fine del 1500 a Camogli potrebbe essere uno dei ritrovamenti subacquei più importanti degli ultimi decenni in Italia. A fine febbraio due sommozzatori si sono immersi nell’Area Marina protetta di Portofino e ad una profondità di 50 metri hanno fatto la scoperta. Nascosta dalle reti da pesca l’imbarcazione è stata riconosciuta dall’ancora e dalla sua sagoma semisepolta dalla sabbia. I due sommozzatori hanno subito avvertito i Carabinieri denunciando il ritrovamento del relitto. Sul posto è così intervenuto il nucleo subacquei dei Carabinieri e la soprintendenza con i propri esperti. Si ipotizza che si possa trattare del galeone Santo Spirito affondato nel 1579 al largo di Camogli, il più grande galeone dell’epoca. Del relitto per ora è stata osservata solo una fiancata, ma gli archeologi subacquei si attendono di ritrovare strumenti di navigazione, armi di artiglieria, sfere armillari, ceramiche e monete. Tutto ciò aiuterà a datare il galeone e a tentare di ricostruire la sua storia e il suo nome. I due scopritori sono Gabriele Succi e Edoardo Sbaraini. https://it.sputniknews.com/italia/202006199218192-camogli-ritrovato-galeone-del-1500-forse-e-il-famoso-santo-spirito/
  13. Salve a tutti, condivido con voi l'ultima entrata in collezione (una cosa che non mi accade di frequente per tipologie del genere). Doppio scudo di Genova 1652, 60 mm, 75,9 grammi. Ogni commento sarà gradito! Grazie
  14. Buongiorno, E' da molto tempo che non sono presente sul forum,ma la passione non è mai venuta meno,riguardando parte della collezione ho trovato una medaglia tra le ultime acquistate di cui finalmente ho ritrovato traccia nella vostra scheda ancora in lavorazione,corrisponde sia il diametro che il peso a quelli da voi indicati,se volete inserirla in catalogo fatelo pure io sono un poco arrugginito, Saluti a tutti ed al nuovo responsabile ai tempi mi sembrava fosse Sandokan ma posso sbagliare
  15. Salve a tutti, fa sempre piacere vedere sul forum delle monete genovesi, così posto questo mio ultimo acquisto. Per il tipo mi pare sia bene messa, soprattutto considerando che è di modulo abbastanza regolare e l'impressione è completa (non ci sono parti di legenda che siano rimaste "fuori" dalla moneta, cosa che non capita poi spessissimo su questa tipologia). Peso 18,98 g. A voi i commenti, sempre ben accetti.
  16. DE GREGE EPICURI Cari amici, da neofita della monetazione medievale, faccio molta fatica a raccapezzarmi. Questo denario di Genova (0,50 g. e 15mm) mi pare indubbiamente del 1° tipo, ma se poi cerco di collocarlo nei 6 o 7 sottogruppi della Baldassarri, mi ci perdo. Mi aiutate? Confesso di non essere riuscito a leggere (e reggere) le 85 pagine della discussione in materia...
  17. Salve a tutti, allego immagine di questa mia ultima. Mezza lira 1748 per Genova immacolata concezione. Sono apparsi esemplari migliori in asta in passato ma anche questo non mi dispiace affatto. I soliti pesanti difetti di conio tipici per questa serie, ma mi ha attirato la centratura e la madonnina tutto sommato bella. Sono monete che si trovano sempre in condizioni pietose... Mi incuriosisce la "O" di "OM" che non é una "o" bensì un disco pieno. Chiaramente ogni vostra ulteriore opinione é ben accetta, anzi richiesta!! Anche sulla conservazione. Grazie
  18. Zoe Della Bianca

    Liguria Identificazione di uno stemma

    Buonasera, chiedo il vostro gentile aiuto per identificare questo stemma, inciso su un anello. È composto da tre bande e da uno sperone (o fiore?), però non so minimamente identificarlo. Purtroppo questo anello appartiene da moltissimo tempo alla mia famiglia e non sappiamo da quale area geografica provenga. Vi ringrazio anticipatamente, la vostra dedizione e conoscenza in merito è da ammirare!
  19. davidP.

    Liguria Informazione

    Buongiorno a tutti volevo sapere qualcosa di questa croce datazione e possibile provenienza.I più Cordiali Saluti
  20. Rocco68

    Liguria Stemma araldico su bottone.

    Un saluto a tutti, Approfitto ancora una volta della vostra conoscenza e bravura per identificare lo stemma su questo bottone. Il bottone proviene dalla Liguria. Grazie in anticipo a chi mi aiuterà. Cordiali saluti, Rocco
  21. Ciao ho fra le mani questo. Credo di II Tipo. Gentilmente vi chiedo secondo voi, senza essere romantici oltremodo , il reale grado di rarità nel mercato antiquario odierno. Grazie in anticipo e saluti a tutti A.S.
  22. Salve, vorrei capire quale possa essere il valore di queste due banconote, senza recare troppo disturbo: L'altra non la posso caricare direttamente quindi metto il link: https://ibb.co/D50Z2dM Le firme sono di Di Cristina, Cavallaro e Parisi.
  23. Buonasera, vorrei sapere approssimativamente il valore di questa medaglia Vi ringrazio anticipatamente Cordiali saluti Paolo
  24. Carissimi tutti, Quest'oggi volevo mostrarvi una delle ultime monete entrate in collezione e della sua storia. Premetto fin da subito che non vuole essere una sotra di autocelebrazione bensì la dimostrazione che uno studio approfondito paga anche quando meno te lo aspetti... Tutto parte dalla consuenta analisi dei vari cataloghi delle recenti e numerose aste: partendo dal lotto numero 1 fino all' ultimo. Ad un certo punto mi soffermo sul seguente lotto Descrizione: Zecche Italiane VARIE - Ferrara, L'Aquila, Firenze, Genova, Gorizia, Venezia, Roma (2) Lotto di 8 monete La descrizione risulta piuttosto basica così come l'immagine permette solamente di vedere un lato delle monete proposte ... basta per farmi notare quel tondello sulla destra di ridotte dimensioni su cui compare una raffigurazione della Madonna col Bambino di chiara origine genovese. Ad una prima occhiata la moneta sembrerebbe un classico e comunissimo 8 denari delle prime tipologia ( per un' idea https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-GE31/40 ) tuttavia dopo uno sguardo più attento noto la presenza di due stelle e di una lettera E a destra del Bambino: una caratteristica che stona con le varie tipologie da 8 denari, ma che invece potrebbe ben sposarsi con la legenda di un altro e ben più raro nominale genovese: il denaro minuto del I tipo con la Madonna. Decido così di rischiare e fare un' offerta per questo lotto e ( dato che la sorte aiuta gli audaci ) riesco ad aggiudicarmelo alla base . Quest'oggi tornato dalle vacanze vado in posta a ritirare il pacco nel frattempo arrivato ed una volta aperto noto con grande piacere che le mie supposizioni erano corrette eccola: https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-GE31/43 Denaro Minuto del I tipo coniato probabilmente nei primi anni dopo la nomina delle Vergine a regina di Genova e conseguente introduzione della monetazione con la Madonna al dritto (1637) Si tratta di una tipologia molto rara , a mio avviso R3/R4 , tanto da mancare nella quasi totalità delle collezione specializzate come quella della fondazione Carige o delle varie passate in asta ( Fasciolo, NAC 117, Rinaldo, Gadoury 2013, Varesi 42 etc... ) Personalmente oltre a quello raffigurato sul catalogo online del forum sono riuscito a censirne solamente altri 2 esemplari.
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