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  1. Stilicho

    Il sole di Marengo

    Qualche giorno fa, in una calda e luminosa giornata di sole, percorrevo con la mia auto la SR 10 che collega Alessandria a Tortona. È un tragitto che faccio spesso, sia per motivi di lavoro che per motivi personali. Questa strada attraversa una vasta e quasi sconfinata pianura che fu teatro della celebre battaglia di Marengo del 14 giugno del 1800, di cui proprio in questi giorni ricorrono quindi i 220 anni. Torniamo quindi a Marengo in quella assolata giornata di giugno... Nel 1799 Napoleone era dovuto tornare in tutta fretta dalla spedizione in Egitto per arginare la nuova coalizione (l’ennesima) formatasi contro la Francia rivoluzionaria. In quel momento la situazione interna del paese era molto grave e Napoleone, con il colpo di Stato del 18 brumaio (9 novembre) 1799, assunse la guida della nazione con il titolo di primo console. Subito dovette occuparsi della situazione militare, tutt'altro che rosea. Praticamente quasi l’intera Europa era un unico e grande campo di battaglia e i Francesi avevano già subito duri smacchi quasi ovunque. In tutta Italia le repubbliche rivoluzionarie erano state rovesciate e i filofrancesi perseguitati o messi in fuga. A causa della decisione dello zar di Russia Paolo I di richiamare i suoi eserciti dopo la disfatta di Zurigo e di abbandonare di fatto la coalizione, sul continente erano rimasti solo gli Austriaci a fronteggiare le armate francesi. All'inizio dell’anno 1800 Napoleone si mise al comando della cosiddetta “Armata di riserva” (che aveva radunato in tutta fretta e con pochi fondi) e la guidò in Italia. Attraversò il passo del Gran San Bernardo e, come il buon vecchio Annibale, giunse in pianura. I Francesi erano mal equipaggiati, mal nutriti e peggio pagati, ma avevano dalla loro la buona stella del loro comandante e Il 9 giugno 1800 sconfissero un avamposto delle truppe austriache a Montebello, vicino a Voghera. A questo punto Napoleone si concesse una pausa, convinto che le prime cariche austriache fossero solo astuti diversivi per coprire una ritirata. Il suo obiettivo era quindi quello di intercettare il ripiegamento del nemico e pertanto decise di dislocare parte delle sue truppe lungo le diverse direttrici di fuga. Così, quando il 14 giugno l’avanguardia francese disposta nella piana di Marengo venne attaccata, Napoleone non si preoccupò più di tanto pensando a una semplice scaramuccia e rimase erroneamente di questo parere per quasi tutta la mattinata. Tuttavia, le cose precipitano rapidamente. Le sue divisioni di prima linea, sotto la pressione austriaca cominciano a ritirarsi. Il sacrificio di due battaglioni della sua guardia consolare evitarono che il ripiegamento si trasformasse in una rotta. La situazione si fece sempre più critica per i Francesi al punto che gli Austriaci si convinsero di poter avere facilmente la meglio. Napoleone resosi però finalmente conto della catastrofe incombente cercò di prendere contromisure e nel primissimo pomeriggio mandò a richiamare in generale Desaix che, secondo i piani errati del mattino, era stato mandato verso Novi per bloccare la ritirata agli Austriaci in direzione di Genova. Il generale però, sentendo i cannoneggiamenti, era già tornato indietro più velocemente possibile, ancora prima di venir raggiunto dai messi di Napoleone. Desaix era un uomo straordinario. Napoleone lo stimava come il migliore tra i suoi generali e pertanto lo informò subito della débâcle del mattino. Desaix allora chiese «Che ora sono? Le 17? Questa battaglia è perduta. Ma c’è tempo per vincerne un’altra». Iniziò così la riscossa francese. Con le truppe appena rientrate, Napoleone ed il suo stato maggiore pianificarono la controffensiva affidata proprio agli uomini del generale Desaix la cui carica fu vincente: le truppe austriache arretrarono e si ritirarono, sconfitte alle prime ombre della sera. Nell’attacco vittorioso lo stesso Desaix, vero artefice della vittoria, troverà la morte. Il giorno dopo uno sconfortato Melas , comandante degli Austriaci, firmò la Convenzione di Alessandria e si ritirò ad est del Mincio. È incredibile il destino. Quella che sembrava un catastrofe finì per diventare per Napoleone una delle sue vittorie più belle, sicuramente la più emblematica: quella che ha fatto nascere il suo mito di condottiero invincibile. A questo ha però contribuito la propaganda del vincitore. All’indomani della battaglia il resoconto degli scontri venne rielaborato e abilmente modificato per cancellare ogni dubbio su genio militare di Napoleone. I fatti del mattino vennero infatti messi in secondo piano e ridotti ad una sorta di mossa strategica per attirare gli austriaci una trappola mentre tutta l'attenzione venne posta sul pomeriggio, sulla controffensiva vittoriosa illuminata dall'estremo sacrificio di Desaix che, bello e giovane, si prestava bene come eroe-icona della vittoria. L'impresa di Marengo venne celebrata nel 1805 quando Napoleone, ormai imperatore, scese a Milano, per essere incoronato anche re d'Italia. Il 5 maggio (guarda caso) a Marengo si mise in scena una vera e propria ricostruzione della battaglia con soldati come attori e figuranti (anche ai nostri giorni si effettua annualmente la rievocazione in costume, ma purtroppo quest’anno non sarà possibile a causa del Coronavirus). In quell'occasione Napoleone ordinò che si costruisse una piramide a ricorda della vittoria. L'opera fu sicuramente iniziata, ma oggi non ne rimane traccia, nemmeno la memoria della sua collocazione . Secondo la tradizione, la sera della vittoria, mentre si trovava nel suo quartier generale che lo ospitava, Napoleone mangiò un piatto inventato dal suo cuoco personale: quello che poi sarebbe diventato il “pollo alla Marengo” con ingredienti trovati casualmente in una cascina: pollo, pane, uova e gamberi di fiume. E visto che siamo in un sito di numismatica….per celebrare la vittoria, fu poi coniata una moneta d’oro, il marengo, per l’appunto.. (spero sia la moneta esatta.....non e' la mia monetazione....) Il campo di battaglia si estende grosso modo tra Alessandria e Torre Garofoli (verso Tortona) dove era acquartierato Napoleone (vedi prima cartina). La zona della battaglia si chiama nel suo complesso, zona delle Fraschetta. Questa e’ la cascina di Torre Garofoli dove aveva sede il quartier generale di Napoleone: Il corpo di Desaix venne portato proprio in questa cascina di Torre Garofoli che era stata già trasformata in un grande ospedale militare (lì furono portati anche gli ufficiali austriaci prigionieri). Oggi tutto intorno e’ ancora campagna, una landa piatta, ordinata e ben coltivata su cui spiccano qua e là qualche cascinale o qualche fabbrica (eh sì, qualcosa e’ cambiato…). A proposito di fabbriche, i combattimenti del mattino cominciarono nella zona dove ora vi è la fabbrica della Paglieri (ricordate il talco “Felce Azzurra”?) e la villa (il Castello di Marengo, quel quadratino verde in basso a sinistra che ospita ora il museo della battaglia "M M") per poi concentrarsi proprio nei campi lì attorno. La villa ottocentesca con facciata in trompe-l’oeil ha nel cortile antistante una delle poche statue ancora visibili di Napoleone primo console sfuggite alla furia della Restaurazione. I Francesi, dopo aver resistito a lungo proprio in prossimità della villa (fossato del Fontanone, in parte ancora visibile nel parco del museo) cominciarono a retrocedere sulla direttrice verso Tortona. A San Giuliano Vecchio Napoleone incontrò Desaix e con lui pianificò l’offensiva che si tradusse nella vittoria al cui esito Desaix contribuì in modo decisivo con il sacrificio della vita. Morì infatti in località Vigna Santa (un vecchio toponimo), dove ora vi e’ un agriturismo omonimo al cui interno e’ presente il cippo commemorativo nel punto in cui cadde il generale: Interessante, infine, la visita la Marengo Museum che si trova nella Villa di cui sopra e il cui ingresso (sul lato posteriore, che guarda un gruppo di case d’epoca di Spinetta) e’ a forma di piramide, a ricordare quella che volle Napoleone. Il museo che ricostruire gli avvenimenti del 14 giugno 1800 porta il visitatore nel tempo napoleonico descrivendo gli aspetti militari e politici della campagna e illustrando chi fossero e come vivessero i protagonista di quegli eventi che hanno segnato un’epoca. Onestamente non so se in questo periodo il museo sia aperto. Una ultima annotazione: Nella cartina e’ indicato l’albero di Napoleone: Un grosso platano alto circa 40 mg che la tradizione vuole sia stato piantato nel 1800 da Napoleone per onorare i caduti e i feriti di entrambi gli schieramenti. Oggi la pianta sfida il traffico al km 96 della SR 10. Fonti: - Marco Scardigli: Il viaggiatore di battaglie. UTET - Marengo, la vittoria dell'eroe che disobbedì a Napoleone. Di Gianni Riotta. La Stampa Link utili: - http://www.marengomuseum.it/ Buona serata da Stilicho
  2. CARATTERISTICHE PRINCIPALI Peso: 3,23 g. ? Diametro: 19 mm Metallo Presunto: oro Qualcuno riesce a darmi più info per favore, sopratutto se è vera secondo voi. Grazie a tutti.
  3. Buongiorno amici e lettori lamonetiani. Quest'oggi vorrei aprire con voi una discussione inerente la figura di Girolamo Bonaparte, componente più giovane della cerchia di fratelli del celeberrimo Napoleone. Andremo, quindi, ad esplorare e scoprire insieme sia la biografia che, soprattutto, la monetazione di questo sovrano spesso trattato in modo marginale dalla storiografia. Nato nel 1784, anch'egli (come Napoleone) ebbe una formazione di tipo militare. A soli 16 anni entrò in Marina, scalando alquanto rapidamente le gerarchie. Ovviamente, i successi del fratello maggiore nei campi di battaglia favorirono di riflesso la carriera del giovane Girolamo. A seguito della pace di Tilsit, nel 1807 fu istituito il cosiddetto regno di Westphalia, un piccolo Stato fantoccio comprendente alcuni territori persi dalla Prussia durante la guerra della 4° coalizione. Napoleone scelse come sovrano del neonato staterello tedesco proprio Girolamo che, nel frattempo, si era sposato con Caterina di Württemberg, figlia del re Federico I di Württemberg. Giovane, spensierato e frivolo, mancava spesso di prudenza e moderazione. Condusse una vita di divertimenti, circondandosi di amanti e interessandosi poco alle questioni del regno che, infatti, delegò quasi integralmente ad alcuni burocrati dell'Impero francese. Nel 1812 partì, insieme a Napoleone, alla volta della Russia, assumendo il comando di uno dei 12 corpi d'armata di cui era organizzata la Grande Armée. Qui non si distinse certo per chissà quali meriti militari, anzi! Finì ben presto col far adirare il fratello imperatore per la scarsa capacità dimostrata. Tornò, quindi, con la coda fra le gambe in Westphalia. Come gli altri fratelli, anch'egli fu legato indissolubilmente per tutta la vita alle gesta del grande generale: tanto in alto era arrivato in pochissimi anni, tanto in basso sarebbe caduto a seguito della tragica campagna di Russia. Fu dunque costretto ad andare in esilio e a vagare di nazione in nazione per tutta Europa. Nessuno, come potrete immaginare, gradiva particolarmente la presenza di un Bonaparte sul proprio territorio... Nel 1848 si ebbe, tuttavia, un nuovo stravolgimento. A seguito della rivoluzione che sancì la fine della monarchia e la nascita della Repubblica, poté rientrare in Francia. Grazie all'abilità politica del nipote Luigi Napoleone (futuro Napoleone III), Girolamo divenne una figura estremamente popolare. Molti a Parigi rimpiangevano il vecchio impero francese e guardavano con una certa nostalgia a quei tempi di gloria ormai passata... Girolamo fu, dunque, insignito di tutti i più alti onori: venne nominato maresciallo di Francia, presidente del senato e, a seguito del colpo di stato di Luigi Napoleone, fu reintegrato del titolo di principe dell'impero. Morì nel 1860 e le sue spoglie riposano tuttora all'Hôtel des Invalides, accanto a quelle del grande Napoleone. Perfetto! Con ciò, abbiamo concluso la parte biografica. Spero, ovviamente, che abbiate gradito. La prossima puntata cominceremo la descrizione delle monete.
  4. Buonasera, amici lamonetiani! Come alcuni di voi già sapranno, a seguito della proposta avanzatami dal coordinatore @Rapax (che ringrazio fin d'ora), sono stato nominato Curatore di sezione. Nello specifico, il mio ruolo riguarderà la sfera della monetazione napoleonica. Tuttavia, come ben sapete, nel nostro forum non esiste una vera e propria sezione dedicata esclusivamente al periodo napoleonico. Pertanto, i miei interventi si snoderanno trasversalmente a varie sezioni: da questa degli Stati Preunitari, passando per le napoletane di Murat e Giuseppe Bonaparte, per concludere, infine, nell'universo delle monete contemporanee estere. Lo scopo primario della mia attività sarà quello di suscitare e alimentare l'interesse nei confronti di uno dei personaggi più celebri ed iconici della Storia dell'Umanità. Partirei, quindi, con un approccio molto conviviale, ponendovi una semplice domanda: secondo voi, chi era Napoleone? Come lo definireste in poche parole? Vi prego di non copia-incollare la definizione "asettica" presente su Wikipedia ma di dare una vostra personale interpretazione/descrizione.
  5. Buongiorno a tutti amici lamonetiani e buona domenica! Quest'oggi vorrei condividere con voi la gioia del mio ultimo acquisto. Come da titolo, si tratta di un 2 lire del 1813 di Murat. Personalmente, tra tutte le monete del buon Gioacchino, questa è una di quelle che apprezzo meno come eleganza del ritratto. Secondo il mio modesto gusto estetico, ad esempio, il 12 carlini, il 5 lire e i grana (2 e 3) sono molto più affascinanti. Tuttavia, come l'ho vista ieri al convegno di Modena, me ne sono immediatamente innamorato! E sapete meglio di me che quando si ha il cosiddetto "colpo di fulmine", non c'è santo che tenga Ecco, quindi, la mia prima moneta del 2020! Ovviamente attendo vostri pareri/opinioni in merito. Mi scuso fin da subito per la qualità non eccezionale delle foto...
  6. lorluke

    Parere su 80 reales 1812

    Buongiorno amici lamonetiani! Come da titolo, sono qui per chiedervi un parere personale su questo 80 reales 1812, coniato sotto il regno di Josè Napoleon (per gli amici Giuseppe). Siccome sono in trattativa per un suo eventuale acquisto, vorrei sapere che stato di conservazione gli attribuireste, quanto la paghereste e, in confronto alla media degli altri esemplari della stessa moneta, come la giudichereste: inferiore, pari o superiore (qualitativamente parlando). Vi posto ora alcune foto. Purtroppo il venditore non è proprio un asso dello scatto fotografico... Questo è il meglio che posso mostrarvi
  7. Buongiorno a tutti! Mi presento. Sono un collezionista appassionato fin da giovane alle vicende di uno dei più grandi condottieri della storia: Napoleone. Da qualche tempo mi sono avvicinato al mondo della numismatica e, in virtù di questo "amore innato", mi sono indirizzato fin da subito sul collezionismo di monete napoleoniche. Ovviamente mi interessano anche le monete di tutti quei sovrani che, sotto la guida di Napoleone, parteciparono a scrivere uno dei capitoli più importanti della storia moderna. Mi riferisco ai cosiddetti "napoleonidi" (Luigi in Olanda, Girolamo in Westfalia, Giuseppe prima a Napoli e poi in Spagna e, naturalmente, l'immancabile Murat). Conclusa la premessa, vengo al dunque. Vorrei creare uno spazio di condivisione aperto a tutti gli appassionati, come me, di questo particolare periodo storico; un luogo dove condividere pareri, curiosità e, soprattutto, dove mostrare gli esemplari delle nostre collezioni. Come autore della discussione, mi permetto di aprire le danze mostrandovi una delle monete più caratteristiche ed emblematiche del periodo napoleonico. Si tratta del marengo, una moneta d'oro istituita ufficialmente all'indomani della battaglia di Marengo per celebrare la grandiosità e l'importanza della vittoria conseguita contro le truppe austriache in Italia. Inutile raccontarvi la fulgida carriera che ebbe questa moneta, considerando che venne coniata per decenni da numerose nazioni europee. Siccome non vorrei dilungarmi più del necessario già al primo messaggio, vi lascio con l'esemplare della mia collezione. Si tratta di un 20 franchi del 1811 zecca di Parigi incapsulato da PGCS come MS63. Ringrazio anticipatamente tutti coloro che vorranno intervenire e contribuire alla creazione di questo "luogo di ritrovo"
  8. Salve a tutti, vorrei sapere se foste a conoscenza di volumi nei quali siano riportate prove e/o progetti dei massimali della monetazione Napoleonica per l italia (40 lire et similia). Sono riconoscente con chi posterà qualche immagine di prove e progetti di 40 lire, per restringere il campo mi interessano prove o progetti simili a quelli andati in cir colazione. Posso ricambiare con informazioni da Ravegnani-Morosini per chi ne avesse bisogno vita natural durante :D. Spero che qualche anima pia mi aiuti
  9. Voglio regalarvi,almeno in foto,questa "piccola variante" 5 Lire 1814 Napoleone zecca di Milano puntali Aguzzi. Io è la prima che vedo dopo 20nni e con internet navigli in tutto il Mondo,oltre alle case d'asta e privati. Voi? Forse Picchio può darci qualche informazione in più.
  10. Cari amici, vi segnalo un vero affare: https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=2597&lot=3287 Pensate, un 5 lire 1813 di Gioacchino Murat stato zecca (*) a soli 50 euro... per di più con contorno di altre monetine del Regno... Saluti Napoleonici L (*) Nel senso degli animaletti che parassitano gli sprovveduti gitanti
  11. Anche queste sono riuscito a riportarle in Italia dall'estero ma ce ne è voluta ...
  12. Gentilissimi, ho una moneta da 5 LIRE di Gioacchino Murat, quand'era re di Napoli...ero convinto fosse originale, ma recentemente ho visto che ci sono stati moltissimi riconi, anche recenti...sapreste dirmi come scoprire se si tratta di moneta autentica?
  13. Buona sera a tutti, mi sono imbattuto in questa collezione , " Dai Clodovei alla Repubblica - 1500 ann di Storia Francese " http://www.coin-database.com/series/france-from-clovis-to-the-republic-1500-years-of-french-history-10-euro.html Non amo le Coniazioni Moderne , ma queste per i miei gusti , iniziano ad interessarmi. Qualcuno le colleziona ? che ne dite ?
  14. Buongiorno, come da titolo , volevo porre a conoscenza del forum , che la moneta 2€ cc più rara esistente al momento, dovrebbe essere la 2€ cc 200 anni della battaglia di Waterloo Il Belgio voleva coniarla, ma per un veto Francese non se ne fece più nulla......o così sembrava. Ora, ieri , nel "deeeeeep web" è apparsa una di queste monete ( non la versione da 2,5 € ) Sembra che ne fossero state coniate ben 180.000 prima del veto Francese, distrutte tutte quindi....o quasi. Questa prima e forse unica moneta , è stata venduta dopo qualche ora alla modica cifra di € 5,995 .......... Poveri noi collezionisti di 2€ cc ...e ora ???????
  15. Buongiorno, volevo condividere con voi questo 5 franchi an 13 testa nuda Napoleonico. Vorrei soprattutto sentire i vostri pareri sulla Patina
  16. Buon pomeriggio, volevo condividere con voi il mio ultimo acquisto , come da titolo è un 6 Livre del 1792, periodo storico che mi affascina e che sicuramente è stato fondamentale nell' evoluzione delle società occidentali e non solo. DA WIKIPEDIA .... Quando la popolazione parigina assaltò il Palazzo delle Tuileries (10 agosto 1792) e invocò l'abolizione della monarchia, l'assemblea legislativa ordinò la sospensione temporanea del re dalle sue funzioni e convocò la Convenzione nazionale (termine di origine inglese, con il quale era stato designato il Parlamento atipico che, dopo la Gloriosa rivoluzione del 1689, aveva conferito potere a Guglielmo d'Orange a sua moglie Maria) affidando all'assemblea il compito di redigere una nuova costituzione repubblicana (in quanto la monarchia sarebbe stata completamente abolita dalla Convenzione nazionale il 21 settembre del 1792). La convenzione si attribuì l'incarico di stabilire una nuova Costituzione per lo stato Francese, dopo la deposizione del re Luigi XVI e la proclamazione della repubblica. La convenzione avrebbe anche svolto il ruolo di Camera dotata di poteri legislativi, cioè avrebbe approvato tutte le leggi della nuova Francia repubblicana. Potevano essere eletti a far parte dell'assemblea tutti i cittadini francesi di età superiore ai 21 anni, residenti da più di un anno e stabilmente occupati: la Convenzione fu quindi il primo organo francese eletto a suffragio universale. Insediatasi quindi il 21 settembre, risultò formata da 749 deputati. A sinistra, trovavano posto i montagnardi o deputati della montagna, di stampo repubblicano e democratico, si battevano per la tassazione del reddito, l'uguaglianza sociale, il ridimensionamento della proprietà privata e l'accentramento di tutti i poteri in mano alla convenzione. Questi rappresentavano all'incirca un quarto dell'assemblea. Ne facevano parte politici di idee radicali: Jean-Paul Marat, Georges Jacques Danton, Maximilien de Robespierre, Louis Antoine de Saint-Just, Camille Desmoulins e altri. Il centro o palude, risultava essere lo schieramento più numeroso, all'incirca la metà dei deputati. Essi erano i "non schierati" e appartenevano allo schieramento che determinava l'esito di tutte le votazioni. A destra invece, stavano i girondini, rappresentanti dei ceti borghesi e nobiliari più elevati, che costituivano circa un quarto dell'assemblea. Essi osteggiavano la Comune di Parigi e erano contrari al grande potere da questa assunto, battendosi infatti per un decentramento amministrativo e politico.
  17. 417sonia

    Pasque veronesi

    Buona giornata L'armata d'Italia, al comando del generale Napoleone, occupa una dopo l'altra le città della Repubblica; ogni scusa è buona per imporre la sua presenza ai provveditori e capitani veneziani che, da Venezia, ricevono solo disposizioni "accomodanti" ... si crede ancora di poter arrangiare la situazione con la diplomazia, con le prebende e con l'accondiscendenza verso l'usurpatore. E' un esercito senza troppe vettovaglie, armi, munizioni, costretto a rifornirsi ed accaparrarsi le necessità per strada, razziando e imponendo taglieggiamenti ai paesi e città che attraversa, è però velocissimo e caparbiamente combattivo. Un flagello! L'esatto contrario dell'esercito di Venezia che non esiste, dopo anni di neutralità disarmata; non ci sono uomini, veneti o mercenari che fossero, non ci sono soldi, non ci sono armi e munizioni disponibili per una guerra campale e non c'è tempo ..... ormai Venezia è l'ombra di ciò che fu ed il Senato veneziano è "brasato". Gran parte della nobiltà delle città del Dominio, abbraccia l'identità giacobina, sperando di ottenere benefici; non così per gran parte del popolo che rivendica la sua appartenenza alla Repubblica e non sopporta la presenza dei "fratelli" francesi che rubano, violentano, picchiano ed incarcerano. Il popolo è "marchesco" e quando c'è l'occasione, si riscatta e si ribella alle angherie francesi. La più famosa è quella identificata con "Le Pasque Veronesi". Allego i volantini della prossima rievocazione storica, sperando di fare cosa gradita. saluti luciano
  18. b8b8

    UN DURO 1808 GIRONA

    Buona sera a tutti , volevo condividere con voi il mio ultimo acquisto. Senza fretta stò implementando la mia piccola collezione di Napoleonidi e questo DURO è l' ultimo arrivato. Mi ha subito affascinato la patina ed essendo una moneta ossidionale (Girona era sotto assedio delle truppe Francesi) anche la conservazione non mi dispiace. Ringrazio chiunque voglia esprimere il proprio parere Un saluto
  19. Bullx666

    Napoleone

    Buongiorno a tutti, mi presento premettendo che non ho mai avuto alcun interesse nella numismatica e mai avrei creduto che potesse succedere... poi ho letto un episodio su un libro storico, Napoleone il grande, ed ecco, improvvisamente, mi è sorta curiosità riguardo ad una certa moneta.. ecco perchè ho deciso di iscrivermi a questo forum. un saluto a tutti i membri.
  20. Buonasera, Non avendo avuto risposte in un precedente post in un altra sezione , ci provo qui, sperando che qualcuno abbia voglia di dare un suo parere. Premesso che non pulirei mai una moneta , questa è la prima che mi lascia dubbi, vedi i punti verdi che non so se siano cera o altro, e la patina molto scura soprattutto al rovescio... che dite pulizia (come?) e poi sul velluto o non si tocca? Ultima cosa, sapendo che la conservazione è quello che è e che la storia e la coniazione di questa moneta è "particolare", che grado le dareste? Grazie a chi voglia rispondere. Un saluto P.S. per chi è interessato alla storia travagliata di questa moneta
  21. Salve a tutti, sono nuovo in questo forum ma vi conoscevo già da tempo perché vi leggevo molto spesso. Vi chiedo un aiuto in quanto in giro nel web non sono riuscito a trovare molto (quasi nulla) su queste due medaglie, che vi posto in foto. Le medaglie sono state acquistate anni fa da mio padre che possiede un bottega di restauro di mobili antichi e ogni tanto acquistava da suoi clienti pezzi di antiquariato. Le medaglie raffigurano come si può vedere Napoleone Bonaparte (la prima) e Giuseppina Bonaparte (la seconda), Entrambe le medaglie sono firmate dall'incisore F. Andrieu. Sul web ho trovato, per quanto riguarda quella di Napoleone Bonaparte, una molto simile con la differenza della scritta sul lato destro, infatti a differenza da quelle da me trovate qui c'è scritto solamente "Empereur" mentre in quelle viste c'era "Emp. et Roi". Chiedo a voi se potete aiutarmi...Grazie in anticipo.
  22. Buonasera a tutti, vorrei avere un parere sul peso calante di questo 50 centesimi Palmanova, 9 grammi anziche i soliti 11 o più per un diametro di 27/28 mm. Si può considerare normale trattandosi di monetazione d'emergenza? Grazie a tutti in anticipo per i pareri Mario
  23. Salve, Confesso di essere un po' "latitante" da questo Forum, che considero un "faro nella notte" per gli aspiranti collezionisti come me. Tuttavia adoro le monete antiche e la storia che si cela dietro ad esse e vorrei il Vs. aiuto per identificare questa moneta. Dopo varie ricerche internet io azzarderei definirla come 3 centesimi Napoleone I del 1810 - Venezia (purtroppo in pessimo stato). Siete d'accordo? Alcune premesse: è la prima volta che richiedo una identificazione e il link che spiega come si postano le immagini non è visitabile per cui chiedo venia fin da ora... Se c'e qualche problema con le immagini ditemelo che ri-posto. Le 2 foto che ho fatto sono ad alta risoluzione ma le ho ridotte per il forum. Volendo posso postare le originali. Interpretare l'anno del conio è stata un'impresa ed anche il 3 di "centesimi" è solo presunto ma mi sembra di poter escludere almeno l'1 centesimo ed il 10 centesimi per via del peso. Allego altri dati della moneta: Peso: 6,1 g Diametro: circa 2,3 cm ritrovata: in soffitta http://s16.postimg.org/l7bt992tx/DSC00136.jpg http://s16.postimg.org/i1r7j1k7p/DSC00121.jpg Richiedo una identificazione solo per condividere la magia che può avere un oggetto che è passato fra chissa quali mani, non certo per un fatto economico. Mi sembra una moneta comune (da cio' che ho letto) e penso che le cattive condizioni in cui è farebbero cadere il valore economico e non di poco, giusto? Vorrei anche pulirla ma ho letto che è meglio conservare la patina... Qualche consiglio? ciao e grazie a tutti
  24. Voglio condividere pareri e osservazioni, con Voi, di questo "tondello" del primo Regno d'Italia costituito da Napoleone Bonaparte,periodo e monetazione molto importante che secondo me non ha il seguito che meriterebbe. 2 Lire 1807 zecca di Milano con filetti e scritta in rilievo sul taglio DIO PROTEGGE L'ITALIA , peso gr.9,72 diametro mm.28,84/36 (irregolare) Tiratura:10.145 pezzi.
  25. Classificazione e valutazione di questa moneta? Sono in procinto di venderla e, non essendo io esperto, sto cercando di chiedere un po' in giro prima di concludere. Su ebay è piazzata intorno ai €450. Ce n'è una qFDC a €900 (http://www.ebay.it/itm/Milano-Napoleone-20-Lire-1809-qFDC-Oro-Gold-/161712798595?hash=item25a6d57b83), ma non mi sembra per nulla qFDC. Vostre opinioni?

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