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  1. Ciao a tutti, segnalo i seguenti bronzi in vendita da lanz ebay.. la domanda che mi faccio, ormai, è sempre la stessa......"ma li guardano prima di metterli in vendita"?? Ciao skuby
  2. Posto prima di tutto tre esemplari molto probabilmente falsi, e di seguito altri da aste e collezioni. - Kunker 236, lotto 421; 2.06g - ArtCoinsRoma 6, lotto 348; 11mm 1,59g - ROMA 2, lotto 82; 13mm 1,96g ("beautiful glossy surfaces") (!!!)
  3. Come per le altre, apro una nuova discussione per approfondire la questione. Prima di tutto il falso apparso in asta Kunker 236, lotto 397; 8,18 g Di seguito posterò altri esemplari da varie collezioni.
  4. TARAS

    SI Kersini

    Salve a tutti. Apro questa discussione per discutere separatamente il falso di Kersini apparso sulla prossima asta Kunker 236 lotto 351. Allego anche la foto dell'unico esemplare riportato dal Calciati.
  5. TARAS

    SI Lipara

    Vi chiedo un altro aiuto per affinare il mio occhio poco allenato a riconoscere falsi. Un bronzetto di Lipara messo in vendita per 1400 dollari su ebay dal non proprio affidabile aitnacoins. Giugno 2013. 22,9g; 30,32mm Come provenienza era descritta una non meglio precisata "vecchia collezione privata". Cosa ne pensate, autentica o post-industriale? Saluti :) Nico
  6. skubydu

    SI Bronzo di Solus

    Volendo approfondire su una tipologia monetale emessa a Solus (molto rara, Calciati ne riporta un solo esemplar , posto le immagini di 3 esemplari che ho trovato in rete e chiedo cortesemente, se possibile, di postare altre immagini, grazie. 1) Artcoins 5 n.120 Sicily, Bronze,Solus, c. 400-350 BC, AE, (gr. 7,82, mm 19, h 1). Male head l., wearing Attic helmet, at l. punic letter, Rv. Free horse galloping r.; in background, caduceus. CNS I, 9; SNG ANS -. Extremely rare. Green patina, slight lack of patina on reverse in the field at r., fine style. good extremely fine. 2) Hirsch 284 n. 2183 SOLUS. AE-21 mm. 400-350. Behelmter Jünglingskopf l. Rs: Pferd galoppiert r. Im Hintergrund Caduceus. SNG COP. -. Calciati I 9. Etwas fleckige Patina. Leicht korrodiert. RRR ss-vz Vor dem Jünglingskopf evtl. punischer Buchstabe Aleph. 3) Romanumismatics May Auction n.70 Sicily, Solus Æ22. Circa 400-350 BC. Male head l., wearing Attic helmet / Horse galloping r.; caduceus behind. CNS I, 9. 8.35g, 22mm, 1h. Very Fine. Rare. grazie anticipate skuby
  7. Buonasera, riporto quanto ho accennato nella discussione sulle dracme siracusane: "In tutta l'emisione dello Zeus Eleuterio di Siracusa si conosce un solo tipo perlinato, stilisticamente molto differente dai tradizionali (del tipo CNS II 73= R. Calciati, Corpus Nummorum Siculorum, n.73). La classica emissione, presenta sempre e solo bordo lineare al D/ e a tal proposito aprirò una discussione a doc relativa ad un esemplare recentemente in vendita". L'esemplare è il seguente, in vendita nella prossima asta di Romanumismatics: Lot.142 -Sicily, Syracuse Æ Hemidrachm. Circa 344-339/8 BC. Laureate head of Zeus Eleutherios r. / Thunderbolt; to r., eagle standing r. CNS II, 72; SNG ANS 477-88. 13.40g, 23mm, 12h. Very Fine. Nell'esemplare soprariportato mi hanno colpito 2 particolari, non trascurabili; 1) presenza di bordo perlinato al D/ (presente solo nel tipo CNS 73); 2) etnico al R, indicato con ΣYPAKOΣION , mentre normalmente è ΣYPAKOΣIΩN con la Ω. Il tondello è eccezzionalmente circolare, anche se i bordi (che si vedono poco) sembrerebbero presentare leggere limature. Trattasi di un potenziale unicum o di "altro"......?? grazie anticipate per i pareri. ciaoo skuby
  8. skubydu

    SI Hexas Segesta

    Con riferimento alla discussione aperta sulle dracme Siracusane, nella quale si evidenziavano delle "crepe" nel metallo del tondello, posto un bronzo di Segesta in vendita da Lanz Ebay, dove questa caratteristica è evidente. Anche in questo caso, la moneta appare poco naturale (con i rilievi del cane al rovescio lisciati come nei delfini siracusani..), causa del "tooled and smoothed" oppure "altro"??? cosa ne pensate? skuby
  9. skubydu

    SI Litre di Petra

    Le litre di Petra sono bronzi assai rari e riconiate su dracme siracusane. Normalmente è assai raro trovare esemplari in buona conservazione. Propongo di seguito un esemplare in vendita nella prossima asta di Romanumismatics: 1) Sicily, Petra Æ Drachm. Circa 340-330 BC. Bearded of head Zeus r. / Aphrodite, wearing chiton, seated l. on dyphros, holding dove in extended l. hand. Castrizio Series I, 1 (D1/R1); CNS III, 317, 1; Campana 1; SNG ANS 614 (same dies); HGC 2, 1097. 30.24g, 29mm, 3h. Very rare. Very Fine, dark brown patina. Di seguito riporto delle immagini di copie che tempo fà erano in vendita su ebay (dichiarate come copie): 2) Copia 1 3) Copia 2 Ora la comparazione dei 3 esemplari: 4) Segue....
  10. La Dracma siracusana è una moneta in bronzo coniata da Dionisio di Siracusa attorno al 405 a.C.. E' una moneta che presenta un elevata escursione ponderale che va dai 41 gr. ai 22 gr.degli esemplari conosciuti, mediamente si attesta sui 33 gr.. E' una moneta che ha circolato in un gran numero di esemplari (con svariati conii di D/ e svariati conii di R/), sia in Sicilia (riconiata anche da varie Poleis) che nel mediterraneo. Presenta al D/ la Testa di Atena rivolta a sinistra, mentre il R/ e caratterizzato dalla presenza di una stella di mare tra due delfini. Sono monete comuni che spesso si vedono proposte nelle vendite, e spesso con bassa conservazione. Mi colpito molto un esemplare che sarà in vendita nella prossima asta Nac, particolarmente curato nei dettagli e con conio molto fresco, sbilanciandomi, potrei pensare ad uno tra piu belli esemplari fin'ora esitati. 1) Lot. 330 - Drachm circa 375-345, Æ 31.72 g. Σ – YPA Head of Athena l., wearing Corinthian helmet decorated with olive-wreath. Rev. Pair of dolphins swimming downwards, almost snaut to snaut; between them, star. SNG ANS 456. Boheringer , Essays Thompson pl. 39, 44. SNG Morcom 698. Da una ricerca che ho effettuato e grazie anche a delle immagine gentilmente concesse ho notato che la stessa tipologia di conio (sia di D/ che di R/) risulta essere oggetto di falsificazione o di notevoli sospetti. Ho ordinato gli esemplari per conio di D/, inserendo delle immagini di particolari che accomunano gli esemplari. 2) Inasta 48 n.7210 gr.29,51 - Sezione FALSI D1 - R1 3) - Esemplare da Forgery Network (falso con patina non naturale) D1 - R1 4) Aitnacoins ebay, gr. 29,30 (patina non naturale) D1 - R1 5) VCoins Nemesis, gr. 33 D1 - R2 (in questo esemplare, sembrerebbe che i musi dei delfini al R/ siano stati rettificati riducendoli, intervento forse piu sul singolo pezzo che sul conio, con sucessiva patinatuta) 6) Freman & Sear Mail Bid 14 21.06.2007 n. 119, gr. 32 D2 - R2 (in questo esemplare hanno probabilmente modificato il conio di D/, la legenda, nonostante presenti la stessa caratteristica di sfalsatura tra le prime 2 lettere e le seconde due, risulta avere lettere piu corpose, mentre per la testa di Atena sembrerebbero avere voluto dare l'impressione della doppia battitura. Anche i sedimenti presenti sulla moneta sembrerebbero artificiali). segue....
  11. Buonasera, e buona Pasqua a tutti. Condivido con voi una raccolta di foto di tetradramme di Naxos che ho iniziato ad assemblare qualche settimana fa, incuriosito dalla discussione sul pezzo comparso in asta Roma V. Ho raggruppato in due file jpg ad alta definizione tutti gli esemplari che sono riuscito a trovare, ordinandoli secondo una ipotetica successione temporale di aggravamento della rottura di conio al dritto, nel campo davanti alle labbra. Condivido i file in modo che si possa attivare una riflessione con gli utenti più attenti. Da un certo punto in poi compare una seconda rottura di conio alla radice del naso, tipo "lacrima". Notate l'evoluzione di questa, e poi andate a confrontare il dettaglio con le ultime due foto della sequenza, che poi sono i due esemplari già postati da acraf nella precedente discussione, ossia l'esemplare Roma V e a quello Morton Eden 51, lotto 42, ex NAC 27 lotto 98. Io sono molto perplesso. http://s1262.photobucket.com/user/NicoTAPAK/media/Naxos_zps379a9d46.jpg.html http://s1262.photobucket.com/user/NicoTAPAK/media/Naxos2_zps53fc916a.jpg.html Per scaricare i file andate su OPTIONS -> DOWNLOAD, come indicato dalla freccia sullo screensave
  12. Salve a tutti, stasera surfando su ebay alla ricerca di fotografie di monete antiche per il mio archivio, mi sono imbattuto in un rivenditore che ha in catalogo questa serie di monete siceliote, tutte con identica patina azzurrina. Non sono abbastanza esperto per giudicare di cosa si tratti, voi che ne pensate? Voglio sottolineare che non ho alcuna intenzione di comprare queste monete, la mia è solo curiosità.
  13. Ciao, stavo guardando lo shop di CNG e ho visto questa: SICILY, Leontini. Circa 440-430 BC. AR Tetradrachm (28mm, 16.83 g, 3h). Head of Apollo left, wearing laurel wreath / Head of roaring lion left; all within linear circle surrounded by four barley grains. Boehringer, Münzgeschichte 51 (same dies); SNG ANS 234-6 (same obv. die). Near EF, toned. Fine style and struck on a pleasing broad flan. - $9750. Non mi è piaciuto molto ne per stile dei rilievi ne per qualche particolare... ho cercato su forgerynetwork ed ho trovato questo: http://www.forgerynetwork.com/asset.aspx?mode=6Q/zOXMHeZ0=&id=H162Ti8Xc64= i Diritti di entrambi gli esemplari sembrerebbero provenire dallo stesso conio. I Rovesci sembrerebbero essere differenti..., Converrà mandare una mail a CNG ... ciaoo skuby
  14. Enigmatica monetina, almeno per me, magari qualcuno esperto di monetazione Siceliota può aiutarmi a capire di cosa si tratta. 22mm, 5,5g. Il rovescio mi sembra ritoccato, ma potrei sbagliarmi dato che la foto non è di ottima qualità. La casa d'aste dal cui archivio è tratta la foto attribuisce il pezzo ad Alaesa, ed anche la legenda al dritto sembrerebbe confermare tale attribuzione. Tuttavia non sono riuscito a trovare alcuna referenza bibliografica o fotografie online di questi tipi per Alaisa. L'unica referenza citata dal venditore (SNG Cop 146) è sbagliata. Grazie in anticipo per quasiasi aiuto.
  15. Emissione Bronzea Siracusana con Quatto X D/ Testa Femminile a destra del tipo di Eumene. Quattro X nel campo intorno alla testa, variamente disposte R/ Ippocampo a destra, sotto un polipo. Tre globetti. SYPA. A seguito della recente comparsa sul mercato di un esemplare apparentemente inedito di questa emissione bronzea siracusana apro questa discussione riportando gli esemplari a me conosciuti (in ordine decrescente per peso). Da: R. Calciati Corpus Nummorum Siculorum, Vol. II, p.62-63 (d’ora in poi CNS II) : “La rarità di questa emissione è tale è la conservazione spesso cosi scarsa che fino a poco tempo fa la lettura era incerta. Ancora nel 1977 Ross Holloway descriveva una sola X al diritto, ma dubitava che sitrattasse di “un delfino non bene realizzato”, e attribuiva alla moneta il valore di onkia, ignorando l’esistenza dei 3 globetti al rovescio. Si è anche pensato per molto tempoo che le lettere x al diritto fossero una indicazione del valore, ipotesi non piu sostenibile da quando è stata accertata l’esistenza dei tre globetti al rovescio. Rimane pertanto il dubbio sull’esistenza delle X, tanto piu che è ormai certo che esse sono quattro e non tre”. 1) CNS II n.30 gr. 2,35 2) CNS II 30-1 gr. 2,19 3) CNS II 30-2 gr.2,15 4) Sylloge Nummorum Graecorum, American Numismatic Society = SNG ANS III part. 5 n.1382 gr. 2,14 5) CNS II n.30-3 gr. 2,04 6) CNS II n.30-4, gr. 1,91 7) Munzen & Medaillen 8 n.39 - gr 1,90 8) Artcoins 5 n. 132 - gr 1,88 9) Classical Numismatic Group=CNG 78 n.69 gr. 1,87 10) CNS II n.30-5 gr.1,82 11) CNS II 30-6 gr.1,70 Segue...
  16. Recentemente su ebay da Numismatik Lanz (prima proposto nell’asta 155, lotto 50, risultato unsold) è stato venduto uno statere del Tipo“Pegasi” attribuito alla zecca di Siracusa e coniato nel periodo Timoleonteo (344-377 a.C.). La moneta, di cui riporto sotto l’immagine, appare molto corrosa, sia la legenda che l’etnico sono di difficile lettura. La classificazione indicate da Lanz : D/ IΕΥΣ ΕΛΕΥΘΕΡΙΟΣ, Laureate head of Zeus to left R/ ΣΥΡΑΚΟΣΙΩΝ, Pegasos flying to left. 21 mm , gr. 8,36, Rizzo pl. LVIII, 2 , Very Rare , only 2 coins known Di seguito riporto invece l’esemplare presente sul Rizzo pl. LVIII, 2 e venduto da CNG/Nomos il 4 gennaio 2012 (nella celebre asta che ha visto protagonista il Dekadramma di Akragas e le successive vicende del Dr. Weiss): SICILY, Syracuse. Timoleon. 344-337 BC. AR Stater (21mm, 8.62 g, 12h). IΕΥΣ ΕΛΕΥΘΕΡΙΟΣ Laureate head of Zeus to left / ΣΥΡΑΚΟΣΙΩΝ, Pegasos flying to left; below, retrograde ?. Rizzo pl. LVIII, 2 (Naples, from the Santangelo collection) = A. du Chastel, Syracuse (London, 1898), 130 (same dies). Extremely rare, the second example known. A magnificent and beautifully toned coin with superb head of Zeus of the very finest late Classical style. Some minor edge bumps from the striking process, otherwise, a magnificent, well-nigh perfect coin, FDC. Purchased privately from Tradart in 2004. Ex Tkalec, 25 October 1996, 15 (illustrated on the front cover). Prezzo realizzato 190,000 $ Ora, comparando i due diritti degli esemplari sopra proposti, si notano le evidenti differenze di stile nella realizzazione della testa dello Zeus, L’esemplare CNG/Nomos riprende fedelmente lo stile del dilitron in bronzo con al R/ il cavallo libero, mentre l’esemplare Lanz (corrosioni a parte), sembrerebbe avere uno stile meno curato. Nac 52 – lot 79 Dilitron circa 344-337, Æ 20.06 g. ZΕΥΣ ΕΛΕΥΘΕΡΙΟΣ Head of Zeus Eleutherios bearded and laureate l. Rev. ΣΥΡΑΚ − ΟΣΙΟΝ Horse prancing l. SNG ANS 536. SNG Morcom 717. Calciati 80. AMB 499. Dalla comparazione dei rovesci, ho invece notato un particolare interessante. Sotto le zampe posteriori del pegaso nell’esemplare Lanz, sembrerebbe esserci una Koppa (cerchiata in rosso). Questa lettera identificherebbe in Corinto e non Siracusa la zecca emittente. Si potrebbe quindi pensare, viste le incongruenze stilistiche dei diritti e la presenza della koppa al rovescio nell’esemplare Lanz, che lo stesso non sia stato emesso da Siracusa bensì da Corinto (quindi la classificazione di Lanz sarebbe errata) e presupponendo sempre l’autenticità dello stesso, ci troveremmo di fronte ad un unicum (non ho trovato nei testi di riferimento relativi agli stateri del Tipo “Pegasi” conii che riportassero uno Zeus al R/ o al D/). ciao skuby
  17. Ciao, passando in rassegna le prossime aste americane (Stack's), l'occhio si è soffermato su questa moneta. premesso che l'analisi è fatta da foto, alcuni particolari di questa moneta mi fanno un po pensare: al D/: - trovo in generale la moneta piatta, poco movimento della quadriglia che risulta troppo distante dalla linea di esergo. - in generale, poca definizione dei dettagli (nike, cavalli) al R/: - la moneta sembrerebbe in ottima conservazione, ma trovo strana la mancanza di alcuni particolari quali, una parte del delfino di fronte al collo di Aretusa, la quasi totale assenza del secondo delfino (normalmnete sono piu ravvicinati tra di loro), la mancanza di parti delle lettere nella firma di Evainetos, oltre ad una eccessiva distanza del delfino posto sotto al collo di Aretusa, e mancanza netta di parte delle perle nella collana . posto la scansione, per un confronto, dell'esemplare pubblicato sul Rizzo (Tav. H). ciao skuby
  18. E’ appena comparso in edicola il n. 157 di Archeologia Viva (Gennaio/Febbraio 2013), con all’interno un interessante servizio firmato da M. Caltabiano, A. De Miro, G. F. La Torre e G. Salamone dedicato a un tesoretto trovato nel sito dell’antica Finziade (Licata). Un breve cenno a questo tesoretto era apparso nei preatti del I Workshop Internazionale di Numismatica a Roma, 2011 (p. 137-140). Il tesoretto fu trovato nel 1998 durante scavi archeologici all’interno del vano 7 della Casa 1 dell’abitato dell’antica città di Finziade, che è ubicata sul Monte Santangelo (m. 134, ora sormontato dal Castello aragonese), una modesta altura che però domina la foce del Salso (l’antico Himera meridionale) e tutta la piana circostante. Il tesoretto era composto da gioielli d’oro e da 443 monete d’argento. Le modalità del rinvenimento e la composizione dello strato che conteneva il tesoretto, a 30 cm dal livello pavimentale e sotto i crolli delle strutture del piano superiore, suggeriscono che il gruzzolo fosse stato occultato dal proprietario nel corrispondente vano del piano superiore. Custodito in un contenitore in materiale deperibile (stoffa o pelle), il tesoretto deve essere stato nascosto all’interno della muratura, anteriormente al crollo. La distruzione della Casa 1 è datata al 40 – 30 a.C. (non sono spiegate le possibili cause di tale crollo) e, dal momento che tale abitazione risulta essere abitata dalla fine III fino al I secolo a.C., gli archeologi hanno unanimemente ipotizzato che il tesoretto sia stato nascosto dal primo possessore dell’abitazione e che sia rimasto lì, all’insaputa di quanti vi si stabilirono dopo, per essere poi coinvolto nel crollo delle strutture e venire alla luce solo in seguito allo scavo. Il complesso dei gioielli (tutti risalenti al III secolo a.C.) è costituito da: quattro mezze armille relative a una coppia di bracciali di tipo articolare un bracciale a semplice verga; un anello con castone in granato; un sakkos con medaglione centrale decorato a sbalzo (con testa di Medusa, di gusto alessandrino) collegato a una catena mobile entro la quale si raccoglieva lo chignon. L’elemento di maggiore interesse è il sakkos con medaglione, che non è mai stato rinvenuto in Sicilia e Magnagrecia, ma solo nella Grecia del nord e probabilmente è di finissima fabbricazione ad Alessandria Egitto per un ricco committente siracusano, nel III secolo a.C. Tutti questi gioielli sembrano quindi essere parte di un bottino di guerra, acquisiti quale ricompensa per i servigi resi in occasione della conquista romana di Siracusa nel 211 a.C. Il complesso delle monete era formato da: 162 sesterzi d’argento 278 quinari in argento 2 denari 4 monete in bronzo (fra cui un asse di 23 g e una moneta dimezzata) Mancano dettagli sulla composizione delle monete. Finora si sa solo che la maggior parte dei sesterzi e numerosi quinari appartenevano alla serie Crawford 44, e i rimanenti hanno lettere o simboli. La moneta d’argento più recente sembra essere un denario col simbolo della clava (nella figura), corrispondente a Crawford 89/2 (in ottimo stato di conservazione). La Caltabiano accenna che sulle monete romane del tesoretto, la dea Roma indossa almeno quattro differenti tipi di elmo (B, C, D ed E del Sydenham). La moneta di bronzo più recente sarebbe un bronzo di Akragas, datato al 207 a.C. (non sono riferiti ulteriori dettagli), per cui il tesoretto sarebbe stato occultato pochi anni dopo il 207 a.C., al momento della costruzione della casa. Ovviamente ci auguriamo che presto possa apparire un esaustivo catalogo, con relative foto, di tutte queste monete, anche perché a me non quadrano alcuni conti. Sommando le monete in argento ottengo un totale di 442 (e non 443) e nel poster presentato al I Workshop di Roma si parlava di 169 sesterzi, 272 quinari, 2 denari e 4 bronzi (quindi con un piccolo scarto tra quinari e sesterzi…..). In ogni caso gli ori di Finziade saranno esposti al Museo Archeologico di Agrigento (per info: tel. 0922.401565), ove rimarranno fino al trasferimento definitivo presso il nuovo Museo Archeologico di Licata (non sono riportati i tempi dell’esposizione). Interessante la ricostruzione storica del possessore del tesoretto fatta nel summenzionato articolo. Doveva essere un militare romano di alto rango, inquadrato nelle truppe del console Marcello, che pose un durissimo assedio a Siracusa. Dopo l’espugnazione, la città fu sottoposta a violenti saccheggi che fruttarono un ingente bottino. I gioielli dovevano essere parte di quel bottino, concesso al militare come ricompensa per la fine dell’assedio. Dallo stesso Tito Livio sappiamo che Marcello, subito dopo la conquista di Siracusa, inseguì le truppe cartaginesi. Lo scontro avvenne presso il fiume Himera (odierno Salso), dove il console ottenne il successo e ricacciò i nemici verso Agrigento. Livio aggiunge che quella fu la sua ultima battaglia in Sicilia. Rientrato a Siracusa, Marcello partì per Roma per le elezioni dell’anno successivo. Si può pensare, allora, che proprio a Finziade, città alla foce dell’Himera/Salso, Marcello possa aver congedato i veterani. E che uno di essi vi si sia stabilito, abitando la Casa 1 che di lì a pochi anni dopo sarebbe stata costruita in seguito alla ristrutturazione dell’impianto urbano.
  19. Buongiorno a tutti Sto conducendo uno studio sui tetradrammi di Gela,in particolare mi affascina molto quello della ninfa Sosipolis che incorona il toro.Non essendo aiutato da molti testi,qualcuno mi potrebbe dire quanti coni esistono della emissione sopra citata e postare eventualmente le foto con i coni conosciuti per poterli inserire nel mio studio.Vi ringrazio in anticipo e colgo l' occasione per fare gli auguri di buon natale e di un felice anno nuovo a tutti gli utenti del forum
  20. A tutto lo Staff e a tutti Voi Amici carissimi che tra queste pagine avete lasciato un prezioso contributo o un segno di stima e amicizia o finanche di sola lettura …. giungano i nostri migliori Auguri di Buon Natale e Felice 2013 ! Alberto/Acraf Valeria/Medusa
  21. sapreste identificarla? grazie
  22. Nella prossima asta Lanz (10-11 dicembre!) ai lotti 52-53 appaiono 2 esemplari di 16 Litre di Gerone II con il ritratto della moglie Filistide. Si tratta di una moneta abbastanza comune ma bella. Quanto mi sorprende è che i 2 esemplari presentino lo stesso conio di dritto, con aspetto "rugginoso" (= immagini di plus) negli stessi identici punti (!!) ma un rovescio diverso. Inoltre stranamente la casa d'aste riporta un riferimento per l'accoppiamento dei coni per il solo esemplare migliore (CCO 44, D11/R26) ma non per il secondo (che presenta al rovescio una strana ossidazione e di cui viene dato riferimento del Burnett, ritrovamento di Enna, V 47- 49/R 41.44). Non conosco il lavoro qui citato (CCO) nè il motivo per cui le 2 monete non siano classificate allo stesso modo. Mi piacerebbe avere un commento su questi aspetti da chi conosca l'argomento. Grazie :)
  23. Litra a legenda HERMAS: nuovo esemplare ? Qui un breve aggiornamento su una litra a noi molto cara … :rolleyes: Nell’asta ACR numero 6 (dicembre 2012), al lotto 342, compare un nuovo esemplare di una litra molto rara e di grande interesse, della quale in passato abbiamo ampiamente dibattuto (vedi la raccolta di link nell’indice della Sezione greca, alla voce Solous): la litra a legenda HERMAS. Attribuita dubitativamente a Solous (Solunto), la litra ACR 6 - lotto 342 pesa 0,89 g. e presenta al D/ HERMAS, Testa giovanile a sinistra (qui pare mancante il caduceo che in altri esemplari si intravede dietro al collo); R/Arco, pesce (o chicco), faretra alata, clava e due globetti. Di questa rara emissione, con una sola coppia di conii, si era parlato anche recentemente nella discussione “Lettera al Ministro Ornaghi” a proposito dell’esemplare di litra HERMAS acquisito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per euro 2.074,00. In particolare al post 75, Acraf, commentando la litra HERMAS sicuramente autentica comparsa nell’asta Busso Peus 406, lotto n. 3 (Aprile 2012), scriveva: “Un serio problema è che di questo esemplare ho reperito, grazie alla segnalazione di altri studiosi stranieri, almeno due pezzi che sono risultati essere cloni ricavati da esso. Basterà attendere la pubblicazione del mio studio per rendersene conto, con adeguate immagini ingrandite.” Ecco l’esemplare Busso Peus di 0,78 g. (qui attribuito erroneamente a Tarentum a causa del tipo del rovescio che richiama alcune monete tarentina nella collezione Vlasto (ai nn. 1210-1215. Vedi un esempio qui). Per comprendere meglio gli accenni di Acraf alle recenti falsificazioni di questa straordinaria emissione ci toccherà dunque pazientare e attendere la pubblicazione del suo studio (presente nel volume dedicato alla memoria di Roberto Russo in corso di allestimento presso l'American Numismatic Society di New York)..... Un caro saluto Valeria
  24. Non avendo parametri o bibliografia alla quale appoggiarmi mi rivolgo a voi per la catalogazione e identificazione di questa piacevole moneta, haimè purtroppo malamente spatinata già all'atto dell'acquisto questi i dati di cui dispongo: materiale Bronzo, diametro 20 mm, peso gr. 8,34 dai dati ponderali penso si tratti di una Litra ma aspetto il vostro giudizio non vi sono lettere evidenti a parte una fra le gambe di Pegaso che mi sembra una :Greek_epsilon: o una :GreeK_Sigma: l'unica moneta simile mi sembra questa di Siracusa, voi che ne dite? Calciati 78 SICILY, Syracuse. ca 344-317 BC. AE Litra. SURAKOSIWN, wreathed head of Persephone left in triple-pendant earring & necklace / Pegasos flying left; S below. SNGCop 733. e questa è la mia:
  25. Avverto che nella prossima asta Gemini X, a gennaio 2013, compare al lotto n. 55: http://geminiauction...sp?LotNumber=55 Acarnania. Stratos (?). c. 350-300 BC. Stater, 8.03g. (12h). Obv. Pegasos flying left. Beneath, Σ and monogram ΡΗΟ. Rx. Helmeted head of Athena left. Behind, cithara. Not found in the major references. A kindred type, but without Σ, was attributed to Rhegion by Calciati II, p. 589; cf. SNG Oxford 1596. Choice EF. The coinage of Stratos has not yet been carefully studied. This coin appears to add something new to the record, an issue supplementing the output of Corinthian colonies in Acarnania and Illyria that took part in the oversea grain trade between Sicily and the mother-city Corinth. E' uno statere emesso nella zecca corinzia di Stratos, che appare essere un falso moderno, fatto probabilmente nei primi anni '90.In quel periodo comparvero rarissimi esemplari (credo in tutto 3 o 4), tutti tratti da una sola coppia di conii, con il Sigma sotto il Pegaso e per questo attribuito dubitativamente a Stratos.Nel pezzo di Gemini, al diritto, si nota aggiunto un monogramma che farebbe riferimento a Rhegion.Basta osservare attentamente i rilievi di questo monogramma, per apparire incongruenti con la vicina lettera sigma.Grazie alla cortesia di un collezionista straniero, che anni fa mi mandò la foto di un suo esemplare "normale", diventa possibile effettuare un confronto e capire meglio la falsità del pezzo di Gemini.Una bella invenzione moderna e molto pericolosa.......

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