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  1. ciao a tutti, stavo guardando questa moneta in asta Busso, e mi ha ricordato qualcosa di cui se ne era già parlato qua (post 13) http://www.lamoneta....on-di-siracusa/ ecco l'esemplare: http://www.sixbid.co...&sid=573&lot=49 Sizilien Messana (Mamertiner) Pentonkion 220/200 v. Chr. 4.40 g. Kopf des Zeus / Krieger mit Schild und Schwert. Calciati I, S. 113, Em. 51 Rotgrüne Patina Sehr selten Sehr schön Io un idea me la sono fatta .....mah.. allego immagini.. ciao sku
  2. acraf

    SI GALARIA

    GALARIA Grazie all’ottimo e utilissimo indice predisposto dalla grande Medusa diventa possibile effettuare comode ricerche mirate. Nel caso specifico di Galaria ci sono alcuni riferimenti, che hanno già evidenziato alcuni aspetti iconografici e i noti problemi della sua ubicazione, attualmente ancora incerta e molto discussa. http://www.lamoneta.it/topic/85844-indice-di-sezione/page__st__15 Vorrei un poco soffermarmi su questa zecca e colgo l’occasione della prossima asta Artemide n. 35, che mette in vendita la seguente litra (della seconda serie): http://www.deamoneta.com/auctions/view/81/43 Per comodità posto qui in evidenza sia la foto (in formato 1:1) che la relativa scheda: Artemide asta XXXV/2012 43 Mondo Greco. Sicilia. Galaria. Litra, ca. 450-420 a.C. D/ Dionysos stante di fronte con il capo volto a destra, tiene cantaro e tirso. A sinistra, pianta d'edera. R/ Tralcio di vite con grappolo e due foglie. Sotto, CΑΛΑΡΙΝ / ΟΝ (retrograde e soprastanti). SNG ANS -. Jenkins, p. 87, IIb. Cfr. Rizzo, tav. LIX, 20. AG. g. 0.74 mm. 13.00 RRR. qSPL/SPL. L'ubicazione dell'antico centro di Galaria appare oggi realmente oscura. Le scarse fonti a cui si può fare riferimento non ci forniscono risposte univoche. Diodoro, nella sua “Bibliotheca Historica”, fa riferimento al massacro, ad opera dei Cartaginesi, di una colonna di mille opliti provenienti da Galaria in soccorso di Entella investita dall’esercito di Annone nel 345-4 a.C. Anche nella “Vita di Timoleonte”, Plutarco menziona una spedizione guidata proprio dal condottiero corinzio contro la città di Galaria. Né l’una né l’altra notizia ci è comunque utile al fine dell’esatta localizzazione geografica della città; ma senz’altro entrambe hanno fornito appigli per i più disparati tentativi di storici e geografi. Testimonianza di ciò è l’estrema variabilità che nel corso della storia ha caratterizzato la collocazione di Galaria nel territorio siciliano. Philippus Cluverius (1580-1622) nella sua “Sicilia Antiqua cum minoribus insulis ei adjacentibus item Sardinia et Corsica” sostiene l’identificazione di Galaria con Gagliano Castelferrato, probabilmente solo sulla base di una presunta continuità toponomastica. Ettore Pais (1856-1939) propone l’anonimo centro di Monte San Mauro di Caltagirone. Le stesse emissioni monetali (due serie di litre d’argento della seconda metà del V sec.) con legenda ΓΑΛΑ o ΓΑΛΑΡΙΝΟΝ non ci assicurano che il nome della città non potesse essere la forma Γαλάρινα documentata da Stefano di Bisanzio nel suo dizionario geografico “Ethnica”, che ne fa una fondazione di Morgete, eponimo dei Morgeti migrati dall’Italia in Sicilia. Questo esemplare di litra argentea appartiene alla seconda emissione, posteriore di circa una generazione rispetto alla prima (databile intorno al 460 a.C.). Jenkins e Manganaro hanno evidenziato analogie stilistiche e tipologiche con le monete di Naxos risalenti allo stesso periodo. L’iconografia della moneta è chiaramente riferita al mito dionisiaco. Edera (magnificamente resa con foglie a cuore al D/) e vite (al R/) sono le piante legate a Dioniso. “Kissos” (edera) è l’appellativo di Dioniso in Attica e l’appellativo poetico dell’edera stessa è “oinops” o “oinopos” (“oinos” è la parola greca -derivata dalla lingua cretese- che indica il vino) il che la lega, evidentemente, proprio alla vite e dunque a Dioniso. La corrispondenza e la complementarità delle due piante è brillantemente illustrata da Walter F. Otto nel suo “Dionysos”: «La vite e l’edera sono sorelle, che pur essendosi sviluppate in direzioni opposte non possono celare la loro parentela. Entrambe portano a termine una meravigliosa metamorfosi. Nella stagione fredda la vite giace come morta […] fino a quando sotto il rinnovato calore del sole sprigiona un rigoglioso verdeggiare e un incomparabile succo infuocato. Non meno sorprendente è quanto accade all’edera: la sua crescita mostra un dualismo correlabile con la doppia natura di Dioniso. Dapprima essa produce i cosiddetti germogli ombrosi […]Più tardi però appaiono i germogli luminosi […]e a questo punto la pianta produce anche fiori e frutti. Si potrebbe definirla al pari di Dioniso la “nata due volte”. Il suo fiorire e il suo ricoprirsi di frutti stanno per altro in un singolare rapporto di corrispondenza e di opposizione rispetto alla vite. L’edera fiorisce infatti in autunno, quando per la vite è tempo di vendemmia, e produce frutti in primavera. Tra i suoi fiori e i suoi frutti sta il tempo dell’epifania dionisiaca dei mesi invernali». Dunque da Oriente, assieme ai greci, era giunta in Sicilia anche la vite selvatica che era diventata da tempo “hemeris”(l’addomesticata), e l’edera nella sua forma dionisiaca e menadica, e insieme a loro la potente apparizione del divino Dioniso. Estremamente rara e di qualità eccellente per il tipo. Starting price: € 1'500 Number of bids: -. Minimum bid: € 1'500 Sinceramente ho alcune perplessità sull’effettiva autenticità della litra di Artemide. I rilievi sono troppo “pastosi” e la lettera “rho” nell’etnico di Galaria ha SEMPRE il braccino per cui è scritta R e non P (nel caso specifico in posizione rovesciata). Si tratta ovviamente di una forma arcaica o arcaicizzante. Basta fare confronti con altre litre della stessa coppia di conii, anche consunte, per avere conferma dei dubbi sull’autenticità. Allego un esemplare dell’asta NAC 25 per confronto: E un altro dell’asta elettronica CNG n. 139 Per capire meglio l’esatta e corretta forma dell’etnico, e in particolare della “Rho” sul rovescio, basta osservare questo altro esemplare, dell’asta NAC 46 (stesso conio R/, ma diverso conio D/): (continua)
  3. Per i cultori degli oboli, c'è uno splendido Akragas, Rizzo pl. 3,6 (stessi coni), nella prossima Asta Artemide N. 35: http://www.deamoneta...ions/view/81/39 Il prezzo è adeguato alla qualità.
  4. ciao, volevo proporvi questa moneta... vi aggiungo la descrizione postata da CoinArchives.com vi sembra come la mia? Gorny & Mosch Giessener Münzhandlung > Auction 204 Auction date: 5 March 2012 Lot number: 1095 Price realized: To Be Posted Lot description: GRIECHEN SIZILIEN AKRAGAS. AE (4,15g). ca. 338 - 287 v.Chr. Vs.: ΑΚΡΑΓΑΝΤ, Kopf des Zeus mit Lorbeerkranz n. l. Rs.: Adler n. l. kröpft einen Hasen. SNG ANS 1113ff.; CNS I S.206f. 116. Schöne dunkelgrüne Patina, ss Estimate: 600 EUR
  5. salve a tutti ,questo tipo di moneta punzonata ,sapreste dirmi che cosa è. grazie in anticipo a tutti voi
  6. brischetto

    SI Sikeliotan

    Ho appena finito di leggere il romanzo "Un posto tranquillo" di Enzo Marangolo, edito da Bompiani. Vi si narrano avvenimenti verificatisi nella città di Acireale negli ultimi anni del fascismo e durante la II guerra mondiale: lettura piacevole, specie per chi conosce Acireale. L'autore racconta di una visita di Vittorio Emanuele III alla collezione di monete greco-sicule del barone D'Alcantara, certamente pseudonimo di Agostino Pennisi di Floristella. Nel romanzo il barone D'Alcantara mostra al Re "due piccoli pezzi d'oro raffiguranti un volto di donna e sul cui orlo si leggeva la parola sikeliotan". E aggiunge: "Io stesso ho voluto che in testa alla collezione fossero le sikeliotan, superstiti esemplari dell'unico tentativo, fattosi in Sicilia, di un solo conio per le sue città". Mi chiedo: quali sono le monete di cui parla l'autore? E cosa c'è di vero nella ipotesi che nel III secolo a.C. si pensasse in Sicilia a un unico conio per le varie città? Grazie a chi vorrà rispondermi!
  7. Cromio di Aitna

    SI moneta trovata in Sicilia

    Salve a tutti sono nuovo di questo forum. Ieri mattina in campagna (in Sicilia) ho rinvenuto una moneta che ha un diametro di 2,6 cm. Su un lato della suddetta moneta sembra scorgersi una figura umana in groppa ad un cavallo, mentre l'altro lato non è leggibile. Desidero sapere se qualcuno è in grado di capire da quale zecca è stata coniata ed in quale periodo storico.
  8. Cromio di Aitna

    SI moneta trovata in Sicilia

    Salve a tutti sono nuovo di questo forum. Ieri mattina in campagna (in Sicilia) ho rinvenuto una moneta che ha un diametro di 2,6 cm. Su un lato della suddetta moneta sembra scorgersi una figura umana in groppa ad un cavallo, mentre l'altro lato non è leggibile. Desidero sapere se qualcuno è in grado di capire da quale zecca è stata coniata ed in quale periodo storico.
  9. Salve a tutti. Sto affrontando alcuni studi su ripostigli monetali in Sicilia, in cui è segnalata la presenza di stateri di Corinto. Sapreste indicarmi delle fonti da cui poter attingere quanto più materiale possibile? Inoltre, cosa sapete dirmi voi al riguardo? Un grazie anticipato a tutti. :)
  10. IL DECADRAMMA DI AKRAGAS In fondo l’investigazione di un serio studioso di numismatica antica in qualche modo richiama quella di Kay Scarpetta, nota patologa forense creata dalla scrittrice Patricia Cornwell. Si utilizzano vari elementi, in questo caso tratti da precedenti pubblicazioni e da attente osservazioni su monete, almeno attraverso adeguate immagini fotografiche. Le vicende del dr. Weiss, un medico ortopedico di notevoli mezzi finanziari e grande collezionista di importanti monete greche (e anche di altro materiale archeologico), con sequestro di due lotti della sua ecezionale collezione nell'asta Triton XV del 4 gennaio 2012, ha permesso di mettere in evidenza una delle monete più belle in assoluto prodotte dai Greci della Sicilia: il decadramma coniato ad Akragas (Agrigento) intorno al 410 a.C. Posso quindi immaginare la notevole curiosità anche dei non esperti della monetazione greca verso questo capolavoro. In questa nuova discussione vorrei mettere in evidenza le principali informazioni attualmente disponibili su questa moneta, rimandando per maggiori dettagli e illustrazioni a un articolo che ho in animo di pubblicare sulla rivista “Monete Antiche”. La denominazione di “decadramma” indica che corrispondeva a 10 dracme di piede attico (del peso teorico di 4,37 g) e quindi pesante circa 43 grammi. La letteratura su questa moneta è piuttosto scarna ed annovera i seguenti principali riferimenti: T. Reinach, L’histoire par les monnaies. Essais de numismatique ancienne, Paris 1902, p. 94-95 + 1 tavola. G.H. Rizzo, Monte Greche della Sicilia, Roma 1946, p. 90-92 + 1 tavola (la II). C. Seltman, The Engravers of the Akragantine Decadrachms, Numismatic Chronicle part 1, 1948, p. 1-10 + 4 tavole. L. Lacroix, Acragas ou Hélios sur les Décadrachmes d’Agrigente, Studia Paulo Naster oblata, 1982, p. 13-20 + 2 tavole. M. Hurter, Crickets / grasshopers / locusts: A new view on some insect symbols on coins of Magna Grecia and Siciliy, Nomismatika Chronika, 23, 2004, p. 11-20 + 4 tavole. La moneta era nota almeno fin dal XIX secolo e nel 1902 Theodore Reinach accennava all’esistenza di soli 4 esemplari, uno di Monaco (il più bello), uno della collezione Pennisi di Acireale e due di Parigi, uno dei quali però da lui giudicato falso (del peso di soli 37,60 g, con forma molto ovale e XPAGAS al posto di AKPAGAS e infatti non più accennato in successivi cataloghi). Nel 1948 fu pubblicato lo studio più esaustivo, di Seltman, che elencava 6 esemplari autentici, ricavati da un totale di due conii del diritto (conii F e G di Seltman) e tre conii del rovescio (conii "eta", "theta", "iota" di Seltman) per un totale di 4 combinazioni (nn. 7, 8, 9, 10 di Seltman). Rispetto al catalogo di Seltman, vecchio di oltre 50 anni, attualmente si possono aggiungere altri 6 esemplari, per un totale di 12 esemplari finora noti, tutti elencati sommariamente nel commento al lotto n. 1008 del catalogo di asta CNG & Nomos del 4 gennaio 2012. Per una corretta verifica dei dettagli che caratterizzano i vari conii, allegherò alcune immagini esplicative. (Continua)
  11. Nell'asta CNG live in corso ecco di nuovo Lopadousa, con una stima di soli 150 $: http://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=204195 Di queste monete abbiamo già parlato in due interessanti e vivaci discussioni:
  12. MassyGiovy7577

    SI Dionisio chiarimenti

    Scusate se ho sbagliato sezione, stavo osservando le aste di queste due monete che dalla Mia ignoranza in merito Mi paiono la stessa tipologia.....la Prima conservata decisamente meglio è stata aggiudicata a Euro 321,00 la seconda di conservazione inferiore non ha nemmeno ricevuto un offerta che partiva da 100,00.... la seconda moneta è un falso? oppure il suo vero valore è inferiore a 100,00? Grazie in anticipo Ciao Massy
  13. SEGESTA didramma (Hurter 172) La compianta Silvia Hurter, nemmeno due anni prima della sua scomparsa, scrisse un Corpus sui didrammi di Segesta, con una buona appendice anche sui frazionali emessi da quella zecca. Purtroppo è scritto in tedesco, ma la classificazione è abbastanza agevole, grazie anche alle numerose tavole illustrative: Silvia Mani Hurter. Die Didrachmenpraung von Segesta, Zurigo 2008 Al numero 172 di questo catalogo esiste una specifica combinazione di conii: V51-R94’, che è datata al periodo IV, ossia al 412/410 – 400 a.C. ed è caratterizzata dal particolare riutilizzo del conio R94 ove l’incisore ha praticato un particolare incavo più o meno rettangolare, forse allo scopo di obliterare il parte la leggenda del nome della città di Segesta, SAGESTAZIB, all’altezza delle lettere …TAZI. Su questo incavo l’incisore ha aggiunto le lettere SACES (colgo qui l'occasione per tirare le orecchie ai curatori del forum per non avere previsto almeno i caratteri "Symbol" per poter trascrivere con lettere in greco). Non è ancora possibile stabilire gli esatti motivi di questa strana e parziale obliterazione, tanto più che le nuove lettere aggiunte fanno ancora parte del nome della città, con la sola particolarità dell’uso della lettera C al posto del gamma (retrogrado). Questo conio riutilizzato è contrassegnato dalla Hurter con l’apostrofo per distinguerlo dal conio normale, R94, è stato combinato anche con un altro conio di diritto, V52, con il cane in posizione puntata (Hurter catalogo n. 174). Riporto qui la scheda tratta dal volume della Hurter: continua
  14. Buongiorno a tutti, mi sono interessato da poco alle monete greche e vorrei chiedervi un consiglio per scoprirne di più: potete indicarmi un libro in inglese o italiano da cui imparare le differenze fondamentali? tipo la differenza tra tetradracma e decadracma? grazie a tutti
  15. Gent. Curatori, sono un nuovo utente, che vi segue con passione, apprezzando veramente il Vostro background culturale messo a disposizione. Trovo la ribrica sugli oboli veramente interessante, per numismatici "di razza". Alcuni interventi, quali ad es. #712-716 sull'emiitra a legenda AKIΣΙ (o ΣΙXΑ ?) meriterebbero spazio anche su pubblicazioni cartacee, che diversamente dal mezzo elettroniico danno maggiori garanzie di durata, ed anche una diversa visibilità. Da 2 decenni mi occupo di numismatica greca (Sicilia e M. Grecia), ed ho avuto occasione di dare alle stampe qualche articolo. Posto il punto che lo scopo dello scrivere è stato e sarà per me sì, motivo di soddisfazione, ma soprattutto mezzo di vivere la conoscenza numismatica e stimolarla (e non motivi di prestigio personale, ad es.) chiedo: 1. E' possibile citare le discussioni aperte nel Vostro/Nostro sito, come si usa per le classiche referenze bibliografiche? Servono autorizzazioni particolari? 2. E' possibile pensare a sinergie tra Autori e/o potenziali Autori di articoli su riviste specializzate, in merito alla moneta frazionaria di Sicilia, stante il vuoto bibliografico in materia ed il numeroso materiale emerso negli ultimi decenni? Vi ringrazio dell'attenzione. Mylae
  16. Non riesco più ad aprire la pagina: http://www.bio.vu.nl/home/vwielink/WWW_MGC/index.html sulle monete delle colonie greche nell'Italia centro-meridionale. Sapete dirmi se si tratta di un black out temporaneo o permanente? Grazie. Giulio De Florio
  17. ciao a tutti mi piace, molto gaurdare le immagini delle monete greche. imbattendomi in un sito sono rimasto stupefatto da questa moneta d'oro che allego il sito: hxxx://monetaoro.unicatt.it/grecia_etaclassica.asp Volevo sapere che quotazione può avere, magari con asta di riferimento in questo sito altri siti di riferimento. grazie un saluto
  18. numa numa

    SI tonno o cernia ?

    Ho ricevuto e ringrazio il gentile Mirko il volume di Buceti che raggruppa le emissioni di un gran numero di zecche siciliane. Di un tale compendio si sentiva la necessità in quanto la complessa ed estesissima monetazione siceliota ha avuto molto tentativi di sistematizzazione ma non esisteva un compendio generale che raggruppasse le emissioni con una buon grado di rappresentatività e completezza. Mi soffermo brevemente su una descrizione , riportata dal Buceti, per la zecca di Lopadousa ove il pesce raffigurato al rovescio delle emissioni viene interpretato come cernia mentre , storicamente , lòa critica lo ha sempre interpretato come tonno. Sicuramente se l'autore lo ha indicato come cernia avrà analizzato a fondo la raffigurazione che presenta diverse affinità con quella di un tonno. Se ripercorriamo la storiografia dello studio di questa emissione scopriamo che era stata già descritta a metà del 1500, in una delle prime pubblicazioni dedicata alla numismatica siceliota dal belga Goltzius. Goltzius riporta un disegno , molto fedele, della moneta e descrive il pesce al rovesci come tonno. Successivamente tutti gli autori che hanno illustrato e descritto nuovi esemplari , rispetto a quello riportato dal Goltzius parlano tutti di tonno. Ma ciò non significa che automaticamente debba essere preso come oro colato ciò che viene riportato da autori, per quanto originali ed antichi. Ho quindi ricontrollato le caratteristiche del tonno e quelle della cernia Uno degli elementi che caratterizzano il tonno è la forma della pinna caudale , inconfondibile che ritroviamo anche in rappresentazioni di tonno nella glittica del periodo come nel celebre cratere di Mandralisca con la raffigurazione del venditore di tonno (continua)
  19. Come ho già accennato in altre discussioni, il prof. Christof Boehringer, docente di Numismatica presso l’Università di Göttingen, una delle più prestigiose in Germania (dove hanno lavorato ben 45 premi Nobel). Egli è figlio del famoso archeologo e numismatico Erich Boehringer (1897-1971), che fu uno dei protagonisti degli scavi archeologici a Pergamum e scrisse il fondamentale catalogo dei tetradrammi di Siracusa, Die Münzen von Syrakus (Berlin, 1929). Il fratello del padre, Robert, fu proprietario e capo della nota azienda chimica di famiglia, la Boehringer-Ingelheim, e fu anche apprezzato poeta. Christof è una persona di una certa età, ma ancora molto dinamica e da molti anni si sta occupando del Corpus sulle monete di Katana e anche sulla revisione del Corpus delle monete siracusane del padre. Quindi al momento egli è uno dei massimi esperti delle monete classiche siceliote, specie dei decadrammi e tetradrammi e possiede le migliori conoscenze sulla zecca di Katana. Purtroppo ha l’abitudine di scrivere in un tedesco non molto comprensible anche a chi possiede una buona conoscenza di quella lingua. Egli ha il vezzo di creare nuove parole composte da vari termini e bisogna anche avere una grande conoscenza dei termini numismatici. Quindi è molto difficile conoscere a fondo il suo pensiero. Per ironia della sorte egli capisce e scrive anche in decente italiano e io ho l’onore di mantenere con lui una cordiale corrispondenza usando la lingua italiana. Tuttavia egli non si sente sufficientemente sicuro della nostra lingua per scrivere approfonditi articoli numismatici in italiano. Nell’ambito di suoi studi sulle monete catanesi, ha scritto diversi articoli, fin dagli anni ’70 e uno di essi ha costituito l’ossatura per la nostra discussione sui frazionali di Katana: cfr: Nel 2008, per la Schweizerische Numismatische Rudschau (Rivista Svizzera di Numismatica) il prof. Boehringer ha scritto un articolo intitolato: Über die Münzen von Katane im letzen Jahrzehnt des V. Jahrhunderts V. Chr. (p. 5-18 e 2 tavole), che considero fondamentale per avere migliori conoscenze sulle emissioni catanesi coniate nell’ultimo decennio del V secolo a.C., che vide anche la nascita di autentici capolavori artistici. Ho molto faticato a cercare qualcuno disposto a tradurre per me questo articolo e alla fine ho potuto contare sulla generosa disponibilità di una gentile Signora, consorte di un noto numismatico e che è ricercatrice di letteratura tedesca, che ha accettato di lavorare grazie a una pausa lavorativa legata alla sua maternità. Ha fatto una traduzione molto letterale e abbiamo discusso su alcuni termini veramente ostici per chi è digiuno del “gergo” numismatico. Mi è sembrato più corretto non tenere solo per me questa traduzione, ma di renderla fruibile a tutti, integrandola con le immagini tratte dal suddetto lavoro. Non ho riportato le note, se non in alcuni casi, che non sono state tradotte ma facilmente comprensibili sul testo originario, essendo soprattutto riferimenti bibliografici. Quell’articolo comprendeva poi anche una disamina sui Kampani di Entella, ma al momento mi limiterò a postare il discorso del Boehringer sulle monete catanesi. Mi sembra una grande opportunità per avere una migliore conoscenza dell’argomento, non ancora del tutto “sviscerato”. E’ anche un’occasione per conoscere il modo di ragionare di questo esimio studioso, per la verità spesso criticato dai colleghi italiani… (ci fu uno scontro con la Tusa Cutroni a proposito delle ultime emissioni di Himera, ma su questo argomento tornerò una prossima volta). (continua)
  20. Buongiorno a tutti, vorreri sapere in base a quali studi o ricerche sono state attribuite a palermo tutte le monete con al dritto giano bifronte (ce ne sono anche con l'effige di Pompeo) ed al rovescio corona di alloro , monogrammi e simboli vari? grazie
  21. Prospero's collection, Nomos, Hirsh, Gorny e Mosh, Morton and Eden, tutte aste che propongono monete di Siracusa in alta conservazione e molto rare (rare veramente??) in un lasso di tempo molto breve. Non monete di tutti i giorni, parliamo di decadrammi, tetradrammi firmati, monete comunque di livello molto alto come conservazione. La mia domanda da (semi) profano di questa monetazione (nel senso che la seguo ma non colleziono): ma è possibile che ci siano così tante monete magnogreche da riempire tutte queste aste??? Possibile che i collezionisti stiano decidendo di venderle tutte adesso? sembrerebbero comuni, a vedere da quante ne stanno saltando fuori, ma allora, è giustificata la spirale in salita delle valutazioni? La seconda domanda che rode la mente come un tarlo e che consegue alla precedente: non è che per caso ce ne possa essere qualcunina, diciamo, bacata?? :ph34r: Caius
  22. Colgo l'occasione dell'asta Nomos 5, che proporrà la seguente moneta assolutamente inedita: http://www.sixbid.com/nav.php?p=viewlot&sid=461&lot=119 Tralascio per amor patrio l'accenno che era una moneta tenuta da anni in una collezione privata, soprattutto per giustificare come sia comparsa solo ora e in un periodo di restrizioni sull'importazione di monete siceliote. Si tratterebbe di un inedito assoluto e il suo peso, 2,07 g, indicherebbe che è la metà dell'unica altra moneta d'oro nota per i Sicelioti, una comunità che si era asserragliata a Morgantina contro i Romani, nel 213-212 a.C.. Infatti in precedenza era nota solo il dracma in oro, del peso di 4,3 g (a me noto in almeno 4 esemplari): La stessa comunità dei Sicelioti ha coinato anche in argento, e sono noti almeno 4 nominali: 12 litre (testa Zeus/Fulmine), 8 litre (testa Persefone/Quadriga), 4 litre (testa Persefone/Biga), 2 litre (testa Zeus/cavaliere). Puer essendo apparentemente ben fatta, la moneta suscita in me alcuni dubbi. Al diritto il simbolo fulmine appare piuttosto sciatto e non somiglia all'accurato fulmine della moneta in argento di 12 litre e inoltre il circolo presenta un andamento molto irregolare e non si vedono bene i puntini (molti falsi cadono nella trappola del bordo di puntini, dove i puntini stessi non appaiono bene definiti, ma come "scivolati"....). Al rovescio l'etnico SIKELIOTAN in greco appare scritto piuttosto male e si sovrappone alla linea di esergo sulla quale poggia la civetta e questa linea addirittura un poco continua anche oltre il bordo lineare. Il tutto è privo di armonia, che si coglie invece bene sulle altre emissioni, molto curate. Con l'occasione vorrei richiamare l'attenzione anche sul riferimento del curatore del catalogo alla moneta d'oro di Panormos (cfr SNG ANS 576), con testa di Atena/Civetta e monogramma formato da pi e alpha, del peso di circa 0,5 g. Per la verità Head aveva preferito l'attribuzione a Tauromenion, attribuzione che era stata accolta da Campana nella sua monografia su Tauromenion, pag. 113 n. 19. Un mio amico inglese ha voluto richiamare l'attenzione sulla stretta somiglianza di questa monetina d'oro di Tauromenion (o Panormos) con analoghe monetine d'oro dello stesso peso di Tarentum (N.H. 991 con monogramma NK, pari a 1/16 di statere tarentino). Egli reputa che il monogramma pi alpha, per la verità piuttosto diffuso anche in Italia, possa costituire l'abbreviazione del nome APOL, che figura su un'altra emissione tarentina d'oro dello stesso gruppo (H.N. 992). Quindi anche queste monetine in passato attribuite a Panormos sarebbero in realtà tarentine. In questa ottica anche l'altra emissione definita panormitana (cfr. SNG ANS 577, con Apollo /Lira e peso 0,34 g) sarebbe in realtà tarentina e corrisponderebbe a 1/24 statere tarentino. La scienza numismatica è affascinante, ma anche molto complessa e mi auguro vivamente che altri esperti possano esaminare da vicino questo inedito dei Sicelioti per esprimere il loro giudizio. Purtroppo non possiamo dimenticare il famoso aureo inedito di Stiela su Triton VI/2003, n. 104, ormai unanimemente condannato come falso.
  23. Buongiorno a tutti, sapete consigliarmi dei libri di monete greche (Sicilia, Magna Grecia e Grecia Continentale) per avere un'infarinatura su queste monetazioni? Non mi interessano prezzi ma più che altro descrizioni, rarità, ecc....ringrazio anticipatamente....
  24. Archeologa

    SI Moneta di Zancle

    Salve sono nuova, sto facendo una tesi sulle immagini portuali nella monetazione di epoca greca e romana e come bibliografia ho ben poco sulla monetazione di Zancle, qualcuno mi saprebbe aiutare...!!!
  25. Salve a tutti. Volevo chiedervi un parere in merito a questa moneta che dovrebbe appartenere alla zecca di Siracusa. Sapete dirmi se è vera o falsa? Il peso è di poco inferiore ai 30 grammi e il diametro è di circa 28 mm, 33 con le "appendici" Grazie.

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