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  1. Il Regno di Arborea o Giudicato di Arboréa era uno dei quattro Stati sovrani ed indipendenti che si formarono in Sardegna alla dissoluzione in occidente dell'Impero bizantino. Fu l'ultimo dei giudicati a conservare la sua indipendenza ed anche l'unico ad opporsi alla conquista aragonese dell'isola, riuscendo verso la fine del XIV secolo, sotto il regno della Giudicessa Eleonora di Bas Serra, reggente per conto del figlio minore Mariano V, ad ottenere il controllo di quasi tutta l'isola. Raggiunta la maggiore età Mariano V assunse i poteri giudicali. Prima di terminare la Reggenza sua madre però aveva promulgato la Carta de Logu, il codice delle leggi dello stato che, per la sua modernità resterà in vigore fino al 1827, quando verrà sostituito dal codice di Carlo Felice. Mariano V morì nel 1407. Il giudicato venne allora rivendicato da vari pretendenti, fra cui Guglielmo, Visconte di Narbona, il quale era un pronipote del giudice Mariano IV (più precisamente era nipote di Beatrice de Bas Serra, figlia terzogenita di Mariano IV e quindi sorella di Eleonora d'Arborea che esercitò la reggenza per conto del figlio Mariano IV fino al raggiungimento della maggiore età di costui). La Corona de Logu, l'organismo a cui spettava derimere la vertenza, riconobbe la legittimità dei diritti di Guglielmo e gli offrì la sovranità del Giudicato di Arborea. I giudicati sardi erano infatti stati perfetti e subiettivi (o super individuali) non patrimoniali, in quanto non appartenevano al re ma al popolo che, attraverso i propri rappresentanti, eletti nelle < coronas de curadorias > sceglieva in << corona de logu >> il proprio monarca o giudice, seguendo il più possibile la linea maschile della casata regnante originaria, solo in caso di mancanza di immediati eredi maschi, diretti o indiretti, venivano prese in considerazione le donne della famiglia, ma soltanto come portatrici di titolo per i figli, o per il marito, esercitando il ruolo di <giudicesse reggenti> o luogotenenti, durante l’assenza o la minore età del giudice titolare). (L.L.Brock.A.M.Oliva. Narbona Giudici d’Arborea, in AA.VV,Genealogie.op cit tav.XXXVII. F.C.Casula) Guglielmo si trasferì quindi a Oristano, dove venne nominato Giudice di Arborea, assumendo quindi anche la responsabilità della prosecuzione della guerra contro la corona di Aragona, che mirava a conquistare l'intera isola. L'esercito di Arborea venna sconfitto a Sanluri il 30 giugno 1409. Guglielmo parte per la Francia alla ricerca di aiuti lasciando la reggenza del giudicato a suo cugino Leonardo Cubello. Nel gennaio 1410 gli aragonesi presero Bosa e assediarono Oristano. Cubello fu costretto a firmare le resa della capitale e la cessione di gran parte del territorio del giudicato. La primavera dello stesso anno Guglielmo tornò in Sardegna per organizzare la resistenza contro l'invasore e la riconquista dei territori perduti, stabilendosi a Sassari. In questo periodo fa coniare due monete: il minuto e la patacchina. Nel diritto delle due monete si può osservare l'albero sradicato, simbolo del Giudicato di Arborea, simbolo che in tempi moderni è stato adottato da Indipendentzia Repubrica de Sardigna, uno dei partiti indipendentisti sardi. Dopo questa premessa storica, necessaria per inquadrare la questione che vorrei discutere e approfindire in questo forum, veniamo a parlare delle emissioni arborensi. Enrico Piras ne "Le monete della Sardegna" sostiene che le uniche emissioni attribubibili ai regnanti di Arborea siano il minuto e la patacchina. Scrive infatti: Le monetine di Guglielmo di Narbona sono le uniche vere monete che ricordino gli Arborea. Sull'ipotesi della coniazione di altre monete da parte dei signori arborensi si rimanda il lettore alle argomentazioni apparse in merio nella "Biblioteca Francescana Sarda" ("Considerazioni su una presunta monetazione arborense" - Oristano 1990), che dimostrano come, almeno fino ad oggi, non sia possibile affermare con dati scientifici e inoppugnabili che il giudicato d'Arborea abbia emesso monete proprie. Il fatto è che questa opera del 1990 probabilmente è stata scritta dal Piras per confutare quanto esposto da Castellaccio e Mariano Sollai nel libro "Monete e monetazione giudicale. La scoperta dei denari d'Arborea" edito nel 1986 riguardo al ritrovamento di quattro monete attribuite a Mariano IV e Ugone III di Bas Serra. Purtroppo le informazioni in mio possesso su questi due lavori sono scarse e ottenute per via indiretta. Non è però facile acquistare queste opere, sebbene viva in Sardegna. L'opera di Castelluccio e Sollai è reperibilie in diverse biblioteche, una delle quali è a soli 30 Km dalla mia residenza, ragion per cui potrò perlomeno consultarla. Diverso il discorso per il lavoro del Piras, reperibile in sole due biblioteche sarde, entrambe piuttosto distanti dal mio paese, ragion per cui non penso di riuscire a visionare l'opera a breve termine. Qualche utente è in grado di darmi maggiori informazioni sulla questione delle emissioni arborensi ? Grazie.
  2. CristianMallok

    Sardegna Devozionale giubileo

    Sono iscritto da pochissimo… qualche info su questa devozionale??? Grazie in anticipo!
  3. ARES III

    Sardegna Guerriero Sardo

    Un raro guerriero integro scoperto in complesso archeologico Eccezionali ritrovamenti dopo scavi nel nord Sardegna Un bronzo figurato integro, caso rarissimo di ritrovamento in scavo, rappresentante un guerriero vestito con un corto gonnellino, un elmo cornuto e lunghe trecce che da sotto giungono sino al collo. Sul petto un pugnale ad elsa gammata, attributo distintivo del raggiungimento dell'età adulta, con la mano sinistra regge uno stocco poggiato sulla spalla, al quale è legato uno scudo circolare con umbone e motivo a raggi, le gambe divaricate, poggiate su uno dei canali di fusione, utilizzato per l'infissione dell'offerta su una tavola votiva. È la straordinaria scoperta fatta nel complesso archeologico di Cuccuru Mudeju, nel territorio comunale di Nughedu San Nicolò, nel Sassarese, la vasta provincia della Sardegna nordoccidentale. Dall'ottobre del 2019 e fino a qualche giorno fa, il complesso è stato al centro di una campagna di scavo e restauro condotta dal Comune con la direzione scientifica della Soprintendenza archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro e co-finanziata dal Piano Scavi 2018. Nonostante l'attività agricola avesse sconvolto almeno in parte il sito e rasato le strutture murarie, si è indagato in un settore in cui è emerso un muro perimetrale che delimita una serie di ambienti, tra cui uno che presenta una panchina lavorata su due lati, altri con lacerti di lastricato. Sono state rinvenute basi litiche per offerte votive, nelle quali si possono osservare i fori per l'infissione di spade o il posizionamento di ex voto di bronzo e vaghi di collana in pasta vitrea. Cospicuo il gruppo di reperti in bronzo che sono stati consegnati al centro di restauro della Soprintendenza per le necessarie attività di recupero, analisi e documentazione fotografica. Si tratta di un frammento di spada votiva, uno spillone, un pugnale foliato con un ribattino, un codolo di pugnale frammentario, un anello in bronzo di incerta definizione, un frammento di bronzo figurato, che rappresenta la porzione di un arco con la relativa legatura. Gli esiti della campagna di restauro e scavo confermano l'importanza del santuario e dimostrano gli ottimi risultati raggiunti da Comune e Soprintendenza. I ritrovamenti, in particolare le tavole per offerte e i bronzi, restituiscono un'istantanea della religiosità nuragica nell'età del Bronzo Finale e l'inizio dell'età del Ferro. Nel corso delle indagini precedenti sono emerse diverse strutture, che all'inizio dei lavori non erano più ben visibili ma che sono ora tornate alla luce dopo un'accurata pulizia. https://www.ansa.it/amp/sardegna/notizie/2021/06/19/un-raro-guerriero-integro-scoperto-in-complesso-archeologico_9c7a48e7-3dd2-41c0-9fe7-0742f115a4c4.html
  4. Sperando di far cosa gradita continuo a postare, nella speranza di non sbagliare sezione. Proseguiamo col periodo spagnolo, Carlo II per quanto infermo di salute, era l’erede di un impero (anche se non finirà bene e morirà recidendo il nome degli Asburgo dal trono di Spagna) che comprendeva oltre a Milano, anche Cagliari. Qui troviamo quel gusto del pressapochismo sardo, probabilmente più attento alle cose pratiche che al bello - in fondo una moneta è merce di scambio e deve assolvere al suo compito, le impronte servono in estrema sintesi a definire che un’autorità certifica un valore, il bello e i fronzoli vengono dopo, giusto? Questa volta le foto non sono mie, spero non me ne voglia chi me l’ha venduta. Cagliari Carlo II d’Asburgo (1665-1700) Reale 1696 Ag - 2.10g MIR 88/7 N.
  5. Buonasera a tutti vorrei sapere se possibile il valore storico ed economico di questa medaglia grazie antipatamente a tutti
  6. Buongiorno a tutti! c'è qualcuno che gentilmente riesce ad aiutarmi nell'identificazione di queste monete? le ho trovate ad un mercatino in Sardegna e mi hanno detto essere rinascimentali. Chiedo aiuto a chi è più esperto di me! Grazie in anticipo
  7. miccias

    Sardegna Votiva

    Salve a tutti potreste aiutarmi a capire che anno e che santo raffigura?grazie
  8. Voglio proporre una discussione su questa ricercata moneta di difficile reperibilità, coniata a nome dell'imperatore Carlo V nella zecca di Cagliari. Tale moneta doveva uniformarsi come peso e come titolo agli scudi d'oro emessi negli altri stati italiani e in Francia, ovvero 22 carati e 68 pezzi al marco, quindi 3,3-3,5 g La moneta presenta al dritto la legenda: CAROLVS • IMP • V • R • SARDINIE Scudo d'Aragona coronato, contornato di perline Mentre al rovescio legenda: CIVITAS • CALARITANA Croce ornata e trifogliata, contornata di perline Pur non essendo affatto di facile reperibilità, il Sollai censisce ben 14 varianti di legenda, soffermandosi meno sulle caratteristiche dello scudo e della croce. Il Piras e il Mir riportano invece principalmente 2 varianti, una un po' più comune classificata R3 e una estremamente più rara R5, che si differenzia per i bracci della croce al rovescio scanalati anzichè piani. Certo è che esistono di questa moneta conii estremamente differenti, alcuni un po' più elaborati e alcuni dall'aspetto un po' più rozzo, cosa che la rende moneta estremamente insidiosa. Esistono infatti anche molti falsi, difficili da distinguere dalla moneta autentica. Proporrei l'analisi di un primo esemplare, sperando che la discussione possa ispirare anche altri utenti con il loro contributo. Ex asta Christies 13-14 dicembre 2000, lotto 37, peso 3,47 g giudicata MB/mMB, sgraffi al dritto. Nonostante la conservazione ebbe un importante realizzo già all'epoca in questa storica asta.
  9. Buongiorno, abito in Francia e su un mercatino ho recuperato una moneta da 5 centesimi regno di sardegna 1826 credo , la moneta non é veramente in buona eta' , il verso corrisponde alla moneta in questione mentre sul recto ha 2 G incrociate , é normale ? 🙄 potete aiutarmi a capire il perche' ? grazie mille per il vostro aiuto.
  10. Un piccolo e prezioso TESORO DI MONETE dal Golfo di Orosei Segnalato da un turista tedesco nel 2019, il tesoro di monete svelato pochi giorni fa da Carabinieri e Soprintendenza | Quarantasei esemplari per un naufragio ancora misterioso Le cristalline acque della Sardegna continuano a regalarci sorprese piacevoli, non solo se come turisti abbiamo la fortuna di poterle apprezzare, assieme all’isola che circondano, durante le vacanze estive. Quarantasei esemplari dal Golfo di Orosei E’ infatti notizia recente che un piccolo tesoro di monete, costituito da 32 esemplari in oro (27 spagnoli, 3 francesi e 2 piemontesi) e 14 in argento (tutti spagnoli), è stato recuperato dai sommozzatori dei Carabinieri di Cagliari, assieme agli esperti archeologi della Soprintendenza di Sassari e Nuoro, nel golfo di Orosei. Le prime undici monete erano state notate circa un anno fa, durante un’immersione, da un turista tedesco che le aveva segnalate alle autorità e la successiva campagna di rilevazioni e ricerca si è prolungata per tutta l’estate del 2019, sia sulle aree marine protette che nei già noti archeologici subacquei del Golfo di Orosei. Oltre alle monete sono stati recuperati anche frammenti ceramici di anfore, uno in ceramica decorata asmalti e uno di metallo, tutti di presunta epoca romana; inoltre, dai fondali sono riemersi un fodero di spada e alcune suppellettili, senza dimenticare un timone che si suppone possa essere appartenuto ad un veliero spagnolo. Proprio questo è risultato l’elemento chiave che ha portato gli archeologi ad ipotizzare che le monete siano finite in mare in seguito al naufragio di una nave che lo trasportava, la quale potrebbe aver urtato contro un gruppo di scogli. Non è stato possibile, invece, stabilire il punto esatto del naufragio. Oro e argento da un naufragio di inizio Settecento Mentre le monete in oro sono tornate alla luce in tutto il loro splendore, quelle d’argento hanno subito l’azione corrosiva del mare e, per i necessari restauri, sono state affidate alla Soprintendenza. “E’ uno dei ritrovamenti di reperti nel Mare Mediterraneo tra i più importanti di sempre”, ha dichiarato il soprintendente per Sassari e Nuoro ai beni archeologici, belle arti e paesaggio Bruno Billeci. L’ipotesi più plausibile è che le monete siano finite in fondo al Golfo di Orosei all’inizio del XVIII secolo: “Abbiamo condotto l’attività di controllo con i funzionari e tecnici responsabili di archeologia subacquea – ha dichiarato ancora Billeci – e le monete ritrovate sono variamente datate dal 1556 al 1712”. Secondo il funzionario, inoltre, “Sul mercato qualcuna di esse vale sino a 200 mila euro”. I reperti, ritenuti di eccezionale valore storico-archeologico, sono stati affidati in custodia ai ricercatori della Soprintendenza per stabilirne con esattezza l’epoca e studiarne la provenienza ed il contesto di rinvenimento. Il sito archeologico sottomarino, la cui ubicazione esatta non è ovviamente stata svelata, sarà sottoposto a vincolo dalla Soprintendenza di Sassari e Nuoro. Un turista (tedesco), esempio di senso civico “La legge stabilisce che allo scopritore fortuito vada un quarto del valore dei beni ritrovati”, hanno infine riferito gli investigatori, parlando del turista tedesco in vacanza in Sardegna che ha trovato i primi undici esemplari del tesoro di monete del Golfo di Orosei. E proprio sull’atteggiamento del turista si sono soffermati sia Billeci che il comandante del Reparto investigativo provinciale di Nuoro, maggiore Michele Cappa: “È uno di quei casi in cui sono risultati determinanti il senso civico di una persona e la collaborazione tra istituzioni, in questo caso i Carabinieri e la Soprintendenza”. “Con l’azione degli archeologi marini – ha infine ribadito il soprintendente – vogliamo ora individuare il punto esatto in cui l’imbarcazione ha urtato sullo scoglio e capire anche di che nave si trattava e quale rotta stava percorrendo”. https://www.cronacanumismatica.com/un-piccolo-e-prezioso-tesoro-di-monete-dal-golfo-di-orosei/
  11. Ciao a tutti, potere aiutarmi nell'identificazione di questa moneta? Proviene dalla Sardegna, possono essere dei vandali? Non so altri dati perche ho solo queste due foto. Grazie :)
  12. So che è chiedere molto, ma non è che qualcuno ha questo libro e saprebbe riassumermi brevemente le conclusioni del contributo di Fulvia Lo Schiavo? In particolare, cosa pensa la studiosa dell’uso di questi lingotti e cosa pensa significhino i marchi talvolta apposti sugli stessi? Grazie Lo Schiavo 2009: Lo Schiavo (F.). - Oxhide ingots in Nuragic Sardinia. In: Lo Schiavo (F.), Muhly (J.), Maddin (R.), Giumlia-Mair (A.) dir. - Oxhide ingots in the central Mediterranean. Roma: ICEVO-CNR (Biblioteca di Antichità Cipriote 8), 2009, pp. 225-407.
  13. CARATTERISTICHE PRINCIPALI Peso: Diametro: Metallo Presunto: bronzo Moneta ritrovata a seguito di arature sul sito della chiesa scomparsa di Santa Maria di Leni. L'edificio è stato interamente demolito nel passaggio tra Ottocento e Novecento, e constava di una chiesa con donnicalia e cimitero (di cui sopravvivono pochi resti). Nel sito sono stati recuperati oggetti bizantini (un peso da 5 once), e monetazione di epoca moderna (dal 1500 al 1700), mentre non mi è nota monetazione precedente. Dell'edificio si sa che ebbe un passaggio di proprietà ai Vittorini di Marsiglia nel 1089 e finì in un contenzioso sul suo possesso tra i capitoli di Cagliari e di Santa Maria di Pisa nei primi decenni del 1400. E' probabile che i Vittorini ricevessero nel XI secolo un edificio precedentemente bizantino, ma non vi sono fonti documentarie a riguardo, e il fatto viene ricostruito per analogia con donazioni identiche. Dopo il 1400, almeno per l'assenza di documenti scritti, l'edificio parrebbe essere caduto in disuso, anche se la monetazione successiva e la sopravvivenza di parte dell'edificio fino alle soglie del 1900 fanno propendere per una sua sopravvivenza ulteriore. Ringrazio chiunque possa aiutare a identificare la moneta: lo scopo è ricostiruire un tassello di storia locale.
  14. domenico.mura

    Patina azzurrina "Sarda"?

    Buona domenica a tutti! Nella discussione sottostante l'utente @babelone scriveva, a proposito del sesterzio di Gordiano mostrato, che la sua patina azzurrina "e' una patina che si trova su monete provenienti dalla sardegna". Qualcuno saprebbe darmi qualche delucidazione in merito? Nel caso, questo follis di Diocleziano presenta secondo voi la stessa peculiarità/provenienza? Grazie mille a tutti in anticipo!
  15. Ecco, dopo i tondelli da 10 reali di Filippo IV, di cui abbiamo già ampiamente discusso e mostrato in passato, è giunta l'ora di passare ai 10 reali di Filippo II, quindi dal nipote passiamo al nonno. Vorrei mostrarvi oggi un esemplare del III tipo, quindi non maltagliato, ossia con il tondello perfettamente regolare, tuttavia il conio resta molto impreciso e lacunoso che considero molto affascinate. Tale tondello (CNI, 8-11; Piras 48) presenta una fantastica patina, in certi punti anche iridescente. D/ + PHILIPPVS . REX . ARAGONVM . ET . SARDINIAE; Busto coronato a destra, ai lati C/X-A R/ + INIMICOS . EIVS . INDVAM . CONFVSIONE; Croce scanalata e ornata di 4 globetti Moneta proveniente da collezione personale. Buona visione e saluti!
  16. Buona serata a tutti, volevo condividere con voi il primo esemplare bizantino della mia collezione di monete della storia della Sardegna. Si tratta di un mezzo follis del primo regno di Giustiniano II (MIB III n.64 pag. 347, DOC II n.39/40 pag. 592, Piras 46 R3, Muresu pagg. 373-386), molto "sovrappeso" per il tipo, ha un peso e un modulo da folles piuttosto che da mezzo folles: 8.3 g per 26-30 mm di diametro (spessore 2-3 mm). E' ben visibile la parola/motto PAX al rovescio, caratteristica delle coniazioni cartaginesi prima e sarde poi (dopo la chiusura della zecca cartaginese e il suo trasferimento probabilmente a Carales, probabilmente verso il 674); potrebbe riferirsi alla pace ottenuta da Giustiniano II con gli Arabi in Africa. Tra le monete sardo-bizantine questa tipologia è attestata in esemplari relativamente numerosi sia ritrovati in Sardegna che presenti in collezioni (soprattutto straniere); ciononostante gli esemplari conosciuti, tra ritrovati e segnalati sono in tutto circa 30!
  17. In "L'economia della Sardegna Catalana" (da "I catalani in Sardegna"), John Day riporta che al tempo di Ferdinando il Cattolico (1479-1516), nel 1485, "350 maiali ... furono venduti a Sassari per 26 soldi e 6 denari per capo". Ora, 1 soldo sardo valeva 12 denari sardi, come in tutti i paesi europei dell'epoca (che seguivano il sistema monetario derivato dalla riforma carolingia) 1 soldo valeva 12 denari (di quel paese); "soldo" e "denaro" erano valori ideali, non necessariamente rappresentati da un nominale corrispettivo (soprattutto il soldo); ma quali monete furono probabilmente utilizzate per comprare i suddetti maiali a Sassari? Dobbiamo innanzitutto tenere conto che allora le monete sarde e catalane circolavano nell'isola ed erano parimenti accettate. A quel tempo, 4 soldi sardi formavano un "reale", moneta d'argento (derivata dall'alfonsino d'argento) equivalente a un "croat" catalano (il corrispettivo del "grosso"). Invece, 2 denari sardi erano rappresentati dalla moneta in mistura chiamata "cagliarese", fatta coniare per la prima volta nella storia dell'isola (nella zecca di Cagliari) proprio da Ferdinando II. Diversamente dal reale, 1 cagliarese ( = 2 denari sardi) era equivalente a 1 denaro catalano. Infatti c'era un rapporto 1:1 tra le buone monete argentee sarde e catalane, e un rapporto 2:1 tra le monete di mistura sarde e catalane. E' chiaro da questi nominali l'interesse dei regnanti aragonesi di facilitare le transazioni sull'isola con entrambe le monetazioni. Per quanto detto, occorrevano 6 reali e 15 cagliaresi per fare 26 soldi e 6 denari (26 soldi = 24 soldi + 2 soldi = 6 reali + 2 soldi = 6 reali + 24 denari = 6 reali + 12 cagliaresi, 6 denari = 3 cagliaresi). Dunque, per saldare la gran parte della somma richiesta sarebbero occorse 6 monete da 1 reale, che nelle emissioni di Ferdinando II erano di due tipi (riporto qui sotto le immagini delle monete dal libro "Le monete della Sardegna" di E. Piras): primo tipo secondo tipo Per acquistare un maiale, un vassallo dell'epoca avrebbe quindi usato: o quella che Piras definisce la moneta più bella di tutta la monetazione aragonese, il reale di secondo tipo dall'effige di stampo rinascimentale del sovrano; o il reale di primo tipo, che documenta uno dei crimini più terribili della dominazione aragonese, ossia la cacciata degli ebrei sardi (ivi stabiliti sin dall'epoca dell'imperatore Tiberio), a cui si riferisce il motto sul rovescio INIMICOS EIUS INDUAM CONFUSIONE ("Confonderò i suoi nemici"), che compare in questa moneta per la prima volta e verrà ripetuto per secoli nella monetazione sarda.
  18. Queste sono le uniche due tipologie di alfonsino minuto coniate a nome di Giacomo II d'Aragona nella zecca di Bonaria. Fino agli anni '80 attribuite alla zecca di Villa di Chiesa, furono poi riclassificate dallo studioso Crusafont nella zecca di Bonaria, colle attualmente inglobato nella città di Cagliari e suo quartiere residenziale. Le due tipologie sono entrambe in mistura e si distinguono per la legenda al dritto e al rovescio: Mir 5 : D/ IACOBVS ARAGON ; R/ ET SARDINIE REX MIR 6 : D/ IACOBVS DEI GRA ; R/ ARAGONUM REX La tipologia aragonum rex é estremamente più rara e secondo lo studioso Mariano Sollai é coniata in un periodo antecedente, precisamente tra il 1325 , anno in cui arrivò sull'isola lo zecchiere Michele Ros e il 1326, anno in cui Pisa cedette definitivamente i diritti sull'isola agli Aragonesi. Infatti prima di tale data era ancora incerta la sorte delle armi e solo successivamente all'annessione ufficiale Giacomo II assunse anche il titolo di re di Sardegna. Con l'alfonsino d'argento, dal valore di 18 alfonsini minuti e coniato nella zecca di Villa di Chiesa si chiudono le emissioni monetali del primo re aragonese della Sardegna.
  19. Salve, buongiorno, mi sono iscritto da poco su Lamoneta.it, ma è da parecchio tempo che colleziono soprattutto monete della zecca di Cagliari, in particolare del periodo della dominazione spagnola (negli ultimi tempi ho scelto di approfondire Filippo III e IV). Vorrei postare come prima moneta su questo forum un "bellissimo" esemplare di 10 reali di Filippo IV, I tipo, proveniente dalla mia collezione privata. In relazione a questa moneta, vorrei la vostra opinione sulla data, infatti potrebbe essere del 1645 (quindi inedita), oppure del 1643 con il 3 finale girato. Cordialità e grazie
  20. Ho acquistato da poco un libro di Enrico Piras sulla monetazione della Sardegna e poi successivamente sfogliando il Corpus nummorum Italicorum Volume II (Piemonte, Sardegna e Corsica) ho visto una moneta attribuita al Conte Nicolò Doria Signore di Castel Genovese (oggi CastelSardo), tale moneta definita un denaro coniato in tale zecca non è presente nel libro da me acquistato. Sapreste qualche notizia in merito, visto che non credo che il piras si sia dimenticato la descrizione di una moneta conia in Sardegna, ma che tale moneta sia inserita nel CNI mi fa pensare su chi possa evntualmente aver sbagliato se il Piras a non catalogarla o il RE ad averla inserita erroneamente come moneta di zecca Sarda? P.s. il CNI è consultabile liberamente sul "Portale numismatico dello Stato"
  21. Francesco Spano

    Sardegna Valutazione Lire

    Buongiorno a tutti, mio padre, essendo stato un appassionato di monete e banconote, frugando nei cassetti non faccio altro che imbattermi in banconote e monete, e ho trovato diverse banconote tra cui queste. Vorrei sapere da voi gentili esperti se hanno valore numismatico o valgono solo il ricordo della passione di mio padre. Grazie in anticipo per le cortesi risposte.
  22. Buonasera Avrei bisogno di identificare questa medaglia dedicata a F. De Civry del 1893, che ad un primo giro sulla rete sembra di difficile riscontro . Se fosse autentica , mi immagino valga qualcosina. Il fatto che non ne abbia trovata neanche una mi fa ben sperare. Sarà una riproduzione dei nostri tempi o no ? Non riesco a leggere il nome dell'artista. La medaglia è in ottime condizioni , pesa 167,2 gr ed il diametro e di cm.: 6,7 ca.
  23. Salve a tutti, accanto all'argento vorrei mostrarvi anche un po' di mistura spagnola proveniente dalla zecca di Cagliari. Quindi, ecco a voi un esemplare di soldo, ossia 6 cagliaresi, di Filippo IV (peso: 3,1 g; diametro: 2,1 cm). La moneta è ancora ricca di dettagli, in particolare sono ancora perfettamente visibili le quattro testine di moro ed il busto del sovrano. D/ REX PHILIPPVS; Busto coronato a sinistra R/ MONETA SARDINIAE REGNI; Croce trifogliata con quattro testine Il nominale da 6 cagliaresi di Filippo IV è preceduto anche dai nominali da un cagliarese, principalmente di due tipi (uno con il busto con testa nuda e uno con il busto coronato), da due cagliaresi con le tipica croce con quattro Q (4 denari) e da tre cagliaresi con la tipica croce con quattro 6 (6 denari). Attendo i vostri commenti... Saluti!
  24. Salve..ho questo alfonsino minuto di Giacomo II d'aragona zecca bonaria..mi piacerebbe avere secondo voi una valutazione..conservazione e possibile valore..inoltre cosa potrebbero essere quelle macchie marrone?grazie 16mm 0.63gr
  25. Volevo sapere che ne pensate voi di questa moneta: qualità e prezzo... https://www.ricardo.ch/kaufen/muenzen/europaeische-muenzen/italien/uralte-silbermuenze-aus-turin-1816/v/an967839626/?utm_source=221_de&utm_medium=email&utm_campaign=rtm_core&utm_content=body_img
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