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  1. Ciao, poco tempo fa avevo proposto nella discussione http://www.lamoneta.it/topic/134997-pensieri-in-libert%C3%A0/ un sesterzio di Lucio Vero, ovvero questo: C.36, RIC.1308, BMC.1023 v D/IMP CAES L AVREL VERVS AVG R/CONCORD AVGVSTOR TR P II/ COS II/ S/ C 32 g 22.8 mm In base alla foto di cui sopra venne posta la seguente “diagnosi”: Nella mia risposta promisi di postare qualche foto in dettaglio al fine di individuarne alcuni residui di tali operazioni. Attenzione, tengo a precisare, non per confutare o meno quanto riportato o con scopo polemico ma invece piuttosto a scopo didattico per tutti gli utenti interessati e magari per individuare qualche segno-guida.
  2. Buon pomeriggio a tutti, Quest'oggi vorrei porre ai vostri occhi esperti questo beelissimo sesterzio di Marco Aurelio (le immagini purtroppo non rendono come dal vivo). Esso tuttavia pesenta una particolarità che non ho riscontrato in nessun altro esemplare della tipologia, ovvero la posizione della testa: invece di essere posta a dx, nell'esemplare in questione figura a sx.... Possibile che all'epoca si poteva incorrere in tali situazioni? Viene quindi il dubbio sull'autenticità del pezzo: è originale secondo voi oppure trattasi di una riproduzione moderna o d'epoca? E poi, a cosa sono dovute quelle "screpolature" al D/ ? Sia il peso che il diametro corrispondono agli standard dell'epoca, così come il bordo, che reca sclusivamente una lieve ammaccatura ad ore 11. Attendo con trepidazione vostri pareri in merito a cosa ha scaturito questa particolarità, magari si riesce a risolvere il mistero... Cordialissimi saluti e mille grazie a chi interverrà. Alessandro
  3. roman de la rose

    Massimo Cesare

    Massimo Cesare Sesterzio (236/238 d.C.) diametro mm 30 - peso grammi 17.96 RIC 9 - C 14 D; maximus.caesar.germ. R; principi.iuventutis
  4. gpittini

    Dacia inconsolabile.

    DE GREGE EPICURI Vi mostro questo sesterzio, corroso ma ruspante e genuino, come piace a me. Pesa 27,6 g. e misura 32 mm. Ad D Traiano a dx, con una legenda molto lunga; probabilmente: IMP CAES NERVAE TRAIANO AUG GER DAC PM TRP COSV PP. L'interessante è al rovescio: la Dacia piangente, volta a sinistra verso un ricco trofeo, seduta sopra un mucchio di armi. La legenda è la solita: SPQR OPTIMO PRINCIPI. La moneta è datata fra il 103 ed il 111, visto il V consolato. Questa immagine sconfitta e sconsolata della Dacia prevale nei primi anni dopo le campagne daciche; più avanti invece la Dacia sarà "risollevata", onorata e apprezzata, con monete che recitano DACIA PROVINCIA AUGUST. E di fatto sarà, per tutto il regno di Traiano, il suo fiore all'occhiello. Sarebbe interessante analizzare meglio le singole armi del mucchio; non sono particolarmente esperto in campo militare romano, quindi...datemi una mano. Dovrebbe essere il RIC 560.
  5. Claudius

    Nerone DECVRSIO

    Ciao, già postato più volte negli anni, lo ripropongo per gli amanti di Nerone....bucati
  6. Claudius

    MAESA con il buco

    Ciao ecco un sesterzio molto spesso con un buco, quadrato, quindi credo buco antico
  7. Oggi è il turno di un "personaggio" non troppo comune... Sallustia Orbiana. Gnea Seia Erennia Sallustia Barbia Orbiana (in latino: Gnaea Seia Herennia Sallustia Barbia Orbiana; fl. 225-227; ... – ...) è stata un'imperatrice romana moglie dell'imperatore Alessandro Severo. Biografia Orbiana era di famiglia aristocratica; suo padre era Seio Sallustio, prefetto del pretorio. Nel 225 sposò l'imperatore Alessandro Severo, quando questi aveva sedici anni, ricevendo il titolo di augusta; Sallustio fece una rapida carriera, divenendo persino caesar. Secondo Erodiano, Orbiana entrò in contrasto con la potente suocera, Giulia Mamea, che desiderava il titolo di augusta solo per sé; Alessandro, al contrario, ne era innamorato. Mamea, che aveva regnato da dietro il trono del figlio da quando questi era stato eletto imperatore all'età di tredici anni, entrò in contrasto anche con Sallustio; nel 227 Sallustio fu accusato di aver tramato di rovesciare Alessandro con l'aiuto della guardia pretoriana, e fu messo a morte; contestualmente, Mamea ordinò che Orbiana venisse mandata in esilio in Libia, malgrado Alessandro tentasse di difendere la moglie prima di cedere alla madre. Iconografia Come augusta, Orbiana venne ritratta su diverse emissioni monetarie, le quali, causa il suo breve regno, sono piuttosto rare; principalmente si tratta di emissioni celebranti la concordia augustorum, la «concordia degli augusti», con talvolta la raffigurazione di Orbiana e Alessandro che si stringono la mano in un gesto di concordia. Una notevole statua di Sallustia si trova oggi ai Musei Vaticani, nel Cortile Belvedere. Sallustia è rappresentata nelle vesti di Venus Felix, accompagnata da Cupido, e la base porta la dedica di due liberti dell'imperatrice, Elpidio e Sallustia. Fonte Wikipedia. Ed ora la mia moneta. Sallustia Barbia Orbiana, Sesterzio Zecca: Roma, 225 d.C. D/ SALL BARBIA ORBIANA AVG; busto drappeggiato e con diadema. R/ CONCORDIA AVGVSTORVM; S C; la Concordia con patera e doppia cornucopia. Peso: 23,31 gr Diametro: 30 mm Riferimenti: RIC 655 Pareri? Ciao! TWF
  8. Solo sapere se autentico questo grazie
  9. Garbo92

    Ecco il mio Geta

    Buonasera a tutti, vi mostro l'ultimo arrivato un sesterzio di geta così ho completato tutta la famiglia dei severi è stata dura ma alla fine l'ho trovato al giusto prezzo almeno per me. È il ricevente 156a sen non ho sbagliato la classificazione pesa 19,8g. Moneta a mio avviso molto godibile specialmente il retro. A voi i commenti, se ho un attimo di tempo apro un altra discussione anche per il postumo col retro di Ercole.
  10. Di questa le dimensioni non ce l'ho voglio sapere per cortesia se autentica e piu' o meno quanto vale non mi pare molto consumata pero' dove la trovi una migliore
  11. Salve a tutti, mi chiamo Paolo e sono di Augusta Taurinorum Sono un'appasionato di storia e di ogni cosa che sia antica, monete incluse ovviamente. Seguo La Moneta e altri siti di numismatica da diverso tempo anche se saltuariamente e ultimamente mi è preso forte lo sghiribizzo di possedere almeno una moneta romana. Così mi sono regalato questa qui sotto. Non vi dico l'emozione quando l'ho ricevuta: poter tenere in mano un oggetto che ha quasi 2000 anni di storia (dovrebbero essere 1946 per l'esatezza), mi ha provocato una gioia incredibile. Pensare da quante mani è passata, quanti acquisti ha permesso di compiere, e che magari - chi lo sa - sia pure stata in mano ad uno dei miei imperatori preferiti... è pazzesco! Penso che questa sia un'emozione comune a molti che abbiano la fortuna anche solo di vedere oggetti così intrisi di storia e di significato. Poterne possedere uno, mostrarlo con orgoglio ai tuoi amici e a tuo figlio di 10 anni e vedere che anche a lui brillano gli occhi, conservarlo e coccolarlo... NON HA PREZZO!!! Chissà perché ho aspettato così tanto, mah! Ora veniamo a qualche curiosità "tecnica" per così dire, per incominciare chi me l'ha venduta dice che dovrebbe essere una RIC 239, però a me non mi torna molto. A parte che non ho ancora capito bene come funzionino i cataloghi - mi pare di capire che ad ogni numero ad esempio corrispondano più monete, giusto? - ma in ogni caso, ho cercato il RIC 239 e direi che proprio non ci siamo, la posizione della legenda "SC" è completamente diversa. E anche l'aspetto della figura di Marte mi pare sia diverso, per quanto lì la mia moneta sia molto consunta e di difficile lettura. Secondo me dovrebbe essere un RIC 175, o sbaglio? Mi date conferma o meno per favore? La classificazione del venditore per questa moneta era BB per il fronte e qMB per il retro (non credo siano questi i termini corretti ma comunque ci capiamo no? ) E' corretta secondo voi? Infine, mi dareste una valutazione economica? Quanto spendereste per una moneta così? E' pura curiosità la mia, sono felicissimo di questo acquisto, così felice che in realtà ne ho già comprata un'altra, questa volta un dupondio "Felicitas Publica" sempre di Vespasiano. Ma così, giusto per vedere se mi sono fatto fregare o no fin dal primo acquisto E anche per sapermi regolare per futuri acquisti, che temo proprio non mancheranno... Grazie in anticipo! Paolo
  12. volituripsetibiphoebus

    Conservazione Sesterzio Domiziano

    Buongiorno a tutti, ho in collezione da diversi anni questo sesterzio e mi sembra che siano da poco comparse alcune aree verde chiaro sul bordo (la patina è abbastanza irregolare, ma al dritto sarebbe un bel verde scuro). Leggendo diverse discussioni nel passato più o meno prossimo, ho notato come il problema di lesioni aggressive (sempre che questa lo sia) possa essere trattate con successo, se preso precocemente. Secondo gli esperti della conservazione, andrebbero in qualche modo trattate? Se affermativo, è possibile fare qualcosa autonomamente o sarebbe indispensabile affidarsi ad un tecnico del settore Inoltre, l'area sul dritto in corrispondenza della capigliatura e vicino alla corona di alloro potrebbe essere una lesione tratta in precedenza Grazie a tutti in anticipo se vorrete rispondere
  13. Salve Credo sia un sesterzio di Gordiano III. Cosa mi consigliate di fare con quella sgradevole patina verde scuro? Grazie
  14. Ho acquistato questa moneta per 45€. Ne ho trovata una molto simile venduta a 250€. Credo sia un sesterzio di Traiano Decio (249-251 d.c.); non ne son sicuro ma penso che la zecca sia di Viminacium. Con che grado di conservazione credete lo possa classificare ? Grazie
  15. Visto il bel sesterzio di Tito postato da @romanus mi sono deciso di farvi conoscere il mio "regalino di Natale". Spero arrivi presto, non come gli ultimi acquisti di inizi dicembre che sono ancora misteriosamente dispersi nel limbo tra le poste francesi, tedesche ed inglesi con quella italiana. Non rarissimo ma credo alquanto godibile. Sperando che il colore sia verosimile mi piace da impazzire la patina 8sarà originale?). Filippo I l'Arabo, 244-249 AD AE Sestertius Zecca di Roma 17,39 gr 31 mm Obv.: IMP M IVL PHILIPPVS AVG - Laureate, draped and cuirassed bust right. Rev: PAX AETERNA / S - C - Pax advancing left with branch and sceptre. RIC 185a. Some deposits, otherwise gVF. Domanda tecnica, i "depositi" si possono rimuovere in qualche modo? Esiste qualche laboratorio di portarlo a far toelette? :-) Grazie. TWF
  16. SAlve è buon Natale. Durante il pranzo natalizio mio zio mi ha regalato questa moneta. Non essendo esperto del periodo romano, non riesco a capire di cosa di tratta. Grazie per l' aiuto e buon natale
  17. legioprimigenia

    Marco Aurelio

    Buonasera cosa ne pensate di questo Marco Aurelio? Più tardi scrivo peso e diametro grazie
  18. Illyricum65

    E questo chi è?

    Ciao, ho ricevuto in dono da un munifico amico alcune monete interessanti. Unica sua richiesta: “te le cedo a patto che le studi!”. Non posso quindi fare altro che mantenere la parola data e cercare di cavarne fuori qualcosa… pena il ritiro delle stesse! ? Vi presento quindi questo primo esemplare. Diametro attorno ai 29 mm, peso di 18,2 g. Quindi su base ponderale un sesterzio. Legende a caratteri latini con caratteri non proprio canonici, indubbiamente autentica con depositi di sedimenti residui (fr. gialle) e zone di cuprite (fr. rosse). Il bordo non desta alcun dubbio sulla genuinitá dell'esemplare. D: _ _ _ ANTONI-NV(S) PIV(S), busto drappeggiato ritratto giovanile a capo scoperto rivolto a destra. R: ARTIV-I-CTORIAV, figura elmata avanzante verso destra, reggente una lancia nella mano destra e un trofeo nell’altra. Lo possiamo tranquillamente attribuire al tipo MARTI VICTORI con raffigurato Marte con la particolarità che nella legenda che è andata smarrita la “M” iniziale e probabilmente la “G” finale di una parte terminale “AVG” che di solito non compare per questo tipo. Oppure la “M” poco evidente è stata abrasa al pari della “G” finale. La stessa “S” del Senato Consulto è molto lieve e pare di intravvederne solo la parte superiore. Veniamo al dunque. Sesterzi o bronzi con MARTI VICTORI non ce ne sono. Ricerca vana. Chi ci porta alla mente il ritratto giovanile? Risposta abbastanza semplice. I due fratelli figli di Settimio e Giulia Domna: Caracalla e Geta. · La legenda al dritto però non coincide in nessun modo con quelle di Geta che comunque emette MARTI VICTORI come denario. · Caracalla: la legenda al dritto combina ma non per intero. _ _ _ ANTONI-NV(S) PIV(S) potrebbe ricollegarsi a MAVRANTONI-NVS PIVS AVG ma abbiamo una AVG terminale assente. Ragionamento simile per la legenda MAVRANTONI-NVS CAES: avanza un CAES e manca un PIVS . · Ripensando alla parte ANTONINVS potremmo provare ad incrociare le legende di Elagabalo seppure il ritratto sembri molto giovanile. In particolare _ _ _ ANTONI-NV(S) PIV(S) potremmo incrociarla con IMP ANTONINVS PIVS AVG. A me gli spazi prima di ANTONINVS richiamano ben IMP come tracce; mi pare di individuare la base di tre lettere ma d'altra parte potrei sbagliarmi. Inoltre mancherebbe la parte finale AVG. Quindi potremmo tentare un altro approccio: usare da guida la legenda al rovescio MARTI VICTORI. Che compare in vari imperatori ma in particolare da Settimio Severo e da Geta come giá visto e, se ci limitiamo al principio del III secolo, Alessandro Severo (RIC 162). Fate attenzione ad un dato che rimarco di nuovo: si tratta comunque sempre di denari e mai di sesterzi. E che Caracalla non emette alcun nominale con legenda MARTI VICTORI. Io un'idea me la sono fatta… quali sono le vostre? Non vi anticipo le mie ipotesi per non influenzare le vostre... Chi è rappresentato al diritto? Siamo di fronte a che tipo di moneta? Ciao Illyricum ? PS: ringrazio ancora una volta l'amico ... benefattore!
  19. Ciao, un annetto fa avevo postato un sesterzio neroniano DECVRSIO di provenienza inglese descritto nella seguente discussione: http://www.lamoneta.it/topic/138564-nuovo-arrivo-dalla-britannia/?hl=decursio#entry1584590 Allora avevo “favoleggiato” sulla vicenda del militare romano che la aveva smarrita e quanto emerso su base stilistica, ovvero una probabile provenienza dall’area balcanica (mesiaco-tracica), mi fece supporre nel mio inconfessato delirio fantastico (che non espressi per iscritto) testimoniasse il trasferimento della sua Legio/vexillatio da quest’area a quella britannica. Fatti naturalmente verosimili su base storica ma assolutamente non comprovabili con certezza. Ma talvolta è bello lasciare sfogo alla fantasia… pensare al trasferimento del suo possessore fatto di marce forzate, di attraversamenti di fiumi e del Canale della Manica o del Mare del Nord (se proveniente dal Reno). Magari, nel suo viaggiare, lasciare lungo suo passaggio, come un novello Pollicino, tracce materiali costituite dalle monete spese nei passaggi nelle varie città e villaggi incontrati lungo il percorso… oppure immaginarlo a immettere monete nel borsello come resto di transazioni economiche e da lui stesso veicolate alla sua destinazione finale. Oppure anche no… magari una moneta faceva parte del suo stipendium ed erogata anche, semplicemente, dallo stesso Stato. Questo fantasioso prologo mi è utile per presentare il nuovo esemplare che custodisco nel mio “deposito monetale” personale … un nuovo DECVRSIO. Stesso venditore UK, un anno dopo. Peso 26.3 g, diametro 35 mm. Esemplare a mio avviso assolutamente autentico e di fattura ufficiale. Presenta superfici color bruno scuro soggette a qualche traccia di lieve corrosione e solo in alcuni settori (legenda del diritto) sembra presentare un residuo di patina (e dovendo trovare un difetto all’esemplare questo è quello che reputo maggiore). Sui rilievi è visibile l’oricalco e questi presentano usura da circolazione, maggiore al diritto. Mi pare di identificare il “rectius” (globo) al prolungamento del collo del ritratto per cui la zecca emittente dovrebbe essere Lugdunum. Io lo catalogherei come il RIC I 396 Lyon contraddistinto da legenda NERO. CLAVD. CAESAR. AVG. GER. P. M TR P IMP P P. , “rectius” di dimensioni ridotte e al rovescio SC nei campi. Vi prego di aiutarmi e confermarmi l’attribuzione (fermo sestando che il globo è piccolo ma presente e quindi riconducibile a Lugdunum) che gli ho assegnato. Ciao Illyricum ;)
  20. Ciao, recentemente ho acquistato una “scommessa” che mi ha portato ad approfondire il tema storico ad essa collegato e che ho riportato nella discussione http://www.lamoneta.it/topic/148783-domiziano-e-la-germania/ Per farla breve, ho trovato da un venditore estero un sesterzio di Domiziano che a differenza di quanto riportato sul RIC (Comune) non mi pare passi così frequentemente sul mercato. Si tratta di quello con Domiziano a cavallo che infilza con la lancia il germano a terra. Riportato dal venditore come da “rifinire come pulitura” apparentemente con margini di miglioramento e con una patina verde sottostante, ho deciso di acquistarlo. Dato non trascurabile il prezzo: l’ho acquisito per una quindicina di euro. E per questo prezzo ho deciso di accettare la scommessa, essendo tra l’altro in possesso di un microscopio binoculare che agevola di molto l’eventuale pulizia di qualche esemplare. Certo non pensavo di ricavarne un sesterzio Fdc, VF o che… l’esemplare appariva circolato e consunto sui rilievi ma a 15€ ti porti a casa di solito un tondello liscio o quasi. E al peggio era l’occasione per affinare l’occhio, la tecnica e fare esperienza. 35 mm per 22 g. Nell’insieme un bel modulo. Mi davano pensieri alcune zone: Vi domanderete com’è andata…
  21. Illyricum65

    Marco Aurelio Divo

    Ciao, passato in questi giorni sulla "baia francese". Piacevole a mio avviso (come dettagli del diritto, un po' meno a rovescio, senza una evidente patina, impreziosito da due concrezioni malachitiche e un po' di cuprite diffusa. Vi posto solo il diritto e i dettagli delle concrezioni dello stesso (il significato lo capirete perchè in seguito). Dati fisici: sesterce marc aurele la consecration cohen 94 avers : DIVVS M ANTONINVS PIVS . revers : CONSECRATIO// SC . poids:22.42 grammes diametre:30mm Nell'insieme nessun dubbio sulla genuinità. Ma allarghiamo la visione: La cosa che mi ha incuriosito è la legenda terminale al diritto e in particolare di DIVVS MAN-TONINVS P[iV]S il monterozzo che si "magna" la IV terminale. Che sta ad indicare? Che il conio di incudine era danneggiato magari in seguito ad un colpo fortuito e appiattito a livello di P-IV-S ? Se il monterozzo è positivo, allora sul conio era negativo... aveva preso una martellata fortuita che ha appiattito i rilievi? Giusto per scambiarci su qualche opinione... Illyricum ;)
  22. Ciao, festeggiando in questi giorni la ricorrenza del compleanno non potevo esimermi dal farmi un piccolo regalo. Dopo varie ricerche ho deciso di acquistare questo esemplare di Alessandro Severo ancora non consegnatomi Severus Alexander. 222-235 AD. AE Sestertius (14.87 gm, 29mm). Rome mint. 11th emission, 230 AD. Obv.: IMPSEVALE-XANDER AVG, laureate bust right, slight drapery. Rev.: IVSTITIA AVGVSTI, Justitia seated left, holding patera and scepter. RIC IV 563; BMCRE 612; Banti 28. VF. Rated scarce. Non mi pare troppo pasticciato, ha un buon ritratto con tracce di consunzione sui rilievi; il rovescio è più sofferente ma nell’insieme leggibile. Un buon diametro per il periodo con un dato ponderale abbastanza basso (restando in tema sul discorso “peso calante dei sesterzi”). Sono curioso di verificarlo in mano, specie a livello di patina. In più aveva un buon compromesso tra qualità e costo (il che non guasta mai). In attesa di vederlo dal vivo, non lo posto a puro scopo di esibirlo bensì per cercare qualche spunto storico. Mi riferisco in particolare alla Iustitia. Personificazione non tanto frequente e di solito in riferimento a quella degli Augusti. Ma “Giustizia” in che senso? Se ne era parlato di sfuggita in questa discussione. http://www.lamoneta.it/topic/88662-rappresentazione-della-iustitia-su-monete/?hl=iustitia
  23. Ho pensato di condividere con voi il mio ultimo acquisto, diciamo che ho deciso di meritarmi un bel regalo......... :angel: E' una moneta carica di storia, una soddisfazione averla in collezione e tenerla in mano. Come conservazione siamo sul qbb, non avrei saputo fare di meglio quindi ho utilizzato le immagini inserite nel sito online del venditore, sono sicuro che me lo perdonerà......... Vespasiano, Sesterzio, zecca di Lione, 72, RIC 1181 D: IMP CAES VESPASIAN AVG P M TR P P P COS IIII R: IUDAEA CAPTA S C Un bel modulo, 21,97 gr. e 35 mm.
  24. Ciao, Ci eravamo lasciati qualche giorno fa nella discussione precedente http://www.lamoneta.it/topic/144346-regalino-di-natale-inatteso/ incentrata sul sesterzio di Commodo. Oggi la moneta è giunta a Tergeste… La mia curiosità era legata alla “consueta” curiosità (ritengo pienamente condivisa da tutti gli utenti del Forum nell’attesa dell’arrivo dell’ultimo acquisto) di vederla dal vero e dal fatto che avevo un recondito timore: che non fosse stata sbagliata l’attribuzione bensì l’immagine postata. Nel qual caso magari mi sarebbe giunto un sesterzio di Antonino Pio in condizioni da determinare ma certamente non ottimali (gli altri presentati dal venditore hanno prezzi in linea con il mercato). Nel qual caso, mi ero ripromesso, me lo sarei tenuto da monito futuro: avevo giocato un po’ d’azzardo e quando si rischia si deve mettere in preventivo sia il risultato positivo che quello avverso. E’ andata bene (per me), la moneta è quella che era stata presentata. Il Commodo VICTBRIT che avevo riconosciuto invece di quella indicata nell’errata attribuzione ad Antonino Pio. Direi “di barra”. 29 mm all’asse maggiore per 19,3 g di peso. Un bel modulo per il periodo, tutto sommato. Una bella sensazione reggerla in mano e sognare per qualche istante di essere Massimo Decimo Meridio… Vi presento ora alcune foto scattate da me (con luce led non schermata) e le pongo a confronto con quelle pubblicate e già proposte nella discussione precedente. Le mie sono scattare con luce più incidente (per accentuare le concrezioni presenti) e intensa ma mi paiono molto didattiche per i neofiti al fine di dimostrare quanto sia importante la resa fotografica. Stessa moneta, diversa luminosità, diversa luce, ritocco pressochè assente. Non ho giocato né di esposizione né tantomeno di accentuazione dei colori (in realtà a moneta in mano è di un bel verde oliva con alcune zone lievemente più chiare (a ore 3 del dritto ad esempio) e concrezioni - che sembrano terrigene - di colore bruno. La patina ha un aspetto autentico. I graffi presenti su entrambe i versi sono abbastanza recenti ma non hanno aspetto metallico luccicante bensì bruno scuro: si tratta quindi di segni non prodotti in antico ma nemmeno recentissimi.
  25. Ciao, dopo le Beachy Head coins… un regalino di Natale. Sempre tematicamente a misura “Britannia”. E siccome a furia di follis e antoniniani ero in astinenza da oricalco… Come noto, attorno al 180 d.C. (e nei primi anni di regno di Commodo) in Britannia vi furono delle sommosse che costrinsero l’Imperatore ad inviare truppe. Purtroppo le fonti storiche hanno trascurato di riportarle e non se ne se sa in fondo granchè. "... Commodo assunse anche il titolo di Britannico per alcuni successi militari ottenuti in Britannia dalle legioni. Infatti le guerre, seppure di lieve entità, non mancarono sotto il suo principato: i Romani dovettero sostenere lotte contro i Frisi in Germania, contro i Mauri, in Africa, contro gli Ebrei e i Saraceni in Asia e contro bande numerose di ribelli capitanati da un disertore di nome Materno, il quale, sebbene sconfitto da Pescennio Sigro, passò dalla Gallia in Italia e marciò verso Roma, ma prima di arrivarci venne catturato ed ucciso. Degna di nota più che le altre fu la guerra in Britannia, dove i barbari riuscirono a passare il vallum e, sorprese le truppe, ne fecero strage uccidendo anche il comandante. A vendicare l'onta fu mandato Ulpio Marcello, che non smentì la sua fama di prode generale e, sconfitti i nemici, li ricacciò oltre la linea di difesa." Tratto da un testo moderno "Una volta ucciso il suo successore in Britannia a seguito di una massiccia invasione delle tribù del nord, che, secondo Dione Cassio avevano oltrepassato il Vallo di Adriano (forse il predecessore di Ulpio Marcello era Cerellio Prisco - Governatore tra il 178 e il 181 (!) in Britannia n.d.r.), venne inviato nuovamente in questa provincia. Poco altro si conosce su questi eventi. Non si sa con precisione neppure quanto tempo i romani abbiano impiegato per ricacciare oltre il Vallo gli invasori. È possibile ipotizzare che Marcello abbia ottenuto importanti successi militari al 184/185, tanto che Commodo poté fregiarsi del titolo vittorioso di Britannicus." Tratto da Wikypedia Dopo il ripristino dell’ordine Commodo assunto il titolo di Britannicus fece emettere dei sesterzi commemorativi. Si tratta di quelli riportanti la legenda VICT(ORIAE)BRIT(ANNICAE) a rovescio sotto la Vittoria che incide lo scudo. Ne avevo già acquisito uno da venditore inglese. Abbastanza consunto ma nell’insieme leggibile e non “pasticciato” che non ho rimosso le concrezioni superficiali che presentava. Con un occhio al prezzo: si tratta di una moneta che ha un buon mercato specie in ambito anglosassone e il suo prezzo medio è abbastanza alto. Testa di Commodo verso destra M COMMODVS ANTON AVG PIVS BRIT , rovescio la Vittoria seduta su una roccia con scudo ai suoi piedi tiene uno scudo P M TR P X IMP VII COS IIII P P S-C, VICT BRIT Peso 16 g Diametro 26 mm RIC. 451 (VICBRIT) o 452 (VICTBRIT). E’ riportato come “scarce”. E oggi girovagando su una piattaforma numismatica internazionale ho trovato questo sesterzio attribuito erroneamente ad Antonino Pio ed offerto a 25€ … Insomma… per quel prezzo l’ho preso per fare compagnia al suo fratello di provenienza inglese… e sembra avere un discreta patina verde oliva. Inoltre sembra avere (parliamo di un’impressione su foto) dei dettagli migliori di quello già in collezione. Se poi quelle concrezioni al dritto e al rovescio risultassero rimovibili (sotto guida del microscopio binoculare)… me lo tengo volentieri anche con qualche graffio qua e là. Unico problema... sulla fattura avrò scritto Antonio Pio sesterzio e invece è Commodo! :angry: E mal che vada ... c'ho rimesso due/tre pizze quattro stagioni! :D Ciao Illyricum ;)

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