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  1. chiedo scusa se la sezione non fosse quella adatta (non so se vada qui, nell'altra sezione regno oppure editioriale... o addirittura una diversa) Ieri mi sono regalato il libro della dott.ssa Travaini: Storia di una passione: Vittorio Emanuele III e le monete - Personaggi e Profili ho iniziato subito a sfogliare il libro nella sua ultima parte, dedicata alle lettere. Da qui ho dedotto subito cose che non mi sarei mai aspettato: Il Re, perquanto fosse possidente, era oculato negli acquisti e molto obiettivo anche sul lato economico ("le monete sono belle, ma care"). Era altresì attento ai pezzi che comprava (anche per le varianti), sulla bontà o meno delle stesse. Precocissimo, già appassionato dall'età infantile, ha proseguito poi fino all'età senile, collezionando per ben 65 anni ed arrivando a possedere la bellezza di oltre 100.000 monete :o era un libro di cui avevo sentito parlare, e la prima impressione è stata la migliore: aspettative pienamente soddisfatte!!! approfitto per chiedere qualche lume sull'edizione successiva: il libro è un continuo oppure un'edizione indipendente dalla prima?
  2. Sfogliando... MARIO LANFRANCO. Solerte funzionario; Direttore della R.Z. dal 1910 al 1929. Nella Direzione della R. Zecca. - L’ing. Mario Lanfranco ha lasciato per motivi di salute, nello scorso mese, la Direzione della R.Zecca. Il nome di Lanfranco rimane legato alla rinnovazione della nostra officina monetaria nazionale, ed al movimentato periodo di emissioni che hanno caratterizzato il regno attuale, anche a causa della grande guerra. Nominato nel 1910 direttore della R.Zecca, si recò all’estero per studiare gli ordinamenti e gli impianti tecnici delle migliori zecche,organizzando rapidamente le installazioni nel nuovo palazzo di via Principe Umberto, tanto che nei primi mesi del 1911, ricorrendo il cinquantenario nazionale, si potevano all’augusta presenza del Re iniziare le lavorazioni monetarie. E’ da rilevare che, impiantandosi la Zecca del Regno, il Lanfranco ebbe cura di introdurvi tutti i migliori meccanismi ed i più rigorosi ed economici metodi di lavoro in modo che fu possibile affrontare il grande problema della rinnovazione dei tipi monetari. Come è noto, i primi tipi rinnovati nel 1911 sono stati quelli dell’argento (modello I° e 2°, del Calandra) del bronzo (modello del Canonica) del nichel da 20 centesimi (modello del Bistolfi); i tipi invece dell’oro (modelli del Boninsegna) uscirono soltanto nel 1912. Nel 1917 essendosi dovuto sospendere prima le monetazioni d’argento perché il valore intrinseco di esso aveva raggiunto e superato il suo valore monetario, ed in seguito anche le altre monetazioni per la rarefazione dei metalli bronzo e nichel, occorrenti per usi bellici, la Zecca fece studi per una grande monetazione nel metallo ferro-nichel (lega di ferro col 25 per cento di nichel) che però non diede felice risultato. Questa monetazione era stata ordinata dal Ministro Nitti, mentre il Direttore della Zecca propendeva per una monetazione in nichel puro, della quale esponeva i vantaggi con una lunga relazione che non fu approvata. Nei primi mesi del 1918 la minuta circolazione erasi ridotta in tristissime condizioni perché il bronzo monetario veniva in larga scala incettato per essere esportato o preso come già era successo nel 1917 con l’argento per la parte che non erasi fatto in tempo a ritirare dalla circolazione. In tali frangenti urgevano provvedimenti efficaci ed immediati ed il Lanfranco propose alla Direzione Generale del Tesoro di rimettere in circolazione con nuove impronte le vecchie monete di nichel misto (cupro nichel) coniate nel 1894 col tipo Speranza, e poi ritirate dalla circolazione per essere sostituite colle monete di nichel puro, tipo Bistolfi. Siccome però una parte di queste monete già era stata alienata, così per rimettere in circolazione quella ancora accantonata dovevansi prima cambiare le impronte. A tutta prima sembrava che fosse necessario rifondere le vecchie monete ed utilizzare le paste per fabbricare i nuovi tondelli da coniare. Ma invece si ristamparono le vecchie monete direttamente, senza preventiva rifusione, assogettandole ad un trattamento tecnico molto semplice ed economico. Con questa geniale innovazione non solo l’Erario potè risparmiare parecchi milioni di lire come costo di fabbricazione dei tondelli, ma si potè immettere subito nella stremata circolazione della piccola moneta un rinsanguamento di monete d’appunto che valse a superare felicemente la grave crisi che colpì nel 1918 tutti gli stati belligeranti. Terminata la guerra, la Zecca era chiamata a provvedere al rinnovamento e alla sostituzione delle monete di bronzo con alzamento di valore cioè con variazione di peso, e di composizione chimica; ed alla sostituzione dei buoni di carta da 1 e 2 lire con valuta metallica. Qualche stato estero aveva adottato per la sostituzione dei suoi buoni di carta una lega di rame e alluminio di color giallo: da noi si prescelse il nichel puro utilizzando le forti scorte residuate dalla guerra. Però la lavorazione del nichel puro non era stata ancora trattata industrialmente su vasta scala in Italia e le difficoltà che si dovettero affrontare furono gravi, ma tenacemente e felicemente superate, ed ora la nostra grande industria metallurgica può contare al suo attivo anche la lavorazione in lastre e tondelli di nichel puro. Di questo torneremo a parlare prossimamente. Con le nuove monete di 1 e 2 lire, e col nuovo tipo da 50 centesimi di nichel puro, e con la sostituzione dei nominali di bronzo il poderoso macchinario della Zecca lavorò in pieno, raggiungendo una produzione veramente enorme. Infine, decisa dal Governo Nazionale la stabilizzazione della lira, dovendosi sostituire i vecchi biglietti da 5 e 10 lire con monete d’argento veniva affidata alla Società Metallurgica Italiana la fabbricazione dei tondelli d’argento; la vigilanza tecnica di questa grandiosa lavorazione (quasi mille tonnellate) fu affidata al Lanfranco che organizzò le officine della Zecca in modo da poter coniare più di un miliardo di lire in meno di due anni, lavoro questo veramente ingente che in altri tempi avrebbe assorbito l’opera della Zecca per un periodo di almeno dieci anni. Non vogliamo mancare, infine, di rilevare come il lavoro compiuto dal Lanfranco sia stato giustamente valutato dalle superiori gerarchie, ed apprezzato all’estero, dove si seguirono con interessamento le coniazioni delle nostre monete di nichel puro che presentano, come è noto, non comuni difficoltà per la durezza del metallo e per i forti rilievi delle impronte. Tutte le nuove monete coniate dal 1911 ad oggi sono state precedute da prove ed esperimenti di coniazione che per i numismatici presentano molto interesse perché servono a segnare il cammino percorso nella creazione della moneta. L’ing. Lanfranco ha raccolto i dati e gli elementi più interessanti sulla creazione di queste prove in un suo importante lavoro, illustrando anche le prove e i progetti di monete coniate dai suoi predecessori a partire dalla proclamazione del Regno. Siamo lieti di annunziare che la Rassegna Numismatica avrà il privilegio di pubblicare nei suoi fascicoli, a cominciare fra qualche mese, tale importante lavoro che per la sua documentazione di primo ordine resterà assolutamente definitivo. Il lavoro sarà pubblicato a puntate, nel 1929 e per alcuni mesi del 1930. Nel rivolgere al benemerito funzionario, al valentissimo tecnico il nostro saluto cordiale, esprimiamo il desiderio che, dopo un periodo di riposo necessario alla sua salute, egli possa, anche in un altro ramo della amministrazione, essere chiamato dal Governo fascista a rendere a lungo i suoi servigi al Paese. (tratto da Rassegna Numismatica 1929 pp. 145-146-147 visibile on-line grazie a Rongom) Saluti, N.
  3. ....altro regalino preso a verona....da una brava persona.... :D :) renato
  4. Apro qui questa discussione perchè in qualche modo Vittorio Emanuele III rientra comunque nella domanda che sto per fare. Avete visto il lotto 945 della prossima asta Negrini? No? Beh andato a vederlo... :wub: Così recita la didascalia che accompagna il lotto: ALBANIA 945. AHMED ZOGU, PRESIDENTE (1925 1928) SERIE 1926 E 1927 PROVA SOLO TRE SERIE DI QUESTA TIPOLOGIA EMESSA NELLA ZECCA DI ROMA FURONO REALIZZATE. VENNERO DENOMINATE SERIE DI PRESENTAZIONE DIPLOMATICA, IN QUANTO UNA VENNE OFFERTA AL PRESIDENTE HAMET ZOGU, UNA A VITTORIO EMANUELE III E LULTIMA AD ANDREW W. MELLON, RE DELLACCIAIO E DELLALLUMINIO, INDUSTRIALE E BANCHIERE CHE FU SEGRETARIO DEL TESORO DAL 1921 AL 1932, DURANTE LE PRESIDENZE HARDING, COOLIDGE E HOOVER. LA SERIE DI ZOGU SPARÌ QUANDO VENNE ESILIATO NEL 1939; LA SECONDA, QUELLA DEL RE VITTORIO EMANUELE III PASSÒ AL RE DEGITTO FAROUK E FU SPEZZATA E DISPERSA QUANDO LA COLLEZIONE VENNE VENDUTA PER ORDINE DEL GENERALE MUHAMMAD NAGUIB A CAPO DEL REGIME RIVOLUZIONARIO, IN ASTA NEL 1954. SI TRATTA QUINDI DELLUNICA ORA DISPONIBILE NEGLI ASTUCCI APPOSITAMENTE REALIZZATI CON LA SIGLA B. N. A. (BANCA NAZIONALE ALBANIA). IL PRIMO È COSTITUITO DA DIECI VALORI IN AU (2) IN AG (3) NI (3) E CU (2) CENTO FRANCHI 1926 PROVA PAG. PROVE 783 VENTI FRANCHI 1926 FASCETTO PAG. PROVE (NOTA A PAG. 150) CINQUE FRANCHI 1926 PROVA PAG. PROVE 803 DUE FRANCHI 1926 PROVA PAG. PROVE 805 FRANCO 1927 PROVA PAG. PROVE 811 LEK 1926 PROVA PAG. PROVE 819 ½ LEK 1926 PROVA PAG. PROVE 821 ¼ LEKU 1926 PROVA PAG. PROVE 823 DIECI QINDAR 1926 PROVA PAG. PROVE 825 CINQUE QINDAR 1926 PROVA PAG. PROVE 826 IL SECONDO DA DUE VALORI IN AU VENTI FRANCHI 1927 PROVA PAG. PROVE 798 DIECI FRANCHI 1927 PROVA PAG. PROVE 802 LE DODICI MONETE SONO DI CONSERVAZIONE ECCEZIONALE. VA SEGNALATO CHE IL VENTI FRANCHI 1926 CON IL FASCETTO È CON I FONDI SPECULARI. SI TRATTA, SENZA OMBRA DI DUBBIO, DI UN INSIEME UNICO, UN VERO E PROPRIO DOCUMENTO DI IMPORTANZA STORICO- NUMISMATICA. Ora la mia domanda è: quando e perchè la serie di RE VITTORIO EMANUELE III passò al RE DEGITTO FAROUK? Qualcuno di voi mi può dare qualche informazione a riguardo? PS Che dite chi se l'aggiudicherà avrà in mano quella destinata a Zogu o quella del Re dell'acciaio? ^_^ Saluti Simone
  5. Abbiamo appurato che ai tempi di VEIII esistevano le confezioni particolari per le monete. Dalle semplici bustine alle eleganti confezioni con tanto di emblema della Zecca. Abbiamo avuto la possibilità di ammirare la scatola delle lire 5 1914 prova di stampa. Unico caso? Certo che no. Se abbiamo certezza per il periodo successivo, ci sono meno notizie per il periodo che va dal 1901 al 1914. E prima ancora? Chi ne sa di più?
  6. durante il regno di vittorio emanuele II per quanto tempo circolarono ancora le monete degli stati preunitari? e durante il regno di vittorio emanuele III, le monete dei precedenti regnanti erano ancora spendibili? grazie a chiunque voglia partecipare a questa conversazione :) matteo
  7. Buongiorno a tutti, vorrei sottoporre agli esperti di monetazione contemporanea i seguenti quesiti ai quali, da perfetto ignorante in materia, non mi so dare risposta: - le monete a nome di VITTORIO EMANUELE RE ELETTO della zecca di Firenze con millesimo 1860, da quale autorità furono emesse? Il decreto di emissione è del 29 settembre 1859 ed è firmato dal Governo Provvisorio di Toscana. Tuttavia il 15 marzo 1860 l'oramai ex Granducato di Toscana entrò ufficialmente a far parte del Regno di Sardegna come Regie Provincie di Toscana. Quindi da questo momento l'autorità emittente non dovrebbe più essere il Governo Provvisorio, ma il re di Sardegna. O c'è qualcosa che mi sfugge? - e lo stesso discorso dovrebbe valere per le monete da 5, 2 e 1 centesimo le quali, pur recando il millesimo 1859 furono coniate l'anno successivo (Carboneri 1915, pp. 900-901, tabella D). Ma quando? e da chi?, perché anche in questo caso se furono coniate entro il 15 marzo 1860 furono emesse dal Governo Provvisorio, ma dopo questa data no. - e infine: che simbolo è quello che si trova al rovescio degli esemplari da 50 centesimi di Firenze, nel giro in basso, tra la scritta FIRENZE e 1860. Il "Pagani 1962" non ne accenna nemmeno; secondo il catalogo "Montenegro 2003" (l'unico di questo tipo che posseggo) lo definisce "giglio", ma a me sembrerebbe più un'ancora. Qualcuno mi può aiutare? Grazie anticipate, Teofrasto
  8. Scusate, volevo sapere se vi è una lista del quantitativo delle monete ritirate per il Regno di Vittorio Emanuele III. Cioè nei cataloghi vi sono sempre indicate le tirature emesse per ogni singola moneta e per ogni anno, ma non il quantitativo ritirato. Bene, c'è qualche modo di saperlo, dei dati ufficiali, banca d'italia ecc. e così mi interesserebbe saperlo pure per le monete della Repubblica Italiana, grazie, Vincenzo.
  9. Mi riferisco al 2 lire 1908 e alle 20 lire del 1912. Di queste monete non si trova traccia nei decreti di emissione, ma sembra che siano degli esperimenti della Zecca. Voi che cosa ne pensate?.
  10. Salve a tutti!! Ad inizio aprile sarò a kos per studio (università)...oggi ho scoperto dal mio professore che questa isola insieme alle altre del Dodecaneso è stata colonia italiana fino al 1943...essendomi appassionato da poco alle monete del regno sarei curioso di sapere se circolavano delle monete italiane in quel periodo (1912-43)...
  11. Altro termine che ogni tanto appare per presentare qualche pezzo in asta. Durante il regno di VEIII non sono state emesse monete che rispondano a tale requisito e lui stesso non ha mai utilizzato questo termine per descrivere una Sua moneta. Anche per la prima moneta, le lire 5 del 1901, non usa mai questo termine.
  12. Ogni tanto appaiono in asta esemplari strani, in platino, con impronte appartenenti a due monete diverse ecc. Ad esempio gli esemplari che facevano parte della Collezione Farouk (aratrice e fascio in argento). E' bene sfatare la leggenda che si tratti di pezzi realizzati con tutti i crismi di legalità. Sono esemplari taroccati, probabilmente realizzati in zecca grazie alla compiacenza di qualcuno, ma certamente non facenti parte della numismatica. Non a caso lo stesso VEIII non li aveva in collezione.
  13. Ecco cosa scrive G.Sacchetti * sulle Leghe di Oro nel suo manuale di Tecnologia e Terminologia Monetaria * l' autore ha lavorato nella Regia Zecca in qualita' di cassiere e ragioniere
  14. Apro questa discussione per farvi notare che in questo Regio Decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno il 27 marzo del 1901, nr.73, erano state previste monete che non sono poi state battute: IN ORO Lire 100 del 1901 (c'è il disegno); Lire 50 del 1901; Lire 20 del 1901 Lire 10 del 1901 Lire 5 del 1901 Sappiamo poi che i pezzi da lire 100 e lire 20 vennero battuti con millesimi diversi, mentre il pezzo da lire 50 rimase allo stato di progetto. Pezzi da lire 10 e lire 5 al momento non sono noti.
  15. Leggendo un articolo messo a disposizione dal nostro amico, ho ritrovato l'argomento delle monete del duce. Si parla dunque di pezzi da lire 100 (zecchini) in oro e argento e pezzi da lire 50 in argento. Nella legenda riportano REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA. Dei falsi, ad uso e consumo dei nostalgici. Chi vuole dire la sua?
  16. E' una cosa che mi domando da tanto tempo e a cui non ho ancora trovato risposta. A differenza delle altre varianti di conio, per le quali si trova una motivazione più o meno plausibile, queste, almeno per me, sono un mistero... Problema meccanico, sostituzione del conio, modifica voluta...?
  17. Altro esemplare che non mi ha mai convinto è quello da centesimi 10 millesimato 1866 per Strasburgo che Montenegro al nr.117 di pagina 172 definisce una prova (o un progetto), in bronzo. Diametro mm.30. Peso non noto. Passò in Asta Varesi nr.5 dell'Aprile 1986, lotto nr.690. Come veniva descritto? ma soprattutto, cosa possiamo dedurne, atteso che non vi è documentazione ufficiale che possa confermare l'ufficialità di questo pezzo?
  18. Discussione abbastanza leggera questa.... Dopo la guerra e la messa in fuori corso delle monete di VEIII, sono apparse le Am lire, poi quelle in italma..... Poi da cassetti, soffitte, cantine, ecco spuntare le vecchie care monete metalliche di VEIII. Ma quante ce ne sono oggi in giro?
  19. Apro questa discussione, visto che devo starmene tappato in casa , in un momento che sto un po meglio e riesco a leggere qualcosa... Su Panorama Numismatico nr.71, pagina 94, leggo che l'Asta Nr.2 di Nomisma del 30 e 31 ottobre 1993 trattò di una contesissima raccolte di prove e progetti di monete di VEIII, inserita in una rassegna di altre eccezionali monete dello stesso VEIII. Qualcuno la ricorda? Può essere paragonata all'Asta Negrini o alla Varesi (Rocca e D'Incerti)?
  20. Nell'Olimpo dei falsi un posto d'onore lo merita anche questa moneta, che ha visto i falsi spaziare da pezzi insidiosi apparsi sul mercato a quelli di fantasia con l'effige di Mussolini.....
  21. Ad esempio le lire 50 in oro millesimate 1864...belle quanto irraggiungibili....
  22. Buon giorno a tutti. In altra discussione di questa piacevolissima sezione del forum, fortemente voluta dal nostro curatore elledi, mi riservavo di postare un intervento con il quale intendevo smentire la tesi dell'amico FDC, secondo cui il cataloghi riportano sempre le tirature ufficiali delle monete emesse. Prima di affrontare questo arduo argomento, intendo presentare ai lettori le “credenziali” sulle quali ho costruito il mio ragionamento, in modo da consentire a tutti di formarsi un proprio convincimento sulla questione esaminata ed, eventualmente, di proporre valutazioni antitetiche alle mie. Volevo poi anche precisare, a scanso di equivoci e come peraltro già ho scritto in altra discussione, che non intendo affatto dimostrare che i cataloghi riportino sempre dati inattendibili ma solo che, in alcuni casi, non vanno presi alla lettera. Le fonti: Per argomentare la mia tesi mi sono avvalso dei “processi verbali” redatti in occasione della Conferenza monetaria della U.M.L. svoltasi a parigi nel 1876; più precisamente, ho utilizzato il processo verbale relativo alla 1° seduta che ebbe luogo a Parigi il 20.1.1876 (giovedì). A rappresentare l'Italia erano presenti il Direttore della Zcca di Milano, Commendator Baralis e il primo segretario della Legazione italiana a Parigi, Ressman. I nostri delegati depositano due documenti (distinti come annesso "F” ed annesso “G”) relativi a: che costituiranno parte integrante del verbale della seduta e saranno ad esso allegati. Esaminiamo il primo dei due "annessi", che è sottoscritto da Direttore generale del Tesoro dell'epoca P. Scotti (il secondo annesso lo posterò alla fine dell'intervento per Vostra conoscenza, ma è ininfluente ai fini di quanto qui ci interessa): Dalla lettura dell'annesso "F" rileviamo che nel periodo 1866-1874 le coniazioni auree del Regno d'Italia da 100 e da 50 Lire ammontano a complessive £. 81.750. Il dato non è conferente con quanto riportato dai Cataloghi attuali. Prendendo, a mò di esempio, il Catalogo Gigante 2010 (ma potremmo anche prenderne un altro a caso), notiamo come le coniazioni auree di monete da lire 100 e da Lire 50 nel periodo riportato dall'annesso F riguardino esclusivamente la battitura, nel 1872 di nr. 661 pezzi da Lire 100, per un totale complessivo di £. 66.100.- In base all'annesso “F”, nel periodo in esame (1866-1874), vi sarebbe stata la battitura ufficiale di monete da Lire 100 o da Lire 50 (la tabella, purtroppo, non distingue fra i due nominali) per ulteriori L. 15.650 e dunque, in termini percentuali, un'emissione aurea ufficiale, non riportata dal Catalogo, di oltre il 23%! Del tutto divergente risulta essere il dato delle emissioni auree della moneta da lire 20 con millesimo 1875, che l'annesso “F” riporta per un ammontare complessivo di L. 2.244.440 (pari a 112.222 pezzi) mentre il GIGANTE indica in nr. 51.018 pezzi, per un importo complessivo di L. 1.020.360. In questo caso, la differenza fra i due dati è molto consistente, in quanto risulta essere di 61.204 pezzi da L. 20, pari a L. 1.224.080. Concludo questo intervento fornendo un ulteriore elemento documentale a riscontro dei dati sopra forniti e che si colloca in un momento storico di molto successivo a quello in cui fu redatto l'annesso "F". E' la solita tabella tratta dal Libro di Federico Marconcini del 1929 (pensate, introvabile in Italia, l'ho scovato in una libreria nei pressi di Dublino....!) che conferma l'emissione dei marenghi con millesimo 1875 riportata nell'annesso "F" (pur arrotondando il dato a Lire 2 milioni e duecentomila). La circostanza che questa tabella sia stata pubblicata nel 1929 dovrebbe consentirci di affermare, con ragionevole certezza, che eventuali demonetazioni di monete auree, relative al periodo temporale riportato dall'annesso F, alla data di pubblicazione del libro del Marconcini sarebbero state già registrate e dunque mi sentirei di escludere che le minori tirature riportate dai cataloghi siano il risultato di postume demonetazioni (che, a questo punto, dovrebbero essere comunque successive al 1929!). Però, se disponete di documenti che dimostrino questa eventualità, siamo qui per vederli. Vi devo, in chiusura, anche l'allegato G. sulla demonetazione di monete d'oro e d'argento degli antichi Stati italiani dal 1862 al 1875. Anche questa è una tabella molto interessante (e sopratutto...ufficiale). Attendo, naturalmente, anche la replica di FDC.............. B) Saluti. Michele
  23. Appena arrivato il catalogo d'asta Kuenker non ho potuto fare a meno di notare questa moneta dall'indiscutibile bellezza e rarita'. E' il lotto 3950 con base d'asta di 15000 eurozzi :wub: Mi sembra di ricordare dalla lettura del libro di Elledi che questa prova fu anche riconiata negli anni 70 :unsure: e non distinguibile dall'originale Che ve ne pare ? Ciao Andrea
  24. Buongiorno, allego alcune foto e particolari del Collare dell'Annunziata, sperando di fare cosa gradita ai collezionisti di monete del Regno. Questa foto l'ho trovata dentro un vecchio catalogo di aste, che però nulla aveva a che fare con l'oggetto della foto, credo che comunque , il Collare e le medaglie dell'Ordine della Besa arrivino da una passata asta. Sarebbe interessante avere notizie più approfondite, sopratutto sull'aggiudicazione. Forse sarebbe utile mettere le foto anche sul catalogo lamoneta ???? Scusate per le foto, ma sono foto di foto !!!! mr_palanca
  25. Ovviamente non può mancare questa discussione. DObbiamo cominciare naturalmente a sgombrare il campo dagli equivoci. Nel corso della discussione troveremo infatti: MONETE DI PRESENTAZIONE (o definite tali) PROVE IN PIOMBO PEZZI UNICI PROVE DI ZECCA PROVE....DI FANTASIA INVENZIONI belle e buone.... Potremmo partire dagli esemplari di presentazione.....se ne conoscono CON CERTEZZA, attribuibili al Regno d'Italia?
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