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  1. Buondì ragazzi, Spero di postare nella sezione giusta... Vorrei capire se questa banconota da 1000 lire di G. Verdi ha un valore (considerate che è mai circolata). Grazie per chi potrà aiutarmi
  2. Già che siamo in tema di Sicilia, vi posto un acquisto di novembre. In sala da Bolaffi c’è stata un po’ di bagarre, ho dovuto superare la base non di poco per potermela aggiudicare. Vittorio Amedeo II grano 1719 ex coll. Denina, asta Bolaffi 29 nov. 2018 MIR 902 Vi lascio alle foto di Bolaffi e ai commenti, sono curioso di sapere la vostra in merito a questa controversa coniazione. N.
  3. Scavi a Selinunte: scoperto un monumentale edificio di culto di fronte al tempio R La campagna dell'Università di New York e della Statale di Milano: trovata un'immensa piattaforma di pietra Un santuario di fronte al Tempio R sull’agorà di Selinunte. Gli archeologi avevano ragione: a ridosso del monumentale edificio templare della città greca c’era un luogo di culto – forse dedicato a divinità femminili – dove gli antichi abitanti dedicavano preghiere e offerte sin dal momento della costruzione del tempio. La scoperta più importante della campagna di scavi italo-americana in corso è una immensa piattaforma di pietra addossata alla facciata principale del tempio R: un altare, secondo gli studiosi. In campo, ancora una volta, docenti e studenti della New York University e della Università Statale di Milano che hanno indagato l’area davanti al tempio datato oggi, con certezza, al 570 avanti Cristo. Qui, poco lontano, è stata trovata anche la testimonianza della sacralità del sito: si tratta di due punte di lancia e un corno di capra che, secondo gli archeologi, erano deposizioni votive databili all’epoca della costruzione del tempio R. Davanti agli occhi degli esperti, in mezzo al terrapieno attorno al tempio, è venuto alla luce un braccio in marmo di grandezza naturale, appartenente a una statua di circa 1 metro e 80 che può essere associato a un frammento di avambraccio trovato quattro anni fa e realizzato nello stesso materiale e con le stesse proporzioni. I due frammenti sono riferibili a una statua di kouros: il tipo statuario maschile principale della scultura greca arcaica. La statua, che con ogni probabilità aveva funzione votiva nell’ambito del grande santuario urbano potrebbe essere stata danneggiata in occasione della presa cartaginese di Selinunte nel 409. La scultura, verosimilmente, è stata smembrata e riutilizzata come materiale di riempimento e riciclo in età ellenistica. I ritrovamenti concludono la grande campagna di indagini archeologiche e di scavi condotta nell'area archeologica dall’Institute of Fine Arts della New York University e dall’Università Statale di Milano con il coordinamento scientifico della direzione del Parco che sta puntando sul recupero dell'attività di studio e ricerca, rafforzando molto i rapporti con le Università italiane ed estere. Un progetto che mira a fare di Selinunte un modello di ricerca “aperto”. https://palermo.repubblica.it/cronaca/2021/07/26/news/scavi_a_selinunte_scoperto_un_monumentale_edificio_di_culto_di_fronte_al_tempio_r-311796816/amp/
  4. Buon pomeriggio. Allego immagine della banconota da 500 euro usata di cui sono in possesso e chiedo ancora una volta il vostro aiuto per capire se ha un valore più alto del nominale. Che libro posso acquistare per caprne un pò di più sulle banconote euro in generale (ad esempio codice corto/lungo, ecc). Grazie sempre.
  5. Buona sera e buon pomeriggio. Premetto che non sono una collezionista di banconote e quindi non capiscoproprio nulla Di questo cgiedo scusa. Ho trovato questa banconota di 50 (sciupata) di cui allego immagine con un errore (stampa di una linea a rettangolo aperto. Vorreila vostra valutazione. Grazie
  6. Ciao. Ho il dinero siciliano di King John. Tipo MEC14: 883-887B. Ma la leggenda sul retro termina con la lettera D, non la lettera I. Cioè, "Rex Sicilie D". In MEC e in Google, non ho trovato un'opzione del genere. Solo a Monete del medio evo e moderne (Museo nazionale di Napoli) nel 1872 trovò una menzione (moneta numero 4227). Per favore dimmi cosa significa l'ultima lettera della leggenda in questo caso e quanto sia rara questa versione della leggenda.
  7. Ciao. Dimmi, questo è Dinero Giacomo I o Federico III?
  8. gentili amici vorrei sapere come mai la coniazione di monete dal grosso modulo come i 30 tarì del 1785 1791 1793, coniate appunto sotto il regno di Ferdinando III, non hanno avuto corrispettivi anche sulla parte continentale del regno. erano monete emesse per qualche motivo particolare? inoltre da cosa era dovuta la marcata differenza stilistica tra i volti del sovrano presenti su queste monete, inclusi i 12 tarì, che sembrano quasi caricaturiali rispetto ai busti finemente cesellati di quelle coniate a Napoli, tranne l'oncia del 1791, che è sicuramente tra le più belle monete in assoluto create sul territorio italiano. come mai c'era questa enorme differenza tra la maestria delle due zecche, Napoli e Palermo? chi sa se il re Ferdinando era contento di vedersi raffigurato in quel modo.
  9. Time Left: 5 months and 20 days

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  10. Minosse sepolto nel Monte Guastanella? La tesi rivoluzionaria Secondo la teoria avanzata dall'archeologa Rosamaria Rita Lombardo, Minosse, il Re di Creta, sarebbe sepolto nel Monte Guastanella in Sicilia Il Re Minosse che secondo la mitologia greca fece costruire il labirinto sull’isola di Creta per rinchiudervi il Minotauro, sarebbe sepolto in Sicilia, nel suggestivo Monte Guastanella in provincia di Agrigento. La tesi rivoluzionaria è stata avanzata dall’archeologa Rosamaria Rita Lombardo: secondo la sua ipotesi, il Monte Guastanella, situato a circa venti chilometri di distanza dalla Valle dei Templi di Agrigento, sarebbe il sito dell’antica città di Camico e sede della tomba-tempio di Minosse. Il Re di Creta sarebbe stato regolarmente sepolto con grande fasto, secondo le usanze del tempo. Le ricerche dell’archeologa Rosamaria Rita Lombardo sono avvalorate da studi scientifici e archeologi su tutte le fonti esistenti, comprese quelle di Erodoto e Aristotele che citano Camico. L’enigma del Re Minosse sepolto nel Monte Guastanella Durante il lungo lavoro di ricerca, l’archeologa nata a Palermo, ha incrociato anche gli studi del grande archeologo Paolo Orsi. La studiosa ha scoperto che Orsi si era messo sulle tracce di un sito protostorico, considerando le varie stratificazioni rinvenibili sul Monte Guastanella. Per Rosamaria Rita Lombardo, le diverse stratificazioni del monte testimoniano che quello è un insediamento molto più antico di quanto si pensasse e ritiene si tratti di un santuario-sepolcro come quelli che costruivano a Creta. Secondo il racconto ripreso da Diodoro Siculo nella “Bibliotheca historica“, le vicende del Re Minosse, dopo il mito del Minotauro e le gesta di Dedalo, Teseo, Arianna e Icaro, si sarebbero concluse proprio in Sicilia, dove si era recato come ospite del re sicano Cocalo. Adesso solo gli scavi nel Monte Guastanella potranno avvalorare o smentire la tesi di Rosamaria Rita Lombardo. Qualora la teoria fosse confermata, sarebbe una scoperta eccezionale, in grado di riscrivere la storia: sarebbe la testimonianza del fatto che i primi contatti tra il mondo egeo e quello dell’Italia meridionale siano avvenuti molto prima rispetto a quanto si pensasse. Alla scoperta del Monte Guastanella Il Monte Guastanella si trova tra Raffadali e Santa Elisabetta, in provincia di Agrigento. Situato a 609 metri sul livello del mare, ha una prominenza di circa 250 metri: è formato da scisto gessoso bianco e vetroso, una roccia ruvida e dura ma abbastanza semplice da scavare. In cima al rilievo si trova un sito archeologico che comprende una necropoli e un castello arabo dove venne imprigionato Ursone, il vescovo di Agrigento. https://initalia.virgilio.it/minosse-sepolto-monte-guastanella-46212
  11. marley69

    Sicilia Votiva

    Chiedo lumi per questa votiva grazie
  12. Medaglietta votiva bronzo
  13. Buonasera, ho ritrovato questa banconota da 10.000 e vorrei un vostro aiuto riguardo al suo valore. Vi ringrazio in anticipo e attendo una vostra gentile risposta. Alessia
  14. Albatroaz123

    Sicilia Riconoscimento medaglia

    Buona sera, volevo Conoscere l’identificazione di questa medaglia, conoscendone se valutabile il suo valore.
  15. mr_palanca

    Sicilia Gettone VITTORIO ZABBAN -Palermo

    Buonasera, posto la foto di un gettone della ditta VITTORIO ZABBAN & C. - PALERMO. Diam. 21 mm - peso 0,9 gr. , molto leggero perchè è formato da 2 lamine, l'interno è vuoto. Altro lato effige di Umberto I° con data 1879 , 2° anno del suo breve periodo di regnante. Buona lettura e ringrazio di eventuali commenti.
  16. CARATTERISTICHE PRINCIPALI Peso: 3,92 g (circa) Diametro: 3 cm Metallo Presunto: Rame (?)
  17. Ciao a tutti, volevo sapere un pò di info su queste lire che ho ereditato da mio nonno. Secondo voi hanno oltre al valore affettivo anche un qualche valore economico? O le incornicio per ricordare i vecchi tempi dove con 5 mila lire da ragazzo ti sentivi ricco...:) Grazie in anticipo per una Vostra cortese opinione
  18. Possiedo queste 2 banconote "particolari". Una presenza una colorazione diversa ed un altra con una serie numerica "rara". Potete darmi qualche delucidazione grazie.
  19. Salve premetto che non sono un grande esperto di questa monetazione Gradirei opinioni e considerazioni Sono di una freschezza che non Ho mai visto in passato Dal forum Grazie
  20. Buon pomeriggio... sapreste aiutarmi con l’identificazione di questa medaglia? A che periodo storico appartiene secondo voi? grazie buona giornata giorgio
  21. Scoperta a Caltavuturo strada II secolo d.C. Primo rinvenimento in Sicilia di un'arteria romana A Caltavuturo, in un tratto della via Catina-Thermae, una delle strade più importanti della Sicilia, è stata scoperta una strada romana del II-III secolo dopo Cristo. Il ritrovamento è avvenuto nel corso dei saggi archeologici preventivi richiesti alla Snam Rete Gas dalla Soprintendenza di Palermo durante la fase di progettazione dei lavori di rifacimento del metanodotto Gagliano-Termini Imerese. "L'eccezionalità del rinvenimento - dicono Lina Bellanca, soprintendente dei Beni culturali di Palermo e Rosa Maria Cucco, l'archeologa che ha diretto gli scavi - consiste principalmente nel fatto che siamo di fronte all'unico tratto di strada romana costruita sull'Isola, fino ad oggi attestato. Altro dato straordinario è la coincidenza della strada appena scoperta con la Statale 120 "dell'Etna e delle Madonie"; il tratto stradale romano, di cui si conserva solo la massicciata (statumen) sottostante il basolato, certamente divelto dai secolari lavori agricoli corre, infatti, parallelo alla SS 120 e a una quota di poco inferiore confermando, almeno tra il Km 36 e il Km 37, una corrispondenza tra le due strade prima d'ora solo ipotizzata dagli studiosi di topografia antica". "Siamo ancora una volta davanti a un rinvenimento importantissimo - dice l'assessore regionale dei Beni culturali Alberto Samonà - che ci dimostra quanto enorme sia ancora il potenziale inesplorato". A Nord-Ovest dal luogo del rinvenimento archeologico si trova, peraltro, il sito della fattoria romana di Pagliuzza, insediamento che era servito dalla Catina-Thermae e dove, alcuni anni fa, sono stati rinvenuti oltre 500 denari d'argento di età repubblicana, che oggi sono esposti all'interno del Museo Civico di Caltavuturo. (ANSA). https://www.ansa.it/amp/sicilia/notizie/2020/09/15/archeologia-scoperta-a-caltavuturo-strada-ii-secolo-d.c._5a7a79d0-5557-4e83-a01e-a17d88f5e7af.html Archeologia. Torna alla luce l’antica strada romana che collegava Termini Imerese a Catania Nuovi scavi archeologici hanno riportato alla luce una parte della principale e unica strada romana che collegava Termini Imerese e Catania, come attestano fonti itinerarie quali l’Itinerarium Antonini e la Tabula Peutingeriana. Il tratto di strada romana Catina-Thermae è stato scoperto nei pressi di Caltavuturo. Il sensazionale rinvenimento, a cura della Soprintendenza dei Beni Culturali di Palermo, è stato casuale ed è avvenuto a seguito della ristrutturazione del metanodotto Gagliano-Termini. La massicciata rinvenuta segue il percorso della strada statale 120 intorno al chilometro 36 nei pressi di un’antica stazione di sosta risalente al II secolo d.C., in prossimità del sito della Fattoria romana di Pagliuzza, luogo di ritrovamento di denari in argento, custoditi oggi al museo di Caltavuturo, a dimostrazione degli antichi collegamenti e attività economiche esistenti nella nostra Isola. La rete viaria si estendeva dall'interno alla costa con diversi collegamenti voluti dai Romani interessati all'economia mediterranea con il trasporto della produzione cerealicola verso i porti e da motivi militari, conferendo alla nostra Terra una funzione strategica. https://www.esperonews.it/2020091612539/categoria-g-z/termini-imerese/archeologia-torna-alla-luce-lantica-strada-romana-che-collegava-termini-imerese-a-catania.html
  22. Salve a tutti avrei bisogno di un parere su questa moneta antica (piccola e sottile) di diametro 14 mm sapete identificarla per me? grazie mille!
  23. Reperto recuperato da carabiniere sub Durante un’immersione subacquea nelle acque antistanti la contrada Bove Marino nel territorio del Comune di Noto (Siracusa), un carabiniere, in servizio al nucleo operativo e radiomobile della compagnia netina, ha individuato, a nove metri di profondità, un’ancora in pietra risalente al periodo greco/romano. Il militare, con le dovute cautele, ha riportato in superficie il reperto archeologico consegnandolo ai colleghi della stazione dei Carabinieri di Pachino (Siracusa) che lo custodiranno fino alla consegna ai militari della sezione tutela patrimonio culturale di Siracusa. Dopo aver effettuato gli accertamenti sul reperto, i militari trasferiranno il reperto alla Soprintendenza del Mare della Regione siciliana. https://qds.it/archeologia-reperto-recuperato-da-carabiniere-sub/amp/
  24. Archeologia: capitello ionico trovato in pozzo a Gela Durante i lavori di scavo per la posa di cavi elettrici Un capitello ionico, in pietra arenaria, di grandi dimensioni è stato trovato all'interno di un pozzo circolare nell'area urbana di Gela, in via Sabello durante i lavori di scavo per la posa di cavi elettrici condotto sotto la sorveglianza archeologica della Soprintendenza dei Beni Culturali di Caltanissetta. "Ancora una volta gli scavi in ambito urbano a Gela restituiscono frammenti di storia di uno dei più importanti insediamenti greci del Mediterraneo", dice l'assessore dei Beni Culturali e dell'identità Siciliana, Alberto Samonà. Il capitello è un esemplare in stile ionico delle dimensioni di 60 cm di lunghezza per 51 di profondità e 34 di altezza, decorato sul versante frontale dalla caratteristica coppia di volute contrapposte, legate tra loro da un cordoncino ricurvo a rilievo. Due cordoncini alla base del capitello segnano il raccordo con la sottostante colonna verosimilmente caratterizzata da scanalature verticali che è attualmente in fase di estrazione alla presenza di un archeologo che il codice degli appalti impone quando si effettuano opere di interesse pubblico. Da un primo tentativo di inquadramento cronologico e culturale, sembra possibile ipotizzare che si tratti di un unico manufatto di cui le lastre costituivano verosimilmente parte della trabeazione , mentre il capitello avrà costituito una decorazione anteriore dell'edificio con collocazione storica tra la fine del VI e il V secolo a .C. Per il decoro e l'accuratezza degli elementi architettonici impiegati potrebbe trattarsi di un edificio pubblico. La Soprintendente Daniela Vullo evidenzia che "il ritrovamento è eccezionale sia per l'integrità dei manufatti lapidei che per la presenza dell'ordine ionico nel capitello vista la rarità degli esemplari documentati in ambito gelese e cioè gli unici due rinvenuti negli anni '50 all'interno di una cisterna nell'area dell'Acropoli oggi custoditi presso il locale Museo Archeologico regionale". (ANSA). https://www.google.com/amp/s/www.ansa.it/amp/sicilia/notizie/2020/07/08/archeologia-capitello-ionico-trovato-in-pozzo-a-gela_8425480f-b3f7-4ebd-81dc-0addc1662dd9.html ea6a1fe5d9a542ce7cd623b8cb36831d (1).webp 2a7cb8c5fc3d51ab0d83ac1d3a9d1d27.0 7401bbf50e52e0bcf9644b0151ad6fc5.0
  25. Ciao a tutti, ho appena trovato a casa il volumetto del 1939 "Maniere «corrette» e metodi corrotti, di Bernardo Ashmole svelati da Giulio Emanuele Rizzo. Qualcuno sa se ha valore o se è riconducibile all'opera di Rizzo "Monete Greche della Sicilia"? Grazie
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