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  1. Buongiorno a tutti, ero convinto che il simbolo di questo fiorino fosse il "sole" (1318 - II semestre; Catellino Aldobrando, MIR 7/15, BERN. II id. 1223/1226, CNI XII n.135) ma così non è in quanto mi sono accorto che il simbolo del Sole è differente... Sapreste dirmi cortesemente di che simbolo si tratta e a quando datarlo? Grazie! Luca @teofrasto @monbalda
  2. mi sono spesso chiesto come si possa identificare questo tipo di monete?
  3. Passata in Bertolami Fine Art – Asta 79 – 02/05/2020 – Lotto 534 con errata attribuzione si tratta della rarissima versione della Lira con il Duca che indossa la “gorgiera spagnola” invece delle diverse varianti di colletti, più o meno ampi. Da notare che nella stessa asta, lotto. 533, veniva erroneamente presentata come “gorgiera spagnola”, una normale lira senza data, con colletto molto ampio: Alcuni collezionisti hanno capito l’errore in quanto il lotto 534 pur partendo da 25€ ha raccolto una ventina di offerte, mentre l’altro è rimasto invenduto. La “gorgiera spagnola”, che si vede chiaramente sulla moneta, è un ampio colletto a forma di corolla fittamente pieghettato ed increspato, di moda in Europa tra il XVI e il XVII sec e molto diffuso in Spagna e nei Paesi Bassi, si veda il dipinto seicentesco sotto: Anche nelle monete di Ferdinando II è frequente trovare il Duca con questo accessorio, come nella bella piastra sotto: La lira di Ferdinando II con “gorgiera spagnola”, è considerata di estrema rarità, R5, dai cataloghi, logicamente è sempre difficile disquisire sulla rarità di questo tipo di monete, resta il fatto che, ritengo sia l’unica apparsa in asta non voglio dire da sempre, ma almeno da tempo immemore e questo, aldilà della scarsa conservazione ne fa un pezzo assai importante. Peraltro e con altra errata attribuzione era già comparsa in asta Bertolami del 2018, ma all’epoca era passata inosservata, anche a cifra inferiore a quanto raggiunto stavolta.
  4. Buongiorno a tutti gli utenti del forum, Chiedo innanzitutto venia per il disturbo, ma ho trovato questa banconota durante le pulizie, che in questo periodo, ahimè, abbondano Non sono assolutamente un esperto in questo campo quindi mi rivolgo a voi. Può valere qualcosa questa banconota? Allego le foto della banconota in questione : Ringrazio anticipatamente tutti coloro che visualizzeranno il post. Buon proseguimento a tutti
  5. Salve, prima volta su questo gruppo di discussione pertinente la numismatica. Cerco informazioni riguardo i guadagni, costi della vita e prezzi nel 1200 e 1300, in Italia e nel Centro ed Est Europa, per necessità di ricerca storica. Inoltre, cerco informazioni sul cambio, e "sottomultipli" del denaro, solido e libbra/lira, nonchè del fiorino, genovino e ducato. Vi ringrazio in anticipo per qualsiasi informazione e fonte riportata. -S.
  6. Buonasera lamonetiani, vi posto questo Quattrino per la Repubblica di Lucca 1543/1599 in rame con data 15/6L4 almeno dovrebbe essere perchè leggendo il MIR le lettere in legenda mi sembra non coincidano ma le figure e il tipo si. D/ OTTO-IMPERATOR nel campo 6 L 4 (1564) e al R/ .S.VVLITVS.DE.LVCA. Invece nel mio credo di leggere altre lettere sopratutto al D/ OVEL...PR e nel R/ ALVS..... Cosa dite? Grazie a tutti F.
  7. Vi segnalo questo piccolo articolo in francese sul fiorino di Firenze. https://www.monnaie-magazine.com/monnaies-royalesle-florin-de-florence/
  8. Ciao, non seguo in modo particolare la numismatica medioevale, ma sono affascinato, in particolar modo, da alcune dinamiche monetarie del periodo. Premetto di non avere molto materiale a disposizione e credo che la risposta alla mia curiosità possa essere facilmente reperita in questi libri di Carlo M. Cipolla: Il fiorino e il quattrino. La politica monetaria a Firenze nel Trecento; Il governo della moneta a Firenze e a Milano nei secoli XIV-XVI, che cercherò di procurarmi quanto prima. So anche che @magdi ha scritto un bell'articolo a riguardo, che ho avuto modo di leggere, e che mi ha invogliato ad iniziare la discussione. Detto questo, so che il XIV secolo per Firenze è stato un secolo piuttosto complicato, tra crisi del debito, crisi bancaria, crisi monetaria, alluvioni, carestia e peste. Vorrei però soffermarmi sulla crisi monetaria. In estrema sintesi, mi pare di capire che la goccia che fece traboccare il vaso sia stato il repentino apprezzamento del valore dell'argento rispetto all'oro. Questo fece sì che le monete in argento in circolazione presentavano ora un valore intrinseco maggior del valore nominale, determinando una loro tesaurizzazione e successiva fusione per venderne il metallo prezioso all'estero, dove c'era maggior convenienza per via di un rapporto più stabile rispetto all'oro. Questo ha sostanzialmente determinato una grave carenza di circolante. La soluzione adottata dal governo fiorentino credo sia stata quella di creare una nuova moneta in argento (un nuovo Grosso), dal valore nominale maggiore e con un intrinseco sì più elevato, ma in misura minore, in proporzione, rispetto all'incremento del valore nominale. Si era così disincentivata la pratica della tesaurizzazione (valore nominale > valore intrinseco) e il circolante è tornato ad aumentare. In questo modo, inoltre, si sarebbe mantenuto elevato il differenziale di valore della moneta in oro rispetto a quello della moneta in argento che, a seguito della rivalutazione, si era ridotto, andando a beneficio di quella classe che guadagnava in oro e pagava in argento. Una svalutazione mi sembra ci sia stata anche sul quattrino, nel quale è stata semplicemente ridotta la quantità di argento, senza modificarne il peso. Le domande che vorrei porre sono le seguenti: quali sono state le conseguenze per la popolazione di una tale mancanza di circolante? in che modo la soluzione individuata dal governo di Firenze (la creazione del nuovo grosso e la svalutazione del quattrino) ha comunque avuto effetti negativi sulla popolazione (se ne ha avuti)? Potrebbe essere corretto dire che, di fatto, l'obiettivo finale era quello di mantenere il più elevato possibile il differenziale di valore tra la moneta in oro e quella in argento (grosso) e mistura (quattrino)? Spero di essere stato chiaro e di non aver detto troppe inesattezze. Grazie!
  9. Vi posto questo 10 Quattrini 1858 da 2 Crazie in mistura 263%ag ma che per lucentezza e colore sembra di un argento 900/800. Una monetina facile da trovare in BB o poco più, un pò meno in altissime conservazione. In mano sotto quella leggera patina (al D/ nel R/ è leggermente più pesante) risalta la brillantezza originale. Una emissione particolare verso la fine,già nell'aria,del regno come per far vedere al popolo che teneva anche a loro coniando il suo volto anche su moduli più popolari, come i Quattrini. Grazie Fav
  10. Buonasera, sulla scia di altre discussioni di moneta piccola di zecche Toscane, mi piacerebbe creare in questo post un bell'archivio di piccioli della Repubblica di Firenze. Partirei io con quello più vecchio in mio possesso acquistato di recente in un asta. Fiorino piccolo nuovo da 1 denaro 1260/1279 - MIR 77 D/ + FLORENTIA R/ + S ‘ IOHANNE · B · Ø 16,17 mm g. 0,63 Saluti Marfir
  11. Guardando stasera la bellissima trasmissione di Angela jr, "Stanotte a Firenze", segnalo che c'è stato un passaggio molto interessante nella cripta di San Lorenzo con immagini della sepoltura dell'ultimo regnante dei Medici. Alla ricognizione sono stati rinvenuti ai lati del capo due medaglioni aurei (credo unici) che però sono stati mostrati velocemente. A occhio sembrano dei capolavori di arte incisoria settecentesca. Qualcuno di voi ne ha notizia o immagini? Il video credo si potrà rivedere su raiplay, in ogni caso vi segnalo.
  12. Nei grandi nominali d'argento dell'età moderna, questo è uno di quelle che richiama l'attenzione, l'iconografia particolare, innovativa, moneta che ci permette di pensare a lunghi viaggi, moneta sicuramente per ogni collezionista. Moneta che viene coniata dalla zecca di Firenze per Livorno dal 1656 da Ferdinando II dè Medici e che poi continuerà a essere prodotta in modo copioso con Cosimo III dè Medici. Vediamo, se riusciamo, come abbiamo fatto con " altre grandi monete " della nostra penisola a parlarne e magari a vederne qualcuna, l'intento è ovviamente sempre divulgativo. Moneta che si accredita bene nei mercati, in particolare del Levante, che ottiene col tempo fortuna a differenza dell'ongaro, moneta d'oro, anch'essa per il Levante, ma che sconta la diffidenza dei mercati. La moneta ha una iconografia altamente simbolica, c'è l'immagine rassicurante al diritto del Granduca Ferdinando II, al rovescio l'esaltazione della città di Livorno per la quale la moneta era stata concepita. E si sceglie allora l'immagine del porto, che era stato tra l'altro appena ampliato, per raffigurare e rappresentare la città, i suoi floridi commerci che poi da lì partivano. Ma per sottolineare meglio il tutto, sempre al rovescio in leggenda viene messo il motto " ET PATET ET FAVET ", che l'Orsini ritiene si debba intendere come riferito al Fanale " mostrandosi favorisce " e come guida ai naviganti, sia al Porto considerato come " fa di se bella mostra e favorisce " i commerci ed è sicurezza per le navi stesse. Oggi verrebbe definita spendida raffigurazione promozionale, operazione di immagine e marketing, in effetti funzionò ai tempi più o meno così, si erano solo anticipati i tempi. Soffermiamoci per il momento sulla sola monetazione di Ferdinando II, abbiamo monete che riportano in ordine queste date, 1656, 1659, 1666, 1669. Il Pucci la definisce con queste caratteristiche : Valore = L. 6 Peso = gr. 27, 164 Diametro = mm. 43 Per Ferdinando II il Di Giulio menziona due tipologie principali una la 104, col ritratto giovanile di Ferdinando II e testa grande per l'anno 1656, una seconda la 106, per gli anni 1659, 1666, 1669, con un ritratto più anziano e testa piccola. Entriamo più in dettaglio....
  13. Per gli amatori delle zecche toscane credo sia interessante https://www.cronacanumismatica.com/sulle-rarissime-mezze-piastre-fiorentine-per-il-padre-del-battista/
  14. nerisimone

    Toscana Bilancia monetale

    Salve, ho trovato in casa questa bilancia con pesi monetali dell'epoca con cofanetto. Volevo saperne qualcosa di più dato che io sono completamente ignorante in materia... Grazie..
  15. decu

    Toscana Arezzo 225 Fanteria

    Ciao! Domanda: trovo ogni tanto quella di Johnson, con modellista Leonardo Bistolfi (credo) ma ancora non sono incappato in questa. Qualora qualcuno fosse interessato a vendere, eccomi.
  16. Un brevissimo e schematico riassunto dell’interessante studio di Antonio Bertino (A. Bertino – La monetazione altomedievale di luni, in Le zecche minori toscane fino al XIV secolo – Atti del 3° convegno internazionale di studi, Pistoia 16-19 settembre 1967 pp 57-75): La datazione dell’attività della zecca episcopale di Luni andrebbe collocata fra la seconda metà del VII secolo e i primi decenni dell’VIII. Le monete di Luni, “hanno il tondello di grosso spessore e irregolarmente circolare, e sono costituite di una lega di piombo rame e stagno, rigida e resistente all’uso”. “Ci sembra naturale, nel periodo in cui si era esaurito l’afflusso del numerario bizantino e mancava qualsiasi altra moneta divisionale, l’apparizione a Luni di una moneta spicciola per le prestazioni di artigiani e di agricoltori e per gli scambi ed i commerci al minuto”. Il Bertino propone la seguente successione cronologica delle diverse emissioni: 1. tipologia con al diritto un rozzo busto di prospetto entro un cerchio in rilievo e al rovescio una croce a tau e un pastorale che fanno parte di un monogramma quadrato con le lettere EPC S VEN alludente all’autorità vescovile (probabilmente EPisCopus Sanctus VENantius: il vescovo Venanzio, che tenne la cattedra lunense dal 594 al 603 circa, fu canonizzzato probabilmente subito dopo la morte) . 2. tipologia con al diritto la scritta ECCL e al rovescio la scritta BANE (ECCLesiae BAsiliaNaE) alludenti alla diocesi lunense intitolata al vescovo S. Basilio .
  17. Moneta speciale la speciosa, o meglio mezzo giulio o grosso, moneta coniata a Firenze per Pisa dal 1714 al 1722 sotto Cosimo III dè Medici, moneta comune ma con delle particolarità interessanti, moneta della identità e dei simbolo religiosi, la croce pisana e il busto velato della Madonna. Le leggende esaltano la bellezza di Pisa, ritenuta dagli stessi fiorentini che a lungo la controllarono, mediante il motto aspice Pisas, super omnes speciosa ( guarda Pisa, bella sopra tutte ) ed invocano la protezione della Vergine raffigurata al rovescio. Questa moneta è indubbiamente un inno alla città di Pisa, è l'ennesima bella storia che le monete sono capaci di raccontarci. La moneta ha queste leggende : D/ . ASPICE . PIS AS, croce pisana, anno R / . SVP . OMNES . SPECIOSA, busto della Beata Vergine velata Tempo fa nella sezione identificazioni venne postata una rara moneta con la leggenda SPECOSA invece della normale e riportata SPECIOSA, si parlò di moneta mai vista, di errore di coniazione. Ho cercato di capire di più leggendo il MIR Toscana che non parla di questa variante di leggenda, ma anche il CNI ne riporta diverse tipologie per gli anni dal 1714 al 1722 e per i tipi dal 13 al 27. Di SPECOSA nesuna traccia, solo tutte SPECIOSA. Ma il colpo di scena arriva quando vado a vedere proprio l'immagine del CNI per l'anno 1718, il tipo 17 CNI descritto come SPECIOSA in realtà viene mostrato proprio con questa rara tipologia di cui parla credo solo il Galeotti. Quindi a questo punto, essendoci, almeno tre SPECOSA, una dell'utente Stebo, una del CNI, una del Galeotti, non credo si possa tralasciare la menzione di questa variante di leggenda, seguono le immagini.
  18. Buonasera, vi posto questo Quattrino di Firenze Pietro Leopoldo di Lorena 1771/1790 con il dritto incuso al retro, per vedere se si riesce a ristringere il periodo,l'anno, di emissione. Un particolore che ho notato,se può aiutare, è lo scudo leggermente più grande da altri anni e che ho visto, ad esempio, in quello sul MIR che ce l'ha più piccolo ed è del 1790. Grazie
  19. Oggi ho acquisito una medaglia del Gran Ducato di Toscana coniata sotto il regno di Leopoldo II in occasione della bonifica delle paludi maremmane. Per far capire dell'importanza del pezzo allego una descrizione fatta da un noto numismatico toscano: Anno IX (1833) dall'inizio del granducato di Leopoldo II (1824-1859) la medaglia commemora i 10 anni dall'inizio della bonifica della Maremma , fortemente voluta da questo illuminato monarca. Al dritto il profilo del Granduca , inciso dal bravissimo Nideröst reca sotto al taglio del collo questa inusuale colomba con ramo d'olivo in bocca ; richiamo evidente all'arca di Noè ed alla scoperta delle "nuove terre" su cui poter andare a vivere. Il rovescio reca una scena in cui in alto la Toscana veglia sul Dio fiume (Non so quale) e sulla Palude da scacciare e bonificare. Il Granduca , entusiasta di questa medaglia , omaggiò l'incisore di 200 zecchini . 50 esemplari in bronzo ; 5 in argento ed 1 in oro vennero coniati. Il pezzo in oro è esposto in un museo di Arezzo ; l'argento manca in quasi tutte le collezioni specializzate ed è segnalato in una raccolta milanese oltre che in un museo. Dei 50 coniati 8 furono dati al Nideröst che li omaggiò a suoi parenti in Austria e Germania ed oggi si trovano in vari musei all'estero. Gli altri 42 esemplari , consegnati a Leopoldo avrebbero dovuto essere donati ad importanti cariche istituzionali delle varie corti italiane ed europee ma certamente il Granduca non lo fece e solo 14 vennero dispersi ( uno sta nella mia raccoltina) Gli altri 28 , tutti di conservazione eccezionale con patina arcobaleno sono andati dispersi in un'asta locale nel 2017 ed hanno fatto la gioia di qualcuno ed il rammarico di altri che non sono riusciti a portarne a casa nessuno. Ipotizzo che questo esemplare sia un altro dei 14 pezzi donati dal segretario intimo del Granduca , su suo incarico , a personalità dell'epoca. Senza ombra di dubbio è questa la più rilevante ed artisticamente perfetta medaglia emessa durante il Regno dell'ultimo dei Lorena in Toscana. I miei antenati erano originari di questo paesino (Sorano – GR, dove ho trovato anche moglie!), collocato tra le colline del tufo nell’entroterra maremmano, nel cuore della Tuscia, denominato “città del tufo”. Nella parte alta del paese c’è il “maschio” dedicato al Granduca di Toscana Leopoldo II, denominato “Masso Leopoldino”. E come si sa, il richiamo del sangue non mente, ed allora come resistere alla visione di tale meraviglia? Ed ora fa parte della mia “piccola raccoltina”.
  20. In una precedente discussione sono state inserite nel post le foto di queste monete(aquila - P ). Sapreste darmi più informazioni in proposito: catalogo, peso ,dimensioni etc. GRAZIE!!!
  21. Vorreì iniziare questa discussione per appunto divulgare la storia di questa fantastica moneta dell epoca moderna. Incominciamo dando le prime informazioni su questa tipologia di monetazione. Monetazione che veniva battuta nell officina di Firenze e incominciò sotto Ferdinando II nel 1665, nessuna moneta risulta firmata, nè si conoscono i nomi degli artisti che hanno lavorato, in tale periodo, nella zecca fiorentina. La Questione avvenne e si trascinò sino al 1665 quando si decise di ovviare agli inconvenienti dei commercianti e negozianti di Livorno (questione dovuta alla presenza dei reali calanti nel peso) con la creazione di una moneta nazionale in grado di competere con l argento forestiero, la quale si sperava, avrebbe risolto la questione. Ad essa venne dato il nome di pezza delle rose (in seguito modificato in pezza della rosa) dal tipo del rovescio, sove comparivano appunto due rigogliose piante di rosa. la moneta doveva essere emessa al taglio di 13 pezzi e 1/11 per libra di metallo della bontà di once 11 di argento fino,pesava 22 denari conforme era stato permesso per legge di S.A.S.del 1 Marzo 1661 e rescritto dell 8 Maggio del 1665. L iconografia: L arme medicea sul diritto e sul rivescio, una pianta di rose con la legenda: GRATIA OBVIA VLTIO QVAESITA-LIBURNI : Con questa impresa-scrive il Galeotti-per la quale il motto fu composto da Francesco Rondinelli,bibliotecario del Granduca,volle Ferdinando II far comprendere ai suoi nemici che pur essendo di animo generoso e buono aveva occorrendo mezzi adeguati e pronti a rintuzzare le offese così come la rosa che di fronte alla sua grazia e bellezza-GRATIA OBVIA-ha le spine per difendere e punire quando si osi toccarla-VLTIO QVAESITA. E le spine, nelle varie figurazioni delle piante di rose, sono poste sempre in eloquente evidenza. Allego foto della prima pezza della rosa.
  22. nando61

    Toscana ANELLO ?

    buongiorno questo anello d,argento ? è tremendamente sporco secondo voi come si può collocare
  23. nando61

    Toscana medaglia?

    buongiorno cos'è ?una medaglia di partecipazione ?olimpiadi del 36 .quanto vale?
  24. Ho notato che in questo 3 Quattrini per Pisa i numeri 1 della data sono a forma di J J86J non ho libri su questa zecca e dalla ricerca su internet non ne ho visti altri sono tutti con 1 "normali". Chi sa qualcosa in più sull'argomento? Grazie Favaldar
  25. Buonasera, ho comprato questa moneta l'altro giorno perché ho voluto cominciare a collezionare monete degli stati preunitari. Ho notato una cosa strana: guardando foto di monete dello stesso anno (1778), Pietro Leopoldo presenta delle piccole differenze. Qualcuno sa a cosa potrebbe essere dovuto?

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