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Trovato 157 risultati

  1. Buonasera, vorrrei chiedere un parere anche su 2 questi grossi presubilmente del periodo di Adriano VI Papa. Non ho cataloghi (a differenza di altre regioni) e non cconosco questa monetazione. Vorrei avere una vostro parere circa la valutazione e lo stato di conservazione. Ho notato che sono diversi tra loro. Anche questi hanno una bella patina a metà tra l'iridescente e il brunito, molto piacevole dal vivo. Ringrazio chiunque voglia darmi un suo parere.
  2. Emilia Romagna

    Buongiorno, posto questa graziosa e rarissima medaglietta con appicagnolo del 1908 in occasione del CONCORSO NAZIONALE GINNASTICO STRAORDINARIO PIACENZA 1908. Materiale argento, diametro mm. 18, peso gr. 3.6 incisore M. NELLI, sul diritto è inciso (probabilmente) il premiato credo di un paese dell'ESt, riuscite a decifrarlo' Grazie
  3. Buongiorno, vi posto questa monetina in mistura che un'amico mi ha chiesto gentilmente di farvela classificare, diametro circa 15 mm. peso circa 0.6 grammi, con al diritto HANES? e 2 grosse lettere al centro G O ? al verso una croce gigliata e mi sembra di leggere PLAC, potrebbe essere Piacenza ? Grazie P.S. possibilmente anche una valutazione visto che la vorrebbe vendere.
  4. Buona domenica, pian piano sta prendendo piede la collezione modenese...come mi ero ripromesso con mooolta calma ho aggiunto in collezione una monetina in mistura di Alfonso IV....un po porosa vero ma dall'argentatura ancora ben apprezzabile come vi sembra? un salutone marco
  5. Buongiorno, posto questo graziosa monetona (medaglia) raffigurante il triplo scudo largo di Alessandro Farnese 1599, fatta coniare dalla PARMALAT, materiale argento 925, diametro mm. 50, peso grammi 101. Per curiosità vale solo il peso dell'argento giusto? Grazie
  6. Salve, Vorrei proporvi questo trittico, se fosse possibile prima di acquistarlo riuscire a capire uno stato di conservazione ed un giusto prezzo d'acquisto, grazie in anticipo a tutti.
  7. Oggi è possibile accedere attraverso i cataloghi online delle aste, i siti dei commercianti, i principali siti di vendite online dedicati e non, ad un numero di monete che poco più di una decina di anni fa non era ipotizzabile. Pertanto anche semplici appassionati, che non possono accedere a musei e collezioni o comprare tutto ciò che vorrebbero, possono documentarsi dettagliatamente. Vorrei presentare un mezzo scudo che ho rintracciato sul sito di un commerciante di Brooklyn, NY, specializzato in monete dello Stato Pontificio e Vaticano (i miei interessi sono molto limitati. Lo so!) Per la precisione è uno scudo da 5 paoli del 1797. Partendo dalla catalogazione Cassanelli ho definito il dritto avere il conio “I” al quale sono associati i conii del rovescio 8-9-10-11-12. Controllando le fotografie del libro non ho trovato corrispondenza né tantomeno con i rimanenti conii. Quello più simile è il n.12 ma la legenda è del tipo “* PRӔSIDIVM”, mentre la moneta in questione è del tipo “PRӔSIDIVM”. Nemmeno le immagini del CNI e della collezione della Cassa di Risparmio di Bologna mi sono venute in soccorso (e d’altra parte sono tutte incluse nel libro dei Cassanelli). Ne ho concluso che siamo di fronte ad un rovescio inedito: poiché la qualità delle foto dei libri e del mio database non sempre è eccelsa, si potrebbe avere la certezza solo avendo la moneta in mano; chiedo un parere ai forumisti appassionati del periodo e della monetazione.
  8. Emilia Romagna

    Buonasera, vi posto l'acquisto di sabato a Verona, una bellissima (a mio parere) spilla in lamierino e smalti del CONVEGNO CICLISTICO di CASTEL SAN GIOVANNI (PC) organizzato nell'agosto del 1905, incisore LANDI, dimensioni mm. 40 x 50, Presumo che il convegno sia stato organizzato in occasione dell' esposizione agricola di cui allego la mia medaglia.
  9. Buongiorno al forum, sono da poco iscritto e mi considero un semplice appassionato, interessato agli aspetti storici della monetazione. Sto “studiando” gli scudi del Governo Popolare di Bologna, utilizzando il libro dei Cassanelli che a mio avviso è il più completo e preciso sull’argomento: peccato solo per la numerazione progressiva adottata che è poco “parlante”. Bisogna armarsi di pazienza per via delle innumerevoli varianti, ma per conoscere realmente una moneta penso sia l’unica strada. Ho visto che nelle aste Ranieri e Artemide sta prendendo piede la catalogazione Cassanelli, ma ci sono alcuni aspetti che non mi tornano.Faccio un esempio. Nell’asta Artemide XXXVIII viene presentato il lotto 372 come “Bologna. Governo Popolare (1796-1797). Mezzo scudo 1797. Cassanelli 64. Gig. 10. AG. g. 14.47 FDC.” Nell’asta Ranieri n.11 viene presentato il lotto 445 come “Governo Popolare, 1796-1797. Mezzo Scudo 1797 da 5 Paoli. Ar gr. 14,31 Simile a precedente. Cassanelli 63; Gig. 10.” Con tutta la più buona volontà, non riesco a trovare differenze tra le due monete, a parte quella battitura (scusate la terminologia da non esperto) sotto la nuvola che sembre una specie di fulmine. A mio parere sono entrambe Cassanelli 63 (conio H-7 per chi ha il libro); il n.64 ha stesso dritto ma rovescio differente (conio Per complicare ulteriormente, nell’asta Ranieri n.4 viene presentato il lotto 72 come “5 Paoli 1797. Ar gr. 14,60 Stemma, sormontato da testa leonina, tra due rami di lauro. Rv. Madonna con il Bambino sulle nubi. Cassanelli 64; Gig. 10”. Come detto il n.64 corrisponde al conio H-8; in questo caso la moneta mi pare abbia differenti sia il dritto che il rovescio: conio G-7 corrispondente a Cassanelli 62. Questo è solo un esempio, i casi toccano anche altri conii. Mi rendo conto che potrebbe essere abbastanza insignificante o comunque estremamente di nicchia, ma a questo punto mi domando che senso abbia utilizzare la minuziosa catalogazione Cassanelli invece che le più stringate Pagani o Gigante. C’è magari qualche esperto che possa confermare o smentire i miei dubbi?
  10. Emilia Romagna

    Buongiorno, vi posto una rara e forse unica placchetta in bronzo dedicata al Professor LUIGI BRIANZI nato a Piacenza nel 1825 e morto a Milano nel 1905. Misure MM. 50 X 67, peso Gr. 116,50 opera dello scultore LUIGI SECCHI, firma in corsivo sotto collo L. SECCHI 1907, sempre al diritto in basso a sinistra S JOHNSON
  11. Emilia Romagna

    Buongiorno, chiedo agli esperti a cosa poteva servire questo gettone ottagonale in alluminio di 38 mm. forato al centro. BALLERINI PIACENZA N 1, rovescio liscio
  12. Non riesco a caricare le due foto assieme
  13. Salve Sembra un sesino con la vergine Che ne dite?
  14. Emilia Romagna

    Cari utenti, volevo proporre un approfondimento che ho assemblato riguardo un sito archeologico praticamente sconosciuto della Romagna, quello di Cesenatico, famosa sicuramente più per le spiagge e il turismo che per i suoi resti storici. Inserisco qui i principali ritrovamenti di questa zona, grazie per l'attenzione. Con la fondazione di Rimini nel 268 a.C. e la costruzione della via Emilia nel 187 a.C. iniziò un processo di urbanizzazione e di bonifiche in tutta la Pianura Padana. La zona dell’attuale Cesenatico risultava particolarmente favorevole all’insediamento; non lontana da un entroterra fertile coltivabile e affacciata sulla costa, era dotata di una fitta ed efficiente rete stradale. L’attività primaria della zona divenne quella agricola e le terre erano organizzate secondo limites paralleli, meno vincolanti della classica centuria. La coltivazione dei cereali era l’attività principale sia per il consumo cittadino sia per il commercio locale ed inoltre le limitrofe saline di Cervia, attive sin dall’epoca etrusca, offrivano un’indispensabile risorsa per la conservazione delle carni. Rinvenuta nei pressi dell’attuale Chiesa Parrocchiale a poca distanza dall’antica rocca cittadina, la macina in pietra lavica databile intorno al I secolo a.C. e al I d.C. attualmente conservato nell’Antiquarium della città testimonia la grande produttività cerealicola della zona. La numerose ville che circondano le campagne oggi ci lasciamo testimonianza attraverso frammenti di mosaici pavimentali, di oggetti quotidiani e di piccole statuette come quella del giovane Dioniso del podere Zavalloni, esempio di un diffuso gusto decorativo tipico delle abitazioni rustiche. Questa rappresentazione databile fra il I e il II secolo d.C. presenta la superficie piuttosto abrasa e originariamente la statua a figura intera era probabilmente nuda e recava in mano un grappolo d’uva. Di particolare spicco troviamo a pochi chilometri nell’entroterra nella località marittima il complesso delle fornaci di Cà Turchi, un tipico esempio di villa a cui era annessa un’officina impiegata nella produzione di ceramica. Impianti simili si possono ritrovare in altri siti lungo la costa Adriatica, come a Riccione e in generale nel riminese. Fondamentale per questi edifici era la vicinanza a corsi d’acqua, a boschi per il rifornimento di legname e a cave d’argilla idonee alla lavorazione. La fornace rappresenta un importante fonte di guadagno per la popolazione locale grazie alla vendita di materiale edile, anfore e vasellame, contenitori ed elementi decorativi per abitazioni private e per altri impieghi. La contigua villa alla fornace era circondata probabilmente da numerosi vitigni, infatti molte delle anfore ritrovate dovevano contenere del vino di produzione locale. Diversi sono i frammenti statuari rinvenuti in località Cà Turchi; grazie ad una attenta ricostruzione sono sostanzialmente due le figure meglio conservate ed identificabili. La prima figura è quella di un uomo anziano seduto con braccia e gambe scoperte ed il corpo cinto in vita. Ha la testa chinata in avanti e sembra essere impegnato con un lavoro manuale. Numerose sono le testimonianze pittoriche che riportano figure simili negli affreschi pompeiani e grazie ad una approfondita analisi questo soggetto statuario è stato identificato con la figura di Dedalo artigiano, rappresentato spesso con questa tipica posa. Seguendo questa interpretazione la testa giovanile dovrebbe rappresentare il figlio Icaro in posizione eretta mentre aspetta che il padre completi la costruzione delle famose ali che lo porteranno ad una tragica morte. Icaro è nudo secondo l’iconografia tradizionale ma porta una piccola clamide che è ancora visibile nella parte terminale del panneggio. Queste due statue di argilla databili intorno alla metà del II secolo a.C. dovevano essere doni votivi per un santuario locale oppure prestigiose opere decorative per una villa rurale. I laterizi prodotto dalla fornace iniziarono ad essere bollati intorno alla prima metà del I secolo a.C. ed inizialmente la pratica della bollature era applicata anche su mattoni, tegole e bessali. Il testo del bollo del sito di Cà Turchi è P.IVN CIL ed è compreso in un cartiglio di 9X3 cm. I bolli provengono con certezza da questo sito poiché la terracotta sulla quale sono impressi è la stessa di cui è composto il gruppo statuario. Una motivazione attendibile riguardo al perché questi laterizi fossero bollati è da ricercarsi nell’organizzazione interna della fornace stessa poiché è da escludere l’ipotesi che i bolli fossero un vero e proprio marchio di fabbrica. Lo scioglimento del bollo risulta complesso ma viene ritenuta probabile la proposta: P(ublius) IVN(nius) CIL(o).
  15. Emilia Romagna

    Buongiorno a tutti In un cassetto ho trovato questa mostrina o spilla Ammesso che sia militare di che esercito può essere? Il peso è 9,85gr e la grandezza è 4cm x 2 cm di larghezza Grazie a tutti
  16. Emilia Romagna

    Ho comprato ad un mercatino questa strana medaglia, in realtà mezza! La trovo bellissima anche se di poco valore... ho cercato un po' di informazioni ma non trovo niente, la cosa strana è la presenza di due Madonnine "non collegate tra loro" cioè quella del Carmine e quella del Rosario e anche le raffigurazioni non corrispondono a nessun quadro o statua. Il venditore mi ha detto che dovrebbe essere del 1880 circa... è possibile? chi sa darmi informazioni?
  17. Emilia Romagna

    Salve qualcuno può aiutarmi ad identificare questi gettoni? Grazie misure Board E mm 19,87, gr. 1,1, alluminio Board J mm 28,2, gr. 2, alluminio
  18. Non so se sia la sezione giusta ma volevo sapere che moneta è?
  19. buon pomeriggio a tutti, vi chiedo un parere su questa monetina. mi ha affascinato da quando l'ho presa, dallo stile direi 600... le leggende sono consumate/tosate e quindi non sapevo bene dove andare a parare. poi ho visto il DVX VI e ho pensato ai vari duchi italiani che potevano fregiarsi del numero sei. cerco di farla breve, credo sia un giorgino, del tipo santo inginocchiato dinnanzi alla città...o almeno sembra...escluderei uno stemma o cose del genere, visto che si vede a ore 6 una sorta di porta o arco. voi che ne dite? pensavo a un Francesco I este, ma ho visto che dovrebbe avere la numerazione VIII...che sia semplicemente la tosatura? grazie! d 22mm p 1,7g
  20. Emilia Romagna

    Chiedo agli amici di Parma, avete mai visto questa medaglia in oro? secondo voi è recente o dell'ottocento? Grazie
  21. Ho recentemente acquistato questa medaglia. Difficilotta da trovarsi. Già di per sé questa è una medaglia abbastanza misteriosa. Chi commemori è abbastanza chiaro: Maria Luigia duchessa di Parma. Viene normalmente chiamata medaglia per l'investitura in quanto riporta il 1815 e il titolo (quasi) ufficiale della duchessa stessa. Ma i punti fermi finiscono qui. Infatti non si sa per certo quando sia stata coniata (riporta 1815 ma non vuol dire), dove sia stata coniata (le medaglie di Maria Luigia furono coniate in buona parte a Milano e solo alcune a Parma ma di questa nessuna notizia) e da chi (Donaldi e chi era costui? Ma poi è Donaldi o Donald'I?). Anche la legenda è singolare in quanto è in italiano. La letteratura in merito dice poco anzi nulla. Fino ad ora conoscevo questa medaglia per immagini. L'esemplare che mi è arrivato aumenta ulteriormente i dubbi. Innanzitutto è una fusione non una coniazione. A guardar meglio l'unica immagine di un altro esemplare a risoluzione decente effettivamente anche questa sembrerebbe una fusione. Il metallo non è bronzo né si direbbe argento. La medaglia stessa è coperta, ad eccezione dei rilievi, di marrone. E non si direbbe patina ma qualche sostanza depositata. Il bordo del dritto è quasi inesistente così come quello del R/ ma non escludo che possa esser colpa del rivestimento... Boh, faccio parlare le immagini: Queste quelle di un altro esemplare (museo di Melbourne); anche questa mi sono convinto sia una fusione:
  22. Buonasera a tutti, oggi vi mostro uno dei miei ultimi acquisti, si tratta di un Giorgino di Cesare d'Este della zecca di Modena. Per me è una moneta molto importante, perchè segna una 'svolta' nella mia collezione. Prima collezionavo monete di ogni epoca e di ogni Stato italiano, mentre ora ho capito che collezionare monete della zecca della propria città dà soddisfazioni decisamente maggiori, o almeno questo è l'effetto che fa su di me. Ma il motivo principale per cui oggi vi voglio mostrare questa moneta riguarda la descrizione al rovescio che dovrebbe essere 'SANCTVS GEMINIANVS' ma nel mo esemplare è 'SANCTVS GEEMINIANVS' con due E. Si può considerare una variante o è riconducibile ad un salto di conio? Grazie in anticipo a chi vorrà intervenire. Cioso.
  23. Emilia Romagna

    Buongiorno, medaglia coniata nel 1973 per il V centenario della fondazione dello SPEDAL GRANDE di PIACENZA. Materiale, argento 800, diametro MM. 50,00, peso Gr. 55,8, la scheda è già presente sui cataloghi solo da modificare la data di coniazione e il tipo di metallo. Grazie http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-MH693/59
  24. Gettone Fabrizi Alberto Parrucchiere e Barbiere - Bologna

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