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  1. carabba

    Lazio È un peso?

    Ho acquistato questo pezzo su una bancarella di un mercante di monete che mi ha detto trattasi di un peso da bilancia il peso è di gr.12,90 secondo voi?
  2. EmilianoPaolozzi

    Lazio San Vincenzo de' Paoli

    Buonasera, Navigando in internet su siti di numismatica alla ricerca di notizie e curiosità, mi sono imbattuto in questa bolla in piombo che mi ha incuriosito molto.... Al dritto reca l'immagine di San Vincenzo de' Paoli, al rovescio l'anno 1833, la scritta Douai (che ho visto si tratta di una città della Francia....) assieme ad una sigla numerica. Il peso è di 13 grammi. Credo sia una bolla doganale o qualcosa di similare, ma non essendo il mio campo, non riesco a comporre il puzzle! La mia curiosità aumenta.... Cosa potrebbe essere nello specifico??
  3. EmilianoPaolozzi

    Lazio Timbro/sigillo sconosciuto

    Buonasera, Mi sono imbattuto in questo che penso sia un timbro (o sigillo?) araldico, di cui però non sono riuscito a trovare nessuna attribuzione o riferimenti sul web.... La faccenda mi sta incuriosendo molto......E allora chi meglio di voi utenti esperti della sezione può riuscire ad aiutarmi? Ovviamente nessuno!! Grazie a tutti coloro che vorranno farlo......
  4. Salve, desidererei sapere se questa placchetta è autentica. 50 X 70 mm. 82 gr Grazie a tutti Saluti MAX
  5. Buongiorno a tutti, ho trovato questa moneta nella collezione di mio padre, vorrei avere maggiori informazioni da persone piu esperte di me... Ho la stessa identica moneta presente nella foto allegata, e vorrei sapere se ha un prezzo o se sapete dove posso trovare informazioni riguardanti questa moneta. Ringrazio in anticipo, Saluti
  6. scusate la mia totale ignoranza in materia. Ho ricevuto un cofanetto in raso rosso con 15 medaglie di Papi dei concili coniati dalla numismatica di Torino. Ogni medaglia ha un diametro di 4,5 ed un peso di 35 gr.Apparentemente in oro ma al massimo saranno bagnate in oro. Dovrebbe essere una collezione facile perchè negli anni 60 furono vendute per corrispondenza. Ne ignoro il valore? Grazie sempre Claudio Zanghì
  7. Il luogo migliore per una scoperta archeologica : una scuola . https://roma.repubblica.it/cronaca/2020/11/18/news/genzano_riparano_il_riscaldamento_della_scuola_e_scoprono_una_tomba_romana-274892610/
  8. Buongiorno, vi scrivo perché mi piacerebbe saperne di più sulla medaglia disegnata da Giacomo Manzù per il Comitato Regionale per il XXXX della Liberazione di Bologna - Aprile 1985, anche questa, come molte sue altre, realizzata da Landi. Infatti, non sono riuscito a trovare alcuna informazione sul web e mi pare che non sia presente neanche sul vostro vasto repertorio tematico. Il peso, al momento, non sono in grado di fornirlo ma ecco le altre caratteristiche: Argento 800/1000, diametro mm 44, spessore mm 2. Ringrazio per l'attenzione e invio un cordiale saluto, Luciano
  9. Buon giorno, sono entrato in possesso di una banconota da 20 euro con un difetto di stampa. Mi piacerebbe sapere se possiede un valore particolare oppure no, se possibile. Grazie moltissimo a tutti. Emanuele Rossi
  10. sigillo1

    Lazio Anello

    Un grazie al tutto il gruppo. Sono un nuovo utente e spero di non aver sbagliato sezione per la mia richiesta. Ho ritrovato questo vecchio anello tra le cose di mio padre. Dal momento che non ci capisco nulla Vi allego tre foto. Sapreste darmi qualche informazione sulla fattura e sui titoli impressi? Grazie Renato.
  11. Nell’antica fortezza romana di Castrum Novum scoperti i resti del foro della città E’ di questi giorni la scoperta del Foro dell’antica colonia romana di Castrum Novum, oggi nel territorio di Santa Marinella sulle coste dell’Etruria poco a nord di Roma in prossimità di Capo Linaro. Una fortezza romana costruita all’epoca delle guerre puniche, nella prima metà del III secolo a.C. per il controllo del litorale, lungo l’asse della via Aurelia. Il Foro della città è posto esattamente nel mezzo dell’abitato tra le due porte principali. La grande piazza, forse ampia circa 25 metri si presenta pavimentata in basoli di calcare e bordeggiata da un portico colonnato sul quale si aprono ambienti di probabile funzione pubblica frequentati almeno fino al V secolo d.C. Nella pavimentazione, forse della prima epoca imperiale, sussistono i resti del basamento di una grande struttura in opera reticolata a pianta rettangolare ancora in corso di scavo. Parti di capitelli corinzi compositi, di colonne e rivestimenti in marmo indicano l’antica ricchezza della decorazione architettonica del complesso che doveva ospitare diverse statue a grandezza naturale e più grandi del vero come testimoniano i numerosi frammenti in marmo e bronzo rinvenuti in tutta l’area interessata dallo scavo. In questi anni sono stati rimessi in luce lunghi tratti delle mura urbane con il ritrovamento dell’angolo orientale del castrum e della relativa porta Est. Si è scoperto un lungo tratto del decumano della città, sul quale si apre un portico con probabili tabernae e ambienti pubblici prossimi al foro; sono stati esplorati alcuni settori della caserma e delle domus che si impiantano sui suoi resti e individuato un possibile impianto termale; è stata meglio definita, tramite prospezioni, la struttura del teatro sito presso l’angolo Nord Ovest del circuito murario, del quale si è compresa finalmente l’estensione completa. Nello specchio di mare antistante la città, nella rada portuale difesa dal promontorio di Capo Linaro, le indagini sono proseguite in relazione ai grandi impianti di itticoltura, con lo studio dei resti delle peschiere, del porto e dei fondali prospicienti, nonché con la documentazione e lo studio della lunga sezione esposta dall’erosione marina sulla spiaggia. I dati raccolti nel corso degli scavi raccontano un’intensa frequentazione dell’area castronovana, protrattasi per un tempo lunghissimo, a partire dal Neolitico fino all’età del ferro e in epoca etrusca, prima della deduzione della colonia romana vissuta poi per ottocento anni circa, tra il III secolo a.C. e il V-VI secolo d.C.: una lunga vicenda plurimillenaria, della quale alcune nuove immagini e testimonianze cominciano ad emergere dalla terra e dal fondale marino. Oltre al grande lavoro di ricerca, si è proceduto in parallelo con l’opera di continua manutenzione e pulizia dell’area archeologica, nonché a diversi interventi di restauro per la conservazione delle strutture rimesse in luce, sia all’interno del castrum che all’esterno sulla costa, nel balneum e nell’Edifico Quadrato lungo la via Aurelia. Tali interventi sono risultati di particolare importanza ai fini anche della fruizione pubblica del sito archeologico, che è stato possibile illustrare negli ultimi due anni già ad oltre un migliaio di persone, in occasione delle visite guidate organizzate durante gli scavi e nei mesi primaverili ed estivi. Fondamentale è stata l’attività didattica prestata per le scuole del territorio i cui alunni, grazie alla disponibilità degli archeologi e dei volontari della missione, hanno potuto visitare Castrum Novum e conoscerne la storia. Il risultato forse più importante degli ultimi anni, al di là delle scoperte archeologiche e della didattica, è stato senza dubbio l’aver finalmente raggiunto l’obiettivo di avviare la realizzazione del “Parco Archeologico Urbano di Castrum Novum”, che sarà possibile rendere operativo a breve, grazie all’idea promossa da lungo tempo dallo scrivente, progettata e fatta propria dall’amministrazione comunale di Santa Marinella e finanziata dalla Regione Lazio nel 2019. Un’operazione scientifica e culturale resa possibile grazie all’impegno pluriennale sul campo, in archivio e in biblioteca degli studiosi e ricercatori di università francesi (Lille e Amiens), della Repubblica Ceca (Ceske Budejovice, Pilsen), dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, insieme ai volontari e agli archeologi del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite, operanti presso il Museo Civico di Santa Marinella che, fin dal 2010, ha promosso e coordina il progetto di ricerca come concessionario degli scavi, sotto l’egida e la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale. Un articolato insieme di enti ma soprattutto un gruppo di lavoro fatto di persone, specialisti e appassionati, che negli anni hanno dedicato con restituire l’antica Castrum Novum a Santa Marinella e alla storia del Mediterraneo antico. https://www.centumcellae.it/cultura/nellantica-fortezza-romana-di-castrum-novum-scoperti-i-resti-del-foro-della-citta/
  12. Archeologia, vasca monumentale svela otto secoli di storia La scoperta sulla via Ostiense, nella periferia romana, resta un mistero: non si sa a cosa servisse l'enorme vasca in tufo da più di 40 metri Una vasca monumentale lunga oltre 40 metri, un’articolata stratificazione di edifici e costruzioni su due ettari di terreno, oltre otto secoli di storia. Sofisticate tecniche di scavo hanno permesso la scoperta e lo studio dello straordinario contesto tra via Ostiense e via di Malafede. Ma è ancora mistero sulla sua funzione: non è ancora chiaro a quale scopo potesse servire l’enorme vasca romana di tufo, osservano gli archeologi che studiano il sito. Il ritrovamento è avvenuto a partire dal giugno 2019, grazie alle indagini di archeologia preventiva dirette dalla Soprintendenza Speciale di Roma, in una porzione di territorio molto ampia. "Una scoperta che rinnova lo stupore nei confronti di Roma e delle infinite storie che ha ancora da raccontare. Trovarsi di fronte a un tale rinvenimento ha lasciato sorpresi anche i nostri archeologi". Così la soprintendente speciale di Roma Daniela Porro, commentando i ritrovamenti archeologici di Malafede. "Un contesto ricco e complesso, che sta a testimoniare quanto Roma, anche al di fuori dei suoi confini cittadini, abbia ancora tanto da regalare e da svelare ai suoi abitanti e non solo. Un altro successo dell'archeologia preventiva, essenziale per non disperdere il nostro passato, e per tutelare e per valorizzare territori che, altrimenti, resterebbero inesplorati". "Lo scavo, in tutta la sua grandezza, ci parla di un luogo importante - commenta Barbara Rossi, responsabile scientifico per le indagini archeologiche della Soprintendenza Speciale di Roma -, che ha avuto vita per oltre otto secoli come dimostrano la quantità e soprattutto la qualità delle costruzioni ritrovate, come la vasca monumentale del IV secolo avanti Cristo rinvenuta in tutta la sua ampiezza. L'approfondito studio del gran numero di materiali che questa indagine ci ha restituito e continua a restituirci - legni, terrecotte, oggetti metallici, iscrizioni - ci potrà svelare i segreti di questo straordinario angolo del territorio di Roma". Proprio per questo, spiegano, è in fase avanzata il progetto di valorizzazione in situ dei più importanti ritrovamenti; valorizzazione volta a raccontare le diverse epoche e i vari insediamenti che hanno caratterizzato la zona. Il territorio in cui è compreso anche il fosso di Malafede, abitato fin dall’età preistorica, è stato soggetto a numerose trasformazioni nel corso del tempo, come testimoniano anche i preziosi reperti recuperati durante le indagini archeologiche. https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/archeologia-vasca-monumentale-di-tufo-trovata-a-malafede-sulla-via-ostiense-5bbd1491-321d-4626-9675-e1a977ab37d6.html
  13. Buongiorno a tutti, mi chiamo Massimo Guerrini e mi sono appena iscritto al vostro sito, ho ritrovato delle vecchie banconote di alcuni viaggi fatti in passato, vorrei chiedere gentilmente se qualcuno potesse fare una valutazione a queste banconote, ovviamente una volta che sono state valutate se poi possono essere rivendute direttamente su questo sito, vi ringrazio anticipatamente per la vostra cortesia, se avete bisogno posso lasciare la mia email e il mio recapito telefonico in un messaggio privato. Ringrazio tutti e vi auguro una buona giornata. Purtroppo dovrò creare due post per poterle pubblicare poichè le immagini risultano essere troppo pesanti Massimo Guerrini
  14. Buongiorno, è il 24 agosto 410. Alarico, re dei Visigoti, dopo esser stato attaccato a tradimento dalle truppe romane di Onorio nei pressi di Ravenna, si è diretto verso Roma: l’ha cinta d’assedio per lungo tempo e attraverso la Porta Salaria (attualmente scomparsa in quanto abbattuta nel 1871) entra con le sue truppe e si dà al saccheggio. Esistono più versioni sulla dinamica dell’evento che coincidono però sul fatto che qualcuno aprì la Porta urbica dall’interno, consentendo l’ingresso ai Goti. Posto di seguito un buon video: Ciao Illyricum
  15. Scoperto un sarcofago del VI secolo a.C. nel Foro Romano: è la tomba di Romolo? Una eccezionale camera sotterranea è stata scoperta a Roma, dove sorgevano l’antica piazza del Comizio e l’edificio della Curia. Al suo interno vi era un sarcofago in tufo lungo circa 1,40 metri, associato a un elemento circolare, probabilmente un altare. Il sarcofago era stato scavato nel tufo del Campidoglio e dovrebbe pertanto risalire al VI sec. a.C. L’incredibile ipotesi è che potrebbe essere il sepolcro di Romolo, fondatore della città di Roma. Le indagini archeologiche erano iniziate un anno fa sulla base del lavoro dell’archeologo Giacomo Boni all’inizio del ‘900. I documenti di Boni avevano consentito di ipotizzare la presenza di un sepolcro (un heroon) dedicato a Romolo nel Foro Romano, a pochi metri dal sito del Lapis Niger e dalla piazza del Comizio. Il sito si trova sotto la Curia e, evidentemente, era stato preservato per il suo significato simbolico. Secondo la lettura di un testo di Varrone, coincide col luogo della sepoltura di Romolo, proprio dietro le tribune del Foro Romano (i rostri repubblicani). Non è un caso che la camera sotterranea scoperta sia sull’asse del Lapis Niger, la pietra nera indicata come luogo funesto perché correlato alla morte di Romolo. Ulteriori dettagli dello scavo saranno illustrati venerdì dalla direttrice del Parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, e dalla squadra di archeologi e architetti coinvolti nella ricerca. https://www.google.com/amp/s/ilfattostorico.com/2020/02/17/scoperto-un-sarcofago-del-vi-secolo-a-c-nel-foro-romano-e-la-tomba-di-romolo/amp/
  16. giangi_75it

    Lazio Medaglia Madonna dei 7 Dolori

    Buongiorno, vorrei avere informazioni circa questa medaglietta comprata d'impulso al convegno di Modena. Esiste un testo che cataloga e studia queste medaglie? Mi piacerebbe iniziare a collezionarle Grazie Gian
  17. https://it.businessinsider.com/archeologia-scoperta-una-citta-romana-senza-alcuno-scavo-falerii-novi/?fbclid=IwAR2q1c35kp2ecsxK0-Rbuun1Ttaz-8uiegTy42HsIeRDUGtgiZ-bdeBUKlk
  18. Buonasera a tutti, mi riaffaccio sul forum dopo parecchio tempo per segnalare una monetina apparsa da LANZ qualche tempo fa. Nulla di importante, si tratta di un denaro provisino della zecca di Roma che mel campo sopra il pettine, a dx della S ha un fiorellino a 6 petali. Dalla forma pittosto irregolare del "tondello" credo si tratti delle ultime emissioni pe questo tipo. Ho visto che è presente anche nel catalogo on line ma questo sta a sx, quindi un ulteriore variante. Mi piacerebbe, se ne avete voglia, avere vostre considerazioni in merito a questo simbolo che, credo appaia molto più raramente rispetto ad altri, Peso: 0,78 g. diamtero: 1,7 / 1,4 saluti lò
  19. Scrivo per la prima volta in questa sezione del forum per presentare una medaglia che mi piacerebbe moltissimo trovare, ma che per ora ho visto dal vivo una sola volta. Si tratta di una medaglia realizzata nel 1987 dall'artista Luciano Zanelli e coniata presso l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, per celebrare l'VIII centenario dell'assedio di Alatri da parte del re Enrico VI, figlio dell'imperatore Federico I Barbarossa. In realtà l'anniversario cadeva nel 1986, visto che l'episodio storico si colloca nel 1186; tuttavia, per una serie di ritardi nell'appalto e nella preparazione della medaglia, la presentazione ufficiale da parte dell'Autore avviene soltanto il 22 aprile del 1987, presso il civico museo di Palazzo Gottifredo. Prima di mostravi la medaglia, vorrei circostanziare l'episodio (in realtà sono più episodi collegati) da cui prende spunto la rappresentazione realizzata dal maestro Luciano Zanelli. Quanto segue è tratto in larga misura dall'articolo "1987 - 2000 L'epoca delle MEDAGLIE d'ARTE" presente sul sito http://www.aletriumcollection.it/, a sua volta inspirato al racconto dei fatti riportato dall'artista Luciano Zanelli nel suo libro “Felcia Anticoli Fiuggi”. Ci troviamo nel pieno delle lotte tra papato e impero per l'affermazione, da parte del potere temporale, della superiorità dell'autorità imperiale nei riguardi della Chiesa e del Papato. Nel 1186 il futuro re Enrico VI di Hoenstaufen, diretto in Sicilia, penetra nel Lazio ed impone a tutte le città di passaggio il versamento del “fodro”, una tassa dovuta dai sudditi per il sostentamento delle truppe imperiali. Diversi comuni, tra cui Anagni, Anticoli (l'attuale Fiuggi), Frosinone, Guarcino, Palestrina, Veroli, si piegano alla richiesta di Enrico VI. Altri, invece, si oppongono e iniziano una lunga e caparbia resistenza. Fumone, ad esempio (meraviglioso paese situato a pochi chilometri da Alatri) chiude in faccia le porte ai messi imperiali. Enrico VI invano tenta di prenderla d'assalto, giudicando dispendiosa l'azione (il paese si trova arroccato a circa 800 metri slm), e si dirige invece verso Ferentino, che si era unita a Fumone. Dopo martellanti azioni gli imperiali superano le mura e mettono a sacco la cittadina. Presa Ferentino, l'ira del germanico si rivolge contro Alatri, nella quale nel frattempo si erano asserragliati anche armati delle stesse città che avevano pagato il “fodro”. Ma le mura pelasgiche, la Civita e gli animosi difensori sono un ostacolo insormontabile; l'Hoenstaufen aveva posto il suo quartier generale sul Colle di San Pietro mentre la cavalleria chiudeva la valle di Carano e le fanterie circondavano le mura con macchine da guerra. L'assedio si protrae senza esito per giorni e, piano piano, gli assedianti incominciano ad avere la sensazione di trovarsi a loro volta circondati, dal momento che gli Alatrensi avevano chiesto rinforzi ai vicini alleati. Guarcino, Vico e Collepardo si erano uniti in lega ed altri uomini si erano messi in moto da Anticoli, Porciano, Anagni e da altri paesi limitrofi. Resosi conto dell'imminente pericolo, gli imperiali tolgono l'assedio e si dirigono verso Guarcino, con l'intento di eliminare la più pericolosa spina nel fianco. Sull'abbandono dell'assedio da parte degli imperiali, gli Alatrensi hanno creato diverse leggende, che riporto sinteticamente di seguito, visto che alcune di esse furono riprese nella realizzazione della medaglia: - un prodigioso intervento di San Sisto, il Santo Patrono della città, settimo Papa della Chiesa di Roma; - la straordinaria azione di una vergine paesana che, dagli spalti delle mura, incitava i concittadini alla pugna; - l'ingegnosa trovata secondo cui, durante una pausa dell'assedio, gli abitanti fecero sfilare dalle 4 porte della città l'esercito per più volte, facendo cambiare ogni volta abiti e insegne alle truppe, in modo da ingannare gli assedianti circa il reale numero dei difensori; - la messa in scena di un gruppo di contradaioli, che si mise a giocare alla “ruzzica” in uno spazio tra le mura e l'accampamento in cui si trovavano gli assedianti, con delle grandi forme di cacio che vennero poi offerte allo stesso Enrico VI, per dimostrare la ricchezza di vettovaglie di Alatri. Dicevamo dell'abbandono dell'assedio da parte degli uomini di Enrico VI. Le asperità del terreno (balze, gole, boschi, strettoie, il fiume Cosa) non consentono all'esercito tedesco di procedere compatto. Enrico VI vede tornare a brandelli le sue avanguardie, che cadono in imboscate e sono incalzate dai locali, che sfruttano tatticamente la superiore conoscenza del territorio. Finalmente l'esercito imperiale sbocca nella valle del Cosa sulla piana che si estende tra le città di Guarcino e Vico. Alle proprie spalle ha lasciato le indomite Alatri e Fumone, imbaldanzite dal successo. Verso nord la ritirata sarebbe un suicidio, non consentendo il terreno un buon campo di manovra per la cavalleria teutonica, nerbo dell'esercito. Enrico VI si trincea perciò nella valletta sotto Guarcino, con la preoccupazione di come defilarsi da questa critica situazione. In questo contesto si colloca l'episodio della "Disfida del Malpensa". Le cronache del tempo, pur non risolvendo l'enigma di quali furono i presupposti dell'idea della disfida fra due campioni degli eserciti contrapposti (c'è da supporre che la proposta sia nata dai germanici che cercavano un espediente a buon mercato per sganciarsi dalla trappola che poteva scattare) narrano che un “teutonicus” ed un latino, tale Malpensa Guttifredi scesero a singolar tenzone davanti al re Enrico VI con l'esercito posto a cerchio e il popolo di Guarcino sugli spalti. Se avesse vinto il germanico, Enrico VI avrebbe avuto la concessione di proseguire sul sentiero che portava verso Napoli. In caso contrario, avrebbe ritirato l’esercito a nord di Roma. Come potete immaginare, il Malpensa ebbe la meglio e il suo successo sancisce la definitiva vittoria delle città laziali sui tedeschi. Ed ora la medaglia:
  20. Buonasera a tutti, posto l'immagine di questa mezza piastra di Innocenzo XI del 1715 in metallo bianco (stagno?). Il peso è di g. 12.2 . Chiedevo se qualcuno aveva mai visto qualcosa di simile e cosa potrebbe essere.
  21. AndrewChoosy

    Lazio Medaglie da pulire

    Buongiorno. Apro la mia prima discussione per chiedere consigli per quanto riguarda la pulizia di due medaglie in bronzo di inizi '800. Vorrei evitare di fare danni cone graffiare i fondi o eliminare la patina. Premetto che lavoro in un laboratorio di analisi ed ho la possibilità di prepararmi senza problemi soluzioni come EDTA o di utilizzare un bagno ad ultrasuoni. Vi ringrazio in anticipo per i consigli che vorrete darmi.
  22. Ciao a tutti, vi posto l'immagine di questo mio decreto della Repubblica Romana dove si parla dell'emissione di moneta erosa (mistura) da 16 e 40 Baiocchi. Mi sto interrogando sulla frase: "...colla proporzione di quattro decimi del valore nominale...". Cosa significa esattamente? Semplicemente che il valore intrinseco del metallo utilizzato è pari a 4/10 del valore nominale (fiduciario)? Grazie mille Alessio
  23. Phil

    Lazio VALORE

    Salve ! Ho diversi tagli di ostmark del tipo nella foto. Quale è il loro valore approssimativo?
  24. Salve a tutti domanda strana e spero che qualcuno mi può rispondere...con questo tipo di grosso all'epoca cosa potevi comprarci ?
  25. Salve, chiedo aiuto per una corretta classificazione della medaglia sotto allegata (non ci capisco nulla di medaglistica), da ricerche fatte sia su aste passate che su siti di medaglistica non sono riuscito a trovare nulla. Chiedo a qualcuno esperto del settore se può aiutarmi a dare una giusta classificazione, ringrazio anticipatamente. Caratteristiche: Diametro 40 mm. peso 41,9 metallo oro 750/1000 saggiato (la medaglia non ha marchio di caratura) Al D. presenta la scritta F.M.Lorioli & Castelli. Al R, PAPI
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