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  1. mi sono spesso chiesto come si possa identificare questo tipo di monete?
  2. Buongiorno, vorrei sottoporre alla vostra attenzione questo quattrino di Nicolò Ludovico principe di Piombino. So che sono noti esemplari con data 1651 e 1654, ma nel mio esemplare, dopo la N• di PRIN• si distingue chiaramente un 4 (la seconda cifra è più incerta, forse un 5?). Vi chiedo pertanto un parere è se eventualmente ho preso un abbaglio. un cordiale saluto!
  3. Finalmente sono riuscito a metterci le mani sopra!! Il Di Giulio x il Tallero per Pisa di 2°Tipo del 1615 dice: Sconosciuto in C.N.I. e Galeotti Due unici esemplari rispettivamente comparsi in listino Canessa De Nicola del Dicembre 1949, ed in Asta Santamaria 1955 (raccolta Signorelli). non esprime rarità. Un altro esemplare è comparso in ARS Classica n 50 il 15 Novembre del 2008 (indica come estremamente raro), con il mio fanno 4 esemplari. Il libro Attilio Manzoni non lo cita nemmeno, salta la data. data parecchio più rara del 1609 che ultimamente invece si vede apparire alle aste e classificata R5. Descrizione: Monete di zecche italiane Pisa Cosimo II de’Medici, 1609-1621. Tallero 1615, AR . Mezza figura radiata del duca in armatura d., con lo scettro nella mano d. e la s. sull’elsa della spada; nel giro, sotto il taglio del busto, 1615. Rv. Stemma coronato caricato su croce di S. Stefano. CNI –. Galeotti XXXI (manca questa data). Di Giulio 70. Ravegnani-Morosini 14. Estremamente raro. rottura di conio al diritto e leggeri difetti tipici dell emissione e della data, il più bel pezzo mai apparso su asta, di eccezionale freschezza e aspetto, fondi lucenti FDC/SPL+ saluti fofo
  4. In una precedente discussione sono state inserite nel post le foto di queste monete(aquila - P ). Sapreste darmi più informazioni in proposito: catalogo, peso ,dimensioni etc. GRAZIE!!!
  5. Sorpresa a San Casciano, dalle terme romane emerge un tesoro votivo unico L'archeologo Tabolli, "Un contesto senza uguali nel Mediterraneo antico" Piscine ribollenti di acqua calda e curativa in uno scenario mozzafiato, con salti di quote, terrazze digradanti nel verde, fontane, colonnati, giochi d'acqua. A San Casciano dei Bagni in Toscana, piccolo borgo nella provincia di Siena che ancora oggi conta molto sul turismo termale, gli archeologi sono impegnati da tre anni in uno scavo che ha già fatto parlare di sé con il ritrovamento di una grande vasca, oggetti votivi, altari dedicati agli dei, persino un bassorilievo con l'immagine di un grande toro e uno splendido putto in bronzo, capolavoro di età ellenistica. Ma la vera sorpresa, racconta in anteprima all'ANSA l'archeologo Jacopo Tabolli, è arrivata in queste ultime settimane con la scoperta delle reali dimensioni del santuario, che era stato degli etruschi e che i romani nei primi secoli dell'impero vollero rifondare rendendolo monumentale. Un tesoro sacro nelle terme romane, scoperta eccezionale a San Casciano Eccezionale al punto da ordinare alla zecca il conio di un tesoro di sfavillanti monete in argento, oricalco e bronzo destinate forse proprio alle offerte dell'imperatore, per onorare quegli dei che dovevano vegliare sulla sua salute e su quella dei tanti notabili romani pronti ad affrontare il viaggio verso questo luogo sacro . "Un contesto senza uguali in Italia e nel Mediterraneo antico", sottolinea appassionato Tabolli, che insegna all'Università degli stranieri di Siena e qui guida dalla prima ora il progetto, promosso dal comune con la concessione del ministero della cultura e portato avanti insieme a Emanuele Mariotti, direttore dello scavo, Ada Salvi della soprintendenza oltre ad atenei italiani e internazionali. Una scoperta eccezionale, spiega, "per le dimensioni dell'area del santuario, molto più grandi di quello che potevamo immaginare, con diversi edifici sacri, altari, piscine". Le riprese dall'alto con il susseguirsi di marmi, strutture, e vasche di ogni forma e dimensione che emergono dal fango, sono emozionanti. Ma a stupire è anche la qualità e la rarità del tesoro di oggetti emersi in queste ultime settimane di scavo. Il più importante, dice Tabolli, è forse uno strabiliante utero in bronzo che risale agli anni tra la fine della Repubblica e l'inizio dell'Impero romano: "Nei santuari etruschi e poi in quelli romani dedicati alla fertilità è frequente trovare uteri in terracotta, in bronzo sono rarissimi", spiega il professore. A dispetto delle temperature roventi, ogni giorno di questo cantiere è stato ad alto tasso di adrenalina, "con scoperte continue", racconta, da un incredibile orecchio in bronzo dei primissimi anni dell'impero che un certo Aulus Nonnius aveva dedicato agli dei per ringraziarli della guarigione, a una gamba e persino un rarissimo pene, sempre in bronzo. Senza contare le monete: "oltre tremila e tutte di fresco conio" come ha documentato Giacomo Pardini, esperto dell'Università di Salerno. "Uscite dalla zecca di Roma e subito portate a San Casciano ad onorare la sacralità del luogo e molto probabilmente i suoi momenti fondativi", ragiona Tabolli. Meraviglie a cui si aggiungono splendidi altari scolpiti nel travertino locale. Massimo Osanna annuncia che ci sono già i fondi per dare vita a San Casciano ad un museo interamente dedicato alle scoperte del Bagno Grande: "Lo apriremo in un palazzo cinquecentesco del centro storico - anticipa Osanna- per allestirlo con i reperti già scavati e quelli che arriveranno". DAGLI ETRUSCHI AI MEDICI Tant'è, il lavoro dell'ultima campagna di scavo, la settima, come al solito portata avanti coinvolgendo frotte di studenti, ha acceso nuova luce su alcune fasi della storia di questo incredibile santuario, frequentato anche all'epoca dei Medici, tanto che Federico Borromeo - sì proprio il cardinale che tutti noi ricordiamo dai Promessi Sposi - venne fino a qui per ben due volte nel 1600 e poi nel 1601 per curare un dolorosissimo quanto misterioso "mal di guancia". "Stiamo recuperando quello che resta del porticato costruito nel '500 dai Medici", che poi spostarono il centro termale nella zona di Fonteverde, a due chilometri dall'antico santuario, spiega l'archeologo. Intanto sono state trovate le prove di un drammatico crollo che coinvolse la zona del Bagno Grande negli ultimi anni del III secolo d.C., quando nel terreno si aprì una voragine profonda più di due metri che fece sprofondare quasi tutto, vasche, edifici, colonnati. I romani cercarono di rimediare al disastro avviando una possente operazione di restauri e interpretarono quella devastazione come un prodigium, un segnale mandato dagli dei. "Proprio qui nel cuore della voragine - indica Tabolli - innalzarono un nuovo altare e sulle macerie costruirono una nuova piccola vasca con tanto di gradini per rendere più facili le immersioni". Una determinazione che la dice lunga sul fascino di un luogo amato e frequentato da più di duemila anni. E che in autunno, con la ripresa degli scavi, potrebbe riservare ancora chissà quali sorprese. https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/2022/08/04/sorpresa-a-san-casciano-dalle-terme-romane-emerge-un-tesoro-votivo-unico_01b56045-0dbd-429e-a34e-93b0327d41b8.html
  6. Buonasera, vi posto questo Quattrino di Firenze Pietro Leopoldo di Lorena 1771/1790 con il dritto incuso al retro, per vedere se si riesce a ristringere il periodo,l'anno, di emissione. Un particolore che ho notato,se può aiutare, è lo scudo leggermente più grande da altri anni e che ho visto, ad esempio, in quello sul MIR che ce l'ha più piccolo ed è del 1790. Grazie
  7. Salve chi mi può aiutare nel classificare questa monetina Medicea?penso sia in mistura ed ha un diametro di circa 15mm. Mi aiuto con il MIR ma ?spulciandolo tutto non trovo corrispondenza con la postura di San Giovanni.
  8. Tallero di Pisa. 1611 Di Giulio Num. 66b. Il tipo compare in Asta Rauch 95 /2014) lot. 1226 Inasta 73 (2018) lot. 873 una variante del tipo 66, non recensita in Di Giulio , con il Dr. recante: COSMVS • MED • MAGN • ETR • DV(sic!) ed il R recante PISA • IN VETVSTAE • MAIESTATIS • MEMORIA[M] (con la M coperta dalla corona) è apparsa in asta Roma XXIV (2022) lot. 1430.
  9. Buonasera Nella prossima asta MDC Monaco viene proposta una bella serie di fiorini, da diversi giorni mi ero riproposto di aprire una discussione per analizzare alcuni di questi, soprattutto alla luce di quello che ci siamo detti in passato riguardo alle imitazioni medievali di fiorini di Firenze ed a quello che abbiamo letto sullo studio di Massimo de Benetti relativo ai primi 100 anni di coniazione di queste monete (a proposito, credo che non ringrazierò mai abbastanza @ghezzi60 per averci segnalato questa pubblicazione). Ne "I primi 100 anni del fiorino d'oro evoluzione e classificazione" si trova un capitolo sulle "imitazioni non firmate" dove De Benetti propone una diversa provenienza rispetto alla zecca di Firenze per tre gruppi distinti di fiorini, individuati con precisione. Il gruppo III viene definito co "N inverse" per il diverso orientamento della stanghetta nella N della leggenda, altro carattere distintivo è il punto a fine leggenda del rovescio. Allego alcune immagini prese dallo studio citato: segue..
  10. il mio ultimo aquisto. Asta Negrini sett. 2022. in Catalogo d'asta riportata come 1605. Riguardando la foto del tallero , tuttavia, direi proprio che in realtà è un 1603 (col conio stanco?). In questo caso sarebbe un 1603 di un tipo Bb*, comunque non citato in Di Giulio che riporta solo un tipo Ba. in Coinarchives (academic edition) vedo solo due 1603, uno di tipo Bb* (Rauch 101, lot 603) come il mio, ma con una corona leggermente diversa (tre tratti verticali lunghi e due brevi, la mia ha quattro brevi e tre lunghi -interessanti anche queste piccole varianti). l'altro 1603 È di tipo Ba, peraltro con una corona ancora diversa, come quella in Di Giluio Nr. 44 (Asta Gorny 230 lot. 3667). Del 1605 sono comparsi almeno 14 esemplari (al netto delle varianti di legenda). quindi il 1603 è certamente più raro del 1605 e quindi sono anche più contento.
  11. Ciao amici. Qualcuno mi identifica questa moneta ? Diam. mm19, mistura, molto sottile. Purtroppo oltre quanto si legge sulla moneta non altro da dire. Grazie ser
  12. Questo tallero di pisa del 1620 (tipo If) fu il primo della mia collezione. lo acquistai anni fa dal compianto Emilio Tevere, che la periziò come qSPL
  13. Tallero di Pisa anno 1608 tipo di Giulio Cf. non compare nelle aste in sixbic-coin-archive. il Di Giulio non dà indicazione di raritÀ, ma riporta che è assente nel CNI. non ho il MIR qui adesso e non possiedo il Pucci. qualcuno può darmi ulteriori riferimenti in merito ad altre attestazioni?
  14. Tallero di Pisa anno 1604 tipo di Giulio Ae*. il tipo in realtà non è catalogato in Di Giulio, che riporta solo un tipo: Bc. A giudicare dalle aste presenti in sixbid-coin-archive la variante con il 4 allungato nello spazio vuoto tra tra punto e asterisco appare solo su un altro esemplare
  15. Ho chiesto lumi alla Dott.ssa Barbara Maria Affolter dell Archivio Storico della Ven. Arciconfraternita della Misericordia di Firenze, che pubblicamente ringrazio, la quale mi ha gentilmente confermato la bontà della medaglia in oggetto, commissionata da Loro per l'Anno Santo 1875. Non mi ha però saputo dire se è rara o meno. La stessa medaglia risulta anche descritta su un pdf trovato in rete a firma "Augusto Ridi" dal titolo "La medaglia coniata da Amalia Duprè" da cui estraggo alcune righe: "...oltre a quelle coniate o fuse per le feste patronali, che sono molte, si fanno notare anche medaglie devozionali, al merito e commemorative. Alcune sono rarissime.....Alcuni come il Gori, Il Giorgi e il Pieroni, nella seconda metà dell'Ottocento...hanno modellato più di una Medaglia della Misericordia....La Mater Misericordiae, plasticamente modellata da un anonimo, è una devozionale coniata per l'Anno Santo 1875...." A questo punto chi eventualmente avesse notizie riguardanti la stessa mi farebbe cosa gradita......e se mi fate un posticino su una scheda la possiamo inserire. Posto le misure: Ø 47,00 mm , sp al bordo 4,00 mm , peso 45,86 gr , dorata
  16. Fede1972

    Votiva Zona Lunigiana

    Buonasera mi potete aiutare gentilmente con questa votiva, da un lato si vede la figura di Gesù, dall'altra mi sembrava una figura femminile, ma ha la capigliatura molto strana, allora forse e' un Drago ??? Misure h3,2cm x l2,2cm Grazie a tutti . Federico
  17. Buongiorno, allego foto di questa DENA 1807 da 10 lire gradito parere su stato di conservazione rarità e valutazione sul mercato.
  18. Buongiorno, allego foto di questa 5 franchi 1807 busti medi, gradito parere su stato di conservazione rarità e valutazione sul mercato.
  19. Buongiorno, allego foto di questa piastra di Cosimo III., Gradito parere su stato di conservazione (traccia di appiccicagnolo) rarità e valutazione sul mercato.
  20. Ieri sera sono stato rapito da questo Piombino... e che dovevo fare, lasciarlo andare? Proveniente da InAsta 101, ha fatto un giretto e ora riposa tra i miei vassoi. Ve lo mostro, è un quattrino di Niccolò Ludovisi con busto a destra. Spero vi piaccia. ZECCHE ITALIANE - PIOMBINO - Niccolò Ludovisi (1634-1665) - Quattrino CNI 34/70; MIR 370/3 (CU g. 0,63) N.
  21. Good day to All! Could You please help me with this francescone - according to catalogue, this type appeared in 1777 only, but on the coin I see 1776. Is this catalogue's mistake, or RRRRR coin, or something else? Thanks! https://ibb.co/2PMk85Y https://ibb.co/MVrKPm3 https://ibb.co/KGm97R9 https://ibb.co/QKsfZtx
  22. Sul numero di giugno di "Medioevo" c'è un interessante articolo di F. Borghero-A. Montagano su di un raro fiorino di Firenze del 1376 che ha in cartiglio la scritta LIB. La coniazione si inserisce nella così detta "Guerra degli Otto Santi".
  23. Vorreì iniziare questa discussione per appunto divulgare la storia di questa fantastica moneta dell epoca moderna. Incominciamo dando le prime informazioni su questa tipologia di monetazione. Monetazione che veniva battuta nell officina di Firenze e incominciò sotto Ferdinando II nel 1665, nessuna moneta risulta firmata, nè si conoscono i nomi degli artisti che hanno lavorato, in tale periodo, nella zecca fiorentina. La Questione avvenne e si trascinò sino al 1665 quando si decise di ovviare agli inconvenienti dei commercianti e negozianti di Livorno (questione dovuta alla presenza dei reali calanti nel peso) con la creazione di una moneta nazionale in grado di competere con l argento forestiero, la quale si sperava, avrebbe risolto la questione. Ad essa venne dato il nome di pezza delle rose (in seguito modificato in pezza della rosa) dal tipo del rovescio, sove comparivano appunto due rigogliose piante di rosa. la moneta doveva essere emessa al taglio di 13 pezzi e 1/11 per libra di metallo della bontà di once 11 di argento fino,pesava 22 denari conforme era stato permesso per legge di S.A.S.del 1 Marzo 1661 e rescritto dell 8 Maggio del 1665. L iconografia: L arme medicea sul diritto e sul rivescio, una pianta di rose con la legenda: GRATIA OBVIA VLTIO QVAESITA-LIBURNI : Con questa impresa-scrive il Galeotti-per la quale il motto fu composto da Francesco Rondinelli,bibliotecario del Granduca,volle Ferdinando II far comprendere ai suoi nemici che pur essendo di animo generoso e buono aveva occorrendo mezzi adeguati e pronti a rintuzzare le offese così come la rosa che di fronte alla sua grazia e bellezza-GRATIA OBVIA-ha le spine per difendere e punire quando si osi toccarla-VLTIO QVAESITA. E le spine, nelle varie figurazioni delle piante di rose, sono poste sempre in eloquente evidenza. Allego foto della prima pezza della rosa.
  24. Saluti a tutti. Premetto che la monetazione toscana non è il mio ambito di collezione, quindi mi scuserete eventuali imprecisioni. Osservando alcuni lotti in asta da Elsen ho notato un fiorino con una armetta non particolarmente significativa ma che, non so perché, tra le altre ha attirato la mia attenzione. La descrizione della casa d'aste, probabilmente corretta, riporta l'individuazione di due "palme decussate", primo semestre 1331, Iacopo di Alberto Alberti. Mi aveva attirato il fatto che, a mia vista, non sembrano palme e avevo anche chiesto lumi in altra discussione circa la correttezza dell'attribuzione. Poi però la curiosità si è spostata sul nome dello zecchiere...riporto qui di seguito alcune foto per poi condividere la storia del personaggio, che sorprendentemente mi riporta in veneto e quindi nelle zone di mio interesse...
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