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  1. Crinna23

    Emilia Romagna Id votiva

    Ciao a tutti. Vi chiedo aiuto per l'identificazione e per un'eventuale datazione di questa votiva. Da un lato sembra di intravedere la Madonna con Gesù bambino mentre dall'altro si legge la scritta "IESU E MARIA VI DONO IL CVORE E LANIMA MIA". Grazie in anticipo, buona giornata!
  2. Scavi archeologici a Gatteo: inaspettate scoperte dal sottosuolo lungo l’antico Rubicone Settembre 22, 2020 Gli scavi archeologici effettuati a Gatteo, in relazione alla realizzazione di un Polo Logistico all’interno di un Piano Particolareggiato di Iniziativa Privata – in prossimità del casello autostradale A14 “Valle del Rubicone” tra via Campagnola e via Mistadella – hanno permesso di documentare un sito articolato tra preprotostoria ed età romana e caratterizzato da un importante patrimonio archeologico. Gli scavi, iniziati ad ottobre 2018, si sono conclusi appena una settimana fa con l’esecuzione delle ultime indagini, per una durata complessiva di due anni. Una durata importante per uno scavo archeologico, determinata dall’importanza di quanto rinvenuto e dalla vastità dell’area indagata, con una superficie di 40.000 mq in corrispondenza del Piano Particolareggiato (Lotto 1), e di 10.000 mq per le verifiche fatte in corrispondenza del tratto di strada che collegherà al casello (superficie complessiva di 5ettari). La ditta Tecne S.r.l. di Riccione è stata incaricata di condurre uno scavo archeologico estensivo sotto la direzione scientifica della dott.ssa Annalisa Pozzi, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ravenna. Le attività in cantiere, interamente finanziate dalla T&M Properties S.p.A., hanno visto il coinvolgimento di diversi archeologi e di una restauratrice, coordinati dal dott. Cristian Tassinari della ditta Tecne S.r.l. Lo scavo archeologico ha portato alla luce importanti attestazioni, che documentano lo sfruttamento di un’area segnata dal percorso del Rubicone: un gruppo di ricche sepolture di età orientalizzante, un villaggio protostorico con tracce di attività legate alle vita quotidiana e alle produzioni artigianali, nonché attestazioni di un sistema difensivo particolarmente articolato che porta a collocare in questo punto l’organizzazione di un accampamento romano, frequentato dall’epoca repubblicana fino al periodo tardoantico. Il sito di Gatteo appare porsi in relazione con la rete itineraria, in cui costituiva un punto di riferimento il passaggio del fiume Rubicone e in relazione alla quale lo scavo ha documentato un asse viario, segnalato dai fossi di guardia laterali, che collegava la costa verso l’interno, procedendo in direzione del Compito e quindi della via Emilia. Tali percorsi, che costituivano elementi di attrazione e poli aggreganti in funzione della circolazione di beni e persone, dovevano essere attivi fin dall’epoca pre-protostorica per essere poi ripresi nella rete viaria di età romana. Il nucleo di sepolture villanoviane Durante le operazioni condotte in cantiere è emerso un piccolo nucleo di 6 tombe a cremazione, databili tra la fine dell’VIII e la prima metà del VII secolo a.C., caratterizzate da corredi con materiali in ambra, in bronzo e in ceramica, nonché materiale organico come legno. Tra gli oggetti documentati, si annoverano elementi di ornamento per le sepolture femminili (fibule, orecchini e cinturoni) e armi per le sepolture maschili (punte di lancia in ferro e in bronzo). Di eccezionale rilievo è il recupero di un arredo ligneo, probabilmente un piccolo trono, utilizzato come supporto per l’urna cineraria di tomba 3. Particolarmente interessante il collegamento con la documentazione archeologica di Verucchio e con le sue necropoli, considerato che i siti in questa fase appaiono collocarsi per lo più su luoghi di altura, mentre qui ci troviamo in un settore di pianura distante oltre 20 Km da quello che in questa fase è il centro egemonico del territorio. Fig. 1 Tomba 4 (maschile entro dolio) in corso di scavo. Fig. 2 Corredo della tomba 8 (femminile). Fig. 3 Selezione di elementi di corredo in metallo, osso e ambra dal gruppo di tombe villanoviane. Il villaggio protostorico In prossimità del nucleo di tombe, è stato individuato un esteso ed articolato abitato, di cui è stato possibile definire i confini su tre lati, con una estensione ipotetica di circa 15.000 mq, ed un inquadramento cronologico, sulla base del materiale ritrovato, riconducibile all’età del Ferro, indicativamente tra VIII e VI sec. a.C. Numerose le tracce di strutture di tipo abitativo, che si presentano come capanne a pianta sub-rettangolare o circolare variamente dislocate, e le tracce di attività economico-produttive, legate alla filatura, alla realizzazione di vasellame ceramico e alla lavorazione delle pelli. In particolare quest’ultima lavorazione , cui sono riferibili numerosi pozzi, vasche per l’immersione e per l’affumicatura, sembrerebbe costituire una specializzazione dell’intero settore. Particolarmente importante la documentazione materiale, in quanto è stato possibile recuperare numerosi reperti archeologici, in buono stato di conservazione, che ne permetterà il recupero e il restauro. Fig. 4 Foto aerea di un settore dell’abitato con le strutture produttive. Fig. 5 Fotografia d’insieme di alcune strutture per la lavorazione delle pelli. In primo piano una cosiddetta “fossa a sigaro”, usata per immergere i telai. Fig. 6 Recupero di un vaso all’interno di una delle cavità dell’abitato. L’accampamento romano Il rinvenimento, a margine del Lotto 1, di un comparto con strutture a pianta rettangolare imperniate su pali lignei, confrontabili con edifici interpretati come caserme, aveva suggerito già dal 2019 la possibilità che in questo punto vi fosse un presidio militare, ipotesi avvalorata anche dal ritrovamento di una particolare fibula in ferro, frequentemente in dotazione all’esercito. Lo spostamento delle indagini nel settore della bretella stradale non solo ha confermato questa impressione iniziale, ma ha dimostrato come l’insediamento di tipo militare si distribuisse su un areale molto vasto, presumibilmente superiore ai 30 ettari, in cui si alternavano spazi protetti da lunghe recinzioni, apparati difensivi, latrine, edifici di tipo residenziale e dirigenziale. L’area della rotonda in esecuzione su via Molino Vecchio ha restituito le evidenze più significative in tal senso. Verso est, le fondazioni di una torre a pianta poligonale e quelle di un edificio a pianta rettangolare, entrambi sorretti da imponenti montanti lignei di cui si sono riconosciute le fosse di fondazione, si saldavano a una palizzata lunga circa 150 m, che fungeva da elemento di delimitazione per un settore fortemente insediato posto ad ovest di essa. Qui, oltre a una caserma dalla consueta pianta allungata è venuta alla luce una schiera di ambienti associati a un cortile con piano in frammenti fittili e ciottoli, in cui si apriva la bocca di un pozzo. Questa area ha restituito anche abbondanti testimonianze materiali, come il vasellame legato all’assunzione del vino (coppe, bicchieri, anfore e brocche) e gli elementi in metallo che rimandano invece all’abbigliamento dei soldati (borchiette in bronzo, lamelle per corazze, chiodini in ferro per calzari). La presenza di un vano absidato e la qualità dei vasi ceramici suggeriscono che questo quartiere fosse connesso con le residenze dei generali o con il settore dirigenziale dell’accampamento (i cosiddetti Principia). Non mancano infine testimonianze relative all’esistenza di civili (artigiani) e di attività connesse alla sfera femminile (tessitura), che trovavano collocazione nelle parti esterne al campo. Sulla base dei materiali recuperati l’insediamento militare di Gatteo, impostatosi durante le prime fasi della romanizzazione (III sec. a.C.), dovette rimanere in esercizio fino al VI sec. d.C. Fig. 7 Settore est della rotonda su via Molino Vecchio: a sinistra, edificio a pianta rettangolare; in alto a destra, la fondazione della torre poligonale Fig. 8 Cortile con piano in battuto di ciottoli e laterizi. Sulla destra, il pozzo. Fig. 9 Coppa in ceramica sigillata con rappresentazione di combattimenti tra gladiatori. Dal quartiere dei Principia. La valorizzazione e la divulgazione del patrimonio archeologico I risultati raggiunti, sia per le fasi protostoriche, sia per le fasi romane aprono per gli studi archeologici nuovi e interessanti spunti di ricerca, e segnano la necessità di attivare forme di valorizzazione e di divulgazione del ricco patrimonio archeologico. La Soprintendenza, in accordo con l’Amministrazione Comunale di Gatteo e in collaborazione con la Provincia di Forlì-Cesena, intende procedere con un progetto di restauro e di valorizzazione di quanto rivenuto, che non potrà non tener conto delle connessioni tra questo sito e quello di San Giovanni in Compito, dove si ha attestazione di un insediamento databile allo stesso periodo e dove è venuta alla luce, nel 2018, una sepoltura principesca con carro. Tra gli obiettivi principali il restauro di buona parte del materiale archeologico, per il quale è stato richiesto un finanziamento al Ministero per i Beni e per le Attività Culturali e per il Turismo, e la ricostruzione del sistema difensivo e di parte dell’accampamento romano. In attesa di attivare il progetto di valorizzazione, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ravenna, in collaborazione con il Comune di Gatteo e con la ditta Tecne S.r.l., ha organizzato per domenica 27 settembre, nell’ambito delle Giornate Europee per il Patrimonio, un pomeriggio dedicato alle nuove scoperte con una conferenza di divulgazione dei dati e con uno spazio dedicato alle ricostruzioni e alle rievocazioni della quotidianità nel villaggio protostorico e nell’accampamento romano, curate dall’Associazione Culturale Legio VI Ferrata. https://www.romagnauno.it/featured/scavi-archeologici-a-gatteo-inaspettate-scoperte-dal-sottosuolo-lungo-lantico-rubicone/
  3. La pala di San Leo è opera di Botticelli Ne è certa Annalisa di Maria: la Madonna in trono è attribuibile all'autore toscano La grande pala con la Madonna in trono, conservata al Museo di arte sacra di San Leo, piccolo comune in provincia di Rimini, sarebbe attribuibile a Sandro Botticelli. Ne è convinta Annalisa Di Maria, studiosa d’arte, ricercatrice che da molto tempo si occupa di studi sul neoplatonismo fiorentino e che ha condotto una approfondita analisi sull’autore toscano. L’annuncio è arrivato domenica sera, nell’ambito di una “Giornata di studi e ricerca sulle opere di arte sacra”, corredato di elementi nuovi che presto saranno diffusi in una pubblicazione. Il pittore della corte dei Medici, conosciuto universalmente, tra le altre cose, per aver dato vita alla bellissima “Nascita di Venere” e alla “Primavera”, avrebbe lasciato questo prezioso dipinto sacro, fino ad ora rimasto sconosciuto: l’impianto è simmetrico, ben iscritto nel trono e nelle cornici superiori, le vesti preziose, le figure sono maestose ma piene di grazie e di una umanità, tradita dai gesti, dall’inclinazione dei capi e dallo sguardo che si rapporta direttamente con l’osservatore. “È giusto che quest’opera riacquisti il suo naturale splendore e che si prenda l’importanza che merita”, è stato il commento della studiosa. https://bologna.repubblica.it/cronaca/2020/09/07/news/pala_botticelli-266495957/amp/
  4. Salve a tutti, chiedo un aiuto per l'identificazione di questa moneta. Mi pare un 3 kreuzer di Pfalz Zweibrucker, ma non ne sono assolutamente certo. Peso gr.1,46 e diametro 21,5 mm. Grazie https://ibb.co/5BYDcP2
  5. Buongiorno, chiedo un'aiutino agli esperti per la datazione forse anni '20 di questa medaglia che sembra in argento della Cattedra Ambulante di Agricoltura di Piacenza, diametro mm. 33, grammi 13 della Johnson, si vede un monogramma EB o ES, forse Emilio Saroldi ? Grazie
  6. Ciao a tutti, moneta entrata recentemente nella mia collezione. Avendo concluso la serie di Napoleone che avevo in mente, mi sto orientando sugli scudi, senza seguire una serie precisa, senza sentire la necessità di chiudere un qualcosa, ma puntando unicamente sugli esemplari che mi piacciono o mi ispirano di più per storia e bellezza. Pochi ma mirati, con l’intento di godermi a tutto tondo un hobby come la numismatica. Casualità ha voluto che l’inaugurazione avvenisse con Maria Luigia, che di Napoleone è stata la moglie Mi è piaciuta da subito e non me la sono lasciata sfuggire. Di seguito i link alle foto: Dritto Rovescio
  7. Vorrei mostrarvi il taglio di questo Scudo 1797 G.P.di Bologna e che da parte mia è il primo nel quale noto questa strana zigrinatura (sembra in rilievo) sotto le normali Fogli in rilievo. Somiglia alle piastre napoletane di Ferdinando II ma sono in rilievo e sotto queste monete non l'avevo mai viste. Cosa potete dirmi? Grazie F.
  8. Buongiorno a tutti, quest’oggi vi scrivo per mostrarvi il mio ultimo acquisto di pochi giorni fa. Si tratta di un Giorgino di Francesco I, zecca di Modena, decisamente consumato. A chi non conosce le monete di questa zecca potrebbe sembrare una di quelle monete da non considerare neanche, ma chi colleziona Modena si sarà già accorto che questo Giorgino presenta la rara (molto rara) variante con la scritta Sanctus Giminia al rovescio (invece che Protec Noster). inoltre, il giorgino presenta un colore rosso tipico delle monete in rame, mentre questa dovrebbe essere in mistura. quindi mi sorge un dubbio: si tratta di una mistura semplicemente lavata male o questa rara emissione presentava una percentuale di argento più bassa delle altre? grazie a chiunque leggerà e a chi vorrà rispondere! Cioso Ecco il dritto della moneta
  9. palpi62

    Emilia Romagna CONIO MARIA LUIGIA

    Buongiorno, chiedo agli esperti tra cui @incuso pareri su questo conio di medaglie di Maria Luigia venduto su Ebay, non doveva essere custodito in qualche museo? Grazie
  10. Buongiorno, chiedo aiuto per datare questa medaglia o prova visto che l'appicagnolo non è forato. Il logo della associazione combattenti e reduci dal 1946 è un elmetto questa mi fa presumere che sia del 1919, che ne dite? Grazie
  11. Ciao Ho comprato la moneta della Maria Luigia 5 lire 1832. Per favore, se riuscite a vedere dalle foto, vorrei un vostro parere Grazie
  12. Buongiorno a tutti, come state? Era un po’ che non aprivo una nuova discussione, ma ho sempre continuato a leggervi con grande piacere. Oggi torno ad aprire una discussione per mostrarvi una moneta ricevuta ieri da un amico, è una moneta brutta, molto brutta, ma che potrebbe rivelarsi una variante inedita del Sesino di Modena di Francesco I d’Este. Da quel poco che si riesce ancora a vedere in questa moneta, si riesce a distinguere un busto diverso rispetto ai classici Sesino di Francesco I, la capigliatura é diversa, inoltre il ritratto non si interrompe subito sotto la testa ma prosegue comprendendo anche parte del busto. Questo tipo di dritto mi ricorda molto quello che si può trovare su alcune muraiole emesse da questo duca, ma non ricordo di aver mai visto un busto simile su un suo sesino. il rovescio invece è classico con aquila coronata. So che esistono diverse contraffazioni di questa moneta Coniate in altre zecche, ma nessuna di quelle che ho esaminato sembra combaciare con il mio Sesino, che a questo punto ritengo sia di Modena. mi piacerebbe avere un opinione da qualche esperto in materia di varianti di questa zecca per sapere se effettivamente si possa trattare di una variante molto rara (o addirittura inedita). grazie mille a tutti, Cioso. Ecco il rovescio
  13. Buonasera vi sarei grato se qualcuno mi aiutasse a classificare questa moneta malconcia che ritengo essere un bolognino non ho né il peso né il diametro ma confidando n vostra esperienza vi ringrazio anticipatamente
  14. Buonasera e buon weekend. Di recente ho migliorato l'esemplare che avevo in collezione...è la prima volta che cambio una moneta per migliorarla con Modena ma quando l'ho vista non ho potuto dire di no. Questa è una delle poche tipologie collezionabili di questo duca, in mistura. Il dritto risulta di conio un po più stanco a mio avviso, alcune lettere della legenda sono ribattute come se ci fosse stato un doppio colpo in fase di coniazione ed il conio risulti leggermente traslato....qualche traccia di nero al bordo, ossidazione da ritrovamento in un muro di casa a mio modo di vedere. Il vero punto di forza però è il rovescio....un'aquila davvero ben impressa, completa e ben centrata ed un'argentatura completa. Cosa ne pensate? Grazie a tutti quelli che lasceranno un parere o un commento e un saluto a tutti. Marco
  15. Permettetemi di presentare qui un perfetto esempio di ricerca del "pelo sull'uovo". Ovvero come si possono ancora trovare piccoli inediti aguzzando la vista. Si tratta di un denaro arcivescovile di Ravenna del XIII secolo. La particolarità è data dal segno dello zecchiere inserito in legenda fra la croce e la lettera A: dovrebbe trattarsi di un semplice punto, come si trova comunemente. In questo caso però la forma del segno non è per nulla circolare, dalla foto sembra una piccola losanga o qualcosa del genere. Ma non potrebbe trattarsi di una semplice errore, un circoletto uscito male? No, perchè a ben guadare anche la lettera A ha una forma che non ha riscontri nei denari di Ravenna: le stanghette orizzontali sono due, microscopiche ma due! Anche altre caratteristiche la collocano "lontano" temporalmente dalle sorelle col puntino. Va quindi aggiunta una nuova casella all'elenco degli appalti della zecca. Insomma, una bella soddisfazione e la conferma che non si finisce mai di scoprire qualcosa di nuovo (anche se si tratta solo di un puntino...)
  16. Sperando di fare cosa gradita informo gli appassionati di monetazione emiliana, gonzaghesca, gli eventuali "curiosi" che volessero avventurarsi (ma quando torneranno tempi migliori) nelle terre della bassa, e tutti gli interessati ...che ho reso disponibile su academia.edu l'articolo in oggetto, dal titolo "Guastalla: i simboli di una città nei luoghi e sulle monete". Articolo pubblicato sul n°60 dell'annuario guastallese; rivista annuale, pubblicata in 300 copie e distribuita gratuitamente a fine anno alla cittadinanza. L'articolo (che ha fatto da catalogo per una mostra tenutasi a palazzo ducale dal 22/12/2019 al 28/02/2020) ha scopo squisitamente divulgativo e propone una sorta di percorso alla scoperta dei simboli della città di Guastalla, molto identificativi per la cittadinanza, largamente utilizzati sulle monete emesse dalla zecca cittadina e ancora riconoscibili in tanti luoghi pubblici della città. https://www.academia.edu/42635870/Guastalla_i_simboli_di_una_città_nei_luoghi_e_sulle_monete Buona lettura Mario
  17. Ciao, devo fare una ricerca e vorrei sapere che tipo di valuta circolava nella Romagna del 1374. Grazie. Gaia
  18. Buongiorno, condivido con voi questa rara medaglia in bronzo (la prima che vedo) dedicata a Luigi Maria Rezzi, diametro mm. 60, grammi 103. Allego la scheda dei cataloghi Lamoneta dove è riportata quella in argento. http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-ME57/10
  19. Sinatra

    Emilia Romagna Identificazione

    Vorrei identificare queste votive grazie a tutti per l aiuto
  20. DE GREGE EPICURI Ho da tempo questa monetina (0,8 g. e 14 mm) che non sono riuscito a classificare. Lo scudo al rovescio mi pare tipicamnte quello dei Farnese. Al D. la testa con barba e baffi, volta a destra, sembra accompagnata da un'aureola, quasi a santificare il personaggio...Pur cercandolo, non l'ho rovato nè nel '700, nè nel '600. Mi date una mano? Grazie! PS La presunta aureola non sarà per caso una berretta cardinalizia?
  21. Buongiorno ho mille lire di carta del 1947 direi nuova quanto può valere
  22. Buongiorno Ho aggiunto recentemente questo giorgino in mistura alla mia collezione...mi ha colpito il bel ritratto che ancora conserva a discapito magari di un rovescio un po inferiore. Anche la patina non mi dispiace. Cosa ne pensate? Grazie a tutti e un saluto. Marco
  23. Buonasera. Mi potete dare per favore una valutazione dello stato di conservazione e del valore di questa moneta? Grazie
  24. Buongiorno A Modena al convegno son riuscito a trovare un pezzettino da aggiungere in collezione. Si tratta di un grossetto da due bolognini in argento battuto sotto il ducato di Cesare d'Este. Non è una tipologia di facile reperibilità e mi son dovuto quindi un po accontentare;la moneta presenta dei problemi di coniazione come una grossa debolezza centrale che si ripercuote sia a dritto che a rovescio non concedendo la possibilità di ammirare la bella armatura del duca e L'Aquila estense. Tuttavia la moneta conserva a mio avviso una certa freschezza generale nei campi e un bellissimo volto del duca che per una moneta così piccola non è scontato. Cosa ne pensate? Grazie a tutti e un saluto Marco
  25. In un vecchio articolo di Panorama Numismatico (L'epoca della conquista napoleonica a Bologna di Paolo Pini) viene citata una prova in rame di un 4 Baiocchi della Repubblica Cispadana. Il diritto è uguale alle prove della doppia (turcasso con frecce, armi e bandiere) mentre il rovescio è simile alle muraiole sempre del 1797 coniate a Perugia e Terni. Non è citata né dal Corpus né dal Pagani nella sua opera sulle prove. Qualcuno possiede qualche informazione più precisa? E' mai passata a qualche asta? Grazie

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