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  1. Tempo fa, girando su Internet tra una moneta e l’altra, mi ero imbattuto in questa: Un volto di donna molto elegante, con una collana di perle, forse orecchini pendenti e, soprattutto, una acconciatura davvero elaborata, oserei dire quasi sbarazzina, con un elegante diadema di gemme a cingerla. Tutti sanno bene quanto le donne ci tengano alla loro acconciatura. Passano parecchio tempo a pettinarsi, a lisciarsi i capelli, ad arricciarli, a tingerli, a colorarli, a profumarli, a metterli in piega. Si sottopongono a vere e proprie prove di resistenza, anche con l’utilizzo di sofisticate apparecchiature, sotto lo sguardo perplesso e indagatore degli uomini. Tutto ciò non è strano: l’acconciatura è un forte messaggio che le donne lanciano non solo agli uomini, ma anche alle altre donne. I parrucchieri dal canto loro adorano acconciare le donne. E le donne adorano andare dal parrucchiere: oltre a farsi belle, possono chiacchierare liberamente e spettegolare di questo e di quello (ma anche di questa e di quella). C’e’ però il rovescio della medaglia (o forse sarebbe il caso di dire, nella fattispecie, della moneta): andare dal parrucchiere costa un vero patrimonio. E questo lo sanno bene anche gli uomini. Già…. gli uomini…Fino a ora ho parlato essenzialmente delle donne, ma anche su di loro ci sarebbe molto da dire. Ultimamente anche gli uomini, infatti, dedicano tempo alle loro “acconciature” almeno finché hanno la materia prima primordiale (anche se a volte, in assenza, se la procurano). Certo proprio la materia prima tendente all’esaurimento fa sì che lo spazio per sbizzarrirsi sia davvero poco. E comunque, gli uomini hanno (e avevano) meno fantasia, e lo si vede anche dalle monete dove è difficile trovare pettinature particolari. In effetti, prevalgono più che altro stempiamenti vari. Tutto questo accade oggi, ma immagino accadesse anche nell’antica Roma. E forse anche in forma più accentuata. Noi appassionati di numismatica abbiamo una grande fortuna: grazie alle monete possiamo conoscere come le donne romane si acconciassero e sappiamo bene come le monete veicolino messaggi molto chiari. Le acconciature che possiamo notare sulle nostre monete sono davvero tra le più svariate e bizzarre. Cominciamo da Iulia Domna: : La sua acconciatura era, di fatto, un capolavoro in grado di resistere alla gravità. Janet Stephens è una parrucchiera che si è specializzata nella ricostruzione delle acconciature storiche, in particolare quelle dell’antica Roma, con l’obiettivo di dimostrare che non erano fatte con parrucche (come comunemente creduto) , bensì con i capelli stessi della persona adeguatamente, per l’appunto, “acconciati”. Un giorno vide il busto di Iulia Domna (con la sua caratteristica acconciatura) al Walter’s Arts Museum di Baltimora e da quel momento decise di studiarla, di capirla e, se possibile, di riprodurla. Leggendo i testi latini del periodo, l Stephens scoprì che la parola acus può indicare sia la forcina da capelli sia l’ago da cucitura. Eureka! In quel momento che scoprì che, in molti casi, quando le ornatrices che si occupavano dei capelli delle matrone dovevano cimentarsi con strutture di capelli impegnative, ricorrevano all’ago e al filo. Le cucivano davvero. Il lavoro del parrucchiere e quello del sarto erano simili. Fino alle scoperta della Stephens, molte pettinature elaborate raffigurate sulle statue antiche erano state considerate parrucche. Invece, erano stabili e resistenti perché erano cucite. Insomma, erano vere e proprie opere artigianali. Vediamo altri esempi. Matidia (figlia di Ulpia Marciana -sorella di Traiano- e quindi nipote dello stesso che la considerò come una figlia): Severina (come qualcuno ha gia’ fatto notare qui sul forum, Aureliano -suo marito- in gonnella): Iulia Titi (figlia di Tito; tale padre, tale figlia): Ma torniamo alla nostra moneta. Come avete notato l’ho “lavorata” (sacrilegio!!!) per cancellare la legenda. Vorrei infatti fare con voi un piccolo gioco. Di chi si tratta? Certo, molto di voi l'avranno riconosciuta al primo colpo. Io, lo ammetto, non credo che ci sarei riuscito. Attendo le vostre risposte. Buona serata. Stilicho
  2. Oggi vorrei condividere con voi un articolo molto interessante che ho letto su Academia.edu dal titolo: “Una rarissima moneta datata di Costantino I”, a firma di Nicola Tammaro. Questo articolo parla per l’appunto di una rara moneta di Costantino I, riscoperta dopo alcuni secoli di oblio. Ecco come e’ andata. Nel 1987, lo studioso svizzero Pierre Strauss, mentre era in visita al Museo della moneta di Lisbona, rimase colpito da un nummo confuso in mezzo ad altri bronzetti e facente parte della collezione dei Reali portoghesi. Si trattava di questa moneta: Era un bronzo della zecca di Londinium per Costantino in occasione del suo secondo consolato (anno 312). Tale moneta manca nel RIC, pur essendo citata dal Cohen. D/: CONSTANTINVS PF AVG, busto laureato e corazzato di Costantino I, a destra. R/: P•M•TR•P•C-OS•II•P•P•, personaggio giovanile diademato, seduto a sinistra su due corni dell’abbondanza (su una sedia curule), con il braccio sinistro poggiato su uno dei corni e con la mano destra che regge uno scettro. Una stella nel campo sinistro del rovescio, PLN in esergo. Come era arrivata a Lisbona? La moneta era in possesso di dell’Abate Charles d’Orleans de Rothelin, (1691-1744) la cui ricca collezione (alla morte di questi) fu acquistata da Filippo V di Spagna. Ma la moneta non soggiornò a Madrid. Infatti, finì a Lisbona grazie agli stretti legami esistenti in quel tempo tra i reami di Spagna e Portogallo: la figlia primogenita del re di Spagna Filippo V aveva sposato Giuseppe I del Portogallo. Tre secoli dopo, nell’ottobre del 2012, una seconda moneta analoga fu trovata da un metaldetectorist della contea di Norfolk (Gran Bretagna) e fu acquisita ed esposta dal Museo del Castello di Norwich: Questa l’immagine della moneta con una ottima definizione che ho scaricato dal sito del PAS (Portable Antiquities Scheme). Esiste anche un terzo esemplare, da collezione privata: Secondo l’autore, i tre nummi provengono dal medesimo conio. Nell’articolo segue poi una analisi delle emissioni *|//PLN di cui questa moneta fa parte. Questo il link all'articolo di Academia.edu: https://www.academia.edu/14325378/UNA_RARISSIMA_MONETA_DATATA_DI_COSTANTINO_I Questa la pagina del PAS: https://finds.org.uk/database/artefacts/record/id/534674 Buona serata. Stilicho
  3. Nei tremendi giorni dell’ isolamento forzato dovuto al coronavirus inevitabilmente abbiamo guardato di più la televisione, un po' per tenerci informati e aggiornati costantemente sulla evoluzione della infezione, un po' anche per distrarci dalle assillanti preoccupazioni ad essa legate. Ebbene, se siete per caso capitati su Rai Sport, avrete notato che il canale trasmetteva vecchie partite dei mondiali di calcio. Tra di esse l’indimenticabile Italia-Germania 4 a 3 dei Mondiali del Messico ’70, una partita diventata epica, di cui proprio oggi ricorre il cinquantenario. Questa partita è diventata un po’ come la metafora della rivalità tra Italia e Germania, una rivalità che c’e’ sempre stata. Nello sport, ma non solo… Tornando a noi, all’epoca della Roma imperiale, i rapporti tra Italia (per così dire) e Germania (anche qui per così dire) andavano ben al di là della semplice rivalità… Ed ecco che arriviamo quindi alla moneta di oggi. Come certo saprete (ormai mi conoscete, no?), mi piace analizzare insieme a voi monete particolari che hanno colpito la mia curiosità di appassionato, facendole diventare poi spunto per discussioni ed approfondimenti. Questo che vi propongo con un piccolo gioco è il rovescio di un denario del peso di 3.68 grammi conservato al British Museum di Londra. Come altre volte, vi chiedo di non barare (e qui mi rivolgo in particolare ai neofiti, ai semplici appassionati, ai meno esperti); quindi non andate su internet, non cercate vecchie discussioni nel forum, non consultate i cataloghi. Provate semplicemente a cercare di indovinare, tanto per giocare un po'. Quindi: Cosa rappresenta la moneta? Chi ci sarà effigiato sul dritto? A voi la palla! Buona notte. Stilicho
  4. Tremate all’idea di ricevere posta da lei, vero?? È un po' come quando vi arriva l’avviso di una raccomandata: non sono mai buone notizie per voi. Lontani i tempi in cui per posta si ricevevano lettere d’amore…. Ma vi rassicuro, Maria De Filippi non c’entra… E neppure c’entrano Tom Hanks e Meg Ryan…. Non è il genere di film che amo…e poi Meg Ryan non è mai stata il mio tipo….forse a proposito di tipo, per rimanere im tema di posta, preferisco Jessica Lange ne “ Il postino suona sempre due volte”: Certo non posso paragonarmi a Jack Nicholson…..ma me ne faccio una ragione…😆 Invece, per vostra fortuna, si tratta di una moneta che parla dell’imperatore Nerva e di un evento particolare a lui legato e poco noto (o per lo meno a me) e che è conosciuto proprio grazie ad essa: Si tratta della RIC II Nerva 93, sesterzio, zecca di Roma, anno di emissione 96-97 d. C. D/: IMP NERVA CAES AVG PM TR P COS III PP: busto di Nerva, laureato, a destra R/: VEHICULATIONE ITALIAE REMISSA: due muli (o mule) che pascolano; dietro di loro un carro; SC in esergo Quella riprodotta sopra e' l'esemplare custodito al Munzkabinett di Berlino. Cosa significa questa moneta? Augusto fondò il sistema di trasporto imperiale, il cursus publicus, che sostituì il sistema tradizionale dei tabellarii o messaggeri privati per trasmettere informazioni governative e comandi militari in tutto l'Impero Romano. Ecco cosa dice Svetonio: «Affinché si potesse facilmente e più rapidamente annunciargli e portare a sua conoscenza ciò che succedeva in ciascuna provincia, fece piazzare, di distanza in distanza, sulle strade strategiche, dapprima dei giovani a piccoli intervalli, poi delle vetture. Il secondo procedimento gli parve più pratico, perché lo stesso portatore del dispaccio faceva tutto il tragitto e si poteva, inoltre, interrogarlo in caso di bisogno.» (Svetonio, Augusto, 49) Il cursus publicus divenne una delle più grandi istituzioni governative dell'antichità. Funzionava grazie a una serie di alloggi di tappa (mansiones) e di postazioni di scambio intermedie (mutationes) lungo il percorso delle strade romane. La mansio era un edificio dove ci si poteva rifocillare e passare la notte; la mutatio era un edificio dove in più era possibile trovare delle cavalcature fresche (la parola mutatio significa in effetti scambio, inteso come scambio proprio di cavalli). Il costo di gestione del cursus publicus, all’epoca, gravava sui privati cittadini. Era il cosiddetto munus vehicularium. In cosa consisteva questo? Il munus in generale era un "dovere", un "obbligo", di fornire un servizio o un contributo alla propria comunità. Nelle fattispecie del munus vehicularium, in sostanza, per far funzionare il trasporto pubblico, i funzionari governativi, gli appaltatori imperiali e i magistrati locali imponevano ai privati cittadini di svolgere la mansione richiesta, ovvero quella di trasporto dei messi utilizzando i propri veicoli e animali (e non mancavano come è facile immaginare abusi per interessi personali). Le comunità interessate però non ricavavano alcun guadagno da tutto ciò, ma anzi (come e’ facilmente intuibile) erano fortemente penalizzate e per questo venne stanziato un sistema di risarcimenti. In realtà molto raramente tali risarcimenti andavano a coprire (anche solo parzialmente) i costi e le spese subite. Anzi, sotto Domiziano, tale attività (con la diffusione del servizio ed il conseguente aumento degli abusi dei funzionari imperiali) diventò particolarmente onerosa per i cittadini italici. Si rese pertanto necessario prendere provvedimenti drastici e di ciò si occupò Nerva che decise di riformare il sistema. Con la moneta in questione Nerva pubblicizza proprio la sua riforma promettendo che il governo imperiale avrebbe coperto in futuro i costi del cursus publicus. In sostanza indica che il peso della posta imperiale non avrebbe più gravato sull'Italia perché delle spese di gestione si sarebbe occupato direttamente il fisco (Vehiculatione Italiae remissa: tolto all’Italia l’obbligo di sostenere il servizio di trasporto). L’attenzione di Nerva verso gli italici non era in realtà proprio casuale: egli stesso era umbro di nascita, di Narni (Narnia). Questo provvedimento rientra in effetti in una politica globale di sgravi fiscali e di incentivi che dovevano favorire proprio le comunità italiche. Torniamo alla moneta. Ho fatto un giro sui vari siti di catalogazione e letto alcuni articoli specifici, ma si parla sempre di “muli al pascolo”, se non addirittura di mule (in inglese il plurale è identico). Ora io non ci capisco nulla di equini e dalla osservazione della moneta ne capisco ancora meno: forse hanno le orecchie un po' lunghe per essere cavalli…quanto all’essere muli o mule…. A proposito di inglese, ho trovato interessante il fatto che “mule” è anche il corriere, proprio come nel recente film di Clint Eastwood dove per l’appunto l’attore/regista e’ un corriere della droga... A questo punto mi viene un altro dubbio: venivano usati anche i muli (o similari) nel cursus publicus? Ma non erano meglio i cavalli che sarebbero stati più veloci? In fondo serviva più la velocità che la forza… A meno che in certi casi non servisse anche il trasporto, insieme ai messi, anche di alcune particolari merci pesanti. Trovo anche strana la scelta di rappresentare sulla moneta i muli e non i cavalli. Mi farebbe piacere saperne qualcosa di più magari da qualcuno di voi più esperto di storia e civiltà romana. Parlando nello specifico di questo bellissimo sesterzio, vediamo i muli con i loro finimenti che brucano l’erba. Dietro di loro c’è un carretto a ruote alte (il birotium- carro a due ruote- in italiano biroccio o barroccio) con le stanghe verticali e le imbragature appoggiate. La scena rappresentata è placida, con gli animali al pascolo e il veicolo fuori servizio. La decisione di rappresentare una scena piuttosto idilliaca, con gli animali staccati dal loro giogo che brucano invece di rappresentarli legati al carro in movimento, è un riflesso perfetto della legenda del rovescio, che a sua volta si riferisce alla abolizione del carico che gravava sui liberi cittadini. Ritengo che questa moneta sia un piccolo capolavoro sia per quello che rappresenta (il messaggio) sia per quello che è (un vero fotogramma di vita campestre). A me piace molto, la trovo suggestiva. L’immagine del rovescio, molto simile ad un piccolo quadro, è distensiva e rilassante. Mi ricorda infatti alcuni scene di campagna, tipo quelle dipinte da Van Gogh: Vincent Van Gogh. Mezzogiorno. Riposo dal lavoro. 1890Museè d’Orsay , Parigi Particolare del dipinto: si vede il carro con le stanghe altre e gli animali a riposo che brucano (qui buoi, animali da lavoro).. Ma mi fa venire in mente anche quelle immagini dei film western o delle serie televisive che andavano di moda negli anni’80, tipo “Alla conquista del west”… E perché no? Tex Willer…il mio fumetto preferito in gioventù (ma qualche volta lo leggo ancora)…qui mentre sorseggia il buon caffè bollente del vecchio pard, il satanasso kit Carson, mentre alle spalle aleggia minacciosa l’ombra dell’irriducibile nemico Mefisto... Spero di non avervi annoiato. Buon sabato. Stilicho
  5. Lo so, sembra la presentazione di un disco di Renato Zero - il che poi non mi dispiacerebbe, visto che da adolescente lo ascoltavo molto, peccato non aver assistito dal vivo ad una delle sue esibizioni! Invece si tratta, indovinate un po', di una moneta…. Questa (rovescio): Molti di voi (soprattutto i veterani del forum) la conosceranno già, ma molti altri no, per questo ho deciso di presentarla. Infatti, tra i secondi (tra quelli cioè che ne ignoravano l’esistenza) ci sono anche io, che l'ho scoperta per caso “googlando” tra un tondello e l’altro. Questa moneta ha suscitato la mia curiosità e pertanto ho colto l’occasione per approfondire e per studiare. Penso comunque che, anche per chi già sa, una ripassata non sia poi una cattiva cosa, non credete? Come avete visto mancano il dritto, i dati ponderali, il metallo di cui è fatta….Certo, se l’avessi presentata nella sezione “identificazioni”, molti avrebbero (e giustamente!) storto il naso, perché è una presentazione lacunosa e incompleta. Ebbene, non lo ho messi perché dovete dirmeli voi... E non barate andando su Internet eh? O cercando in vecchie discussioni… L'ho già fatto io Questa moneta, a mio avviso, può prestarsi (o almeno spero) ad alcune considerazioni che mi auguro emergano nella discussione. Provate anche solo a limitarvi alla semplice osservazione (questo soprattutto per i meno esperti): c'è già materia su cui ragionare. Quindi: Liberate la fantasia! Ciao da Stilicho
  6. Oggi vi parlo di questo sesterzio che tanti di voi sicuramente conoscono bene e che è stato oggetto di altre discussioni sul nostro forum, in particolare con riferimento ai molti falsi che sono comparsi soprattutto negli ultimi tempi (e per ovvie ragioni dato che si tratta di una moneta assai rara). D/: TI CLAVDIVS CAESAR AVG F BRITANNICVS: busto di Britannico, drappeggiato, a destra, con testa nuda R/: Marte in tenuta militare, a piedi nudi, che avanza verso sinistra, con lancia nella mano destra e scudo in quella sinistra. S C Esiste poi variante (definita meno rara) con il busto di Britannico girato a sinistra: Queste le pagine del Cohen che, nella metà del 1800, assegnava a tali sesterzi un valore di 2500 F d’oro dell’epoca: Circa la rarità di queste monete sarebbe utile sapere qualcosa di più aggiornato, magari con riferimenti a qualche passaggio d’asta. In questo senso, mi farebbe piacere se qualche utente del forum che ha più dimestichezza di me ci desse qualche cifra, giusto per orientarci e per capire di cosa stiamo parlando. La storia del povero Britannico è breve, ma funesta. Nacque nel 41 d.C. con il nome di Germanico ed era figlio dell’imperatore Claudio e di Messalina. Circa due anni dopo la nascita del bambino (43) , a seguito della conquista della Britannia, il Senato conferì a Claudio il titolo onorifico di "Britannico"; l' Imperatore, tuttavia, scelse di non adottarlo lui stesso, ma di concederlo al figlioletto, che da allora in avanti diventerà noto alla storia con questo solo appellativo. A seguito delle scandalose relazioni amorose di Messalina, Claudio divorziò e si risposò con Agrippina Minore adottandone il figlio di primo letto , Lucio Domizio Enobarbo che in seguito diverrà imperatore con il nome di Nerone. Alla morte di Claudio (forse avvelenato dalla stessa Agrippina Minore) l'imperatrice nascose la notizia ai suoi figli naturali, Britannico e le tre sorelle superstiti, trattenendoli forzatamente per vari giorni nelle stanze del palazzo imperiale. Nel frattempo, Nerone (proprio grazie all'assenza pubblica di Britannico) venne acclamato imperatore. Britannico, venuto a sapere il misfatto, denunciò in pubblico l' illegittimità della successione di Nerone reclamandola per sé stesso e per questo Nerone lo fece avvelenare durante un banchetto (55). Tito (il futuro imperatore), commensale di Britannico in quanto suo amico intimo, rimase anche lui avvelenato, rischiando seriamente di morire. Da come ho letto, non esiste una classificazione RIC precisa di questa moneta. Infatti, sui siti on line si trova scritto: RIC I, nota a pagina 130. Io, purtroppo non posseggo il volume del RIC quindi non saprei dirvi il contenuti di questa nota. Qualcuno degli utenti del forum può aggiungere qualcosa? In effetti, la corretta attribuzione/classificazione di questi sesterzi è stata oggetto di lunghe controversie. All’inizio si ipotizzò che fossero stati coniati a Roma verso la fine del regno di Claudio. Poi però prevalse una altra linea di pensiero. Su FAC e su Wildwinds, infatti, è scritto che i sesterzi di Britannico furono omessi nel RIC I dal momento che gli autori seguirono l’ interpretazione di Harold Mattingly (ex curatore della sezione monete e medaglie del British Museum e, soprattutto, uno degli estensori proprio del RIC). Mattingly disse che tale attribuzione era problematica perché in quegli anni la zecca di Roma non produceva bronzi per cui, secondo lui, si trattava di monete di “restituzione” emesse nei primi anni del regno di Tito (80-81 d.C.) che da giovane (come detto sopra) era stato molto amico di Britannico. Ho provato a vedere se riuscivo a trovare qualcosa di più circa la produzione di bronzi nella zecca di Roma, con particolare riferimento agli ultimi anni del regno di Claudio, ma, “googlando” ho solo trovato una affermazione di Von Kaenel su una pagina del sito dell’Università di Tor Vergata di Roma che dice che dal 42/43 a Roma non venne più coniata alcuna moneta di bronzo. Voi ne sapete qualcosa di più circa questa affermazione sulla quale non ho trovato altro? Perché sarebbe accaduto ciò? Più recentemente, il ritrovamento nei Balcani di sesterzi e dupondi di Britannico, Agrippina Minore, Nerone Cesare e Nerone Augusto ha fatto nascere una nuova ipotesi. Von Kaenel ha quindi sostenuto l’origine tracia dei sesterzi in questione alla luce dello stile e della struttura delle monete e ha affermato che nei tipi e nelle legende non vi era nulla che suggerisse una coniazione postuma anziché coeva. Probabilmente, secondi lui, queste monete sarebbero state coniate in nei Balcani per essere destinate alle truppe stanziate lungo i confini. Veniamo ora alla moneta. Britannico è rappresentato con il capo nudo, drappeggiato. Il drappeggio rappresenta la toga virile che egli indossò più presto del solito, praticamente quando era ancora bambino (e poco prima della morte) anche se qui è rappresentato come un giovanotto (o per lo meno come un adolescente). E ci sta, essendo la moneta una chiara propaganda imperiale che voleva mostrarlo già pronto per la sua successione al trono. Sul retro è rappresentato Marte, armato di tutto punto. La moneta, come detto, fu coniata negli ultimi tempi del regno di Claudio che, con questo tipo, voleva probabilmente ribadire il suo appoggio a Britannico. Questo Marte, secondo me, contrasta volutamente con il dritto. Infatti, è un Marte quasi anziano, serio, con una lunga barba. Qualcuno qui sul forum , lo aveva paragonato ad un lanzichenecco. Io credo che si volesse ribadire che, nonostante l’età, Britannico era già pronto e battagliero, anche e soprattutto nei confronti di chi lo voleva rimpiazzare con il giovane Nerone. Questa è ovviamente una mia interpretazione. Mi piacerebbe sentire la vostra. Riferimenti: -FAC: https://www.forumancientcoins.com/numiswiki/view.asp?key=The%20Coinage%20and%20Iconography%20in%20Sculpture%20of%20Britannicus -Wildwinds: http://www.wildwinds.com/coins/ric/britannicus/Cohen_0002.txt -von Kaenel: “Britannicus, Agrippina Minor und Nero in Thrakien,” SNR 63, 1984: BRITANNICUS, AGRIPPINA MINOR UND NERO IN THRAKIEN.pdf (l'ho trovato solo in tedesco) Segnalo, infine, per chi volesse approfondire, un libro scritto da un utente del nostro forum che mi pare non sia più attivo (Brumus) e che ho trovato citato in una discussione: Luca Brumurelli: The coins of Britannicus and of his relatives. D’Andrea. 2016 Spero di non aver detto cose errate (sono ben accette correzioni) e di non avervi annoiato. Comunque, “credete che non s’è fatto apposta” . Ciao Stilicho
  7. L’idea mi e’ venuta da un recentissimo post dell’amico Illyricum sulla contromarca VAR che mi era davvero piaciuto, sia per la moneta proposta, sia per come era stato impostato. Ho deciso quindi di proporre anche io una sorta di gioco identificativo/interpretativo rivolto ai “neofiti”, ai “dilettanti” (nel senso che “si dilettano" di monete, come dice il buon Hirpini con una espressione che ormai ho fatto mia). Certo, pensandoci, sono anche io di questa categoria….ma almeno per questa volta sono dalla altra parte della barricata 😅Perciò (e qui mi rivolgo agli amici più esperti, ai “veterani” del forum) non siate troppo severi se farò qualche errore. In fondo, sbagliando si impara, no? E io ho ancora tanto da imparare... L’invito, anche qui, e’ quello di provare a leggere, a interpretare questa moneta da quello che si vede, da quello che si intravvede e da quello che non si vede. Se potete, evitate di andare su internet: il gioco sarà più bello. Scrivete senza remore, tanto io sono esattamente come voi. Anzi, magari (o meglio, sicuramente) mi insegnerete anche qualcosa ☺️. Naturalmente, ogni intervento di chiunque sarà ben gradito. Siate curiosi, siate folli! Ecco la moneta: si tratta di un denario Ciao da Stilicho
  8. Questa discussione trae spunto da una precedente (molto interessante) che è stata frutto di un proficuo dibattito tra gli utenti del forum (e che linkerò al fondo). Parla di una moneta che ha suscitato la mia curiosità. Si tratta di un antoniniano di Claudio II il Gotico: D/: IMP CLAVDIVS AVG: Busto di Claudio II, elmato, radiato, corazzato, con balteo, portante una lancia senza punta visibile sulla spalla destra e uno scudo sulla spalla sinistra su cui è incisa la testa di Medusa. R/: SPES AVG: la Speranza stante, con un fiore nella mano destra e nell’atto di sollevare la gonna con la mano sinistra RIC temp # 715 (RIC online) È una emissione molto rara della zecca di Siscia di cui si conoscevano due esemplari. Uno e' quello allegato sopra e proviene del ripostiglio (penso che sia la traduzione di “trouvaille”) di Çanakkale (località sul buon vecchio stretto dei Dardanelli, in Turchia). L’altro e' di una collezione privata: Dicevamo due esemplari, finché ad essi non si è aggiunto quello di un nostro amico del forum, @checco70: La moneta celebra la battaglia di Naisso (Moesia superiore) del 269 d.C. nella quale Claudio II riuscì a fermare i Goti che nel 267 avevano varcato il Danubio e invaso i territori circostanti fino a rappresentare una seria minaccia per Roma stessa. I Goti furono inizialmente battuti (ma non in modo definitivo) da Gallieno, ma alla morte di questo continuarono a imperversare nelle province imperiali. Sarà proprio Claudio II a sconfiggerli pesantemente al punto che questi non costituirono poi una seria minaccia per l’impero per almeno un secolo. Per questa vittoria Claudio II ricevette il titolo di Gothicus Maximus (da cui il soprannome con cui lo conosciamo e cioè “Il Gotico”). Veniamo infine all’aspetto stilistico dell'antoniniano in oggetto. Dal mio punto di vista, questa moneta mi piace molto. Mi ha colpito una cosa: il forte contrasto tra la “marzialità” (e quindi mascolinità) del dritto e la “vezzosità” (quindi “femminilità”) del rovescio; infatti sul dritto vediamo l’imperatore tutto bardato e armato pronto alla battaglia, mentre sul retro c’e’ la Spes che con gesto sensuale tiene su un lembo della gonna (che sembra quasi semitrasparente). Nulla è casuale: la forza militare (e quindi del sovrano) è la speranza per la salvezza dell’impero e quindi per la sua prosperità. Insomma, dove appare un fiore c’è speranza che arrivi un frutto. Allego la discussione di cui dicevo: E la pagina di riferimento del RIC online: http://www.ric.mom.fr/en/coin/715?q=715&page=1&mod=result&x=51&y=5&from=quick Buona Pasqua. Stilicho

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