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  1. Buongiorno, posto il seguente esemplare bronzeo a scopo didattico e... ludico per i neofiti, invitando soprattutto questi ad intervenire senza troppe remore o timori reverenziali. Provateci, buttatevi, non mancherò di darvi, al caso, suggerimenti. Non si vince niente , non sentitevi sotto esame, il fine è quello di dare un'occasione per distrarsi un po', al caso imparare qualcosa di nuovo e di dare visibilità ad un esemplare di buon significato storico... DATI: Diametro: 24 mm Peso: 7.83 g Materiale: rame Buona indagine!!! Illyricum
  2. Partiamo da qui: D/: IMP VALERIANVS AVG: busto di Valeriano, radiato e drappeggiato e corazzato, a destra. R/: PM TRP V COS IIII PP : Valeriano e Gallieno posti uno di fronte all’altro, con le mani appoggiate su due scudi posti tra di loro e con dietro due lance Zecca di Antiochia RIC V 277 Salito al potere nel 253, Valeriano decise fin da subito di associare al trono il figlio Gallieno. Fu una scelta dettata dalla necessità. L’impero era minacciato ad Oriente dai Sasanidi di Sapore I ed a Occidente soprattutto dai Goti: avere due augusti avrebbe consentito una migliore difesa su due fronti molto caldi. Valeriano scelse per sé l’Oriente, dove indubbiamente la situazione era molto più difficile e complessa. Infatti, nel 256 i Sasanidi avevano sottratto ai Romani importanti territori e roccaforti tra cui il centro strategico di Dura Europos che fu conquistato e distrutto dopo un lungo e avventuroso assedio. Dopo tale sconfitta Valeriano seppe comunque reagire ottenendo qualche vittoria e la guerra ebbe alterne vicende, finché nel 260, durante la difesa di Edessa, l’imperatore sarebbe stato rapito da Sapore I finendo poi ucciso (ma questa è una altra storia). Cameo raffigurante re Sapore I che afferra per il braccio l'imperatore Valeriano, a segnalare la cattura del sovrano romano dopo la battaglia di Edessa. Rilievo a Naqsh-e Rustam raffigurante Sapore I che tiene prigioniero Valeriano e riceve l'omaggio di Filippo l'Arabo, inginocchiato davanti al sovrano sasanide La zecca della nostra moneta è Antiochia. Alla luce della TRP V e del COS IIII la moneta dovrebbe essere stata coniata nel biennio 257/258. Tuttavia, sappiamo che la zecca di Antiochia interruppe le emissioni monetarie proprio nel 257 a causa della minaccia sasanide (le riprenderà solo nel 263). Quindi l’anno di coniazione dovrebbe essere proprio il 257. In effetti, in quegli anni Valeriano si trovava proprio ad Antiochia, città ideale per condurre le operazioni di guerra grazie alla sua posizione strategica. Infatti, dopo la caduta in mani nemiche avvenuta pochi anni prima, era riuscito a riconquistarla e a ricostruirla facendone un centro nevralgico e, soprattutto, il suo quartier generale per il prosieguo della guerra ad Oriente. Tuttavia, proprio la sua posizione e la sua importanza faceva di Antiochia una zona costantemente esposta alla minaccia Sasanide, tanto che Sapore I riuscirà a conquistarla poi nuovamente. A noi oggi risulta difficile seguire questi continui e soprattutto repentini cambi di bandiera dei territori coinvolti (e quindi delle numerose città) , tanto complesso era quel conflitto che sottrasse ai Romani molte risorse umane, materiali ed economiche. Il soggetto del rovescio credo che sia stato scelto oculatamente per affermare in modo chiaro la forza dei due Augusti, padre e figlio, che vollero essere ritratti insieme, con lo scudo e la lancia, proprio a simbolizzare la loro potenza militare, che veniva esaltata dalla loro unione familiare. Tra l’altro, proprio nel 257, Valeriano e Gallieno rivestirono entrambi il consolato (il IV per Valeriano ed il III per Gallieno). Le due figure maschili sono ritratte una di fronte all’altra, in un momento di riposo dalla battaglia, con le mani appoggiate agli scudi, quasi a infondere anche una certa tranquillità: la situazione è sotto controllo. Le moneta, come sappiamo, veicolano sempre un messaggio. Esse sono quindi, per la loro diffusione, un forte mezzo di propaganda politica. Qui chiaramente il messaggio che deve arrivare ai cittadini è quello dell’unione delle forze, della comunione di intenti, della collaborazione reciproca tra i sovrani con lo scopo di preservare l’integrità dell’impero dalle minacce esterne. Molto interessante è la annotazione del Sear a proposito del nostro antoniniano: “Questo tipo di rovescio è simile, e presumibilmente fu ispirato, al rovescio di un aureo e di un denario di Augusto che lo ritraeva con i due nipoti Gaio e Lucio." Gaio e Lucio erano figli di Giulia (figlia di Augusto) e di Vipsanio Agrippa. Furono adottati da Augusto ed erano destinati a succedergli. Purtroppo, entrambi gli premorirono molto giovani lasciando il campo libero a Tiberio. Eccoli le monete a cui si riferiva il Sear: L’aureo, RIC 206: D/: CAESAR AVGVSTVS DIVI F PATER PATRIAE; testa di Augusto, laureata, a destra R/: AVGVSTI F COS DESIGN PRINC IVVENT; Caio e Lucio Cesare stanti in posizione frontale, si appoggiano a due scudi; dietro ad ogni scudo, una lancia; sopra simpulum a sinistra e lituus a destra (simboli religiosi, vedi oltre nella discussione) ESERGO/: C L CAESARES Zecca: Lugdunum Il denario, RIC 207, con le stesse legende, effigi e zecca: Queste sono le tipologia più comuni. Quanto agli aurei, esistono anche un blocco di 4 monete, il RIC 205, e poi il RIC 209. Queste monete si differenziano tra di loro per piccoli particolari quali diversa posizione e orientamento del simpulum e del lituus. Lo stesso avviene per i denarii classificati come RIC 208, 210, 211 e 212 che differiscono tra loro, oltre che per quanto detto per gli aurei, anche per la presenza di una X al rovescio sotto i simboli religiosi. Un caso interessante è il denario RIC 208 che può presentare una particolare variante: Se guardiamo attentamente il ritratto di Augusto notiamo come rassomigli molto a Traiano. Inoltre, anche il simpulum ed il lituus hanno forma e posizione diverse . Per molti studiosi queste caratteristiche identificherebbero la moneta come una “restituzione” di Traiano. Il fatto però strano è che la moneta conservi sul dritto la legenda originaria senza i classici REST o RESTITVIT tipici delle restituzioni traianee (qualcuno ipotizza quindi emissioni al di fuori della grande serie delle sue restituzioni). Interessante come Wildwinds, a proposito invece della RIC 207, parli di imitazioni provenienti dall’area transcaucasica. Ecco alcuni esempi di cui però presenta solo il rovescio: Ma torniamo al significato della moneta. È chiaro come qui il contesto sia completamente diverso rispetto alla moneta di Valeriano/Gallieno. Nel caso di Augusto il messaggio è un altro. Siamo, infatti, in un contesto di pace. Egli vuole ribadire l’unione, l’alleanza tra i due ragazzi quali suoi eredi designati. I due giovani collaboreranno per mantenere l’impero in uno stato di pace, come lo ha lasciato il nonno. Sulla moneta Gaio e Lucio si poggiano sugli scudi (parmae o scudi con umbone centrale), hanno tra di loro due lance (hastae) e sono avvolti in una toga piena di panneggi. La toga gode di un significato particolare: infatti, è opinione corrente che servisse quasi da “divisa di stato” e come simbolo di purezza morale, in quanto ricopriva completamente il corpo e costituiva il segno di ripristino dei valori repubblicani e dei costumi ineccepibili dei Romani delle origini. I due giovani, sulle monete, sono indicati come “principes iuventutis”. Cosa significa? Princeps iuventutis era un titolo dignitario che risaliva all’età repubblicana. Era un appellativo onorario dato ai giovani che si distinguevano durante i cosiddetti Ludi troiani. I Ludi troiani erano di origine molto antica (come intuibile dal nome) ed erano una esibizione, una sorta di parata cui partecipavano i giovani cavalieri romani. In sostanza, era una sfilata a cavallo della giovane élite romana che si presentava al pubblico simulando un combattimento. Sappiamo da Svetonio che i Ludi troiani vennero nuovamente celebrati con regolarità da Augusto, il quale “…organizzò spesso i giochi troiani tra ragazzi di età maggiore e minore, pensando che fossero una nobile usanza antica per mettere così in evidenza il valore di una stirpe illustre…”. Alla fine dell’agone, a quelli che si erano distinti, veniva assegnato il titolo di princeps iuventutis con la consegna della parma e dell’hasta. Tali furono nominati Gaio Cesare (5 a.C.) e nel Lucio Cesare (2 a.C.). Non è un caso che i prescelti fossero membri della famiglia imperiale. Anzi, solitamente erano gli eredi al trono designati (lo stesso avverrà infatti per molti imperatori successivi fino a Commodo). In effetti, il titolo è stato a volte mantenuto anche quando il titolare non era più un iuvenes in quanto aveva qualcosa del significato di principe ereditario. E non e’ neppure un caso che il titolo venisse assegnato a giovani cavalieri: il regno di Augusto fu caratterizzato proprio da un crescente coinvolgimento dell’ordine equestre nelle cariche di governo. La scena rappresentata sul rovescio è però completata da un ulteriore elemento, che manca nella moneta di Valeriano: la presenza di due simboli religiosi, il simpulum ed il lituus. Il Simpulum era una sorta di mestolo usato nei sacrifici per fare le libagioni e per attingere il vino ed altri liquidi che venivano poi versati sulla testa delle vittime. Era uno dei simboli del collegio di Pontefici. Qui riferito a Gaio che era appartenente a quel collegio. Il lituus (da litàre, offrire sacrifici agli dèi per ottenere auspici favorevoli) era uno strumento di culto costituito da un bastone ricurvo in cima, dalla forma quindi simile a quella del pastorale del vescovo. Era usato dagli Auguri (del cui collegio era simbolo) per marcare uno spazio rituale (e virtuale) nel cielo destinato alla divinazione. Qui riferito a Lucio che era membro del collegio degli auguri. In sostanza il messaggio della moneta dice che la candidatura ad eredi di Caio e Lucio (e quindi la loro unione) è suggellata dagli dèi. Per mantenere la pace ci vorranno le armi, ma anche l’appoggio delle divinità. Si conferma, insomma, l’Augusto rispettoso dei culti tradizionali, della religione romana. In effetti, lo scopo della religione romana non era quello di plasmare le coscienze dei fedeli bensì di dare vita a rapporti favorevoli tra Roma e gli dèi in modo tale che questi ultimi fossero sempre propizi e fornissero di conseguenza quell'appoggio senza il quale la città non poteva prosperare, vincere i nemici in guerra e dominare. I Romani chiamavano questo rapporto pax deorum, che era in fondo assai simile a una sorta di contratto: bisognava ingraziarsi gli dèi, ottenere il loro favore, evitare atti che facessero venir meno il loro appoggio. E tutto ciò si otteneva eseguendo con estrema accuratezza riti e sacrifici previsti per ogni specifica occasione . In effetti, la parola “religio” ha in latino il duplice significato di “osservanza scrupolosa” e di “impegno assunto” di fronte agli dèi. Non sarà così con Valeriano. La sua moneta non ha richiami religiosi, la legenda del rovescio e’ essenziale, senza alcun richiamo o messaggio particolare. Il messaggio è nella immagine, ed e’ una immagine che parla di guerra. Niente di buono sul fronte Orientale (e neppure su quello Occidentale). Sperando di non aver detto inesattezze (se fosse così, correggetemi pure), in attesa di vostri commenti, interventi, integrazioni vi saluto. Stilicho
  3. "Les tresor des Roches-Noires (Casablanca): donnees sur la politique monetaire augusteenne en Occident." - F.Z. El Harrif View File Studio di un tesoretto monetario tardo repubblicano- primo imperiale scoperto a Casablanca. Dalla pag. 337 del volume "L'Africa romana - Ricchezze dell'Africa. Risorse, produzioni, scambi." - J. Gonzales, P. Ruggeri, C. Vismara, R. Zucca. 2008 Submitter Illyricum65 Submitted 10/05/2020 Categoria Monete Antiche  
  4. "Les debuts de l'atelier imperial de Lyon." - A. Suspene View File La zecca di Lugdunum (Lyon) durante il Primo Impero. Submitter Illyricum65 Submitted 27/04/2020 Categoria Monete Antiche  
  5. "Le trésor de Port-Haliguen. Contribution à l'étude du monnayage d'Auguste." - J.B. Giard View File Studio di un deposito monetale francese del periodo augusteo. Submitter Illyricum65 Submitted 23/04/2020 Categoria Monete Antiche  
  6. Ciao a tutti, sto valtando di fare una offerta per questo denario di Augusto. A me sembra bello però guardandolo mi sembra "troppo liscio". I bordi sul volto sono netti ma non ci sono i segni di espansione del metallo. Nn sò, ho qualche dubbio anche se la moneta mi sembra molto bella. Grazie a tutti per le opinioni che vorrete darmi. Levin
  7. Ciao a tutti di nuovo volevo avere una vostra opinione in merito a questa moneta. io ho cercato un pochino sul web ma le figure che trovo mi sembrano diverse.. sarà che non ho l'occhio esperto..anzi! grazie in anticipo!
  8. Illyricum65

    Era nato... ieri.

    Buongiorno, ultimamente posto in un'altra Sezione , quella di Storia e Archeologia, dei richiami collegati alla nascita (o alla dipartita) di qualche personaggio storico, per lo più collegato all'Antica Roma. Oggi ho preferito postarla qui, in quanto vi è un collegamento numismatico, assieme ad una breve biografia. Lucio Vipsanio Agrippa Lucius Vipsanius Agrippa Lucio Vipsanio Agrippa, figlio di Marco Vipsanio Agrippa, generale, amico e braccio destro di Augusto e Giulia Maggiore, unica figlia dell’Imperatore. Alla morte del padre fu adottato, assieme al fratello Gaio, dal nonno materno e assunse il nome di Lucio Giulio Cesare Vipsaniano. Essendo i due fratelli gli eredi dell’Imperatore ebbero una florida carriera militare e politica; prima però morì Lucio (Massilia, 2 d.C.) e successivamente, un anno e mezzo dopo, il fratello Gaio. Augusto adottò a questo punto Tiberio, figlio della terza moglie Livia Drusilla e lo nominò suo erede assieme ad Agrippa Postumo, fratello minore di Lucio e Gaio Cesare. Ben presto però rimase unico erede Tiberio. L'evidenza numismatica collegata a Lucio Cesare ad i due fratelli più in generale è la seguente: Augusto (27 a.C. - 14 d.C.), Denario, Lugdunum, 2 a.C. - 4 d.C.; AR (g 3,72; mm 18; h 8); CAESAR AVGVSTVS - DIVI F PATER PATRIAE, testa laureata a d., Rv. [AVGVSTI F COS DESIG PR]INC IVVENT, Gaio e Lucio cesari stanti in posizione frontale, si appoggiano a due scudi; dietro ogni scudo, una lancia; sopra, simpulum e lituus; in ex. C L CAESARES. RIC 207; C 42. Patina di medagliere, spl. Tratto da https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/1691/augusto-27-ac-14-dc-denario-/ Ciao Illyricum
  9. DE GREGE EPICURI Questo denario di Augusto pesa 3,4 g., è in media conservazione ma con dettagli tutti leggibili e riconoscibili. Al D si legge solo AUGUSTUS. Al rovescio, in esergo la scritta IMP XIIII. Ma la parte interessante è proprio la scena del rovescio: si vede Augusto seduto sulla sedia curule, posta su un'alta pedana; di fronte a lui, un personaggio avvolto in un mantello, con un bimbo in braccio, che viene avvicinato all'imperatore. Questi tende una mano verso di lui, ed anche il bimbo sembra tendergli le due braccine. Insomma, una scena affettuosa: una presentazione? O si può trattare di un rapporto familiare? Quale? Non sono riuscito a trovare nulla di preciso sul RIC. La moneta è stata coniata a Lugdunum ed è la RIC 201A; la XIIII proclamazione imperatoria consente anche una approssimativa datazione. Avete qualche idea relativa alla scena e al pargoletto? Dove si potrebbe cercare?
  10. Buongiorno, recente mi è capitata per le mani una presunta moneta romana; conoscendo poco o niente sull'argomento, ho deciso di chiedervi aiuto per capire se sia autentica o meno. Dopo qualche ricerca, credo si tratti di un asse emesso sotto Tiberio. Dritto: profilo di Augusto (presumo) e scritta "divus augustus pater". Rovescio: un'aquila su un globo e le lettere S C. Non ferromagnetico. Ne ho trovate di simili in rete, diametro e peso sono un po' bassi, ma visto quanto è consumata non mi sembrano inverosimili. L'aspetto mi convince poco, ma come detto di monete romane sono perfettamente ignorante, quindi rimando le conclusioni a voi.
  11. gpittini

    Aureo introvabile

    DE GREGE EPICURI Cari amici, mi è stato detto che esiste un aureo di Augusto che riporta al rovescio: LEGES ET IURA POPULI ROMANI RESTITUIT (credo con abbreviazioni), ma personalmente non sono riuscito a trovarlo. Credo che ne abbia parlato (o scritto), fra l'altro, il prof. Dario Mantovani. Voi ne sapete qualcosa? Vi ringrazio molto.
  12. Buonasera a tutti, Volevo il vostro parere riguardo questo dupondio di Tiberio in restituzione ad Augusto. E' autentico secondo voi? Purtroppo mi sono sconosciute le misure, ma in qualche modo posso riuscire a rintracciarle. Nel RIC penso possa essere il numero 74... Grazie anticipatamente a tutti ;) Titta99
  13. Vorrei sapere di che monete si tratta e il loro possibile valore grazie
  14. Illyricum65

    S C (Senatus Consulto)

    Ciao, la presente discussione pongo alla Vostra attenzione un tema a sfondo storico/numismatico (non dimentichiamoci mai che le nostre amate monete sono solo riflessi della Storia passata e di un diverso contesto sociale, politico ed economico in cui duemila anni fa vivevano persone simili) ed è presentata, forse con una certa presunzione, per dare qualche spunto di approfondimento per chi è alle prime armi e di discussione per chi è più addentro alle tematiche imperiali. Mi auguro che non risulti troppo specialistico o cervellotico per i primi e viceversa troppo leggero per i secondi… magari catturerò l’attenzione della fascia di utenti che sta nel mezzo! :D In secondo luogo vorrei proporre questo mio piccolo lavoro come un umile omaggio alla figura di un grande personaggio storico di cui nel 2014 ricorre il bimillenario della morte, ovvero Gaius Iulius Caesar Octavianus Augustus più brevemente ed universalmente conosciuto come Ottaviano o Augusto, nato a Roma il 29 settembre 63 a.C. e morto a Nola il 19 agosto 14 d.C. Scultura di Augusto indossante la corona civica, dalla Gliptoteca di Monaco. Svetonio lo ricorda così: “ Magistratus atque honores et ante tempus et quosdam novi generis perpetuosque cepit.” “ Ottenne magistrature ed onori prima del tempo ,alcune furono create appositamente per lui o gli furono attribuite in modo perpetuo.” (Augustus, XXVI)
  15. Salve, vorrei avere un parere su questo denario suberato di Augusto con rovescio gens Baebia: battuto sul limes con un conio rubato? Oppure regolarmente autorizzato dallo stato per sopperire a qualche necessità urgente? Qualcuno ne ha mai visto uno simile?
  16. Chiedo a chi possiede un occhio più lungo del mio se questi due denari di Augusto provengono dallo stesso conio. grazie
  17. Salve, vorrei sapere se qualcuno è a conoscenza di bibliografia (vecchia e nuova) sul tema della tipologia di monete impiegate come paga dei legionari romani. Grazie a chiunque vorrà dare dei suggerimenti!
  18. Le mie ricerche nel database del British non finiscono mai e oggi mi è capitato sott'occhio un oggetto alquanto singolare... :D La moneta è della colonia Nemausus, l'attuale Nimes, ed è piuttosto famosa, vista la frequenza con la quale compare, soprattutto divisa a mezzo, quasi a rappresentare un "obolo", un'offerta, un tentativo di separarla dal valore nominale. Questa volta invece di dividerla a mezzo, l'intento di renderla un oggetto votivo a tutti gli effetti è espresso in maniera del tutto nuova...sinceramente non avevo mai visto niente di simile. L'Asse in questione sarebbe questo: http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-AUGASN/4 Ma arriviamo a descrivere quest'oggetto: oltre all'Asse, abbiamo un'applicazione, sempre bronzea, a forma di zampa di maiale :o L'intento votivo è chiaro, anche alla luce del peso di questo oggetto, ossia, 21,84 grammi. 1867,0101.2246 C'è poco più da dire, se non trovare altri esempi del genere...
  19. Ciao, posto questa breve discussione su alcune monete imperiali collegate a culti arcaici romani. Testimonianze numismatiche del perdurare di culti e tradizioni del periodo monarchico e repubblicano: gli ancilia. Per i Romani marzo era, in base a quanto stabilito da Romolo, il primo mese dell’anno. La motivazione a ciò va ricercata nel risveglio della Natura (così importante nelle fasi iniziali per una cultura fondata su agricoltura e pastorizia) ma anche dalle antiche ricorrenze sacre dedicate a Marte e che aprivano il periodo dedicato alle guerre (da marzo a ottobre). Le cerimonie erano celebrate da sacerdoti detti Salii, il cui nome derivava dal latino salire, cioè saltare, in quanto durante le cerimonie religiose avanzavano con passo saltellante. La tradizione mitica latina riporta che in età monarchica, durante una processione indetta per bloccare una pestilenza fosse caduto dal cielo uno scudo bilobato (detto ancile) inviato da Marte e che in seguito a ciò l’epidemia cessò. Numa Pompilio, il regnante del momento, venne informato dalla ninfa Egeria che il possesso dello scudo avrebbe garantito a Roma la vittoria nelle guerre intraprese: fece costruire quindi altri 11 scudi identici per rendere impossibile l’identificazione di quello divino al nemico e li fece custodire nella Regia nel Foro Romano, affidandoli appunto ai citati Salii. Gli scudi sacri entrarono tra i “pignora imperii”(pegni del comando), che il popolo romano doveva custodire, per potersi assicurare il predominio sul mondo conosciuto. Altri “pignora imperii” erano l’ago della Madre degli Dei, la quadriga in terracotta del Tempio di Giove, le ceneri di Oreste, lo scettro di Priamo, il velo di Iliona e il Palladio troiano. Disegno schematico di unoscudo bilobato. Due dischi in bronzo pertinenti a uno scudo bilobato, dalla tomba 1036 di Casale del Fosso Veio 750-730 aC Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.
  20. Per concludere la carrellata delle coniazioni "speciali" di Augusto, mi piaceva introdurre questo argomento, che seppur trattato in ambito di pubblicazioni, non lo è mai stato sul Forum, o almeno, non approfonditamente. Inizio con il postarvi un link molto utile ad avere un'idea più chiara di ciò di cui stiamo trattando, un articolo di Ermanno Arslan nel quale potrete trovare tutte le informazioni di contesto su queste "sfortunate" emissioni (scoprirete poi perché): Monetazione di lusso durante l'Impero. Mi limiterò a elencare, solamente, gli esemplari dell'Alto impero, quelli del Basso, ammesso che esistano, siete invitati a postarli di seguito a me :P. Partiamo con il dire che attualmente sono conosciuti solamente sei esemplari e ognuno di essi è, ovviamente, un unicum. Tre esemplari appartengono ad Augusto, uno a Domiziano e due a Commodo (in realtà, ai fatti, questi sono multipli da tre aurei). Per una visione nel Catalogo LaMoneta degli esemplari di Augusto -> http://numismatica-classica.lamoneta.it/cat/R-AUG4AU Ma partiamo con la carrellata. 1) Il primo di Augusto è l'unico del quale non vi sia dubbio della sua autenticità, è stato trovato a Pompei nel 1759 insieme ad un tesoretto di Aurei ed è attualmente conservato al Museo Nazionale di Napoli. Nel 1977 fu rubato insieme ad altri numerosi oggetti, poi, fortunatamente, recuperati. Al D/ CAESAR - AVGVSTVS - DIVI F PATER PATRIAE, Testa di Augusto, laureata, rivolta verso sinistra. Al R/ IMP - XV; SICIL (esergo), Diana, drappeggiata e con copricapo a polos, che avanza verso destra, intenta a prendere una freccia con la mano destra; nella sinistra, tiene l'arco. 7-6 a.C., Lione. RIC 204, CLM 668 30,88 g x 33 mm La tipologia fa sicuramente parte della serie di Denari e Aurei provenienti sempre da Lione. Fonte Cataloghi Online Fonte Cataloghi Online 2) Questo esemplare, secondo la storia, comparve al Museo d'Este, dove è attualmente conservato. Considerato inizialmente dubbio, oggi, la comunità scientifica tende a considerarlo genuino. Al D/ CAESAR AVGVSTVS - DIVI F PATER PATRIAE, Testa di Augusto, laureata, rivolta verso destra. Al R/ AVGVSTI F COS DESIG PRINC IVVENT; C L CAESARES (esergo), Caio Cesare e Lucio Cesare, in piedi e togati, tengono ognuno una mano su di uno scudo davanti a loro; dietro ogni scudo c'è una lancia; sopra di loro, a sinistra, un simpulum rivolto verso destra e a destra un lituus rivolto verso sinistra. 7-6 a.C., Lione. RIC 205, CLM 669 31,3 g Anche di questo la tipologia è estremamente conosciuta, la serie di Denari di Augusto più famosa. Fonte Cataloghi Online Fonte Cataloghi Online Gli esemplari di Lione sono considerati tali sia perché in quel periodo era la zecca di coniazione delle monete in metallo pregiato, sia perché il ritratto tipico di quest'ultima non da adito a dubbi in tal senso. 3) Questo esemplare, come quello sopra, comparve nel Museo di Madrid, dove è attualmente conservato. E' l'esemplare che ha dato più problemi di tutti e oggi, ancora, si tende a considerarlo falso, nonostante vi siano buoni motivi storici e tipologici per ritenerlo buono. Al tempo non erano conosciute molte delle monete delle zecche "estere" di Augusto, dove si pensa sia stato coniato e quindi non era possibile confrontare quel ritratto con altre monete attualmente conosciute. A mio modesto parere, per suddetti motivi, è da considerarsi autentico. Al D/ IMP CAESAR DIVI F - AVGVST COS VII, Testa di Augusto rivolta verso destra. Sotto il collo, un capricorno rivolto anch'esso verso destra. Al R/ AEGYPTO / CAPTA, Un ippopotamo rivolto verso destra. 27 a.C., Zecca incerta. RIC 546, CLM 670 31,97 g Se fosse autentico sarebbe una bellissima moneta della serie della conquista d'Egitto, meglio conosciuta con il coccodrillo. Fonte Cataloghi Online Fonte Cataloghi Online Dei prossimi tre esemplari, purtroppo, non vi sarà nessuna immagine. Come ho già detto sono stati sfortunati. Ben prima della rapina a Napoli, nel 1831, al Cabinet de Medailles de Paris, ve ne fu un'altra che costò la "vita" a numerosi reperti, molti dei quali, infatti, furono fusi; tra questi i nostri prossimi Aurei :(. Ne rimangono solo disegni e un calco (del Domiziano) al British Museum. Purtroppo non sono riuscito a reperirli. La comunità scientifica del tempo li considerò tutti genuini. 4) Partiamo con il Domiziano. Conosciuto grazie al calco e al censimento da parte del Cohen. Al D/ IMP CAES DOMIT AVG GERMAN P M TR P VII, Busto laureato e con egida rivolto a destra. Al R/ IMP XIIII COS XIIII CENS P P P. Minerva su due prue con lancia e scudo. Ai piedi un gufo. 88 d.C., Roma. Cohen 237. La tipologia è quella conosciuta nei numerosissimi Denari con Minerva. 5) Il prossimi di Commodo, probabilmente, furono coniati per commemorare il decennale dell'Impero. Al D/ M COMMODVS ANT P FELIX AVG BRIT Al R/ FORT FELI P M TR P IIII IMP VIII COS V P P, Fortuna Felix, con piede su prua, con caduceo e doppia cornucopia. 188-189, Roma La tipologia doveva essere questa: 6) Ed ecco l'ultima, idem come sopra. Al D/ M COMMODVS ANT P FELIX AVG BRIT Al R/ PACI AETER P M TR P XIIII IMP VIII COS V P P. Pax, seduta verso sinistra, con ramoscello e scettro. 188-189, Roma. Ed anche di questa abbiamo la tipologia, più o meno. Piaciuti? :D Bene, adesso aspetto vostri contributi per scovare gli altri "quaternioni" e magari, dato che ci siamo, possiamo anche inserire tutti i multipli di Aureo conosciuti. Mi sa che gli altri, però, sono tutti del Basso Impero ;). Vi lascio con l'Historia Augusta... :( Cattivo Alessandro Severo! Chissà quanti ne ha fusi...poi li immagino quelli del pazzoide Elagabalo...chissà quant'erano belli... :D Mirko
  21. Salve! Il tema che vi mostrerò a breve è la seconda e ultima problematica "interessante" della monetazione bronzea di Augusto. La prima, se ricordate, la esposi nella discussione sulla monetazione del 15 a.C. con gli Assi di Numa Pompilio: http://www.lamoneta.it/topic/101658-assi-di-augusto-e-numa-pompilio/ Nel 7 a.C., Tiberio, dopo una lunga serie di battaglie, riuscì a conquistare e poi rinforzare il confine reniano, in Germania. Grazie a questa vittoria, che seguiva quelle nell'Illiria e nella Pannonia, Augusto, che aveva inviato i suoi auspici per una vittoria e Tiberio, che l'aveva condotta, furono acclamati Imperator, per la tredicesima volta il primo e per la seconda volta il secondo. Nello stesso anno come IIIviri Monetales c'erano: P. Lurius Agrippa, M. Maecilius Tullus e M. Salvius Otho. Essi, furono i primi a riconiare bronzi in maniera sostanziale, visto che già lo si faceva dal 9 a.C. con solo Quadranti, dopo la "strana" monetazione bronzea del 15 a.C. (le teste di Numa) e diedero il via ad una corposa coniazione di Assi e Quadranti che terminerà nel 4 a.C., per poi ricomparire nel 12 d.C. con le tre tipologie di Assi senza il nome dei monetieri. Le monete in questione sono queste (per una visione globale): http://numismatica-classica.lamoneta.it/cat/R-AUGTRC Il RIC (note pag. 75) le considera Dupondi (col beneficio del dubbio), in quanto Mattingly (BMCRE pp. xlix, 41) si rifiutava di considerarli Assi per il loro eccessivo peso. In realtà, controllando i pezzi passati in asta e quelli appartenenti alle collezioni museali vedono un range di peso che va dai 9 grammi circa sino ai 24 grammi, tanto da poter coprire tutti e tre i nominali standard, Asse, Dupondio e Sesterzio (per quanto riguarda i diametri ho solo un valore, dell'esemplare dello Staatliche Museum di Berlino, 35 mm). Lo stesso Mattingly chiamerà questa serie "Monetazione Trionfale" in quanto il Dritto rimanda agli avvenimenti sopracitati. Giard, invece, si riferirà a questi con la parola "Medaglioni" (CBN pp. 119 ff.), preferendo dissociare ai tondelli un valore nominale e considerarli a tutti gli effetti delle medaglie con la stessa rappresentazione del rovescio delle monete degli stessi monetieri. Esempio di rovescio nel 7 a.C. - NAC 64 I tre, infatti, sappiamo che coniarono entrambi due tipologie di Assi (e basta), con al Dritto Augusto rivolto a destra o sinistra e al rovescio il canonico SC con il nome. Essendo questi Assi relativamente comuni, a dispetto della rarità della variante con la Vittoria, sorge il dubbio che questa sia veramente una coniazione straordinaria di medaglie, totalmente dissociata da qualsiasi valore nominale. Durante i miei studi, poi, notai anche che la monetazione bronzea di Augusto, soprattutto se mal conservata, presenta numerose contromarche, cosa che, invece, non accade in nessuna di queste medaglie: questa teoria, con mia sorpresa, la espose lo stesso Giard. Infine, come casualità interessante, abbiamo quella che a Roma, dal 9 a.C., fino al 12 d.C (con le interruzioni prima indicate), si conierà solo Assi e Quadranti, dando risalto alle ultime apparizioni di Sesterzi e Dupondi del 15 a.C.. In realtà alcune monete di bronzo verranno coniate negli ultimi anni nelle zecche periferiche, quali Lugdunum e Nemausus ma comunque, non a Roma. Abbiamo, quindi, questa situazione: 6 monete per tre monetieri, una con la testa a sinistra e una sempre con la testa a sinistra ma con il globo all'apice del collo (nota prerogativa, sovente, della zecca di Lione). Fonte Cataloghi Online Le mie conclusioni, sono esattamente quelle che si percepiscono durante il sopra scritto, ossia, che anche io, sono dalla parte del Medaglione piuttosto che dalla parte di un qualsiasi nominale. Voi che ne pensate? A fronte di quanto esposto in precedenza, si poteva anche pensare che le monete con il globo potessero provenire da una zecca periferica ma l'indicazione del moneteriere fuga ogni possibile dubbio. Durante le ricerche in rete, sono incappato anche in un oggetto abbastanza singolare, venduto da Gemini nel 2005. Viene considerata dalla Casa d'Aste una phalera, ossia una di quelle placche che ornavano le armature. E' chiaramente riferibile alle nostre medaglie e pesa 24,44 g a fronte di un diametro di 49 mm. Oricalco imbevuto nell'argento. Altro oggetto abbastanza singolare è quello tenuto al British Museum. Si presenta come una delle nostre medaglie ma al rovescio l'SC è cancellato (credo di vedere qualche rilievo sopraffatto) in favore di una croce in argento, intarsiata all'interno della moneta. Questo ricorda molto le note modifiche effettuate sui medaglioni, ricordiamo per esempio quelli di Firenze, nei quali possiamo trovare alcune parti intarsiate in argento, appunto. BMC 219 A voi la parola, amici. Mirko
  22. Buongiorno a tutti, allego le foto di una moneta che dopo alcune ricerche penso sia possibile attribuire all'epoca romana. Ecco alcune informazioni: Diametro: 2.9cm Spessore: 0.35cm Peso: 19 gr Considerate che la moneta è comunque usurata e quindi tutte le specifiche potrebbero essere errate. Come scritte identificative posso riportare, sul fronte si nota una figura che è leggermente femminile come lineamenti e la scritta LAVRELCOM oppure AURECCOM non si riesce perfettamente a capire, mentre per il retro si riesce a riconoscere una figura (dovrebbe essere la Provvidenza) con un sacchetto da un lato e un'asta dall'altro lato. Inoltre come in molte monete romane è presente la scritta S C. Vi ringrazio in anticipo per l'aiuto.
  23. Carissimi amici. Volevo sottoporvi all'attenzione questa moneta: Al British la dichiarano Sesterzio con un peso di 18,36g. Tipologicamente sarebbe la RIC 241b, pagina 58 del primo volume. Attestato che, comunque, esiste il Sesterzio, visto il peso della moneta sottostante decisamente più in linea con la norma, CGN eAuction 134 - Lotto 331, peso 25,24 perché non dovremmo pensare che la prima del British non sia altro che un Dupondio tipologicamente uguale? Che ne pensate? Per me potrebbe essere una NOT IN RIC; d'altronde monete uguali in più nominali sono abbastanza comuni.
  24. ggpp The Top

    E tu cosa sei? (Augusto)

    Salve. Vi mostro questa moneta, strana, di Augusto. Pesa 6,6-7g Vista la presenza del titolo Augusto la daterei nel periodo dell'impero. Al D/ CAESAR AVGUSTUS volto di Augusto R/ Q TERENTIO CVLLEONE PROCOS LILUB (e che mi rappresenta?) volto di apollo (?) Pareri? Una mano con l'identificazione mi farebbe comodo!
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