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  1. Carissimi tutti, Quest'oggi volevo mostrarvi una delle ultime monete entrate in collezione e della sua storia. Premetto fin da subito che non vuole essere una sotra di autocelebrazione bensì la dimostrazione che uno studio approfondito paga anche quando meno te lo aspetti... Tutto parte dalla consuenta analisi dei vari cataloghi delle recenti e numerose aste: partendo dal lotto numero 1 fino all' ultimo. Ad un certo punto mi soffermo sul seguente lotto Descrizione: Zecche Italiane VARIE - Ferrara, L'Aquila, Firenze, Genova, Gorizia, Venezia, Roma (2) Lotto di 8 monete La descrizione risulta piuttosto basica così come l'immagine permette solamente di vedere un lato delle monete proposte ... basta per farmi notare quel tondello sulla destra di ridotte dimensioni su cui compare una raffigurazione della Madonna col Bambino di chiara origine genovese. Ad una prima occhiata la moneta sembrerebbe un classico e comunissimo 8 denari delle prime tipologia ( per un' idea https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-GE31/40 ) tuttavia dopo uno sguardo più attento noto la presenza di due stelle e di una lettera E a destra del Bambino: una caratteristica che stona con le varie tipologie da 8 denari, ma che invece potrebbe ben sposarsi con la legenda di un altro e ben più raro nominale genovese: il denaro minuto del I tipo con la Madonna. Decido così di rischiare e fare un' offerta per questo lotto e ( dato che la sorte aiuta gli audaci ) riesco ad aggiudicarmelo alla base . Quest'oggi tornato dalle vacanze vado in posta a ritirare il pacco nel frattempo arrivato ed una volta aperto noto con grande piacere che le mie supposizioni erano corrette eccola: https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-GE31/43 Denaro Minuto del I tipo coniato probabilmente nei primi anni dopo la nomina delle Vergine a regina di Genova e conseguente introduzione della monetazione con la Madonna al dritto (1637) Si tratta di una tipologia molto rara , a mio avviso R3/R4 , tanto da mancare nella quasi totalità delle collezione specializzate come quella della fondazione Carige o delle varie passate in asta ( Fasciolo, NAC 117, Rinaldo, Gadoury 2013, Varesi 42 etc... ) Personalmente oltre a quello raffigurato sul catalogo online del forum sono riuscito a censirne solamente altri 2 esemplari.
  2. contecagliostro

    Cavallotto Genova.jpg

    From the album: Collezione Conte Cagliostro

    © contecagliostro

  3. Time Left: 3 months and 10 days

    • FOR SALE
    • NEW

    L'opera, realizzata e curata da parte del circolo numismatico "Corrado Astengo", costituisce il Corpus degli articoli scritti dall'illustre numismatico Giovanni Pesce fra il 1941 ed il 1991. L'argomento prevalente degli articoli è la monetazione ligure, sebbene vi siano anche articoli inerenti altre monetazioni italiane o medaglistiche. Testo venduto per conto del circolo numismatico C.Astengo

    30.00 EUR

    Genova, Liguria - IT

  4. Ciao a tutti, Ho visto questa tessera mercantile di piombo, puo darsi del 13 secolo, che pare molto interessante grazie a la insolita stemma coronata a'l rovescio. Qualcuno potrebbe identificare la stemma? A me questa tessera pare una italiana, forse di Genova o forse degli commercianti genovesi nella Terra Santa. Possibile? Mille grazie!
  5. Salve a tutti, Apro questa discussione per mostrarvi l'ultimo pezzo entrato in collezione che mi sono voluto regalare per il mio compleanno. Si tratta di un grosso genovese attribuibile dal numerale ad Antoniotto Adorno. Moneta abbastanza rara che difficilmente appare sul mercato numismatico. Sebbene leggermente decentrata al rovescio , oltre ad essere di ottimo peso ( 3 grammi precisi ) presenta una piacevole patina scura da antica collezione. Ed infatti trattasi dell'esemplare ex collezione Ercole Gnecchi, esitato all'asta Ratto del 1914, lotto 1513.
  6. Buona domenica agli amici del forum. Ho aggiunto in collezione la moneta in oggetto. Volevo condividerla con la sezione, ringraziare @matteo95 per aver agevolato l'acquisto e chiedere un parere riguardo la conservazione da scrivere sul cartellino. Normalmente raccolgo altro; non sono ferrato sulla tipologia e ancor meno sul metallo, però mi piaceva in foto ed in mano è come la immaginavo. Mi piacerebbe sentire i pareri di coloro che hanno esperienza circa questa monetazione. Grazie fin d'ora.
  7. Buongiorno a tutti, Quest'oggi volevo presentarvi il mio ultimo acquisto, ricevuto quest'oggi dal corriere dopo un viaggio dagli USA. Sono molto felice di questa moneta, perchè era da tempo che cercavo un pezzo come questo, in grado di arricchire la collezione con un pezzo, per me, importante . Si tratta di un ducato d'oro coniato a Genova durante il dogato di Pietro Campofregoso, XXVI doge di Genova dal 1450 al 1458. https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-GEV23/1 D/ + : P : C : DVX : IANVEN : XXVI : (Notare le X fatte a clessidra, tipiche delle monete di questo doge ) R/ + : CONRADVX : REX : ROMANOR : D : Purtroppo per i dati ponderali dovrete aspettare in quanto la moneta mi è arrivata chiusa nello slab e devo ancora aprirlo Allego le immagini del venditore, visto che di meglio sicuramente non riuscirei a fare
  8. Genova Dogi Biennali III fase, scudo stretto 1671 m° zecchiere Iohannes Stephanus Spinula
  9. Buonasera, mi potete confermare che si tratta di medaglia del primo periodo ? Grazie peso 0,39 grammi Diametro 14,31
  10. Guarda annuncio G. Pesce Scritti di argomento numismatico 1941-1991 L'opera, realizzata e curata da parte del circolo numismatico "Corrado Astengo", costituisce il Corpus degli articoli scritti dall'illustre numismatico Giovanni Pesce fra il 1941 ed il 1991. L'argomento prevalente degli articoli è la monetazione ligure, sebbene vi siano anche articoli inerenti altre monetazioni italiane o medaglistiche. Testo venduto per conto del circolo numismatico C.Astengo Inserzionista matteo95 Date 28/11/2017 Prezzo € 30,00 Category Cataloghi e libri Autore Giovanni Pesce Anno 2005 Editore Circolo Numismatico C.Astengo Pagine 398
  11. Salve a tutti, Quest'oggi vorrei mostrarvi l'ultima arrivata. Alcuni di voi potrebbero storcere il naso nel vederla, ma io sono un collezionista all'antica : Colleziono monete non conservazioni; specie quando mi trovo di fronte ad esemplari particolarmenti rari e di difficile reperibilità. Come da titolo la moneta qui proposta è un grosso di Genova attribuito ad Antoniotto Adorno governatore per Carlo VI re di Francia ( Novembre 1396 - Marzo 1397 ). Tale attribuzione è dovuta alla legenda Gvb(er)nator Ianvensivm presente al dritto. L'assenza di riferimenti diretti ed inequivocabili alla figura dell'Adorno lascia tuttavia il dubbio aperto.
  12. Ciao! qualcuno saprebbe dirmi qualcosa su questa monetina? Circa 2 cm di diametro, mi pare di intravedere una croce simile a quella presente su questa moneta qui https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-GE2/22 ma non saprei... Grazie a chi risponderà!!
  13. Ciao! Vorrei identificare questa moneta: Peso: circa 34 g Diametro: circa 36 mm (nelle foto: i quadretti sono di 4 mm) Materiale: ignoto, patina scura; si ipotizza argento (le foto sopra sono leggermente ritoccate e i colori un po' sfasati): ecco delle immagini con colori non ritoccati: Diritto: Castello coronato, asterischi ai lati, data sotto; attorno al castello: cerchio perlato tra due cerchi. Iscrizione: "DVX * ET * GVB * REIP * GEN" La data è deteriorata e le prime due cifre sono quasi illeggibili; le ultime due cifre sembrerebbero "94"; ipotizzo "1494", ma anche "1594", "1694". Rovescio: Corce con asterischi in ogni quadrante. Iscrizione: "+CONRADVS * II * RO * REX * I * V *" Mi sembrerebbe uno Scudo di Genova, come questo:https://en.numista.com/catalogue/pieces21453.htmlma la data sembra discordare col periodo di coniazione. Una moneta simile è inoltre descritta nel "Corpus nummorum italicorum, vol III, Liguria", http://www.numismaticadellostato.it/web/pns/iuno-moneta/biblioteca/corpus?p_p_id=CNI_WAR_FSIA6_Numismatica10_INSTANCE_H8fC&p_p_lifecycle=1&p_p_state=normal&p_p_mode=view&p_p_col_id=column-1&p_p_col_count=1&_CNI_WAR_FSIA6_Numismatica10_INSTANCE_H8fC_actionName=cniPDF&_CNI_WAR_FSIA6_Numismatica10_INSTANCE_H8fC_volCni=III&_CNI_WAR_FSIA6_Numismatica10_INSTANCE_H8fC_numPage=1&_CNI_WAR_FSIA6_Numismatica10_INSTANCE_H8fC_javax.portlet.action=invoke (TAV XII, 1) e relativo riferimento: Anche in questo caso, la data pare incompatibile. Un'altra moneta simile è indicata in: http://www.rhinocoins.com/ITALY/GENOVA/SCUDI.HTML 1/2 SCUDO II TYPE 19 GRAMS SILVER 30-36mm coniata tra il 1594 e il 1636 In questo caso, la data è compatibile (assumendo 1594), così come lo sono il disegno e le iscrizioni, ma non il peso e la dimensione. Potrebbe, a questo punto, trattarsi di uno scudo di Genova del 1594? Un'ulteriore ipotesi è che si tratti di un falso: si è a conoscenza di contraffazioni simili? Grazie!
  14. salve e buongiorno a tutti... cortesemente qualcuno sa dirmi approssimativamente in che stato di conservazione si trova la seguente moneta e l'attuale valore?! grazie mille in anticipo
  15. Ciao a tutti, visto che vengono pubblicati spesso grossi di Genova ho pensato di aprire una discussione generale dove magari si potranno continuare a pubblicare le monete di chi desidera condividere con noi queste meraviglie, cosi' da averle raggruppate. Io inizio con il mio ultimo acquisto, un grosso "da 6" tipologia I.III 1 del peso di 1.71 g, magari sarà un caso ma noto che l'imago civitatis oltre ai soliti prolungamenti obliqui in basso, viene anche tagliato alla base proprio nel centro e mi sembra abbastanza netto il prolungamento centrale, cosa ne pensate?
  16. Ricevuto foto da un mio amico, diametro 12mm, peso circa 1 gr . Grazie
  17. Salve a tutti Apro questa discussione per mostrarvi un interessantissimo quartaro, che ho avuto la possibilità di vedere in una collezione privata. Si tratta di una tipologia molto rara e di difficile attribuzione ; già descritta nel CNI al n34 ma, di cui personalmente non avevo mai visto neanche un esemplare. Quello qui presentato , proveniente dalla collezione Pesce, è probabilmente lo stesso di cui scrive il Janin nel suo articolo sui quartari genovesi: " Dei quattro col Grifo, uno corrisponde esattamente al n. 34 del C.N.I. ed ha le diciture VNVIAV e AVIANVO " http://www.mariojan.com/monete/numis_03_83.html Le legende e lo stile molto particolare fanno pensare ad una contraffazione , sebbene sia molto difficile poterla attribuire ad una determinata zecca o signoria emittente, come nel caso degli esemplari presentati alla recente conferenza di Finale Ligure o di altri già postati su questo forum. Qualche idea ? Esiste un comune in Veneto di nome Aviano , le cui origini rislagono all'impero romano , dove risulta sorgesse un castello nel medioevo molto conteso da diverse famiglie nel XIV sec. fra cui i Carraresi. La locazione però mi pare piuttosto improbabile anche per fare solo delle ipotesi senza nessuna fonte. Il peso è di 0,47g mentre il materiale sembrerebbe essere rame. @adamaney tu cosa ne pensi ?
  18. Voglio iniziare questa discussione per poter condividere quelle situazioni che io adoro, ovvero, i ritrovamenti di monete relativamente "belle" nelle ciotole colme di comuni monetine di Vittorio Emanuele iii . Ho notato che é successo a varie persone nel forum. Per cominciare vi posto questo 10 soldi genovese 1814 che "ho portato a casa" per 2€, trovato in un vassoietto in una bancarella a Porta Portese-Roma.
  19. posto l'immagine di questa moneta di Genova, sperando di fare cosa gradita e ricevere dei commenti un due scudi del 1631 pesa gr.76,5 e un diametro di mm.60
  20. salve mi piacerebbe sentire un parere dei conoscitori su questa monetina si avvicina a questa http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-GECOL3/38 grazie cordialita mirco
  21. Salve a tutti condivido con voi l'ultima arrivata nella collezione di monete genovesi; appartenente alla fase finale del periodo dei Dogi Biennali. Si tratta di un esemplare da 10 Soldi o Mezza Lira del 1792, primo anno di coniazione di questa moneta. Moltissime sono le varianti conosciute ed è un vero peccato che ancora nessuno abbia provveduto a fare una vera e propria sorta di censimento. http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-GE34/23 esemplare che nonostante presenti qualche debolezza di conio ed un piccolo segnetto sul bordo trovo sia comunque ancora molto bello, considerando poi la qualità media degli esemplari che si vedo in giro. ex Varesi 54 lotto 1393.
  22. Ciao a tutti ! Da quando mi sono iscritta al forum mi sto facendo dare monete da tutti i miei parenti :)... questa me l'ha data mio zio, non avevo mai visto un marengo così, voi lo conoscete, sapete se può avere un valore numismatico?
  23. Salve a tutti , sto facendo uno studio sui soldini IQDP genovesi , comunemente attribuiti a Valerando di Lucemburgo, e volevo sapere se vi sono noti ripostigli o ritrovamenti databili contenenti questi esemplari . Ho controllato anche fra tutti i ripostigli elencati nel nuovo MEC 12 ma, nulla . Grazie a tutti in anticipo per l'eventuale aiuto ! Matteo
  24. cari amici Una domanda per gli esperti della monetazione genovese, scusandomi anticipatamente qualora il tema fosse già stato trattato in altra discussione. Sfogliando oggi la pregevole opera di Pesce ho visto che riporta il tipo da 10 Scudi con la data del 1717. Io sapevo che questo mitico massimale sarebbe esistito effettivamente in un unico esemplare, coniato su committenza privata come avveniva anche per il 5 e 6 scudi ad esempio, ma che in seguito e' andato perduto. Chi ne sa di più? Grazie dei contributi M
  25. Apro questa discussione al fine di raccogliere le immagini di monete, medaglie, banconote e manufatti d'arte che rappresentano il mito di "San Giorgio e l'uccisione del Drago" di ogni epoca e luogo di provenienza presenti nelle nostre collezioni. Invito gli utenti di tutte le sezioni del forum a condividere le foto di quanto hanno a disposizione nelle loro raccolte accompagnate da una breve presentazione dell'oggetto o anche dell'artista, in modo da poter creare una bella miscellanea tematica. Spero che l'idea piaccia e la partecipazione sia nutrita e trasversale agli interessi dei partecipanti al forum. Credo sia innanzitutto opportuna una breve introduzione circa la vita del Santo e la leggenda che l'accompagna: San Giorgio di Carlo Crivelli (1472) L’esistenza di Giorgio, santo vissuto nel II secolo, è ancora avvolta dal mistero, tanto che i papi cattolici Giovanni XXIII e Paolo VI hanno ridimensionato la sua importanza e il culto. San Giorgio, però, è ancora tra i santi più amati in Oriente e in Occidente; la Chiesa russa lo considera ieromartire (o megalomartire), molte nazioni (come Inghilterra, Lituania, Georgia, che ne porta il nome, e Portogallo) lo hanno elevato a patrono, così come le città di Barcellona, Genova, Venezia, Ferrara, per citarne solo alcune. Gli è stato persino dedicato un cratere sulla Luna. San Giorgio in lotta contro il drago e dodici scene della vita, Bulgaria (Pietro Minjov di Triavna), 1840, tempera su legno, cm 134x86,5 cm (Museo di Storia nazionale di Sofia) Pochi sono i documenti veramente attendibili, moltissimi quelli più o meno encomiastici. La verità storica si basa su pochi passi degli scrittori latini Teodosio Perigeta, Antonino da Piacenza e Adamnano, che testimoniarono l’esistenza a Lydda (Diospoli), in Palestina, del sepolcro di San Giorgio martire e la intensa venerazione del popolo, su un’epigrafe greca del 368 rinvenuta in Eaccaea di Batanea, che parla di una casa del santo, e sui resti archeologici della basilica cimiteriale, il cui primo nucleo può essere datato ad anni vicini alla vita di Giorgio. Tutto qui, il resto – ciò che noi crediamo di conoscere – deriva dalla Passio Georgii, biografia scritta agli inizi del V secolo e già classificata apocrifa dal Decretum gelasianum del 496, e dalle successive rielaborazioni e integrazioni leggendarie, codificate nel XIII secolo nella Legenda aurea di Jacopo da Varazze (o da Varagine, morto nel 1298) e ampliate in codici manoscritti successivi. San Giorgio in lotta contro il drago, Georgia (Samegrelo), 1849, argento dorato, legno, cm 25x20 (Museo d’Arte statale di Tbilisi) Giorgio nacque intorno al 280 in Palestina (ma altre fonti dicono presso la foce del Danubio, vicino al Mar Nero), da Geronzio, persiano, e Policronia, cappadoce, che lo educarono cristianamente fino alla sua partenza per il servizio militare, dove divenne ufficiale delle milizie romane e poi cristiano. Quando l’imperatore Diocleziano ordinò la persecuzione contro i cristiani, non esitò a consegnare Giorgio, pur apprezzandone il valore, in mano all’imperatore persiano Daciano che lo fece incarcerare e torturare. Secondo il racconto di Jacopo da Varazze, Daciano convocò settantadue re per decidere le misure da prendere contro i cristiani. Davanti alla corte, Giorgio distribuì i beni ai poveri e, confessandosi cristiano, si rifiutò di sacrificare agli dei. Giorgio fu spogliato delle vesti, flagellato con nervi di bue, costretto a mettere calzari infuocati guarniti di chiodi, colpito da martellate tanto violente da fracassargli il cranio, legato e sbattuto in prigione, dove ebbe la visione del Signore che gli predisse sette anni di tormenti, tre volte la morte e tre la risurrezione. Visto che Giorgio era irremovibile nella sua fede, Daciano convocò il mago Atanasio, chiedendogli di vincerlo con un incantesimo: Atanasio divise in due un toro con una formula magica e offrì a Giorgio una bevanda avvelenata, ma il santo, prima di morire, convertì Atanasio che fu subito messo su una ruota armata da ogni lato di punte e lame, tagliato in dieci pezzi e gettato in un pozzo. Allo scoppio di un tuono, Giorgio risorse la prima volta. Ciò provocò la conversione del capo delle milizie Anatolio e di tutti i soldati che furono immediatamente passati a fil di spada. Giorgio fu ricondotto in tribunale, gli versarono in bocca del piombo fuso e gli piantarono in testa sessanta chiodi roventi, poi lo appesero a testa in giù su un braciere; infine, lo ricondussero in prigione. All’indomani, il re Magnenzio giurò che si sarebbe fatto cristiano se Giorgio fosse riuscito a far fiorire e fruttificare ventidue sedie di legno. Il miracolo avvenne, ma il re lo attribuì al dio Apollo e Giorgio ne distrusse subito il tempio. Il santo fu allora squartato e gettato in una caldaia con piombo e pece, ma nel mezzo di un gran frastuono discese il Signore, accompagnato da Michele e i suoi angeli, che risuscitò Giorgio per la seconda volta. Alla vista di tanti tormenti, la moglie di Daciano, l’imperatrice Alessandra, si convertì al cristianesimo e, per questo, condannata al martirio. Già sul patibolo, Alessandra chiese a Giorgio cosa ne sarebbe stato di lei dato che non aveva ancora ricevuto il battesimo, ma il santo la tranquillizzò: “Il tuo sangue versato ti sarà battesimo e corona”. Giorgio fu quindi esposto agli uccelli che lo smembrarono, ma anche questa volta risorse. Il giorno appresso, Giorgio fu condannato alla decapitazione. Condotto alla porta di ferro il martire chiese a Dio il fuoco del cielo per incenerire Daciano, i settantadue re e tutti i pagani presenti e, esaudito, lo implorò di concedere protezione a coloro che invocavano il suo nome. Il Signore rispose che coloro che avrebbero venerato le sue reliquie, sarebbero stati esauditi. Solo allora, Giorgio si lasciò decapitare. Era l’anno 303, Giorgio aveva circa ventitré anni. Nelle diverse versioni della vita del santo si possono leggere altri particolari dei supplizi subiti da Giorgio (costretto ad entrare in una fossa piena di calce viva, frustato con cinghie di cuoio e percosso con martelli da fabbro, gettato da un precipizio e dato alle fiamme, immerso in una caldaia di olio bollente...) e versioni alternative alle pene citate (come le ventidue sedie sostituite da diciassette persone morte da quattrocentosessant’anni, che furono risuscitate, battezzate e fatte sparire); anche i nomi dei personaggi non sempre coincidono. Fu sepolto a Lydda, in Palestina, dove ancora oggi sono visibili i resti archeologici della basilica cimiteriale che fu costruita in suo onore nel V secolo, incendiata dai Persiani all’inizio del VII secolo, riedificata e ancora rasa al suolo dal califfo Hakim nel 1010. Ancora una volta ricostruita, fu distrutta nel 1099 per impedire ai crociati di usare le travi come materiale bellico, ma i crociati la rieressero. Nel 1191, quando Riccardo Cuor di leone combatté contro il Saladino, la chiesa fu nuovamente distrutta. Fu Riccardo, devoto a san Giorgio, che introdusse il suo culto in Inghilterra, dove il sinodo lo elesse nel 1222 santo patrono del regno. La tomba di san Giorgio presso Lod (Israele) Già all’epoca delle crociate, in tutta l’area del Mediterraneo, si era diffusa l’immagine del santo in lotta contro il drago, narrata nelle passiones di san Giorgio dal IX secolo, racconti che facilmente traevano spunti dai racconti mitologici e folcloristici per esaltare le prodezze dei santi. Fu forse una falsa interpretazione di un’immagine dell’imperatore Costantino a Costantinopoli, descritto da Eusebio come vincitore di un drago (cioè il nemico del genere umano), oppure la suggestione provocata da una raffigurazione del dio egizio Horus, il purificatore del Nilo raffigurato come cavaliere dalla testa di falco, in uniforme romana, in atto di trafiggere un coccodrillo (simbolo delle energie distruttrici del cosmo) tra le zampe del cavallo, che suggerirono storia e iconografia del “Il miracolo sul drago”, detto anche “San Giorgio in lotta contro il drago”, raccontata anch’essa nella Legenda aurea di Jacopo da Varazze. LA LEGGENDA AUREA San Giorgio in lotta contro il drago, Russia (Mosca), XIX secolo, lega di rame, smalti di cinque colori, h 9 x 7,6 cm (Museo Rublëv, Mosca) In quest’episodio – che per taluni evoca il mito di Perseo e Andromeda, mentre per altri simboleggia l’eterna lotta fra il bene e il male – si narra che a Silene, città della Libia, viveva in un lago un drago mostruoso che a volte giungeva fino in città dove con il suo fiato avvelenava chiunque gli capitasse a tiro. Gli abitanti, impauriti, placavano la sua fame dandogli ogni giorno due pecore, ma presto il numero delle pecore diminuì. Interpellato, l’oracolo disse di offrire al drago una pecora e un essere umano, scelto con un sorteggio. Quando venne la volta della principessa Elissava (in italiano, Margherita o Cleodolinda), il re tentò di riscattarla offrendo tutto il proprio patrimonio e metà del regno, ma il popolo rispose: “I nostri figli sono morti e tu vorresti salvare tua figlia? Se non lo permetterai bruceremo te e la tua casa”. Elissava, in lacrime, fu portata sulla sponda del lago in attesa del proprio destino. Proprio in quel momento sopraggiunse Giorgio che consolò la ragazza e le promise aiuto. Di lì a poco, il drago emerse tra fuoco e vapori pestiferi, ma Giorgio si affidò a Dio e si avventò sul drago ferendolo profondamente con la lancia. Il drago cadde a terra e Giorgio disse a Elissava: “Avvolgi la tua cintura al collo del drago”, lei obbedì e il drago cominciò a seguirla mansueto come un cagnolino. Vedendoli arrivare, il popolo si atterrì ma Giorgio li rincuorò: “Non temete, il Signore mi ha permesso di liberarvi da questo mostro. Credete in Cristo ed io ucciderò il vostro persecutore”. Felice, il re donò al salvatore immensi tesori, ma Giorgio li distribuì ai poveri e, dopo aver battezzato tutti gli abitanti della città, riprese il cammino. Icona custodita nella chiesa di San Giorgio Extra, che raffigura San Giorgio mentre uccide il drago; sullo sfondo il Duomo e la città di Reggio Calabria. Sembra sia di origine copta l’iconografia del santo ritto su un cavallo bianco, avvolto in un mantello sollevato dal vento che lascia vedere la corazza sottostante e nell’atto di infilzare la lancia nella gola del drago, mentre la mano di Cristo lo benedice. Fu comunque molto frequente in Oriente fin dal X secolo e, successivamente, in Europa. Esiste anche una variante “corta” dell’iconografia, dove Giorgio è rappresentato mentre atterra il drago agguantandolo per il collo. Molto diffusa, più in tempi antichi che in quelli recenti, fu anche la rappresentazione isolata di San Giorgio, col capo scoperto e i lunghi ricciuti capelli, armato di corazza e clamide, scudo e lancia. L’immagine del cavaliere vincitore è tipica del Medioevo; tuttavia, Giorgio non restò solamente il santo dell’aristocrazia e della cavalleria (di cui divenne patrono), ma entrò a far parte della cultura popolare, che nelle rappresentazioni religiose teatrali rappresentava spesso l’uccisione del drago. Inoltre, Giorgio era ed è considerato il protettore dei lavori dei campi, dei cavalli, dei pastori e dei contadini (il nome Giorgio deriva dal greco georgos che significa agricoltore). Non è quindi un caso che la sua festa principale sia stata fissata il 23 aprile, in un periodo in cui si celebravano le feste primaverili pagane. Nel giorno della sua festa, per esempio, sulle Alpi si conduceva per la prima volta il bestiame al pascolo. In questo giorno, inoltre, san Giorgio faceva sì che il terreno si spaccasse in modo che i serpenti, rimasti nascosti durante l’inverno, potessero tornare in superficie: una tradizione che, unita al leggendario combattimento contro il drago, determinò il fatto che il santo fosse invocato in caso di morsicature di serpente. Tuttavia, i modi del suo martirio lo rese, agli occhi del popolo, il santo "esperto" di quasi tutte le sofferenze, i dolori e i disturbi, invocato contro le infiammazioni febbrili, l’epilessia, la peste e la lebbra. Nei paesi slavi era chiamato anche contro le streghe. Fonti: Larici.it e wikipedia Una buona serata e buon divertimento a tutti, aspetto i vostri tesori. E.

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