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  1. grigioviola

    Chilbolton Down Hoard

    Dopo un po' di assenza da questo forum, ritorno oggi - giornata piovosa - con due piccole e di per sé comuni monete costantiniane: D\ IMP CONSTANTINVS PF AVG R\ SOLI INVICTO COMITI, M|F / PARL D\ IMP CONSTANTINVS PF AVG R\ SOLI INVICTO COMITI, (R)X|F / (..?) Non sono esperto di Costantiniane, e i due pezzi non erano classificati... tuttavia credo di aver decifrato correttamente le legende. Se qualcuno vuole confermare o rettificare è ovviamente il benvenuto! La cosa interessante di questi pezzi è la provenienza: ex Gene Brandenburg - ex B.A. Seaby - ex Chilbolton Down Hoard (1941). Un ripostiglio "datato" composto da circa 900 pezzi contenuti in due vasi. Uno è esposto al Winchester museum: Notizie sul ripostiglio non ne ho trovate moltissime, a casa mi è venuto in soccorso il libro censimento "An Inventory of Romano-British Coin Hoards" di Robertson, A.S. da cui vi riporto questo estratto: Se qualcuno è in possesso di ulteriori dati e/o approfondimenti... è come sempre il benvenuto!
  2. Oggi vi parlo di un nuovo ripostiglio inglese: il Rockbourne hoard, un deposito trovato il 26 agosto del 1967 nei pressi di una villa romana, sito archeologico oggetto di campagne di scavi dagli anni '40 ai '70 (e ora museo). Il ripostiglio ebbe una notevole risonanza nella cronaca locale all'epoca e constava di ben 7.714 monete tra denari e antoniniani (la maggior parte). Il sito della villa romana di Rockbourne si trova in una zona rurale dell'Hampshire, vicino alla storica cittadina di Fordingbridge, nei pressi della New Forest. Le monete erano contenute all'interno di un grande vaso in terracotta a due manici con alcuni motivi geometrici decorativi e risalgono in larga parte al periodo 250-290. Tuttavia la presenza di emissioni a nome di Diocleziano e Massimiano fanno ipotizzare una data di chiusura attorno al 305. Nel sito internet dell'Hampshire Archeology Club vi è un breve resoconto della storia e delle vicissitudini di questo ripostiglio e ve ne porto alcuni stralci in inglese: Nel 2015 la casa d'aste inglese Spink, nell'asta n. 15004 del 25-26 Marzo, mise in vendita un lotto multiplo di ben 662 esemplari provenienti da questo ripostiglio: Il lotto, da una stima di 2-3000£ realizzò, senza diritti, la ragguardevole cifra di 5.000£. Le monete erano tutte catalogate e inventariate e custodite singolarmente su bustine di carta coeve all'epoca del rinvenimento/studio. Un anno fa ho acquistato il primo pezzo proveniente dal ripostiglio in questione (Vittorino, PROVIDENTIA AVG) ed era accompagnato da una cartolina dell'epoca, il che mi fa supporre che non facesse parte di questo lotto multiplo ex Spink, bensì fosse uno dei vari esemplari donati/regalati o venduti come souvenir per finanziare gli scavi durante gli anni '70. Gli ultimi due esemplari acquistati qualche giorno fa invece (Vittorino, INVICTVS e Tetrico II, SPES AVGG) provengono invece da questo grande lotto venduto dalla casa d'aste inglese. Tutti e tre i pezzi condividono la medesima tipologia di bustina di carta con la stessa grafia e un analogo numero di catalogazione/inventario. 1) Vittorino, AE antoniniano D\ IMP C PIAV VICTORINVS PF AVG R\ INVICTVS, *| R.I.C. 113 2) Vittorino, AE antoniniano D\ IMP C VICTORINVS PF AVG R\ PROVIDENTIA AVG R.I.C. 61 3) Tetrico II, AE antoniniano D\ C PIVS ESV TETRICVS CAES R\ SPES AVGG R.I.C. 270 Passatemi le foto delle monete che non sono meravigliose, ma le ho fatte al volo ieri sera con lo smartphone e con una luminosità alquanto scadente... ma mi premeva di lasciarvi questo contributo prima di partire per le vacanze ormai imminenti Buona lettura e, se avete domande o curiosità... son qui!
  3. grigioviola

    Bath Environs Hoard

    Tra le recenti acquisizioni da ripostiglio inglese finite in collezione, ho aggiunto quattro esemplari da un ripostiglio rinvenuto verso la metà del 1979. Si tratta di un piccolo deposito di 1807 antoniniani da Gallieno a Alletto che è stato pubblicato in "Coin Hoards of Roman Britain" volume 6 a firma di D. R. Rudling e P. C. Shilling. E oltre alle monete sono venuto in possesso di una lettera (al momento solamente in foto) proprio di P. C. Shilling risalente a qualche tempo prima della pubblicazione su CHRB del report in cui appunto parlava del ripostiglio proponendone alcuni pezzi in vendita (il sig. Shilling oltre che studioso di numismatica era anche un noto commerciante inglese molto attivo e stimato negli anni '70-'80). Ecco il dattiloscritto: la lettera/listino di vendita è datata novembre/dicembre 1981 e descrive brevemente il ripostiglio (una zona sita a nord-ovest della città di Bath) indicandone sinteticamente la lista degli imperatori presenti e la relativa quantità di monete. Le pagine successive invece offrono una serie di "lotti " con brevi descrizioni appartenenti al deposito: Come per l'altra discussione che ho lasciato stamane nel forum e che potete leggere qui: si tratta di un documento d'epoca che fa da corredo alle monete e che "parla" con loro (e di loro!) arricchendone il carico emozionale. Ed ecco i pezzi in questione: D\ IMP C VICTORINVS PF AVG R\ INVICTVS, *| RIC 114 D\ IMP TETRICVS PF AVG R\ HILARITAS AVGG RIC 80 D\ GALLIENVS AVG R\ DIANAE CONS AVG, /X Goebl 744/b D\ IMP C CLAVDIVS AVG R\ PROVIDENT AVG RIC 91
  4. grigioviola

    Blackmoor Hoard

    Il 30 ottobre del 1873, nella contea di Selborne, a metà strada tra Alton e Petersfield, nel Blackmoor Park , vennero alla luce due vasi in terracotta (ollae) contenenti ben 29788 monete - prevalentemente antoniniani - da Gordiano a Costanzo Cloro. Il ripostiglio sarà noto con il nome di Blackmoor Hoard ed è il quinto in ordine di grandezza tra quelli rinvenuti in Gran Bretagna. Il ripostiglio venne inizialmente studiato dall'allora conte di Selborne che ne pubblicò un report preliminare catalogando il tutto sulla base del Cohen nel numero 17 di Numismatic Chronicle del 1877. Lla famiglia dei conti di Selborne ne detenne la proprietà dalla data della sua scoperta fino agli anni '70 quando il quarto conte di Selborne non lo vendette tramite la casa d'aste Christie's: L'asta fece realizzare prezzi molto elevati per l'epoca e fece un discreto clamore. Successivamente fu definita da alcuni numismatici come un "enormous hoard of horribly cleaned junk, which made crazy prices". Successivamente nel 1982 Roger Bland pubblicò un nuovo studio sul deposito, dandogli la giusta inquadratura e importanza storica: Ciclicamente alcune monete provenienti da questo ripostiglio, riappaiono in commercio. Si tratta per lo più di antoniniani in cattivo stato di conservazione e piuttosto comuni, dato che la stragrande maggioranza di monete apparteneva all'Impero Gallico e soprattutto agli ultimi imperatori Tetrico I e II. Il report preliminare che ne fece il conte Selborne è il seguente: Nella mia collezione, durante gli ultimi anni (e con alcune recenti acquisizioni fresche di questi giorni), sono riuscito a radunare un piccolo gruzzolo proveniente dal Blackmoor hoard: poca cosa, solo 6 monetine su 29.788, ma comunque un discreto frammento di uno dei principali (se non altro per dimensioni) ripostigli britannici. In aggiunta, un fascino particolare a queste monete di per sé davvero umili, deriva dalla documentazione di corredo che fortuitamente e in maniera davvero eccezionale, sono riuscito a reperire e che vorrei condividere con voi. La moneta più pregiata del mucchio è un antoniniano di Postumo che ho trovato accompagnato dal suo tag (cartellino) originale e risalente molto probabilmente alla fine degli anni '80, primi '90 con un uso misto di stampa, macchina da scrivere e penna biro: D\ IMP C POSTVMVS PF AVG R\ IMP X COS V RIC 289 Arrivano poi un gruppetto di quattro esemplari che sono invece accompagnate da bustine d'epoca appositamente create alla fine degli anni '70 dal negozio numismatico londinese posto di fronte al British Museum di Londra, il "Museum Galleries": D\ IMP C TETRICVS PF AVG R\ LAETITIA AVGG RIC 87 D\ IMP C TETRICVS PF AVG R\ PAX AVG RIC 100 D\ GALLIENVS AVG R\ AETERNITAS AVGG, Γ Goebl 577/a D\ GALLIENVS AVG R\ ORIENS AVG, Z retrograda Goebl 616/a Infine, l'ultimo pezzo del gruppo e quello fresco di questi giorni, accompagnato dal cartellino del precedente collezionista oltre che dalla ricevuta originale d'acquisto del 1977 in cui viene indicata la provenienza dal ripostiglio in questione: D\ IMP C TETRICVS PF AVG R\ LAETITIA AVGG RIC 87 E questo, per il momento, è tutto dal Blackmoor Hoard: un bel connubio tra "storia numismatica" e "storia del collezionismo", quel mix che fa tanto impazzire il sottoscritto e che arricchisce di valore - simbolico ed emozionale - dei tondelli che altrimenti, presi singolarmente, risulterebbero anonimi e snobbati dai più. Spero di non avervi annoiato troppo... e soprattutto mi auguro di essere riuscito a condividere le emozioni che provo nel maneggiare questo materiale!
  5. Oggi va di ripostigli monetali del III secolo... e in particolare vi presento un ritrovamento inglese meno famoso di altri, ma comunque studiato e pubblicato (in Coin hoards from Roman Britain vol IV): Si tratta quindi di un ripostiglio di medie dimensioni che rientra nel tipico panorama dell'hoarding britannico del periodo. Questo il pezzo che ho acquistato con questa provenienza: Gallienus. Antoninianus (19.5mm, 2.61 g, 12h). Zecca di Roma - 7a emissione (262 d.C.) D\ GALLIENVS AVG R\ LIBERT AVG, Liberalitas stante a sinistra con tessera e conrnucopia MIR 36, 457–8 var. (rev. legend); RIC V (sole reign) 227–8 var. (rev. legend of 231–2); Cunetio –; I. A. Carradice, “The Market Deeping, Lincs., hoard” in Coin Hoards in Roman Britiain IV (1984), p. 46 and 62 (this coin). Ex N. M. McQ. Holmes collection (CNG eAuction 442/2019) - Ex Glendining’s (30 September 1998), lot 139 (part of) - Ex Deeping St. James (Market Deeping), Lincolnshire, Hoard (1980) [IRBCH 699]. La particolarità di questo pezzo è la legenda del rovescio LIBERT AVG che è riferita alla Libertà, ma che qui viene invece abbinata alla personificazione della Liberalitas! Si tratterebbe apparentemente di un unicum di Gallieno... da capire se volontario oppure frutto involontario dell'incisore che ha approntato il conio scolpendo LIBERT al posto di LIBERALIT o perché illetterato o perché... aveva preso male le misure dello spazio a disposizione rimediando quindi questa abbreviazione!
  6. Tra i ripostigli britannici presenti in collezione, ancora mi mancava il Chalfont Hoard, un noto ritrovamento del 1989 considerato di rilievo tanto da finire in copertina nel IX volume della serie "Coin hoards from Roman Britain" a cura del BM. Sul sito di Hadriancoins c'è questa sintesi circa la storia di questo ripostiglio (che mi riprometto di ampliare quando avrò un po' più di tempo a disposizione): E questo invece l'esemplare finito in collezione: Gallienus Antoninianus (18.5mm, 2.06 g, 6h) Zecca di Roma, 6a emissione, (260-261 d.C.) D\ GALLIENVS AVG, R\ VICTORIA G M MIR 36, – (rev. of 188); RIC V –; Chalfont 346 (questo esemplare); Cunetio 913. Ex N. M. McQ. Holmes collection (CNG eAuction 442/2019) - Ex C. J. Martin (Coins) Ltd., 1993. - Ex Glendining’s (7 July 1993), lot 34 (part of) - Ex Chalfont St. Peter, Buckinghamshire, Hoard (1989) [IRBCH 740A], no. 346. Il pezzo presenta la caratteristica di essere un ibrido di Gallieno (regnante da solo) con un rovescio del regno congiunto col padre Valeriano I. Pezzo di umile conservazione, ma ricco di storia e con pedigree ricostruito in tutti i suoi passaggi.
  7. Tra i miei recentissimi acquisti, ci sono altre nuove entrate con provenienza da ripostigli! In particolare volevo evidenziarvi questo pezzo di Gallieno che arriva direttamente dal Normanby Hoard: Gallieno - Antoninianus (18.5mm, 2.36 g, 6h). Zecca di Roma, 1a officina. 7a emissione (262 d.C.) D\ "GALLIENVS AVG" R\ "[LIB]ERALIT AVG" MIR 36, 457q1 corr; RIC V (sole reign) 228 var. (bust type); Cunetio 1033; Normanby 114 La moneta ha un pedigree ben ricostruibile: Ex N. M. McQ. Holmes collection (CNG eAuction 442/2019) - Ex C. J. Martin (Coins) Ltd., 1987 - Ex Normanby, Lincolnshire, Hoard (1985) [IRBCH 854], no. 114. Ed in più presenta questa altra singolarità che ne contribuisce, per me, ad arricchire il suo valore aggiunto: La moneta in questione è quella fotografata nel catalogo riferimento di Gallieno di Goebl (il MIR) e nel libro dedicato al ripostiglio di Normanby... pezzo quindi non solo proveniente da ripostiglio noto e divenuto caposaldo di riferimento per studio e catalogazione, ma anche pezzo pubblicato nelle tavole fotografiche!
  8. Oggi vi presento questo nuovo hoard che esula dal mio usuale range temporale della seconda metà del III secolo (antoniniani gallici & c.), ma a essere sinceri esula fino a un certo punto visto che oramai la mia passione per i ripostigli sta creando una vera e propria "collezione nella collezione" con una estensione temporale che va ben oltre alle "colonne d'ercole" del mio usuale campo d'azione. THE HOLME HOARD (detto anche Bottesford II) rif. https://finds.org.uk/database/hoards/record/id/1241 Report pubblicato in Numismatic Chronicle n.166/2006 Il ripostiglio è stato rinvenuto in un'area che già aveva restituito nel 1996 (https://finds.org.uk/database/hoards/record/id/1238) un altro tesoretto di 169 denari d'argento denominato appunto Bottesford I. Il ritrovamento in questione è opera dei detectoristi J. Robinson e J. Sparks che l'hanno portato alla luce il 25 novembre 2003 a Holme, nel Lincolnshire. Composto da 408 denari d'argento è stato rinvenuto assieme a parte del contenitore: un piccolo vaso in argilla grigia il cui fondo aveva in diametro di 58 mm. Di tutto il ripostiglio, 115 pezzi sono stati acquisiti dall'associazione British Museum Friends che ne ha donati 15 al museo: https://www.britishmuseum.org/research/collection_online/search.aspx?searchText=holme+hoard La parte rimanente è stata restituita agli scopritori che hanno poi provveduto a venderla in un'unica occasione tramite la casa d'aste DNW (Dix Noonan Webb Ltd) con la vendita pubblica del 16/03/2005 (https://www.dnw.co.uk/auction-archive/special-collections/foreword.php?specialcollection_id=316). Questo infine è l'esemplare che è entrato nella mia collezione: D\ ANTONINVS AVGVSTVS, busto laureato e drappeggiato a destra di Caracalla. R\ PONTIF TR P III, Caracalla nudo con mantello sulle spalle stante a sinistra, con un globo nella mano sinistra e una asta a punta in giù nella destra. RIC 30/b Ex D. Taylor collection; Ex DNW auction 16/03/2005; from Holme Hoard 2003. Per concludere, si tratta di un ripostiglio rientrante nel cosiddetto "denarius period" britannico e a proposito degli hoard rientranti in questo arco temporale, Roger Bland dice: A voi la parola per eventuali commenti o integrazioni!
  9. Generalmente, quando si pensa a un ripostiglio, subito la mente corre a immagini di repertorio di grandi depositi... vasi ceramici spaccati con migliaia di monete che fuoriescono e simili. Certo, molti sono i ripostigli di questa tipologia, ma non tutti sono così. Esistono anche dei depositi "small-size" composti da poche centinaia di pezzi o addirittura di qualche decina se non di meno! Ed ecco il caso, un piccolissimo deposito di soli 9 pezzi: 4 denari e 5 antoniniani (di buona lega) rinvenuti a Barlby, nel distretto di Selby nel North Yorkshire nel 2012. Il deposito è completamente censito nel sito del PAS e registrato con la sigla YORYM-70C2F3. Al termine dell'iter di dichiarazione di TREASURE CASE è stato dichiarato non di importanza nazionale e quindi di non interesse museale ed è stato restituito al ritrovatore che, l'ha poi immesso nel mercato numismatico come consentito dalla normativa inglese. La foto delle monete allo stato di ritrovamento è la seguente: E questo è il catalogo dei pezzi: 1. A base silver denarius of Elagabalus dating to the period AD 210 - 222 (Reece Period 10). VICTORIA AVG reverse type depicting Victory flying left holding wreath. Mint of Rome. Obverse Inscription: IMP ANTONINVS PIVS AVG Obverse Description: Laureate and draped bust right Reverse Inscription: VICTORIA AVG Reverse Description: Victory flying left holding wreath Mint Mark: - Die Axis: 12 Dimensions: Diameter: 18.5mm; Weight: 2.4g Reference: RIC IV, pt.2, p.38, no.161. 2. A base silver denarius of Severus Alexander dating to the period AD 222 (Reece Period 11). PM TR P COS PP reverse type depicting Mars standing left holding olive branch and reversed spear. Mint of Rome. Obverse Inscription: IMP C MAVR SEV ALEXAND AVG Obverse Description: Laureate and draped bust right Reverse Inscription: PM TR P COS PP Reverse Description: Mars standing left holding olive branch and reversed spear Mint Mark: - Die Axis: 6 Dimensions: Diameter: 19.1mm; Weight: 2.6g Reference: RIC IV, pt.2, p.71, no.7. 3. A base silver denarius of Severus Alexander dating to the period AD 231 - 235 (Reece Period 11). IOVI PROPVGNATORI reverse type depicting Jupiter left hurling thunderbolt. Mint of Rome. Obverse Inscription: IMP ALEXANDER PIVS AVG Obverse Description: Laureate, draped and cuirassed bust right Reverse Inscription: IOVI PROPVGNATORI Reverse Description: Jupiter left hurling thunderbolt Mint Mark: - Die Axis: 12 Dimensions: Diameter: 19.3mm; Weight: 1.9g Reference: RIC IV, pt.2, p.88, no.235. 4. A base silver denarius of Maximinus dating to the period AD 235 - 236 (Reece Period 11). FIDES MILITVM reverse type depicting Fides standing left with two standards. Mint of Rome. Obverse Inscription: IMP MAXIMINVS PIVS AVG Obverse Description: Laureate and draped bust right Reverse Inscription: FIDES MILITVM Reverse Description: Fides standing left with two standards Mint Mark: - Die Axis: 12 Dimensions: Diameter: 20.7mm; Weight: 2.1g Reference: RIC IV, pt.2, p.140, no.7a. 5. A base silver radiate of Gordian III dating to the period AD 241 - 243 (Reece Period 12). LAETITIA AVG N reverse type depicting Laetitia standing left holding wreath and anchor. Mint of Rome. Obverse Inscription: IMP GORDIANVS PIVS FEL AVG Obverse Description: Radiate draped and cuirassed bust right Reverse Inscription: LAETITIA AVG N Reverse Description: Laetitia standing left holding wreath and anchor Mint Mark: - Die Axis: 6 Dimensions: Diameter: 23.3mm; Weight: 3.9g Reference: RIC IV, pt.3, p.25, no.86. 6. A base silver radiate of Trebonianus Gallus dating to the period AD 251 - 253 (Reece Period 12). Uncertain reverse type. Mint of Rome. Obverse Inscription: IMP CAE C VIB TREB GALLVS AVG Obverse Description: Radiate draped and cuirassed bust right as seen from behind Reverse Inscription: Illegible Reverse Description: Illegible Mint Mark: - Die Axis: - Dimensions: Diameter: 20.6mm; Weight: 2.6g Reference: 7. A base silver radiate of Gallienus dating to the period AD 253 - 260 (Reece Period 12). VICT GALLIENI AVG reverse type depicting Emperor advancing right with spear and shield trampling captive. Mint of Milan. Obverse Inscription: GALLIENVS PF AVG Obverse Description: Radiate draped and cuirassed bust right Reverse Inscription: VICT GALLIENI AVG Reverse Description: Emperor right with spear and shield trampling captive Mint Mark: - Die Axis: 6 Dimensions: Diameter: 21.2mm; Weight: 2.1g Reference: Cunetio, p.106, no.754. 8. A base silver radiate of Postumus dating to the period AD 260 - 269 (Reece Period 13). [F]IDES M[ILI]TVM reverse type depicting Fides standing left holding standards. Principal mint of Gaul. Obverse Inscription: IMP C P[OSTV]MVS PF AVG Obverse Description: Radiate and draped bust right Reverse Inscription: [F]IDES M[ILI]TVM Reverse Description: Fides standing left holding standards Mint Mark: - Die Axis: 12 Dimensions: Diameter: 20.3mm; Weight: 2.8g Reference: RIC V, pt.1, no.121; Cunetio, p.97, no.446. 9. A base silver radiate of Valerian I dating to the period AD 253 - 260 (Reece Period 12). SALVS AVGG reverse type depicting Salus standing left feeding snake at alter and holding vertical sceptre. Mint of Rome. Obverse Inscription: IMP C P LIC VALERIANVS AVG Obverse Description: Radiate draped and cuirassed bust right Reverse Inscription: SALVS AVGG Reverse Description: Salus left feeding snake at alter and holding vertical sceptre Mint Mark: - Die Axis: 12 Dimensions: Diameter: 22.6mm; Weight: 2.5g Reference: Cunetio, p.143, no.2386 Il termine di chiusura del ripostiglio è riconducibile al regno di Postumo, probabilmente attorno alla fine del 261 inizi del 262 in quanto il pezzo di Postumo, che chiude il ripostiglio, risale alla 1 serie, 3 fase (datata dall'inizio alla fine del 261). Il piccolo numero di pezzi fa pensare a un gruzzoletto trasportato dal proprietario e occultato in emergenza in maniera intenzionalmente temporanea. Poi abbandonato per qualche accadimento successo al proprietario medesimo (morte? trasferimento? ...?). Un'altra ipotesi potrebbe far pensare a un principio di deposito interrotto pressoché sul nascere sempre per qualche imprevisto capitato al proprietario. Nel 261 i denari erano pressoché spariti dal flusso circolante soppiantati ormai dai radiati e quei pochi che si trovavano venivano sottratti e tesaurizzati quindi ritengo sia difficile che si tratti di un gruzzoletto ottenuto a pagamento di qualcosa e poi perso. I pezzi di Postumo e Gallieno non presentano segni particolari di usura da circolazione ma unicamente la mancanza di due frammenti (Postumo) e un rovescio stanco (Gallieno) il che fa pensare a una ridotta permanenza in circolazione (il Postumo può essersi frammentato nel corso del tempo per cause meccaniche quali lavori agricoli del fondo). Mentre i denari risultano più consunti, segno di maggior permanenza in circolazione. Per un attimo ho accarezzato l'idea di acquistare tutto il ripostiglio, ma il venditore ha deciso di spezzare il tutto in tre distinti lotti, due pezzi singoli e un piccolo lotto di 7 esemplari e alla fine sono riuscito a inserire in collezione solamente due esemplari: - il numero 2 del catalogo: "denarius of Severus Alexander - RIC IV, pt.2, p.71, no.7." - il numero 4 del catalogo: "denarius of Maximinus - RIC IV, pt.2, p.140, no.7a." E alla fine non mi è andata neppure male perché in ogni caso... il ripostiglio "completo" non l'avrei mai avuto dato che il terzo lotto conteneva un intruso al posto dell'antoniniano di Gordiano III: In ogni caso è evidente e apprezzabile il lavoro di pulizia certosino fatto sui singoli pezzi! E ora, come al solito, a voi la parola!
  10. Dopo un po' di tempo di assenza attiva dal forum, eccomi qui con... un nuovo ripostiglio! Deposito monetario de "La Ville au Moulin", Trévé. La Ville au Moulin, è una località di Trévé, una cittadina situata a nord-ovest della Francia a una quarantina di chilometri da Saint-Brieuc, città sulla costa che si affaccia sul canale della Manica. Il 17 giugno del 2012 il signor M. S. Gastard scoprì in un campo 8 antoniniani mentre compiva delle ricerche con il suo metal detector nei pressi della citata località in una zona priva di contesti archeologici. Ottenuto il permesso del proprietario per compiere ulteriori indagini e con l'autorizzazione del dipartimento dei servizi archeologici competente per quel territorio, verso la seconda metà di luglio del medesimo anno, in un'area di circa 100mq sono state rinvenute 1155 monete e dei frammenti del fondo di un vaso che doveva probabilmente contenere il ripostiglio. Ulteriori ricerche compiute in più riprese tra il 2012 e il 2013 hanno portato in luce altri 318 antoniniani. Infine, nel 2014, allargando il raggio di ricerche a una particella di terreno confinante in quanto si pensava potesse esserci un secondo ripostiglio, sono emerse ulteriori 14 monete, ma nessun deposito ulteriore. In totale il deposito di Trévé consta di 1495 monete di cui 7 denari e 1488 antoniniani. Il ripostiglio si apre con due esemplari di Caracalla contemporanei all'introduzione dell'antoniniano (215) e si chiude con 7 imitazioni radiate di Tetrico I (emesse dopo il 274, durante probabilmente il regno di Probo attorno al 280) tutte con legami di conio. Questa la composizione nel suo complesso: La particolarità del deposito sta proprio nelle 7 imitazioni di Tetrico che pongono alcuni interrogativi in merito al vuoto temporale tra l'ultima emissione ufficiale che andrebbe a chiudere il ripostiglio (Tetrico 274, ufficiale) e quest'ultime (280 circa): o le imitative di Tetrico (tutte con i medesimi conii) facevano parte di un secondo accumulo non rinvenuto (motivo delle indagini del 2014) oppure il ripostiglio è stato occultato salvo poi essere recuperato per inserire a distanza di qualche anno altre monete... una sorta di "coda di tesaurizzazione" che si dev'essere interrotta per cause di forza maggiore (morte del proprietario?) che hanno fatto sì che venisse evitato il dissotterramento. Del gruppo delle 14 imitazioni di Postumo, sono entrato in possesso di questo esemplare - non in eccelsa conservazione - ma con un suo fascino: 23 mm, 4,8 gr - biglione D\ IMP C POSTVMVS P F AVG. R\ VIRT-VS AVG. Lo stile della moneta è molto buono e vicino al prototipo, tuttavia la legenda tradisce l'origine locale del pezzo, specialmente le le grandi M al dritto composte da "V" capovolte e accoppiate. E siccome non potevo lasciar Postumo da solo in vassoio, abituato com'era a stare assieme a 1494 "amici", gli ho preso anche un Valeriano che, tra l'altro, come tipologia mi mancava: 22 mm - 3,23 gr - Zecca di Treviri D\ VALERIANVS. P. F. AVG. R\ DEO VOLKANO. A voi la parola per eventuali commenti!
  11. grigioviola

    Thruxton Hoard

    Oggi volevo parlarvi di un ripostiglio inglese che esula di un bel po' (temporalmente) dal mio campo d'azione consueto... ma trattandosi di ripostiglio, ne ho comunque subito il fascino e mi sono accaparrato un piccolo pezzo (in tutti i sensi!) da inserire in collezione. Si tratta del Thruxton Hoard, un deposito rinvenuto in due tempi: una prima parte rinvenuta tra il primo e il 24 agosto del 2014 e una seconda scoperta il primo dicembre del 2015 sempre dal medesimo cercatore. I due rinvenimenti sono catalogati nel PAS inglese che fornisce questi due cataloghi sommari: RITROVAMENTO 2014 5 silver miliarenses AD 355-60, Constantius II & Julian, 1 (mint = Arles) AD 364-7, Valentinian I & Valens, 1 (mint = Rome) AD 367-75, Valentinian I, Valens & Gratian, 1 (mint = Trier) AD 378/9-88, Gratian, Theodosius I, Valentinian II, Arcadius, Magnus Maximus & Flavius Victor, 1 (mint = Lyon) AD 388-92, Theodosius I, Valentinian II, Eugenius & Arcadius, 1 (mint = Lyon) 36 silver siliquae AD 355-63, Constantius II & Julian, 1 (mint = Arles) AD 364-7, Valentinian I & Valens, 8 (mint = Trier x 7; Rome x 1) AD 375-8, Valens, Gratian & Valentinian II, 3 (mint = Trier x 1; Lyon x 2) AD 378/9-88, Gratian, Theodosius I, Valentinian II, Arcadius, Magnus Maximus & Flavius Victor, 11 (mint = Trier x 7; Aquileia x 1; uncertain x 3) AD 388-95, Theodosius I, Valentinian II, Eugenius & Arcadius, 6 (mint = Trier x 3; uncertain x 3) AD 395-402, Honorius & Arcadius, 1 (mint = Milan) Uncertain period fragments, 6 RITROVAMENTO 2015 7 silver miliarenses AD 364-7, Valentinian I & Valens, 4 (mint = Rome x 3; Arles x 1) AD 378/9-88, Gratian, Theodosius I, Valentinian II, Arcadius, Magnus Maximus & Flavius Victor, 1 (mint = Trier) AD 388-92, Theodosius I, Valentinian II, Eugenius & Arcadius, 2 (mint = Lyon) 18 silver siliquae AD 364-7, Valentinian I & Valens, 2 (mint = Rome x 1) AD 375-8, Valens, Gratian & Valentinian II, 11 (mint = Trier x 10; Aquileia x 1) AD 378/9-88, Gratian, Theodosius I, Valentinian II, Arcadius, Magnus Maximus & Flavius Victor, 4 (mint = Trier x 1; Aquileia x 2; uncertain x 1) AD 388-95, Theodosius I, Valentinian II, Eugenius & Arcadius, 1 (mint = Lyon) Qualche giorno fa ho acquistato questo pezzo proveniente da questo insieme di ritrovamenti: Il pezzo dovrebbe essere un miliarense, ma quale potrebbe essere la sua classificazione, soprattutto alla luce del sintetico report presente nel PAS? D\ [...]IVS PF AVG R\ VIRTVS [...] All'esergo intravedo di sicuro una "T", ma poi? Sembrerebbe il classico tipo battuto per Tessalonica da Costanzo II o Valentiniano I, ma davvero sul periodo sono alquanto digiuno e soprattutto la zecca in questione non è citata nel report a meno che non rientri nel gruppo degli "uncertain fragments" Di certo i pezzi appartengono al ripostiglio in questione in quanto il venditore (che deve avere l'intero hoard a disposizione) sta cedendo tutto e incrociando le immagini con quelle (poche) presenti nel PAS si trovano tutte le corrispondenze del caso. In più, e spero di vedere qualche dettaglio in più di quelli attualmente in mio possesso, con la moneta, oltre alle pezze giustificative del caso, arriva anche una copia del report ufficiale del British Museum. Quindi, concludendo, questa volta oltre ai ben accetti commenti, sono altrettanto ben accette le ipotesi di classificazione!
  12. grigioviola

    Langtoft hoard

    Oggi volevo parlarvi di due importanti ripostigli scoperti qualche anno fa interrati in due momenti distinti e a breve spazio di distanza l'uno dall'altro, si tratta di due ripostigli che - all'epoca del ritrovamento - han destato molto interesse e clamore: Langtoft hoard I e Langtoft hoard II. Il 24 settembre del 2000 Jimmy Haley, Paul Rennoldson e Stephen Best si sono avventurati con i loro metal detector in un campo nella zona di Langtoft nello Yorkshire. Dopo alcuni rinvenimenti superficiali sparsi si sono imbattuti in quello che, dai segnali dei loro md, aveva tutta l'aria di essere un importante ripostiglio in quanto in breve tempo, appena smossa la terra, si sono ritrovati manciate di antoniniani radiati del III secolo in buone condizioni e con ancora buona parte del rivestimento argenteo superficiale. Continuando a scavare un po' più in profondità si sono imbattuti in un vaso contenente un grosso quantitativo di radiati. Ancora esaltati dalla scoperta, cercando materiale sparso superficiale uscito dal ripostiglio, a breve distanza dal contenitore appena scoperto - poco più di 20 metri circa - hanno iniziato a rinvenire considerevoli quantitativi di follis e - cosa incredibile - smuovendo la terra ecco un secondo tesoro: un altro contenitore questa volta ricolmo esclusivamente di follis costantiniani. Essendo domenica i tre, aiutati dal proprietario del terreno, hanno deciso di recuperare tutte le monete dei due ripostigli, mantenendole ovviamente distinte, e di lasciare interrati i due contenitori per non rovinarli e per non compromettere troppo la stratigrafia del terreno. Al lunedì dopo aver contattato il museo di York, gli archeologi hanno provveduto alle analisi del sito e al recupero dei contenitori. Durante queste operazioni sono stati rinvenuti altri modesti quantitativi di monete che nel tempo con i lavori di aratura erano stati sparsi nei dintorni del terreno. Monete e vasi sono stati trasferiti al museo di York per uno studio dettagliato e questo è il report preliminare che è stato fatto: Lo studio della composizione dei due contenitori e la stratigrafia hanno confermato che si tratta di due veri e propri hoard distinti che sono stati interrati in due momenti separati e, quasi sicuramente, da persone differenti: il primo ripostiglio, composto da radiati e grandi nummi è stato interrato attorno al 305 d.C. mentre il secondo, composto esclusivamente da nummi di Costantino I e Licinio I (e famigliari), nel 325 d.C. Dai due ripostigli sono stati prelevati 54 esemplari acquistati dai musei e trattenuti dagli scopritori, i rimanenti esemplari sono stati venduti tutti in asta da DNW suddivisi in 91 grandi lotti il 13 marzo 2002. Questa la mia piccola selezione dal primo dei due ripostigli, il Langtoft I: TACITO (275-276) Zecca di Lione; Antoniniano; biglione; 23 mm; 3,22 gr D\ IMP CL TACITVS AVG, busto radiato, drappeggiato e corazzato a destra. R\ TEMPORVM FELICITAS, La Felicità stante a sinistra con in mano caduceo e cornucopia; delta in campo a sinistra e stella in campo a destra. RIC V-1 65, Bastien 92 Provenienza: ex DNW - ex T. W. collection PROBO (276-282) Zecca di Lione; Antoniniano; biglione; 23 mm; 3,87 gr D\ IMP C PROBVS P F AVG, busto radiato, drappeggiato e corazzato a destra. R\ TEMPOR FELICI, La Felicità stante a sinistra con in mano caduceo e cornucopia; I in esergo. RIC 104, Bastien 188, busto tipo B. Provenienza: ex DNW - ex T. W. collection E con questi ultimi pezzi la mia sezione di monete da hoard si arricchisce di una nuova provenienza!
  13. Per gli appassionati di hoards segnalo il tesoretto di Chitry, scoperto nel 2007 nelle fondamenta di una cantina di un vecchio stabile dell'Yvonne con presenza di circa 2500 monete databili dal 275 al 324 d.C., pubblicato in questo bello studio di Vincent Drost disponibile qui in libera lettura: https://books.openedition.org/editionsbnf/678 Ora parte di questo tesoretto è anche in vendita presso CGB nella loro pubblicazione Roma 50: http://flips.cgb.fr/cr50/
  14. volituripsetibiphoebus

    Depositi monetali pavimentali..ed altro

    Buonasera a tutti, mi è arrivata segnalazione di un estratto relativo ad un contributo di Claudia Perassi (Università Cattolica Milano) sulle deposizioni monetali non a fine di occultamento e recupero. Molto ben scritto e coinvolgente nel trasmettere la possibile esistenza di significati diversi nella deposizione di monete in una struttura architettonica ( di cui sapevo veramente poco) Vi giro il link dell’estratto (spero che si possa fare, altrimenti i curatori o amministratori possono modificare il messaggio) ed in ogni caso il titolo: “Monete da strutture pavimentali. Un caso di studio lunese”. In :Numismatica ed Archeologia. Monete, stratigrafiee contesti. Dati a confronto. (Pardini.Parise. Marani) https://s3.amazonaws.com/academia.edu.documents/56893112/win1-estr-01-Perassi.pdf?AWSAccessKeyId=AKIAIWOWYYGZ2Y53UL3A&Expires=1530986481&Signature=AdgYzQQVX2kx0P70BomXwndjFI0%3D&response-content-disposition=attachment%3B filename%3DMonete_da_strutture_pavimentali._Un_caso.pdf Inoltre, navigando per la stessa autrice, ho trovato moltissimi studi centrati sul valore archeologico ed artistico delle monete, tra cui alcun suoi contributi in un lavoro veramente bello ed articolato a cura di Facchinetti e Pennestrì:L’eredità salvata.Istituzioni, collezioni, materiali a Milano tra Numismatica ed Archelogia. Notiziario del Portale Numismatico dello Stato. Se date un occhiata all’ indice, troverete sicuramente numerose letture interessantissime, numismatico-archeologiche (anche qui, se non concesso, cancellate pure) https://s3.amazonaws.com/academia.edu.documents/36006804/Notiziario_3_2013.pdf?AWSAccessKeyId=AKIAIWOWYYGZ2Y53UL3A&Expires=1530987892&Signature=u2crlJE6%2FGsVUwnvz%2FdxskZzmBU%3D&response-content-disposition=attachment%3B filename%3DIl_pendente_monetale_di_Salonino_The_coi.pdf Una piccola perla di G. Facchinetti: “Oltre alle due monete interpretabili come offerte di fondazione, si presenta un quinario aureo di Diocleziano rinvenuto nello scavo del settore del Palazzo imperiale indagato in Via Gorani in giacitura secondaria, ovvero in un contesto stratigra co sconvolto ab antiquo Ciò rende impossibile chiarire le ragioni dell’abbandono di questo pezzo che l’alto valore economico rende inconsueto fra i materiali di uno scavo archeologico La moneta, abbastanza rara, non presenta significative tracce di usura che possano far supporre una circolazione prolungata o molto intensa Presenta, però, una manomissione al R/ dove il volto e il fulmine di Giove sono stati asportati, probabilmente con uno strumento a lama. Secondo Ermanno Arslan tale atto sarebbe da interpretare come una sorte di damnatio del dio pagano compiuta da un militare o da un funzionario di palazzo convertito alla religione cristiana.” Ritrovamento così unico da diventare l’immagine di copertina del saggio! Quante cose possono raccontare le monete!
  15. grigioviola

    Meare Heath Hoard

    Nel 1972 a Meare Heath, vicino a Glastonbury nel Somerset venne scoperto un ripostiglio contenente 1404 pezzi di cui: - 385 antoniniani ufficiali del periodo 260/274 - 869 antoniniani d’imitazione - 150 tondelli non coniati destinati alla produzione imitativa La presenza di un considerevole quantitativo di tondelli “vergini” ha focalizzato l’attenzione e gli studi su questo rinvenimento portando a una pubblicazione nel 1976 a firma di R.A.G. Carson e R. Bland “Meare Heath, Somerset find of Roman coins” (in C.H. 2) e successivamente nel 1986 a firma di J.A. Davies “The Meare Heath, Somerset, Hoard and The Coinage of Barbarous Radiates” (in N.C. 146). Le emissioni imitative coprono un diametro che va dai 7 ai 20 mm e complessivamente (tenendo conto anche delle emissioni regolari) circa la metà del ripostiglio presenta diametri molto bassi: 750 pezzi hanno una dimensione superiore ai 13 mm e ben 650 rientrano nella cosiddetta categoria dei minimi con un diametro inferiore ai 13 mm (categoria quest’ultima che comprende pressoché l’intero gruppo dei tondelli da coniare). Lo studio di questo ripostiglio rafforza l’ipotesi formulata inizialmente da G.C. Boon nel 1967 circa la datazione dei minimi durante il regno di Probo in un arco temporale compreso tra a fine degli anni 270 e primi anni del 280: due copie presenti nel ripostiglio sono infatti imitazioni di Probo con la legenda al rovescio ben identificabile con le lettere “PROB[...]”: Di conseguenza è da ritenersi probabile una datazione tra il 280 e il 283/4 come chiusura del ripostiglio. Tutti i pezzi del ripostiglio sono coniati, nessuno risulta ottenuto per fusione. Circa 102 esemplari imitativi presentano, analizzati al microscopio, tracce di argentatura superficiale il che fa supporre che anche i minimi dovessero avere, appena coniati, un aspetto argentato in modo tale da farli risultare spendibili e accettabili assieme alle emissioni regolari di cui presumibilmente dovevano rappresentare un frazionamento in termini di valore. Altri 212 esemplari presentano delle macchie scure superficiali dovute probabilmente all'ossidazione del lavaggio d’argento. Infine, anche alcuni tondelli da coniare hanno residui di bagni superficiali argentati. Il grosso delle imitazioni sono ispirate a prototipi dei Tetrici, principalmente a PAX AVG, SPES AVGG e LAETITIA AVGG con vari gradi di degradazione rispetto i tipi ufficiali. E’ presente un’unica imitazione di Quintillo ibridata con un rovescio di Postumo con Giove. Vittorino è presente tra le imitazioni principalmente con il tipo INVICTVS e in via residuale ibridato con la PIETAS AVGG dei Tetrici. È ben attestata anche la ripresa di soggetti di Claudio II. Molti esemplari imitativi presentano legami di conio o di dritto o di rovescio o di entrambe le facce il che fa supporre che questi pezzi, unitamente al blocco dei tondelli vuoti dovessero provenire da un’officina locale situata nei pressi del luogo di rinvenimento del ripostiglio. I legami di conio e i tratti stilistici delle imitazioni presente ha reso possibile la suddivisione in 10 gruppi distinti (da A a J): Circa al luogo del ritrovamento e ad altri rinvenimenti di ripostigli contenenti minimi imitativi, eccovi un paio di mappe: E ora, dopo questa premessa storica, arriviamo alla moneta, nuova entrata nella mia collezione. Era classificata come Ex Mears Hoard perché il venditore (un professionista inglese) aveva letto malamente il cartellino che la accompagnava… ovviamente non esiste nessun Mears hoard… ho “rischiato” l’acquisto in quanto supponevo potesse trattarsi di qualcosa di ben più interessante e il rischio è stato premiato: il cartellino originale riporta “Ex Meare Hoard, Glastonbury” e qualche altra sintetica informazione sul pezzo (a breve spero di riuscire a inserire foto anche del cartellino), nel mentre eccovi le immagini della Moneta: Non ci sono legende utili ma il prototipo è riconducibile ai Tetrici (testa radiata e barbuta al dritto) con un rovescio presumibilmente mutuato dal tipo ufficiale SPES AVGG. A voi la parola per eventuali commenti e pareri!
  16. Oggi vi presento... Un video! Si tratta del ripostiglio di Meximieux (Ain), Francia. I dati e le informazioni su questo deposito sono molto scarsi e la rete è parca di informazioni e dettagli: Ce trésor du IIIème siècle fut découvert en Juin 2012 lors de travaux de terrassement. Examiné au service régional d'archéologie de Rhône–Alpes, il est composé à 99% d'imitations de Tetricus I et II, ainsi que de quelques monnaies de Gallien, Claude II et Victorin. Non è nemmeno chiaro l'ammontare dei pezzi, comunque compresi tra i 700 e i 1000... Comunque un deposito di una certa consistenza e, presumibilmente, composto sì da imitazioni ma, con buona probabilità, di cosiddetti "minimi" ovvero pezzi dal diametro inferiore (o cmq prossimo) ai 10mm. A differenza di altri depositi comunque, abbiamo un video che mostra alcune immagini e offre dei dettagli sul ritrovamento... Per chi sa un po' di francese ovviamente il tutto è più semplice! Perché vi parlo di questo ripostiglio? Semplice! Passati i 5 anni dalla scoperta, le monete, giudicate di scarso valore e non rilevanti ai fini museali, sono state liberalizzate per la vendita e (tutte? Parte?) finite in grossi lotti esitati da una piccola casa d'aste francese. Le monete, dato il loro stato e il loro valore, non sono nemmeno state pulite e restaurate se non in maniera sommaria... Giusto per capire di cosa si trattasse. Bene... Adesso si tratta solo di avere un po' di pazienza! Questo lo stato del lotto. Dopo un paio di giorni di ammollo, ecco qualche risultato: Sono davvero emozionato nel cimentarmi nella pulizia e nello studio di questa piccola porzione di ripostiglio! Una sorta di analisi preliminare, come se i pezzi fossero stati appena rinvenuti... E il tutto in maniera assolutamente legale! Ecco, ci tenevo a condividere questa cosa con voi. Se i risultati saranno soddisfacenti, li pubblicherò mano a mano!
  17. Per la mia consueta rubrica "monete da hoard", oggi vi propongo due pezzi di provenienza francese, piena area gallica, emessi in ambito locale (moneta d'imitazione) durante il regno di Postumo e tesaurizzati in quel di Mericourt-L'Abbé: Le monete sono accompagnate dal loro cartellino di vendita con i riferimenti al ripostiglio e corredate da copia del catalogo del medesimo: Su questo ripostiglio non sono ancora riuscito a reperire sufficienti informazioni, ma è un deposito estremamente importante e numeroso caratterizzato dall'essere composto da bronzi di Postumo in gran parte imitativi... e siccome mi piace studiare, assieme alle monete (che ancora mi devono arrivate) ho provveduto ad ordinare anche questo libretto dove appunto c'è lo studio e il report del ripostiglio: Non appena mi arriveranno libro e monete, provvederò ad approfondire il tutto facendovi un sunto ...nel mentre non ho resistito dal condividere con voi i miei due ultimi ingressi in collezione! Era da tempo che cercavo di inserire del materiale proveniente da questo ripostiglio, ma l'abbinata sesterzio Postumo + hoard fa sempre schizzare in alto i realizzi... questa volta, vista la qualità abbastanza bassa dei pezzi, c'è stato minor spargimento di sangue 🤪 e così sono riuscito nell'impresa! Lascio a voi la parola per eventuali commenti!
  18. Qualche giorno fa ha fatto l'ingresso nella mia collezione (per il momento non ancora fisicamente) un pezzo di Massimiano proveniente da un ripostiglio tedesco del 1964 di cui ahimé non sono riuscito a ottenere grandi informazioni... tuttavia si tratta di un pedigree interessante (e di una moneta non comunissima) oltre che di una provenienza "certa". MAXIMIANUS D\ IMP C MAXIMIANVS PF AVG R\ PAX AVGG, /S - La pace stante a sinistra con in mano Vittoria e scettro Zecca: Lugdunum; Biglione; 22 mm; 3,61 gr. RIC - ; Bastien 276 (5 esemplari noti) Ex Comm. Francese; Ex Gert Boersema, Ex coll. Eberhard Link, Ex. tresor d'Horath (Germania, 1964) Il pezzo da quanto mi riferiscono "colleghi forumisti" francesi dovrebbe avere lo stesso conio dell'esemplare 276 d nella pl. XIX del testo di Bastien usato come riferimento di catalogazione. Per quanto riguarda il ripostiglio in questione invece, ho trovato unicamente come riferimento una nota a margine di un testo francese che rimanda a uno scritto tedesco: "H. Cuppers, « Trésor d’Horath, 1964 (canton de Bernkastel) », Archäologische Funde im Landkreis Bernkastel, Zeltigen, Bernkastel-Kues, Lankreis Bernkastel, 1966, p. 99 et pl. 51"... ovvio che ho sguinzagliato a destra e a manca i miei spulciatori di archivi esteri per vedere se recupero qualche info in più ma... al momento, questa è la somma delle informazioni a mia disposizione ...e tutto sommato sono abbastanza soddisfatto!!!
  19. Buonasera a tutti, questa sera prima di proporvi il solito Morgan, volevo raccontarvi, o meglio riportarvi, un articolo di Coin Week nel quale si racconta la storia della collezione della famiglia Binion. Come tante storie americane che spesso si somigliano, sono sempre presenti donne, gioco d'azzardo, droga, amori e.... scopritelo voi se già non conoscete questa storia! Il Binion Hoard offre al collezionista una varietà di modi per raccogliere monete, valuta e memorabilia come posacenere, dadi, attrezzature da gioco, foto, fiches del casinò, ecc. Un collezionista potrebbe assemblare un set tradizionale di data / zecca, o potrebbe scegliere di assemblare un set dei vari oggetti di souvenir disponibili. Ma prima, chi era Ted Binion, e qual è il tesoro di Binion? Nel caso in cui avessi perso il documentario della Court TV su di lui e non avessi letto nessuno dei numerosi libri scritti su di lui o suo padre, eccolo qui in poche parole: Ricetta di una tragedia Benny Binion: padre di Ted Binion. Benny fu coinvolto nel gioco d'azzardo e in altre attività di racket a Dallas, in Texas, dal 1924 al 1946. Nel 1946 e poco prima della legge, Benny trasferì la sua famiglia a Las Vegas, dove fu coinvolto in attività di gioco. Nel 1951, Benny acquistò l'El Dorado Club e l'Apache Club e li aprì come Binion's Horseshoe Casinò. Ted Binion: il figlio più giovane di Benny. All'inizio della sua vita, Ted ha svolto diversi lavori nel Binion's Horseshoe Casinò ed è diventato molto rispettato per le sue conoscenze di gioco. Quando è diventato adulto, ha iniziato ad associarsi con persone "indesiderabili" e alla fine ha perso la sua licenza di casinò. Ciò ha avuto un effetto devastante sul Binion più giovane, poiché amava l'industria dei giochi e faceva parte delle operazioni del casinò. Le cose peggiorarono quando Ted incontrò Sandy Murphy, una spogliarellista a Las Vegas, e divenne dipendente dalle droghe e dall'alcool. Ted aveva una passione per le barre d'argento e le monete d'argento. Gli piacevano soprattutto i dollari d'argento e li conservava nel caveau del Horseshoe Casinò e nella sua residenza. Quando perse definitivamente la sua licenza di gioco fu costretto a rimuovere i suoi dollari d'argento dal Horseshoe. Sandy Murphy Trapiantata in California a Las Vegas, lavorava come spogliarellista in un famoso club di Las Vegas dove incontrava Ted. Poco dopo si sono fatti conoscere l'un l'altro, Sandy si è trasferita con Ted e ha goduto di tutti i servizi che la sua ricchezza poteva offrire. Aveva 23 anni. Ted aveva 55 anni. Durante il periodo in cui Sandy viveva con Ted, sviluppò e mantenne una relazione romantica con Rick Tabish. Rick Tabish Un imprenditore viaggiante (a volte lavora, a volte no) che ha fatto amicizia con Ted. Tabish era sposato con due figlie mentre aveva una relazione con Sandy Murphy. Quando Ted aveva bisogno di un posto dove riporre / nascondere i suoi dollari d'argento, Tabish fu assunto per seppellire l'argento in un caveau sotterraneo di Pahrump, nel Nevada, in una proprietà di proprietà di Ted. Mentre la storia va, Binion e Tabish si incontrarono per caso: quella "casualità" che era stata organizzata da Sandy. Sequenza temporale 4 luglio 1998: il caveau è stato completato e riempito con 46.000 libbre di argento. 16 settembre 1998: durante una conversazione telefonica, Ted ha detto al suo avvocato che voleva che Sandy fosse rimossa dalle sue volontà. In una successiva testimonianza, l'avvocato di Ted dichiarò che il giovane Binion diceva: "METTETE SANDY FUORI DALLE VOLONTÀ SE NON MI FA UCCIDERE STANOTTE. SE SONO MORTO SAPRETE COSA E' ACCADUTO. " 17 settembre 1998: i paramedici sono stati chiamati nella casa di Binion. Ted è stato trovato morto di una overdose di droga sospetta. 19 settembre 1998: Rick Tabish è stato catturato alle 2 A.M. mentre sta prendendo il tesoro sepolto di Binion, stimato in un valore di $ 7 milioni. Fu trovata anche una nota da Sandy Murphy a Tabish, che professava il suo amore per lui e rivelava la combinazione per il caveau sotterraneo. Tabish e Murphy furono infine accusati dell'omicidio di Ted Binion. Cosa è successo al tesoro? Spectrum Numismatic International (SNI) ha acquistato le monete nel novembre 2001 per $ 3 milioni. Il marketing delle monete fu assegnato alla Goldline International, Inc. C'erano oltre 100.000 dollari d'argento Morgan e Peace e un numero imprecisato di mezzi dollaro d'argento. Le monete sono state autenticate e classificate dalla Numismatic Guaranty Corporation (NGC), e un'etichetta unica bianca e verde è stata progettata per il pedigree. Statistiche della popolazione Prima di entrare nelle caratteristiche tecniche delle statistiche demografiche, vorrei ringraziare la NGC per il servizio che forniscono al pubblico di raccolta. PCGS, ANACS e ICG sono anche coinvolti nel processo di autenticazione del pedigree e forniscono preziosi servizi al collezionista. Tuttavia, NGC sembra avere il vantaggio in questa nicchia di raccolta. E grazie alla reputazione di NGC nel settore, SNI ha selezionato l'azienda per convalidare il tesoro di Binion. Quindi, detto questo, possiamo procedere ai rapporti sulla popolazione. L'ultimo rapporto sulla popolazione di dollari d'argento di NGC Binion che ho visto è contenuto nel Rapporto del censimento dei NGC dell'ottobre 2009 e riguardava solo i dollari d'argento che hanno ricevuto voti "duri". Non erano disponibili resoconti demografici per monete "morbide" classificate o per monete semplicemente autenticate dal tesoro e non classificate. Il rapporto del 2009 mostra 28.788 dollari in argento Morgan che hanno ricevuto voti "duri" ufficiali. Mentre i rapporti sulla popolazione cambiano nel tempo (per una serie di motivi), ritengo che la relazione del 2009 sia direzionalmente corretta e fornisca una visione approfondita della rarità di alcune date e zecche. Fornisce inoltre al raccoglitore Binion uno strumento prezioso per determinare il premio dell'albero genealogico quando si acquista una moneta Binion. Aspetto e classificazione Aspetto degli occhi: Rispetto ad altri cumuli, raccolte e monete di popolazione generale, i dollari d'argento di Binion non hanno un grande impatto (o in molti casi persino buono). Ciò è in gran parte dovuto allo stoccaggio e alla gestione delle monete ricevute sotto la proprietà di Binion e al loro successivo deposito come prova dallo Stato del Nevada. In entrambi i casi, le monete erano materie prime (prova) e non da collezione. Sono stati trasferiti in camion da lavoro, gettati come pezzi di carbone e sono state utilizzate attrezzature industriali per caricare e scaricare le monete. Classificazione: le monete Binion con etichetta NGC rientrano in tre categorie di classificazione. Le monete della prima categoria sono state autenticate dal deposito e classificate. Le monete classificate hanno un grado specifico e definito, un MS63 o AU55 di tipo "duro". Le monete della seconda categoria sono state autenticate e hanno ricevuto voti "soft". Esempi di gradi morbidi sono "Uncirculated" o "Brilliant Uncirculated". Non è stato assegnato alcun voto numerico. Le monete di questo gruppo sono meno desiderabili delle monete "hard". Le monete della terza categoria sono state autenticate dal tesoro di Binion, ma non hanno ricevuto un voto. Molte date difficili da trovare rientrano in questa categoria. Mentre sono meno desiderabili per il raffinato collezionista, in molti casi la rarità della data / zecca rappresenta ancora un premio di mercato per la moneta. Dollari d'argento di raccolta Binion Per chiarire, c'erano altre monete d'argento nel tesoro oltre ai dollari d'argento. Sono stati assemblati alcuni bellissimi set di monete d'argento - con un esemplare di una moneta di Roosevelt, il quarter di Washington, il mezzo di Kennedy e il dollaro Peace. Ma il modo più popolare per collezionare monete del tesoro di Binion è il modo tradizionale di assemblare un set con tanti dati / zecca che puoi trovare. Assemblare un set per data e zecca è diventato più difficile col passare del tempo, con le monete più rare che risiedono in collezioni private, dalle quali potrebbero non riemergere per molti anni. La maggior parte delle monete Binion disponibili ora sono le più comuni varietà di data / zecca; tuttavia, un collezionista esperto occasionalmente dissolverà la propria collezione e alcune varietà rare appariranno improvvisamente all'asta.
  20. grigioviola

    Appleshaw Hoard

    Il deposito venne scoperto da un detectorista in un campo vicino ad Appleshaw, a circa 4 miglia a nord-ovest di Andover nell'Hampshire il 1 dicembre del 1985. Si tratta di un ripostiglio di modeste dimensioni, poco più di 3000 monete che terminano con il regno di Probo (emissioni della zecca di Lyon databili al 282). Tipica composizione dei depositi con questo termine di chiusura che constano essenzialmente di monete svilite accantonate dalla massa circolante (principalmente monete dei gallici Vittorino, Tetrico I, Tetrico II e degli imperatori centrali Gallieno e Claudio II). La presenza di 99 antoniniani riformati di Aureliano, Tacito, Floriano e Probo mostrano che il ripostiglio è stato chiuso attorno al 282, circa 8 anni dopo la fine dell'impero gallico. Il proprietario del campo in cui è stato rinvenuto il ripostiglio, sir John Clark, consegnò 23 monete al British Museum e un'altra piccola selezione al locale museo di Andover. Il rimanente quantitativo del ripostiglio fu venduto il 16 luglio 1986 in asta da Christie's. Questo il report sintetico del ripostiglio: IMPERO CENTRALE Valeriano e Gallieno 7 Gallieno e Salonina 378 Claudio II 276 Divo Claudio 27 Quintillo 24 Aureliano e Severina 12 Tacito 37 Floriano 2 Probo 50 IMPERO GALLICO Postumo 31 Mario 1 Vittorino 593 Tetrico I 1021 Tetrico II 488 Imitazioni 105 Tot. 3052
  21. Oggi vi presento un nuovo ripostiglio francese di cui per il momento non sono riuscito a raccogliere molte informazioni in quanto non dispongo dello studio preliminare. Prossimamente sarà però edito uno studio approfondito in una pubblicazione ufficiale (che ovviamente attendo al varco!). Si tratta di un insieme relativamente piccolo (rispetto ad altri ripostigli del periodo) composto di antoniniani di buona lega che è stato chiuso durante i primi anni del regno di Postumo. Brevemente questa la sua storia (tratta dal Bulletin Numismatique n. 118 di aprile 2013 edito da CGB): L'intero ripostiglio è stato venduto in un'asta pubblica da CGB (asta Rome 34 del 2013) dove ogni singolo pezzo è stato riprodotto fotograficamente e brevemente descritto. Questa la sintetica prefazione del catalogo: Di più non sono riuscito a trovare. Nel sito del negozio CGB (www.cgb.fr) si trova il catalogo in pdf che costituisce per ora il solo materiale pubblicamente disponibile sul ripostiglio. Girovagando in rete mi sono imbattuto in un venditore che aveva una moneta proveniente da quest'asta tra le sue inserzioni di vendita e così ho deciso di ampliare la selezione della mia collezione di monete del III secolo di provenienza gallica con pedigree da ripostiglio. E in più mi mancava questa emissione postuma di Valeriano II: VALERIANO II EX CGB Rome 34 n. brm_291645 - Tresor de la Guerche-sur-l'Aubois Antoniniano, 257‑258, Treviri, 1 em. (biglione, Ø 20 mm; 12 h; 3,30 gr). D\ VALERIANVS CAES, busto radiato e drappeggiato di Valeriano II a destra R\ IOVI CRESCENTI, Valeriano II a braccia apete con le fattezze di un Giove fanciullo in groppa alla capra sacra Amaltea a destra MIR. 36/907 e (109 ex.) - RIC 3 - Cunetio 738 (9 ex.) - E. 67 a - Esemplare n. 310 del Trésor de la Guerche-sur-l’Aubois. Lascio a voi ogni commento (se ne avete) io sottolineo unicamente un aspetto, per il momento. Noto con piacere che la Francia, dal punto di vista legislativo, si sta orientando e aprendo verso il modello inglese per quanto riguarda la gestione dei ripostigli monetari: rinvenimento, consegna alle autorità, studio e catalogazione, pubblicazione scientifica e, qualora non ritenuto di pregio o di particolare interesse, restituzione allo scopritore/proprietario del fondo del tesoro con possibilità da parte dello stesso di metterlo in libera vendita.
  22. Dopo aver discusso e presentato in questa sezione molte ripostigli inglesi del III secolo, questa volta mi trasferisco in Francia, più precisamente a Reyssouze nell’Ain dove l’11 ottobre del 2014 durante alcuni lavori privati in un terreno, è stato fortuitamente scoperto un ripostiglio di 2096 monete di cui 17 denari e 2079 antoniniani. 1147 antoniniani appartengono all’Impero Gallico e 577 risultano essere produzioni irregolari. Tra le imitazioni vengono segnalati anche almeno 11 esemplari della serie DIVO CLAVDIO (conteggiati però con il gruppo di emissioni relative all’Impero Centrale). L’intero ripostiglio, dopo uno studio preliminare, è stato messo in vendita tramite asta pubblica. Questa è la composizione del ripostiglio per imperatori (e congiunti): Impero Centrale Settimio Severo Geta Caracalla Eliogabalo Giulia Mesa Alessandro Severo Massimino Gordiano III Filippo I Otacilia Severa Filippo II Traiano Decio Errenia Etruscilla Divi Treboniano Gallo Volusiano Valeriano I Gallieno Marianina Salonina Salonino Valeriano II Gallieno (regnante da solo) Salonina Claudio II Divo Claudio Quintillo Aureliano Severina Tacito Florian Probo Caro Carino Numeriano Diocleziano Impero Gallico Postumo Aureolo Mario Vittorino Tetrico I Tetrico II Imitazioni Il report preliminare attualmente disponibile (a cura di Isabelle Bollard-Raineau), costituisce l’unico studio esistente sul ripostiglio, ma non è completo e soprattutto non è privo di errori e refusi. Il blocco di monete degli imperatori gallici, per esempio, non è stato classificato completamente e nella lista dei sovrani ufficialmente non risultano emissioni di Mario, mentre a seguito di una revisione del materiale da parte della casa d’aste che ne ha curato la vendita, è emerso un antoniniano dell’imperatore gallico del tipo FELICITAS AVG. Leliano non risulta invece presente nel ripostiglio. Il deposito è stato trovato con il suo contenitore originario: una vaso in lamina di bronzo di fattura italica, ma di produzione locale. Si tratta di un normale vaso di uso comune di fatto presente tra le normali dotazioni domestiche. Si tratta quindi di un possibile ripostiglio apparentemente “domestico”. C’è un grande lasso temporale tra le emissioni più vecchie e quelle più recenti: il termine “post quem” è il 286 a fronte di un termine “ante quem” del 195. Tale tipologia di ripostiglio rientra in una serie di depositi analoghi come Goeblingen (2769 es; TPQ 279), Cléry (2787 es; TPQ 282), Reichenstein (2555 es; TPQ 283) ma è paragonabile anche a depositi più consistenti come Evreux (73373 es; TPQ 282), Sainte-Pallaye (8864 es; TPQ 283), Bavai (6659 es; TPQ 289), Annecy (10640 es; TPQ 281) o l’italiano La Venera (46077 es; TPQ 287). Il tesoro di Reyssouze presenta una parte di evidente tesaurizzazione (lampante la presenza di denari d’argento del periodo severiano, ma anche di buoni antoniniani in biglione con un discreto quantitativo di argento) e una parte che doveva riflettere parte della circolazione monetaria del periodo nonostante il mantenimento dello scopo iniziale dell'accumulo (la tesaurizzazione). La presenza di antoniniani di Probo in ottimo stato di conservazione fa propendere per una data di chiusura del ripostiglio anteriore al 300, approssimativamente collocabile tra il 286/290 e potrebbe quindi essere messo in relazione con le invasioni barbariche che interessarono le Gallie attorno agli anni ‘80 del III secolo e quindi condizionato proprio dal periodo di instabilità e scarsa sicurezza del territorio che gravava sulla provincia gallica recentemente riannessa all’Impero Centrale. Sulla composizione si possono fare alcune considerazioni. Per la componente di monete relative all’Impero Centrale, gli esemplari anteriori al 253 costituiscono una porzione consistente di una sessantina di esemplari di cui fanno parte 17 denari che di sicuro uscirono dalla circolazione monetaria attorno al 251 a seguito del loro recupero sistematico durante il regno di Traiano Decio prima e Treboniano Gallo dopo. Il grado di usura di questi pezzi non è elevato, anzi, alcuni esemplari godono di una buona conservazione come ad esempio il pezzo di divinizzazione emesso da Caracalla per Settimio Severo. (DIVO SEVERO PIO / CONSECRATIO; RIC 191e; 211 d.C.) Si tratta quindi di esemplari sottratti abbastanza repentinamente dalla circolazione e quindi di una sorta di ripostiglio iniziato e continuato nel tempo. Molto presumibilmente l’accantonamento dev’essere iniziato prima della sparizione totale dalla circolazione delle monete di argento puro e quindi sicuramente prima degli anni ‘50 del III secolo: una sorta di ripostiglio famigliare presumibilmente gestito da più generazioni. La presenza di antoniniani di buona lega della prima metà del III secolo è altrettanto rilevante: 22 esemplari di Gordiano III (20 della zecca di Roma e 2 della zecca di Antiochia) 13 esemplari di Filippo I e congiunti (di cui anche un denario a nome di Otacilia Severa, tutti della zecca di Roma), 9 esemplari di Traiano Decio e congiunti, 3 esemplari di Treboniano Gallo e 1 solo esemplare di Volusiano. La composizione di antoniniani dell’Impero Centrale da Valeriano a Quintillo è così strutturata: 52 sono gli esemplari della serie DIVO CLAVDIO di cui 11 ufficiali, 31 indetermnati e 10 imitativi. Complessivamente sono raggruppati in 40 di tipo Altare e 12 di tipo Aquila. Circa la componente “gallica” invece la ripartizione fatta nello studio preliminare è la seguente: Che va tuttavia rettificata dato che nel computo è “scappato” un esemplare di Mario confuso per un altro sovrano gallico. Mi soffermo ad approfondire alcuni aspetti di questo gruppo dato che, come ben sapete, il cuore dei miei interessi numismatici riguarda proprio la monetazione dell’Impero Gallico. la presenza delle monete galliche è piuttosto notevole (più della metà dell’intero ripostiglio se consideriamo le imitative) le imitative galliche sono quasi tutte di buon modulo e di buon peso. Si possono considerare pressoché assenti i cosiddetti minimi (diametro inferiore ai 10 mm). Le imitative presenti inoltre hanno uno stile molto aderente ai prototipi ufficiali o comunque abbastanza buono tale da confondersi con i tipi imitati o comunque da essere utilizzati con pari valore delle emissioni ufficiali. La presenza di moneta gallica così strutturata rispecchia l’evoluzione della produzione (e circolazione monetaria) senza tradire l’intento originario del deposito ovvero la costituzione di un gruzzolo di tesaurizzazione che riflette il progressivo impoverimento del materiale monetale pur tuttavia continuando a rispettare il principio della legge di Gresham: accantonamento della moneta con maggior contenuto di fino e mantenimento nel flusso circolatorio della moneta più povera. La qualità delle imitative presenti infatti rappresenta proprio un lavoro di selezione del circolante: tesaurizzazione della sola moneta rispondente a determinati standard (buon peso, buon modulo e stile vicino alle emissioni regolari) e conseguente scarto di imitative di bassa qualità, peso e moduli ridotti che erano comunque in circolazione (se non addirittura in produzione) al momento della formazione/occultamento del tesoro. Utilizzando le classi di catalogazione delle imitative proposte da Jean Marc Doyen nel suo studio sulla monetazione imitativa, nel ripostiglio di Reyssouze la produzione locale è da ricondurre sostanzialmente alle classi 1 e 2 con sporadici esemplari rientranti nelle classi 3 e 4 (quantitativi comunque non rilevanti): Quindi le classi 3 e 4, di fatto assenti nel deposito, erano in circolazione e in produzione proprio nell’ultimo periodo di accantonamento del deposito e della sua chiusura. L’ultimo blocco di Antoniniani a essere analizzato è quello riferibile agli anni 270/288 e riconducibile all’Impero Centrale con la riannessione dei territori gallici (dopo il 273 grazie ad Aureliano). La composizione è così strutturata: Aureliano: 199 esemplari (48,7% Milano; 21,1% Roma; 16,7% zecca incerta; 4,5% Serdica; 4% Siscia; 2,5% Lione; 2,5% Pavia; 0,5% Cizico) Tacito: 61 esemplari (70,5 % Lione; 23% Pavia; 4% Roma) Floriano: 7 esemplari (Lione) Probo: 177 esemplari (79,7% Lione; 14,7% Pavia; 2,3% Roma; 1% Siscia; 2,3% zecca incerta) Caro: 6 esemplari (5 Lione, 1 Roma) Carino: 19 esemplari (18 Lione, 2 Roma) Numeriano: 16 esemplari (Lione) Diocleziano: 4 esemplari (Lione) Gli esemplari appartenenti al periodo di chiusura del ripostiglio sono mal rappresentati e costituiscono un gruppo assai poco numeroso rispetto l’insieme del tesoro. Ampliando lo spettro d’analisi si può notare come con Aureliano il grosso dell’apporto al flusso monetario era garantito dalla zecca di Milano per poi passare il primato alla zecca di Lione che di fatto garantiva, assieme all’atelier di Pavia (aperto in concomitanza alla chiusura di Milano) la quasi totalità del circolante dell’area gallica. Verosimilmente la tesaurizzazione di esemplari nuovi e riformati di Aureliano prima e Probo poi, doveva essere bilanciata dal permanere in circolazione di un considerevole quantitativo di numerario imitativo abbondantemente svilito e sottopeso segnale di come vi fosse necessità di moneta spicciola per i traffici quotidiani e di come nei territori gallici abbia faticato a imporsi la moneta riformata che doveva sostituire le emissioni galliche. Chiudo ora la discussione allegandovi la mia rappresentanza del ripostiglio qui analizzato, ovviamente la scelta degli esemplari è ricaduta sostanzialmente nei sovrani gallici, imitative comprese, con l’inclusione degli imperatori centrali coevi Claudio, Quintillo e Aureliano (di quest’ultimo ho optato per l’ultima emissione uscita dalla zecca di Milano prima della sua chiusura). Purtroppo mancano all’appello Gallieno e Mario per la rappresentanza completa dell’arco temporale di mio interesse, ma mi ritengo comunque soddisfatto della composizione del mio “petit tresor monétaire”. 1) Postumo e Aureolo 2) Vittorino 3) Tetrico I e II 4) Claudio e Quintillo 5) Imitative 1/2 6) Imitative 2/2 7) Aureliano Portate pazienza per le foto... fatte al volo ieri sera con il telefono, poca luce e nessun accorgimento particolare. Nel gruppo, apparentemente alquanto "ordinario", ci sono alcune chicche per appassionati gallici e un pezzo interessante e anche, direi, abbastanza raro che è sfuggito sia in fase di catalogazione preliminare che in fase di verifica prima della vendita all'incanto e della successiva rivendita da parte del venditore professionale (purtroppo i miei sono acquisti di "seconda" tornata e quindi risentono di un leggero rincaro). Vediamo se notate gli elementi di maggior interesse... io non vi dico nulla
  23. Illyricum65

    Peover Superior Hoard

    Ciao, ecco un hoard britannico abbastanza recente come data di rinvenimento. Si tratta del Peover Superior Hoard. Scoperto nel gennaio 2015 da due cercatori con MD nei pressi di Altrincham, Cheshire, tra Manchester e Liverpool. Nonostante il freddo pungente Rick Parker e Ronald Lees compirono vari surveys e dopo quattro infruttuose uscite decisero di tentare un’ultima volta. Il metal detector iniziò a suonare e il sessantaduenne Lees iniziò a rimuovere il terreno, trovando una moneta. Ben presto si resero conto di aver individuato un deposito monetale di una certa consistenza e si recarono a denunciare la scoperta al locale Finds Liaison Officer. Sono emerse in totale circa 7.000 monete (6.959 per l’esattezza)! L’hoard si trovava deposto in un vaso ceramico. Il deposito monetale al momento del ritrovamento Il deposito rimosso per il recupero Dopo la ripulitura in studio L'asportazione del deposito monetale
  24. Illyricum65

    Wold Newton Hoard

    Ciao, speravate che avessi smesso di monitorare i depositi monetali britannici di età romana e quindi di non subire l’ennesima discussione sul tema? Speranza vana, periodicamente compio qualche ricerca e qualcosa di nuovo salta fuori. Per cui torno a tediarvi in merito… In questi giorni ho trovato notizia di un hoard scoperto un paio d’anni fa ma che solo ora comincia ad avere visibilità: il Wold Newton Hoard. Rinvenuto nel 2014 presso il villaggio omonimo (East Yorkshire) dal metaldetectorista David Blakey, consta di 1857 monete dell’epoca tetrarchica. Alcune foto con il rinvenitore e con il Dott. Woods dello Yorkshire Museum.
  25. grigioviola

    South Petherton hoard

    Oggi volevo parlarvi di questo ripostiglio inglese che non mi sembra sia stato approfondito nel forum. Ha una composizione davvero interessante sia per la presenza di monete di un certo livello di rarità che per alcuni pezzi "di contorno" ma di estremo interesse (gli unici trattenuti dal museo competente per territorio: il Somerset County Museum). Il ripostiglio è stato rinvenuto il 13 novembre del 2013 dal detectorista George Hughes residente a South Petherton e comprende ben 7562 antoniniani, 1 denario, 1 asse, 1 sesterzio e un anello di bronzo. La moneta più antica è probabilmente l'asse e si tratta di una copia barbarica di un asse di Claudio di cui purtroppo non sono riuscito a trovare alcuna immagine. La parte musealizzata è unicamente quella riguardante il sesterzio e l'annello di bronzo che sono stati trovati "uniti" assieme: materiale di risulta per produrre moneta imitativa? Di radiati irregolari il ripostiglio ne conteneva solamente 33, una minima parte rispetto la totalità dei pezzi. Il solo denario presente è di Settimo Severo (l'unica foto che ho trovato non è ahimé delle migliori): Le dimensioni del ripostiglio sono notevoli e in linea con gli hoard inglesi che comunemente troviamo repertoriati per quel periodo, molto belle alcune foto d'insieme: come data di interramento e chiusura del ripostiglio è stato preso il termine del 274 visto che la moneta più recente è un antoniniano di Aureliano della zecca di Milano (quarta serie). Particolarmente nutrita la presenza di monete di Leliano, ben 23, e di Mario, 81. I Gallici sono in totale 4847 ed è quindi palese che si tratti di un accumulo di monete formato durante l'impero Gallico e interrato poco dopo la sua fine in un periodo di incertezza politica. Da notare, infine, un antoniniano di Salonino da Augusto (FELICITAS AVGG) che si aggiunge ai 13 noti per quel tipo: La composizione completa del ripostiglio è questa: Central Empire Marcus Aurelius (AD 161-80), 1 (sestertius) Wars of the Succession (AD 193-7) Septimius Severus, 1 (denarius) Gordian III (AD 238-44), 1 Philip I (AD 244-9), 1 Decius (AD 249-51), 1 Herennia Etruscilla, 1 Trebonianus Gallus (AD 251-3), 4 Joint reign of Valerian & Gallienus (AD 253-60) Valerian I, 107 Gallienus, 45 Uncertain (Valerian or Gallienus), 1 Salonina, 60 Valerian II, 4 Divus Valerian II, 12 Saloninus Caesar, 10 Saloninus Augustus, 1 Sole reign of Gallienus (AD 260-8) Gallienus, 1364 Salonina, 101 Claudius II (AD 268-70), 760 Divus Claudius II, 67 Quintillus (AD 270), 121 Aurelian (AD 270-5), 52 - latest coin fourth series at Milan (= AD 274) Gallic Empire Postumus (AD 260-9), 773 Laelian (AD 269), 23 Marius (AD 269), 81 Victorinus (AD 269-71), 3296 Tetricus I (AD 271-4), 526 Tetricus II, 112 Others Uncertain Gallic emperor, 3 Emperor illegible, 1 Irregular as (Claudian copy), 1 Irregular radiates, 33 L'intero ripostiglio è stato venduto all'asta da Lawrences Auctioneers il 19/05/2016 fruttando ben 48.800 sterline. Fa impressione vedere le foto di alcuni lotti (tutti multipli), ve ne metto alcuni per curiosità (notate l'unico lotto raggruppante tutti i Leliano... da lasciarci gli occhi!): Era un ripostiglio di cui sono venuto a conoscenza dopo l'asta... altrimenti un pensiero l'avrei fatto... di certo non al lotto dei Leliano... che ha raggiunto un signor cifrone! Ma tant'è... mi sono accontentato oggi di acquistare da Sondermann due Postumo a mio avviso carini e uno non proprio così frequentissimo. Provengono entrambi da questo lotto multiplo: e nello specifico sono: Postumus Antoninianus, struck 262 AD at Cologne mint. Obv: IMP C POSTVMVS P F AVG, radiate, draped and cuirassed bust right. Rev: SALVS AVG, Salus standing left, holding patera in right hand from which a snake, which is rising from small altar placed on ground to left, is feeding; in her left hand Salus holds a rudder. 3,13 g, 21 mm. RIC 85; Elmer 301; AGK (corr.) 79; Cunetio 2392 Postumus Antoninianus, struck 268 AD at Cologne mint. Obv: IMP C POSTVMVS P F AVG, radiate, draped and cuirassed bust right. Rev: IOVI STATORI, Jupiter standing left, holding thunderbolt and sceptre. 3,31 g, 20 mm RIC 309; Elmer 563; AGK (corr.) 38a; Cunetio 2449 Che dire, sono soddisfatto dell'acquisto e soprattutto della provenienza dei pezzi in questione che è certa, tracciata, studiata, catalogata e venduta legalmente con tutti i sacri crismi del caso. Qualsiasi parere e confronto è ovviamente gradito!

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