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  1. La terza moneta affidatami per la pulizia, è un Antoniniano dell’Imperatore Quintillo (270 d.C.), il cui regno ebbe una brevissima durata (da alcune fonti pare qualche mese). La moneta è classificata con rarità R5, esaltata dalla variante dell’assenza, al R/, della sigla XI, ma da un attento esame non è tale in quanto al R/ si vede perfettamente la X e si intravede la I. Per quanto sopra la classificazione data dal venditore indicata sul cartellino, come RIC V-I 242.3, la ritengo non esatta, trattandosi invece di un esemplare più comune che viene riportata nel RIC come V-31. Per quanto concerne lo stato di conservazione, lo ritengo un qSpl, valutazione 3/5, dovuta dall’evidente debolezza di conio presente sia la D/ che al R/. La moneta presentava due incrostazioni, una al D/ sotto il mento del sovrano, l’altra posizionata sulla legenda del R/. Per evitare possibili danni alla bellissima patina color testa di moro, ho evitato l’uso di sostanze chimiche e ho optato per un intervento di asportazione meccanica. Moneta di lecita provenienza (Commerciante) Foto eseguite con CUBO V.1.0 Si ringrazia la committenza per l’autorizzazione alla pubblicazione delle foto.
  2. Questa sera, come preannunciato nel precedente post sul recupero del sesterzio di Filippo II, Vi propongo l'intervento che ho effettuato sulla seconda moneta affidatami per la pulizia, un Asse dell'Imperatore Adriano (117-138 d.C.). La moneta presentava discreti rilievi al D/ ma occultati dalla presenza di diverse incrostazioni; al R/, invece, gli stessi erano molto compromessi ma con una minore presenza di incrostazioni e la pulizia ha aiutato a risaltare quelli rimasti. Le operazioni di lavaggio e asportazione meccanica delle incrostazioni, hanno messo in risalto i rilievi e la bella patina grigio scuro, che presenta una certa fragilità. La moneta è di lecita provenienza (Asta Italiana) Ringrazio il committente per aver autorizzato la pubblicazione delle foto.
  3. Lo scorso sabato al Convegno di Roma Colleziona mi è stata commissionata la pulizia ed il recupero di tre monete dell’Impero Romano. Oggi vi propongo il recupero di un sesterzio di Filippo II (247-249 d.C.), moneta con molte concrezioni calcaree cristallizzate e concrezioni terrose solidificate, che si estendevano su buona parte del tondello. Dopo il consueto bagno in acqua demineralizzata, si è proceduto alla rimozione meccanica delle concrezioni sotto forte ingrandimento che coprivano gran parte di una bellissima patina verde oliva. Ed ecco il risultato finale.
  4. Nei giorni scorsi un membro del Forum mi ha inviato questa moneta piuttosto compromessa da numerose incrostazioni ed ossidazioni. Il conferente colleziona monete di media e bassa conservazione e quindi ha richiesto se ci fosse possibilità di eliminare le suddette anomalie rendendo il più possibile godibile questo esemplare. I lavaggi di prova non hanno dato risultati apprezzabili e quindi ho proceduto con l'asportazione meccanica delle alterazioni della superficie, lavorando sotto forte ingrandimento. Dopo circa cinque ore di lavoro al mcroscopio, questo è stato il risultato parziale: Dopo altre tre ore di lavoro Il risultato finale è il seguente. Ovviamente le ossidazioni hanno lasciato tracce di corrosione sulla superficie che non è stato possibile eliminare con il rischio della scopertura del metallo vivo.
  5. Salve, pensavo che il peggio che si potesse trovare sul web fossero i ciarlatani che cercano di affibiarti il pataccone dello scudo del 1901 a cifre esorbitanti, oppure quelli convinti dopo aver trovato 200 lire in un cassetto di aver trovato un tesoro, ma pensandoci bene credo che questi individui siano tutto sommato innocqui. In questi giorni invece mi sono imbattuto in un individuo molto più pericoloso per i collezioniti alle prime armi, un "restauratore orafo con esperienza pluridecennale" come ama definirsi, che dispensa consigli su come "restaurare" le monete: Alle mie perplessità su delle monete lucidate e spatinate, risponde: Ecco un suo video dove fa "brillare" una moneta romana del terzo secolo da lui precedentemente incastonata :
  6. REGNO DI SARDEGNA Carlo Emanuele IV. un caso disperato!Circa un mese fa mi è stata affidata una moneta da 2,6 soldi 1799 per un tentativo di recupero da un'ossidazione particolarmente invasiva sul D/. Dopo un mese idi lavaggi, e 10 ore di lavoro al microscopio per rimozione meccanica dell'ossidazione, questo è il risultato finale.
  7. Salve Credo sia un sesterzio di Gordiano III. Cosa mi consigliate di fare con quella sgradevole patina verde scuro? Grazie
  8. Circa 9 anni fa comprai la mia prima moneta "seria" dello stato pontificio. Si trattava di una 1/2 piastra di Papa Innocenzo XII "NON SIBI SED ALIIS" 1693 (leggermente più comune di quella del '92). La pagai 135€. Da quel momento "caddi in amore" con le piastre ed i testoni seicenteschi. Non so come abbia fatto a non accorgermene sinora (e devo dire che un po' me né vergogno 😂) che questa moneta era stata appiccagnolata e riparata anche in maniera grossolana. Credo che per il prezzo che la pagai, tale acquisto possa esser comunque considerato conveniente, tuttavia mi ha fatto abbastanza dispiacere scoprire che quelli che il rivenditore chiamo "lievi errori di conio" erano frutto del tentativo di restauro di qualche gioielliere maldestro. Scusate se le immagini possano risultare sfuocate ma ho avuto problemi nel caricarle in alta definizione. Vi é mai successo qualcosa del genere in passato?
  9. Salve, Qualcuno potrebbe aiutarmi ad identificare questa moneta ? PS: credete si possano rimuovere quelle incrostazioni? Come si usa l'olio di vaselina su monete romane? Ringrazio tutti coloro che mi aiuteranno, mi scuso di nuovo per la mia ingnoraza a proposito delle monete antiche romane.
  10. Ciao, venerdì al convegno di Bologna che così poco pare essere piaciuto, io ho trovato (presumo per puro caso e che fosse l'unica) la moneta che preferisco -come direi si intuisce dal mio nick. Premesso che il questi lepton li comprerei in ogni stato o quasi, la moneta in questione è bella ma con una patina che anche a occhio nudo sa di posticcio. Non l'ho grattata al tavolo perchè tanto, vera o finta che fosse, la decisione di averla era presa. A casa, una matita dura solleva quella che per quanto ne so potrebbe essere cipria. Al di là di cosa sia, a me piace. Trovo che ci stia bene e non ho alcun interesse di rivendita, ammesso comunque che davvero ne sminuisca il valore. La questione che mi pongo è di altra natura: può in qualche modo innescare/favorire/accelerare qualsivoglia reazione chimica negativa, come il cancro del bronzo? (posto, del verso, due immagini, uno scan e una foto per facilitare l'analisi della patina) Grazie.
  11. Dopo svariate ore di lavoro al microscopio, allego le foto della moneta prima e dopo il lifting. Sul R/ l'operazione è stata alquanto complessa, in quanto le incrostazioni in molti punti avevano aderito piuttosto tenacemente alla patina, quindi in diversi punti non ho forzato l'asportazione per non creare danni alla patina stessa. Il lavoro è stato eseguito tutto ad alti ingrandimenti, 30>40X, per evitare di creare danni alla patina sottostante, utilizzando un micro bisturi ed un ago sottilissimo. Alla fine lavaggio con sapone neutro e risciacquo in acqua demineralizzata.
  12. Buongiorno, vi mostro questa schifezza che mi ha fatto rizzare i capelli, quando l'ho trovata in mezzo ad altre monete... Il collante ipotizzo al 99% sia stagno, mentre le monete sono scellini inglesi del '47; quello staccato è del 1945, per cui ha argento in lega. Considerando il basso punto di fusione dello stagno, c'è modo di rimuovere tale materiale dalla superficie? Grazie per i vostri autorevoli consigli. cordiali saluti,
  13. Buon Natale a tutti, in primis! Volevo chiedere agli esperti del restauro o a chiunque possa illuminarmi: ho diverse monete da restaurare, alcune delle quali afflitte da cancro del bronzo? Volendole lavare contemporaneamente tramite immersione in acqua demineralizzata mi occorrerebbe un contenitore con riparti multipli...di primo acchitto ho pensato che sarebbero perfette le vaschette da mettere in freezer per fare i cubetti di ghiaccio...tuttavia i riparti di queste sono comunicanti tra loro...non mi va che il liquido dove è immersa una moneta sana entri in contatto con quello di monete affette da cancro...esiste quindi qualche contenitore simile come ripartizione senza che i riparti una volta pieni di liquido entrino in contatto tra loro? Qualcuno usa lavare in contemporanea più monete? Come procede? Spero di esser stato chiaro nel quesito. ... Di nuovo buone feste a tutti! !!
  14. Ciao a tutti, mi piacerebbe sentire le vostre qualificate impressioni (non dico pareri: abbiamo solo foto, e di media qualità) sul restauro apparentemente effettuato sul seguente tetradramma di Filippo II attualmente in asta. Questi i dati disponibili per l’esemplare (link: https://www.sixbid.com/browse.html?auction=2368&category=46930&lot=2009105): Le Rider 347, 14,26g, notata corrosione Ebbene, la mia impressione è che il restauro effettuato, al rovescio, abbia interessato il ventre del cavallo e la zampa destra posteriore dello stesso. Purtroppo, mi sembra che il nuovo modellato – se di questo si tratta e non sto prendendo abbagli – non sia coerente con il conio Le Rider 347. Il ventre del cavallo è molto gonfio e strano già a prima vista. Allego per confronto altra foto di esemplare di medesimo conio (fonte: Acsearch). Il conio di dritto invece è a mio parere stilisticamente molto piacevole. Per finire, ci tengo a precisare che: 1) non posseggo il Le Rider, per cui mi baso soltanto sulle descrizioni delle case d’asta; 2) mi baso su foto, che per condizioni d'illuminazione o risoluzione possono talvolta portare a conclusioni sbagliate. Ciao e grazie per i vostri contributi ES
  15. Dopo tre mesi di attesa il "dottore" ha finito la cura: considerando com'erano prima e come sono ora, da profano, per me è stato un bel lavoro. Lascio ai vostri occhi esperti un giudizio in merito, grazie
  16. Salve a tutti; tempo fa mi sono imbattuto su un'asta in un misterioso e alquanto malconcio sesterzio; dal momento che avevo bisogno di un pezzo simile a poco prezzo per fare un pò di palestra, l'ho acquistato ed ho provato, con molto coraggio, a ripulirlo. Ho usato: Acqua distillata Ago in punta reso tagliente da una micromola Benzotriazolo Ablatore ad ultrasuoni Il pezzo già in foto si presentava abbastanza complesso da pulire, ma non immaginavo quello che avrei effettivamente trovato: mostruose e tenaci concrezioni di cuprite, grumi di malachite, alcune zone con cancro attive, superficiali e profonde, stratificazioni discontinue con cavità obliterate da strati di cuprite, zone con patina farinosa e frammentata e, dulcis in fundo, zone con innaturali rialzi del metallo madre cammuffate da grumi di cuprite ma in effetti solo superficialmente ricoperti. Il tutto nel più assoluto mistero circa l'imperatore; per quanto fosse evidente che il rovescio si riferiva ad una pietas, ho faticato non poco ad identificarlo, anche perche sia il volto che la legenda del dritto, di fatto, erano completamente obliterate dalle concrezioni. In effeti ho potuto procedere solo dopo aver identificato il sesterzio, avendo paura di "colpire" qualche particolare". Comunque dopo una decina di ore di lavoro effettivo, questo è il risultato; i danni maggiori la mia imperizia li ha fatti soprattutto sul dritto, dove il lavoro di pulizia è arrivato a scoprire, non intaccare, il giallo del metallo, mentre il rovescio credo sia venuto meglio. I maggiori problemi me li ha dati l'ablatore ad ultrasuoni; l'ho acquistato da poco, avevo fatto qualche prova su piccoli moduli tardo imperiali, ma in effetti non lo avevo mai usato su moduli grandi e con questo tipo di concrezioni; il sesterzio serviva, in effetti, proprio a questo. Alla fine, tuttavia, il 90% del lavoro è stato fatto con l'ablatore a mano, l'ago in punta. In mano sembra meglio che in foto (soprattuto quelle a bassa risoluzione) e, tutto sommato, alla fine ne è venuto fuori un pezzo non disprezzabile, considerando l'acquisto al buio e in quelle condizioni. Posto il prima Un saluto a tutti....aspetto le vostre costruttive considerazioni Uriano
  17. Salve a tutti avrei da chiedere ai più esperti se c'è un modo per attenuare il colore rosso della cuprite; in pratica, come molti di voi avranno verificato, soprattutto dopo l'asportazione delle concrezioni, restano delle aree in cui ciò che resta della cristallizzazione spicca per il suo rosso intenso rispetto al resto delle altre aree: Esiste qualche tecnica che consenta di "spegnere" un pò quel rosso? Grazie Uriano :help:
  18. Sulla scia della discussione sul restauro del sesterzio di Caligola vorrei aprire questa seconda discussione dove risporto un esempio di restauro questa volta su un asse di Marco Aurelio. Di seguito l'elenco delle operazioni condotte: prima stabilizzazione del metallo intervento meccanico con bisturi ed ablatore ad ultrasuoni a bassissima frequenza per rimuovere le incrostazioni più dure avendo cura di non intaccare il livello buono della patina da preservare stabilizzazione del metallo e test della moneta in ambiente umido con esito negativo (nessun processo di corrosione innescato). Protezione esterna con Paraloid B72 e cera microcristallina superficiale. Ore totali di lavoro effettivo del restauratore (non vengono conteggiate le ore in cui la moneta è rimasta nelle soluzioni per la stabilizzazione): circa 10 Costi attrezzature/materiali utilizzati (lame bisturi, soluzioni, etc): €15 Csoto iniziale della moneta: 25 €
  19. Ricollegandomi all'interessante discussione "Parere su sesterzio di Traiano" vorrei sottoporvi un esempio di acquisto+restauro su un sesterzio di Caligola. La moneta è stata venduta da una rinomata ditta del settore ma, prima che questo avvenisse, la stessa è rimasta ignorata ed invenduta per più di un anno. Per tutto questo tempo la stessa è stata anche proposta ai vari convegni numismatici nazionali sempre senza attirare mai l'attenzione su di se. Il prezzo di vendita so essere stato 150€ iva compresa e con regolare fattura. Ho voluto percorrere tutto il percorso di restauro al fine di poterne dare testimonianza qui sul forum ed ho chiesto di avere una foto del prima e del dopo che ora allegherò. Come si può facilmente vedere dalla foto, lo stato iniziale era piuttosto compromesso e la moneta ricoperta da numerose incrostazioni dure non rimovibili con un semplice spazzolino. Insomma una moneta che necessitava un vero restauro. Sempre dalla foto è visibile anche un punto piuttosto esteso di cancro attivo al rovescio.

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