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  1. Buona sera , chiedo un aiuto agli esperti, è anche dotati di una buona vista... se si riesce a stabilirne la data, la moneta non è al meglio, e la foto neanche.. però so che voi fate" miracoli " grazie. per come vedo io : la terza cifra sembrerebbe uno... però l`unica data con uno in terza posizione dovrebbe essere 1717 ma l`ultima cifra non sembra affatto un 7 grazie a tutti .
  2. Ciao ragazzi. SOno qui per chiedere quanto può valere questa moneta. L'ho trovato dentro il cassetto di un vecchio mobile della mia nonna. Non sono esperto però... La descrizione è questa: Lire 2 - 1830 Fronte: DUX SAB GENVAE ET MONTISF PRINC PED & e una piccola P cerchiata Retro: CAR FELIX D G REX SAR CYP ET HIER Il bordo è perfetto. La condizione in generale è più che buona Visto che è del 1830 penso che abbia un valore, ma mi posso anche sbagliare. Vi ringrazio molto. Soundworks2005
  3. Buon giorno a tutti. Sono alla ricerca di un'asta (o anche di un listino) dove vi sia il passaggio della seguente moneta, emessa per la Sardegna: Vittorio Amedeo II - quarto di scudo sardo 1727. L'ideale sarebbe che l'asta e/o il listino riporti anche la foto della moneta...(meglio se a colori...)... :pardon: Grazie per l'aiuto. Michele
  4. Tipologia che si vede piu' raramente rispetto a quella del primo periodo del regno di Carlo Emanuele III : Soldo 1762 Carlo Emanuele III D/ CAR EM D G REX SAR CYP ET IER Croce piana filettata con estremita' coronate accantonata da 4 crocette mauriziane R/ DVX SAB ET MONTISF PRINC PED Iniziali CE duplicate e intrecciate , sormontate da corona e con ai lati il valore S 1 T/ Liscio Zecca di Torino Mistura , 20 mm. , gr. 1,79 / 1,75 Mir 952 ,Simonetti 39 , Biaggi 817
  5. Un vostro giudizio sulla conservazione anche di questa!Grazie!
  6. Buon giorno a tutti, secondo voi: il terzo numero è 8.. oppure 9 grazie.
  7. Buongiorno, vorrei sottoporre alla vostra attenzione questa monetina che sembra imitare il Quarto di Savoia. Al dritto leggo un FERT (o simile) in gotico tra linee parallele e croce sotto. Si distinguono due lettere della legenda, apparentemente in gotico, che non riesco a interpretare. Al rovescio croce mauriziana e l’inizio di una legenda, probabilmente CRV. queste caratteristiche mi hanno indirizzato verso i quarti di Passerano del tipo CRVX EMANAT, di cui tuttavia non mi convincono la legenda del dritto nè il peso (0,28 g il mio esemplare). vi chiedo dunque se mi è sfuggito qualcosa e quale potrebbe essere la classificazione corretta. un cordiale saluto
  8. Esemplare proveniente da una importante collezione piemontese , fotografato nel Biaggi Forte di Carlo Giovanni Amedeo (1490-1496) D/ KIA SABAV - Scudo sabaudo sormontato da anellino R/ DS TVTRIX - Grande B gotica Mir Savoia 272a , Biaggi233d Mistura 18 mm , gr. 0,62 rarita' : R6
  9. Vi chiedo un aiuto: colleziono Scudi di Casa Savoia. Ho cercato per moltissimi anni un millesimo che mi manca ed è forse il più raro di Carlo Alberto: 1838 TO ( Montenegro: R3 - Tiratura: 41757 ). Non l'ho mai visto, nè in Convegni, Mercatini, Aste, etc. Sarei stato disposto a prenderlo anche in conservazione scarsa ( MB ). Qualcuno mi ha detto che negli ultimi anni è comparso in un'asta ( non so quale ). Negli archivi di Sixbid non ho trovato nulla. Qualcuno del forum può dirmi qualcosa ? Può essere che sia ( nonostante la valutazione dei vari manuali ) uno dei millesimi regolarmente registrati dalla Zecca, ma misteriosamente "mai apparsi". Saluti e grazie a chi risponderà
  10. REGI DECRETI DEL REGNO DI SARDEGNA A TEMA NUMISMATICO (1796-1861) Raccolta di decreti di coniazione, demonetazione, altro. Sulla falsariga della discussione aperta da Uzifox sui decreti relativi al Regno d’ Italia voglio qui raccogliere i documenti originali del Regno di Sardegna (da Carlo Emanuele IV a Vittorio Emanuele II) (1796-1861) Invito quindi tutti gli utenti ad inserire in questa discussione IMMAGINI di COPIE CARTACEE REALI (non quindi testi semplicemente trascritti) in modo da avere per il futuro riferimenti certi e sicuri su ogni tipologia di moneta. Per iniziare posto il Decreto n.1000 del 9 marzo 1850 (reg 10 marzo 1850) che definisce il tipo della moneta da Lire 5 (Scudo) in argento del Regno di Sardegna (Vittorio Emanuele II ) ripreso anche per la serie in argento e in oro
  11. ARES III

    Terme romane a Yenne

    Francia, in Savoia scoperto un grande complesso termale del II secolo d.C. Importante scoperta archeologica in Savoia (Francia), nei pressi della città di Yenne, dove è stato rinvenuto un grande complesso termale del II secolo d.C. Importante scoperta archeologica in Francia, a circa 3 km a nord-est del comune di Yenne (Savoia), dove nel corso degli scavi di archeologia preventiva imposti dalla Direction Régionale des Affaires Culturelles (DRAC, omologa della nostra soprintendenza) dell’Alvernia e del Rodano-Alpi in vista della costruzione di una casa unifamiliare, è stato rinvenuto un complesso termale del II secolo d.C.: la DRAC, a seguito di una campagna di fotografie aeree, aveva intuito che nell’area sarebbe potuta emergere la presenza di edifici romani, così nel 2020 è cominciato lo scavo dell’intero lotto interessato. Questa operazione ha rivelato l’esistenza di bagni termali occupati per almeno un paio di secoli, fino all’abbandono del sito alla fine del IV secolo. Questo stabilimento termale si trova ai piedi del massiccio del Giura, sulle rive del letto principale del Rodano. Si trova nelle immediate vicinanze di una cascata le cui acque cariche di tufo (roccia calcarea) servivano ad alimentarla, come dimostrano i depositi di inerti contro le pareti delle strutture idrauliche ritrovate. L’uso del marmo bianco venato di calcare grigio e da bianco a giallastro sembra prevalere senza che sia stato possibile stabilire se questi colori fossero già presenti nella costruzione originaria o se siano stati adoperati durante il restauro dei locali. Il pavimento di almeno una stanza è decorato con piastrelle di calcare bianco-rosa o rosso. Il sito appare conservato in modo irregolare. Dopo l’abbandono, il complesso fu infatti probabilmente utilizzato come cava di materiale da costruzione. Inoltre, essendo queste terme costruite su un terreno in pendenza, se nel suo tratto a valle le pareti erano parzialmente preservate dal colluvio proveniente dalla collina, nella sua parte a monte sono rimaste solo le strutture interrate, in questo caso la piscina, i pavimenti degli ipocausti (cioè i basamenti degli ambienti riscaldati) e le fondazioni delle mura. La planimetria generale permette di proporre stabilire quale fosse l’uso di tutti i locali portati alla luce. L’intero edificio può essere suddiviso in quattro quarti di superficie comparabile. Nell’area settentrionale del sito, la presenza di alcuni pali rinvenuti denota la presenza degli ambienti riscaldati. L’allineamento delle tre stanze osservate in questo luogo è comune per questo tipo di stabilimento: una stanza calda adiacente a un’altra più temperata, che dà accesso a una stanza fredda. Un vasto bacino con funzione di piscina occupa la zona orientale, mentre uno spazio aperto, probabilmente un giardino, copre la parte occidentale. Infine, un edificio con solai in cemento lisciato e pareti rivestite da decorazioni pittoriche coincide con il settore meridionale. Le decorazioni sono di due ordini. Le pareti di un corridoio sono rivestite da un sobrio disegno (fondo bianco segnato da cornici rosse), mentre le pareti di uno dei due ambienti conservano tracce di una decorazione più ricca. Lo studio e il rimontaggio dei frammenti raccolti non è stato ancora effettuato, ma da una prima analisi sembrerebbero pannelli neri separati da fasce rosse decorate con motivi floreali. La funzione di questi locali rimane più incerta. Se l’ipotesi dei guardaroba rimane possibile, appare più opportuna la possibilità di più funzioni accessorie (biblioteca, negozio, riserva). Durante il II - IV secolo lo stabilimento termale fu oggetto di un importante restauro. Se le funzioni delle stanze sembrano conservate, ne guadagnarono in superficie. Ovviamente i percorsi tra i diversi spazi risultano modificati e la piscina non era più in uso. La collocazione prescelta per queste terme è molto probabilmente correlata con gli edifici, tra cui un probabile fanum (tempio) nei suoi pressi, ma anche con l’approvvigionamento di acqua carica di tufo, naturalmente più calda. Infine, lo stabilimento è ubicato non lontano da una nota zona di attraversamento del Rodano collegata all’antica cittadina di Etanna (forse l’odierna Yenne), citata dalla tavola Peutingeriana. Francia, in Savoia scoperto un grande complesso termale del II secolo d.C. https://www.finestresullarte.info/archeologia/francia-scoperto-complesso-termale-in-savoia Scoperte terme romane affrescate, nei pressi di una cascata. Meraviglie emergono dal terreno Scoperta archeologica Veduta d’insieme del sito scoperto a Yenne (Savoia) nel 2023. È stato portato alla luce un antico complesso balneare. © Emanuele Ferber, Inrap I resti di splendide terme romane, probabilmente pubbliche, probabilmente collegate ad un Fanum – un luogo di culto – sono stati scavati e portati alla luce dagli archeologi dell’Inrap, l’Istituto nazionale francese per le ricerche archeologiche preventive. Gli ambienti di quest’area termale dovevano essere sontuosi come dimostrano parti di affresco sopravvissute – emerse proprio in queste ore – e lo sviluppo planimetrico degli edifici. L’area si trova nei pressi di una cascata, le cui acque alimentavano l’impianto. Probabilmente nei pressi dell’edificio termale c’era anche una biblioteca. Ampia porzione di intonaco affrescato, scoperta a Yenne (Savoia) nel 2023. © Emanuele Ferber, Inrap Il ritrovamento è avvenuto a circa 3 km a nord-est del comune di Yenne (Savoia) – municipio con circa 3mila abitanti, che ha giurisdizione su un territorio collocato a un’altitudine compresa tra i 200 e i 600 metri – durante gli scavi di accertamento archeologico da svolgere prima della costruzione di una casa unifamiliare. Le immagini aree del luogo segnalavano la presenza di muri articolati nel sottosuolo. Ciò ha indotto lo Stato (Drac Auvergne Rhône-Alpes) a prescrivere una diagnosi archeologica. Questa operazione ha rivelato l’esistenza di bagni termali costruiti nel II secolo d. Cristo. Dopo varie fasi di occupazione, il luogo fu abbandonato alla fine del IV sec e divenne una cava per il recupero di materiale edilizio, per poi essere coperto, nei secoli, dal terreno. Intonaco affrescato © Emanuele Ferber, Inrap Ma come si presentavano, queste terme? “Nel quartiere settentrionale del sito, la presenza di alcuni pali rinvenuti sul terreno che coprono una potente “zattera” sono caratteristici degli ambienti riscaldati. – dicono gli archeologi dell’Inrap – L’allineamento delle tre stanze osservate in questo luogo è comune per questo tipo di stabilimento: una stanza calda adiacente a un’altra più temperata, che dà accesso a una stanza fredda. Un vasto bacino con funzione di piscina occupa il quartiere orientale, mentre uno spazio aperto, probabilmente un giardino, copre la parte occidentale. Infine, un edificio con solai in cemento lisciato e pareti rivestite da decorazioni pittoriche copre il settore meridionale. Le decorazioni sono di due ordini. Le pareti di un corridoio sono rivestite da un sobrio disegno (fondo bianco segnato da cornici rosse), mentre le pareti di uno dei due ambienti conservano tracce di una decorazione più sostenuta. Lo studio e il rimontaggio dei frammenti raccolti non è stato ancora effettuato, ma a priori, potrebbero essere pannelli neri separati da fasce rosse decorate con motivi floreali, tra i quali era ancora presente un letto di piante alla base dei tramezzi durante lo scavo. La funzione di questi locali rimane più incerta. Se l’ipotesi dei guardaroba rimane possibile, appare più opportuna la possibilità di più funzioni accessorie (biblioteca, negozio, riserva)”. https://www.stilearte.it/scoperte-terme-romane-affrescate-nei-pressi-di-una-cascata-meraviglie-emergono-dal-terreno/
  12. Esemplare che si vede piuttosto raramente Gettone o tessera 1757 Carlo Emanuele III Commemorante la liberazione di Alessandria D/ Testa di Carlo Emanuele III a destra. R/ La Securitas in piedi a d. appoggiata ad una colonna tiene lancia e ramo. Promis tav. VI,N. 67 Molto rara argento d. mm. 26 Ecco la tavola e il testo tratti dall' opera di V.Promis dove viene descritto questo gettone
  13. Ingresso libero, prenotazione obbligatoria inviando richiesta a [email protected]
  14. Ciao ragazzi condivido volentieri 😁. Dall’asta Nomisma 67, lotto 1157. Millesimo bisbetico sto qua da trovare in alta qualità, più che il 1816, vi assicuro. Credetemi che lo cercavo da molto tempo. E proprio con questa patina, che sul velluto negli anni acquisirà maggior fascino da moneta “riposata”. Ora ho la serie dei 5 valori di questa monetazione in qFDC o FDC completa tranne il 1819; che è un BB e che da oggi mi metterò in pista per sostituire 😳😂. Not easy neanche lui. 🧐
  15. Buongiorno a tutti i savoiardi... se qualcuno cortesemente può fare una foto o scanner della pagina del libro di Rovera che parla di questa moneta, grazie in anticipo. il MIR dice di si.. il simonetti non menziona nessun tipo di monete per questo regnante, il biaggi non sò, si accettano tutte le vostre opinioni a riguardo. "grazie per il vostro tempo" cordiali saluti.
  16. Buona sera, volevo condividere questa moneta... che grazie ad un carissimo amico mi permette di migliorare come conservazione la mia, grazie a tutti per i vostri commenti. (come al solito le foto fanno un pò schifo)
  17. Ciao a tutti. Raccolgo volentieri l'invito di Bruno @cembruno5500in altra discussione, nel postare questa moneta tanto ricercata in conservazione "perfetta" (notate il virgolettato ) Vi premetto che sto preparando a tal riguardo qualcosa di molto interessante, ma richiederà ulteriore tempo per il completamento. Vi terrò aggiornati al riguardo... Moneta veramente molto molto difficile da fotografare, particolarmente per la brillantezza davvero accecante. A tal riguardo c'è da dire che una foto, di per se, non riesce comunque ad eguagliare la visione diretta di una moneta. La prima cosa che infatti viene "tagliata via", è, la reale brillantezza del metallo, che in foto risalta di meno in rapporto alla misura in cui si cerca di controllare eventuali sovraesposizioni e/o (peggio ancora) bruciature di luce. Ho fatto del mio meglio, consapevole non solo "dell'impresa", ma anche che le soggettività di valutazione fotografica di ognuno potrebbe dar via ad eventuali fraintendimenti... Spero di dare il via ad una discussione interessante non solo su questa tipologia monetale, ma, per estensione, anche ad un argomento collaterale che potremmo farci rientrare: Trovare il FdC di questa moneta è veramente così difficile, oppure è solo una conseguenza del proliferare del fdc "commerciale"? (non mi trovo d'accordo con questa distinzione così come non mi trovo d'accordo con l'uso, molte volte inappropriato dell'eccezionale). Mi rendo conto di aver aperto una discussione con una tematica particolare, forse di non facile "lettura"... Ci provo... sperando di non suscitare qualche disappunto... Intanto vi allego la foto del 2 lire 1911 Cinquantenario cui alludeva Bruno nel post di questa discussione (è la moneta non patinata che sembra in bianco e nero) Vi allego anche la foto di un esemplare patinato, qualitativamente oltre la media, ma se fate caso, non dello stesso livello del precedente sopra specificato. L'intento è quello di portare delle comparazioni (spero valide, visto lo scatto fatto dallo stesso "manico" ed alla stessa risoluzione video), cui potrete (preferibilmente) fare riferimento, nell'esplicare le vostre impressioni. Graditissimi pareri ed opinioni e tutto quello che vorrete considerare riguardo alle tematiche specificate prima. Nello specifico chiamo anche @tonycamp1978, utente che per questa tipologia ha una mania (quasi ) peggio della mia Un saluto a tutti, Fabrizio
  18. Buongiorno a tutti, a seguire riporto dati ed immagini di un 5 soldi 1794 zecca Torino , regnante Vittorio Amedeo III . Quello che mi ha incuriosito è la patina: solitamente questo tipo di patina compare su monete e medaglie con una discreta/buona percentuale di argento e non sul rame 100% ... Oppure è stata oggetto in passato di "furiosa" pulizia con qualche sostanza acidula (limone, aceto) ed ora sta ripatinando? Anche se l'impressione avendola in mano non è quella del solo rame... Chiedo vostre preziose opinioni al riguardo. Grazie a chiunque vorrà intervenire. Ad maiora. Diametro massimo: 24,85 mm Spessore: 1,45 mm Peso: 5,00 grammi
  19. Buonasera a tutti, ho provato da solo sul web , ma non sono riuscito ad identificare la moneta di cui a seguire riporto dati ed immagini... Grazie a chiunque vorrà intervenire. Ad maiora. Diametro massimo : 17,70 mm Peso: 0,66 grammi Materiale : mistura (o argento di titolo basso)
  20. Ricordo del mercatino di Carmagnola (TO) : :rolleyes: Lira "Instar Omnium" 1562 Zecca di Torino Emanuele Filiberto Duca (1559-1580) D/ EM FILIB D G DVX SAB P PED (data e sigle) Busto del Duca corazzato , a capo scoperto rivolto a destra R/ Nel campo : INSTAR OMNVIM su tre righe, entro ghirlanda di quercia , sigle di zecca sotto i nastri T Argento , diametro 35 mm. : gr 12,80/12,10 gr. Simonetti 32/2 , Biaggi 425 , Mir Savoia 506b La Lira della riforma monetaria del 1562 , per i numismatici la "Instar Omnium", nella tipologia monetale sabauda e' un pezzo celebre per due motivi essenziali. Il primo e' che si tratta della prima Lira d' argento effettiva , realmente coniata e circolante nei commerci , e non piu' unicamente una "moneta di conto" ; e come quella ideale di Carlo Magno , valeva 20 soldi , cosi' come ne valeva ancora la nostra lira....pochi anni or sono. Il secondo motivo e' il prestigio dell' incisore del conio di un magnifico ritratto rinascimentale : il celebre medaglista Alessandro Cesati , detto il "Grechetto" perche' ebbe i natali nell' isola di Cipro, ma da padre italiano. Gia' ai servizi dei Farnese, Cesati fu chiamato in Piemonte nel 1561 da Emanuele Filiberto per incidere i coni atti a realizzare la sua riforma monetaria . Come indica il motto impresso sul rovescio , la Lira venne coniata "a guida tutti" in ogni zecca del Ducato; e il suo valore da 20 soldi pareggiava anche 1/3 di Scudo d' oro, altra moneta prescritta nella riforma (Elio Biaggi – Otto Secoli di Storia delle Monete Sabaude Vol.2 Tecno Grafica 1994) Instar Omnium Uguale per tutti Cicerone , Bruto 191 : Plato mihi unus instar est omnium (il solo Platone per me vale tutti) Anima dell' impresa della bilancia , i cui piatti si equivalgono durante le operazioni di peso. Per Gelli (1928 p.280, n . 1019) "la bilancia simbolo di giustizia avrebbe dovuto essere la guida costante di tutti i sudditi , come lo era il Principe, desideroso che a ciascuno fosse dato quanto di diritto gli spettava". Ma la legenda sulla lira di Emanuele Filiberto assume un altro significato piu' importante : in seguito alla riforma monetaria promossa dal Duca nel 1562 veniva unificato il sistema monetario del Piemonte e della Savoia e creata una monetazione unica con la sotituzione del sistema di conto a fiorini , grossi ,quarti e denari con il nuovo sistema a lire soldi e denari , "uguale per tutti al di la' e al di qua dei monti". La "Instar Omnium" diventava la prima lira in argento effettiva realmente coniata e circolante e non piu' moneta di conto De Mauri (1998 p.685) traduce "Come tutti fanno" , Biaggi "Aguida di tutti" , Panorama Numismatico (1984 , n.5 p.6) "Vale tutti gli altri (messi insieme)" (Mario Traina – Il Linguaggio delle Monete Editoriale Olimpia 2006) Durante il Regno di Carlo II ho osservato qual fosse l' aumento nell' agio delle monete d' oro , e quali provvidenze allora si fossero date per impedirlo , ma crescendone sempre le cause , cioe' l' abbondanza della moneta d' argento bassa e cattiva, e continuando la guerra che rendeva ogni giorno piu' raro l' oro , si venne al punto che lo scuto del sole che nel 1540 spendevasi in Piemonte per grossi 96 , alla morte di Carlo II , corresse gia' per grossi 100 , cio' che grandi inconvenienti producendo ne' conti de' ricevitori del pubblico denaro , soventi volte eccitavasi il magistrato della Camera dei Conti a prendere giuridiche informazioni circa il prezzo delle monete d' oro affine di riconoscerne il vero corso , e sopra esso regolare i conti Quest' alterazione continua della moneta d' argento , fece che poco a poco le rendite dello Stato grandemente scemassero , e secondo una relazione indiritta al Duca nel 1561 dall' archivista della Camera trovavansi esse ridotte a circa un sesto da quello che anticamente erano , e cio' perche' essendo stati in principio i carichi tassati a grossi , dodici de' quali valevano un fiorino buono , quantunque peggiorassero , pure sempre a grossi soddisfacevansi ; per rimediare poi a tal cosa proponeva esso di fare un grosso nuovo , che all' antico s' assomigliasse , e che a questo si dovesse attenere nell' esigere le pubbliche imposte,cosa straordinariamente difficile , per non dire impossibile a farsi ,perche' sarebbe stato lo stesso che sestuplicarle almeno. Meglio considerando la cosa Emanuele Filiberto riformo ' intieramente la moneta , ed il 13 marzo 1562 pubblico' la nuova sua monetazione , per la quale ristabili' la lira di venti soldi e di 240 denari , che anticamente si e' veduto scomparire per cedere il suo posto al grosso ed al fiorino , ed oridno' che i debiti e crediti si' antichi che nuovi si dovessero a questa raguagliare. Sotto pena di lire 200. Per base diessa ho gia' detto che si prese il grosso di Aosta , il quale rappresentava quello di Savoia , e come fu detto soldo: che in proporzione si fecero le altre monete , le quali si regolarono in modo, che senza frazioni potessero tra esse dividrsi , cominciando dalla piu' grossa d'oro sino alla piu' piccola d'argento (Domenico Promis – Monete dei Reali di Savoia Vol.1 1841) Alessandro Cesati detto Il Grechetto Incisore di gemme e medaglista; nato a Cipro ,onde il soprannome probabilmente all' inizio dell' anno 1500. Giunto a Roma prima del 1538 fu al servizio del card. Alessandro Farnese. Nel 1540 fu nominato incisore alla Zecca di Roma e vi rimase per piu' di venti anni lavorando pero' contemporaneamente anche per le Zecche di Camerino, di Parma e di Castro Nel 1561 ando' in Piemonte dove fu nominato incisore dal Duca di Savoia. Nel 1564 ritorno' a Cipro. Le sue opere migliori come medaglista sono quelle eseguite per Paolo III e per i Farnese. (Vittorio Lorioli – Medaglisti e Incisori Italiani dal XV al XIX secolo Litostampa 1993)
  21. Buona sera a tutti,chiedo cortesemente notizie su questa piccolina,se ho identificato correttamente : come da titolo... mezzo soldo, però ho dei dubbi se primo,o secondo tipo. perche ai lati del monogramma ci sono 2 foglie (di palma) credo...ora il MIR lo dà come primo tipo, ma il catalogo del forum "almeno dalle foto" sembra secondo tipo, Grazie a tutti.
  22. Lamonetiani, ecco a voi come promesso.Per quanto riguarda l'asse di coniazione si attesta sui 270°
  23. stef_

    Medaglia con VEIII

    Scusate l'ignoranza, ma ho trovato questa medaglia dove è raffigurato Vittorio Emanuele III Cosa ne pensate?
  24. Buongiorno a tutti, sono in trattativa per questo esemplare con variante • PRINC PEDEM • Purtroppo in condizioni non ottimali in quanto parte della superficie si è sfogliata, e penso che ci andranno dei consolidanti appositi per mantenerla almeno nello stato attuale. Cosa ne pensate?Ne vale la pena prenderla e tentare di salvarla?
  25. Buonasera a tutti... Per il 20 soldi con millesimo 1796 è nota una variante che riporta nella legenda al Rovescio la parola PRIN e non l'usuale PRINC . Attualmente in mio possesso proprio questa variante, di cui posto Dritto e Rovescio Ora vengo alla domanda: in che misura si può determinare il suo grado di rarità? Effettuando una rapida ricerca su google immagini con la chiave "20 soldi 1796" la variante in questione sembrerebbe essere molto più che non comune, non ne compare neanche una...l'unica che sinora ho individuato oltre quella da me qui postata è proprio sul catalogo lamonetiano, con immagine gentilmente concessa da @savoiardo ... che magari , già avrà approfondito l'argomento. Chiedo a lui e chiunque altro vorrà intervenire , uno spunto al riguardo. Ad maiora!
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