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  1. grigioviola

    Chapmanslade Hoard

    Inauguro il nuovo anno con uno dei miei primi acquisti 2021: D\ CONSTAN-TINVS AVG R\ PROVIDEN-TIAE AVGG, TRP RIC 449var - Irregular Il pezzo è accompagnato da questo cartellino: che riporta il numero 399 che è il riferimento al catalogo del rispostiglio pubblicato in Coin Hoards from Roman Britain vol. X dato che il pezzo proviene dal ripostiglio di Chapmanslade scoperto con il metal detector nel 1993. Qualche dato sul ripostiglio, tra cui una sua composizione di massima si trova nel sempre ben preciso e puntuale sito del PAS: https://finds.org.uk/database/hoards/record/id/2186 Si tratta di un ripostiglio di 5200 pezzi circa caratterizzato anche da una discreta presenza di radiati del III secolo (12 esemplari di cui 8 imitativi!) e da 25 nummi tetrarchici. La bustina arriva dritta dritta dai catalogatori del British Museum che hanno studiato l'insieme e trattenuto parte del ripostiglio.
  2. grigioviola

    The Appleford Hoard

    Oggi vi presento un nuovo ripostiglio da cui provengono tre nuovi pezzi acquistati recentemente in asta da Roma Numismatics. The Appleford Hoard Il deposito di Appleford, scoperto nel dicembre del 1954, è un ripostiglio molto importante per lo studio della circolazione monetaria della metà del IV secolo in quanto è composto da un considerevole numero di esemplari sia regolari che irregolari sepolti assieme in due vasi separati. La composizione dei due vasi è di natura cronologica: le monete emesse prima del 330 sono state riposte in un contenitore mentre quelle coniate successivamente e quelle di dimensioni minori nell'altro. Il fatto che nello stesso ripostiglio coesistano emissioni regolari e irregolari significa che queste due tipologie molto probabilmente circolavano assieme, in particolar modo è stata rilevata una vicinanza dimensionale tra le emissioni irregolari coniate dopo il 335 con le coniazioni ufficiali. La separazione delle monete in due distinti contenitori era stata ipotizzata inizialmente come un accumulo creato in due periodi distinti e poi occultato nello stesso momento. Tuttavia, nell'analisi del ripostiglio pubblicata nel 1977 da C. E. King nella Revue Belge de Numismatique il fenomeno viene messo in relazione con la riforma monetaria del 330 che prevedette una riduzione del già basso contenuto di argento dal 1.85 al 1% accompagnato da un calo di peso e diametro. La natura della divisione dimensionale dei pezzi suggerisce inoltre che le monete circolassero assieme ma con differente valore. La scoperta del ripostiglio avvenne durante dei lavori di aratura il 21 dicembre del 1954, i due vasi vennero trovati vicini e a poca profondità. Una parte del ripostiglio venne dispersa durante il ritrovamento, ma 5752 pezzi vennero raggruppati e catalogati prima di essere poi in gran parte dispersi nel mercato numismatico. L'Ashmolean Museum conserva un considerevole numero di emissioni irregolari, mentre un catalogo completo di quanto raccolto venne stilato dal dott. Kraay poco dopo la scoperta e ripreso nella pubblicazione edita nel 1977 del ripostiglio quando ormai buona parte di esso (tranne quanto musealizzato) era stato immesso nel regolare mercato numismatico. La composizione si apre con una piccola manciata di antoniniani di Gallieno, Quintillo, Aureliano, Severina, Postumo, Tetrico I, Carausio e Alletto per poi di fatto concentrarsi sulla famiglia di Costantino. I pezzi che ho incluso nella mia collezione provengono dalla E-Sale n. 72 del 25/06/2020 della casa d'aste Roma Numismatics e come ulteriore pedigree provengono dalla collezione personale del commerciante numismatico Brian Henry Grover: ed ecco i tre pezzi in questione: Constans Æ Nummus. Treveri, AD 347-348. CONSTANS P F AVG, pearl-diademed, draped and cuirassed bust right VICTORIAE DD AVGGQ NN, two Victories standing facing one another, each holding wreath and palm; Є between them, TRS in exergue. RIC 199. 1.47g, 15mm, 6h (acquired 1968) Appleford Hoard n. 3656-3740, 42 esemplari Constans I Æ Nummus. Treveri, AD 347-348. CONSTANS P F AVG, pearl-diademed, draped and cuirassed bust right VICTORIAE DD AVGGQ NN, two Victories standing, facing one another, each holding wreath and palm; palm in centre field; TRP in exergue. RIC 206. 1.80g, 16mm, 12h (acquired 1990) Appleford Hoard n. 3980-4147, 61 esemplare Constans BI Nummus. Alexandria, AD 337-340. CONSTANS MAX AVG, laureate, draped and cuirassed bust right GLORIA EXERCITVS, two soldiers standing facing, holding spears and leaning on shields, one standard between them; SMALΔ in exergue. RIC 15. 1.59g, 16mm, 6h (acquired 1961) Appleford Hoard n. 5404, 1 esemplare Bibliografia: Brown, D., 1973 A Roman Pewter Hoard from Appleford, Berks. 205-6 King, C.E., 1977 The Appleford Hoard Robertson, A.S., 2000 An Inventory of Romano-British Coin Hoards London: 303-305 no. 1261 A voi ulteriori considerazioni o pareri che, come sempre, son più che graditi!!!
  3. grigioviola

    Blackmoor Hoard

    Il 30 ottobre del 1873, nella contea di Selborne, a metà strada tra Alton e Petersfield, nel Blackmoor Park , vennero alla luce due vasi in terracotta (ollae) contenenti ben 29788 monete - prevalentemente antoniniani - da Gordiano a Costanzo Cloro. Il ripostiglio sarà noto con il nome di Blackmoor Hoard ed è il quinto in ordine di grandezza tra quelli rinvenuti in Gran Bretagna. Il ripostiglio venne inizialmente studiato dall'allora conte di Selborne che ne pubblicò un report preliminare catalogando il tutto sulla base del Cohen nel numero 17 di Numismatic Chronicle del 1877. Lla famiglia dei conti di Selborne ne detenne la proprietà dalla data della sua scoperta fino agli anni '70 quando il quarto conte di Selborne non lo vendette tramite la casa d'aste Christie's: L'asta fece realizzare prezzi molto elevati per l'epoca e fece un discreto clamore. Successivamente fu definita da alcuni numismatici come un "enormous hoard of horribly cleaned junk, which made crazy prices". Successivamente nel 1982 Roger Bland pubblicò un nuovo studio sul deposito, dandogli la giusta inquadratura e importanza storica: Ciclicamente alcune monete provenienti da questo ripostiglio, riappaiono in commercio. Si tratta per lo più di antoniniani in cattivo stato di conservazione e piuttosto comuni, dato che la stragrande maggioranza di monete apparteneva all'Impero Gallico e soprattutto agli ultimi imperatori Tetrico I e II. Il report preliminare che ne fece il conte Selborne è il seguente: Nella mia collezione, durante gli ultimi anni (e con alcune recenti acquisizioni fresche di questi giorni), sono riuscito a radunare un piccolo gruzzolo proveniente dal Blackmoor hoard: poca cosa, solo 6 monetine su 29.788, ma comunque un discreto frammento di uno dei principali (se non altro per dimensioni) ripostigli britannici. In aggiunta, un fascino particolare a queste monete di per sé davvero umili, deriva dalla documentazione di corredo che fortuitamente e in maniera davvero eccezionale, sono riuscito a reperire e che vorrei condividere con voi. La moneta più pregiata del mucchio è un antoniniano di Postumo che ho trovato accompagnato dal suo tag (cartellino) originale e risalente molto probabilmente alla fine degli anni '80, primi '90 con un uso misto di stampa, macchina da scrivere e penna biro: D\ IMP C POSTVMVS PF AVG R\ IMP X COS V RIC 289 Arrivano poi un gruppetto di quattro esemplari che sono invece accompagnate da bustine d'epoca appositamente create alla fine degli anni '70 dal negozio numismatico londinese posto di fronte al British Museum di Londra, il "Museum Galleries": D\ IMP C TETRICVS PF AVG R\ LAETITIA AVGG RIC 87 D\ IMP C TETRICVS PF AVG R\ PAX AVG RIC 100 D\ GALLIENVS AVG R\ AETERNITAS AVGG, Γ Goebl 577/a D\ GALLIENVS AVG R\ ORIENS AVG, Z retrograda Goebl 616/a Infine, l'ultimo pezzo del gruppo e quello fresco di questi giorni, accompagnato dal cartellino del precedente collezionista oltre che dalla ricevuta originale d'acquisto del 1977 in cui viene indicata la provenienza dal ripostiglio in questione: D\ IMP C TETRICVS PF AVG R\ LAETITIA AVGG RIC 87 E questo, per il momento, è tutto dal Blackmoor Hoard: un bel connubio tra "storia numismatica" e "storia del collezionismo", quel mix che fa tanto impazzire il sottoscritto e che arricchisce di valore - simbolico ed emozionale - dei tondelli che altrimenti, presi singolarmente, risulterebbero anonimi e snobbati dai più. Spero di non avervi annoiato troppo... e soprattutto mi auguro di essere riuscito a condividere le emozioni che provo nel maneggiare questo materiale!
  4. "A Mid Fourth Century Purse Hoard from the roman military auxiliary fort of Yotvata." - N.T. Elkins View File Piccolo hoard della metà del IV secolo rinvenuto in Israele. Submitter Illyricum65 Submitted 09/05/2020 Categoria Monete Antiche  
  5. A Small Hoard of Roman Denarii Found in the Region of Kuyavia. The Provenance of Imitative Coins of Roman Imperial Denarii Found in the Territory of Poland." - A. Dymovsky View File Piccolo deposito monetale rinvenuto nel 2015 in Polonia. Submitter Illyricum65 Submitted 09/05/2020 Categoria Monete Antiche  
  6. "The Roman Imperial Hoard from Desa (Romania)." - Gazdac, Neagoe View File Descrizione del deposito monetale da Desa (Romania), da Nerone a Marco Aurelio. Submitter Illyricum65 Submitted 09/05/2020 Categoria Monete Antiche  
  7. "Coin hoards and hoarding in Britain AD 43 - c. 498." - R. Bland View File Testi sul fenomeno dell'hoarding nella Britannia Romana. Submitter Illyricum65 Submitted 01/05/2020 Categoria Monete Antiche  
  8. "The Augustan conquest of southeastern Alpine and western Pannonian areas: coins and hoards." - A. Miskec View File Ripostigli monetali collegati all'espansione romana augustea nell'arco alpino e la Pannonia. Submitter Illyricum65 Submitted 01/05/2020 Categoria Monete Antiche  
  9. "Circulation of Antique Coins in Southeastern Europe Viminacium Serbia." - V.Ivanisevic, B.Boric-Breskovic, M.Vojvoda View File Atti del Convegno: "Circulation of Antique Coins in Southeastern Europe Viminacium Serbia 15_17 September 2017". Submitter Illyricum65 Submitted 26/04/2020 Categoria Monete Antiche  
  10. "Roman Britain and its economy from coin finds." - R. Reece View File Una analisi sull'economia dell'isola britannica durante il periodo romano, basata sulla evidenza dei depositi monetali. Submitter Illyricum65 Submitted 22/04/2020 Categoria Monete Antiche  
  11. "LE GROS TRÉSOR DE DIVO CLAUDIO D’EL JEM (TUNISIE)" - Ben Hadj View File Analisi della monetazione DIVO CLAVDIO in un deposito monetale tunisino. Submitter Illyricum65 Submitted 21/04/2020 Categoria Monete Antiche  
  12. "Coin hoards and hoarding in Roman Britain AD 43 - c.498" - R. Bland View File Recentissimo testo sul fenomeno dell'hoarding nella Britannia Romana (in inglese). Submitter Illyricum65 Submitted 21/04/2020 Categoria Monete Antiche  
  13. "The supply and movement of denarii in Roman Britain" John Creighton View File Analisi sulla circolazione dei denarii romani sulla base delle evidenze date dagli hoard (depositi monetali). Submitter Illyricum65 Submitted 21/04/2020 Categoria Monete Antiche  
  14. Tra i miei recentissimi acquisti, ci sono altre nuove entrate con provenienza da ripostigli! In particolare volevo evidenziarvi questo pezzo di Gallieno che arriva direttamente dal Normanby Hoard: Gallieno - Antoninianus (18.5mm, 2.36 g, 6h). Zecca di Roma, 1a officina. 7a emissione (262 d.C.) D\ "GALLIENVS AVG" R\ "[LIB]ERALIT AVG" MIR 36, 457q1 corr; RIC V (sole reign) 228 var. (bust type); Cunetio 1033; Normanby 114 La moneta ha un pedigree ben ricostruibile: Ex N. M. McQ. Holmes collection (CNG eAuction 442/2019) - Ex C. J. Martin (Coins) Ltd., 1987 - Ex Normanby, Lincolnshire, Hoard (1985) [IRBCH 854], no. 114. Ed in più presenta questa altra singolarità che ne contribuisce, per me, ad arricchire il suo valore aggiunto: La moneta in questione è quella fotografata nel catalogo riferimento di Gallieno di Goebl (il MIR) e nel libro dedicato al ripostiglio di Normanby... pezzo quindi non solo proveniente da ripostiglio noto e divenuto caposaldo di riferimento per studio e catalogazione, ma anche pezzo pubblicato nelle tavole fotografiche!
  15. Hyperion

    Ihnasyah Hoard

    nell’Intento di dar un contributo al forum da novizio, e sperando che possa esser di utilità e interesse (Sperando che la sezione sia corretta e non volendo andar contro a nessuna direttiva del forum), senza fare nomi, volevo segnalare che ho trovato ieri online in vendita numerosi esemplari attribuiti al Ihnasyah hoard Sono venduti citando come provenienza e documentazione dal Royal Ontario museum. non ho nozione se questa possa esser notizia utile o gradita, ma ho pensato di condividerla. (Per i moderatori: se non va contro nessuna regola e ritenete, posso fornire la fonte e link dove le ho trovate) buona giornata a tutti. Nicola
  16. Carissimi tutti, era da un po' di tempo che volevo aprire questa discussione per parlarvi di un altro hoard inglese di monete medievali. Il presto è quello per presentarvi il nuovo penny entrato in collezione :) Il Knaresborough Priory hoard è stato rinvenuto nel 1805 ed è quindi uno dei più antichi esempi di ritrovamenti. Knaresborough è oggi una cittadina del North Yorkshire con una popolazione di circa 14000 persone; già citata nel Domesday Book del 1086 , a partire del secolo successivo conobbe un importante sviluppo economico grazie alla presenza di un mercato cittadino che attraeva i commercianti della regione. Nei pressi della cittadina venne costruito inoltre un importante castello di cui ancora oggi sono visibili le rovine dopo che venne distrutto nel 1648 a seguito della decisione del parlamento di rendere inagibili i castelli reali. Al ripostiglio è stato dedicato uno studio di R.H.M. Dolley e H.E. Pagan nel 1963 che è stato pubblicato nel BNJ dello stesso anno dal titolo "An early nineteenth-century discovery of Edward pennies at Knaresborough Priory". Nell'articolo viene proposta come data ultima di deposizione del ripostiglio quella del 1328, sebbene non si possa essere del tutto certi in quanto delle circa 1600 monete che componevano il ripostiglio in origine ne sono state studiate "solamente" 1037. Ad eccezione di un solo esemplare, queste monete vennero analizzate dal British Museum nel 1963 per poi essere disperse sul mercato antiquario londinese. Purtroppo non si hanno informazioni sul contenitore originale del ripostiglio. La composizione del hoard può essere riassunta come segue: Inghilterra 1012 pz. (999 inglesi e 13 della zecca di Berwick ) Scozia 1 pz Monete Continentali 14 pz Imitazioni 9 pz in particolare per le emissioni inglesi si riporta la tabella con la classificazione per zecche e classi La moneta proveniente da questo ripostiglio è la seguente: Si tratta di un penny di Edoardo I, appartenente alla classe 4c e coniato nella zecca vescovile di Durham fra il 1282 ed il 1289 ca. Questo esemplare proviene dalla collezione di J.J. North ( che lo acquistò da Spink nel 1964 ) ed è pubblicato al numero 242 tavola 10 del volume 39 del SCBI che raccoglie la collezione dello stesso collezionista e studioso inglese.
  17. grigioviola

    Poundbury Hoard

    Nell'autunno del 1985, durante i lavori per la realizzazione di un parcheggio nei pressi di Dorchester, nell'area del Poundbury camp a ridosso della proprietà della Wyver Fireplaces LTD, E. Carter, H. Hallett, B. Mitchell e E. Vincent trovarono un ripostiglio di oltre 7000 antoniniani, il numero esatto non è noto in quanto manca una pubblicazione ufficiale e un catalogo pubblico del ripostiglio che è noto come "The 1986 Poundbury Hoard" (registrato nel libro della Robertson ai num. 695 e 972 e nel P.A.S. al numero IARCH-A9B532). Gli scopritori raccolsero le monete emerse durante lo sterramento in un secchio di latta e le portarono al Dorset County Museum che le inviò poi all'Ashmolean Museum per la pulizia e catalogazione. Di questo ripostiglio esiste attualmente solo una piccola pubblicazione, con una introduzione preliminare sul deposito, risalente al 2004, quasi 20 anni dopo la scoperta: "King, C.E. and Woodward, P.J., 2003 The 1986 Poundbury hoard of 3rd century antoniniani" Il ripostiglio presenta come pezzi più antichi, antoniniani di Etruscilla e Volusiano mentre presenta come termine di chiusura una cinquantina di antoniniani di Carausio. Gli imperatori gallici sono ben rappresentati per quanto riguarda Vittorino e i Tetrici, mentre sono presenti in misura minore Postumo, Mario e Leliano. Una buona rappresentanza è data anche dagli imperatori centrali Gallieno, Salonina e Claudio II, mentre in misura minore appaiono Valeriano I e II, Quintillo, Aureliano, Probo e Numeriano. Infine, il gruzzolo presenta anche un buon numero di emissioni imitative. Si tratta della tipica composizione dei ripostigli britannici interrati attorno alla fine degli anni '80 del 200, inizio 290 d.C. In questi ultimi giorni, per una serie di vicissitudini e casi della vita, sono entrato in contatto direttamente con il nipote del sig. B. Mitchell, uno degli scopritori, che attualmente sta vendendo la sua quota di proprietà del ripostiglio e questo è un piccolo assaggio della porzione di ripostiglio che mi sono portato a casa: Le monete sono quasi tutte inserite in buste con la catalogazione fatta dagli addetti del museo. Nel "mucchio" spiccano Etruscilla (in una emissione ibrida con Treboniano Gallo, che mi riservo di analizzare più dettagliatamente) e Aureolo in nome di Postumo, zecca di Milano, tipo SALVS. C'è poi un Tetrico, esemplare su bustina bianca, che in realtà non è un Tetrico ma un Vittorino, rovescio VICTORIA AVG che potrebbe riservare qualche particolarità, ma necessito prima di vederlo in mano. A questi pezzi poi ho aggiunto anche una rappresentanza di Valeriano, Gallieno, Salonina, Claudio II e Postumo. Quando mi arriverà il gruzzoletto, farò un'analisi più dettagliata.
  18. Illyricum65

    Beachy Head Hoards

    Il contenuto della presente discussione è proposta e condivisa tra lo scrivente Illyricum e grigioviola, accomunati dal comune interesse per il tema e, questa volta, dal fatto di aver provveduto pressochè contemporaneamente all’acquisto di alcuni esemplari provenienti dallo stesso hoard. L’amico grigioviola aveva già parlato in passato del deposito monetale oggetto di studio e il presente testo non vuole essere una ripetizione di quanto già espresso ma un approfondimento di quanto già riportato allora. BEACHY HEAD HOARDS "The coins were found in one of the valleys between Beachy Head and Birling Gap. The men were digging flints about two feet from the surface. The pick struck against the crock in wich the coins were deposited, and they all rolled out. The crock fell to pieces from the blow and exposure to the external air". Lettera tra Mr. Insoll e Mr. Willet, luglio 1879. Ciao, la ricerca di monete da hoard britannici certificati continua… e talvolta salta fuori in rete qualche esemplare in vendita. Al fine di ampliare la raccolta personale ho acquisito da rivenditore professionale britannico (lo stesso dal quale acquistai le Grassmoor Hoard) due esemplari provenienti da un hoard del quale non avevo testimonianze. Si tratta del Beachy Head Hoard: e a questo punto coloro che sono più addentro nel tema mi chiederanno “Beachy Head Hoard ? Di quale anno?” Questo perché l’area di Eastbourne (East Sussex) è ricca sia di invenimenti monetali romani che umani antichi. Probabilmente perché questo territorio costiero dell’Inghilterra meridionale è prossimo al punto di maggior vicinanza al continente e l’alta scogliera, alternata a basse spiagge, consente un’ampia visibilità sul Canale della abbinata ad una relativa facilità di sbarco. Quindi un luogo facilmente raggiungibile ma che consentiva una vigilanza ad ampio raggio. In altra maniera non si spiega il susseguirsi di insediamenti umani in un territorio che attualmente si presenta brullo, aspro, spazzato da venti spesso impetuosi che condizionano anche lo sviluppo della vegetazione (e mi riportano alla mente gli effetti della “mia” Bora sulla vegetazione nelle zone più esposte alla sua azione, specie in quelle cosiddette a “landa”). Un ambiente degno, in poche parole, di fare più da sfondo a “Wuthering Heights” o “Jane Eyre”di Emily Bronte che non a un testo con velleità storiche…
  19. grigioviola

    South Petherton hoard

    Oggi volevo parlarvi di questo ripostiglio inglese che non mi sembra sia stato approfondito nel forum. Ha una composizione davvero interessante sia per la presenza di monete di un certo livello di rarità che per alcuni pezzi "di contorno" ma di estremo interesse (gli unici trattenuti dal museo competente per territorio: il Somerset County Museum). Il ripostiglio è stato rinvenuto il 13 novembre del 2013 dal detectorista George Hughes residente a South Petherton e comprende ben 7562 antoniniani, 1 denario, 1 asse, 1 sesterzio e un anello di bronzo. La moneta più antica è probabilmente l'asse e si tratta di una copia barbarica di un asse di Claudio di cui purtroppo non sono riuscito a trovare alcuna immagine. La parte musealizzata è unicamente quella riguardante il sesterzio e l'annello di bronzo che sono stati trovati "uniti" assieme: materiale di risulta per produrre moneta imitativa? Di radiati irregolari il ripostiglio ne conteneva solamente 33, una minima parte rispetto la totalità dei pezzi. Il solo denario presente è di Settimo Severo (l'unica foto che ho trovato non è ahimé delle migliori): Le dimensioni del ripostiglio sono notevoli e in linea con gli hoard inglesi che comunemente troviamo repertoriati per quel periodo, molto belle alcune foto d'insieme: come data di interramento e chiusura del ripostiglio è stato preso il termine del 274 visto che la moneta più recente è un antoniniano di Aureliano della zecca di Milano (quarta serie). Particolarmente nutrita la presenza di monete di Leliano, ben 23, e di Mario, 81. I Gallici sono in totale 4847 ed è quindi palese che si tratti di un accumulo di monete formato durante l'impero Gallico e interrato poco dopo la sua fine in un periodo di incertezza politica. Da notare, infine, un antoniniano di Salonino da Augusto (FELICITAS AVGG) che si aggiunge ai 13 noti per quel tipo: La composizione completa del ripostiglio è questa: Central Empire Marcus Aurelius (AD 161-80), 1 (sestertius) Wars of the Succession (AD 193-7) Septimius Severus, 1 (denarius) Gordian III (AD 238-44), 1 Philip I (AD 244-9), 1 Decius (AD 249-51), 1 Herennia Etruscilla, 1 Trebonianus Gallus (AD 251-3), 4 Joint reign of Valerian & Gallienus (AD 253-60) Valerian I, 107 Gallienus, 45 Uncertain (Valerian or Gallienus), 1 Salonina, 60 Valerian II, 4 Divus Valerian II, 12 Saloninus Caesar, 10 Saloninus Augustus, 1 Sole reign of Gallienus (AD 260-8) Gallienus, 1364 Salonina, 101 Claudius II (AD 268-70), 760 Divus Claudius II, 67 Quintillus (AD 270), 121 Aurelian (AD 270-5), 52 - latest coin fourth series at Milan (= AD 274) Gallic Empire Postumus (AD 260-9), 773 Laelian (AD 269), 23 Marius (AD 269), 81 Victorinus (AD 269-71), 3296 Tetricus I (AD 271-4), 526 Tetricus II, 112 Others Uncertain Gallic emperor, 3 Emperor illegible, 1 Irregular as (Claudian copy), 1 Irregular radiates, 33 L'intero ripostiglio è stato venduto all'asta da Lawrences Auctioneers il 19/05/2016 fruttando ben 48.800 sterline. Fa impressione vedere le foto di alcuni lotti (tutti multipli), ve ne metto alcuni per curiosità (notate l'unico lotto raggruppante tutti i Leliano... da lasciarci gli occhi!): Era un ripostiglio di cui sono venuto a conoscenza dopo l'asta... altrimenti un pensiero l'avrei fatto... di certo non al lotto dei Leliano... che ha raggiunto un signor cifrone! Ma tant'è... mi sono accontentato oggi di acquistare da Sondermann due Postumo a mio avviso carini e uno non proprio così frequentissimo. Provengono entrambi da questo lotto multiplo: e nello specifico sono: Postumus Antoninianus, struck 262 AD at Cologne mint. Obv: IMP C POSTVMVS P F AVG, radiate, draped and cuirassed bust right. Rev: SALVS AVG, Salus standing left, holding patera in right hand from which a snake, which is rising from small altar placed on ground to left, is feeding; in her left hand Salus holds a rudder. 3,13 g, 21 mm. RIC 85; Elmer 301; AGK (corr.) 79; Cunetio 2392 Postumus Antoninianus, struck 268 AD at Cologne mint. Obv: IMP C POSTVMVS P F AVG, radiate, draped and cuirassed bust right. Rev: IOVI STATORI, Jupiter standing left, holding thunderbolt and sceptre. 3,31 g, 20 mm RIC 309; Elmer 563; AGK (corr.) 38a; Cunetio 2449 Che dire, sono soddisfatto dell'acquisto e soprattutto della provenienza dei pezzi in questione che è certa, tracciata, studiata, catalogata e venduta legalmente con tutti i sacri crismi del caso. Qualsiasi parere e confronto è ovviamente gradito!
  20. Illyricum65

    Nether Compton Hoard

    Ciao, come noto, risulto affetto da una strana malattia... la “hoard mania”,:D e rientrato temporaneamente dal I secolo d.C.(vedi discussione sulle imitative di Claudio I,) ero alla ricerca di qualche esemplare disponibile… così ho pensato di portare compagnia alle già descritte monete del IV secolo provenienti dal Grassmoor Hoard http://www.lamoneta.it/topic/108636-grassmoor-hoard/?hl=grassmoor Come sappiamo il fenomeno dell’hoarding ha radici già nella Gran Bretagna pre-romana e nel periodo post-romano continua, fino ai tempi recenti. Così ho acquistato questa costantiniana proveniente dal Nether Compton Hoard. E’ un hoard che già presentai nella discussione sugli hoard romano-britannici: http://www.lamoneta.it/index.php?app=core&module=search&do=search&fromMainBar=1 Rinvenuto il 19/2/1989 da Mike Pittard con l’utilizzo di un MD. Il sito di Nether Compton (Dorset) è costituito dai resti di una strada romana, di resti dell'età del ferro e di un edificio romano. Foto da Google Earth con sovrapposte le evidenze sotterranee. Foto da Google Earth con indicato il luogo di ritrovamento dell'hoard. L’annuncio e le foto del ritrovamento furono pubblicate su The searcher (Issue 44, Aprile 1989) Consegnato dal rinvenitore al Dorchester Museum, fu dallo stesso reso a Pittard, venduto e disperso nel 1994. Non venne mai redatto un preciso elenco del deposito. Il vaso contenente le monete e altre 33 monete addizionali furono donate al museo.
  21. Ciao a tutti, oggi vi parlo di questo "nuovo" ripostiglio di cui l'equipe del negozio numismatico CGB si è fatta carico della catalogazione e della relativa vendita in due aste. Si tratta di un ripostiglio di ben 461 denari d'argento che coprono un arco temporale (per soggetto emittente) che va dal 67 al 244 d.C., ma il cui periodo di interramento dev'essere però ristretto e dovrebbe partire presumibilmente dal periodo di regno di Antonino Pio (o poco prima). Le monete si presentano in uno stato di conservazione mediamente modesto e l'argento si presenta in uno stadio di cristallizzazione piuttosto elevato in molti esemplari. La scelta della boutique francese è stata quella di vendere tutte le monete nella sua disponibilità in due aste elettroniche con base di partenza a 1 euro probabilmente proprio per la scarsa conservazione generale dei vari pezzi anziché tentare prima con una vendita a prezzo fisso. Da notare comunque che i realizzi si sono attestati su di una media di circa 30/40 euro a pezzo circa (conto fatto a spanne) con punte piuttosto elevate anche al di sopra delle stime iniziali date dal negozio (che di norma son generose di loro). Al momento, su questo ripostiglio, non ho molte informazioni, ma dal sito di cgb.fr vi riporto questo breve estratto: E questa è la mia "numero uno" proveniente dal ripostiglio: Faustina figlia (146-175) Zecca di Roma (161-164); Denaro, AR; 17,50 mm, 2,44 gr D\ FAVSTINA AVGVSTA, busto giovanile di Faustina con acconciatura con piccolo chignon raccolto dietro la testa. R\ HILARITAS, l'Ilarità drappeggiata stante a sinistra con un ramo di palma nella mano destra e una cornucopia nella sinistra. RIC 686 ex CGB (e-auction 336/2019) - dal ripostiglio di Vert-en-Drouais, Eure-et-Loire (Francia, 2017)
  22. grigioviola

    Langtoft hoard

    Oggi volevo parlarvi di due importanti ripostigli scoperti qualche anno fa interrati in due momenti distinti e a breve spazio di distanza l'uno dall'altro, si tratta di due ripostigli che - all'epoca del ritrovamento - han destato molto interesse e clamore: Langtoft hoard I e Langtoft hoard II. Il 24 settembre del 2000 Jimmy Haley, Paul Rennoldson e Stephen Best si sono avventurati con i loro metal detector in un campo nella zona di Langtoft nello Yorkshire. Dopo alcuni rinvenimenti superficiali sparsi si sono imbattuti in quello che, dai segnali dei loro md, aveva tutta l'aria di essere un importante ripostiglio in quanto in breve tempo, appena smossa la terra, si sono ritrovati manciate di antoniniani radiati del III secolo in buone condizioni e con ancora buona parte del rivestimento argenteo superficiale. Continuando a scavare un po' più in profondità si sono imbattuti in un vaso contenente un grosso quantitativo di radiati. Ancora esaltati dalla scoperta, cercando materiale sparso superficiale uscito dal ripostiglio, a breve distanza dal contenitore appena scoperto - poco più di 20 metri circa - hanno iniziato a rinvenire considerevoli quantitativi di follis e - cosa incredibile - smuovendo la terra ecco un secondo tesoro: un altro contenitore questa volta ricolmo esclusivamente di follis costantiniani. Essendo domenica i tre, aiutati dal proprietario del terreno, hanno deciso di recuperare tutte le monete dei due ripostigli, mantenendole ovviamente distinte, e di lasciare interrati i due contenitori per non rovinarli e per non compromettere troppo la stratigrafia del terreno. Al lunedì dopo aver contattato il museo di York, gli archeologi hanno provveduto alle analisi del sito e al recupero dei contenitori. Durante queste operazioni sono stati rinvenuti altri modesti quantitativi di monete che nel tempo con i lavori di aratura erano stati sparsi nei dintorni del terreno. Monete e vasi sono stati trasferiti al museo di York per uno studio dettagliato e questo è il report preliminare che è stato fatto: Lo studio della composizione dei due contenitori e la stratigrafia hanno confermato che si tratta di due veri e propri hoard distinti che sono stati interrati in due momenti separati e, quasi sicuramente, da persone differenti: il primo ripostiglio, composto da radiati e grandi nummi è stato interrato attorno al 305 d.C. mentre il secondo, composto esclusivamente da nummi di Costantino I e Licinio I (e famigliari), nel 325 d.C. Dai due ripostigli sono stati prelevati 54 esemplari acquistati dai musei e trattenuti dagli scopritori, i rimanenti esemplari sono stati venduti tutti in asta da DNW suddivisi in 91 grandi lotti il 13 marzo 2002. Questa la mia piccola selezione dal primo dei due ripostigli, il Langtoft I: TACITO (275-276) Zecca di Lione; Antoniniano; biglione; 23 mm; 3,22 gr D\ IMP CL TACITVS AVG, busto radiato, drappeggiato e corazzato a destra. R\ TEMPORVM FELICITAS, La Felicità stante a sinistra con in mano caduceo e cornucopia; delta in campo a sinistra e stella in campo a destra. RIC V-1 65, Bastien 92 Provenienza: ex DNW - ex T. W. collection PROBO (276-282) Zecca di Lione; Antoniniano; biglione; 23 mm; 3,87 gr D\ IMP C PROBVS P F AVG, busto radiato, drappeggiato e corazzato a destra. R\ TEMPOR FELICI, La Felicità stante a sinistra con in mano caduceo e cornucopia; I in esergo. RIC 104, Bastien 188, busto tipo B. Provenienza: ex DNW - ex T. W. collection E con questi ultimi pezzi la mia sezione di monete da hoard si arricchisce di una nuova provenienza!
  23. grigioviola

    Chilbolton Down Hoard

    Dopo un po' di assenza da questo forum, ritorno oggi - giornata piovosa - con due piccole e di per sé comuni monete costantiniane: D\ IMP CONSTANTINVS PF AVG R\ SOLI INVICTO COMITI, M|F / PARL D\ IMP CONSTANTINVS PF AVG R\ SOLI INVICTO COMITI, (R)X|F / (..?) Non sono esperto di Costantiniane, e i due pezzi non erano classificati... tuttavia credo di aver decifrato correttamente le legende. Se qualcuno vuole confermare o rettificare è ovviamente il benvenuto! La cosa interessante di questi pezzi è la provenienza: ex Gene Brandenburg - ex B.A. Seaby - ex Chilbolton Down Hoard (1941). Un ripostiglio "datato" composto da circa 900 pezzi contenuti in due vasi. Uno è esposto al Winchester museum: Notizie sul ripostiglio non ne ho trovate moltissime, a casa mi è venuto in soccorso il libro censimento "An Inventory of Romano-British Coin Hoards" di Robertson, A.S. da cui vi riporto questo estratto: Se qualcuno è in possesso di ulteriori dati e/o approfondimenti... è come sempre il benvenuto!
  24. La mia passione nei confronti dei ripostigli monetali, i cosiddetti hoard, credo sia cosa nota ai più ormai. Oggi vi volevo parlare di un ripostiglio su cui si sa gran poco, ma che di fatto è solamente un pretesto per presentarvi un "insolito" ritrovamento da hoard costantiniano in quel di... Chard, una cittadina di 12.000 abitanti della regione del Somerset, Regno Unito. Si tratta di una tipica cittadina inglese il cui impianto principale risale all'inizio del 17° secolo, quando terminarono i lavori di ricostruzione a seguito di un devastante incendio che di fatto cancellò gran parte della città nel 1577. La via principale è Fore Street su cui si affacciano i negozi e le principali attrattive locali. A Chard c'è un piccolo museo di storia locale il cui nucleo di base che è stato da impulso per la sua apertura è la collezione di un cittadino, tale Arthur Hull (1802-1880) composta da "all kinds of historical and archaeological material". Adesso però, prima di proseguire in questo racconto, facciamo un passo indietro... o meglio, a lato! Chi vuole cimentarsi nel collezionare monete da ripostiglio, deve entrare nell'ordine di idee che è fondamentale compiere un considerevole lavoro di approfondimento e di ricerca bibliografica per verificare la veridicità delle provenienze via via indicate e, cosa non secondaria!, per raccogliere materiale e dettagli utili allo studio e all'analisi dei vari ripostigli nella loro interezza in modo tale da poterli contestualizzare e inquadrare storicamente... ed è proprio quest'aspetto che, per me, rende magica la ricerca e la composizione di una collezione di monete "da hoard"! Uno dei principali strumenti che ogni collezionista di questo settore dovrebbe tassativamente avere è questo testo: un immane lavoro di catalogazione dei ripostigli rinvenuti sul suolo britannico redatto in modo certosino da Anne S. Robertson, un'archeologa che fu pioniera di un certo modo di far ricerca e che dedicò praticamente tutta la sua vita accademica alla ricerca di materiale bibliografico riguardante per l'appunto tesori, tesoretti e ripostigli vari di epoca romana in terra inglese. Anne S. Robertson, nata a Glasgow nel 1910 e morta nel 1997, fu archeologa, professoressa dell'Università di Glasgow, numismatica, scrittrice e curatrice del Coin Cabinet dell'Hunterian Museum. Il frutto del lavoro di un'intera vita, ahimè incompleto perché... in continuo divenire!, venne pubblicato nel 2000, a tre anni dalla sua morte, grazie alla Royal Numismatic Society ed è appunto il testo di cui sopra: libro da cui puntualmente parto ogni volta per il mio lavoro di ricerca su di un dato ripostiglio se scoperto entro il 1996 (più o meno l'anno in cui si ferma il lavoro della Robertson). Orbene, oggi è capitato che mi sia imbattuto in un "insolito" ritrovamento da hoard! ...ritorno quindi nel vivo della discussione dopo questa piccola digressione per presentarvi... una NON-moneta: una lettera autografa di Anne S. Robertson che testimonia la sua costante e puntuale attività di ricerca, archiviazione e catalogazione di informazioni sui ripostigli. In particolare, la Robertson si rivolge al referente del Town Clerk di Chard per chiedere informazioni su di un paio di ripostigli che dovrebbero far parte della collezione Hull e di cui lei aveva trovato traccia all'interno del primo volume della serie "The Victoria County History of Somerset" a p. 359. E così, aggiunto in collezione anche questo inusuale reperto da hoard, ho compiuto il mio lavoro di ricerca e approfondimento trovando quanto aveva trovato la signora Robertson... (continua nel prossimo messaggi per carenza di spazio disponibile di MB per l'upload di file... )
  25. Oggi vi parlo di un nuovo ripostiglio inglese: il Rockbourne hoard, un deposito trovato il 26 agosto del 1967 nei pressi di una villa romana, sito archeologico oggetto di campagne di scavi dagli anni '40 ai '70 (e ora museo). Il ripostiglio ebbe una notevole risonanza nella cronaca locale all'epoca e constava di ben 7.714 monete tra denari e antoniniani (la maggior parte). Il sito della villa romana di Rockbourne si trova in una zona rurale dell'Hampshire, vicino alla storica cittadina di Fordingbridge, nei pressi della New Forest. Le monete erano contenute all'interno di un grande vaso in terracotta a due manici con alcuni motivi geometrici decorativi e risalgono in larga parte al periodo 250-290. Tuttavia la presenza di emissioni a nome di Diocleziano e Massimiano fanno ipotizzare una data di chiusura attorno al 305. Nel sito internet dell'Hampshire Archeology Club vi è un breve resoconto della storia e delle vicissitudini di questo ripostiglio e ve ne porto alcuni stralci in inglese: Nel 2015 la casa d'aste inglese Spink, nell'asta n. 15004 del 25-26 Marzo, mise in vendita un lotto multiplo di ben 662 esemplari provenienti da questo ripostiglio: Il lotto, da una stima di 2-3000£ realizzò, senza diritti, la ragguardevole cifra di 5.000£. Le monete erano tutte catalogate e inventariate e custodite singolarmente su bustine di carta coeve all'epoca del rinvenimento/studio. Un anno fa ho acquistato il primo pezzo proveniente dal ripostiglio in questione (Vittorino, PROVIDENTIA AVG) ed era accompagnato da una cartolina dell'epoca, il che mi fa supporre che non facesse parte di questo lotto multiplo ex Spink, bensì fosse uno dei vari esemplari donati/regalati o venduti come souvenir per finanziare gli scavi durante gli anni '70. Gli ultimi due esemplari acquistati qualche giorno fa invece (Vittorino, INVICTVS e Tetrico II, SPES AVGG) provengono invece da questo grande lotto venduto dalla casa d'aste inglese. Tutti e tre i pezzi condividono la medesima tipologia di bustina di carta con la stessa grafia e un analogo numero di catalogazione/inventario. 1) Vittorino, AE antoniniano D\ IMP C PIAV VICTORINVS PF AVG R\ INVICTVS, *| R.I.C. 113 2) Vittorino, AE antoniniano D\ IMP C VICTORINVS PF AVG R\ PROVIDENTIA AVG R.I.C. 61 3) Tetrico II, AE antoniniano D\ C PIVS ESV TETRICVS CAES R\ SPES AVGG R.I.C. 270 Passatemi le foto delle monete che non sono meravigliose, ma le ho fatte al volo ieri sera con lo smartphone e con una luminosità alquanto scadente... ma mi premeva di lasciarvi questo contributo prima di partire per le vacanze ormai imminenti Buona lettura e, se avete domande o curiosità... son qui!
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