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  1. Sul numero di giugno di "Medioevo" c'è un interessante articolo di F. Borghero-A. Montagano su di un raro fiorino di Firenze del 1376 che ha in cartiglio la scritta LIB. La coniazione si inserisce nella così detta "Guerra degli Otto Santi".
  2. Vorreì iniziare questa discussione per appunto divulgare la storia di questa fantastica moneta dell epoca moderna. Incominciamo dando le prime informazioni su questa tipologia di monetazione. Monetazione che veniva battuta nell officina di Firenze e incominciò sotto Ferdinando II nel 1665, nessuna moneta risulta firmata, nè si conoscono i nomi degli artisti che hanno lavorato, in tale periodo, nella zecca fiorentina. La Questione avvenne e si trascinò sino al 1665 quando si decise di ovviare agli inconvenienti dei commercianti e negozianti di Livorno (questione dovuta alla presenza dei reali calanti nel peso) con la creazione di una moneta nazionale in grado di competere con l argento forestiero, la quale si sperava, avrebbe risolto la questione. Ad essa venne dato il nome di pezza delle rose (in seguito modificato in pezza della rosa) dal tipo del rovescio, sove comparivano appunto due rigogliose piante di rosa. la moneta doveva essere emessa al taglio di 13 pezzi e 1/11 per libra di metallo della bontà di once 11 di argento fino,pesava 22 denari conforme era stato permesso per legge di S.A.S.del 1 Marzo 1661 e rescritto dell 8 Maggio del 1665. L iconografia: L arme medicea sul diritto e sul rivescio, una pianta di rose con la legenda: GRATIA OBVIA VLTIO QVAESITA-LIBURNI : Con questa impresa-scrive il Galeotti-per la quale il motto fu composto da Francesco Rondinelli,bibliotecario del Granduca,volle Ferdinando II far comprendere ai suoi nemici che pur essendo di animo generoso e buono aveva occorrendo mezzi adeguati e pronti a rintuzzare le offese così come la rosa che di fronte alla sua grazia e bellezza-GRATIA OBVIA-ha le spine per difendere e punire quando si osi toccarla-VLTIO QVAESITA. E le spine, nelle varie figurazioni delle piante di rose, sono poste sempre in eloquente evidenza. Allego foto della prima pezza della rosa.
  3. Saluti a tutti. Premetto che la monetazione toscana non è il mio ambito di collezione, quindi mi scuserete eventuali imprecisioni. Osservando alcuni lotti in asta da Elsen ho notato un fiorino con una armetta non particolarmente significativa ma che, non so perché, tra le altre ha attirato la mia attenzione. La descrizione della casa d'aste, probabilmente corretta, riporta l'individuazione di due "palme decussate", primo semestre 1331, Iacopo di Alberto Alberti. Mi aveva attirato il fatto che, a mia vista, non sembrano palme e avevo anche chiesto lumi in altra discussione circa la correttezza dell'attribuzione. Poi però la curiosità si è spostata sul nome dello zecchiere...riporto qui di seguito alcune foto per poi condividere la storia del personaggio, che sorprendentemente mi riporta in veneto e quindi nelle zone di mio interesse...
  4. prosegue la mia ricerca per le piastre medicee e in attesa di poter andare a roma vi chiedo se siete disponibili a pubblicare le vostre piastre medicee per accrescere ulteriormente il database di studio . Nessuna moneta sarà pubblicata o condivisa da altre parte , serve solo a una ricerca privata , grazie a tutti
  5. La prima raffigurazione iconografica della Fortezza di Livorno, apparve nel rovescio del Quarto di Tollero sotto la monetazione di Cosimo III nel 1683. Indicato come R2 in arg 920 e del peso di 6,2/6,9 grammi e del diametro di 25/26 millimetri. Al diritto vi é la raffigurazione del busto del Granduca Cosimo III coronato, mentre al rovescio, la Fortezza sopra la torre sinistra la bandiera e sopra centrale "FIDES" e sotto il basamento di essa la data 1683. (Allego foto di Monete passate su aste pubbliche)
  6. BUONGIORNO cari il mio studio sulle piastre medicee procede bene ed ho ho potuto analizare fino ad ora 800 esemplari circa , mi è venuto però un dubbio sulle piastre di cosimo I che sono ostinatissime a trovarsi , per ora ho analizzato 50 pazzi contro i 250 di cosimo III E ferdinando volevo chiederevi , non è che un po' tutti abbiamo sottostimato la loro rarità , sarei quasi intenzionato a considerare la rarita' minima R3 , voi che ne pensate ? spiegate anche i ragionamenti se possibile grazie
  7. Salve a tutti. Di recente mi sono trovato alle prese con una moneta della zecca di Firenze che di solito non rientra nei miei campi di interesse e per cui non ho neanche accesso alla principale bibliografia di settore. Mi rivolgo, dunque, ai più esperti su questo tipo di monetazione per richiedere gentilmente una più corretta classificazione del giulio in argento di prima serie senza data per Cosimo I de Medici duca di Firenze e Siena (secondo periodo: 1555-1569) che di seguito descrivo (proveniente da asta Varesi Aurora 12, lotto 44): D/ COS . MEDICES . FLOREN . ET SENAR . DVX II. Stemma mediceo con corona ducale. R/ IOA . B . PROT . E COS . CONS . S. Giovanni Battista e s. Cosimo in piedi a sinistra. All'esergo: DIVIS . Il peso è di 2,82 g. e il diametro di 28 mm. Il dubbio nasce confrontando la legenda di D/ di questo esemplare con quelle riportate nel CNI XII (unico testo a mia disposizione, purtroppo, per questo tipo di monetazione), le stesse pure presenti nella relativa scheda dedicata a questa tipologia sul catalogo del nostro Forum, poiché tra le varianti elencate nel CNI non sembra figurare tale legenda. Una veloce ricerca nel più recente mercato numismatico, effettuata tramite acsearch, non ha prodotto risultati da questo punto di vista. Mi chiedo quale possa essere la giusta classificazione del giulio in questione e il suo effettivo grado di rarità. Si tratta di una variante inedita per la legenda? Grazie a tutti per l'aiuto e i consigli.
  8. Buongiorno ragazzi come da titolo , sto cercando di fare una catalogazione apporfondita delle piastre medicee , so che i dottori Pucci e Ciabatti hanno trovato circa 850 pezzi , volevo sapere se qualcun altro aveva provato a fare una stima e abbia ottenuto risultati maggiori , per il momento ho iniziato con francesco de'medici e ho trovato una 70ina di pezzi diversi . urgerei anche di 2 consigli : per il momento ho consultato le aste pandolfini , ranieri , bolaffi varesi , nomisma e crippa , ho in programma di iniziare con kunker e nac a breve , conoscete altre case con molto materiale che potrei cercare ? DOMANDA 2 avete mai visto un 1578 ? ho trovato una 20ina di 75 e 30 85 ma niente 78 , è un errore di catalogazione o è estremamente raro? grazie in anticipo a chi parteciperà
  9. Salve. Mi piacerebbe creare una discussione inerente le varianti del Francescone del 1790. Sono completamente digiuno dell'argomento ma ho voglia di iniziare a conoscere ed approfondire questa nuova monetazione. Ringrazio in anticipo quelli che vorranno partecipare e condividere tondelli e informazioni.
  10. Buonasera a tutti. In un documento contabile fiorentino circa del 1370 trovo dei pagamenti contabilizzati in 'fiorini d'oro'. Dopo la contabilizzazione, le somme sono erogate ai beneficiari in 'fiorini' e basta. È dichiarato un cambio fra i 'fiorini d'oro' e 'fiorini' di poco piu di 1 a 3. Un 'fiorino' è suddiviso n 20 soldi, un soldo in 12 denari (lo si capisce dai calcoli). I pagamenti sono fatti a dei mercenari ungheresi. Non riesco a capire la differenza fra i 'fiorini d'oro' e i 'fiorini'. Qualche idea? Grazie in anticipo.
  11. Spero di fare cosa gradita, agli amici del forum, pubblicando anche qui la mia piccola ricerca su una moneta della Zecca di Firenze. Fatemi sapere cosa ne pensate. Saluti Marfir
  12. Il trattato di Firenze del 1557 e la successiva pace di Cateau-Cambrésis del 1559, che ponevano termine alla lunga guerra fra gli Asburgo e i Valois, videro, nella stesura dei nuovi confini degli Stati, la costituzione, su ex possedimenti della Repubblica di Siena, dello Stato dei Presìdi, una piccola entità territoriale comprendente Orbetello, Porto Ercole, Porto S. Stefano, Talamone e, dal 1603, Porto Longone (l’odierno Porto Azzurro dell’Isola d’Elba), che il re Filippo II di Spagna volle riservarsi per il controllo navale della costa tirrenica e per garantire approdi sicuri alle sue navi. Dominio diretto della corona spagnola, il piccolo Stato fu affidato per l’amministrazione al viceré di Napoli. Al periodo della dominazione spagnola si deve un forte sviluppo delle strutture e delle fortificazioni militari nel territorio sopravvissute fino ai nostri giorni. La dominazione spagnola fu interrotta nel trentennio 1707-1737, anni delle guerre di successione austriaca e polacca, che videro la momentanea sovranità austriaca. Quando Carlo di Borbone si impadronì del Regno di Napoli, anche i Presìdi passarono sotto la corona borbonica (1738), seguendone le sorti fino al 1801, anno dell’invasione napoleonica dell’Etruria. Il trattato di Versailles del 1815 sancì l’annessione dell’ex Stato dei Presìdi al Granducato di Toscana dei Lorena. Sotto Ferdinando IV di Borbone fu battuta l’unica monetazione destinata al piccolo dominio toscano. Essendo un territorio di limitate dimensioni, crocevia di commerci e di genti, al confine fra il Granducato e lo Stato Pontificio, vi circolavano monete di varie zecche e di diverse unità di misura, creando gran confusione e difficoltà nei ragguagli. Le monete napoletana e romana la facevano da padrone, la prima per ragioni politiche e finanziarie, in quanto moneta “ufficiale”, la seconda per gli scambi e i rapporti commerciali con gli abitanti delle viciniori province laziali di Roma e di Viterbo. La documentata circolazione di valuta genovese, spagnola, napoletana, toscana, pontificia è indice di un’intensa attività commerciale e produttiva in Orbetello e dintorni. Ma se il ducato romano e napoletano costituivano le monete di riferimento per il commercio all’ingrosso e gli affari finanziari, tra il popolino si faceva di conto con la lira toscana e i suoi derivati. I pezzi più piccoli (aliquote di soldi e denari) erano molto usati nella vendita al minuto di merci dell’uso quotidiano. Se ne deduce che questo settore fosse predominio dei mercanti toscani, con un fitto interscambio con i Presìdi fatto di esportazione di prodotti agricoli, legna, carbone, pesce fresco e salato. Per questi motivi a Napoli si ritenne opportuno battere i pezzi in rame per i Reali Presìdi secondo il sistema monetario toscano e non quello napoletano. Ferdinando IV di Borbone, in tre diverse emissioni (1782, 1791 e 1798) fece coniare questo quattrino del medesimo valore dell’ordinario in corso nel Regno, pari alla 400esima parte di un ducato. Nei tagli di quattro, due e un quattrino, i pesi erano dunque rispettivamente identici alle monete da un grano, da un tornese e da tre cavalli circolanti nel Regno di Napoli. La serie dei quattrini coniata per i Reali Presidi vede come costante al diritto dei tre nominali il profilo di Ferdinando IV di Borbone volto a destra, lungo il bordo l’iscrizione Ferdinando IV per grazia di Dio Re delle Due Sicilie e in basso la sigla P (1 e 2 quattrini) o B P (4 quattrini) quale firma dell’incisore Bernardo Perger per la serie del 1782, mentre la P o D P delle emissioni del 1791 e 1798 sono riferite ovviamente al figlio Domenico, essendo Bernardo morto nel 1786. Il rovescio presenta in alto la corona reale sovrastante la scritta REALI PRESIDII, il nominale QVATTRINI, il valore espresso in numeri romani inserito tra le cifre arabe dell’anno di emissione. Solo nei pezzi da 4 quattrini le iscrizioni del rovescio sono circondate da due rami di lauro legati in basso da un fiocco. Ai lati della corona compaiono le iniziali dei direttori della zecca: C. C. per il Cesare Coppola (emissioni del 1782) in carica fino al 1790; A. P. sono le iniziali di Antonio Planelli (emissioni del 1791) mentre la sigla R. C., impressa sui nominali del 1798, designa la Regia Corte, ovvero la monetazione battuta a benefizio della Corte ed in particolare della regina Maria Carolina. Particolari rarità di questa monetazione sono due esemplari di 4 quattrini 1782, l’uno ribattuto su una prova in rame del 6 ducati di Carlo III, attestato dal CNI, e l’altro ribattuto su un grano del 1719 di Carlo VI d’Asburgo, inedito e, infine, un esemplare di 4 quattrini 1798 ribattuto su un grano da 12 cavalli di Ferdinando IV (mai apparso).
  13. Buonasera, sulla scia di altre discussioni di moneta piccola di zecche Toscane, mi piacerebbe creare in questo post un bell'archivio di piccioli della Repubblica di Firenze. Partirei io con quello più vecchio in mio possesso acquistato di recente in un asta. Fiorino piccolo nuovo da 1 denaro 1260/1279 - MIR 77 D/ + FLORENTIA R/ + S ‘ IOHANNE · B · Ø 16,17 mm g. 0,63 Saluti Marfir
  14. Buonasera, vorrei proporvi alcune monete per vostra opinione su autenticità e stato di conservazione. La prima è questa dena del 1807, diametro 40,0 mm(però abbastanza variabile da 38,8 a 40,2) e peso 39,33 g. la greca sul bordo è abbastanza sbilenca e le scritte DIECI e LIRE sono scentrate rispetto allo spessore; è normale? grazie in anticipo per i vostri commenti
  15. mi sono spesso chiesto come si possa identificare questo tipo di monete?
  16. questa mezza dena mi lascia qualche dubbio di autenticità. pur non essendo affatto un esperto, mi sembra avere un tono grigiastro uniforme, la forma è irregolare (anche se vedo quella sul Gigante non sembra molto meglio da questo punto di vista) e la scritta CINQUE sul bordo è molto scentrata e parte è uscita dallo spessore della moneta. Misura (35,8 mm) e peso (19,51 g) sono cmq compatibili. cosa ne pensate? grazie in anticipo
  17. questo Francescone (41,5 mm e 27,1g) che credo e spero sia autentico (poi ditemi voi..), ha dei segni ben evidenti sul dritto e anche sul bordo. secondo voi, che stato di conservazione si potrebbe assumere? grazie
  18. questa moneta mi sembrerebbe autentica ma ha un'abrasione sul dritto che la attraversa da parte a parte a parte e ha quasi cancellato completamente la barba. secondo voi, che grado di conservazione si può assumere? grazie in anticipo a chi vorrà rispondere e commentare
  19. Salve, ho trovato questa medaglietta, credo sia alluminio. diametro mm 21, peso gr 1,1. Da un lato riporta la scritta S.Caterina da Siena, dall'altro Advocata Senensium. Di quale periodo può essere? E, visto che non riesco a trovarla in rete, è rara?
  20. Buongiorno, Un amico è in possesso di alcune banconote da 500 euro, con codice stamperia J001, indicato come raro in molti annunci di vendita: qualcuno sa indicarmi se si tratta di banconote rare?
  21. Buonasera, volevo segnalare che nel catalogo della Moneta nella sezione Zecca di Piombino alla monetazione di Niccolò Ludovisi manca completamente la Crazia. Chi può, oppure chi è in grado di farlo potrebbe aggiungerla a e cosi completare il catalogo. Allego la foto della mia che pultroppo è messa molto male. Materiale Mistura, peso 0.69gr e misura dai 13 ai 16mm. Ogni commento è ben accetto. @margheludo, @Lu.Giannoni, @Reale Presidio questa monetina proviene dalle vostre zone, cosa ne pensate della sua rarità reale? Grazie
  22. Chiedo aiuto per capire se è possibile identificare il segno di zecca e dare pace a una discussione tra amici che dura ormai da un po’ su questo denario piccolo , credo I serie . peso : 0,53 gr, d :13-14 mm grazie !
  23. Buon Giorno, intervengo, con il rischio di essere considerato pedante, in merito alla classificazione proposta per un fiorino offerto nella prossima asta CNG 504 di dicembre. Premetto che il periodo di coniazione del Fiorino in questione è fuori dal mio periodo specifico di studio, una coincidenza mi ha consentito di rilevare l’imprecisione. Nello stesso mese di dicembre avrà luogo l’asta Bolaffi 40 nella quale tra gli altri Fiorini è presente quello che mi ha fatto sorgere il dubbio. Il Fiorino imprecisamente classificato è questo (o meglio, per il quale non è stata approfondita sufficientemente la classificazione): Il problema è probabilmente legato a un refuso nella compilazione del MIR Firenze, può succedere, il segno viene correttamente descritto come stemma Uzzano, ma viene erroneamente collegato con Ubaldo Fetto Ubertini, Signore della Zecca per l’oro in altre occasioni ma estraneo a questa. Il Signore per l’oro è invece Niccolò di Giovanni da Uzzano. Nella descrizione della moneta era indicato solo il nome e non il riferimento allo stemma, la visione della moneta seguente, dove è possibile apprezzare lo stemma Ubertini: Correttamente attribuita a un esponente della famiglia Ubertini mi ha indotto a verificare. Presumo la cosa possa essere di interesse marginale per molti, in questo momento ho un po' di tempo da dedicare allo studio. I refusi nei testi anche più curati sono sempre possibili, presumo saranno oggetto di correzione in una possibile prossima edizione. Cordialità
  24. Queste due monete sono di un mio amico, lo chiamiamo con il soprannome "fratello marea" in cinese.
  25. Zenzero

    Toscana Tessera Pisa?

    Buonasera, c'è nessuno che riesce a darmi informazioni su questa tessera? Vista la croce io l'avrei associata a Pisa. Il suo peso è di gr 4.05 . Grazie

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