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R-R

SAVOIA Un nuovo e insolito caso....

Risposte migliori

R-R

Carissimi amici,

oggi vi voglio sottoporre un insolito "caso"...

qualche tempo fa......non tanto tanto.....ho acquisito una piccola collezione di monete riguardanti la Sardegna...fra le quali vi era questo esemplere da 1/2 scudo di vittorio Amedeo III per la Sardegna....

2h55v9d.jpg

30svdyp.jpg

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R-R

la moneta subito appare molto circolata...con numerose pecche...compresa una sfogliatura di metallo su diritto.....

quando un amico mi ha chiesto di cederla...visto che era un po' malconcia...ma costava poco.....gli ho dato uno sguardo un po' piu' approfondito.....e controllando il bordo.......

kbrrqo.jpg

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R-R

mi sono accorto che la moneta e' realizzata con due sottili lamine esterne d'argento che all'interno contengono un altro materiale..quindi ho dedotto si trattasse di un falso d'epoca;

un falso , pero', molto ben fatto....anzi troppo ben fatto!!!

eccolo accanto ad una moneta della stessa data originale...

foqfpi.jpg

feiiir.jpg

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R-R

un conio falso cosi' ben fatto....gia' da allora?? oppure.....ma dove e' stato realizzato questo falso?? cosi' ben fatto?? :nea:

gia' con le monete romane....a volte capitava che alcuni denarini cosi' coniati (suberati) a volta erano fatti...per risparmiare argento, dagli enti emittenti stessi.....non e' che per fregare i poveri sardi.........

cosa ne pensate?

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piergi00

Questo esemplare sicuramente interessa all' amico Biagio Ingrao....

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niko

Interessante notizia. Grazie RR :)

In effetti le impronte sono ben fatte e definite. Per me si potrebbe parlare di "suberato", magari successivo all'emissione iniziale.

Carlo Emanuele IV riparò in Sardegna in seguito alla bufera napoleonica (febbraio 1799), unico territorio rimastogli dopo il 6 dicembre 1798.

L'unica emissione "sarda" di questo sovrano si riferisce alla moneta da 1 reale, in Ag 500. Non esistono monete di taglio superiore. Non faccio quindi fatica a credere che si sia fatto ricorso ai coni di VAIII, in caso di necessità.

N.

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marmo87

L'impressione che ho avuto guardandolo sott'occhio è che si trattasse di un prodotto della zecca.

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dux-sab

puoi dirci la differenza di peso fra i due?

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niko

puoi dirci la differenza di peso fra i due?

vero, sarebbe interessante :)

N.

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renato

...non è sicuramente un lavoro semplice quello di realizzare dei tondelli di questo genere, con un'anima di metallo povero!

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R-R

peso...piu' o meno simile...entro la norma !!

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dux-sab

se puoi dirci di preciso il peso ,grazie. potresti aver scoperto una bella truffa.

Modificato da dux-sab

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R-R

scusate...mi sono confuso.....

11,55 quello originale.......9,51 il falso....

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R-R

al quale pero'...manca un po' di materiale...sulla parte sfogliata......anche se mi sembra un po troppo...

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carledo49

Come già ti dissi.....potrebbe essere una "truffa di stato". Magari lo stato, in quel periodo era..... un po' a corto di argento ed è ricorso a questo stratagemma. Tanto la circolazione era per i soliti imbecilli sardi, rozzi ed ignoranti. Le due lamine, per me, sono uscite dalla zecca, nessun falso d'epoca.

Carlo

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cembruno5500
Supporter

e non può essere lo zecchiere?

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angelonidaniele

e non può essere lo zecchiere?

certo che si ne combinavano di tutti i colori qualcuno lo hanno pure accoppato :rofl:

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savoiardo
Supporter

... concordo.... falso di zecca, secondo me anche senza l'approvazione del regnante...

fissare le due lamine di argento sopra un tondello di metallo vile è facile per qualcuno che lavorava in zecca, anche il fatto che il bordo sia ornato facilitava la cosa.... pensate che guadagno c'era su una certa quantità...mi pare sia il primo di cui sento parlare però...!!!

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rick2

ho delle domande

1) le bollicine che si vedono nel falso d epoca sono da usura o sono segni di una colata di fusione ?

2) i conii in questo periodo son tutti uguali perche` prodotti in serie o sono ancora incisi a mano e ci sono differenze di conio note ?

3) e` battuta ?

il peso per me si discosta troppo , qui non stiam parlando di antoniniani di gallieno che vanno dagli 1 ai 6 grammi ma di una monetazione il cui peso si discostava di pochi milligrammi per esemplare.

per quanto riguarda i suberati romani questi avevano una piccola lamina di argento non spessa come questa.

qui mi pare ci sia l 70% di lega d argento e il 30 di anima di rame , in un suberato avete 20% circa di argento e 80% di rame

per mantenere la dimensione e` facile che ci sia un anima di rame e una lega con titolo di argento ridotto.

comunque per me e` un falso di una zecca clandestina (molto molto ben fatto) e non un prodotto della zecca . se poi mi dite che ci son varianti di conio allora cambio idea

se volete vedere dei suberati romani guardate nelle mie discussioni che ne ho postati diversi , dalla repubblica alla meta` del III secolo

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niko

il peso per me si discosta troppo , qui non stiam parlando di antoniniani di gallieno che vanno dagli 1 ai 6 grammi ma di una monetazione il cui peso si discostava di pochi milligrammi per esemplare.

per quanto riguarda i suberati romani questi avevano una piccola lamina di argento non spessa come questa.

qui mi pare ci sia l 70% di lega d argento e il 30 di anima di rame , in un suberato avete 20% circa di argento e 80% di rame

milligrammi mi sembra esagerato. Facciamo decigrammi e non se ne parla più.

La conoscenza della composizione di una lega è difficoltosa dal vivo, vorrei sapere quali doti ti permettono di affermare con tale sicurezza quanto dici.

Non sono nemmeno sicuro che la moneta sia stata ottenuta per fusione, credo più ad una coniazione, ma su questo, potrei sbagliarmi. Aspetto il responso di RR.

Saluti,

N.

Modificato da niko

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R-R

la moneta e' indubbiamente coniata, le lamine esterne sono molto sottili...non penso siano il 70% della moneta....ma penso molto meno....chiaramente sul bordo non si vede bene lo spessore delle lamine esterne, poiche' dovevano avvolgere tutto il bordo, e dopo una abbondante usura, in alcuni punti e' saltato fuori il "non argento" sul bordo....per quanto riguarda l'accostamento ai denari suberati, era solo un esempio per far capire la struttura di questa moneta; io non conosco le tecniche di "assemblaggio" e coniazione....posso anche anche affermare che anche di monete opriginali , della stessa data, ci sono sicuramente diversi coni, con piccole differenze anche di monete della stessa data; ricordo un esame di un mezzo scudi di Carlo Emanuele III del 1771....con almeno 3 differenti coni, dove si possono immediatamente notare dai differenti caratteri dei numeri " 1" della data...di cui troviamo appunto 3 1 con caratteristiche differenti

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BRIK

Sarebbe bello sapere se ci siano circostanze simili a questa interessante moneta,anche di un'altra zecca, in parole povere, l'esistenza una moneta con la presenza di questa lamina (rame?), forse era una tecnica usata anche altrove?e per quale motivo?

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Matteo91

se fosse un falso di zecca, dunque presumo prodotti in serie per avere un certo guadagno, non dovrebbero essere noti altri esemplari? Credo sia lo stesso dubbio sorto a savoiardo..

In fondo mi pare di capire che basti pesarle per accorgersi della differenza e sospettare il falso.

Premetto che parlo da estraneo alla monetazione in questione: che potere d'acquisto aveva la moneta?

Credo sia più probabile che lo stato falsifichi monete "spicciole" piuttosto che con alto potere d'acquisto.. ma è solo un mio personalissimo pensiero :-)

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niko

la moneta e' indubbiamente coniata, le lamine esterne sono molto sottili...non penso siano il 70% della moneta....ma penso molto meno....chiaramente sul bordo non si vede bene lo spessore delle lamine esterne, poiche' dovevano avvolgere tutto il bordo, e dopo una abbondante usura, in alcuni punti e' saltato fuori il "non argento" sul bordo....per quanto riguarda l'accostamento ai denari suberati, era solo un esempio per far capire la struttura di questa moneta; io non conosco le tecniche di "assemblaggio" e coniazione....posso anche anche affermare che anche di monete opriginali , della stessa data, ci sono sicuramente diversi coni, con piccole differenze anche di monete della stessa data; ricordo un esame di un mezzo scudi di Carlo Emanuele III del 1771....con almeno 3 differenti coni, dove si possono immediatamente notare dai differenti caratteri dei numeri " 1" della data...di cui troviamo appunto 3 1 con caratteristiche differenti

3 coni in fondo non sono molti.

L'introduzione della coniazione meccanica (con VAII) ha permesso una notevole semplificazione della tecnica monetaria sabauda e una notevole riduzione di varianti rispetto a quanto avveniva con la moneta battuta.

Grazie RR per le conferme :)

Interessante anche il pensiero di Matteo91. Cavalco l'onda: non esistono altri esemplari noti?

Probabilmente la lamina in Ag è abbastanza spessa da sopportare l'usura e non lasciar trasparire il rame. A mio parere potrebbero esserci altri esemplari, ma l'usura insolita di questo esemplare ha fatto si che l'anima in rame affiorasse. (Sarebbe cmq un guadagno sulle grandi produzioni, per un paio di falsi sono sicuro che la lamina in Ag risulterebbe molto meno spessa)

N.

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rick2

e` un problema di densita

se tu usi una lega d argento per ottenere un certo peso ottieni anche un certo volume e dimensione

un falso fatto in materiale differente per avere lo stesso peso deve per forza avere volume differente quindi a parita` di dimensioni deve per forza cambiare lo spessore

per quello che i falsi di rame sono piu` leggeri di uno d argento oppure piu` spessi e per lo stesso motivo mi e` capitato di vedere falsi di monete d oro fatti con argento (o con platino)

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