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ART

L'Euro di San Marino diventerà comunitario?

Risposte migliori

ART

Oggi gli Euro di San Marino, Vaticano e Monaco (e in futuro anche quelli di Andorra) sono per così dire "mezzi europei", in quanto rappresentano la valuta Euro e circolano in tutta l'eurozona, ma sono emessi da paesi che non fanno parte dell'UE.

Però...

nel 2011 si sarebbe dovuto svolgere a San Marino un referendum consultivo sull'ingresso nell'UE, che fu bloccato dal governo sammarinese a cui l'idea non andava a genio. Dato che stando ai sondaggi la maggioranza della popolazione è favorevole il Comitato promotore non ne ha mai voluto sapere di abbandonare il progetto ed è andato avanti come bulldozer con nuove mobilitazioni della popolazione. Dopo il referendum sono state proposte un’istanza d’Arengo (richiesta popolare ai nuovi Capitani reggenti che salgono in carica) e un progetto di legge d'iniziativa popolare, entrambi bocciati, poi è stato ritenuto ammissibile un nuovo referendum e si è cominciato a raccogliere di nuovo le firme.

Ci sarà quindi un nuovo referendum in data non ancora fissata, comunque questa primavera o estate.

Ad ogni modo la faccenda sembra complicata, perchè alla fine del 2012 la Commissione europea ha dato un parere ufficiale sulla questione: ha detto che l'adesione non è preclusa di principio ma l'ingresso in UE di paesi piccoli come San Marino sarebbe problematico per la Comunità, che non aveva mai considerato un caso come l'adesione di micro-stati e non si è quindi mai data gli strumenti adatti ad accoglierne. Perciò ha consigliato a San Marino di fare richiesta d'ingresso nello SEE ( http://it.wikipedia.org/wiki/Spazio_economico_europeo ). Il governo, contento di ciò, ha usato il parere della Commissione per cercare di scoraggiare il Comitato promotore... ma in aiuto indiretto del Comitato è arrivata la Norvegia, membro dello SEE, che ai primi di questo mese si è detta contraria all'allargamento dello spazio ad altri micro-stati nonostante il Liechtenstein ne faccia già parte.

Anche ad Andorra c'è da tempo una discussione sull'ingresso in UE, ma per ora è solo un discorso teorico a cui il partito del governo in carica si dice contrario e quello all'opposizione favorevole.

Vi piacerebbe che l'Euro di San Marino diventasse completamente europeo? icon_lol.gif

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Luca Tecnorete

Lussemburgo non possiamo considerarlo sempre Micro stato?

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MEDUSA51

Per noi cambierebbe poco o nulla, nel senso che le monete ci sono dal 2002, per loro invece cambierebbero molte cose a livello normativo, per la verità non sapevo che avessero intenzione di entrare nell'UE a tutti gli effetti, sono sorpreso di saperlo, parecchio anche...........

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Ciccio 86

Beh certo, Malta e Cipro ( la metà non turca ), giganti non sono è .. Economicamente non so cosa cambierebbe ma per il resto sarebbe carino avere anche San Marino nella grande famiglia europea..

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luke_idk
Supporter

Non ci sono gli strumenti? Li facciano! Non può esistere una preclusione assoluta all'ingresso dei piccoli paesi. Che, poi, si adeguino alla normativa comunitaria, è tutto un altro paio di maniche... E che, alcuni di essi, si democratizzino davvero, anche...

Bisognerà anche migliorare il sistema di equilibrio fra paesi grandi e piccoli. Un sistema simile esiste già, ma preferirei due camere elette a suffragio universale. La prima con numero di seggi proporzionali alla popolazione (Germania 82, Francia 65, UK 62, Italia 61... fino ai vari Cipro, Lussemburgo, Malta con un solo seggio). La seconda con un seggio per paese. Ponendo una poco probabile spaccatura a livello "nazionale", i primi 5 paesi, anche se conocordi, non possono decidere per tutti, ma neppure gli altri 22 che rappresentano meno del 50% della popolazione. Non è troppo diverso da adesso, ma suffragio universale e potere legislativo mi sembrerebbero due cambiamenti mica da poco...

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SOROMEED

Per noi cambierebbe poco o nulla, nel senso che le monete ci sono dal 2002, per loro invece cambierebbero molte cose a livello normativo, per la verità non sapevo che avessero intenzione di entrare nell'UE a tutti gli effetti, sono sorpreso di saperlo, parecchio anche...........

Sono molto sorpreso anche io, penso che avrebbero più grane da risolvere che vantaggi dal fare una cosa del genere...

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favaldar

Dovrebbe accadere appunto perchè queste loro leggi "permissive" gli si stanno ritorcendo contro. Prima erano solo i grandi miliardari ad usufruire dei loro benefici ora anche il modesto borghese cerca di portare il suo gruzzolo in questi Paesi per non pagare le esose tasse Europee quindi gli enormi controlli che danno fastidio ai più grandi costretti a spostarsi fuori Europa allora tanto vale adeguarsi e dare un taglio all'invasione dei piccoli. :help:

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ART

Lussemburgo non possiamo considerarlo sempre Micro stato?

Come territorio ci potrebbe anche stare, ma non tanto come popolazione.

Beh certo, Malta e Cipro ( la metà non turca ), giganti non sono

In effetti Malta viene spesso considerata un "quasi micro-stato" se non un micro-stato vero e proprio. La situazione di Cipro è più complessa, in quanto la parte nord è riconosciuta da tutti (tranne solo la Turchia) come territorio cipriota occupato militarmente, quindi ufficialmente Cipro è composto anche dalla parte nord.

Non ci sono gli strumenti? Li facciano! Non può esistere una preclusione assoluta all'ingresso dei piccoli paesi. Che, poi, si adeguino alla normativa comunitaria, è tutto un altro paio di maniche... E che, alcuni di essi, si democratizzino davvero, anche...

La questione non è mica così semplice. Ad esempio, tu te lo immagini uno stato di 30.000 abitanti che mette veti in Consiglio europeo? Credo che più di qualcuno non accetterebbe una cosa simile.

Fra le ipotesi che circolavano prima del referendum del 2011 c'era quella di affidare la rappresentanza di San Marino all'Italia, tanto per capirci di che problemi si pongono.

Sono molto sorpreso anche io, penso che avrebbero più grane da risolvere che vantaggi dal fare una cosa del genere...

Una volta in regola con l'acquis comunitario di grane ce ne sarebbero ben poche a parte che si dovrebbe studiare un modo per rappresentare uno stato così piccolo.

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luke_idk
Supporter

La questione non è mica così semplice. Ad esempio, tu te lo immagini uno stato di 30.000 abitanti che mette veti in Consiglio europeo? Credo che più di qualcuno non accetterebbe una cosa simile.

Appunto. Io sono proprio contrario all'esistenza del Consiglio Europeo, come è strutturato oggi. Ho espresso sopra il mio pensiero. San Marino avrebbe un seggio in entrambe le camere, nulla più e nulla meno. In una camera conterebbe quanto l'Italia, nell'altra 1/60.

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ART
Ci sarà quindi un nuovo referendum

E' stato fissato per la seconda metà di ottobre.

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4mori

Questo cambierebbe le cose, se è vero che anche San Marino entrasse nell'UE allora non avrebbe più l'Euro in funzione di trattati tra lo Stato e la stessa Europa ma diventerebbe paese membro ed il cambiamento sarebbe non tanto sulle emissioni di monete comuni o commemorative in metalli preziosi, ma sulle emissioni dei 2 euro CC visto che per ora sono esclusi dalla doppia emissione i ministati perche non facenti parte dell'UE e quindi possono emettre solo una CC all'anno, così invece anche San Marino potrebbe emettre 2 CC da 2 euro all'anno.

I costi lievitano sempre più, ma in compenso ne guadagnera la collezione con l'emissione di una nuova CC per il futuro.

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SOROMEED

E' stato fissato per la seconda metà di ottobre.

Secondo me avrà esito negativo, ma stiamo a vedere.

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ART

Per la precisione sarà il 20 ottobre.

L'esito è tutto da vedere, dato che all'annullamento del precedente referendum i si erano quasi al 70%.

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cr1c3t0

Per la precisione sarà il 20 ottobre.

L'esito è tutto da vedere, dato che all'annullamento del precedente referendum i si erano quasi al 70%.

Secondo me lo bloccheranno ancora con qualche scusa

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ART

E' difficile che lo blocchino adesso che i Capitani reggenti l'hanno accettato, ma comunque è un referendum propositivo.

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Ecco il quesito che sarà scritto sulla scheda:


“La Repubblica favorisce l’integrazione politica, economica, culturale e sociale della popolazione residente sul proprio Territorio nell’Unione Europea, condivide i principi e le finalità del Trattato istitutivo dell’Unione ed aspira ad acquisire la cittadinanza dell’Unione per i propri cittadini.

La Repubblica, giudicando il proprio ordinamento conforme ai requisiti fissati dal Trattato dell’Unione Europea, avvia la procedura di adesione all’Unione Europea.

Il Governo, in nome e per conto della Repubblica, è tenuto ad adempiere alle formalità di istruttoria e di negoziazione, previste dal Trattato dell’Unione, al fine di dare esecuzione in tempi ragionevolmente brevi al completamento della suddetta procedura per l’adesione.

La legge dovrà fissare un termine brevissimo entro il quale la domanda di adesione all’Unione Europea dovrà essere inoltrata.

L’adesione della Repubblica all’Unione Europea potrà essere perfezionata esclusivamente dopo essere stata approvata dai cittadini tramite referendum confermativo di iniziativa consiliare a norma dell’art. 29 della legge 28 novembre 1994 n. 101.

Volete Voi che sia adottata una legge contenente i sopra indicati principi e criteri direttivi?"

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ART

http://www.smtvsanmarino.sm/politica/2013/09/19/tutte-forze-politiche-si-sono-schierate-circa-referendum-sull-europa

Tutte le forze politiche si sono schierate circa il referendum sull'Europa

Sono state riunite attorno ad uno stesso tavolo ieri sera a Domagnano dal Comitato promotore del referendum propositivo per la richiesta di adesione all'Unione Europea. La Dc ha annunciato che voterà scheda bianca, il movimento Rete si è schierato per il NO, mentre Upr, Partito Socialista, Civico 10, Sinistra Unita e Psd hanno annunciato che voteranno SI. Più indecisa Alleanza Popolare, che chiarirà la propria posizione lunedì, ma ha aggiunto di essere d'accordo col percorso intrapreso finora da San Marino, con la trattativa aperta con altri micro Stati per un ruolo ad hoc all'interno dell'Unione. Soddisfatto per l'esito della serata il comitato promotore, che nei prossimi giorni organizzerà un'altra serata per aprire il dialogo col pubblico, ieri non previsto: l'unico a prendere la parola è stato un rappresentante del Comitato contrario.
giovedì 19 settembre 2013

________________________________________________________

Queste le posizioni ufficiali dei due principali partiti di San Marino:

http://www.sanmarinonotizie.com/?p=77088

Incontro sezioni PDCS sul referendum sull’adesione all’Europa


Un piccolo Stato come San Marino ha bisogno di ampie relazioni per poter crescere. La possibilità di una maggiore integrazione che ci ha offerto la Comunità Europea, e che è stata intrapresa dal Governo, è un obiettivo che non possiamo mancare. Ma, maggiore integrazione, non significa necessariamente adesione. Questa via privilegiata di integrazione, offerta dall’Europa stessa a San Marino, Monaco ed Andorra, per ampliarne le opportunità commerciali, economico-finanziarie e progettuali, e che prevede la salvaguardia delle peculiarità proprie dei Piccoli Stati, è volta a cercare una nuova forma di associazione, diversa dall’adesione, ritenuta difficilmente praticabile dalla stessa Unione Europea. Una via sulla quale San Marino è capofila determinante nella trattativa per l’accordo.

Di fronte a questa possibilità, il quesito referendario non c’entra l’obiettivo, perché scegliere SI o NO rischia di interrompere questo percorso virtuoso in atto.

Scegliere SI, infatti, direbbe all’Europa che tutto il lavoro diplomatico e normativo che è stato fatto finora era uno “scherzo”, quindi che San Marino “di colpo” è disposta ad accettare quegli adeguamenti agli standard comunitari che sono fatti per i grandi Stati europei e che prevederebbero aggiornamenti costituzionali e normativi, ma soprattutto risorse finanziarie e costi amministrativi sproporzionati alle nostre possibilità e alla nostra storia.

Scegliere NO, invece, manderebbe come segnale all’Europa che non ci interessa un rapporto reale e proficuo con Essa, e neppure un’adeguata rappresentatività. Tutt’altro che la verità, visto il lavoro congiunto fatto in questi anni, che suonerebbe come un vero e proprio sberleffo diplomatico.

Queste valutazioni hanno trovato ampi consensi nell’incontro proposto dal Partito Democratico Cristiano Sammarinese con i propri iscritti, sul prossimo Referendum, tenutosi ieri sera a Murata, e richiesto dalle Sezioni di Borgo Maggiore, Città e Murata.

Per tale ragione, è apparsa come la più ragionevole la posizione avanzata dalla Dirigenza del PDCS di votare SCHEDA BIANCA, come modalità concreta con la quale affrontare seriamente il Referendum e, nell’stesso tempo, non frapporre ostacoli al cammino intrapreso.

SCHEDA BIANCA, dunque, per continuare il percorso di integrazione già in atto, frutto di un intenso lavoro di relazioni che da anni il nostro Governo sta costruendo assieme ad altri piccoli Stati, territorialmente integrati in Europa. Perché interrompere quello che, con fatica, pazienza e coraggio si sta costruendo, non fa bene a San Marino, al suo sviluppo e ad una piena e dignitosa integrazione. Perciò, il 20 ottobre,

VOTARE BENE È NON SCEGLIERE SI O NO. RITIRA LA SCHEDA E LASCIALA IN BIANCO

http://www.giornale.sm/san-marino-referendum-europa-della-balda-psm-contro-il-no-chiude-tutte-le-strade-24807/

San Marino. Referendum Europa, Della Balda (Psm) contro il ‘no’: chiude tutte le strade


Per oltre 20 anni mi sono battuto per l’adesione all’Unione Europea, prima in Consiglio, poi nel Paese e sulla stampa, per cui il mio SI è scontato anche se ho riserve sulla tempistica del referendum. Infatti, a mio parere, il governo doveva sviluppare una serrata trattativa con l’Europa per conoscere costi, benefici e deroghe, al fine di sottoporre la scelta a cittadini bene informati e consapevoli con un referendum popolare. Ho l’impressione che su questo referendum gravi un grande equivoco nel senso che molti pensano che si decida se entrare o non entrare nell’Unione Europea. Non è così! Non si sa neppure se la UE è favorevole alla nostra entrata ed eventualmente a quali condizioni. I promotori del SI chiedono che il governo si rivolga alla UE con una domanda di adesione che aprirebbe una trattativa che sarebbe comunque lunga e difficile. I promotori del NO invocano una sovranità e una indipendenza millenaria che esiste solo nella favola che ci hanno sempre raccontato. In realtà, procedendo con questi governi irresponsabili e immorali, potremo scegliere solo tra protettorato italiano e comunello appenninico. Se lo consentiranno.
Penso peraltro che il NO sia influenzato dalle difficoltà economiche dovute alla debolezza della costruzione europea e alla sua gestione conservatrice, neoliberista e nazionalistica che ha portato la UE a mettere l’economia al di sopra della politica. Inoltre l’ideologia dell’austerità e la struttura tecnocratica hanno ostacolato la ripresa economica e l’occupazione diffondendo forti malumori nell’opinione pubblica. Infine la mancanza di solidarietà sui debiti statali e di una forte azione contro le forze speculative del mercato hanno aumentato le file degli antieuropeisti.
E’ evidente che l’Europa va profondamente cambiata impedendo le azioni per il taglio della spesa sociale, rinunciando ai suoi dogmi monetari, instaurando una solidarietà attiva attraverso il primato della politica e un governo europeo che sia espressione dei popoli e soggetto internazionale nella globalizzazione.
Ai promotori del NO dico che l’Europa non è una minaccia e che è infinitamente meglio essere nell’Unione Europea che diventare un comune italiano o un insignificante protettorato amministrato da un Commissario e da un Vescovo.
IL SI APRE UNA STRADA NUOVA; IL NO LE CHIUDE TUTTE.
Emilio Della Balda

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ART

Quorum non raggiunto, anche per l'altro referendum contemporaneo sulla rivalutazione delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti.

SI 50,28%
NO 49,72%

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@ndy92

Praticamente pari i favorevoli e i contrari. Ma quindi a questo punto che cosa non cambia? Se ho capito bene non era un referendum per entrare direttamente a far parte dell'UE.

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ART

Non cambia che a questo punto il governo non è tenuto ad iniziare i negoziati d'ingresso con l'UE, il referendum era per avviarli.

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sagida

Quorum non raggiunto, anche per l'altro referendum contemporaneo sulla rivalutazione delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti.

SI 50,28%

NO 49,72%

Sai per caso in cosa consisteva il referendum per la rivalutazione delle retribuzioni dei lavoratori?

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ART

Si proponeva un aumento obbligatorio degli stipendi da parte del datore di lavoro, sia pubblico che privato e solo al rinnovo dei contratti, per adeguarli all'inflazione.

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Arciduca

quorum non raggiunto? Hanno fatto benissimo!

Entrarre nell'UE sarebbe stato un suicidio. Poi guarda caso il referendum si presentava insieme a quello sull'aumento obbligatorio degli stipendi: della forza lavorativa in S.Marino, qual'è la percentuale di dipendenti e quale quella di imprenditori?

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luke_idk
Supporter

Bene, io proporrei di trattarli da extracomunitari allora...

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ART

quorum non raggiunto? Hanno fatto benissimo!

Entrarre nell'UE sarebbe stato un suicidio.

Netti come sempre, non ci sono vie di mezzo: nientemeno che un siucidio... ma chissà come mai fuori dall'UE c'è una fila di paesi che fanno a cazzotti per chi dev'essere il prossimo ad entrare: evidentemente sono tutti suonati come campane, dalle spiccate tendenze masochiste, e non vedono l'ora di schiattare entrando in Europa.

A San Marino sempre più persone si rendono conto che il vero suicidio invece è rimanere fuori dall'UE. Il perchè non è molto difficile da capire, accennato anche da chi ha fatto pressioni per l'inizio delle trattative: la concezione di San Marino come "isola felice" che si sollazza guardando tutti dall'alto e fregandosene del resto del mondo è una romantica favoletta a cui a qualcuno farà comodo credere... ma la realtà è diversa. San Marino ha conosciuto una crisi pesantissima, è stata criticata non senza torti per le sue pratiche fiscali discutibili, è penetrata dalla mafia. E' già molto inserita nel sistema europeo e interdipendente con la Comunità europea (libera circolazione anche se non a livello Schengen, uso dell'Euro, commercio in maggioranza con l'UE), ma non facendo parte dell'UE non ha voce in capitolo nella gestione degli affari europei comuni che giocoforza riguardano anche loro. Non a caso oggi in molti, non saranno la maggioranza ma comunque in molti, vogliono quanto fino a un decennio fa era da tutti ritenuto impensabile.

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