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eligio

Ritrovamenti monetari in Piemonte (secc. XII-XIV)

Risposte migliori

eligio

Ciao a tutti,

a corredo di un paper in preparazione sto cercando di raccogliere i dati minimali dei ritrovamenti monetari (ripostigli, rinvenimenti singoli e sporadici) avvenuti in Piemonte con un epoca di deposizione/occultamento riferibile al periodo che va dalla metà del XII secolo circa alla fine del XIV.

Il mio interesse principale è relativo alla parte meridionale della regione, indicativamente definita dalle attuali province di Alessandria, Asti e Cuneo, ma qualsiasi riferimento alle restanti province è parimenti apprezzato.

Mi bastano informazioni di base, come la segnalazione bibliografica ed eventualmente una piccola descrizione dei materiali, secondo i canoni abiutali con cui vengono presentati i ritrovamenti.

Al momento, al di fuori del censimento numismatico del Comune di Cherasco (pubblicato sui Quaderni del Museo di Cherasco nel 1998), due monete sporadiche di Genova e Saint-Rémy-de-Provence trovate a tagliolo Monferrato (AL) e una moneta in tomba di Aimone di Savoia ad Alessandria non sono riuscito a trovare notizie pubblicate di altri materiali. Un'ulteriore (e non meglio precisata) moneta "basso medievale" è emersa infine a Moncalieri, ma sono in attesa di verificare il dato.

Qualcuno ha i "Quaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte"?

Grazie a tutti della collaborazione.


E.

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adolfos

Buonasera eligio.

Purtroppo, come ben saprai, il discorso riguardo il repertorio dei ritrovamenti monetari riguardo il Basso Medioevo è alquanto spinoso contrariamente a quello che si riferisce all'Alto Medioevo (cfr. Arslan). Le segnalazioni generalmente sono sparse in miriadi di pubblicazioni anche di difficile reperimento. Ultimamente lo abbiamo constatato personalmente durante una ricerca di notizie riguardo uno studio sul provisino romano da noi intrapreso. Ebbene, abbiamo speso più tempo impegnati in questo tipo di indagine che per tutto il resto. E' auspicabile che presto questa lacuna venga colmata in qualche modo.

Spero che che qualche amico ti possa aiutare, comunque. Auguri per il tuo futuro lavoro numismatico.

Saluti

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eligio

Caro Adolfos, purtroppo di questo problema sono (tristemente) consapevole. Proprio per questa difficoltà a raccogliere i dati ho provato a lanciare un appello ai forumisti, nel caso qualcuno avesse occasionalmente memoria di qualche segnalazione, o disponesse dei volumi che la Soprintendenza pubblica con i risultati di attività archeologiche sul territorio. Quei quattro-ritrovamenti-quattro che ho indicato sono il risultato di una prima ricognizione che ho condotto un paio di mesi fa, e che adesso sto cercando di integrare.

Alla dispersione delle fonti si somma in molte situazioni l'assenza delle pubblicazioni stesse. So di diversi dati di scavo che sono ancora in attesa di essere pubblicati, così pure come notizie di ritrovamenti che però restano comunicazioni verbali non confermate.

Il lavoro di Arslan è encomiabile, come encomiabile è la tua ricerca dei dati dei ritrovamenti sui provisini e qualsiasi altra opera di raccolta di simili informazioni. So di persone che hanno archivi privati abbastanza dettagliati, ma senza una fruizione da parte della collettività si tratta di un lavoro destinato a rimanere parziale.

Spesso i dati non mancano, il problema si riduce principalmente a una fastidiosa dispersione che complica parecchio il lavoro di un ricercatore. Ma per la specifica realtà piemontese sto riscontrando addirittura una mancanza assoluta di pubblicazioni.

Ringrazio tutti quelli che potranno fornire qui anche un solo contributo. Voglio comunque anticipare, come avevo già discusso estemporaneamente in un altro thread, che su questo problema della disomogeneità e dispersione dei dati si sta lavorando, anche se molto nell'ombra. La mia speranza è che nella seconda metà nell'anno (o più probabilmente dopo l'estate) si veda qualcosa di concreto.

E.

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gaff977

Ciao Eligio, non è il mio campo, ti direi di consultare le RIN, ma credo che tu l'abbia già fatto. Non saprei come esserti utile...

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eligio

Ciao Eligio, non è il mio campo, ti direi di consultare le RIN, ma credo che tu l'abbia già fatto. Non saprei come esserti utile...

Ho già consultato tutta la letteratura numismatica tradizionale, molta di quella meno tradizionale (pubblicazioni locali, bollettini dei gruppi archeologici). Mi è rimasto il passaparola.

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EffePi

Ciao Eligio,

i due ritrovamenti di Tagliolo immagino siano quelli del Monastero di Bano, da poco pubblicati vero?

Saluti,

EffePi

Modificato da EffePi

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eligio

Ciao Eligio,

i due ritrovamenti di Tagliolo immagino siano quelli del Monastero di Bano, da poco pubblicati vero?

Saluti,

EffePi

Sì, confermo: il double coronat di Carlo II d'Anjou e la mezzaglia di Genova di fine Duecento, più una terza illeggibile.

Il libro è uscito a dicembre, l'hanno presentato il 14 proprio al comune di Tagliolo.

E.

Modificato da eligio

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EffePi

Si si conosco le monete e lo scavo per avervi partecipato.... Purtroppo ci sono altri ritrovamenti in zona ma come spesso accade nulla di pubblicato... Almeno per ora :-)

Saluti

EffePi

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eligio

Si si conosco le monete e lo scavo per avervi partecipato.... Purtroppo ci sono altri ritrovamenti in zona ma come spesso accade nulla di pubblicato... Almeno per ora :-) Saluti EffePi

Bene, mi fa piacere che tu sia stato uno di quelli che ha lavorato al monastero. A tempo perso sto leggendo i saggi, è una realtà molto interessante, che ha non poche affinità con alcune realtà della mia zona (e io non sono piemontese).

Comunque se sai di ritrovamenti in zona, anche se ancora da pubblicare, mi farebbe piacere che ne dessi visibilità, nelle forme che tu riterrai opportune. Come scrivevo, sto preparando gli atti di un convegno e sto cercando riscontri oggettivi a un modello di circolazione monetaria che mi sono costruito. Nel caso, se hai timori di riservatezza e/o vuoi discuterne con tranquillità, mandami pure un MP.

E.

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EffePi

Mah guarda, nessun problema di riservatezza, ci mancherebbe, purtroppo però con il non pubblicato non è che si possa essere troppo precisi... fino a qualche anno fa provavo a mantenermi con l'archeologia (lavorando molto spesso in basso piemonte/alessandrino) e in molti scavi/assistenze o anche semplici ricognizioni qualche reperto monetario di XII/XIII/XIV secolo è chiaramente saltato fuori, alcune volte contestualizzato, altre volte in giacitura secondaria. Basandosi però semplicemente su ricordi o pochi dati credo che le notizie che apprenderesti ti possano essere più dannose che utili (anche e soprattutto per la fallacità della mia memoria ;) )

Purtroppo (o quante volte ce lo siamo ripetuti...) si scava poco (anche se più di quanto si creda), e si pubblica quasi niente e i motivi son sempre gli stessi triti e ritriti di mille volte... e di conseguenza chi ha la buona volontà di ritagliarsi un pezzettino di 'Storia' da studiare, spesso trova pochi strumenti per la strada...

EffePi

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Liutprand

Oramai sarebbe ora che anche l'Italia avesse uno strumento come

Inventario dei ritrovamenti monetali svizzeri (IRMS)

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eligio

Oramai sarebbe ora che anche l'Italia avesse uno strumento come Inventario dei ritrovamenti monetali svizzeri (IRMS)

Se Atene piange, Sparta non ride. Bisogna essere onesti, quella Svizzera è un'eccezione, non una regola. Per un'Atene italiana ci sono tante Sparta europee che si trovano nella stessa nostra condizione. Ciò non toglie che tutti preferiremmo essere nella situazione di avere un istituto dedicato, con un network di collaboratori sparsi sul territorio e che pubblica regolarmente un bollettino ed occasionalmente volumi monografici.

Il problema ha molte sfaccettature. Non ha senso parlarne qui, perché si finirebbe subito off-topic. @@EffePi ha colto nel segno in un punto. Per scavare, si scava. Tanto o poco, dipende dalle metriche soggettive di ciascuno di noi. Personalmente, ritengo si scavi più di quello che si pensi, ma meno di quello che le opportunità offerte dal territorio richiederebbero. Di certo, si pubblica poco o - come nel caso del Piemonte - nulla. Il periodo tardo-medievale e moderno è quello più sacrificato. La formazione numismatica degli archeologi, quando non è del tutto assente, rimane comunque rientata al mondo classico. E non è una lacuna solo dell'ambito numismatico: l'ho visto anche in altri settori, come la ceramica, la paleobotanica, l'archeozoologia ... E non è solo un problema italiano, ci tengo a precisarlo, perché in altre realtà europee, anche molto vicine a noi geograficamente, si rilevano gravi mancanze.

Per il momento, possiamo solo raccoglierei il poco che c'è. A Milano si dice "piutost che nient, l'è mei piutost". Può non consolare del tutto, ma se non ci fosse nulla sarebbe certamente peggio.

E.

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gaff977

Se Atene piange, Sparta non ride. Bisogna essere onesti, quella Svizzera è un'eccezione, non una regola. Per un'Atene italiana ci sono tante Sparta europee che si trovano nella stessa nostra condizione. Ciò non toglie che tutti preferiremmo essere nella situazione di avere un istituto dedicato, con un network di collaboratori sparsi sul territorio e che pubblica regolarmente un bollettino ed occasionalmente volumi monografici.

Il problema ha molte sfaccettature. Non ha senso parlarne qui, perché si finirebbe subito off-topic. @@EffePi ha colto nel segno in un punto. Per scavare, si scava. Tanto o poco, dipende dalle metriche soggettive di ciascuno di noi. Personalmente, ritengo si scavi più di quello che si pensi, ma meno di quello che le opportunità offerte dal territorio richiederebbero. Di certo, si pubblica poco o - come nel caso del Piemonte - nulla. Il periodo tardo-medievale e moderno è quello più sacrificato. La formazione numismatica degli archeologi, quando non è del tutto assente, rimane comunque rientata al mondo classico. E non è una lacuna solo dell'ambito numismatico: l'ho visto anche in altri settori, come la ceramica, la paleobotanica, l'archeozoologia ... E non è solo un problema italiano, ci tengo a precisarlo, perché in altre realtà europee, anche molto vicine a noi geograficamente, si rilevano gravi mancanze.

Per il momento, possiamo solo raccoglierei il poco che c'è. A Milano si dice "piutost che nient, l'è mei piutost". Può non consolare del tutto, ma se non ci fosse nulla sarebbe certamente peggio.

E.

Pienamente d'accordo Eligio! Vado un pò fuori topic ( e scusate lo sfogo)... Oltre a guadagnarci in cultura, si creerebbero posti di lavoro se venissero destinati dei fondi anzichè mangiarseli la classe politica odierna!

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piergi00

Dei quaderni della soprintendenza archeologica del Piemonte possiedo solo la copia dell'estratto relativa al ripostiglio Monetale di piazza san Giovanni a Torino (quaderno n. 15 1998).

Tuttavia è riferibile esclusivamente a testoni e mezzi testoni dalla fine delXV secolo alla prima metà del XVI secolo

Modificato da piergi00

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eligio

Grazie del riscontro. A quanto pare, oltre a quei quattro ritrovamenti, per i secoli XIII-XIV non sembra esserci altro di pubblicato.

Ho provato a scrivere alla Soprintendenza dei BB.AA. del Piemonte. Non sono molto convinto che mi risponderanno, ma nel caso vi aggiornerò su cosa è saltato fuori.

E.

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