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Antolor

medaglia innocenzo XIII

Risposte migliori

Antolor

Buonasera a tutti

Avrei bisogno di qualche informazione su una moneta che mi è stata donata.
La medaglia è in oro ed è stata coniata nel III* anno di pontificato di Innocenzo XII - anno 1693 -.
La medaglia, di cui allego le foto, è perfettamente conservata e rappresenta su una faccia il profilo a mezzo busto del pontefice mentre sull'altra faccia la rappresentazione di Gesú raggiante e genuflesso che lava i piedi a San Pietro.
C'è scritto che si tratta di una medaglia rarissima - opus Giovanni Hamerani.

Ringrazio anticipatamente chi volesse darmi qualche notizia e un'indicazione sul suo valore.


vi allego due immagini

post-34055-0-46833100-1359648851_thumb.j

post-34055-0-12291400-1359648860_thumb.j

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Veridio

Le immagini hanno una risoluzione insufficiente per qualsivoglia opinione.

A occhio mi pare una lavanda.

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fabio22

Si tratta di una medaglia annuale detta "della Lavanda" emessa il giovedì Santo di ogni anno (dalla fine del '500 fino al Pontificato di PIO IX) -

Ci vorrebbero foto migliori (di maggior qualità) per poter dare un giudizio.

E' comunque corretto dire che è rarissima. se autentica (mi sono sovrapposto alla risposta di Veridio)

Modificato da fabio22

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Veridio

Sei certo che sia oro?

E' stranamente consunta. E le medaglie d'oro non avevano certo circolazione e non mi pare di vedere segni di appiccagnolo.

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Antolor

Per l'appunto chidevo informazioni di qualche esperto per capire quale sia la storia/natura di questo oggetto.

Modificato da Antolor

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Veridio

Dicasi medaglia della Lavanda dei piedi ovvero una medaglia che veniva coniata per il giovedì santo.

Cito: "Un'altra serie di medaglie emessa con regolarità ogni anno era quella che raffigurava la cerimonia della "lavanda" dei piedi fatta dal Pontefice a dodici poveri il Giovedì Santo. La coniazione di tali medaglie dette, appunto, della" lavanda dei piedi", cessò nel 1870".

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renzo1940

Confermo quanto scritto da amici che mi hanno preceduto; l'impressione sulla originalità della medaglia non è favorevole. Ma, personalmente, sono sempre molto prudente sulle sensazioni che non abbiano riscontri logici oggettivi (per quanto possibile).

Bene è stato detto che la medaglia appartiene alla serie delle "lavande". Si tratta di una medaglia che per secoli è stata coniata ogni anno (in genere in oro argento e bronzo) in occasione della cerimonia della lavanda del giovedì santo celebrata dal Pontefice, per farne dono ai celebranti/partecipanti e per essere venduta a collezionisti e devoti.

Questa medaglia di Innocenzo XIII - anno III risulta particolarmente rara. Miselli la cataloga al n. 308, cita quale unica fonte il Patrignani e nella sua attenta ricerca ha trovato conferma della esistenza della coniazione in un esemplare in piombo del museo di Bologna (presumibilmente una copia) ed in un esemplare in oro nel museo di Vienna. Purtroppo non è pubblicata la foto e ciò toglie un elemento molto utile di raffronto con l'esemplare ora postato.

Aggiungo che nella medaglistica di Innocenzo XII non sono riuscito a reperire una utilizzazione del diritto anno III di questa medaglia per altre medaglie (usato solo per pochi esemplari della lavanda?), nè ad individuare modificazioni (sovraincisioni) posteriori per sfruttamento in anni successivi. Nè questo diritto risulta tra i coni degli Hamerani trasferiti a Mazio..

Dalle foto è però difficile pensare ad una coniazione (a prescindere dallo stato di usura). La medaglia sia al diritto che al rovescio risulta molto ondulata. Ho pensato anche per il diritto ad un conio molto rovinato; ma è difficile analoga anomalia per il rovescio, che invece ha un uso costante nella medaglistica della lavanda.

C'è insomma l'impressione che si tratti di una copia fusa. Sono lamine galvaniche assemblate (nelle costruzione delle galvaniche si nota spesso l'ondulazione)? O è una pressofusione? O è una fusione tradizionale molto ripulita nei campi? In tutti i casi, tuttavia, mi chiedo come è stato reperito un prototipo così poco ricorrente.

Aggiungo - e questa mi pare l'indicazione di metodo più corretta - che in una copia costuma così modesta è molto improbabile l'uso del metallo prezioso. Allora, consiglio di accertare il metallo con il suo peso specifico o con una pietra di paragone. Se la medaglia è dorata, il ragionamento che ho fatto è avvalorato. Se la medaglia è in oro si potrà anche pensare ad una medaglia di epoca con coni che per imponderabili circostanze erano sostanzialmente fuori uso.

Modificato da renzo1940

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camerlengo

Medaglia molto strana e difficilmente inquadrabile: ondulazione atipica per una Lavanda (generalmente di piccolo modulo e di buon spessore: è fondamentale conoscere al proposito taglia e peso dell'esemplare in questione) ed usura ancor più atipica qualora fosse oro. Mi sembra però di avere letto da qualche parte che per qualche medaglia originale di Innocenzo XII si è riscontrata una eccessiva sottigliezza del tondello pressato.

Propenderei anch'io per un galvano: ma normalmente tale procedimento interessa moduli maggiori. E' anche vero però che le copie galvaniche, in tempi passati, giravano (anche tra gli stessi musei) per le medaglie più rare al fine di consentire lo studio o l'esposizione.

Esemplare comunque interessante, da studiare con attenzione.

Domanda che quasi mai ha una risposta: è possibile ricostruire in qualche modo la storia (provenienza) dell'esemplare?

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fabio22

Mi trovo ad essere più positivo:

notate la ribattitura del conio al D - OCE

Anche se bombata per me la medaglia è coniata, propone un D molto vicino all'annuale A. III ma si diversifica per la firma e la + all'inizio della legenda

e fregi sulla stola

Modificato da fabio22

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Antolor

Rispondo a Camerlengo:

Non conosco l'esatta provenienza della medaglia.

So solo che e' un lascito di uno zio (monsignore) a mia moglie. Non credo che l' informazione dia indicazioni aggiuntive e di interesse alla discussione.

Comunque leggo con estrema curiosita' e ammmirazione le vostre ipotesi.

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Antolor

Quindi se non ho capito male potrebbe essere una fusione?

Modificato da Antolor

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camerlengo

Rispondo a Camerlengo:

Non conosco l'esatta provenienza della medaglia.

So solo che e' un lascito di uno zio (monsignore) a mia moglie. Non credo che l' informazione dia indicazioni aggiuntive e di interesse alla discussione.

Comunque leggo con estrema curiosita' e ammmirazione le vostre ipotesi.

La provenienza da ambiente ecclesiastico (e di buon rango) è ottimo segnale perchè medaglie di tale importanza non giravano facilmente in ambienti "laici".

A mio modo di vedere, la medaglia ha più che un indizio di originalità o comunque di antichità. I miei dubbi principali riguardano il metallo (propendo per il bronzo dorato più che per l'oro).

Quanto alla tecnica, direi in ultimo medaglia fusa. Ma è molto interessante l'osservazione di Fabio sulla doppia impronta, che anche a me sembra di scorgere. E' ovvio che solo una visione diretta dell'esemplare può fugare ogni perplessità.

A me, in ogni caso, la medaglia non dispiace. :)

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renzo1940

Ti confermo il consiglio di fare accertamenti sul metallo.

Se la medaglia fosse in oro, è molto probabile che sia un conio originale di epoca, ancorchè di scadente qualità (e la medaglia sarebbe di grande rarità). Si può pensare in questa ipotesi a rottura del conio fin dalle prime coniazioni; Fabio, che ha catalogato tante medaglie, conferma la novità di questo diritto, che è analogo, ma certamente diverso anche per diametro da quello della medaglia annuale per l'anno III.

Se la medaglia non è in metallo prezioso, vengono invece ragionevolmente in mente le tante manipolazioni nei secoli che caratterizzano la medaglistica papale, che usavano eminentemente metalli comuni (il bronzo o le misture di metallo bianco).

Onestamente, a differenza di camerlengo, la medaglia a me non piace.

Sarebbe prudente non esprimere pareri su una foto; ma non dispiacerà al proprietario della medaglia il contributo sul metodo di studio dell'esemplare, che cerchiamo di dare in buona fede e con la passione del collezionista.

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