Vai al contenuto
  • Sky
  • Blueberry
  • Slate
  • Blackcurrant
  • Watermelon
  • Strawberry
  • Orange
  • Banana
  • Apple
  • Emerald
  • Chocolate
  • Charcoal

Risposte migliori

Ixchel

Mi piace pensare che i Templari di Rai non si siano mai estinti…

di Valentina Pinto

Lo storico Giovanni Battista Verci, nello scritto Storia degli Ecelini, Codice Diplomatico Eceliniano, affermò che ad Ecelino I, detto “il Balbo”, dopo aver preso parte alla Seconda Crociata, venne concessa, dal patriarca di Aquileia, la Villa di Radio, attuale Rai, frazione del comune di San Polo di Piave, nel trevigiano. Essendo lui un uomo di grande religiosità, nel 1149, anno in cui è documentata a Rai l’esistenza di una chiesa denominata Santa Lucia dei Templari e andata purtroppo distrutta, autorizzò lasciti di beni e terreni agli ordini monastici delle chiese limitrofe, favorendo così, a partire da quella data, anche l’insediamento dei Templari nella vicina zona di Tempio. La torre che oggi possiamo ammirare, di probabili origini romane, faceva in realtà parte di un vero e proprio castellum che, dai patriarchi di Aquileia, passò agli Ezzelini, per terminare nelle mani dei Da Camino fino al 28 settembre 1358, con i conti di Collalto.

Gaetano Rossi, storico locale, tentò di ricostruire la primitiva forma del castello di Rai, del cui impianto originale, ci è rimasta solamente una torre che presenta un perimetro quadrato ed è situata al di sopra di un rialzamento artificiale del terreno, o motta, di ben 4–5 metri. Tale conformità, doveva quasi certamente indicare la presenza di un recinto murario di forma circolare. La torre sorge a non molta distanza dalla sponda sinistra del Piave, presso l’incrocio fra una direttrice detta “Ongaresca”, frequentata dai mercanti di bovini provenienti dal Friuli fin dal secolo XVII e che congiungeva il guado di Fontanelle, sul Livenza, con quello di Stabiuzzo, sul Piave. Le fonti ci dicono che, l’edificio, si conservò integro fino al novembre del 1918, quando venne miniato dagli austriaci in ritirata. Il 15 febbraio 1925, inoltre, una violenta tempesta lo colpì duramente. L’antico complesso, suddiviso in cortine da quattro torri disposte secondo i rispettivi punti cardinali, doveva trovarsi accanto ad un altro recinto murario di perimetro quadrangolare.

post-32116-0-73982200-1360140549_thumb.j

La cosa che subito ci balza all’occhio è come questa planimetria sia così incredibilmente simile alla pianta della basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme all’epoca delle prime Crociate.

post-32116-0-56207000-1360140581_thumb.j

C’è da tenere in considerazione che, oltre al desiderio che si manifestava all’epoca di ricreare “le sacre vestigia” nei propri territori, alcuni esponenti dei Collalto, appartennero all’ordine dei Cavalieri di S. Giovanni, partecipando, inoltre, alle Crociate. Secondo la tradizione fu infatti uno di questi che portò dalla Terrasanta la preziosa reliquia oggi conservata nella chiesa di S. Giorgio di Collalto, due spine che dovevano presumibilmente appartenere alla corona del Cristo. Oltre alla planimetria c’è inoltre una stretta somiglianza architettonica tra la ricostruzione virtuale eseguita dal Rossi e la struttura del castello della città francese di Gisors, appartenuto per un periodo all’ordine dei Templari.

post-32116-0-10247700-1360140604_thumb.jpost-32116-0-63088000-1360140621_thumb.jpost-32116-0-73935700-1360140634_thumb.j

Mi sento di esprime un appunto su quel “Radio”, visto inizialmente e che mi rimanda alla prima persona singolare del presente indicativo del verbo latino radiare, col significato, in forma attiva, di risplendere o scintillare, in quella passiva, di irradiare o brillare. Associando il termine all’antica forma del complesso, la scelta di seguire le forme circolari di Gerusalemme e Gisors, non doveva essere stata, dunque, per nulla casuale. Il castello come un grande orologio solare con le quattro torri a farne da punti cardinali e dove, la luce, era il principale indicatore della presenza di Dio sulla Terra. Inoltre, non dobbiamo dimenticarci di quella chiesa, ormai andata perduta, denominata Santa Lucia dei Templari, dove Lucia viene fatto derivare dal sostantivo latino femminile, della terza declinazione, lux, lucis: la luce che risplende? Forse proprio come il caso della non lontana chiesa di Santa Lucia di Piave, il complesso venne edificato sulla possibile sedimentazione di un più antico culto pagano legato alla luce, da cui sarebbe poi derivato quello cristiano rivolto alla vergine e martire siracusana Santa Lucia, oltre che alla splendente luce del Dio di Gerusalemme.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ixchel

Alcuni personali accorgimenti da satellite:

post-32116-0-99229700-1360140771_thumb.jpost-32116-0-37636900-1360140778_thumb.jpost-32116-0-84719800-1360140791_thumb.j

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ixchel

Dai documenti della Curia risulta che, nel 1544, nei pressi della torre, esisteva una chiesa dedicata a S. Nicolò di Rai e S. Maria Maddalena, dipendente dalla pieve di Vazzola. Di questa, ci rimane solamente una mansioneria detta di S. Nicolò, divenuta chiesa parrocchiale nel 1772, dopo la soppressione, da parte del governo veneziano, del convento dei carmelitani che gestivano la comunità.

E proprio i Collalto, nello specifico, il Conte Rambaldo XII, nel XIV secolo, decisero di erigere, in zona limitrofa, un'altra chiesa, dedicata all'Annunziata, oltre ad un piccolo convento che, nel 1567, donarono all’ordine claustrale dei padri Carmelitani. Saranno proprio quest’ultimi a cambiare il nome della chiesa dedicandola alla Beata Vergine del Carmine. Le fonti ci dicono che la chiesa e il convento, erano parte integrante del cortile di un “grande castello” andato distrutto con il passaggio della seconda guerra mondiale e di cui oggi, ci rimane solamente uno scorcio di muro della torre centrale. E così mi sono sorti alcuni dubbi riguardanti il senso che avrebbe avuto la presenza di un castello adiacente ad un altro. Mi verrebbe dunque da pensare che il tutto, fosse stato, in realtà, un agglomerato unico e che l’antica parte di quello che è divenuto il campanile della chiesa, altro non fosse che un’altra torre facente parte dell’originario complesso di Rai. La chiesetta del Carmine, eretta nel ‘300, periodo adiacente all’ultima fase di vita dell’Ordine, conobbe un lasso di tempo che si protrasse fino al ‘700 e in cui si volle tramandare quel forte simbolismo degno dell’epoca templare che, in particolare attraverso la massoneria, se pur a volte rivisitato in modo fantasioso, è sopravvissuto. Non è un caso, dunque, che tra la notevole quantità di affreschi presenti al suo interno, spicchi il simbolo del triangolo luminoso con al centro l'occhio divino.

post-32116-0-61586600-1360141007_thumb.j

Non è un semplice “affresco” ma un disegno ben studiato: l'angolo alla sommità è di 108 gradi ed i due angoli alla base di 36 gradi ciascuno, in preciso rapporto con il “numero d'oro” o “proporzione aurea” (il valore numerico del numero d'oro è 1,618). Sulla facciata della chiesa, che tanto pare spoglia, oltre alla presenza dello stemma della famiglia dei Collalto, che si contraddistingue dallo scudo inquartato con i colori bianco e nero, troviamo un altro elemento degno di nota. Tempo addietro, avevo citato quanto riportava uno studioso locale riguardo alla presenza di un simbolo che si trovava posto sull'architrave d'ingresso della chiesa e che purtroppo non è più visibile: “si trattava di una lettera H sovrapposta ad una lettera I, ambedue racchiuse in un cerchio: tale simbolo, secondo Charboneau-Lassay, stava ad indicare le prime due lettere del nome greco di Gesù -IHCOYC- e le iniziali di Hierusalem, luogo di provenienza dei Carmelitani”. In realtà, grazie ad un mio ritorno in loco, mi sono resa conto che il simbolo e tutt’altro che scomparso. Pensate che uno dei massimi studiosi e ricercatori riguardante il lato mistico dell’Ordine, il francese Reneé Guenon, nel manoscritto Le Roi du Monde, affermò che i Carmelitani possedevano una simbologia ed un cerimoniale d'iniziazione, molto simile a quello dell'Ordine del Tempio.

post-32116-0-22902500-1360141040_thumb.jpost-32116-0-65048700-1360141042_thumb.j

post-32116-0-62517900-1360141064_thumb.j

Ora non sono sicura se lo studioso si riferisse a questo. Potrebbe, in effetti, trarre in inganno quel "residuo" di croce sopra la lettera H che formerebbe in realtà il Cristogramma IHS. L'autore aveva effettivamente scritto che la figura era stata "scalpellinata misteriosamente".... per cui mi sorge il dubbio che lui avesse visto ben altro.

C’è chi afferma che gli stessi Templari, sopravvissero in questi luoghi celandosi dietro altri ordini religiosi oltre al fatto che, nelle nostre zone, a differenza di quanto stava accadendo in Francia, molti di loro poterono vivere indisturbati per lungo tempo, un po’ quanto avvenne in alcuni luoghi della Toscana. Inoltre, la famiglia dei Collalto, da sempre enigmatica, di potere e in periodo di Crociate, a stretto contatto con l’Oriente, espanse, nei secoli, i suoi domini in quasi tutto il nord Italia. La storia, in realtà mista a leggenda, a proposito della sua presunta origine longobarda, ci dice che giunse nella nostra penisola nel 570, con il re dei longobardi Alboino. Fatto sta che, ovunque siano presenti i Collalto, è sempre presente un forte simbolismo che ci rimanda ai nostri Templari.

Modificato da Ixchel

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ixchel

Ecco una delle quattro facciate del campanile della Chiesa del Carmine:

post-32116-0-75964100-1360141226_thumb.j

post-32116-0-20651500-1360141197_thumb.j

possiamo notare i segni dell'originaria forma della torre.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ixchel

Nel 1650, sempre vicino alla torre, venne eretta un'altra chiesa, intitolata a Santa Maria Maddalena che mantenne la sua forma originale fino al 1920. A mio avviso, queste intitolazioni alla Maddalena, non sono casuali, se pensiamo che a Rai e dintorni, la presenza dei Templari era una forte costante, quasi la loro memoria si fosse tramandata. La Santa, infatti, era ampiamente venerata dall’Ordine. Al suo interno, oltre ad una grande statua che raffigura la Maddalena mentre regge tra le sue mani una coppa, pare siano presenti, sui capitelli delle colonne, numerose croci di natura templare. Dico “pare” perché, per la terza volta di seguito, l’ho trovata chiusa. Ma non demordo.

post-32116-0-45996200-1360141402_thumb.jpost-32116-0-50306600-1360141413_thumb.jpost-32116-0-53896700-1360141420_thumb.j

In attesa di reperire alcuni testi e dunque, delle informazioni più specifiche, vi lascio alcune immagini di questi splendidi luoghi.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ixchel

La torre di Rai:

galleria fotografica a cura di Valentina Pinto

post-32116-0-72723700-1360141832_thumb.jpost-32116-0-10303100-1360141839_thumb.jpost-32116-0-60727000-1360141852_thumb.j

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ixchel

La chiesa del Carmine:

galleria fotografica a cura di Valentina Pinto

post-32116-0-18461200-1360142259_thumb.jpost-32116-0-07829700-1360142263_thumb.jpost-32116-0-34421300-1360142268_thumb.jpost-32116-0-96711900-1360142287_thumb.jpost-32116-0-58076700-1360142325_thumb.jpost-32116-0-57930300-1360142380_thumb.j

Quando il Piave esondò...... guardate l'altezza che raggiunse! era il 10 Ottobre 1567... come cita una scritta, oggi ripassata con un pennarello, incisa adiacente al portale.

post-32116-0-99860300-1360142447_thumb.j

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ixchel

Gli interni e la torre-campanile:

post-32116-0-41982800-1360142775_thumb.jpost-32116-0-18192100-1360142779_thumb.jpost-32116-0-49735400-1360142783_thumb.jpost-32116-0-67635300-1360142787_thumb.jpost-32116-0-33765000-1360142791_thumb.jpost-32116-0-15036000-1360142796_thumb.jpost-32116-0-10610800-1360142800_thumb.jpost-32116-0-98131600-1360142812_thumb.jpost-32116-0-77715200-1360142817_thumb.j

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Corbiniano

(...)

HI.jpg

Ora non sono sicura se lo studioso si riferisse a questo. Potrebbe, in effetti, trarre in inganno quel "residuo" di croce sopra la lettera H che formerebbe in realtà il Cristogramma IHS. L'autore aveva effettivamente scritto che la figura era stata "scalpellinata misteriosamente".... per cui mi sorge il dubbio che lui avesse visto ben altro.

(...)

É probabile ciò che temi, carissima.

Il segno visibile in quella fotografia è chiaramente un cerchio racchiudente il c.d. Cristogramma, ossia l'IHS crociato.

Impossibile, ormai, stabilire se si trattasse in origine di un cerchio "normale" o di un qualcosa affine a un sole più o meno radioso, il quale era l'originaria "cornice" che san Bernardino da Siena aveva dato al compendio del Nome del Signore.

In tutti i modi, reputo praticamente sicuro che questo bassorilievo risalga a dopo il 1444, anno di morte del Santo francescano.

E verosimilmente risale ad almeno un secolo dopo, se non di più: ai suoi lati ci sono (correggimi, se sbaglio!) due stemmi Collalto, la forma dei cui scudi appartiene a una tipologia in voga a Venezia (e quindi nelle terre ad essa soggette) dalla seconda metà del Cinquecento.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ixchel

É probabile ciò che temi, carissima.

Il segno visibile in quella fotografia è chiaramente un cerchio racchiudente il c.d. Cristogramma, ossia l'IHS crociato.

Impossibile, ormai, stabilire se si trattasse in origine di un cerchio "normale" o di un qualcosa affine a un sole più o meno radioso, il quale era l'originaria "cornice" che san Bernardino da Siena aveva dato al compendio del Nome del Signore.

In tutti i modi, reputo praticamente sicuro che questo bassorilievo risalga a dopo il 1444, anno di morte del Santo francescano.

E verosimilmente risale ad almeno un secolo dopo, se non di più: ai suoi lati ci sono (correggimi, se sbaglio!) due stemmi Collalto, la forma dei cui scudi appartiene a una tipologia in voga a Venezia (e quindi nelle terre ad essa soggette) dalla seconda metà del Cinquecento.

e già.... anche la tipologia muraria,il tipo di malta e di pietra... è tutto più tardo, infatti nella discussione ho ribadito più volte che ci troviamo di fronte ad un "proseguirsi" del pensiero templare... Non sapendo purtroppo dove lo studioso trevigiano avesse visto quella I che sormonta la H, direi che il cornicione, oltre agli stemmi dei Collalto, presenta chiaramente un semplice Cristogramma, per cui, un semplice elogio al Cristo, privo di simbologia nascosta. Comunque sia indagherò..

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ixchel

Riguardo a IHS, vi riporto un interessante articolo che ho reperito sul web e in cui ho sottolineato alcuni passaggi:

fonte: http://www.satorws.com/simbolismo-ihs.htm

Uno dei simboli più antichi e famosi per indicare la figura di Gesù Cristo è il pesce, l'ΙΧΘΥΣ, o ichthýs, un acronimo la cui traslitterazione significa Iesùs Christòs Theù Hyiòs Sotèr, ossia “Gesù Cristo Salvatore Figlio di Dio”. Sappiamo che in realtà il simbolo è una chiara derivazione dalla Vesica Piscis e nasconde al suo interno significati antichissimi legati alla vita e alla fertilità: è il segno che un tempo i primi Cristiani non praticavano una religione come l'attuale, ma erano una filosofia ebraico-cabalistica estremamente vicina ai concetti più antichi legati alle leggi della Natura, che oggi abbiamo scoperto attraverso la Matematica e la Scienza. In sostanza i primi praticanti del Cristianesimo, ben prima che Costantino ne rendesse lecito il culto e Teodosio lo trasformasse come religione unica dell'Impero, utilizzavano simboli sacri pagani e significati archetipici in maniera consapevole, portando avanti tradizioni gnostico-kemetiste che affondavano le loro radici nella Preistoria. Una storia simile è quella del Cristogramma (o Trigramma) IHS, la cui storia è per molti versi paradossale. La nascita ufficiale di questo modo per designare Gesù nasce nel III Secolo CE, quando la sigla apparve in alcuni commentari relativi al Nuovo Testamento. IHS deriva, secondo l'interpretazione tradizionale, dalle prime lettere iniziali del nome Iesus nell'alfabeto greco: la iota, la eta e la sigma. Poiché la sigma alla fine di una parola ha una forma simile a quella della lettera C, la sigla inizialmente era tradotta in latino IHC, poi foneticamente cambiata in IHS o anche JHS, con la J al posto della I. Spesso il trigramma era accompagnato dall'altra sigla XPS, che sempre in lettere greche descrive la parola Christos. Fin qui la storia ufficiale; ma la realtà ci racconta che la sigla ebbe una grande diffusione a partire proprio da Costantino, diventato imperatore nel 306 dopo la Battaglia di Ponte Milvio in cui a seguito di una visione diede ordine ai suoi soldati di dipingere sui loro scudi il Monogramma XP, Chi-Ro. IHS a questo punto pare chiaro che in realtà significa proprio la frase che Costantino udì mentre nel cielo gli apparve il Monogramma: In Hoc Signo Vinces, “con questo segno vincerai”. In effetti, la cervellotica spiegazione del cambio fonetico appare assai meno logica della possibilità che l'IHS simboleggi un potere enorme, proveniente dal Sole e dal cielo. Infatti Costantino decise di fondare una religione globale dell'Impero Romano, in origine basato sul Sol Invictus, la divinità solare simile a Mitra di cui il sovrano fu sempre adepto. In questo contesto l'IHS rappresentava il segno divino che giunse agli occhi di Costantino: non tanto il monogramma XP, ma il Fiore della Vita, il cui significato era decisamente antico e sacro. L'Hoc Signo rappresenterebbe quindi la potenza della vita, la forza vitale solare, come conferma anche lo storico Eusebio di Cesarea, che specifica addirittura che il simbolo XP apparve a Costantino sovraimpresso al Sole. Questa unione Sole-Gesù-Mitra permase a lungo nella religione cristiana, se anche secoli dopo rimasero le raffigurazioni di Gesù associate al Sole, come mostrano i mosaici delle Grotte Vaticane poste sotto la basilica di San Pietro a Roma. Esistono altre teorie interessanti relative all'Hoc Signo, come quella che lo associa alla Costellazione del Cigno: secondo queste ipotesi, Costantino a Ponte Milvio avrebbe visto non solo un Fiore della Vita, ma anche le stelle del Cigno che brillantissime formano proprio un'enorme croce nel cielo (che però non simboleggia la Crocifissione, ma la Dea Madre in forma di uccello). Ma se è plausibile che l'IHS indichi questo particolare momento storico, è chiaro che in seguito questo segno pagano-solare-cristiano fu usurpato e depauperato delle sue originarie caratteristiche e solo attraverso l'opera di sacerdoti illuminati come San Bernardo di Chiaravalle, fondatore dei Cavalieri Templari, il simbolo poté varcare i confini della storia. San Bernardo infatti lo fece inscrivere in un importante cerchio raggiato, mentre il teologo Ubertino da Casale, vicino alle posizioni di Gioachino da Fiore, lo raffigurò in un sole a dodici raggi dal chiarissimo significato astronomico. Ispirato dall'opera del gioachiniano e quindi semi-eretico Ubertino, San Bernardino da Siena utilizzò moltissimo il trigramma raggiato nelle sue predicazioni, con grande successo da parte della gente che lo imitava. Un successo tale, al punto che nel 1427 papa Martino V ordinò che fosse aggiunta una croce sopra l'H centrale (la eta originaria) per evitarne un uso idolatrico e pagano. Così modificato, il trigramma divenne un simbolo della Controriforma e venne adottato anche dai Gesuiti”.

Concluderei dicendo che i presupposti di andare oltre alle apparenze di un semplice simbolo, ci sono tutti, soprattutto, visto il luogo in cui ci troviamo.

Modificato da Ixchel

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Corbiniano

(...)

la realtà ci racconta che la sigla ebbe una grande diffusione a partire proprio da Costantino, diventato imperatore nel 306 dopo la Battaglia di Ponte Milvio in cui a seguito di una visione diede ordine ai suoi soldati di dipingere sui loro scudi il Monogramma XP, Chi-Ro.

...Chi-Ro, ossia X-P: e questo monogramma nasce dalla fusione delle due lettere, che graficamente è il medesimo schema basale dei "fiori a sei petali" di antichissima tradizione (e di recentissima "volgarizzazione" quale noto simbolo politico)...

...infatti, quanti Chi-Ro si trovano inscritti in un cerchio?

;)

Siamo quindi su una figura sostanzialmente basata sull'esagono: ossia, tutto un altro mondo grafico rispetto all'IHS.

IHS a questo punto pare chiaro che in realtà significa proprio la frase che Costantino udì mentre nel cielo gli apparve il Monogramma: In Hoc Signo Vinces, “con questo segno vincerai”.

Lo scioglimento dell'IHS quale acronimo di In Hoc Signo è una delle tante "spiegazioni" date a posteriori...

oo)

...la quale, però, non spiega la perdita del Vinces, verbo che (se la "spiegazione" fosse vera) sarebbe stato sciocco abbandonare, in quanto adattissimo per celebrare la gloria di una religione trionfante.

;)

(...)

San Bernardino da Siena utilizzò moltissimo il trigramma raggiato nelle sue predicazioni, con grande successo da parte della gente che lo imitava. Un successo tale, al punto che nel 1427 papa Martino V ordinò che fosse aggiunta una croce sopra l'H centrale (la eta originaria) per evitarne un uso idolatrico e pagano. Così modificato, il trigramma divenne un simbolo della Controriforma e venne adottato anche dai Gesuiti”.

(...)

Non solo.

Da vivo, il buon Bernardino dovette subire anni di inquisizione perchè sospettato di idolatria, proprio a causa dell'uso del suo trigramma raggiato (e del successo popolare che incontrava).

Dopo di lui, l'IHS presto fu ritenuto un eccellente "portafortuna", e per questo lo si ritrova in tutte le salse grafiche e nei posti più impensati (ma spesso sugli architravi d'ingresso dellel case, dove spesso viene scambiato per :rolleyes: uno stemma di famiglia...).

Piccola chiosa: i Gesuiti erano attentissimi a "fiutare l'aria", e avevano ben presente la fama popolare del simbolo...

...quindi non si fecero scappare l'occasione: loro sì che lo adottarono come stemma!

:good:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Corbiniano

(...)

Piccola chiosa: i Gesuiti erano attentissimi a "fiutare l'aria", e avevano ben presente la fama popolare del simbolo...

...quindi non si fecero scappare l'occasione: loro sì che lo adottarono come stemma!

:good:

...il quale (strettissima attualità) è arrivato da qualche giorno sul soglio di Pietro, perchè è la componente principale dello stemma di papa Francesco.

:)

Modificato da Corbiniano

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Accedi per seguire questo  

Lamoneta.it

La più grande comunità online di numismatica e monete. Studiosi, collezionisti e semplici appassionati si scambiano informazioni e consigli sul fantastico mondo della numismatica.

Hai bisogno di aiuto?

×