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L. Licinio Lucullo

Aureo di C. Cassius Longinus con M. Servilius

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L. Licinio Lucullo

Nell'estate del 42 i due cesaricidi, M. Giunio Bruto e C. Cassio Longino, riuniscono i grandi eserciti a Sardi (capitale della Lidia) e, in preparazione dell'imminente battaglia decisiva, batterono moneta. Plutarco teneva Cassio in scarsa considerazione, descrivendolo come un uomo non ben voluto, che governava i suoi soldati colla paura: un uomo di passioni violente e incontrollate, la cui brama di denaro spesso lo tentava ad allontanarsi dalla via della giustizia, che quindi combatté non per la libertà dei connazionali ma per una posizione ottimale per se stesso. Esattamente l'opposto, quindi, di Bruto, le cui virtù lo avevano reso popolare con la truppa, amato dagli amici e ammirato dalla nobiltà; anche i suoi nemici trovavano impossibile odiarlo. Si può quindi immaginare il conflitto latente tra i due leader, con Cassio sempre più risentito della popolarità di Bruto. Per l'epoca in cui si incontrarono a Sardi e furono acclamati imperatores, la loro collaborazione era divenuta intollerabile. Racconta Plutarco: "come spesso accade nelle grandi imprese in cui sono impegnati un gran numero di amici e comandanti, c'era stata qualche differenza di vedute ed erano state scambiate accuse reciproche. Quindi, la loro prima azione fu di incontrare in una stanza faccia a faccia. Le porte erano chiuse, e con nessun altro presente i due grandi uomini cominciarono a darsi la colpa l'un l'altro; poi passarono a recriminazioni ed accuse. Questo ben presto portò a rimproveri indignati e lacrime e i loro amici, stupiti dalla veemenza e dall'amarezza della loro rabbia, temevano che la lite degenerasse in violenza". Questo confronto avvenne poco prima che Bruto partisse per la campagna in Licia e Cassio decidesse di conquistare Rodi, cosa che fece con successo, ma con estrema severità. Possiamo essere sicuri che questo aureo è stato coniato dopo la sconfitta di Rodi, per il fatto che su R/ è raffigurato un aplustre, ornamento navale che simboleggiava la vittoria sul mare. I fiori alle estremità richiamano Rodi (di cui la rosa fu il simbolo per molti secoli). Il simbolismo diviene chiaro quando si considera l'altra emissione 505/3: un granchio (distintivo dell'isola di Cos, presso cui la battaglia decisiva ha avuto luogo) con un aplustre tra gli artigli e, sopra, un diadema allentato (che potrebbe simboleggiare la regalità che Cassio affermava di aver sconfitto a Rodi, oppure la tirannide di Giulio Cesare, cessata un paio d'anni prima) e una rosa (l'isola di Rodi, appunto).

Al D/ la Libertà richiama il motivo per cui è stato ucciso Cesare ed è stata intrapresa la campagna contro Ottaviano

Modificato da L. Licinio Lucullo

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