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L. Licinio Lucullo

Denari di Silla con Manlio Torquato

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L. Licinio Lucullo

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L. Licinio Lucullo

Crawford data questa emissione all’82. L. Manlius tradizionalmente viene identificato con il L. Manlius Torquatus, che fu proquestore in Oriente e console nel 65; nacque quindi al più tardi intorno al 108 (in base al suo cursus honorum).

Per Assenmaker le emissioni 367 e 368 risalirebbero invece alla Guerra Sociale, negli anni 90 e 89, e il titolo imperator sarebbe legato non a un’acclamazione imperatoriale, bensì all’investitura dell’imperium durante il secondo anno del conflitto, quando Silla successe al defunto console L. Porcio Catone. Anche l’emissione di aurei si giustificherebbe con il clima d’urgenza della Guerra Sociale. L’ovvia conclusione è che Silla fu il primo a fregiarsi sulle monete del titolo di imperator (quale detentore dell’imperium), anticipando C. Flavius Fimbria, che secondo la tradizione era stato il primo a usare questo titolo, sui rari cistofori (3 esemplari noti) emessi nell’85. Fimbria era diventato il comandante mariano, a seguito di un ammutinamento, dell’armata romana inviata in Asia Minore a combattere contro Mitridate e Silla. Nel 90-98 però L. Manlius Torquatus doveva avere meno di venti anni e quindi non poteva diventare il proquestore responsabile dell’emissione; fonti letterarie attestano l’esistenza di un altro L. Manlius, che fu governatore della Gallia Narbonese, col titolo di proconsole nel 78 e che ebbe un ruolo nella guerra contro Sertorio in Spagna, e quindi avrebbe i requisiti per essere stato giovane proquestore nel 90-89.

Si ignora il significato della “T coricata” che compare sulla variante Cr. 367/3 e nell’aureo 367/2. Potrebbe stare per Torquatus; Bahrfeldt nel 1923 l’aveva interpretata come una L, per indicare il cinquantesimo anno di età di Silla, nell'88.

Silla, anche se immensamente ambizioso, voleva apparire fedele alla tradizione iconografica repubblicana: fu infatti il primo vivente ad apparire su una moneta romana (ammesso che non si tratti di una sua statua), ma al R/, mentre al D/ compare la classica testa di Roma, che vale a esaltare l’identificazione del programma sillano con i destini della Repubblica; Silla si sentiva predestinato alla restaurazione degli antichi fasti repubblicani. Il caduceo nelle mani del trionfatore significa che il trionfo è a questa data ancora auspicato (Campana; Belloni); gli fu infatti concesso nell’81. Belloni osserva che su alcuni denari compaiono alcuni numerali, incisi molto debolmente, che egli ritiene segni controllo incisi direttamente sulle monete (e non sul conio) e poi cancellati alla meglio, esaurita la loro funzione, prima che le monete entrassero in circolazione.

A partire da questa data le lettere EX S C scompaiono, per ordine di Silla o per compiacerlo, dalle serie di monete che il Senato continua ad emettere, come se quella grande istituzione si inchinasse al completo di fronte ad una volontà superiore.

Modificato da L. Licinio Lucullo
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