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dizzeta

Genovese? ...Chi?

Risposte migliori

dizzeta

Un genovese entra in una banca di New York e chiede di parlare con un impiegato addetto ai prestiti, dicendo di doversi recare a Genova per un mese e di aver bisogno di un prestito di 5 mila dollari.

Il funzionario ovviamente lo informa che la banca richiede alcune forme di garanzia per concedere un prestito, così il genovese tira fuori le chiavi di una Ferrari che era parcheggiata in strada di fronte alla banca, il genovese consegna anche il libretto di circolazione e i documenti dell'assicurazione. Il funzionario accetta di ricevere l'auto come garanzia collaterale del prestito.

Il direttore della banca e i suoi funzionari si fanno quattro risate alle spalle di un genovese che utilizza una Ferrari da 250 mila dollari come garanzia di un prestito di 5 mila dollari. Un impiegato della banca si mette alla guida della Ferrari e la parcheggia nel garage sotterraneo della banca.

Quattro settimane più tardi il genovese ritorna in banca, restituisce i 5 mila dollari e paga gli interessi pari a 15 dollari e 41 centesimi.

Il solito funzionario gli chiede: "Gentile Signore, siamo veramente lieti per averla avuta come cliente e questa operazione andata molto bene. Però, ci deve scusare: siamo un po' confusi. Abbiamo assunto qualche informazione sul suo conto e ci siamo resi conto che lei è un miliardario. Quello che ci chiediamo è perché lei si sia dato la pena di chiedere un prestito per 5 mila dollari.

"La risposta del genovese non si è fatta attendere:

"Secondo lei dove posso trovare a New York un posto dove parcheggiare per un mese la mia Ferrari per 15 dollari e 41 centesimi e sperare di ritrovarla al mio ritorno?

P.S. Lo so, non è nuova ...ma messa così non l'avevo mai letta...

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Ianva

Io non l'avevo mai letta in generale :)

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Polemarco

Tre genovesi e tre napoletani, amici tra loro, devono viaggiare in treno da Roma a Milano.
I tre genovesi comprano tre biglietti.
I tre napoletani un biglietto solo.
Durante il viaggio, mentre si sta avvicinando il controllore, tutti i tre napoletani si rifugiano in uno dei due bagni dello scompartimento.
Quando il controllore si accorge che il bagno è occupato, bussa alla porta ed i napoletani senza aprire fanno scorrere il loro unico biglietto sotto la porta.
Il giorno dopo i sei amici ripartono per Roma.
I tre genovesi, capita la lezione, comprano un solo biglietto.
I napoletani non ne comprano nessuno.
Quando sta per arrivare il controllore, i tre genovesi si rifugiano nel bagno.
Lesto lesto, uno dei tre napoletani, fingendosi il controllore, bussa alla porta del bagno dove sono nascosti i genovesi e ad alta voce dice “Per favore, favorisca il biglietto !” …

Saluti

Polemarco

Modificato da Polemarco
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dizzeta

.... “Per favore, favorisca il biglietto !” …

Saluti

Polemarco

Bella ... ma ....quanti reati! Sostituzione di persona (peraltro pubblico ufficiale), truffa, furto di biglietto .....ecc...

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dizzeta

Allora se vuoi la sfida ....

...ti racconterò un autentico “scoop”: La vera storia della nascita della lettera di cambio. …altro che Prato!

Un giorno Costantino, ricco mercante di Costantinopoli, morì; aveva tre amici con i quali era solito divertirsi, gozzovigliare e godersi la vita ogni volta che li incrociava nei vari porti del Mediterraneo.

Le differenti origini di ciascuno non erano d’ostacolo alla loro vera amicizia e Costantino era il più generoso di tutti ogni volta che s’incontravano, così, in omaggio all’amico, i tre compagni parteciparono alle esequie.

Ad un certo punto si avvicinò alla salma Jacopo, mercante fiorentino, e inginocchiato, affranto e piangente, pregò a lungo e infine concluse: “…so che tu credevi fermamente che dopo la morte c’è un’altra vita dove spero tu possa gioire come facevi quando eravamo insieme, visto che tu sei stato tanto generoso con tutti noi io ti offro un fiorino d’oro, in ricordo dei tempi passati, che possa venirti utile per qualcosa là dove stai adesso.” E mise un fiorino d’oro di Firenze nella tasca del defunto.

Poi venne il turno di Alvise, un mercante veneziano, anche lui, s’inginocchiò affranto e piangente, vicino alla salma: “…so che tu credevi fermamente che dopo la morte c’è un’altra vita dove spero tu possa gioire come facevi quando eravamo insieme, visto che tu sei stato tanto generoso con tutti noi io ti offro un ducato d’oro, in ricordo dei tempi passati, che possa venirti utile per qualcosa là dove stai adesso.” E mise un ducato d’oro di Venezia nella tasca del defunto.”

Infine si avvicinò Bacciccia, un mercante genovese, si inginocchiò affranto e piangente:

“…so che tu credevi fermamente che dopo la morte c’è un’altra vita dove spero tu possa gioire come facevi quando eravamo insieme, visto che tu eri tanto generoso con tutti noi io ti vorrei dare un genovino d’oro, ora non l’ho con me, …ma posso rimediare: ho qui un assegno: “…e per me pagate a Costantino tre fiorini d’oro di Genova - non trasferibile - 1 aprile MCCC f.to Baciccia” …gliela mise in tasca e si prese il fiorino e il ducato di resto.

Modificato da dizzeta

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Ciccio 86

Ahahah che belle queste storie campanilistiche e scherzose sui nostri connazionali di ogni città.. W l'Italia !!!!

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Polemarco

'A guera è guera amico mio.

Grandi magazzini di New York,

Un signore vestito completamente di giallo si presenta al commesso romano e gli chiede mezzo melone.

Il commesso romano gli spiega che i grandi magazzini vendono di tutto ma non mezzo melone, semmai uno intero.

Il cliente insiste.

Il commesso si avvia verso il direttore dei grandi magazzini e non si avvede che l’omino giallo lo segue.

Entra nell’ufficio del direttore e dice: “C’è un cretino che vuole mezzo melone”, poi si volta, vede l’omino giallo ed aggiunge: “Fortunatamente c’è il signore che vuole l’altra metà, quindi abbiamo risolto il problema”.

L’omino giallo lo supera e parla sottovoce con il direttore, gli dà una pacca sulle spalle, saluta anche il commesso e se ne va.

Il direttore sorridendo dice al commesso che l’omino era il proprietario di tutti i grandi magazzini della costa ovest, che gli ha fatto i complimenti e che ha proposto il commesso, per la sua prontezza (l’omino giallo aveva capito tutto), come direttore dei grandi magazzini di Miami.

Il commesso è contento e per fare una battuta dice al direttore: “Miami, tutti giocatori di rugby e prostitute.

E il direttore, perplesso,: “Mia moglie è di Miami !”

E il commesso sorridente “E in che ruolo gioca ?”.

Saluti

Polemarco

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dizzeta

Ah, fellone! Due in una ...che fai giochi pesante?

E allora sai perchè nei campetti di calcio giovanili genovesi l'arbitro fa scelgliere il campo con la "pagliuzza" (la più lunga vince e la più corta perde)?

No? ....Lo sapevo che non lo sapevi!

Perchè quando lanciavano la monetina non arrivava mai a terra!

P.S. Cari saluti anche da parte mia ...

Modificato da dizzeta

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Guysimpsons

Avendo un quarto di sangue genovese non posso esimermi dal partecipare alla singolar tenzone:

Si sta organizzando una cena tra amici di varie regioni:

Il Toscano: io porto il pane

Il Sardo: io porto il pecorino

Il Piemontese: io porto il vino

L'Emiliano: io porto i tortellini

Il Genovese: e io...porto... io porto mio fratello !!!

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sagida

Rimanendo in tema, spostandoci in Scozia.

Su una lapide in un cimitero si può leggere: "Qui riposa Mc Donald, perito in una mischia nel tentativo di raccogliere una monetina da 1 Penny".

Sulla lapide accanto si legge invece: "Qui cerca di riposare Mc Douglas, stroncato dal dolore per non aver partecipato alla mischia".

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