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le90

Follis di Costante II

Risposte migliori

le90

Salve! Questo che vi mostro è il mio ultimo acquisto. A mio parere è un bel follis, quasi completamente leggibile, cosa rara su questo tipo di monete. Mi interesserebbe capirne di più sul rovescio. Da quanto ho letto, O (PH) A sta per "officina" ( B sul mio follis, quindi seconda); l I dovrebbe essere l'indicazione dell'anno di regno ( 642-643 d.C.); M è chiaramente il segno di valore del follis. Ma per cosa sta quella parola, ANANEOY? Sul FAC in alcune discussioni ho letto che è una parola greca che sta a significare "rinnovamento" o meglio, "restaurazione". Ma restaurazione di che cosa? Perché questa parola è stata utilizzata sulle monete? La si ritrova a lungo sui follis di Costante II anche sulle monete di Siracusa attribuite ad Eracleona ( cosa che non condivido) prima assegnate a Costante II.

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Follis Anonimo

Philip Grierson ha ipotizzato che l'espressione vada intesa sulla scia della legenda "Deus adiuta Romanis" sugli esagrammi coniati da Eraclio. Mentre quest'ultima è una chiara allusione all'aiuto divino invocato sul fronte persiano, l'iscrizione sulle monete di Costante II si riferirebbe alle guerre contro gli Arabi. Inoltre, al dritto, la prima parte di questa espressione non è altro che la versione greca di "In hoc signo vinces", assegnata a Costante II forse per l'assonanza del nome nei confronti di Costantino il Grande, fatto questo che ha suggerito al Grierson di pensare che in origine queste iscrizioni fossero state progettate per il padre Eraclio Costantino, spesso ricordato dalle fonti come, appunto, "nuovo Costantino".

Modificato da Follis Anonimo
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le90

Philip Grierson ha ipotizzato che l'espressione vada intesa sulla scia della legenda "Deus adiuta Romanis" sugli esagrammi coniati da Eraclio. Mentre quest'ultima è una chiara allusione all'aiuto divino invocato sul fronte persiano, l'iscrizione sulle monete di Costante II si riferirebbe alle guerre contro gli Arabi. Inoltre, al dritto, la prima parte di questa espressione non è altro che la versione greca di "In hoc signo vinces", assegnata a Costante II forse per l'assonanza del nome nei confronti di Costantino il Grande, fatto questo che ha suggerito al Grierson di pensare che in origine queste iscrizioni fossero state progettate per il padre Eraclio Costantino, spesso ricordato dalle fonti come, appunto, "nuovo Costantino".

interessante! Grazie per le info! L' " EN TOUTO NIKA" potrebbe anche essere stato assegnato a Costante II fin da subito, senza necessità di pensare che fosse un conio ricollegabile al padre...del resto anche lui si chiamava Costantino, nei documenti ufficiali e sulle monete era questo il nome usato.

Quante informazioni e storia da una monetina...di questa tipologia poi, le trovo affascinanti!

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