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Caio Ottavio

Sistemi ponderali: quesito.

Risposte migliori

Caio Ottavio

Salve a tutti.

E' la prima volta, dopo un po' di tempo, che scrivo in questa sezione, ma seguo da vicino i contenuti con vivo interesse, soprattutto riguardo la monetazione etrusca al cui studio mi sono accostato di recente. Proprio riguardo questa monetazione, essendo alle prime armi e avendo letto già il volume del Catalli oltre che varie discussioni qui pubblicate, volevo porvi una domanda: la monetazione di Tarquinia fino ad ora nota, quale sistema ponderale segue? Ovvero, secondo quale serie sono stati emessi gli assi (mi riferisco a tutte le serie monetali tarquiniesi oggi note) fusi di questa città? (con riferimento alla discussione "Libbra etrusca": libbra pesante o leggera?).

Grazie a tutti quelli che vorranno soddisfare questa mia curiosità, sperando, in questo modo, anche di aver aperto un nuovo spazio per approfondire questa tematica.

Modificato da Caio Ottavio

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g.aulisio

Domanda complicata.

Prima di addentrarsi nelle considerazioni ponderali alla base delle emissioni di Tarquinia bisognerebbe definire con ragionevole certezza quali sono le emissioni monetarie di Tarquinia...

Un consenso piuttosto ampio a questo proposito esiste circa la serie il cui asse é contraddistinto dalla protome di cinghiale/punta di lancia, per quanto parecchi dubbi circa l'effettiva appartenenza a questa serie di alcuni divisionali permangano. Tale serie secondo Haeberlin sarebbe basata su una libbra di ca. 288 grammi, corrispondente quindi alla cosiddetta libbra etrusca leggera. I numero dei pezzi censiti é comunque estremamente ridotto.

La situazione si complica ulteriormente nel momento in cui si considerino altre serie (o meglio, monete) che sono state da alcuni autori attribuite a Tarquinia:

- L'asse stella a 4 raggi/stella a 4 raggi. Esemplare unico rinvenuto a Tarquinia del peso di gr. 367,35.

- La moneta (forse un asse) stella a 8 raggi/stella a 8 raggi, rinvenuto nella Tomba del sarcofago delle Amazzoni a Tuscania, del peso di gr. 262,00

- I trienti stella e crescente/ruota a 8 raggi, peso medio dei 14 esemplari recensiti dall'Haeberlin di 100,01 gr., con un asse ricavato di circa 300 gr.

- Il triente (o quadrante) aratro/aratro, il cui unico esemplare conosciuto pesa gr. 82,30

- L'oncia giogo/crescente, il cui unico esemplare conosciuto pesa gr. 21,30

- Gli incerti divisionali Rana (anche se l'Haeberlin lo definisce un insetto)/crescente, due esemplari tra i 9 ed i 10 grammi.

Lascio volutamente da parte i lingotti.

Insomma, la situazione é estremamente complicata, sia per il problema delle attribuzioni sia per l'esiguità dei campioni, che rende abbastanza difficili, se non arbitrarie, le ipotesi ponderali.

Modificato da g.aulisio
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L. Licinio Lucullo

Se ben ricordo (vado a memoria) Catalli riconosce tre serie: una (Catalli 62) con tipi coordinati al D/ e al R/, basata su uno standard di 293,26 g (poco superiore alla libbra etrusca leggera, fissata a 286,5 g); la seconda (Catalli 63) con tipi identici sulle due facce, cui attribuisce solo asse e triente, su standard di 358,125 g (standard VI di Maggiani); la terza (Catalli 64) su standard di g 262 (poco inferiore alla libbra etrusca leggera). L’utilizzazione di due distinti piedi ponderali potrebbe essere legata a diversi contesti storici, comunque entro la seconda metà del IV secolo.

Nel 351 Tarquinia sottoscrisse con Roma una tregua quarantennale, che potrebbe aver influito su tali emissioni.

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Caio Ottavio

Grazie mille per le risposte precise ed esaustive. :hi:

Mi rendo conto della difficoltà dell'argomento perchè ad oggi abbiamo davvero poco materiale su cui lavorare, ma, d'altra parte, già nel corso degli studi in passato (in particolare nel XIX secolo) quasi tutti gli studiosi hanno espresso questo problema. Avrei un'altra curiosità da sottoporvi, solo che questa volta riguarda la presunta zecca di Cortona: cosa sappiamo dell'attività monetaria di questa città e delle serie monetali da lei emesse? Quali standard seguono? Potete illustrarmeli brevemente?

Grazie ancora e scusate se ho sommerso gli appassionati di questa sezione di così tante domande. ^_^

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g.aulisio

Grazie mille per le risposte precise ed esaustive. :hi:

Mi rendo conto della difficoltà dell'argomento perchè ad oggi abbiamo davvero poco materiale su cui lavorare, ma, d'altra parte, già nel corso degli studi in passato (in particolare nel XIX secolo) quasi tutti gli studiosi hanno espresso questo problema. Avrei un'altra curiosità da sottoporvi, solo che questa volta riguarda la presunta zecca di Cortona: cosa sappiamo dell'attività monetaria di questa città e delle serie monetali da lei emesse? Quali standard seguono? Potete illustrarmeli brevemente?

Grazie ancora e scusate se ho sommerso gli appassionati di questa sezione di così tante domande. ^_^

Che Cortona emettesse moneta é molto probabile.

Quali siano le serie monetarie da attribuire a Cortona é difficile dirlo: qualcuna delle varie serie riconosciute come etrusche e non attribuite (in passato furono ipoteticamente attribuite a Cortona le serie dell'augure e la ruota/ruota, ipotesi poi lasciate cadere) o qualcuna degli svariati tipi che costituiscono le cosiddette "incerte dell'Italia centrale).

Di conseguenza parlare concretamente di standard monetari in uso a Cortona risulta allo stato attuale di fatto impossibile.

Se ben ricordo (vado a memoria) Catalli riconosce tre serie: una (Catalli 62) con tipi coordinati al D/ e al R/, basata su uno standard di 293,26 g (poco superiore alla libbra etrusca leggera, fissata a 286,5 g); la seconda (Catalli 63) con tipi identici sulle due facce, cui attribuisce solo asse e triente, su standard di 358,125 g (standard VI di Maggiani); la terza (Catalli 64) su standard di g 262 (poco inferiore alla libbra etrusca leggera). L’utilizzazione di due distinti piedi ponderali potrebbe essere legata a diversi contesti storici, comunque entro la seconda metà del IV secolo.

Nel 351 Tarquinia sottoscrisse con Roma una tregua quarantennale, che potrebbe aver influito su tali emissioni.

Il problema é che la seconda serie (Catalli 63) é costituita dall'asse stella a 4 raggi/stella a 4 raggi, assegnata a Tarquinia sulla base del ritrovamento dell'unico esemplare conosciuto, e del triente (o quadrante) aratro/aratro, conosciuto anch'esso in un unico esemplare di provenienza sconosciuta, già erroneamente attribuito a Firmum dal Garrucci, poi caduto nel limbo degli "incerti dell'Italia centrale", quindi ripescato dalla Cesano ed attribuito a Tarquinia su base stilistica.

Oggettivamente un po' pochino, troppo, sia per cio' che riguarda l'attribuzione ma ancora di più per poterci costruire sopra ipotesi ponderali.

Per la terza serie (Catalli 64), non va meglio, tutt'altro: anche qui un unico esemplare di una moneta che potrebbe essere un asse, trovata a Cortona...

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acraf

Ha pienamente ragione Aulisio ad evidenziare le cautele sull'attribuzione di certe monete fuse, in questo caso di Tarquinia.

Anche qui non esistono certezze. Molti esemplari sono pezzi unici e per di più di provenienza incerta, ossia per essi non si conosce il luogo di rinvenimento (vedi il noto quadrante unicum aratro/aratro).

Se si legge attentamente il Catalli (Monete Etrusche, Roma 1990) si noterà la persistenza di vari dubbi sulle tre serie tarquiniesi e solo alcuni nominali sono stati sicuramente trovati nella zona.

In altre parole, è quasi certo che Tarquinia emise l'aes grave, ma non sa bene come erano composte le sue serie....

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g.aulisio

Già. I pochi dati "certi" riguardano alcuni nominali della prima (e a mio modesto avviso unica, quanto meno allo stato delle conoscenze) serie tarquinese, in particolare l'asse, che oltre ai dati di rinvenimento della manciata di esemplari conosciuti, trova riscontro negli affreschi della tomba Giglioli, dove la protome di cinghiale appare con funzione araldica raffigurata su uno scudo.

post-3247-0-20812900-1381789281_thumb.jp

(foto da Archeo )

post-3247-0-92269900-1381789862_thumb.jp

I divisionali con la A sono per lo più stati attribuiti sulla base della rappresentazione del secondo scudo.

Modificato da g.aulisio
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L. Licinio Lucullo

Per la terza serie (Catalli 64), non va meglio, tutt'altro: anche qui un unico esemplare di una moneta che potrebbe essere un asse, trovata a Cortona...

Non è quello della Tomba delle Amazzoni?

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g.aulisio

Non è quello della Tomba delle Amazzoni?

Si', é quello rinvenuto nel 1967 (e di conseguenza sconosciuto a Haeberlin, Garrucci, Cesano, ecc.) nella tomba delle Amazzoni a Cortona:

post-3247-0-69376500-1381826491_thumb.jp

Questi invece i due nominali dell'altra serie: l'asse rinvenuto a Tarquinia e il triente o quadrante -Haeberlin ritiene che non sia possibile stabilirlo con certezza- di provenienza sconosciuta.

post-3247-0-55011600-1381826669_thumb.jp

post-3247-0-23897300-1381826691_thumb.jp

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Caio Ottavio

Grazie a tutti per i preziosi contributi e le puntuali spiegazioni. ;)

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