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dabbene

Lombardia Il 1630 che anno fu per la mon. milanese ?

Risposte migliori

dabbene
Supporter

Si può fare una discussione senza vedere una moneta ? Io direi di si, è possibile, quanto lo vedremo, lo deve vedere anch'io.

Numismatica è anche tecniche di coniazioni, storia, economia, politica e tanto altro, tutto ruota intorno alla numismatica : penso che questa sezione possa e debba offrire anche questi contributi, potrebbe essere anche una nuova strada, un esperimento.

Nel medievale in questi quattro anni di permanenza attiva sul forum ne ho fatte diverse, alcune veramente interessanti, alcune diventate significative, partecipative, certo il medievale si presta molto a tutto questo, ma credo che anche le monete moderne possano offrire qualcosa di simile.

Il titolo dice su cosa vorrei che ci focalizzassimo, un anno, un anno dai grandi significati per Milano, la sua storia, la sua monetazione.

Mi saranno di ausilio almeno due contributi, uno di Adriano Savio su Rin dal titolo " Sulla monetazione milanese di Filippo IV negli anni della carestia e della peste ", l'altro fondamentale di Carlo M. Cipolla " Mouvements Monetaires dans l'Etat de Milan ", ma altri testi certamente aiuteranno la discussione e poi anche riflessioni personali.

Quindi Milano, il 1630, Filippo IV che successe ? Al prossimo post cercherò di entrare un po' più nel vivo....

Nel contempo approfitto di ricordare il proficuo lavoro fatto quest'anno in questa sezione, nelle importanti abbiamo tante e veramente anche qualitative discussioni che rimarranno per tutti, contributi nostri per i lamonetiani ma anche per i tanti visitatori, molti di più degli utenti attivi e poi ricordo, la discussione nelle importanti, che non credo tutti abbiano visto " Archivio : una moneta, una storia ", da gennaio a oggi tante storie, tante monete, un archivio per una numismatica per tutti, come vorremmo che fosse.

Ogni tanto, fermarsi a riflettere su quanto fatto finora in dieci mesi, fare un piccolo consuntivo, un memorandum è utile e opportuno per tutti noi, e ora vedremo questa discussione se riuscirà a portarci a qualche spunto interessante....

Mario

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dabbene
Supporter

Dove eravamo rimasti ? al 1630, che anno fu il 1630 per Milano ? Ed è possibile fare una discussione sul forum senza vedere monete, ma nel contempo parlare anche di numismatica ?

Incomincerei a mettere qualche dato, giusto per incominciare a delineare un quadro di quell'anno, poi comunque ci vorrà anche qualche numero vediamoli allora :

1) Milano subisce una disastrosa carestia per due raccolti consecutivi molto scarsi

2) il Ducato di Milano in quell'anno è fortemente impegnato nell'assedio di Casale Monferrato

3) Milano è terra di passaggio di numerose truppe belliche

4) Milano è colpita da una grave pestilenza superiore per esiti alle precedenti

5) La città subisce di conseguenza un processo di spopolamento importante a seguito della peste, si ritiene che almeno 50.000 persone lasciarono la città

6) Si calcolano circa 85.000 morti per peste, circa la metà dell'intera popolazione

7) Il pericolo del contagio si superò nella primavera del 1631 e da quel momento incominciò l'esodo inverso, il ritorno dalla campagna alla città

Ma tanti sono gli aspetti anche numerici monetari di quegli anni, anche qualche numero servirà per proseguire.....

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Liutprand

Gli avvenimenti di cui parli sono descritti, in maniera egregia - anche se in forma romanzata -, da Manzoni ne I Promessi Sposi, la cui trama inizia nel novembre del 1628.

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dabbene
Supporter

Si, i Promessi Sposi è sempre un bel riferimento per questo periodo, passo a parlare di monete, e in particolare di numeri e tipologie di quel periodo :

Parpagliole

1627 = 796.416

1628 =1.291.488

1629 = 654.528

1630 = 456.096

1631 =1.245.024

Sesini

1627 = 367.625

1628 = 286.117

1629 = 779.935

1630 = 59.981

1631 = 450.385

Ducatoni

1627 = 138.845

1628 = 195.461

1629 = 354.501

1630 = 612.080

1631 = 23.835

Doppie d'oro

1627 = 1.528

1628 = 20.380

1629 = 27.019

1630 = 16.768

1631 = 7.160

Vediamo se questi numeri ci portano poi a qualche riflessione....

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dabbene
Supporter

La prima considerazione che risulta dalla visione da questi numeri è che in un anno come il 1630 terribile in tutti i sensi per Milano, si abbia una coniazione sbalorditiva di ducatoni di ben 612.080 pezzi, mentre l'anno seguente si riduce in modo drastico a soli 23.835.

Analogamente per monete di pregio come la doppia d'oro passiamo da 16.768 a 7.160 nel 1631.

Inverso invece è il dato per le monete povere che si muovono in modo opposto, le parpagliole depresse nel 1630 a 456.096 esplodono nel 1631 a 1.245.024 altrettanto per i sesini da 59.981 a 450.385.

Belle differenze numeriche che discostano la moneta pregiata da quella povera per il circolante.

Qualche ipotesi si può fare ovviamente anche se sembrerebbe difficile spiegarlo, ma forse qualche chiave di lettura ci può anche essere .....o comunque possiamo riflettere un attimo su questo triste 1630 milanese.

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Liutprand

L'incremento di moneta picciola potrebbe rispondere a questa tesi, anche se fantascientifica che riguarda gli untori:

"La terra, i grani e perfino le picciole monete distribuite in elemosina a' poveri, essere asperse di quella materia venefica"

(Giuseppe Ripamonti, La peste di Milano del 1630. Milano 1841)

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dabbene
Supporter

Vediamo se riesco a fare qualche riflessione ad alta voce e se qualcuno poi mi supporta per argomentare meglio, i dati sulla moneta povera parpagliole e sesini sarebbero giustificati dal fatto che in un anno come il 1630 non ci fosse bisogno di un circolante adeguato, d'altronde la popolazione era talmente diminuita che effettivamente è comprensibile una riduzione di tali monete.

Nel contempo altrettanto spiegabile sarebbe il fatto che la moneta povera coniata aumenta l'anno dopo il 1631 per il ritorno di alcuni profughi in città.

Il dato che sembra non essere spiegabile è quello della moneta da grandi transazioni che esplode nel contempo si potrebbe pensare a una esigenza di dover pagare le ingenti truppe impiegate, ma queste venivano pagate con denaro dei loro paesi e per il loro sostentamento erano in uso altri sistemi quali saccheggi e ruberie.

Una possibilità per spiegare le ingenti coniazioni potrebbe essere legata alla carestia dei due anni precedenti, con acquisti importanti di frumento, cereali e altro per sopperire alle difficoltà della popolazione.

In effetti il Savio parla di documenti comprovanti questi acquisti ma tutto ciò spiegherebbe i due anni precedenti il 1628 e il 1629, non il 1630.

Lo stesso Savio ipotizza una possibilità per spiegare queste forti emissioni con forti acquisti di derrate da parte del governo per aiutare la popolazione superstite e in difficoltà.

Questa forse è una chiave di lettura, in particolare se gli acquisti fossero stati fatti in altri ambiti geografici, nel tal caso una moneta utile per grandi transazioni poteva servire.

Ma probabilmente altre considerazioni si possono fare.....

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pier67

ciao a tutti. come noterete nel 1629 si fanno il doppio delle monete coniate nei due anni precedenti, a parte il 1630, che si coniano il doppio di ducatoni, forse per le spese dell assedio del monferrato, bisognerebbe avere i dati delle annate precedenti e posteriori per vedere se era una forma di coniazione consolidata cioé coniare in un anno il doppio dei 2 anni precedenti. non pensate che sia anche una forma per contenere i prezzi non immetendo tanto denaro pesante? sicuramente nelle carestie qualcuno ci marciava. é solo un ipotesi! cmq bella discussione e molto interessante.

Modificato da pier67
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dabbene
Supporter

Fai sicuramente delle interessanti considerazioni Pier, sicuramente l'assedio di Casale influì ma secondo me non fu il fatto scatenante e decisivo per l'aumento dei grandi nominali, poiché le truppe estere venivano pagate con le monete dei loro paesi e si sostevano di solito con ruberie, personalmente lo vedo più come uno dei vari fattori che incisero.

Invece ritengo giusto pensare che in periodo di carestia e di carenza di generi alimentari ci fosse stato un aumento del circolante e quindi anche un aumento dei prezzi, questo varrebbe per la moneta minuta e i dati lo sembrano confermare.

Rimane in campo sicuramente la possibilità di grandi acquisti, magari anche al'estero di derrate agricole, per sopperire al momento tragico della popolazione, questo sarebbe credibile e tra l'altro documentato.

Il governo che si muove con forti acquisti e per questi occorrono tanti e grandi nominali, o quantomeno li si conia perché si pensa che possano occorrere.

Ci sono altre possibili ipotesi, secondo me poco credibili, la fuga di nobili e benestanti che portano via i loro averi, a cui bisogna sopperire con altrettanto monetato da grandi nominali, o tesaurizzatori poi morti che di fatto occultarono le loro ricchezze, ma queste mi sembrano ipotesi più marginali di contorno.

C'è anche da dire che la pestilenza successiva promosse l'emigrazione in campagna della popolazione, che il lavoro fu in quel periodo difficile, se non impossibile, i mezzi di sussistenza di certo mancavano e in qualche modo bisognava poi sopperire.

Ma vediamo..... grazie intanto dell'intervento e vediamo se vengono fuori anche altre idee o ragionamenti......,

Mario

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dabbene
Supporter

L'incremento di moneta picciola potrebbe rispondere a questa tesi, anche se fantascientifica che riguarda gli untori:

"La terra, i grani e perfino le picciole monete distribuite in elemosina a' poveri, essere asperse di quella materia venefica"

(Giuseppe Ripamonti, La peste di Milano del 1630. Milano 1841)

Si Liutprando, interessante segnalazione... qualcosa avevo letto anch'io, gli untori comunque in quegli anni furono purtroppo protagonisti e magari anche in minima parte anche loro fecero parte del contesto.

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dabbene
Supporter

Un piccolo break per alleggerire la discussione....mi ero ripromesso di non mettere qui monete, ma una medaglia come questa ci sta alla meraviglia !

E' una medaglia in argento con data 1630, Filippo IV, al dritto il busto di Filippo, ma al rovescio c'è questa veduta della città di Milano davanti alla quale sono distesi dei corpi ignudi, in alto angelo sulle nubi con spada fiammeggiante.

E' una medaglia emessa a ricordo dell'epidemia di peste che colpì Milano tra la fine del 1629 e il 1630

Da asta Cronos 6, 2012, lotto 355, vecchia riproduzione formata dall'unione dei due lati.

post-18626-0-64602900-1382540842_thumb.j

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dabbene
Supporter

Rovescio della medaglia con la veduta di Milano nell'anno della peste.

post-18626-0-60882600-1382540941_thumb.j

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dabbene
Supporter

Lasciamo aperta comunque una finestra su questi dati numerici da interpretare magari ancora....e ne apro un'altra....

Abbiamo visto che nel 1630 la produzione di ducatoni fu ingentissima, i ducatoni li troviamo con data 1622 e poi con data 1630, poi si passerà ai filippi però del 1657.

Sappiamo che ovviamente quelli con data 1630 furono battuti anche negli anni successivi, mantenendo però su di essi la data del 1630.

Savio nel suo articolo si chiede il perché di questo, perché non furono aggiornate le date e si usò mantenere la stessa per anni ?

Nel contempo la zecca di Milano non fu poi così disattenta alla iconografia, sia busti, che stemmi e denotò una certa attenzione comunque da parte dei coniatori di zecca, vediamo se ve la sentite di proporre qualche ipotesi, anche questo è un aspetto sicuramente interessante......

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dabbene
Supporter

Intanto incomincio con qualche spunto, poi vediamo cosa ne pensate, qui potrebbero intervenire in tanti

@@Parpajola @@giancarlone@@eracle62, tanti....può essere che dipendesse dal fatto che si mettesse la data solo su una nuova emissione per differenziarsi dalle precedenti o anche solo su una diversa coniazione.

Ma potrebbero esserci anche ipotesi più appassionanti, più avvincenti magari tipo quella che ritiene che gli spagnoli dessero alla monetazione significati di propaganda politica o di commemorazione di date importanti, significative.

Se cosi' fosse allora la moneta prenderebbe il significato di moneta memoria, memoria di un avvenimento, di accadimenti, e avrebbe la funzione di monito e testimonianza per il popolo.

In questo caso il 1630 sarebbe stato l'anno della funesta peste, e questo potrebbe sembrare singolare in verità, anche se poi gli spagnoli ritenevano che l'epidemia fosse stata diffusa da loro nemici.

E il 1630 potrebbe essere stata una data per ricordare il risentimento spagnolo verso i nemici.

Certo qui stiamo entrando non solo nella numismatica, ma negli accadimenti storici, economici, numismatica, storia, economia, politica, scienza delle coniazioni, identità e testimonianze, un bel mix indubbiamente, allora si può forse anche senza monete e senza vederle parlare di tutto questo ?

Ma ora attendo....anche se questo 1630 e questi ducatoni del 1630 ancora non mi convincono del tutto per un aspetto almeno....

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pier67

ciao. é vero gli spagnoli pensavano fossero stati i francesi a portare la peste, infatti cominciò in val di susa che era un continuo scorrerie da parte dei francesi.per quanto riguarda la produzione di cosi tanti ducatoni, é vero che come dici nel post precedente ci fu una forte spopolazione, e forse tanti espatri di valuta, la popolazione passo da 130.000 a 65.000 tra il 1628 e il 1630,penso che fu mandato un ingente quantita di oro dalla madre patria (la spagna) proveniente dalle americhe anche per non rischiare di perdere una citta come milano e dintorni. come vedi sono piu le domande che le risposte, spero che qualcuno piu informato di mé provi a dire la sua, complimenti questa discussione si fa sempre piu interessante, un bel diversivo dalle solite ( ma sempre importanti) discussioni.

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dabbene
Supporter

Si, certezze effettivamente non ci sono, i governanti spagnoli però pensarono che le colpe della peste fossero dei francesi, ma anche dei veneziani, una operazione oggi la chiameremmo da intelligence, da agenti e non si può escludere che magari fu anche così, di certo fu una tragedia per la popolazione, ma anche un danno per gli spagnoli, forse il fatto di mettere questa data fu forse legata a questo, un monito, un ricordarsi di questo terribile anno.

Danno perché poi gli spagnoli comunque le dovettero veramente acquistare queste derrate e il costo di questa operazione fu veramente ingente e forse chiudendo il cerchio si capisce la ingente produzione di doppie d'oro e ducatoni....., ma poi torniamo a questi ducatoni, perché qui ripeto ho dei dubbi...

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dabbene
Supporter

Quello che sembrerebbe un altro controsenso, ma questa è una discussione da controsensi, è perché questa produzione molto ingente di ducatoni nel 1630 e che poi continua con questa data fino al 1655, quindi veramente tanti, oggi troviamo che è una moneta rara, molto rara ?

Il Crippa 10 è R/4, il Crippa R/3, il Crippa 12 è R/3, il Crippa 13 ancora R/3 e quindi poi a noi oggi di questa enorme produzione è arrivato o meglio è rimasta ben poco.....

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dabbene
Supporter

Il Crippa stesso ci fornisce una chiave di lettura di questo, ma potrebbero essercene anche altre, dove una testimonianza dell'epoca sostiene che un ventennio più tardi essi erano quasi tutti scomparsi dalla circolazione, cosa dice questa fonte :

" dè Ducatoni poiché, o per il loro antico uso siano consumati, o per l'accrescimento siano stati dall'avarizia altrui scarseggiati, già se n'è quasi persa la spezie..."

La fonte è la relazione del Conte Lorenzo Taverna e del Vicario di Provvisione di Milano del 1674, ma anche in G.Sitoni Di Scozia in " Diplomata antiqua, aliaque documenta, p. 309.

Tra l'altro i pochi esemplari per esempio di Crippa 10 sono tutti in cattivo stato di conservazione.

Per quanto riguarda invece il tipo Crippa 13 il Tribolati, ma anche Crippa, pensano che questo tipo di stampo largo possa essere stata forse una emissione speciale.

Quindi tanti, molti forse tesaurizzati e usciti dalla circolazione o finiti per le transazioni all'estero, comunque i pochi rimasti mal conservati e comunque anche falsificati come risulta nel bando del 1646.

E volendo molto si potrebbe dire credo ancora....

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pier67

ciao. cé un interessante pagina del centro colturale numismatico milanese di LUCA GIANAZZA, non sono riuscito a caricarlo si chiama MONETAMILANOSPAGNOLA, ci sono interessanti schemi sull importazione di argento e oro e la produzione di ducatoni doppie ecc.

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dabbene
Supporter

Si Pier, certo Luca in una discussione come questa la farebbe volare....non si sa mai magari ci legge...., il contributo l'avevo letto ed è molto interessante, ma non ero riuscito poi a scaricarlo, certamente è molto attinente a quello che stiamo dicendo e comunque su Internet lo potete leggere tutti tranquillamente, anzi direi che ve lo consiglio caldamente anch'io,

Mario

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dabbene
Supporter

Parlando delle monete di quegli anni non si può comunque anche parlare anche del fenomeno delle falsificazioni, che non c'era in modo dilagante come sappiamo solo sulle monete piccole, quattrini, parpagliole...., ma anche sui grandi nominali.

C'era anche sui ducatoni del 1630 in argento ; da un bando del 1646 si legge : " in questo Stato due sorti dè ducatoni del stampo di Milano falsi ed adulterati nella bontà intrinseca " e da un Assaggiatore " si che vagliano poco più della metà del vero valore dè ducatoni milanesi ".

In realtà c'era anche un altro problema per queste monete, si evidenziava una scadente qualità di queste monete di nuova emissione, però per queste situazioni l'Argelati ci dice che la colpa veniva poi addebitata al revisore delle stesse.

Quindi qualche problema anche in zecca nel 1630 c'era.....

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dabbene
Supporter

Ma ovviamente non c'erano solo i grandi nominali e le monete d'oro, ma c'era anche moneta piccola e su questa abbiamo prima visto anche dei dati numerici.

Parpagliole, quattrini, sesini, monete anche falsificate, imitate, monete in mistura, rame, monete che però rispetto al ducatone 1630 con data, queste invece non la riportano.

Quindi quelle che circolavano realmente tra il popolo non portano riferimenti datati, quelle importanti per transazioni maggiori invece si.

E anche questo ci può portare a una riflessione volendo, per esempio quando prima parlavamo di riferimenti a motivi eventuali propagandistici o commemorativi, se questo fu, lo fu comunque solo per i grandi nominali e non per le monete piccole di quegli anni.

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dabbene
Supporter

Lascio aperto lo spazio per qualche vostra riflessione eventuale, abbiamo parlato e girato intorno a un anno, il 1630, dove accadde un po' di tutto a Milano, un anno tristemente da ricordare non solo per i fenomeni della carestia, della peste, delle guerre, dei saccheggi, della fame, ma anche per gli intriganti, ma anche affascinanti fenomeni monetari e di coniazione, anche tutto questo è storia, storia numismatica di Milano.

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dabbene
Supporter

Milano, il 1630, i Promessi Sposi, la peste, la carestia, i ducatoni di quell'anno e i loro misteri.....li mandiamo allora in " archivio, ua moneta, una storia " ?

A intervenire e dare una parere o una impressione sui tanti punti di domanda rimasti in gioco comunque siamo e siete sempre in tempo a farlo....

Mario

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eracle62

Sono anni difficili per tutta l'europa, la nostra penisola subisce pesantemente la dominazione spagnola, è il periodo peggiore, sia per Milano che per Napoli, i governatori e i vicerè devastano l'economia e la popolazione, sfruttando ogni tipo di risorsa e portando la poolazione allo stremo, approfittandone sia loro direttamente che i subalterni del controllo diretti di Filippo IV impegnato a reggere il suo trono in Spagna e contrastare le ambizioni territoriali delle super potenze Europee.

In questo clima di precarietà, pensato solo a cosa poteva accadere nelle varie officine monetarie...

Milano e Napoli unite idealmente da due monetazioni importantissime, e legate da questo interessante periodo numismatico, dove le molteplici tipologie diedero valenza allo studio e alla raccolta.

Un momento magico per l'arte e per tutta la cultura nonostante le vicissitidini del periodo.

Vediamo cosa successe un quel fatidico anno nella città di Milano e quali gli eventi piuù significativi :

1630 Il Richini, chiuso in casa per la peste, scrive il Libro di architettura civile e militare, rimasto incompiuto. Il manoscritto si trova all'Archivio Storico Civico.

Viene consacrata la chiesa di S. Alessandro dei Barnabiti. Mancava ancora il coro, la parte superiore della facciata e parte della cupola. Poiché il Binago era morto l'anno precedente, i lavori vengono proseguiti dal Richini e poi da Giuseppe Quadrio che termina la cupola nel 1694. L'ordine superiore della facciata sarà terminato nel 1711 dal barnabita Marcello Zucca in stile barocchetto.

Giovanni Battista Pessina progetta l'ampliamento dell'ospedale Fatebenefratelli, che così può accogliere anche i malati acuti, e la nuova chiesa.

L'ospedale di S. Ambrogio cessa la propria attività.

E' terminata la facciata della chiesa di S. Angelo, nei modi dell'Alessi.

I fratelli Carloni iniziano la decorazione della volta della chiesa di S. Antonio con le Storie della Vera Croce. Francesco del Cairo dipinge il quadro Andrea Avellino sviene dicendo Messa. La volta della cappella dell'Ascensione, di patronato di E. Dal Pozzo, è affrescata da Tanzio da Varallo.

1630 17 gennaio Muore a Milano Fabio Varese, uno dei primi poeti in dialetto milanese.

1630 4 febbraio Grandi feste per la nascita dell'erede di Spagna nato nel novembre 1629. Per l'occasione il Richini progetta una macchina pirotecnica che rappresenta il Monte Etna. Malgrado i numerosi decessi sospetti, si nega ancora la presenza della peste in città.

1630 30 marzo Padre Felice Casati entra nel Lazzaretto come presidente. Finora erano stati ricoverati solo i poveri mendicanti, ma da questo momento entrano anche i sospetti di peste. I Cappuccini sono incaricati di mantenere l'ordine.

1630 maggio La peste è ormai conclamata. Raggiunge il suo massimo il 20 giugno con 158 morti. Si crea un nuovo lazzaretto al Gentilino.

1630 3 maggio Nasce a Milano Carlo Maria Maggi, da Giovan Battista Maggi e Angela Riva.

1630 17 maggio Vengono unte le panche e gli assiti del Duomo. Comincia a diffondersi la paura degli untori. Il 19 maggio un bando del Presidente della Sanità promette ricompense a chi denuncia gli untori. Si sparge la leggenda del diavolo che abita in palazzo Acerbi a Porta Romana.

1630 11 giugno Grande processione con il corpo di S. Carlo Borromeo contro la peste. 1630 21 giugno Prima denuncia contro Guglielmo Piazza che avvia il processo della Colonna Infame.

1630 2 luglio Festa della Visitazione. Federico Borromeo e il Vicario di Provvisione decidono come voto per la liberazione dalla peste di considerare festivo il 2 luglio e di fare una solenne cerimonia nel Santuario di S. Maria presso S. Celso. Il Comune contribuirà alle spese della festa fino al 1868, quando decide di non ottemperare più al voto.

1630 18 luglio Dopo un lungo assedio da parte dei soldati tedeschi, Mantova viene espugnata e saccheggiata.

1630 19 luglio Muore a Milano di peste il pittore Daniele Crespi, a poco più di trent'anni.

1630 22 luglio Incendio a Porta Tosa. Tre giorni scoppia un incendio ancora maggiore al Cordusio, che allarma tutta la città perché si sparge la voce che i Francesi stavano per entrare a Milano.

1630 23 luglio Terribile acquazzone a Milano durante la notte che allaga il Lazzaretto provocando molti morti, soprattutto tra i bambini.

1630 1 agosto Vengono giustiziati come untori in piazza Vetra Gian Giacomo Mora e il Piazza. Viene innalzata la Colonna infame al posto dov'era la casa del Mora corrispondente all'attuale via Gian Giacomo Mora 1. Il 21 agosto è eseguita la condanna di Girolamo Migliavacca, coimputato nel processo. Nell'autunno sono giustiziate come untori almeno altre quattro o cinque persone.

1630 29 agosto In seguito al lascito di Giovanni Andrea Crivelli viene costruita la chiesa dei Santi Giovanni e Carlo al Fopponino (oggi S. Michele sul Carso 34) consacrata nel 1663 con le reliquie dei SS. Faustino, Feliciano e Vitale.

1630 settembre Tra le fine di agosto e l'inizio di settembre, le piogge rinfrescano l'aria attenuando notevolmente la mortalità e avviando l'epidemia alla sua conclusione.

1630 25 ottobre Muore il governatore Ambrogio Spinola-Doria.

1630 3 dicembre Alvaro de Bazan, marchese di Santa Croce, è nominato governatore di Milano.

Modificato da eracle62
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