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IGNORED

Rara civetta tarantina


TARAS
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Salve a tutti, apro questa discussione per condividere la foto di una dracma tarantina di cui non conoscevo l'esistenza.

Lo spunto mi è stato fornito dall'amico Peter, alias Enodia sul fac, che aveva questa immagine nel suo archivio fotografico, e ha chiesto una mano per attribuire una referenza alla moneta, passata in asta negli anni passati presso Leipziger Muenzhandlung (la casa d'asta riportava, erroneamente, Vlasto 1101). Purtroppo Peter non ha registrato l'asta e il numero di lotto, e non mi è stato possibile rintracciarla sui database disponibili online. L'unico dato registrato è il peso: 3,78g.

Tarasdrachm378gnotinVlastoGarrucciXCIX_z

Dopo ore di ricerche (la moneta in questione non è presente nel Ravel-Vlasto, e neanche sui vari SNG o nelle principali referenze sulle monete magnogreche), sono riuscito a trovare un riferimento nel Garrucci (tavola XCIX, n. 13). Purtroppo l'autore non riporta alcuna collocazione o provenienza della moneta descritta e disegnata.

TarasdrachmGarrucciXCIX-13_zps0543cd74.j

Alcune riflessioni:

- Il rovescio mostra il nome del magistrato :Greek_Upsilon: :Greek_Nu: :Greek_Upsilon_2: :Greek_Alpha: :Greek_Nu: :Greek_Iota: :Greek_Omega: e le iniziali dell'incisore :GreeK_Sigma: :Greek_Omega:. L'incisore è ben noto per la presenza delle sue iniziali (a volte :GreeK_Sigma: :Greek_Omega: :GreeK_Sigma: ) su altre dramme col tipo comune della civetta con ali aperte a destra. Il nome del magistrato invece mi sembra sconosciuto, non è neanche tra i 40 nomi di magistrati tarentini che G.L. Mangieri riporta nel suo recente articolo su EOS IV.

- Il peso della moneta è un po' alto rispetto alla media delle altre civette con ali aperte a destra (ciò basterebbe a ipotizzare una datazione più alta? Ma come spiegare la coincidenza delle iniziali dell'incisore?), inoltre guardando la tavola del Garrucci...

Tarasdrachmsizeconfr_zpsf2c3f7d5.jpeg

...si nota chiaramente che la dramma in questione ha un modulo più largo rispetto alle altre più comuni (di quella in foto purtroppo non conosciamo il dato metrologico). Davvero un mistero per me, con le mie scarne conoscenze sulla metrologia numismatica!

- Infine, spesso in epoca moderna si è sospettato che i compilatori di repertori numismatici dei secoli precedenti abbiano "inventato" alcune tipologie per dare alle loro opere una completezza enciclopedica tipica delle aspettative scientifiche dell'epoca. Questo caso smentisce in parte quei sospetti. Piuttosto mi chiedo se verrà mai alla luce un'altra dramma tarantina apparentemente sconosciuta riportata dal Garrucci: mi riferisco al numero 12 disegnato nella stessa tavola, che mostra al rovescio la stessa tipologia della dramma prima discussa, con stesse iniziali e nome di magistrato, ma sul diritto una tipologia mai vista sulle dramme tarantine: una testa barbata a destra!

TarasGarrucci12_zpsa4186b7e.jpeg

Ogni commento, correzione o integrazione alle mie riflessioni è ben accetto.

Saluti :)

Nico

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Salve a tutti, apro questa discussione per condividere la foto di una dracma tarantina di cui non conoscevo l'esistenza.

Lo spunto mi è stato fornito dall'amico Peter, alias Enodia sul fac, che aveva questa immagine nel suo archivio fotografico, e ha chiesto una mano per attribuire una referenza alla moneta, passata in asta negli anni passati presso Leipziger Muenzhandlung (la casa d'asta riportava, erroneamente, Vlasto 1101). Purtroppo Peter non ha registrato l'asta e il numero di lotto, e non mi è stato possibile rintracciarla sui database disponibili online. L'unico dato registrato è il peso: 3,78g.

Tarasdrachm378gnotinVlastoGarrucciXCIX_z

Dopo ore di ricerche (la moneta in questione non è presente nel Ravel-Vlasto, e neanche sui vari SNG o nelle principali referenze sulle monete magnogreche), sono riuscito a trovare un riferimento nel Garrucci (tavola XCIX, n. 13). Purtroppo l'autore non riporta alcuna collocazione o provenienza della moneta descritta e disegnata.

TarasdrachmGarrucciXCIX-13_zps0543cd74.j

Alcune riflessioni:

- Il rovescio mostra il nome del magistrato :Greek_Upsilon: :Greek_Nu: :Greek_Upsilon_2: :Greek_Alpha: :Greek_Nu: :Greek_Iota: :Greek_Omega: e le iniziali dell'incisore :GreeK_Sigma: :Greek_Omega:. L'incisore è ben noto per la presenza delle sue iniziali (a volte :GreeK_Sigma: :Greek_Omega: :GreeK_Sigma: ) su altre dramme col tipo comune della civetta con ali aperte a destra. Il nome del magistrato invece mi sembra sconosciuto, non è neanche tra i 40 nomi di magistrati tarentini che G.L. Mangieri riporta nel suo recente articolo su EOS IV.

- Il peso della moneta è un po' alto rispetto alla media delle altre civette con ali aperte a destra (ciò basterebbe a ipotizzare una datazione più alta? Ma come spiegare la coincidenza delle iniziali dell'incisore?), inoltre guardando la tavola del Garrucci...

Tarasdrachmsizeconfr_zpsf2c3f7d5.jpeg

...si nota chiaramente che la dramma in questione ha un modulo più largo rispetto alle altre più comuni (di quella in foto purtroppo non conosciamo il dato metrologico). Davvero un mistero per me, con le mie scarne conoscenze sulla metrologia numismatica!

- Infine, spesso in epoca moderna si è sospettato che i compilatori di repertori numismatici dei secoli precedenti abbiano "inventato" alcune tipologie per dare alle loro opere una completezza enciclopedica tipica delle aspettative scientifiche dell'epoca. Questo caso smentisce in parte quei sospetti. Piuttosto mi chiedo se verrà mai alla luce un'altra dramma tarantina apparentemente sconosciuta riportata dal Garrucci: mi riferisco al numero 12 disegnato nella stessa tavola, che mostra al rovescio la stessa tipologia della dramma prima discussa, con stesse iniziali e nome di magistrato, ma sul diritto una tipologia mai vista sulle dramme tarantine: una testa barbata a destra!

TarasGarrucci12_zpsa4186b7e.jpeg

Ogni commento, correzione o integrazione alle mie riflessioni è ben accetto.

Saluti :)

Nico

Interessanti osservazioni Nico!

Forse potrebbe essere una variante di quella pubblicata da Garrucci...noto forse un simbolo?? sotto le zampe della civetta??

skuby

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skuby credo sia il fulmine presente anche nelle varianti con civetta a destra. Forse potremmo ipotizzare che Garrucci avesse esaminato un esemplare decentrato e non lo abbia riportato nel disegno. Tuttavia per quanto ne sappiamo potrebbe anche esistere una variante di civetta con ali aperte senza fulmine.

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Purtroppo non ricordo di avere visto in giro questa rara dracma, assieme all'emissione con testa virile barbuta (e ho la netta sensazione che le due emissioni, con testa di Atena e con testa virile, siano legate da un medesimo conio del rovescio).

Posso solo aggiungere che erano già note al Carelli (o meglio all'Avellino che ha fatto gli aggiornamenti).

Stanno alla tavola CXV, n. 406 (con testa di Atena) e 408 (con testa virile):

post-7204-0-69617900-1387147682_thumb.pn

post-7204-0-69870900-1387147695_thumb.pn

Sicuramente un esemplare con testa di Pallade e il caratteristico rovescio sta nel medagliere di Napoli:

Fiorelli 1992 (peso sconosciuto)

Non ho trovato nulla nell'ex collezione Santangelo e soprattutto non so dove possa essere una dracma con testa virile, veramente sorprendente nel panorama della collezione tarentina.

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Grazie acraf!

Avevo dimenticato di controllare sul Carelli, chiedo venia, dopo tutti gli sforzi che alcuni lamonetiani fecero qualche mese fa per ottenerne copia!! Sarà perchè mi rappresento il Carelli come un'opera d'arte più che un repertorio, con quelle tavole magnifiche.

L'ultima volta che sono stato a Napoli sono stato al Nazionale ma il medagliere era chiuso, non so se adesso si possa visitare, se dovessi passare di nuovo da quelle parti proverò a chiedere un appuntamento, sarebbe interessante andare a visionare di persona la dracma in questione, e magari controllare se esista o meno anche la variante con testa barbuta.

Saluti

Nico

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In ogni caso a me fa un pò impressione la seconda dracma, con testa virile, che praticamente copia la famosa testa del dio Dioniso riportata sul famoso tetradramma di Naxos, Cahn 100:

post-7204-0-19033100-1387209111_thumb.jp

Questo tetradramma è stato coniato nel 430-420 a.C. e la dracma tarentina probabilmente è stata coniata oltre un secolo dopo (forse verso la fine del IV secolo a.C. - inizio III secolo a.C.). Un bel divario temporale, anche se non si può escludere a priori che l'incisore tarentino si sia ispirato a quel vecchio capolavoro.

Eppure una simile testa sembra incongrua nel panorama tarentino e temo che sia una creazione moderna (del XIX secolo). Servirebbe riuscire a rintracciare almeno un esemplare fotografato.

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