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g.aulisio

Quando il complice é un "insospettabile"...

Risposte migliori

g.aulisio

Voglio segnalare un recente articolo di L. Bousseau sul clone (fornito di prestigioso pedigrée) di un rarissimo octobolo di Eretria il cui originale é custodito nelle raccolte della Bibliothéque Nationale de France a Parigi.

Il caso mi sembla emblematico, e penso possa contribuire, se ve ne fosse bisogno, a fare piazza pulita di alcuni luoghi comuni, cosi' come a introdurre alcuni spunti di ulteriore riflessione.

Essendo l'articolo in francese ne riassumo per sommi capi i contenuti principali, pur rimandando alla lettura dell'articolo per i dettagli.

Ma veniamo alle monete.

1. post-3247-0-66482000-1391462008_thumb.jp

2. post-3247-0-82606200-1391462022_thumb.jp

La prima é una moneta già appartenente alla collezione Robert Jameson (pubblicata nel 1932) prima di essere messa in vendita da Hess-Leu, passata quindi alla collezione BCD, messa in vendita da Lanz nel 2002, per approdare infine alla collezione Lawrence R. Stack, messa a sua volta in vendita da Stack's nel 2008.

Il secondo é un pezzo già appartenente alla collezione J. Pellerin, pubblicato per la prima volta nel 1763, ed acquisito dalla Bibliothéque Nationale nel 1776, ove é tuttora custodito.

Nell'articolo l'autore propone, e sostanzia, l'ipotesi che il pezzo di Stack's sia un clone ricavato per fusione a partire dalla moneta della BnF, che sarebbe originale.

L'interrogativo sorge spontaneo: in che modo dei falsari (seppur in un lasso di tempo estremamente lungo, tra il 1776 ed il 1923) hanno potuto accedere a materiale gelosamente custodito nei medaglieri della BnF per ricavarne dei cloni?

E qui c'é il colpo di teatro, con l'ingresso sulla scena nientedimeno che del Mionnet, nel ruolo di involontario complice.

In effetti il Mionnet, nei primissimi anni dell'800 produsse una grandissima quantita di calchi in zolfo di pezzi della BnF. E' certo, sulla base di uno scritto dello stesso Mionnet del 1807, che riprodusse anche il pezzo in questione.

Di qui l'ipotesi che il calco del Mionnet sia arrivato in qualche momento nelle mani di falsari che l'abbiano utilizzato per la produzione del clone.

E a questo punto, accettando l'ipotesi, un altro interrogativo si impone (ma questa é una considerazione personale): e gli altri innumerevoli calchi?

https://www.academia.edu/3605115/Un_faux_octobole_dEretrie_des_collections_Stack_BCD_et_Jameson

Modificato da g.aulisio

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Arka

E Jameson non si è accorto che la sua moneta era un fuso?

Arka

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g.aulisio

Lesa maestà?

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skubydu

Grazie per l interessante articolo.

Dove siano gli altri calchi?

Mah.....ci sarà da preoccuparsi...

Anche perché calcare ai tempi per studio era prassi....

P.s. Colgo l occasione per scusarmi della mia poca presenza sul forum in questo periodo, purtroppo ho pochissimo tempo...

Skuby

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Arka

No, no, per carità. Nessuna lesa maestà. Tuttavia Jameson è stato tra i più grandi collezionisti di monete antiche. Ha sicuramente visto una massa enorme di monete e i fusi sono riconoscibili senza grandi difficoltà per un occhio esperto. Quindi che Jameson cadesse proprio su un fuso mi sembra strano. Mi piacerebbe poter esaminare in mano il suo esemplare.

Arka

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