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16 giugno 1940

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Jean Monnet, padre fondatore del processo d'integrazione europea, era venuto alla carica anche prima del 9 maggio 1950 (anno della storica Dichiarazione Schuman): prima ancora aveva ispirato l'importante quanto poco conosciuta dichiarazione del 16 giugno 1940, che se accettata avrebbe cambiato il corso della storia vedendo la nascita dell'unità europea.

Nel giugno 1940 le truppe francesi ed alleate che si battevano contro i nazisti erano sfinite: il generale Maxime Weygand, comandante delle forze armate francesi, riteneva impossibile proseguire la guerra ed era dunque favorevole a chiedere l’armistizio, mentre il solo giovane generale De Gaulle con pochi altri era favorevole alla prosecuzione. In questa drammatica situazione Paul Reynaud, capo del governo francese, riferì a Churchill che il governo lo aveva incaricato di sondare le intenzioni britanniche nel caso la Francia intendesse richiedere l’armistizio. Il Primo Ministro britannico rispose che la Francia avrebbe dovuto proseguire la guerra a fianco degli inglesi: anche se avesse perduto l’intero territorio metropolitano la lotta avrebbe potuto continuare dal nord Africa francese, Algeria, Tunisia e Marocco, dove il governo si sarebbe potuto trasferire.
Contemporaneamente Churchill sollecitò Reynaud ad inviare un appello urgente al presidente Roosvelt per sollecitare l’intervento degli USA. La risposta di Roosvelt fu sconfortante: riconosceva ed ammirava l’eroismo dei francesi, avrebbe incrementato gli sforzi per inviare agli anglo-francesi aiuti in armi e materiali, ma non poteva dichiarare immediatamente guerra alla Germania perchè la costituzione degli Stati Uniti vietava al Presidente di prendere da solo una decisione così importante.

In seguito Churchill s'incontrò con De Gaulle, secondo il quale per convincere il governo francese a proseguire la guerra sarebbe stato necessario inviare a Reynaud una proposta davvero audace: la proclamazione di un’unione federale, predisposta da Jean Monnet con la collaborazione di Sir Robert Vansittart, il Mag. Desmond Morton e Renè Pleven.
Il progetto fu esaminato da Churchill, che in un primo momento non lo approvò, ma vista la gravità della situazione cambiò presto idea: il documento fu approvato dal governo di guerra inglese e il 16 giugno De Gaulle fu autorizzato a trasmetterlo telefonicamente a Reynaud.


DICHIARAZIONE DI UNIONE

In quest'ora così grave della storia del mondo moderno, il Governo del regno unito e la Repubblica Francese si dichiarano indissolubilmente uniti e incrollabilmente risoluti a difendere in comune la giustizia e la libertà contro l'asservimento a un sistema che riduce l'umanità alla condizione dei robot e degli schiavi. I due Governi dichiarano che Francia e Gran Bretagna in avvenire non saranno più due nazioni ma una sola Unione franco-britannica. La costituzione dell'Unione comporterà organismi comuni per la difesa , la politica estera e gli affari economici. Ogni cittadino francese godrà immediatamente della cittadinanza in Gran Bretagna, ogni suddito britannico diventerà un cittadino francese. I due paesi sosterranno in comune la riparazione dei danni di guerra, in qualsiasi luogo essi saranno stati causati, e a questo scopo verranno impegnate ugualmente come un tutto unico le risorse dell'uno e dell'altro. Durante il corso della guerra non ci sarà che un solo Gabinetto di Guerra e tutte le forze della Gran Bretagna e della Francia, sia di terra che di mare e dell'aria, saranno poste sotto la sua direzione. Esso avrà sede dove riterrà di poter governare più utilmente. I due parlamenti saranno ufficialmente fusi, Le nazioni che costituiscono l'impero britannico formano già nuovi eserciti. La Francia manterrà le sue forze disponibili in terra, mare e cielo. L'Unione fa appello agli Stati uniti e chiede loro di sostenere le risorse economiche degli Alleati e di apportare alla causa comune l'aiuto della loro forza materiale. L'unione concentrerà tutte le sue energie contro il potere nemico, ovunque venga data battaglia. In questo modo vinceremo.



Ma le speranze affidate a questo documento, extrema ratio per convincere il governo francese a desistere dalla richiesta d’armistizio, andarono deluse.
Era stato accolto dal depresso Primo Ministro francese con grande soddisfazione, sicuro che con quella carta in mano sarebbe riuscito a convincere il governo a proseguire la guerra. Si avviò per leggere il documento al Presidente della Repubblica Albert Lebrun che si trovava in seduta con il governo, ma la sua lettura non ebbe l’effetto sperato: il gruppo disfattista contrario al proseguimento del conflitto, capitanato dal vecchio Maresciallo Pétain, che Reynaud aveva imprudentemente imbarcato nel suo governo, si dichiarò assolutamente contrario all’Unione anglo-francese, definita “piano dell’ultimo minuto”, “tranello”, “progetto per imporre una tutela britannica alla Francia o portarle via l’Impero coloniale e relegarla al rango di Dominion”, concludendo che “l’unione con la Gran Bretagna era la fusione con un cadavere”. Alla fine il sentimento dominante in seno al Consiglio fu di rigetto della proposta che, neppure messa ai voti, cadde da sè.
Il giorno dopo Reynaud, stremato dalla tensione cui era sottoposto da tanti giorni, rassegnò le dimissioni al Presidente della Repubblica: il 22 dello stesso mese i plenipotenziari di Francia, pur senza aver ottenuto lo svincolo ufficiale della Gran Bretagna degli obblighi contratti con l’intesa anglo-francese del 28 marzo 1940, firmarono l’armistizio con i tedeschi.

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Una curiosità per i filatelisti: furono predisposti dei bozzetti di francobolli comuni franco-britannici. Il 27 gennaio 1940 il ministero francese delle poste propose questa emissione al postmaster britannico Tryon, che il 21 febbraio rispose favorevolmente ed indicò il soggetto: le effigi dei due capi di stato. Il francese Cheffer preparò il bozzetto, consegnato l'8 marzo 1940 ed approvato dalle due parti. L'emissione era prevista per il primo settembre con validità per tutta la guerra.

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