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Legio II Italica

L' Aequitas di Tacito e l' imperialismo romano

Risposte migliori

Legio II Italica

Nell’ opera cosi’ detta “minore” di Cornelio Tacito , il “De Agricola” , esiste un celebre passo estremamente importante e significativo , dove viene evidenziata , ovviamente non per dichiarazione diretta di Tacito , tutta l’ onesta’ e l’ equita’ o imparzialita’ intellettuale del grande storico romano , a ragione ritenuto tale dalla critica antica e moderna .
Ma veniamo ai fatti . Cornelio Tacito scrisse la suddetta opera il “De Agricola” verso il 98 d.C. circa , al tempo degli Imperatori Nerva e Traiano , epoca in cui la liberta’ di pensiero e di parola era piu’ ampia rispetto alla precedente epoca di Domiziano ; in questa opera Tacito descrive la vita e le opere del suocero Giulio Agricola , che governo’ la Britannia al tempo di Domiziano , mettendo in risalto lo spirito di liberta’ e di coraggio dei Britanni , che poi ripetera’ come caratteristica umana dei Germani nell’ altra opera “De Germania” . Nello scritto troviamo contrapposta alla corruzione e tirannia dei Romani , che al suo tempo caratterizzava ancora in parte l’ anima dell’ impero non conoscendo Tacito naturalmente i tempi avvenire in cui i problemi si ampliarono , la semplice e libera vita dei “barbari” , che tanto ricordavano a Tacito il modo di vivere degli antichi Romani precedenti a quelli della sua epoca , rendendo i conquistatori della Britannia rapaci e avari . Questi erano evidentemente gli stati d’ animo della maggior parte dei Romani contemporanei di Tacito , che ricordava con nostalgia ed ammirazione i tempi eroici e idealistici della vecchia Repubblica , qualita’ che vedeva invece presenti nel modo di vivere e nel comportamento del suocero Agricola , rendendolo agli occhi dei suoi tempi , un uomo raro , incorruttibile e retto . Queste situazioni fanno si da mettere in bocca a Calgato , Re dei Britanni Caledoni , un pensiero epico e celeberrimo , espresso ai suoi uomini per eccitarli contro i Romani nell’ imminenza della mitica battaglia del Monte Graupio , in Scozia , avvenuta tra l’ 83 e l’ 84 d.C. che fu comunque a completa vittoria dei Romani seppur in manifesta inferiorita’ numerica . Se questo discorso di Calgato ai suoi uomini avvenne veramente o fu solo un modo di esprimere un sentimento personale di Tacito critico verso l’epoca in cui viveva , mettendolo in bocca ad una seconda persona , questo non lo sapremo mai , ma tutto lascia credere che il discorso di Calgato sia avvenuto realmente , pero’ la possibilita’ della trasmigrazione del pensiero personale di Tacito nella bocca del Re Britanno non e’ da escludere completamente , visto il pensiero dello scrittore riguardo al modo di vivere e di comportamento dei Romani del suo tempo . Fatta questa breve premessa , ecco il celebre testo originale tratto dal “De Agricola” , verso 30 , in cui Calgato infiamma i suoi Caledoni e gli altri popoli coalizzati della Britannia , prima della decisiva battaglia del Monte Graupio :

“Ogni volta che io cerco di guardare dentro alle cause della guerra e al destino che ci sovrasta , sento crescere la fiducia che questa giornata e il vostro accordo saranno l’inizio della liberta’ per tutta la Britannia . Perche’ tutti insieme vi siete qui radunati , perche’ non siete ancora contaminati dalla schiavitu’ , perche’ oltre noi non esiste alcuna terra . Nemmeno il mare e’ sicuro da quando ci minaccia la flotta romana . E dunque la guerra dichiarata e’ si onorevole per i forti ma e’ anche il partito piu’ sicuro per i vigliacchi . Le precedenti battaglie , che ci hanno visto combattere con esito alterno contro i Romani , lasciavano nelle nostre mani ogni speranza di aiuto , perche’ noi i piu’ nobili di tutta la Britannia , per questo abbiamo sede nei penetrali di questa terra e nemmeno vediamo i litorali degli schiavi , perfino gli occhi avevamo incontaminati dal contatto con la tirannide .
Il nostro vivere appartati e l’ oscurita’ della nostra fama hanno difeso fino ad oggi noi , estremi abitatori delle terre e della liberta’ ; ora il confine estremo della Britannia si apre e solo cio’ che e’ ignoto passa per magnifico . Ma nessun popolo ha sede oltre noi , nulla c’e’ se non scogli o flutti , i Romani sono ancora piu’ ostili e dalla loro superbia non c’e’ scampo nemmeno con l’ossequio e la sottomissione . Predatori del mondo intero , quando alle loro ruberie vennero meno le terre , si misero a frugare il mare . Se il nemico e’ ricco eccoli avidi , se e’ povero diventano arroganti . Ne’ Oriente , ne’ Occidente potranno mai saziarli , soli tra tutti gli uomini riescono ad essere ugualmente avidi della ricchezza e della poverta’ . Depredare , trucidare , rubare , essi chiamano col nome bugiardo di Impero . Dove passano creano deserto e lo chiamano Pace”

Chi volesse approfondire l’ argomento trattato consiglio la lettura completa del “De Agricola” ed anche del “De Germania” due volumetti brevi , di facile lettura , alcune volte racchiusi nello stesso testo , si trovano anche in edizione economica al costo di pochi euro , sono importantissimi per lo studio del periodo Tacitiano ; opere di Tacito piu’ impegnative ma essenziali per la storia di Roma del periodo , sono gli Annali e le Storie .
Sotto un probabile busto di Cornelio Tacito , la statua di Giulio Agricola trovata alle terme romane di Bath e la cartina del probabile luogo della battaglia del Monte Graupio .

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Legio II Italica

Per essere maggiormente precisi , Tacito nel libro I , verso I , degli Annali , fa una dichiarazione precisa , cioe' quella di attenersi nelle sua opera alla pura verita' storica dei fatti , con imparzialita' ed equita' di giudizio ; infatti scrive nel prologo riferendosi ad altri storici precedenti a lui o contemporanei :

".............ben presto furono ( altri storici ) dissuasi dal farlo ( cioe' di raccontare la verita' ) per l' aumento strisciante dell' adulazione . Le gesta di Tiberio , di Caio , di Claudio e di Nerone furono alterate per paura , fino a che erano in vita , deformate poi da odii recenti dopo la loro morte . Si che io mi sono proposto di narrare pochi atti di Augusto , gli ultimi ; indi il principato di Tiberio e gli avvenimenti che seguirono , senza astio , né parzialità , poiché l' uno e l' altra mi sono estranee"

Da quanto ci scrive Tacito , ricaviamo che ben pochi scrittori storici del passato hanno tramandato fatti e personalita' dei personaggi importanti che tenevano il governo di Roma , realmente fedeli alla realta' storica ; non resta a noi altro che sapere analizzare bene i classici con altri documenti archeologici ed anche numismatici , cercando il confine tra realta' ed adulazione .

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