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Legio II Italica

La Via Ostiense , i Sepolcri

Risposte migliori

Legio II Italica

Invio questo primo post con l’avvertenza che verra’ diviso in due post separarti , il primo riguardante il sepolcreto romano all’ aperto che si trova nella Via Ostiense a ridosso della Basilica di San Paolo , il secondo riguardante il Museo archeologico e di altre epoche successive , che si trova all’ interno della Basilica stessa , nell’ area del Chiostro ; i due argomenti pur essendo collegati in quanto i reperti archeologici del Museo della Basilica provengono in parte dall’ area del sepolcreto romano della Via Ostiense indagato dal Rinascimento fino verso la fine del 1800 ed esterno alla Basilica , altri da scavi eseguiti sotto la Basilica stessa ; sono comunque reperti di caratteristiche visive diverse , prettamente murarie , il sepolcreto ; marmi vari , colonne , urne funerarie , decorazioni , iscrizioni , il Museo .
Tutte le antiche e principali Vie consolari in uscita da Roma , le principali erano 14 Vie , oltre a quelle secondarie , erano affiancate in entrambi i lati , al di la’ dei passaggi pedonali , da una schiera di sepolcri piu’ o meno grandi e disposti su file parallelle , spesso appartenenti ad interi nuclei familiari , oppure appartenenti a singoli personaggi piu’ o meno famosi ; mentre in genere interrati ma anche in superficie , erano i colombari contenenti ognuno anche parecchie centinaia di loculi che ospitavano le ceneri dei meno abbienti , esistevano poi alcuni sepolcri imperiali , le catacombe e purtroppo anche le fosse comuni per i reietti della societa’ . Considerando i 12 secoli del corso della storia di Roma , si puo’ stimare approssimativamente in svariate decine di milioni di persone che furono sepolte , inumate o cremate , lungo queste vie principali e secondarie , di pari passo anche svariate milioni di iscrizioni che raccontavano in lunghe sequenze di righe oppure brevemente , solo il nome e la durata della vita , il percorso terreno di tanti personaggi dai piu’ famosi agli assolutamente sconosciuti , resi infine uguali al termine della vita .
Anche la via Ostiense che univa Roma ad Ostia , una delle piu’ brevi insieme alla Portuense , alla Laurentina , all’ Ardeatina ed alcune altre , faceva parte di questo cimitero viario , anche in questo caso come in tutte le altre vie , praticamente nulla e’ rimasto di quel museo della morte , quasi tutto e’ stato depredato e distrutto , insieme alle lapidi che raccontavano queste antiche vite , anzi queste ultime sono quelle che maggiormente si sono salvate , raccolte ora nei Musei o in altri luoghi sicuri , anche se tolte dal loro originale contesto storico ci raccontano pero’ di tante vite altrimenti sconosciute .
Lungo l’antica Via Ostiense , che collegava Roma al porto di Ostia , all’altezza di Via delle Sette Chiese , sotto una moderna struttura a volta che lo protegge dalle intemperie , si trova quel poco che rimane del Sepolcreto Ostiense ; già ben noto alla fine del 1800 , fu studiato e scavato sistematicamente , almeno per la porzione oggi visibile, nel 1918 – 1919 dall’ Archeologo Giuseppe Lugli , a seguito di alcuni scavi per la posa del collettore fognario detto all’ epoca Basso di sinistra . Successivi lavori stradali hanno distrutto parte del complesso . Originariamente , infatti , l’area occupata dal sepolcreto si estendeva lungo la rupe tufacea , detta roccia di San Paolo , sul lato opposto della strada e fino al di sotto della Basilica che sorge proprio lì dove si ritiene sia stato sepolto , tra il 65 ed il 67 , l’Apostolo Paolo . Nei sotterranei della chiesa , al di sotto dell’altare papale , è anche possibile vedere il sarcofago che conterrebbe il corpo del Santo e che riporta l’iscrizione “PAULO APOSTOLO MART...”
La necropoli - a circa 2 chilometri dalla Porta Ostiensis - si trova lungo la strada che portava all’antico porto di Roma e fu utilizzata a partire dalla tarda età repubblicana fino al IV secolo d.C. . Essa fu quindi originariamente un ambiente funerario pagano che successivamente , anche a seguito della sepoltura di S.Paolo , iniziò ad essere utilizzato dai primi cristiani . Si passò così dal rito dell’incinerazione , con tombe a colombario , all’inumazione , propria della nuova religione che così velocemente stava prendendo piede a Roma .
Quanto oggi visibile all’interno dell’area scavata si sviluppa su diversi piani sovrapposti . Entrando nell’area archeologica , sulla destra si nota un colombario successivamente trasformato in sepolcro ad inumazione ; accanto ad esso un altro colombario , attribuibile alla Gens Pontia , datato al I secolo d.C. e strutturato con nicchie semicircolari su tre livelli . L’edicola di fondo è composta da un’edicola che poggia su di un podio e sulla quale è ancora visibile una decorazione pittorica rappresentante una gazzella assalita da due leonesse . Da notare anche la presenza di un pozzo .
Dirigendosi sulla sinistra, superate alcune camere sepolcrali a colombario , si incontra un piccolo sepolcro con fronte in cotto , cornici laterizie e stipiti in travertino ; un’iscrizione ne ricorda la proprietaria , Livia Nebris . Al di là di questo si trova un grande ambiente rettangolare delimitato da un muro in opus reticulatum al quale sono addossati sepolcri di vari tipi ed epoche .
Sul lato opposto della strada , presso la rupe detta Rocca di San Paolo , entrando all’interno del ristorante “L’antica Rupe” , al numero 251 , nel cortile interno si possono ammirare alcune tombe ad edicola molto ben conservate fino alla copertura .
I reperti rinvenuti , ora in gran parte custoditi nei Musei Capitolini e nell’Antiquarium Comunale , sono costituiti da iscrizioni e urne cinerarie in marmo decorate con motivi floreali . Una pittura con Prometeo che plasma l’uomo davanti ad Atena , dopo essere stata distaccata è oggi visibile al museo della via Ostiense a Porta San Paolo . Quello che dispiace vedere in questo sepolcreto ostiense , unica e piccola isola superstite , e’ osservare lo stato di abbandono in cui versano i colombari e i resti di tombe a inumazione situati sotto la rupe tufacea di San Paolo , completamente sommersi dalla vegetazione o inglobati dentro locali privati , se non si fosse a conoscenza della loro esistenza e posizione , forse passando nei paraggi , nessuno se ne accorgerebbe .
Purtroppo la visita dentro il sepolcreto non e’ di libero accesso , occorre prendere prenotazione telefonica e occorre essere a gruppi di persone accompagnate da guida , quindi ne’ persone singole , ne’ oltre le 25 unita’ .
Molti altri reperti provenienti dal sepolcreto della Via Ostiense , di diversa natura , che iniziava subito fuori della Porta Ostiense e proseguiva lungo tutto il percorso della Via , sono conservati nel Chiostro della Basilica e comprendono pezzi architettonici anche completi di grandi sepolcri pagani e cristiani , iscrizioni varie , architravi , urne singole , marmi vari , due colonne e due grandi sarcofagi , tutti reperti trovati in diverse epoche storiche e qui conservati ; questa parte archeologica della Basilica di San Paolo fara’ parte del secondo post che invio tra breve .
Come al solito dentro le foto , divise in piu' parti , alcune note .

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Legio II Italica

Seguono foto : I Sepolcri della Via Ostiense

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eliodoro
Supporter

Bellissimo @@Legio II Italica,

ti chiedo, si arriva in metro in questi luoghi?

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Legio II Italica

Ciao @@eliodoro , si , si arriva in Metro fino alla Basilica di San Paolo tramite la linea Metro che va dalla Stazione Termini in direzione Laurentina , sono 5 fermate ; sto inviando il secondo post sul Museo del Chiostro , ciao .

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