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giulira

ducato papale, quale Papa ?

Risposte migliori

giulira
Supporter

Buongiorno,

vi chiedo lumi riguardo a questo aureo del 1500.

I Muntoni e il CNI lo attribuiscono a Leone X, per via dello stemma Medici al /R

Il Chimienti invece nota che uno come Leone X non avrebbe mai consentito di batter moneta ai bolognesi senza le sue armi al /D. Di conseguenza la moneta viene attirbuita ad Alessandro VI che effettivamente aveva concesso alla citta' di battere moneta autonoma. Lo stemma al /R sarebbe quello del cardinale legato (un Medici ovviamente), mentre al /D troviamo il classico leone rampante delle monete autonome bolognesi.

 

Ranieri, da cui proviene la foto postata, diplomaticamente la classifica come anonima pontificia.

 

 

Voi cosa ne pensate ?

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anto R

Premesso che questioni di questo tipo ritengono uno studio approfondito dei documenti di zecca,

 

I Muntoni e il CNI lo attribuiscono a Leone X, per via dello stemma Medici al /R

Il Chimienti invece nota che uno come Leone X non avrebbe mai consentito di batter moneta ai bolognesi senza le sue armi al /D. Di conseguenza la moneta viene attirbuita ad Alessandro VI che effettivamente aveva concesso alla citta' di battere moneta autonoma. Lo stemma al /R sarebbe quello del cardinale legato (un Medici ovviamente), mentre al /D troviamo il classico leone rampante delle monete autonome bolognesi.

 

io voto per l'ipotesi del Chimienti: la prima regola generale che si impara in numismatica è infatti che il diritto riporta il nome (o lo stemma) dell'autorità emittente. Qui lo stemma Medici è appunto al rovescio...quindi a mio parere la moneta non fu coniata sotto il pontificato di Leone X.

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Giov60

Chimienti conosce la zecca di Bologna come nessun altro. Di certo le sue considerazioni vanno anteposte a quelle del Muntoni.

Comunque le armette al rovescio delle monete bolognesi sono relative al legato e alla città di Bologna e non all'autorità emittente. Nel caso in questione, poi, questi Ducati sono stati attribuiti da Chimienti ad Adriano VI (1522-23) non ad Alessandro VI (1492-1503). Ovviamente non vi è certezza ...

 

A proposito di Chimienti è stata appena mandata in tipografia per essere stampata (ed uscirà tra alcune settimane) la prima parte della sua ultima opera, veramente eccezionale: "Incisori e conii della zecca di Bologna conservati presso il Museo Civico di Bologna". Direi che non è presente altra opera nella letteratura numismatica mondiale che sia così approfondita riguardo alla monetazione di una determinata area e completa per quanto riguarda le immagini dei conii (dalla seconda metà del XVI secolo all'unità d'Italia)!

 

Non me ne vorrà se gli rubo alcune frasi dall'introduzione (preliminare):

"[...] Presso il Museo Civico di Bologna sono conservati circa duemila esemplari tra conii e punzoni parziali prodotti dalla zecca di Bologna. La maggior parte di essi corrisponde a monete del XIX secolo (oltre 1500) ma ve ne sono molti prodotti anche in epoche precedenti (227). Vi sono anche alcuni conii prodotti per altre zecche (Roma, Venezia, zecche gonzaghesce). [...] Il vero e proprio catalogo dei conii sarà preceduto da una ricerca sugli incisori che li produssero e da un’introduzione generale sulla loro evoluzione morfologica e funzionale. La ricerca sugli incisori è risultata molto complessa perché se alcuni di questi artisti sono famosi ed esistono su di loro esaurienti biografie, per altri non si ha nessuna notizia se non dai documenti della Zecca. Fortunatamente l’archivio della Zecca di Bologna si è conservato in gran parte ed è oggi raccolto presso l’Archivio di Stato di Bologna.
Poiché il nostro lavoro è risultato alla fine molto esteso, abbiamo deciso di dividerlo in due volumi. Nel primo si troverà il catalogo dei conii della prima classe (cioè quelli antecedenti al regno napoleonico), e sarà preceduto da un’ampia introduzione sui conii e sugli incisori che li produssero. Nel secondo volume, che verrà pubblicato in un secondo tempo, si troverà la restante parte del catalogo dei conii, cioè quelli incisi nel XIX secolo (seconda classe) e sarà preceduto dall’analisi dei documenti cartacei dell’archivio della zecca di Bologna che si riferiscono al XIX secolo e che contengono interessanti informazioni inedite."

Modificato da Giov60

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anto R

Dobbiamo inoltre considerare che la moneta, specialmente quella in oro, circolava al di fuori dei confini dello Stato e portava con se messaggi più o meno espliciti. Pensiamo alla figura che avrebbe avuto il "nostro" Leone X se fossero circolate monete dove il suo stemma era subordinato al leone di Bologna, comunicando quindi una forza municipale maggiore di quella della Santa Sede...

Per quanto riguarda la preparazione di Chimienti sulle monete e sulla zecca di Bologna credo che, già dopo la sua prima opera, nessuno avesse più dubbi :hi:

Modificato da anto R

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rcamil

Chimienti conosce la zecca di Bologna come nessun altro. Di certo le sue considerazioni vanno anteposte a quelle del Muntoni.

 

Avevo letto il topic subito dopo pranzo e mi ero ripromesso di scrivere proprio questo, entrambe le affermazioni mi trovano d'accordo.

 

Dopotutto, "pro" Muntoni giocano sia i 40 anni abbondanti della sua opera, indubbiamente i mezzi a disposizione per accedere alle informazioni erano meno facilmente fruibili di oggi, e la vastità dell'opera stessa, molte attribuzioni sono derivate da interpretazioni o re-interpretazioni delle opere del passato.

 

Oggi uno studioso moderno, specialzzato ed attento come Chimienti, difficilmente può essere confutato su questi temi.

 

Ciao, RCAMIL.

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giulira
Supporter

Chimienti conosce la zecca di Bologna come nessun altro. Di certo le sue considerazioni vanno anteposte a quelle del Muntoni.

Comunque le armette al rovescio delle monete bolognesi sono relative al legato e alla città di Bologna e non all'autorità emittente. Nel caso in questione, poi, questi Ducati sono stati attribuiti da Chimienti ad Adriano VI (1522-23) non ad Alessandro VI (1492-1503). Ovviamente non vi è certezza ...

 

A proposito di Chimienti è stata appena mandata in tipografia per essere stampata (ed uscirà tra alcune settimane) la prima parte della sua ultima opera, veramente eccezionale: "Incisori e conii della zecca di Bologna conservati presso il Museo Civico di Bologna". Direi che non è presente altra opera nella letteratura numismatica mondiale che sia così approfondita riguardo alla monetazione di una determinata area e completa per quanto riguarda le immagini dei conii (dalla seconda metà del XVI secolo all'unità d'Italia)!

 

Non me ne vorrà se gli rubo alcune frasi dall'introduzione (preliminare):

"[...] Presso il Museo Civico di Bologna sono conservati circa duemila esemplari tra conii e punzoni parziali prodotti dalla zecca di Bologna. La maggior parte di essi corrisponde a monete del XIX secolo (oltre 1500) ma ve ne sono molti prodotti anche in epoche precedenti (227). Vi sono anche alcuni conii prodotti per altre zecche (Roma, Venezia, zecche gonzaghesce). [...] Il vero e proprio catalogo dei conii sarà preceduto da una ricerca sugli incisori che li produssero e da un’introduzione generale sulla loro evoluzione morfologica e funzionale. La ricerca sugli incisori è risultata molto complessa perché se alcuni di questi artisti sono famosi ed esistono su di loro esaurienti biografie, per altri non si ha nessuna notizia se non dai documenti della Zecca. Fortunatamente l’archivio della Zecca di Bologna si è conservato in gran parte ed è oggi raccolto presso l’Archivio di Stato di Bologna.

Poiché il nostro lavoro è risultato alla fine molto esteso, abbiamo deciso di dividerlo in due volumi. Nel primo si troverà il catalogo dei conii della prima classe (cioè quelli antecedenti al regno napoleonico), e sarà preceduto da un’ampia introduzione sui conii e sugli incisori che li produssero. Nel secondo volume, che verrà pubblicato in un secondo tempo, si troverà la restante parte del catalogo dei conii, cioè quelli incisi nel XIX secolo (seconda classe) e sarà preceduto dall’analisi dei documenti cartacei dell’archivio della zecca di Bologna che si riferiscono al XIX secolo e che contengono interessanti informazioni inedite."

Si si scusate il refuso, non avevo i libri con me quando ho scritto il post. Ovviamente si tratta di Adriano e non di Alessandro. Anch'io sono convinto della validita' degli arogmenti del Chimienti. Tanto piu' che il legato di Adriano sesto era effettivamente un Medici e poi c'e' la questione della concessione monetaria documentata fatta dal Papa (che era poco interessato alle questioni di potere temporale al contrario del suo predecessore)

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