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g.aulisio

Un augure etrusco in Moravia

Risposte migliori

g.aulisio

Talvolta la capacità delle monete di coprire grandi distanze nell'antichità ci sorprende, specie quando tali distanze non siano percorribili attraverso itinerari marittimi, e ancor più quando si tratti di monete in metallo vile.

Quando poi si tratti di monete caratterizzate da una circolazione generalmente piuttosto limitata ed agganciata a sistemi estremamente localizzati ciò é quasi stupefacente.

Eppure le monete, su itinerari che non ci aspetteremmo e con modalità e ragioni che difficilmente arriveremo a discernere appieno, circolavano... E come se circolavano, finendo spesso in luoghi estremamente remoti.

L'oppido di Němčice (situato in Moravia, Repubblica Ceca) ebbe il suo massimo sviluppo nel periodo tardo lateniano, a partire dal III sec. a.C., affermandosi come un importantissimo centro produttivo legato all'industria del vetro.

Per dare un'idea di dove si trovi l'ho evidenziato in questa cartina con un pallino rosso:

post-3247-0-18511800-1434464360_thumb.pn

Dire che é marginale é forse riduttivo.

Eppure a Němčice, oltre alla testimonianza dell'importanza dell'industria vetraria, sono venute alla luce una quantità impressionante di monete. Il grosso boiche, ovviamente, ma molte provenienti da località insospettate.

Questo schema della Kolnikova riassume bene ed a colpo d'occhio la situazione:

post-3247-0-99652500-1434464654_thumb.pn

Come si può vedere c'era veramente di tutto. Tra questo "di tutto" anche un'oncia della serie cosiddetta dell'augure, una delle serie di aes grave etrusco più elusive. Purtroppo la Kolnikova nel suo corpus dei rinvenimenti di Němčice ne ha pubblicato solo un disegno al tratto:

post-3247-0-49408300-1434464934.png

Per chi fosse interessato ad un approfondimento l'intero corpus dei rinvenimenti é disponibile in linea:

https://www.academia.edu/3618357/Koln%C3%ADková_Eva_Němčice_ein_Macht-_Industrie-_und_Handelszentrum_der_Latenezeit_in_Mähren_und_Siedlungen_am_ihren_Rande._Kommentierter_Fundkatalog._Münzen._Brno_2012_194_S._ISSN_1804-1345_ISBN_978-80-86023-32-8

https://www.academia.edu/3618161/%C4%8Ci%C5%BEm%C3%A1%C5%99_M._Koln%C3%ADkov%C3%A1_E._Noeske_H.-CH._N%C4%9Bm%C4%8Dice-V%C3%ADcem%C4%9B%C5%99ice_ein_neues_Handels-_und_Industriezentrum_der_Latenezeit_in_M%C3%A4hren._Germania_86_2008_655-700

Ps: corretto un link errato

Modificato da g.aulisio
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L. Licinio Lucullo

È sorprendente. Ho sempre pensato che il costo del trasporto di queste monete fosse superiore al loro valore, e per questo mon andassero lontano

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g.aulisio

In questo caso specifico nell'apporto di specie bronzee mediterranee e soprattutto italiche un ruolo può forse essere stato giocato dal ritorno alle sedi originarie (in realtà in parte: nel frattempo ci si erano installati anche i Volcae provenienti dalla Gallia transalpina) dei Boii cispadani scampati al genocidio.

Ma in realtà, probabilmente, le cause e le ragioni di questi spostamenti di masse monetarie bronzee, quali ad esempio le monete africane verso la Gallia transalpina da una parte e l'Illiria interna dall'altra, non le individueremo mai con certezza.

Modificato da g.aulisio
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VALTERI

La diffusione di moneta , anche  italica e  bronzea , in aree distanti dall'origine , potrebbe essere stata anche favorita , in qualche misura , dai bottini di pirateria marittima ,poi dispersi in approdi lontani  ?

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g.aulisio

Nel caso specifico ipotizzare un itinerario marittimo dal Mediterraneo mi sembra abbastanza azzardato, considerando che sarebbe stato necessario passare per il mar Nero, risalire il Danubio fino a Bratislava o Vienna e poi comunque farsi un pezzo a piedi...

Tutto è possibile, ma mi sembra poco probabile l'ipotesi pirateria. Più probabile il commercio (l'oppidum era un importante centro industriale), il mercenariato (i celti fornivano contingenti un po' a tutti in epoca ellenistica) e le migrazioni (sappiamo che i Boii emiliani, dopo la sconfitta da parte dei Romani, rientrarono nelle zone di origine, in Boemia, e magari qualcosa se lo saranno pure portato dietro...)

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VALTERI

Immaginavo l'arrivo alla Moravia , attraverso vie di contatto con approdi dalmati

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