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slapdash84

Prima o poi tutto ritorna..

Risposte migliori

slapdash84

Buonasera a tutti i cari amici collezionisti di papali!

 

Noto che la sezione da un pò di tempo langue, le nuove discussioni si contano col contagocce purtroppo.

 

Apro quindi questa mia con la speranza di leggere qualche bel contributo, sono sicuro che gli spunti non mancheranno.

 

Spulciando tra le varie aste in corso, mi è saltata all'occhio una particolarità che probabilmente molti di voi conoscono: chi di voi vuole raccontarci qualcosa di più su queste due monete così simili ma distanti tra loro ben 1600 anni? È quantomeno curioso ritrovare su una papale un'iconografia romano imperiale, per di più di un imperatore pagano.

 

Quali altri monete papali riprendono nello stile emissioni più antiche nell'iconografia?

 

Grazie a chi vorrà intervenire,

 

Marco

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Liutprand

Bella discussione!! Speriamo che gli specialisti di papali e di romano-imperiali rispondano numerosi!

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dabbene
Supporter

Lo spunto è bellissimo ....con me però caschi male però merita la discussione delle risposte.....male perché sono entrambe monetazioni che non seguo, ma però voglio comunque dire qualcosa a prescindere, questi ritorni alle figure allegoriche, simboliche ritornano spesso nella monetazione in genere dal classico all'età moderna per esempio.

A Milano con Carlo V abbiamo la raffigurazione della Salute, con Filippo II quella della Provvidenza in una moneta la parpagliola tra l'altro usatissima dal popolo e coniatissima, le immagini sulle monete mandano messaggi e quello della Provvidenza era certamente di buon auspicio in un momento in cui il popolo soffriva....

Qui abbiamo un connubio diverso, un po' particolare, in un Testone Pontificio la figura della Fortuna sdraiata con il braccio appoggiato alla roccia e a destra una ruota sulle ginocchia e in leggenda COMMODITAS.

E Fortuna e ruota certamente sono collegate e molto simboliche, la ruota è un simbolo emblematico.... fortuna, vita....credo si possa dire tanto, ma sicuramente i riferimenti dell'epoca classica ritornano....ritornano....

Modificato da dabbene
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slapdash84

Carissimo @@dabbene, grazie per il Tuo bel contributo (spesso viaggiamo sulla stessa linea di pensiero, siamo entrambi dei sognatori!)

 

In effetti spesso le iconografie classiche sono state riprese nelle coniazioni moderne. Penso ad esempio alle 1000 lire del 1970 per i cent'anni di Roma Capitale, che riprendono al rovescio un denario della Gens Aemilia del 62 avanti Cristo, oppure all'euro greco che riprende il celebre tetradramma ateniese dell'epoca classica. Altri esempi sono i 5 e i dieci centesimi di Vittorio Emanuele emessi subito dopo la prima guerra mondiale: in quella spiga ci vedo un chiaro riferimento ad esempio alle emissioni di Metaponto (con il suo celebre statere in incuso), mentre i dieci cent. con l'ape mi fanno volare con la mente alle monete coniate ad Efeso. 

 

È affascinante ritrovare tutti questi elementi su monete distanti tra loro millenni, ed è altrettanto interessante notare come alla fine la forza dei simboli sia sempre la stessa.

 

Tornando alle monete oggetto della discussione, mi incuriosisce in particolare il ruolo dell'incisore pontificio (Hamerani?), che da "semplice" modellatore di conii in questo caso si rivela anche ottimo conoscitore delle emissioni classiche, riproponendo simboli ed allegorie antiche ed adattandole al contesto del suo tempo.. un lavoro davvero notevole a mio modo di vedere. Mi chiedo se Clemente XII fosse conscio di aver riportato in vita con questa emissione qualcosa di così antico e particolare. Sicuramente all'epoca sarà stato un dettaglio alla portata di pochi cultori e conoscitori delle monete classiche..

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rcamil

Bel tema, qualche anno fa l'avevo trattato in questo post commentando un recente acquisto di un amico lamonetiano:

 

http://www.lamoneta.it/topic/67448-testone-clemente-xii-ultimo-acquisto/#entry709055

 

Il testone di Clemente XII è opera di Ottone Hamerani, le cui iniziali sono presenti ai lati dell'armetta Casoni al rovescio in un'altra variante:

 

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L'ispirazione all'iconografia della moneta di Traiano è palese, ma si tratta della dea Fortuna ?

 

Probabilmente non lo è nel caso del sesterzio, dove viene interpretata spesso come personificazione della Via Traiana, e quasi sicuramente non lo è nel caso di questo testone.

 

Difficile che ci sia da parte di un pontefice la volontà di richiamare una divinità romana, più probabile invece che l'interpretazione data già all'epoca al sesterzio ne consentisse una "riproposizione", ossia rappresentare una personificazione della Via Clementina che si andava ad inaugurare in quel 1736. E' abbastanza usuale tra l'altro trovare, soprattutto nelle medaglie del periodo, delle personificazioni di città, fiumi etc, direttamente legati agli eventi commemorati o rappresentati.

 

Comunque la dea Fortuna compare su altre monete pontificie, di Fano (la Fanum Fortunae romana), in particolare giuli emessi durante il pontificato di Gregorio XIII, in due varianti con e senza ruota, entrambe rarissime:

 

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Ciao, RCAMIL.

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sixtus78

Un paragone forse azzardato potrebbe essere tra le iconografie in cui l' imperatore romano parla ai suoi soldati ( presente nel R/ di alcuni sesterzi ) e Gesù che predica alla folla o ai dottori ( vedi alcuni rovesci di testoni della seconda metà del 500' ). Mi rendo conto che il confronto sia irriverente pero' qualche analogia c'è, o no ? Oppure andando più in la tra fine 600' e inizio 700' su certe piastre il pontefice tiene l' omelia o il concistoro tra i suoi fedeli e/o "collaboratori" ( cardinali ).

Modificato da sixtus78

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RobertoRomano

Rovesci inequivocabilmente di ispirazione classica,sono presenti in queste medaglie annuali di Pio VII ,dei primissimi anni dell'Ottocento

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renzo1940

Un amico collezionista, che non partecipa da tempo al nostro forum, ma che si distingueva per conoscenze e anche per lo stile brillante, scriveva qualche anno fa che le medaglie papali costituiscono la prosecuzione delle coniazioni romane antiche, specialmente per quanto riguarda sesterzi e medaglioni (si veda la sua introduzione alla discussione "medaglie papali: originali e riconi", che è tuttora tra le evidenze del nostro forum).

In particolare la Chiesa rinascimentale cercò di restituire Roma alla sua antica grandezza e si propose come continuazione dell'Impero. 

Era una Chiesa molto laica e tollerante, sensibile alla classicità.

Con questa premessa, ovviamente molto approssimata e scritta in una serata di caldo torrido, è evidente che uno studio accurato di riferimenti tra monetazione classica e monetazione /medaglistica papale riempirebbe tante pagine.

A memoria e solo per esempio  cito qualche medaglia che recupera monete classiche o miti antichi.

Spero che qualcuno, più abile di me nell'uso del p.c., trasferisca le immagini delle medaglie che richiamo nella discussione per facilitare la comprensione.

 

Medaglie tratte da monete romane-

Paolo II - Hilaritas Pontificia - Si veda il rovescio della medaglia nel nostro  catalogo - Modesti 123, corrispondente a sesterzio di Adriano.

 

Medaglie tratte da monete classiche-

Leone X - 1521 - Per la cacciata dei francesi da Milano. La vittoria è celebrata con la quadriga della decadramma di Siracusa di Eveneto. La medaglia è nel nostro  catalogo di medaglie papali (Modesti 232).

 

Medaglie che recuperano mitologia antica-

Mi viene in mente la bellissima medaglia di Giulio III (nel catalogo Modesti 450) - diametro circa mm. 60, che porta al diritto la scritta IULIUS III REIPUBLICAE CHRISTIANAE REX ET PATER (si notino i titoli attribuiti al pontefice) e al rovescio la raffigurazione mitologica di Atlante che sostiene il mondo .

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