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g.aulisio

Collecting Coins and the Conflict in Syria

Segnalo questo breve e recente articolo di Ute Wartenberg Kagan (curatore della American Numismatic Society) che trovo interessante soprattutto per la descrizione delle policies messe in atto dall'ANS al fine di non favorire la spoliazione del patrimonio di paesi terzi da parte di organizzazioni criminali o terroristiche.

 

Tra le altre cose mi ha colpito (ma non stupito) il fatto che non accettino nemmeno in donazione monete provenienti da ebay...

 

Buona lettura.

 

https://www.academia.edu/16306945/Collecting_Coins_and_the_Conflict_in_Syria

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Inviato (modificato)

Avevo notato anch'io che nell'ultimo periodo non è piu' cosi' difficile trovare un Vaballato in vendita o una Zenobia. Proprio pochi giorni fa mi sono sorpreso di trovare quattro antoniniani di Vaballato nel negozio online di un noto commerciante numismatico italiano. Questa puo' essere stata solo una coincidenza e le moneta di lecitissima provenienza ma è vero che è una monetazione che sembra non essere piu' cosi' introvabile.

Due diligence.

 

 

ps. Detto cio' se la guerra in Siria continua per altri tre anni ci troveremo presto con il collezionismo di monete antiche con cosi' tanti paletti da rispettare da renderlo di fatto impraticabile e più un attività per amanti dell'adrenalina che un hobby rilassante. Anche la nuova legge paventata in Germania è figlia del conflitto siriano. Allora avremo perso tutti, anche se il mondo accademico penserà di aver vinto e se ne accorgerà forse solo dopo anni.

 

pps. Riguardo invece a Zenobia, molto piu' rara e di quasi sicura zecca siriana, non mi sembra che i collezionisti si stiano tirando indietro dai nuovi esemplari senza pedigree...anzi...E forse Ute farebbe bene anche a guardare in casa perchè gli americani (sia case d'asta che collezionisti) sembrano non disdegnare affatto...

 

http://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=293907

http://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=99774

http://www.acsearch.info/search.html?id=2397429

Modificato da cliff
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Inviato (modificato)

Per il mio periodo di interesse, III secolo e usurpatori, Vaballato pur non essendo tra le monete che reputo fondamentali per la mia collezione (ho deciso per vari motivi di focalizzarmi solo sull'impero gallico e sulla britannia sconfinando anche di qualche secolo per quest'ultima) è sempre stato un imperatore/usurpatore che, tipologicamente, avevo messo nella mia wishlist mentale con la postilla del "prenderla alla prima occasione buona e favorevole".

Ovviamente conduco i miei acquisti nel modo più trasparente e lecito possibile, rivolgendomi presso venditori seri, affidabili, regolari e raccogliendo per ogni moneta la dovuta documentazione atta a dimostrarne il lecito possesso (fatture, ricevute, licenze di esportazioni, dichiarazioni di provenienza da vecchie collezioni ecc) nonostante i miei acquisti siano fatti tutti presso venditori stranieri e quindi potenzialmente esulino dall'avere il certificato di lecita provenienza previsto dalla nostra legislazione.

Chiamiamolo pure eccesso di zelo o di prudenza, anche se preferisco chiamarlo "codice etico personale". 

Mi fa stare tranquillo e vedo che riesco a collezionare tranquillamente e a prezzi più che onesti (ovviamente più o meno bassi a seconda della moneta o dell'eventuale "affare" di turno), ma non mi pare di fare i salti mortali.

Certo ci sarebbero delle belle monete che fanno gola ma se non hanno il giusto pedigree... passo il turno. So aspettare e la pazienza alla lunga premia.

Ritornando al nostro Vaballato, dopo questa premessa, ho notato come ultimamente stia fiorendo un po' ovunque (e non parlo solo del mercato online di ebay, è in aumento anche nelle aste).

Non c'è settimana in cui sui vari canali di vendita (ebay, aste, negozi numismatici con vetrina online ecc) ci siano antoniniani di Aureliano/Vaballato. Certo ci sono sempre stati, ma ultimamente stanno fiorendo come funghi.

Al che mi son detto... da dove arrivano? Non avendo modo di darmi una risposta seria e sapendo dove in antichità sono stati coniati e cosa sta succedendo ora in quei territori ho preso la mia decisione: Vaballato grazie no, non lo prendo.

Mi si potrà obbiettare che si trova tranquillamente in molti negozi numismatici, in venditori che operano non solo online ma anche solo in sedi fisse e che quindi con la moneta posso avere il documento di turno (dalla fattura al certificato). Sì, ok. Verissimo. Ma non posso essere certo al 100% di tutta la filiera della provenienza.

Il collezionista o commerciante di turno potrebbe obiettarmi: e della filiera di un antoniano di Postumo? Che mi dici? Puoi ricostruirla al 100%?

La risposta ovviamente è sempre la stessa: no, non posso.

Allora, cosa cambia se acquisto da un commerciante tedesco a caso un antoniniano di Vaballato piuttosto che un antoniniano di Postumo ricevendo per entrambi regolare fattura?

Oggettivamente nulla. Certo.

Ma il mio pensiero è: vero che io personalmente non ho infranto alcuna legge e che in caso di contestazioni io sarò sempre pulito perché in grado di dimostrare che il mio acquisto è stato lecito, ma "potenzialmente" l'avere una moneta proveniente da determinate zone del mondo ora martoriate e in mano a genti(?) di simile fattura mi fa star bene con la coscienza? Scusate ma no. Non mi fa star bene, pertanto tu commerciante regolare tedesco, francese, belga, italiano o che... mi vuoi vendere un Vaballato? Ok, te lo compero, ma dammi il cartellino di vecchia collezione, dimmi qualcosa di provato o provabile sulla provenienza e fammi un buon prezzo. Mi fai solo il prezzo buono e mi dai la ricevuta? Grazie ma no, io non te lo compero.

Con questo non voglio condannare a priori quei venditori con tutte le carte in regola che mensilmente o settimanalmente mettono in vendita uno, due o più pezzi di questo imperatore, sia chiaro! Non ho alcun elemento per farlo. La mia vuole solo essere una riflessione fatta ad alta voce, condivisibile come no.

 

PS Vaballato è "arrivato" anche in Britannia in antichità, sia chiaro! Anche se non massicciamente come altri suoi "colleghi": https://finds.org.uk/database/search/results/q/Vabalathus

Modificato da grigioviola
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Di Aureliano/vaballato il mercato è sempre stato inondato e non è assolutamente una moneta rara, è da sempre copiosa in negozi e cataloghi quindi non vedo perché uno si dovrebbe far problemi ad acquistarne una.

Discorso diverso per emissioni di Zenobia o di vaballato da augusto dove c'è una rarità effettiva maggiore anche se comunque da anni il mercato vede sempre nuovi esemplari (e tal proposito suggerisco di leggere il testo di roger bland) dove si comprende che questo meccanismo non è innescato dalla guerra ma comunque ha radici più vecchie.

Ognuno ovviamente la pensa e agisce come crede, ma permettetemi di dire che la possibile ricettazione di un bene trafugato o proveniente da zone di guerra si ha comunque con qualsiasi moneta acquistata da un commerciante onesto chiunque esso sia perché anche il più comune sesterzio può essere di scavo e passato di mano in mano in mano fino ad arrivare al banco di un convegno o di un negozio. Anche gli acquisti inglesi non ti possono far sentire con la coscienza a posto perché si sa che quando viene trovato un Hoard o un piccolo ripostiglio capita che lo scopritore che lo denuncia tiene per se occultati pezzi più o meno pregiati che vende poi privatamente. Tutto il mondo è paese, troppi antoniniani di vaballato e Zenobia ci vorrebbero per arrivare agli 11 milioni di euro pagati per il riscatto di quelle due che se sono andate irresponsabilmente in Siria, parliamo del filo d 'erba ma non vediamo la trave.

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L'exploit di aureliano/vaballato in questo ultimo periodo è innegabile. Ci sono alcuni venditori che da un po' di tempo a questa parte ne mettono in vendita sistematicamente una decina di pezzi a settimana. Ci sono sempre stati, vero. Ma mai come in questo momento. Non sta a me trovare il perché, ho solo rilevato la situazione e ho deciso di agire secondo il mio sentire.

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Segnalo questo breve e recente articolo di Ute Wartenberg Kagan (curatore della American Numismatic Society) che trovo interessante soprattutto per la descrizione delle policies messe in atto dall'ANS al fine di non favorire la spoliazione del patrimonio di paesi terzi da parte di organizzazioni criminali o terroristiche.

 

Tra le altre cose mi ha colpito (ma non stupito) il fatto che non accettino nemmeno in donazione monete provenienti da ebay...

 

Buona lettura.

 

https://www.academia.edu/16306945/Collecting_Coins_and_the_Conflict_in_Syria

Molto interessante, e importante:  ringrazio @g.aulisio per la segnalazione.

 

Un caro saluto MB

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Di Aureliano/vaballato il mercato è sempre stato inondato e non è assolutamente una moneta rara, è da sempre copiosa in negozi e cataloghi quindi non vedo perché uno si dovrebbe far problemi ad acquistarne una.

Discorso diverso per emissioni di Zenobia o di vaballato da augusto dove c'è una rarità effettiva maggiore anche se comunque da anni il mercato vede sempre nuovi esemplari (e tal proposito suggerisco di leggere il testo di roger bland) dove si comprende che questo meccanismo non è innescato dalla guerra ma comunque ha radici più vecchie.

Ognuno ovviamente la pensa e agisce come crede, ma permettetemi di dire che la possibile ricettazione di un bene trafugato o proveniente da zone di guerra si ha comunque con qualsiasi moneta acquistata da un commerciante onesto chiunque esso sia perché anche il più comune sesterzio può essere di scavo e passato di mano in mano in mano fino ad arrivare al banco di un convegno o di un negozio. Anche gli acquisti inglesi non ti possono far sentire con la coscienza a posto perché si sa che quando viene trovato un Hoard o un piccolo ripostiglio capita che lo scopritore che lo denuncia tiene per se occultati pezzi più o meno pregiati che vende poi privatamente. Tutto il mondo è paese, troppi antoniniani di vaballato e Zenobia ci vorrebbero per arrivare agli 11 milioni di euro pagati per il riscatto di quelle due che se sono andate irresponsabilmente in Siria, parliamo del filo d 'erba ma non vediamo la trave.

 

Anche tu in effetti hai le tue ragioni e gli argomenti che porti sono sensati.

Sembra che questa guerra abbia risvegliato molte coscienze assopite ed ora bisogna assolutamente bloccare tutto il commercio di monete antiche mondiali in modo da fermare il finanziamento dell'ISIS e cosi' forse vincere la guerra...Ma per piacere.... 

Una sorta di nuova crociata quindi, molto piu' probabilmente un'ottima scusa per giustificare leggi piu' restrittive che limitino e semiparalizzino il collezionismo.

E' indubbio che ci siano delle monete che filtrino dai territori di guerra al mercato nero internazionale ed è giusto prestarvi attenzione ed essere piu' che attenti negli acquisti, ma le quantità credo che siano comunque molto limitate rispetto alla massa totale di monete senza provenienza (e quindi tutte potenzialmente di scavo) che circolano a livello mondiale. Diciamo quindi che nella comunità accademica le frange piu' conservatrici e contrarie al collezionismo privato (da sempre) hanno ora trovato una nuova ottima giustificazione per richiedere leggi piu' restrittive, oltretutto una giustificazione a cui i politici sono in questo momento molto attenti e ricettivi.

Come dici tu il fenomeno dei metal detector esiste ormai da almeno 30 anni ed è stata la prima causa che ha fatto sì che nei mercati giungesse un numero importante di nuove monete, ben prima della guerra in Siria. Questo è evidente dallo studio di Roger Bland e non puo' essere ignorato. 

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Anche tu in effetti hai le tue ragioni e gli argomenti che porti sono sensati.

Sembra che questa guerra abbia risvegliato molte coscienze assopite ed ora bisogna assolutamente bloccare tutto il commercio di monete antiche mondiali in modo da fermare il finanziamento dell'ISIS e cosi' forse vincere la guerra...Ma per piacere....

Una sorta di nuova crociata quindi, molto piu' probabilmente un'ottima scusa per giustificare leggi piu' restrittive che limitino e semiparalizzino il collezionismo.

E' indubbio che ci siano delle monete che filtrino dai territori di guerra al mercato nero internazionale ed è giusto prestarvi attenzione ed essere piu' che attenti negli acquisti, ma le quantità credo che siano comunque molto limitate rispetto alla massa totale di monete senza provenienza (e quindi tutte potenzialmente di scavo) che circolano a livello mondiale. Diciamo quindi che nella comunità accademica le frange piu' conservatrici e contrarie al collezionismo privato (da sempre) hanno ora trovato una nuova ottima giustificazione per richiedere leggi piu' restrittive, oltretutto una giustificazione a cui i politici sono in questo momento molto attenti e ricettivi.

Come dici tu il fenomeno dei metal detector esiste ormai da almeno 30 anni ed è stata la prima causa che ha fatto sì che nei mercati giungesse un numero importante di nuove monete, ben prima della guerra in Siria. Questo è evidente dallo studio di Roger Bland e non puo' essere ignorato.

Esattamente, hai centrato il discorso.

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