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anto R

Giulio II e "l'ombrellino"

Sabato ero al convegno di Parma e prima della mia conferenza son riuscito a fare un giro tra i banchi degli espositori. Il risultato è stato l'essermi portato a casa un lotto di denari provisini da studio e la moneta che voglio ora presentarvi.

post-32073-0-28641000-1460391617_thumb.j

In questo mezzo giulio (praticamente un grosso, dato che il giulio ne valeva due) il della Rovere si fa un po' british e, sebbene non ce ne sia bisogno, porta con sé l'ombrello. Anzi, l'ombrellino come lo chiama un amico della sezione. Si tratta di una moneta abbastanza fuori dal seminato dei precedenti argenti papali, al rovescio scompaiono i santi Pietro e Paolo e troviamo le chiavi decussate e legate, sormontate dal padiglione. Un'iconografia che rimanda subito alle monetazioni delle sedi vacanti, ma lo stemma e il nome di Giulio II al diritto non lasciano dubbio alcuno... Possiamo vedere il gemello coniato nella zecca di Ancona nell'imminente NAC 90.

Si tratta di una tipologia, a prescindere dalla zecca emittente, non proprio comune: vedo che genericamente sono considerate R o R2 (con una tendenza a dare quest'ultimo grado all'emissione marchigiana) e non posso che concordare. In riferimento al mio esemplare, è un peccato la parziale tosatura del tondello, che però comunque non compromette eccessivamente la leggibilità.

Ora lascio la parola a voi...

Un caro saluto a tutti,

Antonio

 

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Ciao @@anto R, purtroppo a Parma non ho avuto modo di esserci, ma fa piacere che qualcuno abbia trovato una papale di rilievo !  ;)

 

Sei certo della tosatura ? Se il peso fosse nella norma, è probabile che sia un tondello non perfettamente circolare, mi pare infatti strano che abbia interessato solo una porzione marginale del tondello.

 

Per Roma è più comune questo tipo con lo stemma decagono di quello con lo stemma a cuore (M. 36), ma sul tuo noto che manca il "cerchietto" tra "IVLIVS" e "II" al diritto; non si tratta di un salto di conio, la moneta ne è priva, ed inoltre ho in archivio un'altra immagine di un esemplare con la stessa particolarità, purtroppo forato:

 

post-35-0-64657100-1460395490.jpg

 

E' un conio che il Muntoni non cita e che è presente in un solo esemplare nel CNI, al n°171 (peso 1,78 grammi), tra l'altro un esemplare non facente parte della Collezione Reale, ma presente al Museo Bottacin di Padova.

 

Concludendo, credo che la tua moneta in una sola R è ci sta stretta...  :P

 

Ciao, RCAMIL.

 

 

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Ammetto che non avevo ancora messo la moneta sul bilancino... visto il peso di 1,87 gr. direi che l'ipotesi "tosatura" non regge più! Avevo notato la variante di punteggiatura, ed effettivamente non è così comune da riscontrare, anzi! In una sola R ci sta stretta come sta stretta sul tondello...

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come ho gia' detto ad Antonio in occasione del covegno di Parma, non ho mai capito il perche' del classico simbolo della Sede Vacante, se poi pensiamo che non ci sono neppure mezzi Giuli di S.V. che potrebbero giustificare l'utilizzo di un conio gia' esistente.....

Magari sul forum c'e' qualcuno che ne conosce il motivo..

Daniele

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Il rovescio con chiavi e padiglione lo troviamo anche nelle coniazioni di Leone X, sempre in un mezzo giulio catalogato da Muntoni al n° 35. Ed in questo caso pensare all'utilizzo dei coni del pontefice precedente è più che legittimo...ma per Giulio II non so cosa dire!

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E e e l'ombrellino è farina del sacco del buon Darectasapere.... Bella moneta Anto R, propendo pure io per un R2 e complimenti alla tua giovane vivacità ma savia conoscenza delle monete papali, ciao.

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Inviato (modificato)

Io credo che la risposta sia nella legenda del rovescio delle monete.

CLAVES REGNI CELORUM

che poi è l'abbreviazione di:
TU ES PETRUS ET SUPER HANC PETRAM AEDIFICABO ECCLESIAM MEAM ET TIBI TABO CLAVES REGNI COELORUM

senza dimenticare che nel 1506 fu proprio Giulio II a porre la prima pietra della "Fabbrica di San Pietro", e Leone X, suo successore, proseguì l'opera.

Altri pontefici successivi, comunque, utilizzarono successivamente la frase Claves Regni Coelorum sia per monete che per medaglie, e praticamente tutti utilizzando nel campo le chiavi decussate ed il padiglione o la tiara.

Ad ogni buon conto, personalmente ritengo che i mezzi giuli di Giulio II per Roma si possano considerare almeno R2, mentre quelli per Ancona possano essere R2-R3, idem Leone X  che per la zecca di Ancona sembrerebbe un pelino più raro.


Fonte Cataloghi Online

Modificato da miroita

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Supporter

Inviato (modificato)

Buona serata

 

Entro a "gamba tesa" in una monetazione che conosco poco; certamente è un'ovvietà quello che dico, ma il padiglione (come l'avete nominato, io ho esperienza di ombrella) è tutto sommato uno degli attributi figurativi che rappresenta la maestà.

 

Può essere che nella monetazione pontificia fosse più presente nelle monete coniate in occasione della sede vacante, però non dovrebbe essere esclusivo del periodo.

 

Lo stesso attributo l'aveva il Doge di Venezia; mai sulle monete, ma nelle "andate" (cortei dogali) il Doge era preceduto da valletti che portavano su un vassoio il "corno" (corona dogale), poi il cero bianco, quindi la seggiola con il cuscino in broccato d'oro; finalmente c'era il Doge ed alle sue spalle un valletto che gli copriva il capo con l'ombrella in tessuto d'oro (pressocché uguale a quella rappresentata sulla moneta postata) ed a seguire lo spadone.

 

Tutte insegne regali ....

 

https://corteodogale.files.wordpress.com/2012/08/04-pagan.jpg

 

cliccare sopra per ingrandire

 

non escludo nemmeno che l'ombrella si usasse anche in altri regni e non escludo che il suo uso venga da Bisanzio (da controllare)

 

scusate la digressione. Anto, bella moneta :good: complimenti.

 

saluti

luciano

Modificato da 417sonia
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Dici bene Miroita, "altri pontefici usarono successivamente la frase e nel campo le chiavi decussate con la tiara", ma con l'ombrellino......

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Giustissime le osservazioni di miroita e di Luciano, però mi chiedo perché usare il padiglione e non la tiara...

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Supporter

Forse perché la tiara è attributo del Pontefice regnante. L'ombrello rappresenta la maestà in senso generico.

 

Durante la sede vacante il Pontefice non c'è, ma l'ombrella rappresenta la maestà del Regno di Pietro (chiave decussate) ....... forse?

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In effetti, l'ombrellone è la Basilica, quindi la rappresentazione della Chiesa. E con questo, ripeto, la Fabbrica di San Pietro (la Basilica) nacque con Giulio II  (1506) e continuò con Leone X.

La Tiara/Triregno, invece, rappresenta il triplice potere del Papa (Padre dei Re, Rettore del Mondo, Vicario di Cristo).

 

Ora, mi domando e domando, quando fu utilizzato per la prima volta l'ombrellone?

E quando fu utilizzato per la prima volta nella monetazione di Sede Vacante?

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(...)

Ora, mi domando e domando, quando fu utilizzato per la prima volta l'ombrellone?

(...)

 

Qui:

 

00_Stirnwand_8.jpg

(da: http://www.bergamopost.it/chi-e/era-sto-san-silvestro/)

 

É uno degli affreschi con le Storie di San Silvestro, presenti nell'omonimo oratorio della basilica dei Ss. Quattro Coronati a Roma.

Qui il Santo papa è a cavallo, sotto l'ombrello-gonfalone, scortato dall'imperatore Costantino.

XII secolo.

Prima presenza nota del gonfalone nell'arte.

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In effetti, l'ombrellone è la Basilica, quindi la rappresentazione della Chiesa. E con questo, ripeto, la Fabbrica di San Pietro (la Basilica) nacque con Giulio II  (1506) e continuò con Leone X.

La Tiara/Triregno, invece, rappresenta il triplice potere del Papa (Padre dei Re, Rettore del Mondo, Vicario di Cristo).

 

Ora, mi domando e domando, quando fu utilizzato per la prima volta l'ombrellone?

E quando fu utilizzato per la prima volta nella monetazione di Sede Vacante?

nella S.V.1521, Fiorino di camera e Giulio, Camerlengo Francesco Armellini.

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nella S.V.1521, Fiorino di camera e Giulio, Camerlengo Francesco Armellini.

subito dopo Giulio II e Leone x.

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Consultando il Muntoni ho scoperto che il precursore di questa tipologia è un mezzo grosso di Innocenzo VIII coniato ad Ancona (Mun 17).

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