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ImmensaF

Sesterzio Commodo

Ciao, oggi ho ricevuto questa moneta e cercando di catalogarla( credo sia RIC 308C) ho visto che al rovescio riporta la figura di Giove intento a proteggere il nuovo imperatore Commodo ( viene datata 181 d.c. ovvero l'anno successivo all'ascesa al trono dello stesso). Vorrei capire la differenza tra Iovi e Ivppiter ( che troviamo in questa moneta) e se il rovescio voglia semplicemente essere di buon auspicio dell'imperatore visto che godrà della protezione del re degli dei, o se stia a significare un qualcosa di diverso magari per un qualche particolare accadimento avvenuto proprio durante l'anno 181.

 

grazie 

 

Luca

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Iupiter è nominativo (soggetto della frase per intenderci) mentre Iovi è dativo ("a Giove", "dedicato a Giove")

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Inviato (modificato)

La datazione al 181 è data dalla legenda TRP VI (Commodo ha rivestio la tribunicia potestas per la prima volta nel 176).

La scena rappresenta la protezione accordata da Giove: quindi il potere imperiale viene legittimato dalla volontà divina.

Comunque la tua identificazione della moneta è corretta.

Modificato da Ross14

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Aggiungo (spero di non dire una cavolata...) che l'uso del nominativo e non del dativo possa essere ricondotto ad una parte attiva di Giove stesso nella protezione e nella guida dell'impero.

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Aggiungo (spero di non dire una cavolata...) che l'uso del nominativo e non del dativo possa essere ricondotto ad una parte attiva di Giove stesso nella protezione e nella guida dell'impero.

A parte la mia ignoranza sul nominativo /dativo dato che ho studiato latino alle superiori, la cosa a cui mi volevo riferire era proprio questa in quanto solitamente troviamo Iovi e quindi volevo capire a cosa fosse dovuto l'uso di Iuppiter in questo caso. Grazie mille @Ross14 per le spiegazioni

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DE GREGE EPICURI

Interessati le chiazze di azzurrite, che è una salificazione del rame non tanto frequente sulle monete (se ne era parlato non molto tempo fa).

Quanto al "caso" in cui è declinato il nome della divinità, o anche quello dell'imperatore, trovo che sia un argomento mai del tutto approfondito, e che varrebbe la pena studiare. Le divinità si trovano soprattutto al nominativo e al dativo (dedicatorio, si può dire); ma anche all'accusativo, come mi è stato fatto notare recentemente, mentre io non ne avevo mai viste.  I nomi degli imperatori (ad es. i figli di Costantino), pur essendo quasi sempre al nominativo, esistono anche al genitivo e al dativo. Attendiamo qualche filologo epigrafista...

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DE GREGE EPICURI

Interessati le chiazze di azzurrite, che è una salificazione del rame non tanto frequente sulle monete (se ne era parlato non molto tempo fa).

Quanto al "caso" in cui è declinato il nome della divinità, o anche quello dell'imperatore, trovo che sia un argomento mai del tutto approfondito, e che varrebbe la pena studiare. Le divinità si trovano soprattutto al nominativo e al dativo (dedicatorio, si può dire); ma anche all'accusativo, come mi è stato fatto notare recentemente, mentre io non ne avevo mai viste.  I nomi degli imperatori (ad es. i figli di Costantino), pur essendo quasi sempre al nominativo, esistono anche al genitivo e al dativo. Attendiamo qualche filologo epigrafista...

 

Alla puntuale elencazione dei casi con i quali si trovano per lo più declinate le legende delle monete imperiali romane, aggiungo solo che ogni tanto si trova anche l'ablativo. Nelle personificazioni allegoriche ad esempio (PERPETVITATE) o nei "VOTA" per l'imperatore che in alcuni casi sono indicati come "VOTIS" . L'ablativo è assoluto per alcuni avvenimenti storici (VEHICVLATIONE ITALIAE REMISSA ad esempio).

Enrico :)

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