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Il fiorino d'oro di Firenze alla corte di Carlo 1° d'Angiò

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Martedì 22 novembre alle 20.25, Stefano Locatelli terrà una conferenza su questo argomento presso la sede del CCNM, via Terraggio 1,Milano.

Coniato per la prima volta nel 1252 con peso fisso 3,53 e in oro puro a 24 carati, il fiorino d'oro di Firenze rappresentò una grande novità nel panorama monetario del XIII secolo, responsabile (insieme al genovino d'oro di Genova) del "ritorno all'oro" dell'Europa Occidentle. In tempi recenti, i lavori di Philip Grierson, Peter Spuffordo e Richard Goldthwaite sembrano lasciare pochi dubbi sull'ampio successo che questo nominale raggiunse nella seconda metà del XIII secolo. Impiegato sia come moneta di conto, sia come moneta effettiva nelle maggiori piazze commerciali d'Europa e del Mediterraneo. Tuttavia, il fascino per il ruolo internazionale sembra ver indotto i vari studiosi ad occuparsi di questo aspetto in maniera isolata, cioè senza considerare il comportamento del fiorino in contesti diversi dal mondo del "grand commerce".  Assumendo un nuovo approccio metodologico, è oggi possibile gettare nuova luce sui primi anni di circolazione di questa moneta. In particolare, attraverso l'analisi dei registri di cancelleria di Carlo 1° d'Angiò re di Sicilia (1266-1285) si dimostrerà che il trionfo del fiorino non dipese unicamente dal ruolo di primo piano nel commercio dell'epoca,  ma anche dal suo coinvolgimento all'interno dei sistemi finanziari di regni e territori straneri.

Stefano Locatelli è un giovane studioso, dottorando in Storia Economica e Sociale; lavora attualmente presso l'Università di Manchester. Ha al suo attivo varie ricerche nel campo della numismatica medievale e del primo rinascimento, fra cui: "La fisiognomica di Michele Scoto e il ritratto sulle monete medievali al tempo di Federico II" e: "Aspetti della monetazione dei Regni di Napoli e Sicilia nel Cinquecento: due tesori dall'Isola di Lipari".

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