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apollonia

Denario di Marco Aurelio con la Pax romana

Risposte migliori

apollonia

Salve

Questo è il sesto e (al momento) ultimo denario della mia serie imperiale romana.

Denario Marco Aurelio 0006.jpg

Marcus Aurelius. AD 161-180. AR Denarius (3.433 g, 17-19 mm, 4.23 g, 6 h). Rome mint. Struck AD 166. M ANTONINVS AVG ARM PARTH MAX, laureate head right / TR P XX IMP IIII COS III, Pax standing left, holding olive branch and cornucopia, PAX in ex. RIC III 164; MIR 18, 140-4/32; RSC 880.

 

La Pax romana, la cui personificazione compare sulle monete come questa, nella mitologia greca trova il corrispondente in Eirene o Irene, la dea della pace figlia di Zeus e di Temi. Il culto alla dea è attestato principalmente ad Atene, mentre fuori di Atene esso è attestato in età greca anche ad Eritre, sulle coste dell'Asia Minore (Dittenberger, nn. 1014, r. 140), a Nisa e in occidente a Locri, come provano le monete. Più diffuso sembra questo culto, secondo la testimonianza delle monete, in età romana, soprattutto in Asia Minore; ma in questo caso occorrerebbe distinguere le testimonianze del culto preesistente da quelle derivanti dal sincretismo con la dea romana Pax.

Giovenale firma con inglese ok.jpg

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apollonia

Cenno storico su questo denario.

La guerra romano-partica infuriava dal 161 al 166 d. C., quando Marco Aurelio e suo fratello Lucio Vero, designato coreggente, sconfissero con successo la capitale partica di Ctesifonte. Questa moneta è stata coniata nell'ultimo anno di quella guerra per commemorare la vittoria finale sui Parti.

Anche se l'impero dei Parti non è mai stato conquistato dai Romani, questa vittoria contribuì a porre fine alla grandezza di questo impero orientale. Vi furono molte altre battaglie tra Romani e Parti in questo stesso territorio, ma il regno dei Parti soccombette ai Sassanidi nel 228 d. C., creando in tal modo una successiva, sanguinosa rivalità tra Roma e l’Oriente.

Giovenale firma con inglese ok.jpg

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Legio II Italica

Ciao , scusami per l' intrusione , mi permetto soltanto per una chiarezza storica . Marco Aurelio non partecipo' alla spedizione partica durata quattro anni ma rimase a Roma , delego' questo compito a Lucio Vero , suo fratello adottivo e collega ; inoltre il successo della spedizione partica e' da attribuire principalmente ad Avidio Cassio piuttosto che a Lucio Vero . Lucio Vero rientrato a Roma celebro' il trionfo insieme a Marco Aurelio ; da qui l' emissione di monete di Marco Aurelio con il titolo di Armeniaco e Parthico . 

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apollonia
34 minuti fa, Legio II Italica dice:

Ciao , scusami per l' intrusione , mi permetto soltanto per una chiarezza storica . Marco Aurelio non partecipo' alla spedizione partica durata quattro anni ma rimase a Roma , delego' questo compito a Lucio Vero , suo fratello adottivo e collega ; inoltre il successo della spedizione partica e' da attribuire principalmente ad Avidio Cassio piuttosto che a Lucio Vero . Lucio Vero rientrato a Roma celebro' il trionfo insieme a Marco Aurelio ; da qui l' emissione di monete di Marco Aurelio con il titolo di Armeniaco e Parthico . 

Ciao, ci mancherebbe! Ben vengano queste 'intrusioni' che chiariscono i fatti.

 

Giovenale firma con inglese ok.jpg

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apollonia

Non ha a che fare con la storia romana, ma a proposito del ramoscello d’olivo in mano alla Pax, voglio condividere una bellissima storia raccontata da Erodoto su questa pianta tratta da ‘L'Olivo: tra storia e mitologia’ sul sito http://www.demetra.org/index.php/i-miti-gli-eroi-e-le-leggende-del-passato/57-mitologia/140-l-olivo-tra-storia-e-mitologia?showall=1&limitstart=

Due giovani vergini, Dania ed Augeria, native di Epidauro vennero oltraggiate e sopraffatte dalla vergogna si impiccarono; dopo poco tempo le terre degli Epidauri furono invase dalla sterilità; l'oracolo consultato impose di innalzare a Dania e Augeria delle statue scolpite dai tronchi di ulivo domestico. Nelle terre di Epidauro questa pianta era sconosciuta, allora chiesero agli ateniesi il permesso per potersene procurare. Costoro acconsentirono, ma ad una condizione: il popolo di Epidauro ogni anno avrebbe dovuto inviare una delegazione di suoi cittadini ad Atene per fare solenni sacrifici alla Dea Atena. L'immagine del riposo e della pace eterna era rappresentata dalla cristianità con una colomba che porta un ramo d'Olivo nel becco, simbolo anche di rinascita a nuova vita e speranza di resurrezione, ma anche di rinascita spirituale. Non a caso Noè inviò la colomba con l'Olivo ad annunciare la fine del diluvio. Licurgo volle abolire ogni fasto alle cerimonie funebri, stabilendo di adagiare i cadaveri sopra foglie di olivo e di alloro, questo per alludere alle vittoria riportata dal defunto sulle miserie della vita. L'Olivo era simbolo della Misericordia, della Clemenza, della Equità, della Pietà, della Felicità, della Luce. La Misericordia infatti era una donna vestita di bianco, rappresentata nell'atto di porgere pane ai poveri e con una ghirlanda di olivo sul capo. La Clemenza e l'Equità sono rappresentate nelle monete come donne con rami d'olivo tra le mani. Anche la Pietà, rappresentata come una donna velata, aveva in mano un ramoscello di olivo. Felicità era una figura femminile seduta su una cornucopia e con rami d'olivo tra le mani. L'olivo simbolo di luce, perché la luce è l'essenza di Minerva, chiarezza dell'intelletto, o forse perché l'olio ottenuto dai suoi frutti serviva per illuminare la notte. Durante le grandi epidemie, era consuetudine portare con se ramoscelli d'ulivo per proteggersi dal contagio. I censori romani erano rappresentati con un piccolo vaso di acqua benedetta in una mano e un ramoscello di ulivo nell'altra. Al termine dei cinque anni del mandato, era usanza benedire il popolo, aspergendo acqua benedetta con un ramoscello d'ulivo, in segno di perdono verso il popolo che avrebbe vessato durante il periodo del censo.

 

 

Giovenale firma con inglese ok.jpg

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